Attualità

“Coste e diritti”, un libro sulle possibili soluzioni per le concessioni balneari

Gratuito e pubblicato dall'Università di Macerata, il volume giuridico rappresenta un'analisi ampia e competente sulla complessa questione del demanio marittimo

L’Università di Macerata ha pubblicato il volume “Coste e diritti. Alla ricerca di soluzioni per le concessioni balneari“, un interessante trattato giuridico collettivo che affronta la questione delle concessioni balneari da cui sono scaturiti conflitti ancora irrisolti che hanno coinvolto Stato, Unione europea, Regioni, enti locali e imprese. Il testo è gratuito e liberamente accessibile in versione digitale sul sito dell’editore Eum, e ha lo scopo di far dialogare diverse prospettive giuridiche per cogliere le svariate sfaccettature dell’intricata questione, con l’obiettivo di fornire una cornice ricostruttiva scientificamente validata e alcune proposte concrete per contemperare i molteplici interessi pubblici e privati implicati. Nei prossimi giorni il libro uscirà anche in versione cartacea al costo di 18 euro.

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“Coste e diritti” tiene conto anche delle recenti pronunce dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che hanno cancellato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto la riassegnazione immediata dei titoli tramite gare, a seguito delle quali il governo Draghi ha elaborato una proposta di legge-delega, attualmente in discussione al Senato, per riordinare l’intero settore.

Il volume è curato da Angela Cossiri, professoressa associata di diritto costituzionale all’Università di Macerata e coordinatrice del progetto “Coste” al quale hanno partecipato studiosi provenienti da enti di ricerca italiani e stranieri, legali e rappresentanti delle istituzioni, di cui il volume appena edito rappresenta la conclusione.

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Questo l’indice degli interventi, tutti molto interessanti e competenti:

  • Prefazione di Angela Cossiri
  • Introduzione di Stefano Pollastrelli
  • Sezione I: “I conflitti”
    • Valeria Curella, 31 dicembre 2033: tra il dire e il fare, ci va di mezzo il mare
    • Maria Eugenia Bartoloni, Le concessioni demaniali marittime nel contesto delle libertà di circolazione: riflessioni sulla sentenza Promoimpresa
    • Stefano Agusto, La natura self-executing dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE: una analisi critica
    • Simone Pitto, La difficile posizione dei funzionari degli enti locali tra incertezze normative e obbligo di disapplicazione della proroga automatica delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo
    • Viviana Di Capua, Quali regole per le spiagge? Il punto sulla giurisprudenza nazionale
    • Massimino Crisci, Concessioni demaniali marittime e direttiva Bolkestein: un matrimonio indissolubile? Verso un’ipotesi ricostruttiva alternativa all’applicazione generalizzata della dir. 2006/123/CE
    • Giovanni Di Cosimo, La legislazione regionale sulle concessioni demaniali marittime a uso turistico e ricreativo al vaglio della Corte costituzionale
    • Enrico Verdolini, Oltre la «tutela della concorrenza». Ruolo delle Regioni, valori sociali e ambientali nella gestione del patrimonio demaniale marittimo
    • Giulio Profeta, Stato e autonomie nell’assetto regolatorio delle concessioni demaniali secondo la legge di bilancio per il 2019: un approdo incompiuto
    • Fulvio Costantino, Coste e Regione Lazio
    • Giuliano Vosa, Una proposta dalla Spagna: il modello dei Consejos Rectores come paradigma di un futuro (improcrastinabile) intervento legislativo nella materia delle concessioni balneari turistiche
    • Riccardo D’Ercole, Agcm e tutela della concorrenza: il caso delle concessioni demaniali marittime. Note a margine di TAR Toscana, Sez. II, 8 marzo 2021 n. 363
  • Sezione II: “Interessi”
    • Maria Chiara Girardi, Concessioni demaniali marittime e principio di concorrenza costituzionalmente orientato
    • Alessia Monica, Il destinatario e le concessioni demaniali marittime nel mutato contesto del mercato europeo dei servizi
    • Anna Paiano, Il ruolo dell’amministrazione e del giudice nelle concessioni demaniali marittime: necessità di una valorizzazione
    • Alessandra Camaiani, Concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa: l’occasione definitiva per la tutela dei beni comuni
    • Riccardo Palliggiano, Verso la “ridestinazione collettiva” del demanio marittimo: dal principio di evidenza pubblica alla categoria dei beni comuni
    • Alberto Agostini, L’adozione degli strumenti normativi del Codice dei contratti pubblici anche per le concessioni balneari. Una proposta
    • Massimo Carlin, Le regole per le gare tra tutela della concorrenza e salvaguardia delle aziende insediate
    • Gianluigi Ceruti e Riccardo Ceruti, La giurisprudenza sui canoni demaniali marittimi
  • Sezione III: “Dopo le pronunce dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato”
    • Angela Cossiri, Il rapporto tra diritto interno e Ue nel caso delle concessioni demaniali a scopo di impresa turistica e ricreativa: le coste italiane ritrovano certezza giuridica e opportunità di sviluppo sostenibile?
    • Lara Discepolo, Patrimonio nazionale costiero, interesse transfrontaliero e scarsità delle risorse
    • Claudia Pennacchietti, Recenti casi di “conflitto” nella governance multilivello: le ultime proroghe al vaglio della Commissione europea, della Corte costituzionale e dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato
  • Conclusioni di Giulio M. Salerno

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  1. Ne ho letti, nei giorni scorsi, 6 o 7 interventi…. Ho paura che il contenuto non piacerà affatto alla maggior parte degli utenti di questo sito… A me, per quel poco che ho potuto leggere, è sembrato un lavoro abbastanza equilibrato… Ma equilibrato significa ad anni luce di distanza da quanto si legge quotidianamente nei commenti…

    • Buonasera Franco, Durc è l’abbreviazione di “Documento Unico di Regolarità Contributiva”. Si tratta di un documento che ha la funzione di attestare la regolarità contributiva di un’impresa per quanto concerne gli adempimenti previdenziali, assicurativi e assistenziali INPS, INAIL e Cassa Edile.

  2. Diario, cosa trovi di interessante in un articolo di un quotidiano risalente al 2009? Ma con questi interventi ambigui cosa pensi di dimostrare? Sii chiaro, se ci riesci, altrimenti taci.

  3. Mah trovo che le lamentele della categoria sono inopportune…quello è il periodo dal quale tutto è iniziato e da allora i fatturati degli stabilimenti sono sempre più cresciuti da 10 mila euro annui…questo articolo dimostra la necessita di un cambio nell’idea di gestione.

  4. Quell’articolo è una descrizione di un’operazione finalizzata a recuperare imponibili evasi. E con ciò? Quante ce ne sono di queste operazioni? Centinaia all’anno. E quindi l’articolo citato non solo è del tutto inutile ma non dimostra la necessità che affermi. Semmai la necessità che tutti rispettino le norme, fiscali etc. E quindi? Cosa c’è di tanto rilevante e nuovo? Assolutamente nulla.

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