Assobalneari-Confindustria

Balneari, la Bolkestein non ammette vantaggi ai concessionari uscenti

L'unica soluzione è la durata illimitata del titolo, prevista dall'articolo 11 della direttiva

Lo diciamo ormai da dodici anni: in caso di gare delle concessioni balneari non potranno essere previsti paletti di preferenza ai gestori uscenti. Questo alla luce delle parole chiare scritte nell’articolo 12 della direttiva Bolkestein, che recita testualmente: «Nei casi di cui al paragrafo 1 l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami».

Pertanto, ciò che ha affermato la portavoce della Commissione europea al mercato interno Sonya Gospodinova non ci stupisce affatto. Per risolvere la situazione, l’unica via praticabile dopo questi dodici anni di inadempienza delle istituzioni italiane rimane la richiesta della corretta applicazione della Bolkestein; vale a dire che le gare delle concessioni in essere si potranno fare solo quando, grazie alla mappatura nazionale e del grande mercato unico europeo, si stabilirà che la risorsa in Europa è scarsa. Questo nel pieno rispetto della direttiva e del trattato che fonda l’Unione europea, del principio di reciprocità e del vero obiettivo che è la coesione sociale.

Come ho spiegato in un mio precedente articolo, questo risultato, come scritto nella direttiva Bolkestein, si raggiunge solo con l’apertura di nuove imprese per creare nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro nelle aree più povere del continente europeo, ove c’è ancora risorsa disponibile ed è possibile rilasciare nuove concessioni tramite gare a evidenza pubblica. Fino a quel giorno alle concessioni dove già insiste un’azienda avviata si deve applicare l’articolo 11 della direttiva, che prevede la durata illimitata del titolo. Quindi la soluzione si può trovare dentro la direttiva e dentro i trattati europei. Serve solo la volontà politica.

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Ezio Filipucci

Titolare del ristorante Sirena di Riccione con la famiglia dal 1980. Già presidente dell'Associazione ristoranti di spiaggia di Riccione e già vicepresidente regionale di Fiba-Confesercenti, attualmente è presidente regionale di Assobalneari-Confindustria Emilia-Romagna.
  1. La direttiva Bolkenstein se applicata integralmente è un esproprio vero e proprio indegno in una Nazione democratica. Bisogna distinguere fra il piccolo chiosco a gestione familiare (anch’esso con concessione demaniale) e le grandi attività svolte sul DEMANIO. Speriamo che la “mappatura” a questo serva !!

  2. Amerigo Spinelli says:

    Ma se uno ha sempre pagato la concessione demaniale, perché non dovrebbe continuare ad averla? Che razza di giustizia è questa?

  3. Caro Presidente Filippucci, considerando la tua storica titolarità del ristorante Serena di Riccione, gestito dalla tua famiglia sin dal 1980, considerando gli investimenti che hai dovuto effettuare per l’avviamento, considerando i lavori di ristrutturazione e di innovazione che ha dovuto affrontare, considerando i clienti fidelizzati in questi 42 anni di gestione che hanno un non poco valore intrinseco, SEI PRONTO AD ABBANDONARE IL TUTTO, ATREZZATURE COMPRESE, E ANDARE A DORMIRE SOTTO I PONTI?! (anche se ci saranno centomila altre opportunità, non sarai certo tu a decidere sulle risorse disponibili). Ci diresti come ti stai “organizzando”? Lo chiedo per un amico!!!

  4. Incredibile mettere in discussione l’impresa privata, non ci sono scadenze e giustificazioni che tengono in piedi il discorso. Nessuno a mai contestato nulla ai balneari in 100 anni di storia, adesso improvvisamente l’Europa decide che la sua decisione è irrevocabile. Lasciate lavorare questa gente che sa fare solo questo, non distruggete la vita delle persone per inseguire il mito della concorrenza ad ogni costo. Sono fiducioso che il parlamento affosserà questa vergogna disumana, lo stanno capendo un po’ tutti. Ciò che questo governo con i suoi ultimi atteggiamenti sta perpetrando è uno scippo di azienda.

  5. E quindi secondo questo scenziato dopo 23 anni di attività nel settore settore balneare ,dopo aver ricostruito 2 volte la mia impresa , dopo aver cambiato lavoro, io e la mia famiglia per dedicarmi anima e cuore a questo mondo, alla soglia dei 60 anni, con 2 mutui sulle spalle…..dovrei lasciare tutto ad un concorrente che offre più di me? ……ma vatti a ricoverare caro amico, che da qui non si passa.

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