Sono due i temi ancora oggetto di discussione politica per la riforma delle concessioni demaniali marittime: i criteri per il calcolo del valore aziendale e la quantificazione del tempo necessario per permettere alle amministrazioni comunali di espletare le evidenze pubbliche dei titoli. È
demanio marittimo
Parte il nuovo “Corso di alta formazione in diritto marittimo, della portualità e della logistica”, co-organizzato dalla Scuola forense Alto Tirreno (che raggruppa gli ordini degli avvocati di Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara e La Spezia), dal Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale.
L’Università di Macerata ha pubblicato il volume “Coste e diritti. Alla ricerca di soluzioni per le concessioni balneari“, un interessante trattato giuridico collettivo che affronta la questione delle concessioni balneari da cui sono scaturiti conflitti ancora irrisolti che hanno coinvolto Stato, Unione europea, Regioni, enti locali e imprese. Il testo è
Il Consiglio di Stato ha dichiarato valide e intoccabili fino al 31 dicembre 2023 le attuali concessioni balneari, respingendo il ricorso di un’associazione che voleva ottenere una spiaggia rivendicando che il titolo fosse scaduto nel 2020. Al contempo, i giudici di Palazzo Spada hanno contestato che la proroga tecnica di un anno disposta dalla legge […]
Lo diciamo ormai da dodici anni: in caso di gare delle concessioni balneari non potranno essere previsti paletti di preferenza ai gestori uscenti. Questo alla luce delle parole chiare scritte nell’articolo 12 della direttiva Bolkestein, che recita testualmente: «Nei casi di cui al paragrafo 1 l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non […]
103.620 concessioni, 6.318 stabilimenti balneari, meno di un’impresa per chilometro di costa e un miliardo di fatturato annuo complessivo, che significa una media di 159.000 euro per azienda. Sono i veri numeri dell’economia che gira intorno al demanio marittimo, secondo un’indagine elaborata dal Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio e
Al fine di scrivere una riforma del demanio marittimo che raggiunga gli obiettivi sanciti nel Trattato fondativo dell’Unione europea, nella direttiva Bolkestein e nella Costituzione italiana, è necessario prima di tutto chiarire quali sono questi obiettivi e quali gli strumenti per raggiungerli.Cominciamo dall’obiettivo primario che ha motivato la costituzione della
Le concessioni degli stabilimenti balneari e degli ormeggi turistici dovranno essere riassegnate entro il 2023 attraverso delle gare pubbliche, prevedendo degli indennizzi per i precedenti titolari a carico dei nuovi gestori, che riconoscano sia il valore aziendale che gli investimenti non ancora ammortizzati. È quanto prevede la bozza di legge licenziata ieri sera
Nonostante la decisione del Consiglio di Stato di bandire, espletare e aggiudicare le nuove gare per l’assegnazione delle concessioni balnearie entro il 31 dicembre 2023, le amministrazioni locali non si stanno muovendo per predisporre i nuovi bandi nel rispetto del principio di concorrenza sancito dalla direttiva Bolkestein dell’Unione europea. Questo significa che,
Non c’è mai stato nessun dubbio sull’applicabilità delle norme comunitarie anche alle concessioni balneari rilasciate per atto formale: ogni tentativo di elusione della normativa comunitaria verrebbe infatti censurato dai tribunali amministrativi regionali. Già nel 2019 il Tar di Napoli, con tre identiche sentenze della settima sezione (03874/2019, 4055/2019 e




















