Opinioni

Demanio marittimo, si apre una stagione di contenziosi e conflitti

In assenza di una riforma nazionale, dal 1° gennaio 2024 le concessioni balneari non saranno più valide

Nonostante la decisione del Consiglio di Stato di bandire, espletare e aggiudicare le nuove gare per l’assegnazione delle concessioni balnearie entro il 31 dicembre 2023, le amministrazioni locali non si stanno muovendo per predisporre i nuovi bandi nel rispetto del principio di concorrenza sancito dalla direttiva Bolkestein dell’Unione europea. Questo significa che, in assenza di una riforma nazionale, dal 1° gennaio 2024 le spiagge italiane torneranno a essere libere, venendo meno tutte le concessioni poiché non saranno più assistite da nessuna norma che le possa legittimare, neanche per le proroghe. Molto rilevante è anche la circostanza che prima di bandire le gare, le normative devono essere adeguate e questo non può avvenire in pochi mesi. Ciò significa che il tempo disponibile fino alla fine del 2023 rischia di essere insufficiente.

Le due sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato dello scorso novembre (le numero 17 e 18 del 9 novembre 2021) di fatto hanno reso nulle le proroghe delle concessioni demaniali marittime in essere che scadono oltre il 31 dicembre 2023. La proroga era stata applicata indistintamente a tutte le vecchie concessioni fino al 31 dicembre 2033, ma questa proroga delle concessioni in essere continuava a impedire l’ingresso di nuovi operatori nel settore e quindi anche di nuovi investimenti.

A mio parere è opportuno che le amministrazioni non proroghino ulteriormente le concessioni in essere e che si concentrino piuttosto sulle gare da espletare. Infatti, anche per quanti hanno ottenuto specifiche sentenze passate in giudicato che hanno stabilito termini di proroga superiori al 31 dicembre 2023 – hanno rimarcato i giudici di Palazzo Spada – le proroghe saranno anch’esse invalidate secondo l’orientamento ben preciso dell’adunanza plenaria. Quindi, anche per quei casi il rapporto concessorio verrà definitivamente a scadere senza nessun’altra possibilità di proroga per nessun motivo.

Si prevede insomma una nuova stagione per gli stabilimenti balneari e le altre concessioni demaniali marittime che porterà sicuramente nuovi investimenti e un incremento di posti di lavoro, ma sarà anche una nuova stagione di contenziosi e conflitti perché di recente, dopo le proroghe al 2033, ci sono state cessioni dei diritti tra privati, i nuovi subentrati nelle concessioni hanno sborsato ingenti somme e ora quei contratti rischiano di essere nulli. Chi ha investito denari forte della proroga al 2033 difficilmente potrà recuperarli, e purtroppo è facile prevedere una complessa coda giudiziaria.

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Bruno Santamaria

Avvocato specializzato in diritto amministrativo
  1. mi permetto di citarLa:

    “Si prevede insomma una nuova stagione per gli stabilimenti balneari e le altre concessioni demaniali marittime che porterà sicuramente nuovi investimenti e un incremento di posti di lavoro”

    Non dubito che Lei sia un Principe del Foro, ed io un modestissimo commercialista prestato alla balneazione, ma di una cosa posso essere sicuro: la nuova stagione non porterà incrementi né negli investimenti e neanche nei posti di lavoro.

    Da Keynes in avanti abbiamo tutti capito che le decisioni economiche sono frutto delle aspettative degli operatori. Il settore balneare ha aspettative pessime. Sono pessime quelle degli attuali gestori, che rischiano di perdere tutto. Sono pessime anche quelle dei potenziali subentranti, che hanno capito che basterà un commissario europeo che ha fatto indigestione di peperonata per partorire nottetempo una norma che li metterà alla porta (ce lo dice l’Europa). E non entriamo nell’analisi dei potenziali effetti di future pronunce giurisprudenziali. Il settore balneare è diventato “precario” e la gente se lo ricorderà a lungo. Nessun gestore investirà più come quelli dell’ultimo ventennio. Perché non sono stupidi, e se anche lo fossero, ci penserà il loro commercialista, o il loro direttore di banca, o l’avvocato a ricordargli che sul demanio nulla è garantito. Che sul demanio le prime due righe della concessione recitano più o meno: “lo Stato si riserva di toglierti questa spiaggia quando cavolo riterrà”.
    Caro Avvocato, si ricorda il governo Monti? Impose una (necessaria) cura da cavallo e colpì anche settori quali quello automobilistico, dell’edilizia residenziale e soprattutto della nautica.
    Dopo un decennio, Monti non si ricorda neanche più di essere stato presidente del Consiglio, ma gli italiani ben ricordano che possedere determinati beni può esporli a conseguenze nefaste. Ed anche se oggi non ci sono più determinate norma, tali settori non si sono più rialzati.
    Al di la di cosa è giusto, etico o legittimo, mi creda: nessun settore colpito da incertezze sul futuro cresce.

    • Io mi sento di investire Nick consapevole che alla scadenza farò altro se non dovessi rivincere e così i tanti altri che scrivono e che a differenza vostra hanno chiaro che un lavoro che sfrutti un bene pubblico non è un lavoro a tempo indeterminato..forse già questo farà selezione ai bandi escludendo quanti pensano di tramandare l’attività ai figli per diritto e non per competenza..ci saranno sicuramente imperfezioni, maneggi e altro come in ogni cambiamento ma ti assicuro che il settore avrà un rilancio…pensa a quanti gestori che potendo diventare titolari della concessione potranno fare le migliorie che non avrebbero fatto su un bene di altri. Ti auguro di vincere ma se così non fosse il mondo della balneazione andrà bene avanti senza il modello fino ad ora portato avanti.

      • Quanto ti senti di investire?
        Te lo chiedo perché io 15 anni fa ho investito una cifra prossima al milione, e non per acquistare un’azienda già fatta. Era uno stabilimento che aveva appena chiuso per debiti. pensa un pò. Quella cifra l’ho investita per strutturare, arredare, in senso lato “costruire” la mia azienda. Tu arriverai a portarmela via all’asta. Bene. Tengo famiglia ma non tengo bisogno, per cui sull’arenile tu troverai… l’arenile. Te la senti di fare come me?
        E la parte finanziaria è niente in confronto agli sforzi lavorativi, fisici e di aggiornamento e studio delle tendenze. Sono felice di averlo fatto. La mia spiaggia è frequentata da gente che apprezzerei avere intorno anche se non fossero clienti. Il mio locale è riconosciuto per eccellenza praticamente in ogni guida. Una testata ci ha onorato mettendoci (immeritatamente) fra i 10 migliori ristoranti da spiaggia in Italia.
        Non ti racconto questo per vantarmi, anche se credo di averne diritto. te lo dico perché attorno ad una concessione del genere ci sono decine di fornitori che fatturano grazie al nostro lavoro, e soprattutto ci sono mediamente 20 dipendenti (circa 15 d’inverno e fino a 30 d’estate piena), tutti regolarmente assunti. Se sai di cosa parlo i numeri li immagini già. Altrimenti te li dico io, e fatteli confermare da un amico commercialista: ogni giorno il personale ci costa mediamente 2500/2800€ fra stipendi e contributi. E non sono numeri: lavorano con me da molti anni, conosco le famiglie, i problemi, i debiti che hanno ed i sogni che fanno. E da novembre non sognano più, perché io posso riciclarmi, loro possono solo sperarlo.
        Te la senti di alzarti ogni mattina come me con un debito di tale importo (finanziario ed umano) da saldare entro sera? Senza considerare merci, bollette, tasse e così via.
        Io ti auguro di sentirtela, di trovare i soldi, la forza ed il talento. E però ti auguro anche di trovare dopo qualche anno uno stronzo qualunque che ti venga a dire di andartene, possibilmente senza diritti, perché tutti devono partecipare, perché la spiaggia è un bene pubblico, ecc. ecc.
        E poi mi verrai a raccontare su queste pagine come ti senti

        • Però nick per l’onestà intellettuale che ti contraddistingue dovresti essere così dettagliato anche sui fatturati e sugli utili che hai raccontato essere completamente in chiaro e quindi capaci di dare senso a quanto hai scritto perché non credo tu sia il benefattore del paese. Se io partecipo al bando consapevole della scadenza non capisco perché poi se non vinco dovrei lamentarmi con il sistema e non invece con me che non ho fatto abbastanza partendo peraltro da una consapevolezza della situazione sulla concessione che gli altri concorrenti non avrebbero.

          • ahimè gli utili ci sono, dichiarati. Non sono il benefattore di altri. e gli F24 mi pesano non poco.
            Penso che sia di cattivo gusto chiedere agli altri di sbandierare ricavi ed utili, caro Diario. Ti ho forse chiesto qualcosa del genere circa la tua dichiarazione dei redditi? Mi auguro che tu sia estremamente benestante. Io mi limito a gioire per aver chiuso la dichiarazione dei redditi della mia società, per il decimo anno consecutivo, con un’unica segnalazione di irregolarità: “ricavi troppo alti rispetto ai costi”:
            Ci vuoi credere, bene. Non ci vuoi credere, pace.
            Comunque da voi fustigatori del malcostume non mi sarei aspettato che uno che paga le tasse e tiene i lavoratori assunti non in nero fosse bollato come “benefattore del paese”.
            Se lo sono per così poco, ne gioisco. Di certo non lo prendo come un insulto.

            Quanto ai bandi, messi come volete voi e cioè basati sui progetti futuri dei partecipanti, e senza considerazione per il valore del concessionario uscente, non ha senso eccellere. Più valorizzi l’azienda e più è probabile che qualcuno ne sia ingolosito e partecipi per fregartela. Soprattutto se non deve pagarmi niente, come voi pensate sia giusto.

            Sulla mia consapevolezza della situazione della mia concessione, beh… la spiaggia la vedono tutti e vedono se in stagione è piena o vuota. Per capire il ristorante, uno del mestiere ci mette mezz’ora a capire le potenzialità. E decidere che a zero lire di chip di ingresso è un’affare.
            E’ facile, certo. E’ giusto? Dubito

            • Visto che hai descritto prima le fatiche di Ercole almeno chi legge sa che c’è anche un tornaconto alle tante fatiche del balneare…apprezzo il non aver fatto il tuo non aver pianto miseria e ti ringrazio della risposta

    • Nicoletta Galigani says:

      Tutto vero. Io sono una semplice utente della spiaggia. Ma come è stato possibile che una direttiva del 2006 ( 15 anni fa) sia stata completamente ignorata da politici e operatori fino a ridursi ad una Sentenza del Consiglio di Stato per farla applicare ?

    • Concorso in pieno con Lei ma quali posti di lavoro? a Riccione gli investimenti sugli stabilimenti si sono fermati appunto per il timoare di ciò che Lei ha esposto

    • Concordo con il Commercialista: ho posseduto uno stabilimento balneare dal 1999 al 2017, conosco la materia è sono convinto di ciò che ha scritto il sig Nick.
      Aggiungo che chi investirà considerando la situazione incerta ed aleatoria, saranno principalmente chi dovrà ripulire dei denari sporchi, infatti a loro poco importerà la prospettiva, basterà staccare ricevute e scontrini anche fasulli per ripulirsi.

  2. 1. Le concessioni sono già decadute, continuano a produrre effetti fino al 2024

    2. Non tutte le concessioni andranno a gara nel 2033, solo quelle oggetto di proroga automatica

    3.”..Chi ha investito denari forte della proroga al 2033 difficilmente potrà recuperarli, e purtroppo è facile prevedere una complessa coda giudiziaria”
    Per questo punto, non vi fate spillare i soldi dagli avvocati

  3. Egr. Avvocato, i suoi consigli se li tenga cari cari, è troppo semplice fare i “professori” analizzando la sentenza che peraltro è stato fatto da decina di legali, senza evidenziare degli spunti critici, come ad esempio che le sentenze sono contraddittorie e illogiche ad esempio che rendono nulla la lg. 145 con difetto di giurisdizione( campi riservato al legislatore e Corte Costituzionale) poi ammettendo la nullità della legge,in origine, secondo quale princiiio giuridico si riesuma per 2 anni…volendo parlare anche della applicabilità della Direttiva art 12, il cds ha stabilito l’automatismo del recepimento “self ex.”, in realtà non è così in quanto la norma è generica e non contiene elementi precisi e incondizionati, la sentenza poi in relazione alla scarsità della risorsa senza una precisa mappatura, dice che l’occupazione del demanio e di “circa il 50 per cento) sentenza faziosa ideologica che non rispetta un altro potere dello Stato, e che stende tappeto rosso all’Europa per il ricatto dei fondi. “ da premettere che non sono un Avvocato, quindi per ev. Imperfezioni nel linguaggio”

  4. Mi scusi io SN nessuno ma ho un progetto in corso x il porto del mio paese.circa 600.000.00 di investimento come mi dovrei comportare dopo tempo denaro e soprattutto x il mio paese paese xchè nn possono entrare barche superiori a 20 metri nn ho ricevuto risposta. Procopio pace

  5. ho bisognerebbe tutelare certi tipi d’investimenti dopo anni distruttorie e progetti e permessi. Capisco che è facile prendere delle decisioni ma certe volte sarebbe meglio riflettere un po’ visto che si gioca con le vite delle persone di chi soprattutto a dato veramente tutto x la loro attività.che ricordo cmq attività fatte con anni di consulenze progetti e tanto lavoro di tutta la famiglia.e adesso si arriva dal nulla e si lavora con i lavori fatti col sudore degli altri.(fiato sprecato) ma spero che possiate riflettere.anche se capisco che ormai avete deciso il tutto.tanto

  6. Ci hanno imposto, con trattati infami, a fare i guerrieri di serie B in tutti i conflitti che hanno generato dall’ultima guerra mondiale. Dobbiamo salvare in mare, con vitto e alloggio, le persone costrette alla miseria per politiche di rapina.Ora, con armamentario neoliberista,leggi,pandette, regolamenti,corte di giustizia, vogliono disporre delle concessioni balneari.Ma da quali caverne vengono? E’ possibile un POGROM di questo tipo? Nel momento così difficile, con tutti i debiti, privati, che dobbiamo accettare.

  7. Elvo Alpigiani says:

    Prima di bandire le gare, i Giudici dovrebbero con le loro sentenze, motivare la corretta applicazione delle sentenze della Corte UE e delle direttive europee.
    La DIRETTIVA Bolkestein NON si applica alla MAPPATURA, prevista dalla legge 145/2018, delle concessioni su tutto il territorio nazionale, perché, riguarda “NORME RIGUARDANTI lo sviluppo e l’uso delle terre e la pianificazione urbana e rurale”.
    Il considerando 9, della direttiva 2006/123,(Bolkestein) così recita:
    La presente DIRETTIVA si applica UNICAMENTE ai REQUISITI che INFLUENZANO l’accesso all’attività di servizi e il suo esercizio.
    Quindi UNICAMENTE alle AUTORIZZAZIONI per l’esercizio di affitto omb., sdr., lett., per l’esercizio di bar, ristoranti, ecc….
    PERTANTO essa NON si applica a REQUISITI come le norme del codice del stradale, le norme riguardanti lo SVILUPPO e l’USO delle terre, la PIANIFICAZIONE URBANA e rurale, le REGOLAMENTAZIONI EDILIZIE …..
    La Regione Liguria, con l’approvazione della legge n. 13/1999, articolo 11bis, (Progetto di utilizzo delle aree demaniali) ha già approvato la mappatura della costa ed ha anche definito la percentuale minima delle aree libere e libere attrezzate pari al 40%, mentre nel restante il 60% del fronte mare, le aree sono in concessione.
    I Comuni sulla costa della Liguria, nei loro Piani di Utilizzo della Costa, devono rispettare le % previste dalla legge regionale n. 13/1999, per il rilascio delle concessioni demaniali.
    Possono rilasciare NUOVE concessioni, se NON é superato il 60% del loro fronte mare. NON possono essere rilasciate nuove concessioni se tale valore è superato.
    Quindi non è “la SCARSITA’ delle risorse naturali” che limitano il numero delle AUTORIZZAZIONI per l’esercizio delle attività, ma SONO i PIANI di Utilizzo della Costa. (Regolamentazioni Edilizie).
    Per questo, che le concessioni marittime, quali concessioni di aree demaniali NON limitate e quali contratti di “locazione”, NON sono nell’ambito di applicazione della direttiva Bolkestein.
    Inoltre, le concessioni demaniali essendo “contratti di locazione”, (sent. Corte UE del 25/10/2007, C-174/06) la direttiva 2006/123, “non riguarda norme di diritto internazionale privato, in particolare quelle che disciplinano la legge applicabile alle obbligazioni contrattuali” (art. 3, paragrafo 2, della stessa).
    Quello che serve al nostro Paese in tempi brevi, una riforma settore, con norme comunitarie e sentenze della Corte UE, applicate “correttamente”.

    • Nikolaus Suck says:

      Ancora e di nuovo questo cumulo di sciocchezze totalmente sbagliate fin dai presupposti, per cui non possono che derivarne conclusioni altrettanto sbagliate. A parte tutto il resto, basti dire che direttiva e UE non distinguono tra autorizzazioni e concessioni e la distinzione italiana è irrilevante, che in ogni caso anche la disponibilità della concessione è condizionante l’esercizio dell’attività, e che il vincolo del 40% è l’impossibilità di nuove concessioni dove è superato confermano e aggravano la scarsità invece di smentirla, aggiungendo al limite naturale un limite tecnico giuridico, e la direttiva riferisce la scarsità a entrambi tali limiti. Sta tesi non sta in piedi logicamente prima che giuridicamente. Non capisco perché pretendete di pontificare su argomenti di cui chiaramente non capite assolutamente nulla. Tenetevi pure le vostre geniali tesi granitiche, alle quali guarda caso e stranamente nessuno ha mai pensato prima, come aveste il coniglio nel cilindro, e state a vedere dove vi portano. Manca poco.

  8. E ri-‘ torniamo alla scarsita’ delle risorse e alla mappatura….ai guerrieri…basta, cortesemente solo argomenti validi

    • carlo il detrattore guarda che sei tu che fai finta di non capire …furbetto…la scarsita della risorsa e nella sentenza promoimpresa e in un altra della corte di giustizia. sono argomenti validissimi.come fai ad affermare che una riorsa e scarsa? per sentito dire o perche te l ho dice il cds oppure per definizione etc etc? questi sono discorsi di burocrati incompetenti che stanno rovinando il turismo italiano oppure quello che dice il cds e superiore alle sentenze europee? ma come proprio voi parlate sempre di riformarsi alle direttive ue e poi il cds e voi ve ne fottete? ma chi volete prendere per il c..o.

    • tanto per la cronaca caro carlo dalla mappatura di 476 pagine della regione lazio risulta che neanche il 20% dei 253 km costieri e occupato da stabilimenti chioschi etcc. ci sono circa 2500 concessioni .secondo te che cosa puo significare? prima di parlare informatevi e vatti a leggere l informativa

      • Antonio abbiamo spiegato 100000000 di volte concetto, in tutti i modi possibili, doveri? Ma tu nella tua ignoranza concettuale e non giuridica ti ostini.
        Il 20% ? Bisognerebbe vedere il sistema informativo , cmq anche fosse l 1% se domani la tua Regioni decide di dare l 80% in concessione , io dopodomani no posso aspirare ad una concessione.
        E’ il concetto di potenzialità della scarsità non della sua attualita’. Ci arrivi a capirlo?

        • Bellissima interpretazione, per questo non regge, non regge perché contraddice il principio stesso e la sua enunciazione . Per quale motivo una corte europea parla di scarsità della risorsa se poi la stessa è ontologicamente scarsa, non sembrava logico esprimere il concetto subito per evitare interpretazioni diverse??? O forse sì va a guardare per bene la scarsità o meno. L’artificio interpretativo del consiglio di Stato è lodevole pur di addivenire alle conclusioni pro europee e togliersi i problemi di torno ma nn funziona così. Chi non lo vuole capire e perché gli fa comodo.

        • carlo tu non lo capisci o fai finta.promoimpresa lo specifica nettamente.non fare il furbo. anche noi ignoranti sappiamo leggere.ormai le vostre parole sono al vento

      • Nikolaus Suck says:

        Può significare, e significa, che sono appunto 2500 concessioni. Ovvero un numero limitato a quello. Infatti direttiva e sentenze non parlano di “scarsità della risorsa” da accertare, ma appunto di “numero limitato” (ovvero non illimitato, alto o basso che sia) dei titoli “per via della scarsità delle risorse naturali”, data per scontata perché sempre tale.
        Ma voi continuate pure a fare, a seconda dei casi, i (finti?) tonti o i (veri?) furbi. Manca poco.

  9. Sarei curioso di sapere cosa succederá a tutti le strutture tipo chioschi ristoranti attivitâ turistiche e altri servizi che non hanno vinto concessioni demaniali ma comunali essendo davanti alla spiaggia e non sopra quindi sù terreno comunale. Questi regolamenti valgono anche per loro oppure essendo su terreni comunali e non demaniali si salveranno ?

    • Se hai un chiosco “comunale” hai vinto una gara per il suo affidamento. Sino alla fine del tuo contratto continui a lavorarci. Poi il Comune lo rimette a bando.
      Direi che va così

  10. Con questo governo formato da incompetenti e parassiti, che sono disposti a vendere le proprie coste al miglior offerente straniero, spesso mi vergogno di essere italiano.

  11. …sono disposti a vendere le proprie coste al miglior offerente straniero?
    In primis ci sono gli italiani che possono concorrere….

    Cmq NOTIZIONE di oggi:
    Il premier ha preso in mano il dossier relativo alle concessioni balneari togliendolo al ministro Giorgetti, che giocava a fare la riforma…
    La lega continua a ritardare la riforma e a non volere i bandi al 2024

      • Chiede la fiducia Luigi come è successo con la legge Fornero così la politica è salva perché avrebbe voluto non votare ma non poteva far cadere il governo…la conseguenza delle vostre richieste inaccettabili sarà una legge scritta senza una mediazione e approvata senza poter far modifiche. Del resto la categoria non impara dai suoi errori per cui vedremo come al solito chi avrà ragione tra voi e noi quattro deficienti!

        • Ma quale fiducia , non esce dal consiglio dei ministri nessuna proposta contro i balneari, soprattutto con quei ministri, o si va a votare a breve. Siamo in campagna elettorale e la prossima legislatura nn vi vede per niente bene, avete tirato la corda con assuefazione tirale alle regole europee , ecco le conseguenze, soldi a debito già svaniti è andati in fumo per il caro energia, e avete anche il coraggio di dire che va tutto bene? Che la gente deve perdere il lavoro? Solo dei folli spingerebbero per questo in una situazione del genere? Poi se si vuole creare caos ad altro caos fate pure. C’è però da assumersi la responsabilità guardando in faccia tanta gente. Se per 300 lavoratori di un’azienda si creano tavoli governativi, figuriamoci con tanta gente coinvolta. E nn ditemi che quelli sono imprenditori e quelli sono lavoratori perché sappiamo tutti che le imprese del demanio sono composte da tanti piccoli lavoratori.

  12. Sarei curioso di sapere, quanti saranno disposti a fare investimenti a tempo determinato 5 o 10 anni, e poi vedere rimettere a bando la propria azienda. Se tornassi indietro non lo rifarei.

  13. Perché vs.meta di febbraio e’ in arrivo Il parere motivato relativo alla procedura di infrazioni.
    Entro 2 mesi il Governo dovra’ rispondere.
    Se la risposta non sara’ in linea con la normativa comunitaria, l italia verra’ deferita alla corte di giustizia che cindannera’ l italia con sanzione pecuniaria retroattiva e ri- disapplicazione di un eventuale normativa statale illegittima.

    Qui vedo che alcuni scherzano ancora sulla scarsita’ di risorse

  14. Nikolaus Suck says:

    Al netto di qualsiasi preconcetto e chiacchera, politica giuridica o di altro tipo, e dei dovuti distinguo, credo che i punti finali all’origine del problema siano essenzialmente due. Per il passato l’essersi comportati come se le scadenze semplicemente non esistessero, mentre al contrario sono sempre rimaste ed esistite, anche nel periodo (breve) dei rinnovi “automatici”. Un errore oggettivo e incontestabile, non importa se per ingenuità (e non credo, si teatrale di imprenditori commerciali non di sprovveduti) o per comodo. E nel mondo normale gli errori si pagano, non vengono premiati. Per il futuro, il controllo dato dalle gare, per cui anche partecipando e vincendole (come secondo me non avrebbero e non avranno reali problemi a fare) poi non possono più fare come gli pare senza conseguenze ma devono rispettare requisiti, regole e offerte per conservare il titolo.

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