Attualità

Riforma concessioni balneari, indennizzi rinviati a decreto attuativo

L'accordo raggiunto rimanda per l'ennesima volta la decisione. Insoddisfatte le associazioni di categoria.

Saranno stabiliti solo da un successivo decreto attuativo i criteri per il calcolo dell’indennizzo economico da riconoscere agli attuali imprenditori balneari, in caso dovessero perdere le future gare pubbliche sulle concessioni di spiaggia. Dopo mesi di infruttuose trattative tra le forze di maggioranza, la politica ha preferito per l’ennesima volta rinviare la decisione su uno dei temi più spinosi riguardanti la riforma del demanio marittimo inserita all’interno del disegno di legge sulla concorrenza, che sarà votato in Senato entro il 30 maggio. Confermato, invece, il termine del 31 dicembre 2023 affinché i Comuni effettuino i bandi per riassegnare i titoli, come imposto lo scorso novembre dal Consiglio di Stato, ma con la possibilità della deroga di un anno per le amministrazioni comunali che dovessero dimostrare difficoltà oggettive.

Ancora non esiste nessuna versione ufficiale del provvedimento, ma quel che è certo – come hanno fatto ieri trapelare fonti di governo alle agenzie di stampa – è che il testo finale rimanda ai decreti attuativi la definizione degli indennizzi, senza riferimenti all’avviamento dell’attività, al valore dei beni, a perizie e alle scritture contabili, come invece sembrava certo dalle indiscrezioni dei giorni scorsi. Le forze politiche, insomma, sono state incapaci di trovare una mediazione tra il governo che voleva calcolare gli indennizzi solo sugli investimenti non ammortizzati e le associazioni di categoria che invece chiedevano il riconoscimento dell’intero valore aziendale. Con tutta probabilità, il tema dovrà dunque essere risolto nella prossima legislatura e sarà per l’ennesima volta oggetto di promesse da campagna elettorale.

La categoria dei balneari, però, è furiosa per la dimostrazione di irresponsabilità arrivata da gran parte dei partiti e ha ormai perso le speranze e la fiducia in una classe politica incapace di decidere su un tema complesso ma importante. Come afferma Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, «sono state ignorate completamente le richieste delle organizzazioni sindacali e inascoltate le considerazioni delle Regioni e dei Comuni, le uniche istituzioni competenti in materia che saranno chiamate ad applicare disposizioni confuse e pasticciate. Nessuno dei 226 subemendamenti presentati da ogni forza parlamentare è stato preso in considerazione o, almeno, discusso». Anche secondo il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli, «l’emendamento di maggioranza al ddl concorrenza è una scelta di compromesso non risolutiva. Troppo poco per le imprese del comparto balneare che restano così in una grave situazione di incertezza. Il governo ha deciso di non decidere, rimettendo nelle mani di futuri decreti legislativi le sorti del nostro settore. Non è sicuramente il provvedimento di cui avevamo bisogno. Avevamo chiesto invece un intervento equilibrato che prevedesse la mappatura delle spiagge, la possibilità di avere la prelazione a parità di offerta e il riconoscimento del valore degli investimenti e dell’avviamento. Unica nota positiva è l’inserimento nel decreto degli indennizzi per i concessionari uscenti. Tuttavia, rimaniamo in un limbo di indeterminatezza insostenibile per le imprese e le famiglie. È doveroso garantire il tempo necessario per permettere al settore di organizzarsi: anticipare la scadenza delle concessioni dal 2033 al 2023 è stato un bel salto indietro, la nostra vita imprenditoriale è stata improvvisamente accorciata di dieci anni».

Per Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, «l’accordo sul ddl concorrenza è al ribasso, con l’intesa della categoria si sarebbe potuto fare qualcosa di meglio. Resta a rischio il tema degli indennizzi e degli investimenti che in questo momento non sono ipotizzabili e inoltre manca una programmazione seria, considerato che la fine del 2023, termine fissato dal governo per le concessioni, è troppo vicina. Allo stato attuale, questa riforma certifica l’esistenza di contenziosi da parte dei Comuni che invaderanno i tribunali amministrativi su gran parte delle gare, rischiando di compromettere seriamente l’assegnazione di circa 100 mila spiagge, a partire dal 2024, senza considerare quelle lacustri e dei fiumi, ad oggi indefinite nel numero. L’Italia ha un modello di accoglienza in spiaggia ritenuto un’eccellenza del turismo italiano e guardato con ammirazione dal resto del mondo, che rischia di essere compromesso dalla riforma. Federbalneari Italia è convinta che tutto il lavoro andrà fatto all’interno dei decreti legislativi, anche se il futuro resta fortemente incerto». Analogamente Mauro Vanni, presidente di Confartigianato imprese demaniali, afferma che «l’accordo annunciato per risolvere la cosiddetta “questione balneare” è la sconfitta della politica. Almeno quella alta, a cui immaginiamo sempre di affidarci quando in ballo ci sono i destini di imprese e lavoratori, nel nostro caso di famiglie che hanno speso la loro vita facendo questo mestiere. L’accordo non è un accordo in realtà, perché mancano i pezzi fondamentali, ossia la definizione di ciò che compone un accordo. La politica ci ha consegnati nelle mani dei tecnocrati del governo. Quando questi signori metteranno mano ai decreti attuativi, avranno delle linee guida che non coincideranno con quelle di tutelare imprese e lavoro, nonché una componente fondamentale del modello turistico che rappresenta un valore assoluto per il paese. Qualche giorno fa dicevo che ci sentiamo nel tritacarne. È proprio così. Serve infiocchettare un pacchetto di norme per onorare gli impegni presi con l’Ue e ottenere i sacrosanti fondi del Pnrr. E noi balneari siamo dentro a quel pacchetto, privi di diritti e dimenticati dalla politica. Ci eravamo illusi che ci fosse una “botta di orgoglio” della politica. Tempo perso. Ci attendono sulla spiaggia mesi difficilissimi e complicati anche da gestire. Mettere un’impresa nella totale incertezza, prefigura una situazione nella quale sfiducia e malcontento prevalgono. Non è il migliore viatico per i prossimi mesi».

Anche Mauro Della Valle, presidente di Confimprese demaniali, parla di «una resa di tutte le forze politiche, che appoggiano la distruttiva azione dittatoriale del premier Draghi. Abbiamo ragione di credere che il parlamento italiano abbia abdicato al governo con un cosiddetto accordo che non decide nulla, un subemendamento che alimenta anni logoranti per la serenità delle famiglie balneari italiane che vedranno demolito un periodo di passione e amore per l’accoglienza turistico-balneare made in Italy. Irrispettosa da parte del governo la decisione di svilire la richiesta del Tar di Lecce per un parere definitivo della Corte di giustizia europea». Ancora più furioso il commento del presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari: «È vero, è stato trovato un accordo, ma non per salvare 30.000 piccole imprese famigliari, tutelare il lavoro di 300.000 lavoratori, salvaguardare un modello turistico che ci viene copiato e invidiato dai paesi a noi concorrenti, bensì per avviare le procedure di esproprio di queste imprese per favorire la calata in Italia di investitori stranieri che, possiamo affermarlo con certezza, forti di capitali ingenti, si andranno ad accaparrare i gioielli più preziosi della nostra penisola per standardizzare un’offerta di prodotto che nulla avrà a che fare con ciò che gli italiani oggi conoscono e apprezzano negli stabilimenti balneari che hanno costruito la storia della balneazione italiana. Le forze politiche di maggioranza non hanno saputo farsi valere nei confronti di Mario Draghi che, fin dall’inizio del suo mandato, si era posto l’obiettivo di permettere a multinazionali o banche d’affari straniere di poter calare in Italia per impossessarsi di aziende inventate e costruite nel corso dei decenni da laboriosi imprenditori che hanno investito, fidandosi di un contratto pattuito con lo Stato, oggi tradito proprio dal soggetto che per eccellenza le regole dovrebbe farle rispettare».

Insoddisfatti anche i titolari di porticcioli turistici. Queste le parole di Angelo Siclari, presidente di Assormeggi: «Uno Stato, inteso come soggetto dell’ordinamento giuridico statale, che non pone tutela e difesa verso le proprie imprese che negli anni hanno contribuito a fare del turismo del mare una vera eccellenza, riconosciuta a livello mondiale, a cosa può servire? A cosa possono servire senatori e deputati che hanno mandato parlamentare e permettono che ciò avvenga? Garantire a chi ha tanto potenziale economico da potersi accaparrare ciò che le piccole e medie imprese hanno realizzato in anni di sacrifici e con tante difficoltà, sarà uno degli errori politici, sociali e culturali che l’Italia pagherà a caro prezzo. Altro che libera concorrenza, altro che garanzia del bene pubblico, altro che aumento della qualità! Vedrete quando le piccole imprese, per lo più a conduzione familiare, si troveranno a dover competere con multinazionali o gruppi di poteri economici. Altro che aumento di spiagge libere, altro che approdi più liberi per l’ormeggio. La cosa che più fa rabbia è che questa assurdità viene presentata da taluni politici come un traguardo importante per il bene del nostro paese».

Da parte della politica tuona ancora l’opposizione, con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Quello raggiunto dalla maggioranza sulle concessioni balneari è un accordo ridicolo e vergognoso. Rimandare la questione degli indennizzi addirittura al governo, con il rischio più che concreto che questi vengano fortemente osteggiati dalla Commissione europea e non vedano mai la luce, vuol dire lasciare totalmente senza tutele i concessionari attuali, che si vedranno in buona parte espropriati le loro aziende a favore delle multinazionali straniere. Ora lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati, più grandi e più forti». Aggiungono il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, e il capogruppo in commissione attività produttive e turismo Riccardo Zucconi: «Quanto stabilito nella riunione governo-maggioranza sul ddl concorrenza rappresenta un fatto gravissimo al quale Fratelli d’Italia si opporrà fermamente. Rimandare a decreti legislativi la definizione dei dettagli sugli indennizzi per i concessionari balneari uscenti significa confermare la volontà di abbandonare a loro stessi migliaia di imprenditori italiani, di fatto espropriandoli di una attività nella quale hanno investito tempo, progetti e ingenti risorse anche in anni difficilissimi come quelli segnati dalla pandemia, e soprattutto mettere in ginocchio un comparto che incarna un segmento fondamentale del turismo della nazione lasciando tutte quelle aziende nella più completa incertezza rispetto ai criteri e agli indicatori valutativi dei risarcimenti che il governo dovrà successivamente stabilire in totale autonomia, col rischio infine che la Commissione europea si metta di traverso e faccia pressioni affinché gli indennizzi vengano lasciati cadere nel vuoto. Il tutto, fatto parimenti gravissimo e stupefacente, con il benestare della totalità dei gruppi parlamentari che sostengono questo esecutivo. Ribadiremo in ogni sede la più ferma e convinta contrarietà di Fratelli d’Italia a un simile scenario e continueremo a batterci al fianco degli imprenditori balneari e delle loro famiglie. Faremo di tutto per fermare questo scempio».

Dalla maggioranza, invece, questo il commento del senatore di Forza Italia Massimo Mallegni: «La vicenda delle concessioni demaniali inizia nel 2006 e francamente non si è ancora chiusa. Tuttavia passi avanti ne sono stati fatti. Dopo mesi di dibattito in commissione con altissime tensioni tra i partiti e con il governo, siamo giunti a un’intesa che francamente recepisce la posizione di Forza Italia. Non è stato assolutamente facile difendere il turismo italiano. Perché di questo si tratta, non solo le imprese concessionarie di aree demaniali, ma la tutta la nostra storia e cultura. È chiaro che senza le nostre imprese non ci sarebbe stato il turismo balneare in Italia. Il nostro paese detiene i tre quarti del patrimonio culturale mondiale, ma siamo gli unici ad avere circa ottomila chilometri di coste tutte balneabili e molte attrezzate. Il mare e l’organizzazione che lo rende fruibile e sicuro sono una delle maggiori attrattive per coloro che scelgono di andare in vacanza. Il sistema del turismo italiano produce quasi un quarto del prodotto interno lordo e occupa oltre 4 milioni di persone. Abbiamo condotto quindi una battaglia di civiltà per garantire la concorrenza, giusti prezzi e anche la salvaguardia degli investimenti fatti e quindi centinaia di migliaia di posti di lavoro che erano a rischio. Forza Italia ha sempre tenuto una posizione responsabile chiedendo un periodo transitorio adeguato prima delle eventuali procedure selettive e poi il riconoscimento degli indennizzi per i concessionari, cancellando di fatto quindi finalmente l’articolo 49 del Codice della navigazione. Farlo “digerire” a quelle forze politiche che da sempre odiano le imprese e in particolare i balneari non è stato semplice, abbiamo dovuto alzare lo scontro e chiarire che non avremmo mai votato provvedimenti contro le imprese e il futuro del turismo. Ebbene, dopo notti insonni e decine di testi, scritti e riscritti, abbiamo vinto la prima battaglia. Sia chiaro, la guerra ancora non è finita, abbiamo da scrivere i decreti delegati che dovranno uscire dalla penna dei ministri alle infrastrutture Enrico Giovannini e al turismo Massimo Garavaglia. Poi torneranno in parlamento per il parere obbligatorio. Quindi non dobbiamo mollare, perché il “partito delle tasse e della distruzione del turismo e delle imprese” è sempre in agguato. Ricordo che avendo ottenuto uno spostamento di fatto al 1° gennaio 2025, avremo anche tutto il tempo di vincere le elezioni politiche del 2023 e allora riusciremo a migliorare ancora di più le cose. In questi giorni si è anche celebrata l’udienza in Cassazione per il conflitto di attribuzione presentato da Fratelli d’Italia contro la Bolkestein, cosa che noi avevamo sconsigliato, infatti si è conclusa con un giudizio di inammissibilità: una figuraccia inutile che ha rischiato di travolgere anche noi che stavamo lavorando nell’interesse dei concessionari. Purtroppo troppo spesso chi sta all’opposizione agisce senza pensare alle conseguenze che ci potrebbero essere contro le famiglie e le imprese. La fortuna è stata che noi non abbiamo mai mollato e alla fine questa battaglia l’abbiamo vinta».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. La politica ha dimostrato di che pasta è fatta,pur di non perdere la poltrona hanno venduto una intera categoria,è stato sempre fatto ,nella storia e lo faranno nel futuro,mi auguro che alle prossime elezioni nelle urne lo ricordiate ,banda di buffoni e di cialtroni ci hanno preso in giro ,sarebbero dovuto imporsi e puntare i piedi anche mandando a casa DRAGHI se fosse stato necessario,FI LEGA PD avete toppato e perso una valanga di voti.

  2. Ha ragione mallegni , quando cambierà il governo cambierà la musica, oramai si sono accorti tutti che è inutile continuare a chiedere a chi è completamente succube di un sistema eurocratico. A ottobre voteremo al 99% e li la musica cambierà , ma sarà l’Europa che imploderà da sola.

  3. È necessaria una decisiva e compatta reazione di tutto il comparto, senza se e senza ma, sostenendo solo chi si è dimostrato coerente nei confronti dei balneari e di questo Paese, che ha ancora senso di patriottismo e non solo, affinché questa assurda, pazzesca e autolesionista politica governativa “filodraghi”, cambi.

  4. Il governo chiede al parlamento di approvare una legge in cui l’unica cosa chiara è che il vero testo legislativo sarà quello dei decreti delegati da fare entro gennaio 2023. Delegati a chi? Ovvio, al governo. Ma a parte maturare vitalizi ed incassare gettoni di presenza, il parlamento ha ancora una funzione?
    Comunque mettiamo che mi vada tutto bene. Sono un funzionario comunale che deve strutturare i bandi, oppure sono un imprenditore che vuole partecipare ai bandi. Sino a gennaio 2023 non conosciamo le regole. A dicembre 2023 (teoricamente) dovrebbe essere già stata fatta l’assegnazione.
    – 60 giorni per formulare i bandi (ed è un termine ridicolo, ma facciamo finta)
    – 30 giorni minimo di pubblicazione (lo dice il testo di San Mario) ma come si fa a preparare un progetto serio, con uno studio di fattibilità, un piano economico finanziario ecc. in 30 giorni?
    – 90 giorni fra apertura buste, verifica documentazione, soccorso istruttorio, valutazione delle proposte)
    Siamo a fine estate 2023, basta una scoreggia di ricorso da parte di uno dei contendenti a far saltare tutto. E si proroga al 2024 per assegnare delle spiagge sulla base di progetti fatti in fretta e furia in 30 giorni.

    In sei mesi non sono stati in grado (pagati 15.000€/mese) a partorire un testo di due paginette e tutti gli imprenditori (attuali o aspiranti tali) in 30 giorni dovranno, ognuno per il proprio piccolo pezzo, progettare e caratterizzare quello che sarà il turismo balneare per un tot di anni.

    Un consiglio per risolvere questa ed altre questioni? Dichiariamo guerra alla Croazia, o all’Albania. Al limite alla Grecia. Così perdiamo e ci annettono. E così magari otteniamo un governo decente.

    • D’accordo con te Nick ed è per questo che trovo ingiusta la pubblicazione sull’albo pretorio per, pensa, solo 20 giorni per fare istanza concorrente al concessionario che aveva chiesto la proroga, fortunatamente inutile, al 2033. Va da sé che chi voleva concorrere contro il concessionario uscente fosse svantaggiato, se non altro ora gareggiamo a parità di regole.

      • illuso diario .se non dimostrerai che hai esperienza diretta nella balneazione i bandi li farai per le barbabietole..e non puoi nemmeno fare da prestanome perche i controlli che riceverai sui soldi ti faranno il culo. i bandi saranno deserti come ad ostia senza contare che se non ci saranno indennizzi adeguati troverai macerie con il rischio che ti brucino tutto …ma ndo cazzo vivi

        • Dici?..in realtà l’AGCM ha dettato le linee guida per cui l’esperienza non può valere più del 10% per cui è un rischio accettabile e poi l’esperienza sarà sulla gestione di un bene demaniale e chissà che io non l’abbia…Ernesto quello che è certo è il cambio di prospettiva per cui la spiaggia non è tua e potrai anche cederla ma l’acquirente e il comune terrà conto della durata della concessione nel valutare l’incerto indennizzo che sarà, peraltro, nulla nel caso di abbattimento..l’incendio?..ci sta e ci sono le assicurazioni e le procure per gestirli. Ah l’incendio può rappresentare motivo per allungare la durata oppure per indennizzare l’investimento non ammortizzato quindi sarebbe una minaccia inutile per far desistere persone motivate come me. Ultimo a Ostia non direi che il bando VALIDO è andato deserto ma punti di vista. Buona stagione

          • Diario, oggettivamente sarebbe assurdo lasciare aggratis tutte le strutture realizzate? TU lo faresti? Non credo. Quindi, una volta che sarai stato capace di aggiudicarti una concessione, per il periodo che sarà deciso, comincerai a fare tutte le pratiche per metterla in regola PRIMA di aprire. Io ci ho messo 4 (quattro) anni. Tu sei bravo e ci metterai sicuramente di meno. Auguri!

  5. Mah.. per adesso prendiamo atto che l immamcabile proroghina poggia su motivazioni alquanto nebulose, e sa di proroga generalizzata

    • carlo e invece se il ricorso in cdge ci dasse ragione su piu punti( il che non è da escludere dato le indescrezioni che arrivano da bruxelles trapelate e non divulgate giorni dietro) cosa succede? paghi tu i danni o i tuoi amici detrattori.oppure la serpe draghi?

      • Sig. Ernesto non la conosco personalmente ma volevo esprimere la mia stima nei suoi confronti per come difende il suo lavoro speriamo che ha Bruxelles vinciamo perché le mie speranze per la categoria dei balneari è riposta in Bruxelles e non nel governo italiano . Saluti da giovanna

  6. Anti5 stelle says:

    Alle prossime elezioni cioè tra pochi mesi, mi raccomando, mi rivolgo a tutti i balneari votate Giorgia Meloni.
    Complimenti, Draghi è soddisfatto ha ottenuto quello che voleva (cosa importa a lui degli italiani, ha talmente tanti soldi che nn se ne frega nulla della povertà che perversa nel nostro paese , a lui interessa solo quello che dice l’Europa). Per quanto riguarda i 5 stelle siete la vergogna dell’Italia, voi e il vostro reddito di cittadinanza, percepito da persone con i soldi, o che lavorano in nero oppure se ne stanno comodi sul divano a fumare tutto il giorno, come fanno i miei vicini di casa, mentre io sono costretta a svegliarmi alle 5 del mattino per avviare il mio lavoro. Mi meraviglio di Taiani, anche lui si ritiene soddisfatto dell’accordo raggiunto con il governo , non c’è niente di soddisfacente in quest’accordo. Avete ancora qualche giorno per pensarci, tutelate il nostro lavoro, quello che noi abbiamo creato dal nulla, con ingenti investimenti che ancora stiamo pagando alle banche.
    I 5 stelle sono dei falliti e pagliacci, hanno vita breve. Forza GIORGIA MELONI

    • Hai perfettamente ragione alle votazioni dobbiamo tutti noi balneari ricordarci di chi ha tentato di difenderci e di chi ha pensato di togliere lavoro a migliaia di famiglie per farlo ad altri seguendo il dictat dell’Europa…..che schifo non avrei mai pensato che sarebbero giunti a tanto visti i tempi e invece…

    • Graziella Casoli says:

      Hai ragione vorrei fare copia incolla per 20000000000 volte, non se ne può più si devono vergognare ci hanno messo all astrico

  7. Carlo, ma pensi davvero che un imprenditore sia contento di una “proroghina” di un anno? Ma per fare cosa? Per programmare cosa? Io mi sforzo di essere obiettivo, ma certe prese di posizione some la tua sono veramente lunari. L’ultimo servizio delle Iene è di una vergogna inconcepibile e pieno di falsità. Per essere credibili bisogna anche essere onesti, altrimenti è solo caccia alle streghe.

  8. la Trasmissione di ieri sera ed il servizio sui balneari PIAZZAPULITA è il simbolo della disinformazione e dell’ignoranza.
    Hanno fatto vedere 2 realtà TWIGA (versilia) e PAPEETE (milano marittima) che ben poco ci entrano con le altre migliaia di balneari, è giusto ovviamente che ci sia anche un servizio del genere, altrimenti la clientela degli alberghi di 4 o 5 stelle dove andrebbe nelle spiagge libere?
    Il giornalista parla con un ignoranza totale come se gli incassi fossero l’utile, il concessionario del Twiga parlava di avere 150 dipendenti e addirittura auspicava un aumento del canone ma non uguale per tutti.
    Non dimentichiamoci che i canoni sono in alcuni casi bassi, ma che viene pagata l’iva del 22% sugli incassi non lo rammenta nessuno in queste trasmissioni.(alberghi e ristoranti il 10%)
    Il prof. Tito Boeri (sempre a Piazzapulita) parlava di un giro di affari di 15 miliardi (dove ha tirato fuori questa cifra?) se calcoliamo sulla base di quello che ha asserito 15 miliardi per il 12% in più di imposta rispetto ad Alberghi e Ristoranti sono esattamente eu 1.800.000.000.
    Decreto concorrenza e speranza di avere prezzi più bassi , ma da dove si sono tirati fuori questa idea malsana, ammettiamo che un grande gruppo si aggiudichi una concessione, non credo che l’amministratore e i consiglieri si rimbocchino le maniche o facciano i corsi per bagnino, quindi il lavoro che attualmente gestiscono le famiglie che hanno la concessione lo dovrebbero fare dei dipendenti (stagionali che non si trovano) quindi stipendi con contributi, TFR, 13° e 14° rapportata al periodo lavorato, cosa che le attuali famiglie che gestiscono le concessioni nemmeno si sognano.
    l’esempio dei due stabilimenti balneari famosi è calzante per vedere quanto incidono i costi nel caso di gestione “industriale” e di conseguenza i prezzi al pubblico sono a loro proporzionati.
    Nel caso invece di un’altra famiglia che si aggiudica la concessione l’unico modo di essere concorrenziale è quello di non investire un centesimo nella concessione sia come investimenti che manutenzione e sarebbe esattamente il contrario di quello che questi geni si aspettano.

    • Aggiungerei anche che il twiga e il Papeete dopo le gare al massimo potranno cambiare “padrone” o gestore ma la concessione e il servizio rimarranno gli stessi.
      Devono dirlo,questi giornalisti prezzolati da 4 soldi,che questa cazzo di riforma prevede solo la possibilità di dare una spallata agli attuali concessionari.

  9. È già successo in passato, i moderati e le sinistre consegnano il paese alle destre,resistiamo fino alle prossime elezioni!!!!!!

  10. L’unica cosa certa è che si andrà, al massimo entro giugno 2023, alle elezioni parlamentari ed ancora sicuramente i Comuni non saranno stati in grado di elaborare i bandi di gara.
    Altra cosa certa è data dal fatto che in parlamento ci saranno pochissimi del M5S e penso per nulla al governo.
    A quel punto rimetteranno tutto in gioco…..

    • Altra cosa certa e’ che:Trascorso il 31/12/203 tutte le concessioni cesseranno di produrre effetti anche se non saranno espletate le gare anche se non sara’ intervenuta nessuna disciplina legislativa compiuta o PEGGIO anche se saranno intervenute proroghe legislative che saranno definite prive di effetto perche’in contrasto con la normativa Europea……quindi c’e’ poco da augurarsi che si perda il poco tempo che rimane perche’ le regole sono e saranno queste anche per il prossimo Governo. A meno che usciamo dall’Europa per ( secondo i balneari) il bene di tutti gli italiani.

      • Ilaria hai sbagliato anno. La norma attuale, nel caso di ritardi dei Comuni (e tale cosa sarà per tantissimi Comuni) gli effetti giuridici della concessione varranno fino al 31.12.2024.
        Poi con l’Europa ci parlerà il nuovo governo che sarà in carica da giugno 2023.
        Ci saranno circa 18 mesi per stravolgere tutto!

      • ilaria forse non ti è chiaro che le sentenze del cds sono sotto la lente d ingrandimento della corte di giustizia europea e se solo uno dei 9 punti della pregiudiziale che il giudice pasca ha sollevato a bruxelles dovesso pendere dalla nostra parte come gia si evince da alcune indescrezioni , secondo te cosa succede o libera cittadia? come mai draghi si sta sbrigando per questa riforma? fatti qualche domandina..anche draghi e i suoi morti di fame se la sono fatta..tu cosa credi?

        • Non capisco Ernesto come possa pensare che cambi orientamento dopo il 2016 visto che la condizione dei balneari da allora, fortuna per voi, non è cambiata. Boh le indiscrezioni fanno sorridere le persone concrete perché sono il primo step nella creazione di leggende o di complotti fantastici!…mi aspetto dopo la decisione un rigurgito complottista!

          • E INFATTI NON CAPISCI….pasca ha inviato il tutto alla cdge perche il tuo caro cds è manipolato e noi tutti lo sappiamo …per cui quello che dice ora il tuo cds conta come il 2 di coppe quando regna spade, e l accelerazione sul ddl da parte dello sciacallo draghi lo conferma. stanno con la riforma cercando di far cadere anzi coprire le malefatte di un governo di corrotti …cercano di annientare anche le nostre rimostranze che pasca a posto giustamente in 9 punti alla cdge con la riforma cercano di far cadere in corte di cdge i nostri appelli…ladri

  11. Mi spiace deludere gli speranzosi in G. Meloni ma le cose andranno, purtroppo ben diversamente. Una volta emanati i decreti attuativi dal Governo, che farà ciò che vorrà, nessuno potrà più modificare nulla e Fratelli d’Italia, dopo l’ultima iniziativa populista e persa in partenza contro il CdS, e dopo aver incassato una valanga di voti, semplicemente affermerà che la colpa è stata di altri e che loro, purtroppo, non possono fare più nulla. Gli stabilimenti balneari italiani passeranno a persone, gruppi, quel che sia, di grandi disponibilità. Il settore, come lo abbiamo conosciuto finora, è finito. E davanti ai prossimi gestori, tutti questi poveretti vogliosi di una concessione e di lettini a prezzo calmierato, potranno solo guardare, prendere il telo mare e cercare un posto altrove.

    • Claudia Gallanda says:

      Perfettamente d’accordo. Ma c’è uno storico importante da considerare. Bisogna agire subito. Chi ha qualche ora di tempo?

    • maurizio non e’ proprio cosi.a parte il fatto che molto probabilmente si votera ad ottobre e che il parlamento alle nuove elezioni sara dimezzato , non scordarti il ricorso alla cdge e che il prossimo governo eletto potra decidere cio che vuole con buona pace del cds o pensi veramente che rinunceranno a milioni dei nostri voti.non dimenticare anche che nei trattati europei il risarcimento per fine attivita non per colpa di gestioni sbagliate ma per colpe dello stato si paga.inoltre ti consiglio di guardare o leggere cosa ha detto giulio tremonti e cosa e contenuto nel trattato di lisbona di cui parla quest ultimo e che tutti gli stati membri hanno firmato a differenza di una direttiva approvata non all unanimita come dovrebbe essere ma a maggioranza.il trattato e superiore alla direttiva.la partita non e finita e draghi e le sue damigelle lo sanno bene

  12. Claudia Gallanda says:

    1) Tenete conto che i politici di tutti gli schieramenti sono in giro per la campagna elettorale,
    2) vedere i voti di ieri al senato,
    3) vedere lo storico.

  13. Sono più che certo, che la quasi totalità degli antagonisti degli attuali balneari, si pentiranno amaramente, tranne, ovviamente, i diretti interessati che speculeranno sulle opportunità loro offerte, anche politicamente, e quelli che si aggiudicheranno il maltolto!

  14. Certo non conosco i gangheri della legge ma ricordo a Maurizio che la 148 estendeva le concessioni al2033, ed io ho un contratto con il comune ed è stato e pare siano non più validi,vediamo con un nuovo governo cosa potra accadere.

  15. Sono d’accordo con tutti. Come è possibile non esserlo. Solo gli ignoranti e gli invidiosi (non so di cosa dal momento che lo stabilimento me lo sono comprato e ristrutturato senza aver rubato niente a nessuno) posono dissentire. I dittatori prima o dopo fanno una brutta fine. Io non mi metterò certo a piangere

  16. L ‘Europa è finita. Date tempo al tempo. Purtroppo io non credo di riuscire a vederne la fine ma ma non posso più vedere tutti quei mangiapane a tradimento sempre sorridenti che si danno pacche sulle spalle e decidono le sorti di un continente che non li vuole. Ora tocca ai balneari domani a chi toccherà?

  17. Atonio, ormai è chiaro che quello che definisci “contratto” con il comune, altro non è che carta straccia. Le ragioni sono state già spiegate innumerevoli volte e non vale il caso di ripeterle. Ciò che è vergognoso è non risarcire neppure il valore delle strutture e l’avviamento. I decreti stabiliranno una cifra simbolica e chi potrà si approprierà di tutti i tuoi sacrifici. E chi applaude oggi sarà tra quelli che rimarranno a becco asciutto domani. Non avranno ne’ le concessioni, tantomeno i lettini a prezzi popolari. Il settore sarà sfruttato per far soldi nel più breve tempo possibile. Amen.

  18. Claudia Gallanda says:

    Tenete conto che sabato e domenica intorno a voi ci saranno dei comizi elettorali con i politici nazionali. Sarebbe il caso di organizzarsi e di farsi sentire, ovviamente in modo pacifico.

  19. Sarà un caso che queste decisioni siano arrivate alla vigilia di una nuova stagione balneare con la categoria impegnata nel proprio lavoro e quindi nell’impossibilità di realizzare una benché minima protesta? Se la categoria fosse veramente unità e disposta a mettere in atto una serrata nel 2023 provocherebbe un danno economico tale che al confronto i 19 miliardi del Pnrr vagheggiati da Draghi sarebbero bruscolini.

  20. 26 anni fa ho iniziato il percorso di balneare, in una zona dapressa,che solo a sentirla nominare veniva in mente il degrado,ora grazie a persone come me è una realtà positiva ,mi troverò forse senza lavoro e privato di un futuro, cosa posso sperare se non nella politica che finalmente guardi i problemi dei cittadini e non gli interessi dei potenti.

  21. Nikolaus Suck says:

    Il Consiglio di Stato vi ha dato torto. La Corte di Giustizia vi ha dato e vi darà nuovamente torto. La Corte Costituzionale vi ha dato torto, in precedenza e di nuovo adesso. La Cassazione civile e anche quella penale vi hanno dato torto. La stragrande maggioranza dei TAR vi hanno dato e danno torto. Ogni volta applicando norme e principi validi, vigenti e consolidati. E politici all’opposizione (facile così!) e sindacati cosa fanno? Ripropongono trite e ritrite, e inutilmente, le stesse pretese e rivendicazioni irrealizzabili e già rigettate e superate in tutte le sedi possibili. Avanti così.

    • la corte di giustizia europea non ci ha dato per niente torto caro suck …bugiardo e tu lo dai molto bene .e poi chi sarebbero i giudici che ci hanno sentenziato? patroni griffi presente nel governo monti e che ha votato per l abrogazione del diritto d insistenza? o giuliano amato presidente corte costituzionale pappa e ciccia con draghi e ladro di conti correnti( ricorda cosa fece negli anni 90 quando rubo dai conti correnti degli italiani soldi per le casse dello stato?.vado avanti? pasca ha inviato tutto alla cdge la pregiudiziale non a caso e quelli che il cds o chiunque altro organo dira sara aria fritta se la cdge ci dira che solo un punto dei 9 sara a nostro favore.l art 2 dove si parla mappature come mai non e’ stato preso in considerazione? forse draghi ,e’ un veggente che sa cosa c e sul demanio italiano.? e tu lo suck?quando si votera i tuoi grillini compreso il pd saranno spazzati cia e allora ci sara la resa dei conti

    • Avv. Suck, leggo sempre con attenzione i suoi interventi, che mi sembrano sempre giuridicamente impeccabili, eppure vorrei che lei riflettesse sul fatto che persone senza particolari competenze giuridiche si sono viste rinnovare i propri titoli concessori fino al 2033 dallo Stato, che poi ha cambiato idea. Lo Stato ha operato dettando norme imperative in un senso, quello da lei ben desritto, ma al contempo facendo nutrire legittime aspettative in senso opposto. Come si può oggi, a distanza di tanti anni, far finta di nulla e disporre che uno se ne vada senza neppure il valore reale dei beni che lascia al successore? Affermare che può portarseli via è un insulto alla logica perché è evidente che arrivare a certi risultati, anche sul piano urbanistico, ha comportato molti sacrifici, anni di tempo, consulenze lautamente pagate, investimenti. Come si può ritenere giusta una norma, quale sarà quella delegata al Governo (in maiuscolo perché rispetto le Istituzioni) che non riconoscerà nulla se non le briciole? Non può semplicemente affermare che il concessionario già ha goduto troppo tempo e sapeva che la concessione era a tempo, perché lo Stato ha operato in un modo del tutto opposto. Questa che si sta delineando, come mi insegna è la classica ipotesi del summum jus, summa iniuria. Forse il rispetto del principio fondamentale di buona fede da parte dello Stato è mancato e quindi non si può, da semplice leguleio, dare addosso a tante famiglie che si trovano oggi sul lastrico. Ci pensi, prima di scrivere una risposta tanto giuridicamente corretta quanto profondamente ingiusta. Grazie dell’attenzione

      • Nikolaus Suck says:

        Buongiorno sig. Maurizio. Purtroppo mio malgrado e anche dopo averci tanto pensato non posso che “scrivere una risposta giuridicamente corretta quanto profondamente ingiusta” (secondo lei). Molto più che summum jus, summa inuria, mi verrebbe in mente dura lex sed lex, e prima ancora ignorantia juris non excusat.
        Non avere, in ipotesi, “particolari competenze giuridiche” non solo non è una scusante, ma al contrario è una aggravante. Siete imprenditori commerciali, e come tali tenuti alla diligenza professionale che va anche oltre quella normale (che già basterebbe). Ed è noto da decenni che un imprenditore può invocare l’errore e l’affidamento “solo ove dimostri, da un lato, di aver fatto tutto il possibile per richiedere alle autorità competenti i chiarimenti necessari e, dall’altro, di essersi informato in proprio, anche ricorrendo ad esperti giuridici, così adempiendo il dovere di informazione” (Cassazione penale Sez. Unite 18.7.1994 e Sez. III, 5.4.2011, n. 35964).
        Con particolare riguardo alla proroga al 2033, a prescindere da ogni questione di buona o mala fede pure questa non è caduta dal cielo senza precedenti. Infatti veniva da un’altra proroga generalizzata rispetto a cui sempre la Cassazione (Sez. III 9.1.2014 n. 7267) aveva già detto che i balneari nelle proprie scelte di investimento “non potevano ignorare che, per effetto della Direttiva comunitaria, alla scadenza le concessioni non potevano essere prorogate automaticamente”.
        Era così e da imprenditori si doveva sapere (in proprio o informandosi) nel 2014 per la precedente “proroga automatica”, figurarsi per la successiva e identica proroga al 2033, quando a) c’era già stato un analogo precedente significativo; b) la giurisprudenza contraria alle proroghe automatiche era consolidata, c) era noto non solo nel settore ma nell’opinione pubblica che lo stesso Centinaio sapeva e aveva detto di essere in infrazione al 99%, e d) infatti un anno e qualcosa dopo come prevedibile la Commissione ha messo (di nuovo!) in mora l’Italia. Per cui, ecco, se mi permette lascerei sommessamente perdere sia la “preparazione giuridica” che la “buona fede” da un lato e dall’altro.
        Anche che la concessione era, come effettivamente era ed è sempre stata (art. 36 c.n.) “a tempo” e che senza le (ripetute!) proroghe generalizzate sarebbe già scaduta da tempo, così come che alla scadenza ciò che è amovibile si porta via e ciò che non lo è viene acquisito dallo Stato che ci fa quello che vuole (art. 49 c.n.) resta fermo ed effettivamente “andava saputo” attrezzandosi per tempo invece di fare finta di niente ed andare avanti come nulla fosse perché tanto “lo Stato ha operato in modo opposto”. Sarò solo un “semplice leguleio” e non pretendo di essere nulla di più, ma anche ammesso e non concesso che ciò fosse vero, per me – ma anche per l’ordinamento – in presenza di fonti scritte valide ed applicabili contano quelle e non come uno, in tesi, “opera”.
        Quello che succederà con l’indennizzo si vedrà. Certo è solo che potrà e dovrà trattarsi appunto solo di “indennizzo”, non di “risarcimento” e nemmeno di “corrispettivo” dell’azienda, di cui in tal modo si imporrebbe al subentrante un acquisto forzoso pure se non la vuole ed il bando ed il progetto vincitore magari prevedevano altro. Infatti anche la “continuità aziendale” non è affatto scontata. La concessione potrebbe scomparire e non essere riassegnata, o esserlo con contenuti ed estensioni totalmente diversi. Nel qual caso il famoso “indennizzo” si trasformerebbe in una specie di prezzo e “gettone” per l’ingresso nel mercato, a carico del solo subentrante, e questo è inconcepibile e non passerà mai. Ossequi.

    • Caro Suck, CHISSA’ PERCHÉ, LA STRAGRANDISSIMA MAGIORANZA DEGLI ITALIANI MON HA FIDUCIA NELLA GIUSTTZIA ITALIANA ! ,Ovviamente non lo dice il sottoscritto, bensì, tutte le statistiche.

  22. Le leggi sono fatte dagli uomini che forse possono essere cambiate dagli uomini, le leggi sono fatte per la convivenza degli uomini,e voglio credere ancora nel primato della politica,avanti così Giorgia!!!!!!

    • Per convivenza dell ‘ interesse collettivo che e’ stato frustrato per decenni von proroghe illegittime.
      E ritengo con l ennesima proroghina generalizzata( cosa significa contenziosi? ragioni oggettive…?), continuera’ ad essere frustrato

  23. Contenziosi significa “qualsiasi ricorso pendente su una concessione” o nuovo ricorso prima dello svolgimento delle aste.
    Ragioni oggettive significa che i Comuni non riescono ad espletare le gare.
    Esempio: nel piccolo comune dove risiedo vi sono circa 60 concessioni demaniali. I dipendenti ufficio demanio che dovranno occuparsi delle gare sono DUE….
    Pensi che in pochi mesi riusciranno a fare tutto???

    • Esatto detto in questi termini significa proroga generalizzata, che come tale dovrebbe essere priva di effetto secondo la recente sentenza del Consiglio di Stato.
      Vedremo

      • E no, perché tecnicamente le gare possono avere proroghe tecniche per svariati motivi ed in tal caso il termine dato dal CDS non può determinare la revoca della concessione. Se il Comune avvia le procedure per i bandi e poi questi vanno oltre il 31.12.2023, le concessioni in essere saranno ancora valide. Non è una proroga generalizzata, ma viene valutato caso per caso in ogni Comune.
        Ciò non toglie che possano intervenire nel frattempo nuove norme ecc…..

  24. sono sicuro che i nuovi concessionari saranno più fortunati, in quanto avranno la possibilità di usufruire della futura legge che privatizzerà le aree demaniali, gli stabili nostri saranno di altri, e dove non ci sono stabili le terre diventeranno privatizzate e rese edificabili, un bisenes di cifre incalcolabili, amici miei,

  25. Salve a tutti, sono un ex concessionario fino ad una ventina di anni fa. Vorrei chiedervi: ma possibile che non avevate un sentore che le cose sarebbero andate a finire così prima o poi ? Premetto che ho sempre pensato (anche quando avevo la concessione) che un bene di tutti debba essere disponibile a tutti.
    Quello che non riesco a capire è solo una cosa pur non essendo mai stato simpatizzante della sinistra. Ma come fate ad inneggiare alla meloni (volutamente scritta in lettera minuscola). Come si fa a non capire che è parte integrante del sistema. Il sistema per il quale : TANTO PEGGIO, TANTO MEGLIO. Come fate a non capire che ha fatto il ricorso sapendo già l’esito scontato, solo per rastrellare i vostri voti. Anche lei è ormai un europeista di comodo ovviamente, altro che sovranista come dovrebbe essere il suo partito.
    Penso sinceramente, scusate se offensivo, che vi meritate i politici che avete. Un consiglio per il prossimo voto?
    Secondo me Italexit… OVVIO, altro che le solite minestre riscaldate che ci stanno conducendo sull’orlo del precipizio con pseudo emergenze continue.

  26. Meglio un infrazione europea che sostenere migliaia di famiglie senza lavoro, io direi che costerebbero di più. Possono fare tutti i bandi che vogliono ma molta gente la propria azienda sulla spiaggia nn la lascerà , a meno che la buona uscita nn sia lauta. E non penso la magistratura blocchi le coste, così come non penso che lo stato rinunci al suo gettito. La vergognosa disinformazione attuale sulla categoria merita una lotta senza tregua verso chi nn sa nulla di demanio e dei sacrifici alle spalle delle attività. I decreti attuativi nn vedranno mai la luce , perché da oggi inizia la nostra battaglia, possiamo bloccare il turismo dobbiamo avere solo il coraggio di farlo.

  27. Invece di piangere e accampare inutili pretese, esagerando con frasi del tipo : Siamo rovinati, siamo sul lastrico , ecc. Perché non vi concentrate nel vincere le gare? Nessuno vi impedisce di partecipare.

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