Norme e sentenze

“Spiagge a gara entro il 2023”, Consiglio di Stato demolisce validità concessioni balneari: la sentenza

La pronuncia dei giudici non lascia nemmeno uno spiraglio: l'estensione al 2033 è illegittima e lo Stato deve riassegnare i titoli entro due anni tramite evidenza pubblica. Confutate tutte le tesi a favore degli attuali gestori.

Una sentenza devastante, che non lascia nemmeno uno spiraglio di possibilità: le concessioni balneari devono essere riassegnate entro massimo due anni tramite gare pubbliche, poiché l’estensione al 2033 è contraria al diritto europeo in quanto proroga automatica e generalizzata. Il Consiglio di Stato si è espresso con un’articolata pronuncia, la numero 18/2021 pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri, per esprimersi in via definitiva sulle concessioni demaniali marittime: secondo Palazzo Spada i titoli in essere non sarebbero più validi già oggi, ma «al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni, nonché di tener conto dei tempi tecnici perché le amministrazioni predispongano le procedure di gara richieste e nell’auspicio che il legislatore intervenga a riordinare la materia in conformità ai principi di derivazione europea», è ancora accettabile mantenere l’efficacia delle attuali concessioni fino al 31 dicembre 2023, cioè fra poco più di due anni. Dal giorno successivo tuttavia – precisano ancora i giudici – «tutte le concessioni demaniali in essere dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se via sia o meno un soggetto subentrante nella concessione». Il massimo organo di giustizia amministrativa ha demolito anche tutte le tesi portate avanti in questi anni dai balneari per chiedere l’esclusione dalle gare pubbliche, dalla non scarsità di risorsa alla mancanza di interesse transfrontaliero, dal legittimo affidamento alla non-autoesecutività della direttiva europea Bolkestein – il cui recepimento avvenuto in Italia nel 2010 ha dato inizio a tutta questa storia. E nella conclusione della pronuncia, il Consiglio di Stato è arrivato anche a imporre i principi con cui regolamentare le future procedure di evidenza pubblica, invitando a non istituire paletti per favorire gli attuali concessionari (ma ammettendo la professionalità nel settore come un elemento da considerare in fase di valutazione).

La sentenza del Consiglio di Stato (numero 18 del 9 novembre 2021, presidente Patroni Griffi, estensore Giovagnoli) è esito dell’adunanza plenaria tenutasi lo scorso 20 ottobre in seguito al caos generatosi dopo l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033, decisa dalla legge 145/2018. L’allora ministro del turismo Gian Marco Centinaio, promotore della norma, aveva giustificato il provvedimento come un “periodo transitorio” necessario ad attuare il riordino generale del settore, che però a distanza di tre anni non è mai stato completato. Nel frattempo sono arrivate una lettera di messa in mora dall’Unione europea e svariate pronunce dei Tar spesso in contrasto fra loro, tra chi ha confermato la validità del 2033 e chi invece l’ha disapplicata. Per definire un orientamento unitario della giustizia amministrativa, il presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi aveva convocato un’adunanza plenaria: lo scopo era stabilire se le singole amministrazioni locali abbiano il diritto di disapplicare l’estensione al 2033 oppure se questo potere spetti solo ai giudici, e soprattutto se è vero – come ha sostenuto il Tar di Lecce in una serie di sentenze fuori dal coro – che la scadenza al 2033 è valida poiché la direttiva europea Bolkestein non è auto-esecutiva, e pertanto al momento non ci sarebbe nessun’altra legge da applicare al posto della 145/2018. Il Consiglio di Stato si è espresso contro entrambe le tesi, senza rinviare la questione alla Corte di giustizia europea (come pareva fosse intenzionato a fare in base ad alcune indiscrezioni emerse a margine della plenaria) e spezzando le speranze degli attuali titolari di stabilimenti balneari; ma la sua sentenza è andata molto oltre e presenta anche alcuni aspetti contraddittori.

L’elemento più insolito è che i giudici si siano sostituiti al legislatore fissando un termine preciso entro cui istituire le gare, quello del 31 dicembre 2023. Ma soprattutto, appare bizzarro che il Consiglio di Stato dichiari illegittima l’estensione al 2033 in quanto automatica e generalizzata, per poi stabilire un’altra sorta di proroga altrettanto automatica e generalizzata. In ogni caso, questa è la pronuncia con cui il governo inevitabilmente dovrà fare i conti per mettere mano alla riforma del settore entro tempi brevi; e più che del Consiglio di Stato, la colpa per essere arrivati a questa situazione è di tutta la politica italiana, che in tanti anni ha fatto solo chiacchiere e non è stata in grado di approvare una riforma seria e adeguata. Come abbiamo avuto modo di scrivere tante volte in queste pagine, era noto il rischio che più si andava avanti a non decidere, più sarebbero potute arrivare sentenze a impedire soluzioni giuridiche in precedenza possibili: e quella del Consiglio di Stato pare proprio la pronuncia definitiva e distruttiva che la politica ha provocato a causa della sua inettitudine e irresponsabilità.

Non è ancora chiaro ora come lo Stato si dovrà comportare nei confronti delle migliaia di concessionari che hanno già avuto il proprio titolo protocollato ufficialmente fino al 2033 e hanno effettuato investimenti di conseguenza, ma questa sarà una materia di cui senz’altro si dibatterà a lungo nei prossimi mesi, e che molto probabilmente si risolverà con dei cospicui indennizzi a favore dei concessionari uscenti, come d’altronde ammette anche la stessa pronuncia di Palazzo Spada. Nel frattempo andiamo ad analizzare nel dettaglio tutti gli aspetti della sentenza, di cui riportiamo qui di seguito i passaggi più significativi (il testo integrale può essere consultato sul sito del Consiglio di Stato, mentre in quest’altro articolo è possibile leggere tutti i commenti dei rappresentanti delle associazioni di categoria e degli esponenti politici in merito).

Interesse transfrontaliero e non scarsità della risorsa non sono ragioni valide per escludere le concessioni balneari dalle gare

Dopo avere dichiarato inammissibili tutti gli interventi ad opponendum delle associazioni di categoria costituitesi in giudizio, il Consiglio di Stato ricorda che la Corte di giustizia europea con la sentenza “Promoimpresa” del 14 luglio 2016 ha già stabilito l’illegittimità delle proroghe automatiche sulle concessioni balneari, poiché contrarie alla direttiva Bolkestein e al Trattato fondativo dell’Unione europea che prevedono la riassegnazione periodica dei beni pubblici come le spiagge attraverso procedure comparative aperte e trasparenti. L’inizio della sentenza demolisce due delle tesi principali portate avanti finora dagli imprenditori balneari, ovvero la non sussistenza dell’interesse transfrontaliero certo e della scarsità della risorsa, che secondo i balneari in base al diritto europeo giustificherebbero l’esclusione delle spiagge dalle gare.

In merito all’interesse transfrontaliero (punti 11-18), argomenta la pronuncia di Palazzo Spada, «per quanto riguarda l’applicabilità dell’art. 49 TFUE la Corte di giustizia, sin dalla nota sentenza 7 dicembre 2000, causa C-324/98, Telaustria e Telefonadress, ha chiarito che qualsiasi atto dello Stato che stabilisce le condizioni alle quali è subordinata la prestazione di un’attività economica sia tenuto a rispettare i principi fondamentali del trattato e, in particolare, i principi di non discriminazione in base alla nazionalità e di parità di trattamento, nonché l’obbligo di trasparenza che ne deriva. […] Nell’ottica della Corte detto obbligo di trasparenza impone all’autorità concedente di assicurare, a favore di ogni potenziale offerente, un “adeguato livello di pubblicità” che consenta l’apertura del relativo mercato alla concorrenza, nonché il controllo sull’imparzialità delle relative procedure di aggiudicazione. […] Si può, peraltro, ritenere che le ragioni di fondo alla base di tale giurisprudenza giustifichino – come, del resto, chiaramente confermato dalla sentenza Promoimpresa del 2016 – la loro applicazione ad ogni fattispecie (anche non avente carattere puramente negoziale per il diritto interno) che dia luogo a prestazione di attività economiche o che comunque costituisca condizione per l’esercizio di dette attività. Più precisamente, secondo questa giurisprudenza, quando sia accertato che un contratto (di concessione o di appalto), pur se si colloca al di fuori del campo di applicazione delle direttive, presenta un interesse transfrontaliero certo, l’affidamento, in mancanza di qualsiasi trasparenza, di tale contratto ad un’impresa con sede nello Stato membro dell’amministrazione aggiudicatrice costituisce una disparità di trattamento a danno di imprese con sede in un altro Stato membro che potrebbero essere interessate a tale appalto. L’interesse transfrontaliero certo consiste nella capacità di una commessa pubblica o, più in generale, di un’opportunità di guadagno offerta dall’Amministrazione anche attraverso il rilascio di provvedimenti che non portano alla conclusione di un contratto di appalto o di concessione, di attrarre gli operatori economici di altri Stati membri».

Ancora, «nel caso delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative […], al contrario degli appalti o delle concessioni di sevizi, la p.a. mette a disposizione dei privati concessionari un complesso di beni demaniali che, valutati unitariamente e complessivamente, costituiscono uno dei patrimoni naturalistici (in termini di coste, laghi e fiumi e connesse aree marittime, lacuali o fluviali) più rinomati e attrattivi del mondo. Basti pensare che il giro d’affari stimato del settore si aggira intorno ai quindici miliardi di euro all’anno, a fronte dei quali l’ammontare dei canoni di concessione supera di poco i cento milioni di euro, il che rende evidente il potenziale maggior introito per le casse pubbliche a seguito di una gestione maggiormente efficiente delle medesime.
L’attrattiva economica è aumentata dall’ampia possibilità di ricorrere alla sub-concessione. […] È allora evidente che, a causa del ridotto canone versato all’Amministrazione concedente, il concessionario ha già la possibilità di ricavare, tramite una semplice sub-concessione, un prezzo più elevato rispetto al canone concessorio, che riflette il reale valore economico e l’effettiva valenza turistica del bene.
Già queste considerazioni traducono in termini economici un dato di oggettiva e comune evidenza, legata alla eccezionale capacità attrattiva che da sempre esercita il patrimonio costiero nazionale, il quale per conformazione, ubicazione geografica, condizioni climatiche e vocazione turistica è certamente oggetto di interesse transfrontaliero, esercitando una indiscutibile capacità attrattiva verso le imprese di altri Stati membri. Pensare che questo settore, così nevralgico per l’economia del Paese, possa essere tenuto al riparo dalle regole delle concorrenza e dell’evidenza pubblica, sottraendo al mercato e alla libera competizione economica risorse naturali in grado di occasionare profitti ragguardevoli in capo ai singoli operatori economici, rappresenta una posizione insostenibile, non solo sul piano costituzionale nazionale (dove pure è chiara la violazione dei principi di libera iniziativa economica e di ragionevolezza derivanti da una proroga generalizzata e automatica delle concessioni demaniali), ma, soprattutto e ancor prima, per quello che più ci interessa ai fini del presente giudizio, rispetto ai principi europei a tutela della concorrenza e della libera circolazione
».

Più brevemente, in merito alla scarsità di risorsa (punto 25) il Consiglio di Stato afferma invece che «il concetto di scarsità va, invero, interpretato in termini relativi e non assoluti, tenendo conto non solo della “quantità” del bene disponibile, ma anche dei suoi aspetti qualitativi e, di conseguenza, della domanda che è in grado di generare da parte di altri potenziali concorrenti, oltre che dei fruitori finali del servizio che tramite esso viene immesso sul mercato. […] La valutazione della scarsità della risorsa naturale, invero, dipende essenzialmente dall’esistenza di aree disponibili sufficienti a permettere lo svolgimento della prestazione di servizi anche ad operatori economici diversi da quelli attualmente “protetti” dalla proroga ex lege. Da questo punto di vista, i dati forniti dal sistema informativo del demanio marittimo (SID) del Ministero delle Infrastrutture rivelano che in Italia quasi il 50% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari, con picchi che in alcune Regioni (come Liguria, Emilia-Romagna e Campania) arrivano quasi al 70%. Una percentuale di occupazione, quindi, molto elevata, specie se si considera che i tratti di litorale soggetti ad erosione sono in costante aumento e che una parte significativa della costa “libera” risulta non fruibile per finalità turistico-ricreative, perché inquinata o comunque “abbandonata”. A ciò si aggiunge che in molte Regioni è previsto un limite quantitativo massimo di costa che può essere oggetto di concessione, che nella maggior parte dei casi coincide con la percentuale già assentita. È evidente, allora, che l’insieme di questi dati già evidenzia che attualmente le aree demaniali marittime (ma analoghe considerazioni valgono per quelle lacuali o fluviali) a disposizione di nuovi operatori economici sono caratterizzate da una notevole scarsità, ancor più pronunciata se si considera l’ambito territoriale del comune concedente o comunque se si prendono a riferimento porzioni di costa ridotte rispetto alla complessiva estensione delle coste italiane. […] Pertanto, nel settore delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative, le risorse naturali a disposizione di nuovi potenziali operatori economici sono scarse, in alcuni casi addirittura inesistenti, perché è stato già raggiunto il – o si è molto vicini al – tetto massimo di aree suscettibile di essere date in concessione. Anche da questo punto di vista, quindi, sussistono i presupposti per applicare l’art. 12 della direttiva 2006/123».

Le concessioni balneari sono servizi e la natura non-autoesecutiva della Bolkestein non sussiste

In seguito a un altro articolato ragionamento (punti 21-24), il Consiglio di Stato smonta un’altra storica tesi dei balneari, quella secondo la quale le concessioni demaniali marittime sarebbero beni e non servizi, e pertanto non rientrerebbero nell’ambito di applicazione della Bolkestein (dedicata appunto alla liberalizzazione dei servizi). Al termine delle lunghe argomentazioni, l’adunanza plenaria arriva a ribadire perentoriamente che «le concessioni di beni demaniali per finalità turistico-ricreative rappresentano autorizzazioni di servizi ai sensi dell’art. 12 della direttiva c.d. servizi, come tali sottoposte all’obbligo di gara».

Inoltre, per quanto riguarda la natura non-autoesecutiva della direttiva Bolkestein che giustificherebbe la validità della 145/2018, sostenuta dalle note sentenze firmate dal presidente del Tar Lecce Antonio Pasca, il Consiglio di Stato (punti 26 e 33-36) ritiene che «il carattere self-executing della direttiva 2006/123 non sussiste, perché tale carattere è stato espressamente riconosciuto dalla Corte di giustizia nella sentenza Promoimpresa (C-174/06), oltre che da una copiosa giurisprudenza nazionale che ad essa ha fatto seguito». Peraltro, prosegue la sentenza confutando le tesi di Pasca, «o si ammette che la legge non è disapplicabile nemmeno dal giudice (ma in questo modo il contrasto con il principio di primazia del diritto dell’Unione diventa stridente) oppure si ammette che l’Amministrazione è “costretta” ad adottare un atto illegittimo, destinato poi ad essere annullato dal giudice, che può fare ciò che la P.A. non ha potuto fare, cioè non applicare la legge nazionale anticomunitaria. Ma immaginare un’Amministrazione “costretta” ad adottare atti comunitariamente illegittimi e a farlo in nome di una esigenza di certezza del diritto (legata all’asserita difficoltà di individuare le direttive self-executing) appare una contraddizione in termini».

Il legittimo affidamento non si tutela con le proroghe: le concessioni devono essere messe a gara entro due anni (con indennizzi per i gestori uscenti)

Alla luce di tutte le considerazioni di cui sopra, il Consiglio di Stato arriva quindi ad affermare al punto 27 della sentenza che «l’art. 12 della direttiva 2006/123 è applicabile al rilascio e al rinnovo delle concessioni demaniali marittime, con conseguente incompatibilità comunitaria della disciplina nazionale che prevede la proroga automatica e generalizzata delle concessioni già rilasciate. È peraltro indiscutibile che il confronto competitivo, oltre ad essere imposto dal diritto dell’Unione, risulta coerente con l’evoluzione della normativa interna sull’evidenza pubblica, che individua in tale metodo non solo lo strumento più efficace per la scelta del miglior “contraente” (in tal caso, concessionario), cioè del miglior interlocutore della pubblica amministrazione, ma anche come mezzo per garantire trasparenza alle scelte amministrative e apertura del settore dei servizi al di là di barriere all’accesso. Inoltre, il confronto è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita».

Confutando da ultimo anche la tesi del legittimo affidamento (punto 38: «L’affidamento del concessionario dovrebbe trovare tutela (come chiarito da Corte di giustizia e anche dalla Corte costituzionale) non attraverso la proroga automatica, ma al momento di fissare le regole per la procedura di gara»), e affermando che le singole amministrazioni comunali hanno il diritto di disapplicare l’estensione al 2033 in quanto incompatibile col diritto europeo (punti 39-45), il Consiglio di Stato afferma infine (punti 47-51) di essere «consapevole del notevole impatto (anche sociale ed economico) che tale immediata non applicazione può comportare, specie in un contesto caratterizzato da un regime di proroga che è frutto di interventi normativi stratificatisi nel corso degli anni», valutando dunque come congruo il termine del 31 dicembre 2023 per «consentire a Governo e Parlamento di approvare doverosamente una normativa che possa finalmente riordinare la materia e disciplinare in conformità con l’ordinamento comunitario il sistema di rilascio delle concessioni demaniali. È, infatti, compito del legislatore farsi carico di una disciplina che, nel rispetto dei principi dell’ordinamento dell’Unione e degli opposti interessi, sia in grado di contemperare le ormai ineludibili istanze di tutela della concorrenza e del mercato con l’altrettanto importante esigenza di tutela dei concessionari uscenti». Il termine, precisa Palazzo Spada, è stato individuato in base alla «necessità di assicurare alle amministrazioni un ragionevole lasso di tempo per intraprendere sin d’ora le operazioni funzionali all’indizione di procedure di gara, nonché degli effetti ad ampio spettro che inevitabilmente deriveranno su una moltitudine di rapporti concessori. […] Scaduto tale termine, tutte le concessioni demaniali in essere dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se via sia – o meno – un soggetto subentrante nella concessione. Si precisa sin da ora che eventuali proroghe legislative del termine così individuato (al pari di ogni altra disciplina comunque diretta ad eludere gli obblighi comunitari) dovranno naturalmente considerarsi in contrasto con il diritto dell’Unione e, pertanto, immediatamente non applicabili ad opera non solo del giudice, ma di qualsiasi organo amministrativo, doverosamente legittimato a considerare, da quel momento, tamquam non esset le concessioni in essere».

Nella conclusione della sentenza, il Consiglio di Stato arriva anche a tracciare alcuni suggerimenti per la riassegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, avvisando che «nel conferimento o nel rinnovo delle concessioni, andrebbero evitate ipotesi di preferenza “automatica” per i gestori uscenti, in quanto idonei a tradursi in un’asimmetria a favore dei soggetti che già operano sul mercato (circostanza che potrebbe verificarsi anche nell’ipotesi in cui le regole di gara consentano di tenere in considerazione gli investimenti effettuati senza considerare il parametro di efficienza quale presupposto di apprezzabilità dei medesimi). La scelta di criteri di selezione proporzionati, non discriminatori ed equi è, infatti, essenziale per garantire agli operatori economici l’effettivo accesso alle opportunità economiche offerte dalle concessioni. A tal fine i criteri di selezione dovrebbero dunque riguardare la capacità tecnica, professionale, finanziaria ed economica degli operatori, essere collegati all’oggetto del contratto e figurare nei documenti di gara. Nell’ambito della valutazione della capacità tecnica e professionale potranno, tuttavia, essere individuati criteri che, nel rispetto della par condicio, consentano anche di valorizzare l’esperienza professionale e il know-how acquisito da chi ha già svolto attività di gestione di beni analoghi (e, quindi, anche del concessionario uscente, ma a parità di condizioni con gli altri), anche tenendo conto della capacità di interazione del progetto con il complessivo sistema turistico-ricettivo del territorio locale; anche tale valorizzazione, peraltro, non potrà tradursi in una sorta di sostanziale preclusione all’accesso al settore di nuovi operatori. Ulteriori elementi di valutazione dell’offerta potranno riguardare gli standard qualitativi dei servizi (da incrementare rispetto ad eventuali minimi previsti) e sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti, in relazione alla tipologia della concessione da gestire. La durata delle concessioni dovrebbe essere limitata e giustificata sulla base di valutazioni tecniche, economiche e finanziarie, al fine di evitare la preclusione dell’accesso al mercato. Al riguardo, sarebbe opportuna l’introduzione a livello normativo di un limite alla durata delle concessioni, che dovrà essere poi in concreto determinata (nell’ambito del tetto normativo) dall’amministrazione aggiudicatrice nel bando di gara in funzione dei servizi richiesti al concessionario. La durata andrebbe commisurata al valore della concessione e alla sua complessità organizzativa e non dovrebbe eccedere il periodo di tempo ragionevolmente necessario al recupero degli investimenti, insieme ad una remunerazione del capitale investito o, per converso, laddove ciò determini una durata eccessiva, si potrà prevedere una scadenza anticipata ponendo a base d’asta il valore, al momento della gara, degli investimenti già effettuati dal concessionario. È inoltre auspicabile che le amministrazioni concedenti sfruttino appieno il reale valore del bene demaniale oggetto di concessione. In tal senso, sarebbe opportuno che anche la misura dei canoni concessori formi oggetto della procedura competitiva per la selezione dei concessionari, in modo tale che, all’esito, essa rifletta il reale valore economico e turistico del bene oggetto di affidamento».

In ogni caso, ammette il Consiglio di Stato a tutela degli attuali titolari di spiagge, «l’indizione di procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni dovrà, ove ne ricorrano i presupposti, essere supportata dal riconoscimento di un indennizzo a tutela degli eventuali investimenti effettuati dai concessionari uscenti, essendo tale meccanismo indispensabile per tutelare l’affidamento degli stessi».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Mi dispiace per quanti hanno comprato illusi da gente senza scrupoli..gli unici con cui prendersela sono i politici che vi hanno mandato a tutta velocità contro un muro consapevoli dei danni.

  2. Una sentenza esemplare che dimostra quanto dobbiamo esserci grati ai nostri Padri Costituenti.Un sistema di pesi e contrappesi che fanno si che se il Potere Legislativo concepisce cose vergognose(145/18),un altro organo dello Stato,il Potere Giudiziario,possa intervenire per riportare la legalita’!La nostra Costituzione e’ davvero la piu’ bella del mondo

    • Buongiorno.
      Ti risponde un balneatore e ti rendo merito non per quello che hai scritto, ma per aver chiarito ai miei colleghi che si sono spesi per i loro “sponsor” dei governi di destra e che acclamano ogni loro parola come “il verbo”, quanto li hanno illusi!
      Questo blog o sito o come vuoi chiamarlo ha portato molta acqua a quei mulini.
      Oggi finalmente è chiaro che nessuno è sopra la legge, politici fraudolenti prima degli altri!

      • Vergognatevi voi dei comitati di ricevimento per quei personaggi che oggi sono al governo e fanno addirittura il ministro del turismo e per quei pochi che fanno finta di essere opposizione!

  3. Solo chi ha alle spalle delle risorse finanziarie enormi può permettersi di investire a queste condizioni. Come fa una famiglia normale a investire tutto ciò che ha in una attività che ha la scadenza come le mozzarelle. Come si fa ad accettare che il proprio lavoro venga annullato ogni tot di anni x poi ritrovarsi per strada e senza nemmeno la certezza di vedersi ripagato il proprio avviamento. Hanno decretato la fine di un settore illudendo che tutti possano partecipare quando invece ora più che mai è un affare per ricchi. Tralascio poi tutte le realtà demaniali diverse dagli stabilimenti tipo bar o ristoranti, soggette solo stesso trattamento come se gli introiti fossero sempre da milioni di euro. Per raggiungere quale scopo? Quello di togliere l’attività ad una impresa x farne un altra identica? Con quale ricadute occupazionali differenti? Nessuna. Per migliorare il servizio? Può solo peggiorare perché dovendo fare il Maggior profitto in Minor tempo, scopo del concessionario non è quello di migliorarsi ma arruffare il più possibile. Tutto questo x cosa? I canoni si potevano tranquillamente adeguare al prezzo di mercato senza le procedure, I sub affitti vietare e le vendite di subordinare alla procedura d’asta pubblica.

  4. Il tema del legittimo affidamento era gia’ stato affrontato con la sentenza della corta di giustistizia e ha escluso ogni posdibilita di risatcimento nei confronti di chi ha fatto investimenti con proroghe automatiche.
    Se qualche balneare si e’ voluto buttare in un burrano petche degli sciacalli per tornacontp politico gli hanno detto che si poteva fare…be si assume le responsabilita
    Quindi non fomentiamo l odio

    • Scusatemi non capisco cosa cambia se a gestire una spiaggia c’è tizio o caio, se parliamo di adeguare i canoni alle dimensioni e alla località dove si trova la spiaggia, se diciamo che il gestore deve essere lo stesso concessionario per vietare subappalti va bene, per il resto sono solo chiacchiere insensate, se qualcuno vuole mettersi in gioco è inutile fare una gara e costruire altre strutture, basta rilevare una delle tante che si cedono, non capisco di cosa parliate

    • Indennizzo spetta solo a chi vanta in legittimo affidamento e dimosyri contestualmente ad ammorttizzare gli imvestimemti.

      La commissikne europea in questi ULTERIORI DUE ANNI DI PROROGA GENRALIZZATA CONTINUERA A FAR FINTA DI NIENTE ? ..doveva agire dal 2016 almeno..
      O DEFERIRA’ L ITALIA PER VIOLAZIONE DELLA PREDETTA SENTENZA E DIRETTIVA?

    • Scusatemi non capisco cosa cambia se a gestire una spiaggia c’è tizio o caio, se parliamo di adeguare i canoni alle dimensioni e alla località dove si trova la spiaggia, se diciamo che il gestore deve essere lo stesso concessionario per vietare subappalti va bene, per il resto sono solo chiacchiere insensate, se qualcuno vuole mettersi in gioco è inutile fare una gara e costruire altre strutture, basta rilevare una delle tante che si cedono, non capisco di cosa parliate

  5. Dai siamo sinceri… era troppo bello per essere vero.

    Spero che chi sia stato truffato da chi millantava stabilimenti con concessioni al 2033 sia risarcito (da chi gliele ha venduta).

    Non penso che le amministrazioni saranno in grado di formulare Bandi strategici, anzi, si limiteranno ad offrirli a chi gli dà più soldi, che, notoriamente , sono rappresentati dagli scappati di casa.

    Buona fortuna a tutti i gestori come me

    • Ma risarcito cosa? Sono 100 anni che non mollate l’osso, pure l’indennizzo? Ridate i soldi delle multe europee che ho dovuto pagare per voi.

      • Quando ti troverai ad andare in uno stabilimento balneare nel 2024 e ti troverai a pagare più del doppio, ricordati di quei 2 o 3 euro in più che hai pagato nella tua vita per aver garantito il lavoro a piccoli imprenditori che hanno spiaggie da 50 o 60 ombrelloni e anche meno.

  6. Nikolaus Suck says:

    Tralasciando che è successo esattamente quello che nel mio piccolo avevo ipotizzato e scritto nei miei primi interventi, ovvero niente legittimo affidamento che non c’entra nulla, ancora un paio di stagioni come assestamento, e poi gare….dove è finito il genio con le entrature nelle segrete stanze per il quale il 2033 era “scritto nella pietra”? E quell’altro per il quale il rinvio pregiudiziale era certo?

    • Quindi Armani, Berlusconi, Bocelli, Barilla che sono diventati titolari di concessione negli ultimi anni (Armani qualche mese fa) non sanno niente di più di quelli come me e te che stanno qui sopra a scrivere?

    • tu fai parte del cds caro suck e sciacalli sule spalle delle persone che hanno solo la colpa di aver investito e lavorato onestamente prendendoci anche per il culo altro che ti dispiace. famiglie intere che a breve potranno anche perdere la propria casa e i propri beni grazie ad azioni mediatiche effettuate da gente senza scrupoli di cui tu ne fai parte facendo credere che i balneari siano tutti briatore . è giunta l ora di porre fine a queste ingiustizie in nome che c è l ho chiede l europa. sappiamo benissimo chi ne sono i responsabili , a partire da draghi (che ci ha praticamente venduti) servo dell europa (non eletto e messo li non dal voto popolare ) e tutto il centrodestra responsabile di questo scempio quando avevate tutto il tempo per mediare e trovare soluzioni (e poi ci chiedete il voto)…..noi balneari siamo finiti ma voi del centrodestra sparirete come partito perche i milioni di voti che avevate da noi e le altre categorie non ci saranno più, la vostra credibilita e azzerata .vi siete lavati le mani come ponzio pilato per non parlare del cds (sostituitosi al parlamento e poi la chiamano democrazia )altri avvoltoi corrotti e pagati con i nostri soldi schiavi di un europa di sciacalli (pronti all obbedienza) come lo sei tu suck. rustichelli tu sei l artefice del disastro del nostro turismo(non ha caso hai rivestito quella posizione) e tutti sanno benissimo nell ambiente che sei un prezzolato . un consiglio nei prossimi giorni state a casa l aria si è fatta pesante , chi non ha nulla da perdere non ha scrupoli .occhio per occhio.ringrazio mondo balneare della possibilita offerta sul portale ma da oggi non scrivero più .o delle missioni da compiere .Allah e grande cosi come il dio interra

      • ernesto si sta preparando una manifestazione a livello nazionale senza bandiere di partito che sono coloro che ci hanno tradito e anzi se tacciono e meglio perche la loro credibilita e finita ieri.il nostro obiettivo e il parlamento e la sede del rustichelli.con noi ci saranno anche gli ambulanti .stiamo aspettando l ok anche da parte selle associazioni. l ora del porgi l altra guancia e finita..non so se ha seguito i tg si parla di qualche milioni di lavoratori

        • E quando la si organizza una manifestazione su Roma a livello nazionale???
          30 mila balneari
          3 persone ad aziende
          Andiamo in 100 mila a Montecitorio a farci sentire.
          Solo una rivolta ci può salvare!!!!

  7. Ho una struttura nuova prologa 2033 in tal senso ho rinvestito a tutto oggi
    Con tanto di titolo, ma i sento dire che è finita ,, ma in che paese viviamo,,

  8. Con i bandi preparatevi a fallimenti e buchi strategici… chi prende la gestione di uno stabilimento non ha idea, a che cosa va incontro, e quando si arriva a scadenza… chi glielo fa fare di pagare tutto e tutti?? …

  9. Fatevi risarcire da Centinaio e dai quei furbacchioni che vi hanno fatto credere che nel Campo dei miracoli crescevano gli zecchini d’oro.La morale delle favole insegna,avete voluto credere e seguire il Gatto e la Volpe ma era meglio seguire i consigli del Grillo Parlante che invece avete schiacciato al muro a suon di insulti.

    • le ricordo che i 5 stalle capitanati da quel demente del grillo parlante votarono a favore della 145 per trattenere salda la poltrona al loro deretano perchè erano al governo con la lega.

  10. Dedico questa sconfitta ai politici inetti a cominciare da mister Conte che ha dormito mentre avrebbe dovuto riempire di contenuti la legge 145/18 e che ora guida un partito di suoi pari e alle multinazionali, ai poteri forti e a quanti useranno le gare per riciclare denaro sporco, a cui certo non interessa il rientro economico come a qualsiasi sano imprenditore. Viva l’ Italia.

  11. Chiacchiere ne avete fatte tante . Il fatto è che sono anni che i nostri scalda poltrone ci hanno venduti ( Tutti i Politici ) . Senza perderci in chiacchiere anche noi , prendiamo le nostre famiglie i nostri dipendenti e i fornitori e marciamo verso i Palazzi del Popolo dico del Popolo no di chi si annida . Come disse il Papa diamo a loro una carezza .

    • Pienamente d’accordo luigi.si sta solo aspettando l ok delle associazioni.non si fanno carezze …garavaglia ministro di che?buffoni scaldasedie e ladri. Ma il peggiore è draghi.il suo editto scritto nel club dei trenta si sta avverando ..testuali parole di draghi….Le piccole imprese devono sparire….berlusconi nelle sue dichiarazioni oggi dice che draghi sta facendo un ottimo lavoro.

      235 tavoli aperti riguardanti posti di lavoro a rischio dal ministro del lavoro Orlando e da giorgetti.alitalia scomparsa balneari finiti ambulanti finiti porti venduti.draghi sta facendo un ottimo lavoro non c e che dire. Quando vedrete una marea umana marciare sul parlamento perché disperati allora capirete i danni che avete fatto.ma sarà troppo tardi per voi.corrotti

    • i vostri dipendenti troveranno ugualmente lavoro presso i nuovi gestori, i vostri fornitori venderanno ugualmente la loro merce agli stessi nuovi gestori, e voi con le vostre famiglie farete come fanno tutti i titolari di attività privata che per vari motivi ( crisi, fallimenti, mancati rinnovi dei contratti di affitto ecc ) chiudono e si riciclano in altre attività o lavori, a meno che , x vostra fortuna dopo 40 anni di gestione , abbiate un gruzzoletto in banca che vi permette di stare pancia all’aria. Le ho già viste le vs marce in piazza, 4 GATTI….

      • Io vorrei sapere perché mondo balneare, un sito tematico ad interesse degli operatori di settore, da voce a persone come te per fare di un confronto tra operatori una becera diatriba. Andate a divulgare il vostro odio su Facebook e lasciate i siti di settore a chi vuole informarsi e confrontarsi.

  12. Chi e’ a favore di questo scempio si deve solo vergognare ! il consiglio di stato si e’limitato a scrivere stronzate senza valutare le conseguenze … qualche politico interverra’ … cmq cari concessionari se cosi dovra essere partecipate alle gare e riprendetevi cio che vi spetta ..usate questi 2 anni per acquisire punteggio non arrendetevi …

  13. In ogni caso leggo nella sentenza che: “l’indizione di procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni dovrà, pertanto, ove ne ricorrano i presupposti, essere supportata dal riconoscimento di un INDENNIZZO a tutela degli eventuali investimenti effettuati dai concessionari uscenti, essendo tale meccanismo indispensabile per tutelare l’affidamento degli stessi.”
    Quindi in ogni caso se un nuovo proponente dovesse vincere il bando di gara, dovrà indennizzare il gestore uscente. Pertanto se la valutazione degli investimenti effettuati e dell’avviamento dovesse essere di importo rilevante, prevedo pochi partecipanti alle aste……

    • Nikolaus Suck says:

      La sentenza parla di indennizzo degli investimenti ove ne ricorrano i presupposti, non di pagamento dell’avviamento, che in materia di concessioni non esiste. Che degli investimenti fatti confidando in buona fede in una determinata durata e non ammortizzati possano essere indennizzati (non risarciti, sono cose diverse) ci sta anzi è giustissimo. Ma la cosa si ferma lì e non credo che potranno essere chissà quanto rilevanti.

  14. Sentenza a questo punto talmente dura da pensare che sia stata scritta , e lo è, direttamente in europa, la politica e draghi consapevolmente non hanno scelto , lasciando la palla a chi ha le spalle coperte. Ora, che il criterio dell’esperienza faccia tornare un po’ di equilibrio in questo vero esproprio europeo a danno di migliaia di famiglie. Spero in una protesta tale , da far cambiare le assurde regole europee alla base della concorrenza. Mi aspetto una lotta dura in europa , ma con draghi al governo non ci sono i tempi. Mi aspettavo un rinvio pregiudiziale , perché tantissimi sono i punti da chiarire, ma evidentemente la commissione e i ministeri hanno mosso i canali giusti. Ma poi sti due anni chi vuoi che investa?? sui libri di economia ci sono tanti esempi su come distruggere comparti produttivi, il consiglio di stato ne ha dato uno. Forza Europa andiamo bene, molto bene

  15. Ritenetevi piu’ che fortunati perche il consiglio di stato vi ha regalato( in violazione della stessa direttiva che invece ritiene direttamente applicabile) immotivatamente altri 2 stagioni

    • Sono curioso di sapere in quanti parteciperanno alle aste se dovranno poi pagare gli investimenti dei concessionari uscenti….. poi dovranno investire a loro volta nelle attrezzature (perchè gli uscenti non lasceranno le proprie….) ed il tutto tenendo presente che la eventuale concessione vinta alla gara avrà una durata relativamente breve, con la conseguente aleatorietà del recupero economico dell’investimento fatto.

      • Se hanno dato il finanziamento all’attività vuol dire che la banca lo ha ritenuto sostenibile e non farà altro che trasferirlo al nuovo concessionario..avete due anni per far vedere le strutture e credo sia utile tenerle bene perché rimangano vendibili.

      • Nikolaus Suck says:

        E no, troppo facile, non funziona così. Se vuoi ripagati gli investimenti (quelli fatti in buona fede e non ammortizzati), poi li devi lasciare mica te li puoi più portare via.
        Quanto aleatorietà, in parte è connaturata a quella cosa che si chiama impresa, e in parte basta rispettare quell’altra cosa che si chiama PEF (Piano economico e Finanziario) che è alla base di ogni aggiudicazione.

        • E ti sbagli, le attrezzature che compro (tipo lettini ombrelloni od anche le strutture mobili dell’eventuale ristorante o bar) sono di mia proprietà e sicuramente le porto via. Dovrò lasciare solo le strutture fisse…..

          • Se i beni mobili li stai pagando a leasing e vuoi che li paghi il subentrante va da sé che li lasci lì altrimenti te li paghi tu e te li porti via..visto che sono beni deperibili ti conviene tenerli bene perché il subentrante potrebbe chiedere una perizia e corrispondere quell’importo..chissà se a qualche balneare dalla linea dura rimpiange la riforma Pizzolante affossata all’ultimo dai no aste..chi troppo vuole nulla stringe

        • Buona sera Avv.Suck
          Vedo che e’ preparato sull’argomento e passa molto del suo prezioso tempo ,immagino, a rispondere o commentare.
          Per quanto riguarda l’indennizzo mi pare chiaro che se ci sono investimenti da ammortizzare debbano essere remunerati.
          Gli stabilimenti balneari hanno ricevuto nella maggior parte dei casi soltanto dei grandi mq di sabbia sui quali sono state costruite strutture ricettive di vari livelli, gli stabilimenti balneari sono aziende (almeno le nostre) non e’ come andare a Barceloneta dove c’e’ un chiosco un bagnino che affitta i lettini. I nostri stabilimenti balneari nella maggior parte dei casi hanno una clientela che di anno in anno frequenta la stessa spiaggia.
          Quindi riassumendo con la concessione abbiamo avuto sabbia e con questo esproprio dovremmo regalare anche la nostra clientela costruita con anni di lavoro?
          Lei che e’ un Avvocato immagino abbia uno studio, se questo studio e’ in affitto alla scadenza del contratto di affitto lascia con il locale anche la sua clientela.
          Avviamento deve essere riconosciuto.
          Saluti

          • Nikolaus Suck says:

            Buonasera Meridio, no niente affatto. Se me ne vado dalle mura del mio studio la clientela n9n la devo lasciare e non la lascio ma me la porto dietro, sempre che sia così buona da seguirmi.
            E l’avviamento nelle concessioni pubbliche non va affatto riconosciuto, ma anzi è espressamente escluso sia dalla legge che dai giudici. E non lo diciamo io o mio cugino, ma la Corte di Cassazione, ad es. In Cass. civile III n. 1283/1998.
            Saluti a Lei.

          • Ancora Meridio a fare richieste assurde..la concessione andrà a bando e l’anno dopo i clienti troveranno un’altra gestione…finisce qui.

      • Pagare gli investimenti ai concessionari uscenti dopo che quest’ultimi hanno usufruito per decenni della concessione ereditata o tramandata da parenti ? Non basta ai gestori attuali quanto hanno accumulato di guadagni nel corso degli anni ?
        O si vuole negare anche che non ne hanno tratto alcun vantaggio ?
        Bandi giustissimi, introduciamo nuove idee imprenditoriali.
        Basta a quei gestori che da anni non rinnovano i servizi igienici o le attrezzature per il parco giochi dei bambini. È arrivato il momento di cambiare.

    • Nikolaus Suck says:

      Ma infatti, e invece si lamentano pure di quello dicendo che non aveva il potere di farlo. E’ vero, ma l’unica conseguenza è che sarebbero in infrazione e abusivi fin da subito e da oggi anzi ieri. Quindi, tanto per cambiare, se stavano zitti era meglio.

        • Ilaria dal tenore del tuo commento si capiscono molte cose. In questi anni di proroghe illegittime (dici tu) i concessionari hanno mantenuto livelli occupazionali, pagato canoni demaniali, fatto investimenti in strutture e pubblicità, pagato l’IVA allo Stato. Pensare al settore balneare e tutte le attività che gravitano sul demanio marittimo come un settore di privilegiati ed evasori è un errore grossolano. Chi ti vieta di aprire un’attività su una nuova zona demaniale? Nessuno ! Ma capisco che è più facile e meno rischioso buttarsi su un a attività GIÀ AVVIATA!

          • Lo vieta lo Stato non dando più nuove concessioni demaniali.
            Se fosse così facile come credi, un imprenditore potrebbe investire un suo capitale creando una struttura sicuramente concorrenziale a quelle già esistenti. Non potendolo fare, si dà ulteriormente modo di guadagnare a coloro che hanno “ereditato” una concessione e che hanno speso ogni anno il minimo indispensabile per migliorare la struttura.
            Che si presentino anche loro al bando, anche se personalmente penso che non lo faranno in quanto andrebbero contro i loro principi ( e cioè investire capitale, mentre fino ad ora non è stato così ).

    • Due stagioni Carlo utili ai sopralluoghi quindi bene e sono un tempo massimo ma Olbia, Lecce, Rapallo o altri sono già pronti..vediamo i primi!

    • @ Carlo: le due stagioni sono necessarie perchè chi gestisce il demanio, le capitanerie di porto e la politica in tutti questi anni non hanno provveduto a fare il loro lavoro. Mancano mappature, mancano requisiti di ammissibilità alle gare, manca quantificazione degli oneri di concessione, manca letteralmente tutto e per colpa solo ed esclusivamente della politica. I balneari, per contro, erano anni che chiedevano alla politica istruzioni. Quando la magistratura si sostituisce alla politica è perchè la politica non ha fatto il suo lavoro. Secondo lei consa dovevano fare? consegnare le aree subito? chi le gestisce da qui a due anni senza neppure uno straccio di criterio per assegnarle? fenomeno!!

  16. Però è anche vero che i gestori attuali si sono ritrovati con le concessioni ereditate da parenti o genitori.
    È assurdo che ci sia un monopolio nelle concessioni e non si dia la possibilità di investire ad imprenditori che sicuramente porteranno delle migliorie nei servizi.
    Che ben vengano i bandi, così i gestori di molte strutture che non avevano interesse ad apportare novità e miglioramenti daranno spazio a chi è più voglioso di investire.
    Tutto ciò comporterà servizi migliori per gli utenti.

    • Generalizzare fa sempre male, se pochissimi concessionari non hanno nel tempo mantenuto standard alti non significava che debba essere colpito tutto un settore. La stragrande maggioranza dei concessionari rinnova ogni anno attrezzature e servizi. Mi dica lei come si possono recuperare centinaia di migliaia di euro in 4 anni. Per essere sostenibile l’investimento servono almeno 10 anni dj concessione.

    • Ma perché parli di ciò che ignori totalmente? io e tanti altri proprietari di aziende balneari le abbiamo comprate a prezzo di mercato non tanti anni fa, investendo il nostro capitale. Il tutto sancito da regolari atti notarili, esattamente come per la cessione di una qualsiasi impresa privata. Lo stato non ha mai avuto nulla da eccepire, e ora reclama la disponibilità delle nostre imprese. Ma ti rendi conto della follia o sei totalmente acciecato dall’invidia sociale o dalla speranza di fottere la roba degli altri??

        • Bene. Prendiamo il caso di un lido ove insiste anche un bar ristorante il cui gestore ha le licenze commerciali rilasciate dal Comune. Lo stesso gestore dispone anche della concessione demaniale per la posa sulla spiaggia di lettini ed ombrelloni.
          L’asta dovrebbe riguardare solo la concessione demaniale per la posa di lettini ed ombrelloni.
          Quindi se l’asta la dovesse vincere un nuovo concessionario, si avrebbero due gestioni diverse, una impresa per il ristorante/bar ed una diversa per la spiaggia?

      • Bfo condivido totalmente …. Pensano che siamo tutti proprietari di imprese balneari da 4 generazioni… PURTROPPO NO ! Praticamente si fa’ anche in questo caso di tutta un erba un fascio …Non gli interessa se uno ha pagato mille , cinquecento o nulla …. La categoria gli sta’ sul cazzo quindi siamo a priori tutti dei delinquenti , evasori , opportunisti , lobbisti ecc ecc …. la famigerata e pericolosissima Lobby dei balneari … 😄

    • Certo comporterà (forse) servizi migliori ma i costi saranno sicuramente superiori e tutto ricadrà sul consumatore finale, la gara in se comporta un aumento del costo.

  17. Sentenza purtroppo abbondantemente prevedibile vista la mancata presa di posizione del governo Draghi . Lo stesso premier da bravo eurocentrico aveva in tempi non sospetti garantito alla commissione europea il riallineamento della normativa italiana a quella comunitaria. Ci può stare l’evidenza pubblica al momento dell’assegnazione delle nuove concessioni poiché così si garantisce a tutti la possibilità di partecipare ma mettere all’ASTA la concessione senza nessun meccanismo di valutazione del lavoro svolto dal concessionario è un vero suicidio economico prima che sociale. Mettendo le concessioni all’asta ogni 4 anni quale sarebbe il risultato? Non di certo stimolare nuovi e corposi investimenti nelle strutture poiché sfido chiunque a proporre un piano ammortamenti da centinaia di migliaia di euro con la consapevolezza di poter veder sfumare tutto alla prossima asta. Verrà con molta probabilità a crearsi una situazione nella quale ai piccoli e storici concessionari si sostituiranno per forza di cose i grandi gruppi (sopratutto Francesi) che gravitano nel mondo dei tour operator. La totale inettitudine della nostra classe politica, vedi anche il caso Uber, sta consegnando questo Paese mani e piedi alle holding Europee, confinando l’economia italiana(fatta da piccoli imprenditori) al ruolo di mero consumatore. Coloro che oggi esultano per la sentenza, che poi sono gli stessi che preferiscono comprare su Amazon e non dal commerciante di zona, dico di mettere i soldi da parte poiché se oggi pagate 15/20€ domani non sarà meno di 35/40€. In Italia alla fine dei conti fa bene chi ambisce al posto fisso, fare impresa sarà sempre di piu prerogativa per pazzi e autolesionisti.

    • Questo commento mi sembra l’unico scritto da parte dei sostenitori “No bandi” degno di nota. Tutti gli altri mancano di quel minimo sindacale di conoscenza del diritto e, se vogliamo, della logica di mercato.
      Concordo su “sentenza prevedibile” anche se per nessuno dei motivi richiamati. il Consiglio di Stato ha semplicemente rimesso ordine rispetto alle posizioni “eccentriche” di alcuni (proprio pochi) TAR e della V Sezione. Prevedibile. Certo, ma perché ha fatto ricorso alle norme costituzionali, ai trattati internazionali e alle norme della UE. Ogni altra considerazione è indimostrata, superficiale e affetta da infantile complottismo.
      Il Governo Draghi ha preso assolutamente posizione in merito, ma lo ha fatto a favore della concorrenza e, in ogni caso, non ha alcun potere di influenza su un consesso con la Plenaria. Potrebbe averlo, per semplice timore reverenziale, su qualche TAR o qualche giudice filogovernativo, ma non certo nei confronti dei Presidenti di Sezione del Consiglio di Stato. non sarebbe incostituzionale, bensì “anticostituzionale”, con conseguenze penali gravissime.
      Le gare, in qualche modo, dovranno tenere conto degli “indennizzi”, che però è cosa diversa da “pagamenti” da parte dei subentranti o “risarcimenti”. E in ogni caso potranno essere solo “indennizzi” rispetto alle migliorie apportate al bene demaniale. I beni mobili e le strutture di facile rimozione, però, non fanno parte delle migliorie e perciò dovranno essere rimosse dai concessionari uscenti e farne l’uso che più riterranno opportuno, compresa l’ipotesi di “vendita” al concessionario entrante o ad altro soggetto nell’ambito del libero mercato.
      Chi ha detto che la durata delle concessioni sarà di 4 anni? Le concessioni potranno essere anche di 40 anni, purché al momento della gara questo dato sia noto ai partecipanti e il PEF tenga conto della sostenibilità degli investimenti e della durata della concessione. In ogni caso questo è un ambito di competenza del legislatore che bene farebbe a regolare questi aspetti essenziali per i bandi di gara.
      Acquisti su Amazon. Grazie ad Amazon e altri fornitori online e con consegna a domicilio la nostra vita è migliorata. Solo un esempio: devo comprare un libro per attività scientifica, vado in libreria, mi dicono che devono ordinarlo, quindi devo tornare quando arriva, lo pago senza sconto e torno a casa col libro dopo 10/15 giorni. Lo cerco su Amazon, lo trovo e lo ordino, il giorno dopo me lo consegnano, anche se è domenica. Quale delle due modalità sceglierò? E il libraio? Il libraio che ha scelto di lavorare anche su Amazon, pur tenendo la sua attività di quartiere (si può fare, non lo sapevate?), tiene la sua aziendina e ci guadagna, l’altro che si lamenta contro Amazon e vende in modo tradizionale fallisce. La colpa è di Amazon? Non saprei, mi sembra la stessa lotta dell’incaricato di accendere i lampioni a gas che inveisce contro la “follia dell’elettricità”.
      I concessionari storici non possono lamentarsi del libero mercato e della libera circolazione all’interno della UE, perché quella è la benzina della loro impresa, ma non possono neanche pretendere di tenere un bene prezioso come le coste tutto per loro, perché quello è di tutti e perché il libero mercato ha sempre portato benefici e ricchezza complessiva al paese, anche se talvolta la ricchezza si è spostata da alcuni soggetti verso altri. E così sarà anche con l’affidamento delle concessioni sul libero mercato.

      • Sig.mistral la ringrazio per le precisazioni. Non essendo ne avvocato ne esperto di diritto amministrativo non posso obiettare sugli aspetti tecnici evidenziati dal Consiglio di Stato. Quello che qui si mette in forte dubbio è invece tutta l’impalcatura di base della Bolkestein e l sua applicazione a settori economici così particolari. Tralasciando il fatto che il luogo in cui la stessa direttiva è stata partorita ha di rado visto parlamentari Italiani, e già questo basta per capire come la politica nazionale abbia da sempre poco protetto la sua classe imprenditoriale e le sue peculiarità nelle stanze dei bottoni in seno alla comunità europea, mi chiedo come si possa parlare ancora di tutela della libera concorrenza. L’operazione di omologazione delle legge nazionali a quelle europee rischia per l’Italia di rilevarsi una bel cavallo di Troia. In linea teorica tutto giusto e corretto: ogni singolo operatore economico europeo può chiedere una concessione ed operare in libera concorrenza in Spagna cosi come in Svezia e Danimarca. In pratica però poi appena una impresa italiana presa a caso Fincantieri prova a mettere le mani sui cantieri Francesi apriti cielo ed interviene l’antitrust europeo. Poi quale libero mercato e leale concorrenza credete possa esserci fra il piccolo imprenditore italiano che da generazioni punta tutto sulla fidelizzazione del cliente( aspetto primario su cui si base la nostra offerta turistica) e grandi gruppi d’impresa operanti su 5 continenti. Tecnicamente si può fare e magari l’erario beccherà anche qualche milioncino in più ma a quale costo ? Credo sia questo il punto della discussione, se siamo disposti a rinunciare a buona parte della nostra identità in termini di offerta turistica anche al costo di smantellare un tessuto imprenditoriale va bene anzi va benissimo. Il dubbio che sia in atto
        un operazione Grecia-bis è molto alto
        e quando c’è ne avremmo preso coscienza sarà troppo tardi. Ps: il piccolo imprenditore così come il piccolo libraio le tasse le paghe in Italia e non in Irlanda del Nord al tasso del 12% . In definitiva Fino a quando non ci saranno eque condizioni di partenza, un equo accesso al credito ed un equo pagamento delle imposte parlare di libera concorrenza è Inutile ! E questo portoghesi e spagnoli lo hanno capito bene 🙂

      • mistral qui si sta contestando la grave ingerenza del potere amministarativo (cds) su quello legislativo e la svendita delle nostre aziende come se noi fossimo piccole merde. e tutto questo grazie ai corrotti in parlamento e alle azioni mediatiche effettuate contro di noi che veniamo paragonati a dei faraoni egiziani. hai mai lavorato in amazon ? se l avresti fatto non parleresti cosi . chiedi a chi ci lavora e guarda cosa ti risponde …è proprio questo il libero mercato tanto caro a draghi l annientamento delle piccole imprese a vantaggio dei grandi gruppi economici ( l ha scritto anche durante un summit del club dei 30 …le piccole imprese devono sparire) e voi tutti ne siete complici. il libraio prima o poi sarà costretto a chiudere è questa la morale caro mistral poichè non potra sostenere i costi e competere contro questi colossi. ed è proprio quello che succedera a noi..mai potremmo competere contro queste persone..capisci dove è il nocciolo della tua concorrenza mistral? non credo che tu non lo sappia. forse per questo ora si preannunciano battaglie e caccia all uomo….noi non abbiamo niente da perdere…poi 40anni di concessione? su questo sono d accordo perche chi arriva oltre la pappa pronta vuole anche 50 anni….noi lotteremo fino all ultimo .un milone di persono non sono una bazzecola buona serata

    • Cosa buona e giusta sarebbe dare modo a chi, avendo avuto una intuizione imprenditoriale, ha investito tempo e denaro sul demanio di poter continuare la propria attività potendo presentare un piano investimenti congruo è ragionevole. Troppo comodo aspettare l’iniziativa altrui e poi prentedere di prenderne il posto senza neanche riconoscere l’avvio attività. Ma si sa l’Italia è Paese di opportunisti.

      • Intuizione imprenditoriale ?
        La maggior parte, se non tutti, hanno ereditato una concessione che a cavallo degli anni ’50/’60 è stata data per 99 anni, la quale cosa sembra un poco assurdo.
        Ben vengano i bandi, e benvenuti saranno chi vuole investire capitale percreare strutture balneari ricettive e di prim’ordine.

  18. VERGOGNA! Solo VERGOGNA!!!!!! Stanno facendo come con il tonno rosso, hai pescatori italiani che ci hanno lavorato per anni, sanzioni e privazioni e denunce penali, i giapponesi lo possono pescare ed allevare nel Mediterraneo e rivenderlo a 300 dollari al kg sul mercato di Tokio. Mentre la nostra marineria muore di fame. Così accadrà per i balneari. Ennesima VERGOGNA tutta italiana.
    I nostri figli ed il nostro futuro venduto a chi a saputo ungere e corrompere. Complimenti

  19. Quanti discorsi cristo tutti scienziati… secondo voi uno vince un bando e usa l’attrezzatura che c’era prima o la prende nuova? Un barbone come me la prende usata e ammazza sai che miglioramento dello stabilimento chi ha i soldoni lo fa da zero quindi i soliti noti di ogni zona ne prenderanno diversi perché i comuni alla fine sceglieranno chi ha più soldi quindi criteri una minchia.Non e’una licenza per fare il mercato della frutta qui si parla di stabilimenti balneari che giustamente a ottobre 2023 saranno rasi al suolo e la maggior parte dovranno essere rifatti da zero quindi se avete pochi dollari come me non ci pensate neanche.. a Forte dei Marmi chi li prende il bagnino ? Questa e’ l’Europa dei leccaculo e questo e il paese del reddito di cittadinanza

  20. Si diario due stagioni che pero si sommano allle 20 stagioni di proroghe.tieni presente che se la riforma fosse stata fatta 20 anni fa queste 2 stagioni non ci sarebbero state ..quindi si il motivo per non farr la riforma ers propio questo…

  21. Le multinazionali europee??!! BASTA CON LE CA…. NOI ITALIANI VOGLIAMO ACCEDERE AI BANDI…ADESSO AMAZON STA A PENSARE AGLI OMBRELLONI! E poi e’ sifficiente mettere un numero mimimo fi concessioni che si possono assegnare BASTAAA

  22. Da balneare sono sempre stato preoccupato della Bolkenstein. Adesso forse siamo arrivati alla fine di un percorso iniziato alcuni anni fa che avrà conseguenze non solo per la nostra categoria.
    Ridicolo dire che adesso sarà tutto meraviglioso senza affermare che i migliori servizi che qualcuno millanta non verranno in qualche modo retribuiti con un inevitabile aumento delle tariffe. Ridicolo paragonare concessioni dove c’è solo la sabbia con altre dove le strutture accessorie quali ristoranti, bar, cabine e piscine completano l’offerta turistica, come se per l’una e l’altra bastasse un colpo di spugna per cambiare la gestione. Ridicolo pensare che mio padre, quando acquistò la concessione, fu imprudente, visto che c’era il rinnovo automatico e in base a quella legge decise di programmare i suoi investimenti da imprenditore.
    Ridicolo pensare che siamo tutti Briatore, senza considerare che forse proprio Briatore continuerà a gestire la sua spiaggia e con lui tanti altri Briatore d’Italia o d’Europa che si sostituiranno alle famiglie.
    Ma a voi fa comodo pensarla così per partito preso. Solamente per andare contro un qualcosa che non conoscete a fondo, secondo la logica mal comune mezzo gaudio con la quale verremo tutti sciacciati verso il basso.
    Noi balneari cerchiamo di restare uniti e compatti rivendicando con fermezza i nostri diritti. Sono sicuro che, a fronte di molti detrattori, in tanti altri ci daranno il loro appoggio.
    E ora che il gioco si e’ fatto duro….noi cominceremo a giocare.

    • Niente da aggiungere. Italia è da sempre stata paese di guelfi e ghibellini e gli amici d’oltralpe questo lo hanno capito da tempo.

    • Condivido pienamente ogni parola Bruno, quanto accaduto è di una tristezza unica, veder gioire sulle disgrazie di migliaia di piccoli imprenditori che tanto hanno fatto per questo Paese. Mi permetto aggiungere, che, è ridicolo non pensare che gli europeisti ci hanno messo nel sacco, 700.000.000 di loro avranno l’opportunità di poter concorrere alle gare di 30.000 aziende italiane, con caratteristiche climatiche che non potranno essere mai paragonate a quelle della stragrande maggioranza dei Paesi membri; loro invece, quante imprese balneari analoghe a quelle italiane metteranno a gara?! È ridicolo, inoltre non pensare, che la legge 98/2001 non sia stata abrogata (cambiando le regole del gioco in corsa) a seguito recepimento della direttiva BOLCKSTEIN, per consentire questa evidente grandissima R A P I N A .

    • e quello che succedera bruno dai tempo al tempo ..ci si sta organizzando …un milione di persone non si lasciano prendere per il culo.

  23. Salve
    Questo provvedimento vale per tutte le concessioni demaniali oppure per quelle legate solamente alle spiagge e operatori annessi? Possiedo un porticciolo turistico, quindi uno specchio acqueo, la tipologia di e fine di utilizzo della concessione sarebbe assimilabile(o direttamente lo stesso) a quello coinvolto i tale provvedimento?

    • Purtroppo vale anche x voi a meno che non abbiate una concessione di costruzione gestione pluriennale. Sono interessate tutte le concessoni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo

  24. La peggio figura la fa il Presidente Pasca che nelle motivazioni sembra addirittura essere rimproverato di aver scritto sentenze contraddittorie in diritto e per senso comune, veramente è stato così grossolano?

  25. mi permetto di dire alcune cose perchè ho un parente stretto titolare di uno stabilimento balneare ed io personalmente x lavoro ( denunce dei redditi ) ho lavorato x 30 anni x i gestori degli stabilimenti balneari della mia zona. E’ vero che come qualcuno sopra dice , i bagnini non son tutti Briatore , ma vi assicuro che son molto ben lontani dai normali guadagni di un normale impiegato,in quanto in 6 MESI estivi prendono il corrispettivo di 6 ANNI di lavoro di un operaio, denunciando ( vi assicuro) quasi meno di lui.
    Inoltre quelle poche volte che lo stato ha provato ad adeguare i canoni demaniali ridicoli, ad un normale affitto di mercato, LA CASTA dei balneari si è compattata, pronti a dar battagli x non perdere questo grosso privilegio, facendo rimanere tutto invariato. Ho visto vendere decine di concessioni x prezzi faraonici ( minimo intorno al milione di euro) a fronte di denunce dei redditi di poche migliaia di euro, figli di una evasione vergognosa, avvallata dai privilegi di non essere quasi mai controllati e non essere costretti x legge a non rilasciare nessun scontrino o ricevuta fiscale sino pochi anni fa. Forse anche x questo , una buona parte dei cittadini non vi seguirà in questa vostra battaglia delle concessioni, consapevoli di una “casta” che ha tirato troppo la corda, che ora si è spezzata. Ad ogni modo mi spiace x quei poche gestori onesti ( pochi) che esulano dalla maggior parte della categoria , se perderanno la loro attività, ma devono ringraziare sopratutto l’egoismo dei tanti che x decenni hanno riempito le loro tasche sottraendo risorse alla comunità senza pagare il dovuto x un bene demaniale che si sono tramandati x generazioni. In ogni caso andrà a finire la vicenda, parafrasando un vecchio detto,” per loro comunque vada sarà sempre un successo”.

    • Non so di che stabilimenti parli forse degli storici, io lavoro a Cavi di Lavagna e ti assicuro che alcuni saranno come dici tu ma tanti hanno pochi stagionali e arrivano a fine stagione che se la cavano e niente di più per non parlare di chi ha la gestione e fa i salti mortali per lavorare e sicuramente tornerà a fare il bagnino.. guardate che sono finiti gli anni 80/90

      • Caro Alberto ti devo contraddire in toto, in quanto come detto sopra , per il mio ex lavoro conosco al centesimo le entrate e le dichiarazioni dei gestori della riviera adriatica, e ti assicuro che il 95% rispondono ai numeri che ho sopra esposto. Grossi incassi a fronte di ridicole dichiarazioni, altrimenti non si spiegherebbe la folle corsa con prezzi faraonici ad andare a comperare una spiaggia, se dovesse rendere pochi spicci come tu dici . E le attività come la tua , sicuramente esistono, ma sono le eccezioni, ti assicuro, ed infatti a fronte di tanti sacrifici tuoi, x un modesto guadagno come dichiari, penso che non dovresti essere particolarmente arrabbiato se te la tolgono, ti puoi sempre riciclare in un lavoro “normale”, ma forse la realtà ( in generale ) è un altra, e cerchiamo di non barare. E per quanto concerne le gestioni in affitto d’azienda, ritengo che sia una anomalia tutta nostra, quella di poter affittare la propria concessione a terzi,di una risorsa così ricercata e esigua da trovare, x concedere il beneficio di affittarla , guadagnandoci stando con la pancia all’aria. Se non puoi o non vuoi gestirla direttamente la ridai indietro allo stato che provvederà a riassegnarla. Inoltre , x concludere , penso ai milioni o miliardi di euro che lo stato incasserà dalle aste ogni cinque ( o sei ? ) anni dai nuovi vincitori dei bandi, risorse che potranno essere riutilizzate x la collettività, a fronte di guadagni oggi ridicoli dei soli canoni demaniali ( che in ogni caso verranno ugualmente corrisposti). Ed il tutto non mi sembra cosa da poco…..

    • E poi sta cosa dei controlli forse se facevi questi conti avevi degli amici se andava sempre tutto bene .. quest’anno da noi 3 volte la capitaneria 2 volte l’USL 2 volte la finanza e non fanno controlli? Dimmi la zona che vengo subito

  26. Mamma mia quanti commenti assurdi…

    Parto col dire che la legge 2018 che prevedeva proroga fino al 2033 era stata fatta appositamente per creare un periodo di transizione. Quindi chi ha fatto investimenti e riqualificazioni in questo lasso di tempo è un inetto. O magari sperava che come al solito si concludesse tutto con un nulla di fatto. Ma questo rimane un suo problema e chi ha investito in questo lasso di tempo non capisco perché debba essere risarcito. Chi ha investito prima e non ha ancora ammortizzato, è giusto che invece venga risarcito.

    In secundis: almeno per quanto riguarda il litorale in cui vivo io (toscano), qualcuno ha fatto investimenti mentre altri hanno fatto diventare gli stabilimenti fatiscenti e orribili, continuando comunque a lucrare. Che hanno da piangere i suddetti signori? Hanno usurpato e sfruttato al massimo il territorio, spendendo altrove il denaro guadagnato. altro che “poveri gestori familiari in rovina”.

    Continuando ancora: da mondo e mondo sappiamo tutti che le entrate degli stabilimenti non sono tutte pulite. E non venite a fare i suscettibili dicendo che non fate nero. Molti stabilimenti hanno parcheggi auto dai quali hanno solo entrate in nero. E venitemi a smentire. Io stesso sono stato costretto a pagare in nero per parcheggiare, sennò dovevo andarmene. Poi mettiamoci anche lettini e ombrelloni giornalieri, pedalò e servizi di simil genere. Non dico che facciate solo nero, ma probabilmente una buona fetta di entrate le avete in questo modo.

    Concludo dicendo che io è da alcuni anni che seguo la vicenda per poter fare a mia volta un investimento. Giusto o meno giusto che sia, ho voluto solo aspettare questo momento, ossia un momento che dicesse “si” o “no”. Per ora abbiamo tutti vissuto brancolando nel buio. Chi voleva investire non poteva farlo perché rischiava di vedersi togliere tutto (infatti qualche stolto negli ultimi anni ha comprato qualche concessione subentrando e ora se la vedrà tolta), dall’altra parte siamo rimasti in attesa senza sapere se buttarsi su un’altra attività o meno. Avrei pagato la concessione ad un concessionario già esistente o avrei puntato i miei soldi in una eventuale asta, ma sono rimasto 4 anni in Attesa perché non c’erano risposte. Ora una risposta perlomeno è stata data. Per buona pace di tutti, perché tanto potrete manifestare quanto volete, ma abbiamo voluto l’Europa unita? Ed eccola qui, il popolino del singolo Stato non conta più nulla.

    Buona vita a tutti

    • E le entrate degli ottici? E quelle degli idraulici? E quelle degli insegnanti della scuola pubblica che il pomeriggio fanno lezioni private in nero? E quelle dei carabinieri che fanno il secondo lavoro? E quelle dell’impiegato comunale che affitta in nero l’appartamento della nonna defunta? E quelle di Amazon? E quelle dei mafiosi che ricicleranno enormi capitali proprio grazie alla Bolkestein? Tutte entrate pulire?

      • Quasi nessuna entrata è pulita, e pertanto è da condannare.
        Non vi lamentate, se fosse così svantaggioso gestire una struttura balneare non divreste lamentarvi.
        Ed invece ????
        Volete fare le barricate per qualcosa che non vi frutta ?

  27. Gente che festeggia altri che si disperano che bella Italia, tranquilli intanto si lavora 2 anni le concessioni scadono a dicembre 2023 e 6 mesi prima ci sono le elezioni… si metterà tutto a posto e con le infrazioni ci puliamo il culo nel paese che da soldi a chi sta a casa a non fare un cazzo.. 2023 elezioni…

  28. Nel 2012 ho fatto richiesta di una concessione demaniale inserita in un pudm per la realizzazione di un chiosco bar.
    A settembre 2012 finalmente la concessione. Il progetto prevede uno stabile fisso di 35 mq e una superficie di 155 mq adibita a tavoli e sedie. La concessione edilizia per la costruzione è quasi al rilascio. Cosa dovrei fare? Ho speso tanti soldi per arrivare a questo punto e dovrò spenderne un bel po (che non ho e secondo programma dovrei fare un prestito di almeno 70mila). Cosa dovrei fare? Ho pure pagato il canone per il primo anno per ottenere il rilascio. Lasciar perdere tutto? E i quasi 10 anni di stress, sogni e risorse, che faccio? Li butto nel cesso? E se vado avanti potrei fare due stagioni, covid permettendo, e poi? Questo stato è un autentico nemico. Lo è sempre stato con me. Maledetto!

  29. La scadenza al 2023 guarda caso coinciderà con la fine della legislatura, che non si vede come potrà essere portata a termine da un governo diverso dall’attuale. È lapalissiano che tutti gli schieramenti abbiano dato preciso mandato a draghi di risolvere la questione in questo modo, previo breve passaggio in cds.

  30. Una domanda ai piu’ esperti …in questi ultimi tre anni leggi regionali come quelle della Toscana e del Veneto hanno permesso a diversi titolari di concessione di venire prolungata la durata della stessa attraverso degli investimenti fatti e rilasciata una concessione pluriennale,atto formale.Dalla sentenza del CDS non si capisce se anche queste verranno azzerate nel 2024 perche’ prima si parla solo di quelle prorogate invece poi la sentenza e’ netta nel ribadire la fine di tutte le concessioni…..qualcuno ha capito qualcosa???? grazie

    • La concessione per atto formale è di fatto una concessione legata agli investimenti effettuati e quindi a mio parere non rientra tra quelle interessate dalla Sentenza. Comunque dovresti informarti con un avvocato

  31. Pensate veramente che in questi 2 anni si riuscira’ a fare tutto??? io prevedo bandi diversi da un comune all’altro in completa confusione e ricorsi a pioggia…..a meno che non si provveda a una seria mappature e provvedimento del governo dove si delegano le regioni ai bandi attraverso linee guida generali……..e comunque prevedo ricorsi a pioggia con concessioni attuali in stato di abbandono o licenze annuali provvisorie per metterci una toppa. vedrete

  32. Sarà il legislatore a decidere come fare le gare e con che criteri farle , riconoscendo investimenti e capacità imprenditoriali acquisite negli anni. Fino a che nn ci sarà una riforma che compensi tutti gli interessi in gioco c’è il rischio di un immobilismo negli investimenti. Sicuramente si riempiranno i tribunali a prescindere. Resta il grande interrogativo sulla valutazione del consiglio di Stato per due motivi , 1 – sono gli stessi giudici a riconoscere il rilevante impatto socio economico di una simile scelta ovverosia l’insorgenza di seri problemi derivanti da questo vero e proprio esproprio europeo , 2 – che legittimità hanno nel fissare una proroga di due anni sostituendosi al legislatore, 3 – viene del tutto ignorata la valutazione caso per caso dell’interesse trasfrontaliero certo. A questo punto se come dicono tutto ha interesse trasfrontaliero certo , la corte di giustizia per quale motivo a suo tempo ha fissato questo principio di ipotetica valutazione ?
    Non solo è dura la sentenza ma non riesce ad entrare nel merito di nulla, non scioglie interrogativi armonizzando gli interessi in gioco. L’unica strada è normare la categoria a livello europeo, con apposito provvedimento che escluda dall’iper liberismo europeo le imprese. Resta una sentenza vergognosa , ipereuropeista e priva di considerazione dei danni alle micro economie familiari in gioco. Compimenti a chi sta contribuendo a distruggere tante piccole imprese.

  33. Salve a tutti a mio avviso una cosa non è chiara , la sentenza in questione cita solamente la concessioni demaniali con finalità turistico ricreative ( balneari ambulanti ecc) , non tenendo conto che esistono anche altri tipi di concessioni ad esempio ” residenziali ” che non forniscono alcun tipo di servizio, dovranno essere messe all’ asta anche questo tipo di concessioni?

  34. Aggiungo non ci sono numeri in parlamento per approvare una riforma contro i balneari , ne ci saranno dopo la prossima tornata elettorale, se gare saranno la tutela delle imprese ci sarà a prescindere, un indebito arricchimento dei subentranti perché quello è, sarà difficile da vedere .

  35. Scusate,in tutto ciò nn ho capito una cosa. Io che l’anno scorso ho partecipato ad una gara pubblica per l’assegnazione di una concessione demaniale e ne sono risultato vincitore rientro o no in questo stop al 31/12/2023? Grazie a chi mi risponderà. Fonte: MondoBalneare.com

    • Si se la normativa nazionale dovesse prevedere una durata minore della tua concessione, questa parte della norma non si applica alla tua, perche all epoca la norma legittimamente consentiva,previo svolgimento di gara pubblica, tale durata mai contestata da nessun ente.
      In ogni caso la tua e’ una ipotesi di legittimo affidamento e diritti quesiti

  36. Una certezza: veramente in pochi, pochissimi, hanno consapevolezza che in Italia le imprese balneari sono tra loro PROFONDAMENTE DIVERSE. Qualunque norma di ieri, di oggi e di domani che non parta da questo presupposto è destinata a FARE DANNI…e danni che coinvolgeranno certamente in primis i concessionari, ma indirettamente molti altri e molto di più.

  37. bouongiorno abbiamo un governo non eletto dal popolo, 4 colpi di stato i 5 stalle quelli che parlavano fuori dall’Europa, mai con la sinistra e tutta la casta abbiamo visto che gente sono, ladri misarabili senza dignita’ e orgoglio nazionale, questi signori della politica italiana, sono tutti corrotti e se ne fregano del popolo italiano, l’unica cosa e creare un partito di piccoli imprenditori italiani, in tutta italia, ci sono 2 milioni di piccole imprese, uniti sarremmo forti, non solo chiacchiere ma fatti, ricordatevi e in gioco il futuro di migliaia di piccole aziende balneari, non lo dico per fare propaganda o qualcosa per interesse personale , questi signori al governo se ne sbattono pensono solo alla poltrona si sono svenduti l’italia alla germania, e alla francia, vedi il caso fincantieri quando voleva comprare i cantieri francesi, subito la francia ha messo i palletti per difendere i propri interessi, questi signori politicanti nostrani, lega, forza italia e pd, compresa la meloni fanno solo bla bla bla ma non fanno niente compreso i pagliacci della lega se era un partito serio, questo governo non eletto lo faceva cadere si sono dimostrati quelli che sono. A tutti i piccoli imprenditori uniamoci creiamo un partito che ci rappresenti capaci, non per la poltrona o lo stipendio ma per l’interesse nostro e dell’italia, fuori dall’Europa che la nostra rovina, come disse craxi l’ Europa sara’ la rovina dell’italia e non aveva torti. Possiamo unirci tutti e discuterne, persone capaci, non per l’interesse personale come hanno fatto i 5 stalle e la cozzaglia dei vari partiti che compongono questo governo non eletto dalla volonta’ popolare , il tempo e poco ne va del nostro futuro uniti si vince, disuniti si perde lascio il mio indirizzo email chi vuole aderire a questa nuova proposta, se davvero avete interesse se no e’ inutile fare chiacchiere.
    montanamarcello@yahoo.it

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