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Spiagge assenti in decreto concorrenza: governo attenderà Consiglio di Stato

Dal provvedimento esaminato in consiglio dei ministri è stato stralciato ogni riferimento alle concessioni balneari

È ufficiale: il “decreto concorrenza” non si occuperà di concessioni balneari. È quanto è emerso da fonti di governo, in seguito dell’esame del provvedimento da parte del consiglio dei ministri.

La legge, che il premier Mario Draghi aveva inizialmente annunciato per luglio, era stata rinviata a settembre e la sua prima stesura conteneva una norma per la riassegnazione delle concessioni balneari tramite gara. Tuttavia, in seguito alle proteste delle associazioni di categoria e di alcune forze politiche, l’approvazione del decreto è ulteriormente slittata a ottobre e a quanto pare alla fine non conterrà nessuna norma in materia di spiagge.

In base alle informazioni in nostro possesso, nel testo non ci sarebbero nemmeno le concessioni idroelettriche, su cui c’era la contrarietà della Lega, né quelle dei mercati ambulanti: insomma, tutte le questioni legate alla famigerata direttiva europea Bolkestein (che rischiavano di diventare una “merce di scambio” per meri equilibri politici, senza entrare nel merito dei temi) sono state rimandate a data da destinarsi.

Per quanto riguarda i balneari, è molto probabile che il governo attenderà l’esito dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, riunitosi lo scorso 20 ottobre per esprimersi sulla legittimità, da parte dei funzionari comunali, di disapplicare o meno l’estensione delle concessioni fino al 2033 disposta dalla legge 145/2018. Palazzo Spada si è preso un paio di mesi per emettere il suo verdetto, e da questo dipenderà il contenuto della riforma che l’esecutivo è chiamato a varare per completare il riordino del demanio marittimo avviato dalla 145/2018.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Una “situazione” per la quale, avremmo potuto benissimo fare a meno, un caos che sta producendo soltanto danni, a tutto il mondo balneare ITALIANO e alla sua filiera. D’altronde, sono certo, nessun Paese al mondo, farà mai, ciò che alcuni vorrebbero fare in Italia, nonostante BOLCKSTEIN! (rimarrò in attesa della prova contraria)

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