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Spiagge, decreto concorrenza: gare rinviate, ma governo avvia mappatura concessioni

Dal testo approdato in consiglio dei ministri è stato stralciato ogni riferimento alla riassegnazione dei titoli tramite evidenza pubblica, ma entro sei mesi si dovrà completare la ricognizione del demanio marittimo necessaria per completare il riordino del settore. Irritazione del Movimento 5 Stelle, festeggiano Forza Italia, Pd e associazioni di categoria.

Sulla riforma delle concessioni balneari, il governo ha finalmente trovato una mediazione: dopo mesi di scontri interni alla maggioranza, il decreto concorrenza è approdato ieri in consiglio dei ministri rinunciando a regolamentare la riassegnazione dei titoli tramite gare pubbliche, ma comprendendo un articolo che impone almeno di iniziare la mappatura del demanio marittimo necessaria a concludere il riordino del settore. Come anticipato già la scorsa settimana da Mondo Balneare, l’intento del governo sarebbe quello di attendere la sentenza del Consiglio di Stato che si è riunito lo scorso 20 ottobre in adunanza plenaria al fine di esprimere un orientamento unitario della giustizia amministrativa sulla validità dell’estensione delle concessioni fino al 2033 disposta dalla legge 145/2018; ma oltre a questo fattore, sul rinvio delle gare ha pesato la ferma opposizione delle forze di centrodestra. Le intenzioni del premier Draghi, scritte nella prima bozza del decreto concorrenza poi stralciata, erano infatti quelle di disciplinare subito la riassegnazione delle concessioni tramite evidenze pubbliche, ma Lega e Forza Italia hanno fatto muro: e così il provvedimento, inizialmente atteso per luglio, è prima slittato a ottobre e infine è approdato in consiglio dei ministri senza alcun riferimento alle gare.

pouf Pomodone

La notizia ha scatenato il plauso unanime delle associazioni di categoria (tutti i commenti sono in calce a questo articolo, NdR), mentre dalle forze politiche è trapelata la soddisfazione di Pd e Forza Italia e l’irritazione del Movimento 5 Stelle, col deputato Sergio Battelli che invoca le gare e annuncia emendamenti per modificare il testo del decreto. Ma che il premier Mario Draghi intenda risolvere comunque il problema in tempi brevi, lo dimostra la presenza di un articolo che impone di completare entro i prossimi sei mesi la mappatura ufficiale delle aree demaniali marittime in concessione: in particolare, il provvedimento prevede una delega al governo per costituire un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni, al fine di «promuovere la massima pubblicità e trasparenza dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori». Il decreto legislativo che ne seguirà dovrà, tra l’altro, individuare lungo tutto il territorio nazionale il numero e la tipologia di concessioni balneari, l’entità dei canoni e la storicità dei titoli: la rilevazione dovrà includere «tutti gli atti, i contratti e le convenzioni che comportano l’attribuzione a soggetti privati o pubblici dell’utilizzo in via esclusiva del bene pubblico» e «prevedere la piena conoscibilità della durata, dei rinnovi in favore di un medesimo concessionario, di una società controllata dal concessionario o di un suo familiare diretto, del canone, dei beneficiari, della natura della concessione, dell’ente proprietario e, se diverso, dell’ente gestore, nonché di ogni altro dato utile a verificare la persistenza in favore del medesimo soggetto delle concessioni e la proficuità dell’utilizzo economico del bene in una prospettiva di tutela e valorizzazione del bene stesso nell’interesse pubblico». Il testo completo del provvedimento si trova all’articolo 2 della bozza del decreto concorrenza, pubblicata dal Sole 24 Ore.

La mappatura del demanio marittimo contenuta nel decreto concorrenza è né più né meno quella già prevista dalla legge 145/2018, che oltre a estendere le concessioni fino al 2033 come periodo transitorio in vista della liberalizzazione del settore, aveva stabilito i principi per la successiva riassegnazione delle concessioni, tra cui appunto una ricognizione delle aree concesse e di quelle concedibili. Tale mappatura doveva essere completata entro il 30 aprile 2019, ma il compito non è mai stato nemmeno avviato e di conseguenza molti tribunali italiani hanno disapplicato l’estensione al 2033, che in assenza di una riforma organica non era più credibile come periodo transitorio, bensì appariva come una proroga automatica (e quindi illegittima in base alla sentenza “Promoimpresa” emessa il 14 luglio 2016 dalla Corte di giustizia europea). Per lo stesso motivo, nell’ultimo anno sono arrivate una lettera di messa in mora dall’Unione europea e svariate diffide dell’Antitrust contro i Comuni che hanno applicato la norma. Ma ora pare proprio che Draghi voglia chiudere una questione che si trascina dal 2010, da quando cioè lo Stato italiano ha recepito la direttiva europea “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi abrogando il rinnovo automatico delle concessioni in vigore fino ad allora, senza mai riuscire a introdurre un riordino del settore che possa conciliare i principi europei con i diritti degli attuali concessionari titolari di imprese private su suolo pubblico. E i titolari di stabilimenti balneari devono prepararsi a fare i conti con lo scenario delle procedure selettive che il governo vorrà senza dubbio istituire a partire dal 2033.

Illustrando i contenuti del decreto concorrenza, il premier Draghi ha dichiarato che con la mappatura del demanio marittimo, il governo vuole avviare «un’operazione di trasparenza» mappando tutte le concessioni in essere «come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze. Si tratta di un provvedimento analogo a quanto ci apprestiamo a fare con il catasto. I cittadini potranno così verificare quanto ciascun concessionario paghi per esercitare la sua attività. Ci aspettiamo che questo esercizio metta in evidenza la frammentazione delle competenze tra amministrazioni centrali e territoriali e la scarsa redditività per il governo della maggior parte delle concessioni».

I commenti della politica

Come anticipato, il Movimento 5 Stelle non ha gradito lo stralcio delle procedure di gara dal decreto concorrenza. Così infatti afferma il deputato Sergio Battelli in un post su Instagram: «Sul ddl concorrenza salta la questione balneari. Il premier Mario Draghi ci ha provato, ma il centrodestra ha fatto muro. Lo dico e lo ripeto senza disagio: non è una questione di Bolkestein o non Bolkestein. In Italia la gestione del demanio marittimo è stata prorogata, derogata, derubricata per anni e da tutti i governi, compreso il Conte uno. Il concetto è semplice: non esiste una concessione “a vita” senza una procedura di gara di aree pubbliche. Diverse regioni hanno proprie leggi che determinano percentuali di arenile libero e accessibile, ma sono inapplicate da anni. Le gare sono il punto di arrivo: lavoriamo su principi e criteri per normarle, ma questo caos normativo deve finire, ed ecco perché parlerò nuovamente con il mio gruppo per presentare emendamenti».

Di tutt’altra opinione è invece il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che recita in una nota: «Ha fatto bene il governo, accogliendo le nostre ripetute istanze, a escludere dal ddl concorrenza le concessioni balneari. Si tratta, infatti, di materie già regolate da altre norme e per cui più volte siamo intervenuti chiedendone l’esclusione anche in Europa dalla direttiva Bolkestein, una norma che non ha nulla a che fare con queste attività. Per quanto riguarda le concessioni balneari, siamo di fronte a imprese turistiche fondamentali per il comparto e che operano da troppi anni in una situazione di incertezza intollerabile, alla quale si sono sommati i tanti danni dovuti al maltempo e la pandemia degli ultimi anni. Continuare a minacciarle nuoce al settore e impedisce investimenti fondamentali che dovranno invece essere incentivati per poter sfruttare appieno una delle peculiarità che pochi paesi europei possono vantare e che altri invece vorrebbero far scomparire».

Soddisfatto è anche il deputato del Partito democratico Umberto Buratti: «È assolutamente corretta, doverosa e di buon senso la scelta del governo di non introdurre il tema delle concessioni demaniali marittime all’interno del decreto concorrenza. Bene anche la cosiddetta mappatura, che dovrà servire per avere una visione d’insieme del demanio che, ricordo, non interessa solo gli stabilimenti balneari, bensì ogni struttura esistente come immobili abitativi, commerciali, teatri, distributori di benzina, eccetera. Per questo è necessario potenziare gli uffici del Sistema informativo demanio (Sid) e completare il procedimento previsto dalla legge 125/2016 per l’aggiornamento della dividente demaniale marittima (la linea di demarcazione tra demanio e altre proprietà) da parte delle Regioni in ragione delle mutate condizioni della costa. Come ha ben detto il presidente Draghi, l’intervento in materia di concessioni demaniali marittime deve essere fatto in una logica microeconomica che tenga conto della realtà delle concessioni demaniali, che è molto articolata e differente nelle varie zone d’Italia. Inoltre dobbiamo ancora conoscere l’esito della sentenza del Consiglio di Stato. Da qui si potrà arrivare a una riforma organica che tenga conto delle specificità del nostro demanio e offra risposte coerenti, adeguate e non superficiali che tutelino le imprese. Noi siamo pronti, come parlamentari Pd, a sostenere il lavoro del governo per affrontare e risolvere la questione delle concessioni sul demanio marittimo e a collaborare per far sì che si arrivi a una soluzione definitiva e condivisa».

I commenti delle associazioni di categoria

Da parte delle associazioni che rappresentano gli imprenditori balneari italiani, la soddisfazione è unanime. «Bene l’esclusione dei balneari dal disegno di legge sulla concorrenza», dichiara Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio. «Bene anche la ricognizione delle concessioni dei beni, del resto già prevista nella riforma della disciplina contenuta nella legge 145/2018. È tempo che si applichi, senza indugio, questa legge che delinea un percorso di riforma della materia non più dilazionabile. La balneazione attrezzata italiana, costituita da 30.000 imprese con 1 milione fra addetti diretti e indiretti, non può vivere nell’incertezza. La questione delle concessioni balneari non può essere affrontata in maniera semplicistica o strumentale, come taluno vorrebbe in maniera irresponsabile e demagogica. È una vicenda delicata e complessa, tanto da avere dato luogo a contrasti giurisprudenziali che hanno richiesto persino la fissazione dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. La decisione di Palazzo Spada, attesa per le prossime settimane, sarà importante ancorché spetti alle istituzioni rappresentative (governo, parlamento e regioni) risolvere questa intricata vicenda con un giusto bilanciamento fra la concorrenza e i diritti fondamentali delle aziende attualmente operanti, salvaguardando la balneazione attrezzata italiana che costituisce un prezioso vantaggio competitivo del paese nel mercato internazionale delle vacanze».

Dello stesso tenore è la nota di Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti: «Sicuramente è di grande buon senso non avere inserito la questione delle concessioni balneari nel ddl concorrenza: in questa fase si rischierebbe di avere un approccio frettoloso e quindi sbagliato su un tema molto complicato. Abbiamo bisogno di seguire un percorso, e noi balneari di Fiba-Confesercenti ribadiamo che il percorso è quello già tracciato dalla legge 145/2018. Apprendiamo con soddisfazione il fatto che il governo intende comunque procedere con una mappatura delle coste italiane: è questa la strada da seguire per comprendere le varie sfaccettature della questione e raccogliere tutti gli elementi utili. Preso atto di quello che sarà l’esito della sentenza del Consiglio di Stato, secondo Fiba si potrà e si dovrà celermente procedere alla riforma del demanio, tenendo in considerazione i passaggi già previsti dalla legge e la necessaria tutela delle imprese balneari e dei loro investimenti».

Ancora, così Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria: «Dopo la notizia che le concessioni turistico-ricreative non sono oggetto del decreto concorrenza, Assobalneari-Confindustria esprime la propria soddisfazione per essere riuscita a fare comprendere al governo, attraverso i parlamentari che si sono sempre occupati della questione, che esiste già una legge dello Stato che è la 145/2018, che proroga le concessioni al 2033 e che è già passata al microscopio dalla Commissione europea a suo tempo, senza essere stata contestata. Mettere in discussione questo caposaldo sarebbe stato un errore gravissimo, soprattutto in termini di prospettive per una ripresa economica del paese e del turismo in particolare. L’azione ora necessaria del governo è difendere nei confronti della Commissione europea le imprese turistico-ricreative, e perciò anche gli stabilimenti balneari, dai morbosi e fin troppo interessati attacchi dei tecnocrati di Bruxelles che vorrebbero favorire grossi gruppi di investitori esteri per impossessarsi dei nostri litorali a costo zero. L’esecutivo oggi deve proseguire la trattativa con Bruxelles partendo dalla perfetta risposta data alla richiesta europea di messa in mora dell’Italia e facendo comprendere a quei signori, che nemmeno sanno cosa significhi un’impresa turistica, che siamo locatari di un bene e non di un servizio, come lo stesso Bolkestein è venuto a dichiarare al parlamento italiano. Le argomentazioni per uscirne ci sono, ma si tratta di risolvere l’annosa questione una volta per tutte a livello politico, anziché permettere che siano pochi giudici a esprimersi sul futuro di 30.000 imprese che contribuiscono a far ripartire il settore economico del turismo favorendo occupazione e indotto. Ci auguriamo che quanto avvenuto sia il primo passo per andare nella direzione giusta».

Questo, invece, il commento diramato da Cna Balneari: «Apprezziamo la decisione del governo di non rimettere in discussione nel decreto concorrenza la misura, già convertita in legge dal parlamento, che estende al 2033 le attuali concessioni demaniali marittime. Una richiesta avanzata da tempo dalla nostra confederazione per garantire stabilità a un comparto da 30mila imprese e che il governo ha accolto con una dimostrazione di sensibilità e di concretezza. Cna Balneari considera positivamente anche l’annuncio di una mappatura delle concessioni in vista della riforma del demanio marittimo. E proprio per cominciare a tracciare il futuro del settore, oggi pomeriggio a Viareggio Cna Balneari organizza un convegno con la partecipazione di esponenti delle principali forze politiche».

Da parte di Federbalneari arrivano le parole del presidente Marco Maurelli: «Lo avevamo detto al ministro Garavaglia nel nostro ultimo incontro a Rimini: la mappatura delle concessioni demaniali è la prima cosa da fare e manca formalmente da oltre 10 anni. Sono mancate quattro riforme e siamo convinti che sia la volta buona. Questo input del governo rappresenta il vero segnale di discontinuità chiesto con fermezza da Federbalneari Italia. È necessario anche dare un segnale di riforma al Consiglio di Stato, che si esprimerà in giudizio entro pochi giorni e che siamo convinti confermerà la validità della legge di transizione per la durata delle concessioni con scadenza al 31 dicembre 2033».

Infine, così si è espresso Mauro Vanni, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali: «Accogliamo positivamente la decisione del governo di non introdurre il tema delle concessioni demaniali all’interno del decreto sulla concorrenza, ritenuto importantissimo in chiave Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza su cui si fonda la ripartenza italiana dopo la pandemia coi fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Quella del governo e del presidente Draghi ci pare una decisione diligente e seria, perché normare superficialmente su un tema come questo si rischia di adottare provvedimenti iniqui. Bisogna rendersi conto che la realtà delle concessioni demaniali è molto articolata, differente nelle varie zone d’Italia, e le 30.000 concessioni hanno situazioni diverse fra loro. In Italia ci sono stabilimenti balneari, camping, ristoranti e alberghi, cioè categorie diverse fra loro. Non pensiamo che quel che accade su un territorio sia la normalità. Se interviene il governo su scala nazionale, deve farlo in modo equo. Noi stessi da anni chiediamo una ricognizione della costa italiana, perché ad oggi il demanio marittimo non ha una fotografia precisa. Con quella, che è l’impegno assunto dal governo, sarà possibile adottare provvedimenti seri».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Ancora una volta non si procede.. a tutela della corporazioni.Draghi ha obbedito alla lega e company..
    Ma e’ tutto un disegno per allungare al massimo le evidenze pubbliche..
    Una pagliacciata ..La mappatura e’ a fisposizione del governo tramite il sistema informativo demanio
    Se il consiglio di stato interverra’ dichiarando la disapplicazione della proroga,sono curioso di capire qusle alltra pezza il governo mettera:
    Concedera’ un ulteriore proroga ancorandola ad un fantomatico disegno di legge che in italia durano 2/3 anni e poi si petdono nel nulla???vedi disegno pizzolante?
    E la commissione europea continuera’ a stare a stare ferma senza deferire l itallia alla corte di giustizia?
    E perche’ la commissione ha aperto l ennesima procedura d infrazione,che si era gia’ conclusa con la sentenza di condanna per lo stato italiano,ben potendo richiedere direttamente l’applicazione della sanzione pecuniaria??
    Mi sembra un teatro con unica trama: perdere piu tempo possibile prima di arrivare alle gare,e poi propio se ci devo andare lo faccio con bel disegno do legge all’ italiana….

  2. P.S
    Sai di che corporazione faccio parte io? Di quelle che si svegliano alle 6 tutti i giorni da aprile a ottobre per preparare la giornata lavorativa al meglio e vanno a dormire alle 24 senza fermarsi un attimo mangiando forse un panino .
    Fate tutti un po’ di silenzio perché non sapete niente , sapete solo scrivere da un cellulare/ pc .

    • Nikolaus Suck says:

      C’è chi fa quella vita tutti i giorni dell’anno, ma quelli non li protegge nessuno e non rivendicano nulla. Come mai?.

      • si suck ma tu non sei in quella categoria…cioe di chi lavora, e grazie anche alle persone come te che non si hanno tutele..perche non parli di togliere le cooperative dal mondo del lavoro che sono la vera piaga sociale dell italia invece di rompere i c……ni sempre a chi a tua differenza lavora sul serio? forse tanta gente potrebbe vivere meglio.
        dillo al tuo amico rustichelli che campa con i nostri soldi

      • Ma chi ? Chi ? Chi lavora 7 su 7 13 -14-15 ore al giorno per mesi e
        Mesi sperando nel sole e non nel maltempo ? Avendo dipendenti , famiglie ,mutui , fatture e quanto altro e i corvi come voi con il fiato sul collo ? Chi ??? Tu suck ?? Ma per favore .. ripeto , tacete fate più bella figura .

  3. Si andra’ a vedere quante sono le concessioni e penso emergera’ quante spiagge libere ci sono nei vari comuni.Si andra’ a vedere chi le detiene e forse emergera’ anche la questione del conflitto d’interessi.Da quanto tempo e si vedra’ anche che le pubbliche spiagge si tramandano anche da vari decenni e anche un secoli tra padri e figli.Si andra’ a vedere quanto si paga di canone e qui Draghi ha gia’ detto”sicuramente poco”. Sono tutte quelle cose delle quali si ampiamente discusso e che verranno fuori inequivocabilmente.Chiarezza e trasparenza che logicamente deve essere fatta prima di procedere.Poi la sentenza del CdS dira’ quanto possiamo prendercela comoda.Sempre che l’Europa se ne stia zitta e buona ancora per un po’.

    • Claudia Gisela says:

      Si andrà a vedere quanti granelli di sabbia ci sono in ogni stabilimento e quanti rompipalle come voi ci sono. Le gare sono state fatte come mai non hai partecipato?

    • Sarò stupido ma veramente non riesco a capire perchè vi brucia cosi tanto il sedere se parlate di cose non conoscete in pieno e soprattutto distorta dai media che non fanno altro che sputare sentenze per gonfiare le notizie. Sappiate che le persone che state condannando e mettendo alla gogna come dei ladri ecc sono persone oneste che pagano allo stato e quindi contribuiscono alla fruizione dei servizi di cui noi tutti cittadini ne facciamo parte, attaccate una categoria di gente onesta e che lavora duro è vero che lavoriamo 5/6 mesi ma è vero anche (calcoli fatti da un commercialista) che il carico di lavoro se paragonato ad una persona cosiddetta “normale ” ovvero una persona che lavora in fabbrica o come uno statale è di circa un anno e mezzo concentrato in pochi mesi. Cercate di aprire la mente e di vedere al di là del vostro naso queste persone sono persone in primis e poi lavoratori che hanno costruito le loro aziende da soli senza nessun sostegno da parte dello stato ed il loro unico errore è stato quello di edificare sul suolo demaniale che per aggiunta non aveva nulla ed è stato creato qualcosa di unico che permette all’Italia di contare su una bella fetta di guadagno e di prestigio. Parlate solo per invidia ma se regalate i beni del demanio a multinazionali mafiosi e stranieri pensate che avrete una vita facile? che vi venga in tasca qualcosa? o che ve le regalino a voi? riflettete bene ad ogni azione corrisponde una conseguenza, es. darle a multinazionali farebbe il guadagno di pochi con il sedere di molti spremendoli come pomodori. nessuno vi regala niente mettetevelo in testa

  4. Questa ” operazione trasparenza”,se
    sara’ fatta con onesta’ di intenti, fara’ si che i cittadini vengano a conoscenza del modo di gestire un bene che appartiene a tutti.Non serve per farlo capire ai politici politicanti che lo sanno gia’ come vanno le cose visto che parecchi sono personalmente coinvolti.Spero che questa sia una buona occasione per farci capire bene cosa si compie sulle pubbliche spiagge all’insaputa degli ignari cittadini.

    • Guarda cara Ilaria che essere concessionario e anche politico di vario genere non produce nessun conflitto di interesse….e la mappatura non porterà a sapere nulla di più di quello che già si sa…il grosso problema che voi leoni da tastiera non capite è che per fare delle evidenze pubbliche (e non gare/aste come dite voi) a prova di ricorsi e compagnia bella ci vogliono anni…lo Stato deve sapere tutto di quella concessione perché rischierebbe di mettere al bando qualcosa che poi nella realtà nn è quello che si dichiara….in soldoni la maggioranza delle concessioni ha problemi urbanistici che non dipendono dal concessionario ma da condoni urbanistici che hanno creano dei mostri… concessioni incamerati dalla stato che sono in realtà in parte abusivi…ti confido un segreto…nel comune dove vivo su 53 concessioni 38 hanno questo problema INSANABILE…

      • Nikolaus Suck says:

        Se sono insanabili si demoliscono punto, non sorgono diritti e lo prevedono già tutte le leggi del mondo, arrivederci e grazie.

        • Caro suck se leggessi nuovamente il mio commento capiresti che ho detto un’ altra cosa…BENISSIMO DEMOLIAMOLI ma prima devi andare a trovarli quegli abusi…ci vorrebbe un lavoro che nemmeno immagini…carte che si aggirano tra archivi comunali, capitanerie di porto e ufficio delle entrate…(sempre che li trovi)..poi devi demolire a spese dello Stato in tutti i casi di incameramento….non dico che non è fattibile ci mancherebbe ma ci vogliono tempi lunghi caro Suckkkk…te lo immagini Diario o Ilaria che vincono un bando e il giorno dopo il vecchio concessionario manda una pec in CP per denunciare abusi nella concessione…che casino??nastri rossi e bianchi e ricorso di Ilaria e diario contro lo Stato..LE COMICHE

  5. Ilaria purtroppo e’ solo una pagliacciata ,un modo per perdere tempo.
    il governo tramite il sistema informatico e’ al corrente di tutti i dati,non c e bisogno di una mappatura fatta solo per accontentare gli amici del papete.

    Poi mi chiedo,allorche’ il consiglio di stato dichiarera’ direttamente applicabile la direttiva( non c e rabisogno nemmeno di scomodare la UE ,considerato che la nostra corte costituzionale ha gia’ affermata l illegittimita’ della proroga e la doverosita’ dei bandi) di quale copertura giuridica godranno i balneari?
    Di un ulteriore proroga legata ad un FANTOMATICO DISEGNO DI LEGGE,che puntualmente si arenera’ in parlamento ? Come quello di Pizzolante?

    Il problema e’ che anche la Commisdione Europea non avrebbe dovuto allungare il brodo con l ennesima procedura di infrazione,ma chiedere direttamente allla Corte di Giustizia,l appplicazione della sanzione pecuniaria considetato che la Corte ha gia’ emesso sentenza di condanna dell italia

  6. Ormai ne parlano anche tutti i tg , la festa è finita ,le gare saranno chieste dai cittadini stessi non dall’Europa , manca davvero poco ma è quasi ufficiale che sono imminenti

  7. Finalmente si comincia ad aprire il cielo,alla fine il buon senso e la buona politica esce sempre fuori, ma scusate ma i balneari non sono tutti storici,esistono nuove concessioni rilasciate qualche anno fa con bando pubblico sulle quali i nuovi concessionari hanno investito centinaia di migliaia di euro e non ancora ammortizzati,ma che gli raccontiamo? Vi rendete conto di cosa state dicendo? Viva il buon senso .

        • suck si vede che non capisci proprio un c…o di balneazione. tu oltre a offendere continuamente la categoria pensi sempre che noi siamo dei ladri e delinquentii pubblicando articoli di persone che scrivono cose non vere e che non conoscono a fondo la questione .

          .invece di rompere i c…..ni sui canoni che sono noti all agenzia delle entrate e che (non li stabiliamo noi ma lo stato e sono 50 volte che lo diciamo)sono proporzionati all area in concessione perche non pubblicate le vostre denuncie dei redditi e chi vi sta pagando..ne vedremmo delle belle suck. i tg parlano se hai capito bene di qualche e dico di qualche milione di lavoratori e solo nella balneazione senza contare ambulanti portuale tassisti ..vuoi che questa gente venga in piazza suck o davanti il tuo ufficio? li fermerai tu suck con la tua propaganda pro aste o rustichelli in nome che c e lo dice l europa oppure in nome della supremazia del diritto europeo? il governo a fatto una scelta molto ragionevole e di buon senso e la mappatura era gia prevista nella 145 oppure vai tu suck a governare e indicaci la via caro sciamano.

        • Sarebbe il caso di chiedere al Governo se per caso o per sbaglio hanno saputo queste cosucce.Giusto per dar loro una mano e sbrigarsi con la “mappatura”.E far sapere anche quanti parlamentari nazionali ed europei sono balneari storici o figli di balneari storici o come cavolo sono intrallazzati.Lo vogliamo sapere!Se qualcuno ha i mezzi e imodi per far arrivare il messaggio ai nostri governanti per favore lo faccia.Visto che hanno detto che sara’ un’operazione di trasparenza!

  8. Ma scusate è come dire :da domani tutti gli impieghi pubblici vanno a bando perché tutti hanno diritto ad occupare un posto di prestigio e comodo,sarebbe bello no? Un impiegato delle poste viene sostituito dopo 10 anni per lasciare il posto ad un disoccupato per altri dieci,in questo modo tutti possono lavorare .

  9. Si pensa sempre a quello che ha il proprio vicino e non si apprezza la propria vita , non sono un concessionario non mi interessa direttamente ma avendo un attivita legata al turismo tutto questo mi spaventa … essendo abituato ad avere intorno a me persone che da decenni gestiscono in maniera lodevole senza incidenti porti e spiagge .. mi spaventa sapere chi ritrovarmi vicino ( mafia camorra sacra corona unita andrangheta ) che fortunatamente per ora qui non ce! o quqlche multinazionale che pebsa solo ai propri profitti mentre ora grazie alle spiagge e ai porti tutti lavorono … inoltre e’ meglio mettere a gara concessioni storiche che da anni pagano le tasse perche voi guardate soltanto quanto si paga la concessione senza pensare all’iva ai contributi ai suoli pubblici etc… e poi sarebbe semplice basterebbe rivedere i prezzi delle concessioni in base al luogo e all’affluenza invece di sperperare miliardi in gare che poi abdranno deserte e dove veranno messi cavilli che solo gli amici dei sindaci cge portano voti e mazzette possano prendere per poi dichiarare fallimenti cambiare societa e non pagare nessuno … questo e’ lo scenario …
    colgo l’occasione per ringraziare i partiti in primis la Lega forza italia e il pd che queste cose le sanno bene e spero lotteranno fino alla fine per difendere le nostre coste dagli sciacalli dalla corruzione dalla malavita e dai truffatori… viva la gestione famigliare continuate a lottare…

  10. Hai detto bene LE VOSTRE COSTE perche’ a forza di rinnovi automatici sono diventate le vostre le coste ,non le coste dei cittadini.
    E le gare non si fanno perche vanno agli amici,allora le vendiamo direttamente alle famiglie che le posseggono da generazioni.
    C e qualquno che mi risponde alle mie domande nel merito?In particolare sulla legittimita’ di un ulteriore proroga?

    Atteso anche che oggi la legittimita non e’ data dalla proroga al 2033(almeno per molti comuni che non hanno voluto prorogare) ma dall emergenza covid.
    Grazie

    • Amici di chi ? Carlo che stai a ddi’ !!! Le concessioni le gestiscono in gran parte famiglie di onesti lavoratori , tuoi simili , che tu tanto odi e critichi ! Basta ! Sei ridicolo !!! Lascia in pace la gente che lavora ! Pensa al tuo orto e non al porto!

    • Avv. Lucano says:

      La proroga non solo è legittima ma è pienamente in vigore. Chi non ha estese ha sbagliato e se ne assumerà le conseguenze, non può l’amministrazione decidere su una materia di competenza statale e questo il fatto , ma deve limitarsi ad applicare. Se c’è un contrasto con la normativa europea e un eventuale abrogazione ce lo dice la corte costituzionale o la corte di giustizia. Il funzionario o il comune come fa ad interpretare una assetto normativo oggetto di contrasto giuridico e soprattutto privo di qualsiasi norma di recepimento su come fare queste ipotetiche gare. In mancanza la proroga è non solo efficace ma la non estensione omogenea crea un sproporzione nell’applicazione della medesima legge nello stesso spazio giuridico e non si può , questo sì che distorce la concorrenza e permette investimenti in un luogo soggetto a proroga è un blocco in un altro che nn ha ricevuto estensione , creando danni economici tra località a volte anche limitrofe . Questo sì che è assurdo .

      • Nikolaus Suck says:

        La Corte di Giustizia lo ha già detto e lo dirà ancora, e un’occhiata ad esempio a Corte Costituzionale m 1/2021 la darei, così giusto per non parlare a vuoto…

  11. Avv. Lucano says:

    Bene ha fatto il governo ma è necessario cogliere le esigenze delle piccole imprese e delle microeconomie esistenti, una riforma senza mappatura nn avrebbe senso così come recita la 145. Non possono considerarsi le concessioni tutte di interesse trasfrontaliero è una follia , così come è una follia l’applicazione della concorrenza alle spiagge dove le concessioni insistono ante 2006 e dove ci sono imprese piccole con avviamento consolidato . La commissione deve spiegarci perché omette di considerare concetti come la proprietà privata europea e il legittimo affidamento e poi ne parliamo. Nessun governo , nessuno, manderà mai a casa tante piccole micro imprese in ragione di una folle rincorsa alla concorrenza senza limiti. La concorrenza è tale quando aumenta le libertà dei cittadini e tutela il lavoro, non quando lo toglie ad alcuni per sostituirne altri senza un minimo di senso logico, questa è iper concorrenza ed è dannosa e improduttiva dal punto di vista economico e sociale. Passo e chiudo

  12. Il disegno e’ solo quelllo di pardere piu” tempo possibile,confidando che la Commissione deferisca con CALMA……………… l italia davanti alla Corte di giustizia europea ma non per chiedere una sanzione pecuniaria ..ma per accertare cio che aveva accertato nel 2016,ovvero l illegittimita di qualsiasi proroga automatica.,una PAGLIACCIATA.

    Sperando magari che gli allocchi della commissione vengano infinocchiati con un bel disegno di legge all’italiana che,come nel caso pizzolante,vedra’ la luce forse forse tra tre anni..sempre che prima non si vada a votare…

  13. Ma siamo seri,davvero pensate che sono li’ per difendervi?Sono li’ per il loro tornaconto elettorale.Se si poteva qualcosa avrebbero tirato fino a questo punto?L’Europa ha gia’ messo in chiaro che non ci siamo.Ma basta,ormai i voti di quelli favorevoli alle aste sono tanti anche quelli.Non vogliamo mettere a repentaglio I soldi del Pnrr,non vogliamo uscire dall’Europa perche’ ne abbiamo bisogno e tanto.Non vogliamo mettere a rischio tutto questo per i balneari.Non vogliamo pagare noi multe millionaire per farvi stare li’ come signorotti medievali.E vogliamo procedere spediti con le riforme senza tante pugnette.Fate gli imprenditori senza tanti piagnistei e comportatevi come tali,senza cercare protezioni odiose e accettando le regole del mercato e soprattutto rispettando le Leggi,quelle di rango superiore.Siamo la barzelletta d’Europa con questa commedia,anche basta!

        • Smarcate ? Prego ? Studia e informati tu in Spagna le hanno date a check le aveva già per 15 fino a 99 anni . Idem in Croazia e Portogallo , studia . Ciao suck

          • Nikolaus Suck says:

            Cazzate. Sei un ignorante superficiale. In Sosgba sulle spiagge non esistono concessioni ma solo autorizzazioni commerciali di max 4/6 anni. Quelle da 75 riguardano i beni demaniali retrostanti le spiagge. E in Croazia quelle da 99 anni riguardano solo opere eccezionali di interesse nazionale previa autorizzazione individuale del parlamento. Un porto internazionale per intenderci. Sei un pappagallo che studiare non sa nemmeno cosa voglia dire.

  14. Io penso Ilaria che tu non hai la minima idea di cosa sia l imprenditoria ,per essere imprenditori bisogna avere le capacità ma a fatti non a chiacchiere ,è possibile che tutti i politici a favore della legge 145 / 2018 abbiano i loro tornaconti? Vuoi dire che la destra e il PD abbia un tornaconto? Ma guarda un po’ solo i 5stelle (grandi lavoratori esperti nell arte ) sono favorevoli alle gare europeisti con il sudore degli altri.

    • Grazie Elisabetta per aver chiesto il mio punto di vista che è un po’ diverso dalla maggioranza..io ci trovo una strategia nel rinvio che sfrutta i tempi morti dello stato d’emergenza. Il ddl sembra portare un’accettazione politica inconsapevole di almeno due strumenti pro-aste: il primo è il rafforzamento dei poteri DELL’AGCM che non è certo a favore dei balneari e il secondo è la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte del Ministero in caso di mancate gare per le concessioni idroelettriche entro dicembre 2022 che potrebbe essere un modello anche per le spiagge. La mia piccola esperienza negli uffici demanio mi ha fatto capire che da un lato la politica non realizza i PUL e dall’altro molti, fortunatamente non tutti, i dirigenti demanio preferiscono non aggiungere lavoro con eventuali bandi per cui non è sufficiente promuovere le gare ma vanno imposte in caso di ritardi amministrativi e chissà che a farsi garante dei tempi non sia proprio l’AGCM.
      Vi invito però ad esprimere i dubbi scrivendo in italiano alla Direzione mercato interno – grow-e2@ec.europa.eu – mettendo in copia conoscenza il Presidente del consiglio – presidente@pec.governo.it

  15. Troppo forte quello che ha detto Crozza adesso in tv:riusciamo a capire cosa succede su Marte e non sappiamo cosa succede sulla spiaggia di Cesenatico?Dobbiamo mappare?😂😂😂😂

    • “MAPPARE”, significa anche e soprattutto RENDERE PUBLICO e trasparente una serie di informazioni (a mio modesto avviso, le Amministrazioni del demanio già conoscono molto bene) affinché, la Commissione europea e qualche italiano, possa rendersi conto della REALE SITUAZIONE, per la quale, abbiamo ampiamente dibattuto su MondoBalneare! Chissà, forse anche i pentastellati, potrebbero ripensarci quando sapranno meglio!!!

  16. Ma i progara sanno che il demanio marittimo ai concessionari da solo sabbia ? Per costruire uno stabilimento di medie dimensioni servono un paio di milioni ! O forse credono che con 1 euro di più entra un altro e punto ?

    • Nikolaus Suck says:

      Certo che lo sanno, non vogliono nulla gratis ma solo fare quello che avete fatto voi: sfuttare una risorsa pubblica e collettiva per investire in un’impresa, a tempo perché vincolata alla scadenza della concessione. Scadenze e gare sono sempre esistite, la stortura sono le proroghe non l’Europa.

  17. Caro deputato Sergio battelli come tu non sai perché hai una poltrona fissa con un bello stipendio ormai qualsiasi attività in Italia sia grande che piccola riesce a campare modestamente e non più come una volta quindi lascia vivere e lavorare questi balneari senza stressarlo con i tuoi pensieri e paure…. Te certamente non ne hai percepisci tutti i mesi e tanto mentre invece in Italia i balneatori ormai lavorano 3 mesi e non più 5 o sei e devono campare le famiglie per un inverno mentre tu sei sicuro delle tue entrate ogni mese loro non lo sono…. Quindi non stressare chi lavora onestamente ….

  18. Come si fa Luca a compatire chi scrive che lavora 3 mesi l’anno pretendendo di far campare una famiglia intera…ai balneari è possibile, te compreso, per la condizione di privilegio di cui godi a differenza del ristorante accanto non sul demanio che lavora anche lui tre mesi…per rispetto e dignità almeno non fare il misero.

      • Nikolaus Suck says:

        Puoi dargli torto? È qui che cadete, nella contraddizione tra questa ostentata presunzione e il piangere miseria che non convince nessuno ed evidenzia la realtà. Non riuscite nemmeno a coordinarvi tra di voi, fare davvero sorridere. Meno male che ci sono i dati ufficiali.

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