Attualità

Spiagge a gara dal 2023 con indennizzi, la riforma di Draghi: il testo integrale

La bozza del provvedimento approvato ieri sera in consiglio dei ministri apre alla riassegnazione pubblica delle concessioni balneari col riconoscimento del valore aziendale per i precedenti titolari.

Le concessioni degli stabilimenti balneari e degli ormeggi turistici dovranno essere riassegnate entro il 2023 attraverso delle gare pubbliche, prevedendo degli indennizzi per i precedenti titolari a carico dei nuovi gestori, che riconoscano sia il valore aziendale che gli investimenti non ancora ammortizzati. È quanto prevede la bozza di legge licenziata ieri sera all’unanimità dal consiglio dei ministri, riunitosi apposta per discutere la riforma complessiva del demanio marittimo dopo settimane di confronti con le associazioni di categoria e con le forze di maggioranza. Il testo del provvedimento, pubblicato da Mondo Balneare, rappresenta una svolta epocale per la gestione dei 7500 chilometri di costa italiana, introducendo «l’affidamento delle concessioni sulla base di procedure selettive nel rispetto dei principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità» e precisando che i futuri bandi dovranno tenere «adeguata considerazione degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali, della professionalità acquisita, anche in riferimento alla gestione di strutture ricreative titolari di concessioni demaniali al momento della data di entrata in vigore della presente legge, nonché della valorizzazione di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori, della protezione dell’ambiente e della salvaguardia del patrimonio culturale». In sostanza, le riassegnazioni tramite evidenza pubblica dovranno privilegiare gli imprenditori con esperienza nel settore e in caso di perdita dell’azienda, al precedente gestore verrà corrisposto un adeguato indennizzo.

pouf Pomodone

Le ragioni della riforma

Il testo elaborato dal governo Draghi è un emendamento al decreto sulla concorrenza di imminente discussione in parlamento, e rappresenta per ora solo una serie di linee guida da attuare entro i prossimi sei mesi con un’ulteriore legge-delega. La proposta approvata in consiglio dei ministri recepisce in toto le disposizioni del Consiglio di Stato che lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni demaniali marittime al 2033 disposta dalla legge 145/2018, ritenendola in contrasto col diritto europeo che proibisce le proroghe automatiche sulle concessioni di beni pubblici al medesimo titolare. Nella stessa pronuncia Palazzo Spada ha anche imposto la riassegnazione dei titoli entro il 31 dicembre 2023, e oltre a ciò, a mettere fretta al governo Draghi c’è anche la procedura di infrazione che Bruxelles starebbe per recapitare all’Italia per dare seguito alla lettera di messa in mora di dicembre 2020, in quanto le estensioni automatiche delle concessioni avvenute negli ultimi dieci anni sono giudicate in contrasto con la direttiva europea Bolkestein del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi. Dall’altra parte della barricata, però, ci sono i titolari di stabilimenti balneari che nonostante insistano su suolo pubblico sono imprese private a tutti gli effetti, che finora hanno investito sulla base di un contratto con lo Stato che per legge prevedeva prima il rinnovo automatico della concessione (con la legge 88/2001 poi abrogata per uscire da una precedente infrazione europea) e poi una serie di proroghe delle quali l’ultima – quella fino al 2033 – annullata da un giorno all’altro dal massimo organo di giustizia amministrativa, ma che nel frattempo aveva garantito un orizzonte temporale di quindici anni sul quale si erano basati dei legittimi investimenti.

Per risolvere la complessa impasse, che si trascina da oltre un decennio, la bozza di riforma del governo Draghi esordisce stabilendo che le attuali concessioni «continuano ad avere efficacia fino al 31 dicembre 2023 se in essere alla data di entrata in vigore della presente legge sulla base di proroghe o rinnovi» disposti dalla legge 145/2018 e dalla successiva 104/2020 che ha ulteriormente rafforzato l’estensione al 2033. Inoltre, il ddl precisa che fino a tale data «l’occupazione dello spazio demaniale connessa alle concessioni e ai rapporti non è abusiva»: questo per evitare che alcune zelanti procure o amministrazioni comunali, basandosi sulla recente sentenza del Consiglio di Stato, procedano con gli immediati sequestri e riassegnazioni delle concessioni come già avvenuto nel noto caso dei Bagni Liggia di Genova. Ciò non toglie che le concessioni dovranno essere comunque riassegnate tramite bandi pubblici entro il prossimo anno, e in questo la proposta del governo Draghi è piuttosto esplicita: «Il governo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è delegato ad adottare […] uno o più decreti legislativi volti a riordinare e semplificare la disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative, nonché la disciplina in materia di concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, ivi inclusi i punti d’ormeggio», che preveda «l’affidamento delle concessioni sulla base di procedure selettive nel rispetto dei principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità».

Come saranno le gare delle concessioni balneari

La definizione delle procedure pubbliche per l’affidamento delle concessioni, prosegue il testo, andrà decisa sulla base di «requisiti di ammissione che favoriscano la massima partecipazione di imprese, anche di piccole dimensioni, e di enti del terzo settore», nonché di una «adeguata considerazione, ai fini della scelta del concessionario, del rapporto tra tariffe proposte e della qualità e delle condizioni del servizio offerto agli utenti, alla luce del programma di interventi indicati dall’offerente per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del demanio, anche da parte dei soggetti con disabilità, e della idoneità di tali interventi ad assicurare il minimo impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema, con preferenza del programma di interventi che preveda attrezzature non fisse e completamente amovibili». Ancora, in fase di gara ai fini della scelta del concessionario bisognerà tenere conto della «facoltà di valorizzare il bene» nonché «dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione o ad analoghe attività di gestione di beni pubblici, anche in riferimento alla gestione di strutture ricreative titolari di concessioni demaniali al momento della data di entrata in vigore della presente legge, secondo criteri di proporzionalità e di adeguatezza e, comunque, in maniera tale da non precludere l’accesso al settore di nuovi operatori». I bandi dovranno altresì privilegiare «la posizione dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato la concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare».

Gli indennizzi per i precedenti gestori

Per gli attuali titolari di stabilimenti, precisa il testo, in sede di affidamento della concessione andrà prevista «adeguata considerazione degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali, della professionalità acquisita, anche in riferimento alla gestione di strutture ricreative titolari di concessioni demaniali al momento della data di entrata in vigore della presente legge, nonché della valorizzazione di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori, della protezione dell’ambiente e della salvaguardia del patrimonio culturale». Nello specifico, la riforma dovrà dunque occuparsi della «definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, dell’eventuale incolpevole del mancato ammortamento degli investimenti realizzati nel corso del rapporto concessorio e autorizzati dall’ente concedente e dell’eventuale incolpevole della perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico».

Canoni balneari destinati alla difesa delle coste

La riforma proposta dal governo Draghi introduce anche altri aspetti non secondari per il settore, come il rispetto di un «adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o libere attrezzate» e la «definizione di una quota del canone annuo concessorio da riservare all’ente concedente e da destinare a interventi di difesa delle coste e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere». Per quanto riguarda la durata delle nuove concessioni assegnate tramite gara, questa molto vagamente «dovrà coprire un periodo non superiore a quanto necessario, per garantire al concessionario l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti autorizzati dall’ente concedente in sede di assegnazione della concessione, e comunque da determinarsi in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare con divieto espresso di proroghe e rinnovi anche automatici». Infine, l’esecutivo propone di abolire i commi dal 675 al 683 dell’articolo 1 della legge 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni al 2033 e introdotto le linee guida per il riordino del settore prima di essere in parte invalidata dal Consiglio di Stato.

Il commento

Al momento, la proposta del governo Draghi è solo una bozza di legge-delega che si limita a tracciare delle generiche linee guida sulle procedure per l’imminente riassegnazione delle concessioni. Ciò significa che, se sarà approvato in via definitiva, il provvedimento dovrà essere seguito da una successiva norma organica di competenza del parlamento, che a sua volta dovrà lasciare ampi margini di manovra a Regioni e Comuni, dal momento che le concessioni demaniali marittime hanno peculiarità molto diverse di località in località. Dunque, per quanto riguarda gli aspetti più determinanti della questione come i requisiti delle gare pubbliche e i criteri matematici per calcolare gli indennizzi, la partita è ancora molto aperta. Allo stesso tempo però, la giurisprudenza italiana ed europea accumulatasi negli ultimi anni ha già tracciato una strada che non permetterà grandi margini di manovra rispetto a quanto scritto nel disegno di legge appena approvato. Che significa che le evidenze pubbliche non potranno più essere evitate.

Il testo della riforma

N.B. Nella frenetica giornata di ieri sono circolate diverse versioni della bozza di riforma, che nel corso del consiglio dei ministri ha subito svariate modifiche. In base alle informazioni in nostro possesso, provenienti da autorevoli fonti interne a Palazzo Chigi, il documento pubblicato qui sopra è quello più aggiornato e approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri. Il pdf contiene anche le parti cancellate e/o modificate rispetto alle versioni precedenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Riporto una intervista fatta qualche mese addietro, da Luca Giurato al Presidente emerito della Repubblica Cossiga nella trasmissione di Uno mattina, che così disse:
    “È un vile, un vile affarista non si può nominare presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi a imporne la candidatura a Silvio Berlusconi, male molto male
    È il liquidatore dopo la famosa crociera sul “Britannia” dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana quand’era direttore generale del tesoro e immaginati che cosa farebbe da presidente del Consiglio dei Ministri svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, l’Enel, l’Eni e certamente i suoi ex comparuzzi di Goldman & Sachs”

  2. Mi pare, tutto sommato, che vada bene per tutti, se uno vuole investire basta tirare fuori i soldini e ha uno stabilimento balneare!
    Non vedo la differenza sostanziale rispetto a prima, gli stabilimenti balneari si sono sempre venduti, oggi come ieri puoi comprartelo al prezzo di mercato.
    🙌

  3. Scandaloso!!!!! Allora io che ho comprato casa 3 anni fa’ basandomi su una legge dello stato che mi garantiva il lavoro ora chi me lo paga il mutuo????? È ora di far casino ci vedremo in piazza e non solo..

      • Allora le garanzie dello stato che funzione hanno? Scusate avvocati , io sono ignorante in materia, ma veramente mi spiegate cosa significa “garanzia dello stato”?SCUSATE X LA CONSULENZA GRATUITA
        GRAZIE ANTICIPATAMENTE.

    • Certo Luca che approcciare al ruolo di imprenditore esigendo la “garanzia del lavoro” è un po’ una contraddizione. In bocca al lupo, ne hai bisogno.

      • Lei capisce ciò che le fa comodo, il sig. Luca è stato chiaro se la stato garantisce un contratto di affitto automaticamente rinnovabile (concessione)fatto con leggi, deve essere di parola. Poi i rischi commerciali ci sono come in tutte le attività, ma ricordo a tutti che raramente si fallisce da balneari. Ma se poi lo stato ladro e disonesto come il nostro ti toglie quello che ti ha garantito ti fa fallire lui a forza.

    • Se hai contratto un mutuo la parte restante del mutuo ti dovrà essere riconosciuta dal subentrante in caso tu perda il bando.
      I decreti attuativi piuttosto dovranno prevedere particolare attenzione per chi ha investito negli ultimi 2/3 anni, perché se hai rifatto tutto nuovo nel 2020, quale piano di investimento potrai mai allegare al bando??

      • Buongiorno Tommy io credo che Luca si riferisse al fatto di aver contratto un mutuo per acquistare casa e non lo stabilimento balneare ma ha comprato casa credendo di avere un lavoro per sempre. Almeno mi pare di aver capito questo.

        • Nikolaus Suck says:

          E allora avrebbe sbagliato perché mai nessuna legge ha previsto, e tanto meno “garantito” un lavoro “per sempre”, che oggi non hanno più nemmeno i dipendenti figurarsi un imprenditore. Tre anni fa c’è stata solo una proroga, subito dubbia e discussa e identica ad altra precedente già censurata dalla CGUE nel 2016. Per cui già era un rischio investirci sopra per l’impresa, figurarsi addirittura per casa propria ed esigenze personali.

          • COM’È suck, “la legge non ammette ignoranza,eh!!! Bravo bravo! Che vuoi fare tu hai studiato ,e purtroppo chi è stato costretto a lavorare senza poter studiare è condannato ehh! Mi fate paura..

            • Ma che c’entra adesso lo studio? Mica esiste solo la concessione balneare eterna per lavorare eh! Vi rendete conto che siete andati avanti con proroghe su proroghe? E che ormai la spiaggia libera non esiste più in Italia e che sono sempre gli stessi a monopolizzare lo stesso tratto da secoli!

            • Nikolaus Suck says:

              Appunto Dorotea, la legge non ammette ignoranza e lo sa pure Lei. E che abbiate studiato o meno (e molti sembrano averlo fatto più di me e se ne vantano) non siete dei poveri sprovveduti ma imprenditori commerciali, che muovono soldi e aziende, e dai quali ci si aspetta che quello che (davvero) dice la legge se non lo sanno se lo fanno dire da chi lo sa.

          • MA VAI IN MONA…la legge 88 allora..??? potevo comprarmi un negozio di articoli da mare e sarebbe stato sempre mio, mentre lo stato prima garantisce i rinnovi poi fa marcia indietro. credo che con questi presupposti (la NON certezza dell’investimento) le gare andranno deserte…

            • Nikolaus Suck says:

              Andare in mona è sempre un piacere ma la legge 88 anche per quel poco che è durata non ha “garantito” proprio nulla, solo “permesso” i rinnovi automatici, che non significa(va) eterni o sicuri e non dava garanzie di durata. L’abbiamo commentata a non finire su queste pagine.

          • Il rischio c’è sempre, anche quando attraversi la strada. Il punto è un altro, e chi fa finta di non capire come te, beh, purtroppo avrà quel che si merita.

    • Sono d’accordo! Dopo più di 22 anni di lavoro! Dovrebbero vergognare!sta venendo tutto il bene del Italia!! E vogliano anche svendere i stabilimenti balneare!!!

  4. Quasi tutto bene (nei limiti del compromesso), tuttavia il punto i) dei criteri direttivi per il Decreto Legislativo previsto al comma 2 dell’art. 2: “definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione dei criteri di cui alla lettera b-bis)”, non è coerente con quanto stabilito dalla Corte di Giustizia della UE e dall’Adunanza Plenaria.
    É evidente che se i ristori di cui al punto b-bis) sono posti direttamente a carico del concessionario entrante, si sta garantendo al concessionario uscente un privilegio. L’unico che non deve pagare per entrare è lui. Questo significa che sarà l’unico che potrà formulare un’offerta “molto più forte” rispetto agli altri.
    Questo non significa che non devono essere previsti i ristori di cui al punto b-bis), ma devono essere garantiti con modalità completamente diverse. Ho già scritto in proposito:
    Quale può essere la soluzione? Normare specificamente la buonuscita (che ricomprende l’indennizzo + l’avviamento) graduando l’entità dell’indennizzo in base al legittimo affidamento che il concessionario acquirente poteva aver riposto al momento dell’acquisto nella legislazione vigente e nella giurisprudenza consolidata, fino all’azzeramento dell’indennizzo e il mantenimento solo dell’avviamento per le situazioni di acquisto temerario. Voglio ricordare che oltre alle sentenza della CGUE e alle norme dello Stato, molte avvisaglie provenivano anche dalla Corte costituzionale nel decennio tra il 2010 e il 2020 e che sono state sistematicamente ignorate dal Parlamento, dalle Regioni, dai Comuni, ma non di meno dai concessionari acquirenti. In sintesi lo Stato ha combinato un pasticcio e per “resetare” tutto e ripartire con criteri coerenti con il libero mercato e con l’equità sociale dovrà considerare qualche milione di euro da mettere sul piatto, mentre i concessionari imprudenti dovranno mettere in conto il costo della loro temerarietà. Ripropongo la mia proposta riassunta in pochi punti:
    1) Durata delle concessioni per almeno 12 anni in caso di opere di facile rimozione, ovvero fino ad un massimo di 24 anni per concessioni relative a pertinenze demaniali che prevedano interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria o efficientamento energetico.
    2) Canoni calcolati sulla base del valore di mercato locale, tenendo conto anche della redditività della concessione e dei costi che lo Stato deve sostenere per pagare la buonuscita ai concessionari uscenti.
    3) Gare basate esclusivamente sul criterio dell’offerta economicamente più vantagiosa con rialzi sul canone (Stato) e sovracanone (Comune) che non superi il 10% del punteggio.
    4) Ristoro da parte dello Stato (in quanto proprietario) al concessionario uscente per l’incremento di valore del bene (solo per le pertinenze demaniali e solo su opere regolarmente autorizzate dal gestore della concessione), ridotto della differenza tra il valore di mercato del canone di concessione (valore delle locazioni commerciali) e il canone effettivamente pagato.
    5) Pagamento da parte dello Stato della buonuscita composta dall’indennità di avviamento commisurata al canone effettivamente pagato dal concessionario uscente e solo se non risulti concessionario di una nuova concessione nell’ambito nazionale nei successivi 5 anni (tale pagamento avviene solo dopo il decorso dei 5 anni), più un indennizzo commisurato al livello di legittimo affidamento riposto dagli acquirenti di concessioni già esistenti in base alla normativa vigente alla giurisprudenza costituzionale e alle pronunce della Corte di Giustizia della UE (pagamento immediato a prescindere dalla titolarità di nuove concessioni.
    6) Barriere di ingresso per concessioni multiple alle persone giuridiche e imprese collegate (vedi D.Lgs. 50/2016) in ambito nazionale e alle persone fisiche e loro congiunti in ambito locale.

    • Mistral sono parzialmente d’accordo con quanto esponi. Sul punto 3) penso che non si possa basare le gare solo sull’offerta economicamente più vantaggiosa ecc., in quanto la gestione di uno stabilimento balneare non è affatto semplice e quindi il punteggio basato su esperienza nel settore mi sembra veramente importante al fine anche di non dequalificare quanto costruito dal precedente gestore.
      Sui punti 4) e 5) sarebbe troppo bello che lo Stato concedesse ristori e pagasse indennità di avviamento ecc. Sappiamo benissimo che non potrà mai impegnare somme per tali condizioni e quindi mi sembra giustissimo che tali eventuali somme siano riconosciute dal subentrante.
      Mi sembra giustissimo riconoscere economicamente una attività commerciale che ha nel tempo creato una clientela in moltissimi casi avendo avviato un ristorante / bar e non solo fruendo del bene demaniale in concessione.
      sono d’accordo sul punto 6).

    • MA GUARDA UN PO MISTRAL O DOVREI CHIAMARTI CON IL VERO NOME? NEANCHE ORA VA BENE VERO? TI CONSIGLIO DI ANDARE IN CAMERA E SENATO A PROTESTARE QUANDO CI SARA LA DISCUSSIONE CHE ASPETTI? SALUTAMI BATTELLI

      • Ernesto, se conoscessi il mio nome saresti un veggente, e se tu fossi un veggente non avresti scommesso un centesimo sulla durata eterna delle concessioni. In realtà sei solo un po’ presuntuoso e leggi poco e male.
        Per me va benissimo qualsiasi cosa, figurati, e per voi che non può andare bene perché se introducono una norma del genere finisce come le proroghe, cioè con la disapplicazione.
        …sempre per la forma, scrivi in minuscolo se no sembra che tu stia urlando, e più urli e meno ti ascoltano.

        • Scusa Mistral ti ricordo che in alcune città ci fu in piena estate una grandinata che fece grossi danni ,non tutti riconosciuti dalle assicurazioni, alle attrezzature in spiaggia e ti assicuro che sono stati ripagati in parte
          Da noi ha distrutto palme, piattini, giochi etc. Che fai non vai avanti e rinvesti. Come puoi pensare di andare avanti con il lavoro se non fai migliorie etc. Restiamo con la capanna? È normale che si investe! Dai su di almeno coerente.E ti ricordo che non tutti i balneatori lo possono fare , ci sono realtà ben diverse da come pensate voi tutti

    • Sommessamente, ritengo che l’indennizzo in questa bozza si riferisca solo se vi sono investimenti non ancora ammortati e purche ” autorizzati dall’ ente “. E forse, se ho letto bene, non rilverebbero quelli effettuandi dalla pubblicazione della norma che ci occupa. In altri termini, al 70% degli uscenti non spetterebbe nulla. Ma spero di sbagliarmi.

      • b-bis) in sede di affidamento della concessione, e comunque nel rispetto dei criteri indicati dal
        presente articolo, adeguata considerazione degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali, della professionalità acquisita, anche in riferimento alla gestione di strutture ricreative titolari di concessioni demaniali al momento della data di entrata in vigore della presente legge, nonché valorizzazione di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori, della protezione dell’ambiente e della salvaguardia del patrimonio culturale;

        Ho riportato in parte ciò che è stato approvato in CDM ieri. Oltre agli investimenti (chiaramente non ammortizzati, ma per i quali non si definisce una data di inizio degli stessi), si prevede indennizzo del “valore aziendale dell’impresa” . Questo è fondamentale perchè in fase di partecipazione ad una gara il nuovo richiedente saprà quanto dovrà corrispondere in termini monetari al vecchio concessionario in caso di assegnazione. E se il valore aziendale (chiaramente certificato) avrà un importo rilevante, credo che molte gare andranno deserte!!!

        • Nikolaus Suck says:

          Il che conferma, appunto, che si tratta di un vantaggio che favorisce il concessionario attuale come giustamente rileva Mistral, e di una barriera all’ingresso in danno di potenziali nuovi. Inoltre dà per scontato qualcosa che non lo è, ovvero che concessione, attività e azienda vecchie e nuove siano e saranno uguali, e questo oltre a non dover essere così nei fatti rappresenta un ostacolo e vincolo anche alla libertà di impresa.
          Comprensibile puntare al compromesso, ma così non può funzionare.

          • Ma Avv.Suck,ancora non gli basta!Vogliono di piu’ come detto nella diretta dai loro sindacalisti.Questo e’ solo l’inizio e non basta,troppo poco.

          • Ma infatti va benissimo così. Ricevere indennizzo su valore aziendale ed investimenti non ancora ammortizzati va molto bene. Più sei stato bravo nel gestire l’azienda e più il valore della stessa sarà alto e più riceverai in caso di sconfitta nella gara. Allo stesso tempo ciò farà riflettere coloro che vorranno partecipare alla gara, che dovranno in ogni caso tener conto sia dell’esborso iniziale, sia degli ulteriori investimenti da effettuare in base alla dichiarazione da fare in gara, sia dei canoni demaniali.
            Quindi i nuovi eventuali gestori dovranno avere mezzi economici adeguati ovvero finanziamenti ottenuti da banche per poter partecipare alle gare.

      • sbagli non e proprio cosi.lndennita non e riferita al capitale non ammortato(anche quello intendiamoci) ma al valore aziendale e all avviamento. e cmq bisogna vedere se passa in senato e alle camere dove se non sara modificata con altre forme di tutele per i piccoli non sara mai approvata. ricordati che si sta preparando un mega manifestazione ad oltranza dove saranno chieste le dimissioni di draghi che non rappresenta la maggior parte del popolo italiano ma i banchieri …il malumore monta e la gente e incazzata .il suo piano era chiaro fin dall inizio , distruggere la medio e piccola impresa come da sempre dichiarato in un suo editto nel club dei 30. quindi prima parte e meglio sara prima che ci sia una rivolta .i presupposti ci sono tutti. siamo in una dittatura basta guardare quello che e successo oggi con la consulta che ha dichiarato inammisibile un referendum in cui si doveva decidere sulla responsabilita diretta dei magistrati in caso di errori giudiziari……come la chiamiamo questa porcata? se non rendite di posizione cosa sono ?e pure pagati con i nostri soldi.vergogna, e poi ci vengono a parlare di cds che sentenzia e di bandi mentre questi personaggi si permettono di decidere sulle vite delle persone rimanendo impuniti in caso di errori. ci batteremo fino all ultimo anche a costo delle nostre vite e non dovete piegarvi o rassegnarvi .queste persone si stanno prendendo le nostre vite e le nostre culture e vanno fermati con tutti i mezzi possibili.l unione fa la forza

        • Il valore aziendale (che può essere calcolato in molteplici modalità) tiene conto sia del capitale investito per avviare l’impresa, sia degli investimenti effettuati durante la vita aziendale (chiaramente per le quote non ancora oggetto di ammortamento), sia del fatturato.
          Vi sono periti (solitamente commercialisti) che sono specializzati nel certificare il “valore aziendale” e questa perizia poi deve essere asseverata per avere valore legale.
          Quindi, ripeto, se dovessi perdere la gara di assegnazione della concessione, ma sono stato bravo nel condurre la mia impresa avrò un valore aziendale che magari mi soddisfa economicamente.

  5. C’è la speranza che il prossimo esecutivo vada a limare o revisionare questa norma e i decreti che la accompagneranno per evitare un esproprio di fatto. C’è da fare innanzitutto un lavoro che consolidi la parola avviamento che deve trovare una giusta dimensione. Chi subentra deve pagare chi esce , bene ma ciò non toglie che chi ha costruito un azienda debba poter lavorare sulla stessa se vuole continuare a farlo. Il prossimo esecutivo che affronterà il problema prima delle gare , e questo per fortuna è certo saprà usare le giuste carte per evitare l’esproprio di fatto in ragione di una corsa alla super concorrenza.

  6. Io ho una piccola proprietà privata che si affaccia sulla concessione demaniale. All’interno ho una la cucina con l’attrezzatura, sulla concessione solo tavolini. Se non mi viene rinnovato il demanio come faccio a portare avanti l’attività??Siamo nell’incertezza più totale. Tutto x aumentare i canoni? Potevano adeguarli senza tutto ciò. Ancora non capisco il senso di spazzare via una attività x un altra uguale. Siamo a scadenza come le mozzarelle

  7. È ORA CHE TUTTE LE SIGLE SINDACALI SI UNISCANO PER ORGANIZZARE UNA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO QUESTA GRANDISSIMA PORCATA (al più presto)

  8. Perdonatemi ma mi sembra chiaro che in mancanza di una norma transitoria si siano bloccati del tutto investimenti nel settore per almeno 2 anni, più realisticamente per 3 anni, e nessuno dice nulla. Cosa accade alle richieste in corso? Vanno cestinate immagino …. Non è solo un problema degli impianti esistenti ma anche di ulteriori investimenti nel settore se ne parlerà forse nel 2025 in quanto il 2024 se ne andrà per fare le gare e gli immancabili ricorsi e nessuno apre un impianto balneare a novembre.
    Vorrei infine far notare un altro piccolo particolare: è chiaro che si è decretata la fine dei numerosi circoli nautici gestiti da associazioni. di certo non riusciranno a competere con una Spa che può programmare ben altri investimenti;

  9. Nessuno ricorda che molti stabilimenti balneari sono stati pagati nemmeno una lira? Se li sono occupati e tramandati di famiglia in famiglia ed hanno straguadagnato al punto tale che ogni fine stagione comprano immobili, inoltre, molti hanno venduto a cifre milionarie senza NESSUNA PROPRIETÀ ma solo per occupazione di un suolo del demanio e quindi, dello Stato.

    • LAURO SI VEDE CHE NON SEI DEL MESTIERE E TI CONSIGLIO ANCHE NON PARTECIPARE ALLE ASTE DATO LA TUA POCA DIMESTICHEZZA IN MATERIA.FALLIRESTI IL GIORNO DOPO POICHE LE TUE PAROLE OLTRE CHE OFFENSIVE PER LA GENTE ONESTA SONO FASULLE E BASATE SUL SENTITO DIRE. L INVERNO VADO A LAVORARE E NON VIVO DELL ATTIVITA ….NON SIAMO TUTTI BRIATORE ED E QUESTO CHE NON CAPISCI…

    • Ernesto e Dorotea hanno perfettamente ragione. La maggior parte dei balneari (e ne conosco parecchi) vivono una vita normale e non nel lusso. Tanto che molti sono costretti a lavorare anche in inverno. Vacanze zero. Poi sicuramente qualche eccezione ci sta sempre. E comunque, anche se un imprenditore di qualunque settore guadagnasse, dove sarebbe il problema? È sbagliato? Se io guadagno divento un pericolo? Vorrei capire. Se chi ha un ristorante, albergo, bar ecc guadagna bene diventa automaticamente un criminale? Mi sembrate fuori di testa… Dovreste invece ringraziare i balneari che hanno creato e dato vita ad un settore che ha portato allo sviluppo di intere città.

    • Ciao,vedi purtroppo non tutti gli stabilimenti sono stati ereditati ,io me lo sono sudato ,facendo un mutuo ,a fronte di una concessione ,che ,si ,certo sapevo sarebbe scaduta, com’è giusto che sia, ma nel 2033,così lavorando con i miei figli avrei avuto il tempo di rientrare con la banca .
      Io ho acquistato le quote il 5 novembre e il 9 mi sembra ,ha deliberato il consiglio di stato. Tutto ciò per dire che non esistono solo i Briatore della situazione ,ma anche persone normali e lavoratrici.
      Scusate lo sfogo
      Marianna.

    • Certo… c’è lo siamo tramandati da 40 anni. Ci siamo tramandati paludi piene di pietre dove c’erano 10 ombrelloni. Poi, piano piano ne abbiamo messi 50, poi 100, ora 200 più 40 hawaiani. E adesso? Adesso che finalmente possiamo guadagnare per poter passare l’inverno? Adesso le concessioni passano di mano? Certo, come no. Vi aspetto, inconsciamente non vedo l’ora.

  10. Molti stabilimenti balneari sono stato occupato e tramandati da generazioni ed hanno guadagnato cifre tali da comprare immobili ogni fine stagione. Inoltre, molti hanno venduto a cifre milionarie un terreno dello Stato senza averlo mai pagato.

    • E TU SEI UN INVIDIOSO DI M…XCHÉ MIO SUOCERO NEGLI ANNI 60 HA AVUTO UNA GESTIONE DI SABBIA E SI È CREATO TUTTO DA SOLO PIANTANDO OGNI GG. OMBRRLLONI ED ALTRO FACENDO UN GRAN CULO CON ANNI DI LAVORO. E CHI HA FATTO CULO COMPRANDOSI VARI APPARTAMENTI A 2 SOLDI CHE OGGI VALGONO UNA FORTUNA E LASCIATO IN EREDITÀ A FIGLI E NIPOTI…. QUESTI ULTIMI NON SONO PRIVILEGIATI ? TI RICORDO CHE I COMUNI DIEDERO IN AFFITTO LE SPIAGGE E SE ORA QUESTO LAVORO È TRA I PIÙ BELLI E REDDITIZI NON È COLPA DI NESSUNO…ANZI. VAI AL BANDO E FATTI IL CULO PURE TU COSÌ ROMPERANNO PURE A TE (NUOVO CONCESSONARIO) COME AVETE ROTTO I COGLIONI FIN AD OGGI A NOI. CIAO BUONA FORTUNA CARO E CHE NON TI POSSA MAI CAPITARE UNA COSA VOME QUESTA.

  11. Ma non sara’ un non-provvedimento, per far star buoni quelli della commissione che hanno avviato la procedura di infrazioni?
    Ogni volta che arriva facciamo finta di fare una riforma……(vedi riforma Pizzolante)

    ll percorso della legge sulla concorrenza sarà lungo e accidentato. Il premier, Mario Draghi, ne ha chiesto l’approvazione entro marzo, ma questo appare pressoché impossibile: anche sotto auspici ottimistici, la legge riceverà il placet di entrambe le Camere non prima dell’estate avanzata.

    Sicché i sei mesi per esercitare la delega scadranno proprio a cavallo delle elezioni 2023: qualcuno pensa che ci siano i tempi e, soprattutto, la voglia per dirimere un tema tanto sensibile proprio alla vigilia del voto e in piena sessione di bilancio?

    Se pure ciò accadesse, per scrivere la delega bisognerà mettere d’accordo ben sei ministeri (Infrastrutture, Turismo, Transizione ecologica, Economia, Sviluppo economico e Affari regionali) oltre alla Conferenza unificata e servirà un ulteriore via libera delle Camere.

    Non basta: i criteri della delega tradiscono mediazioni e retropensieri: perché sì, finalmente si parla di gare, ma la contendibilità delle concessioni dovrà privilegiare, tra l’altro, la “esperienza tecnica e professionale già acquisita” e favorire “i soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura, hanno utilizzato la concessione come prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo famigliare”. Insomma, sembra proprio che gli uscenti partiranno avvantaggiati, in barba al diritto dell’Unione.

    È probabile, insomma, che nulla cambierà per mancato esercizio della delega. 
    Se cio’ dovesse accadere sarebbe un caos totale.

    • FORSE NON HAI CAPITO CHE DRAGHI SALTA SE NON C E UN COMPROMESSO. LA DX E AL 50% ED OLTRE E SE STACCA LA SPINA PD E 5S ADDIO . HANNO FATTO LA PROPOSTA DEI BANDI E NEMMENO VI VA BENE …FATE PACE CON IL CERVELLO . MA SU UNA COSA TI DO RAGIONE CARLO L ITER SARA LUNGO E MODIFICATO IN PIU PARTI E NON E DETTO CHE PASSI IN CAMERA E SENATO, ANZI.

    • Quindi i 6 mesi partono dall’approvazione della legge sulla concorrenza??? quindi non da subito???
      mi pare un quesito non da poco perche’ nel primo caso diventerebbero 9/10mesi e si andrebbe prorio a cavallo delle elezioni.ringrazio tutti

  12. Infatti!!! Perché nel tuo articolo Alex non c’è riferimento all’abrogazione Della 45 bis? Scaricando il vostro testo vedo che è stato depennato….

    • Salve Luca, confermiamo che nella versione definitiva della bozza approvata ieri dal consiglio dei ministri, che è quella pubblicata nel nostro articolo, è stato eliminato il riferimento al 45 bis.

  13. Avv. Lucano says:

    La norma era necessaria per salvaguardare la scadenza al 2024, la delega non ha alcun valore impositivo anzi è prevista una bagarre senza precedenti e ci sono ampi margini per trattare anche perché la voglia di elezioni fra 6 mesi non sarà quella attuale e può succedere di tutto. Io non sarei così contento se fossi un astista, soprattutto se il prossimo governo ha vedute opposte a quelle europee sulle concessioni balneari e menomale direi.

  14. Buonasera, chiedo alla redazione se per gli indennizzi si intende l’ammortamento, o anche questo deve essere ancora deciso.
    Grazie

    • Buonasera. Secondo la bozza del provvedimento, la riforma dovrà occuparsi della «definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, dell’eventuale incolpevole del mancato ammortamento degli investimenti realizzati nel corso del rapporto concessorio e autorizzati dall’ente concedente e dell’eventuale incolpevole della perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico». Inoltre, precisa il testo, in sede di affidamento della concessione andrà prevista «adeguata considerazione degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali».

      Va sottolineato che per il momento si tratta solo di una proposta di legge, pertanto ancora passibile di modifiche, e che nel caso verrà approvata, molto dipenderà dal successivo decreto attuativo che dovrà concretizzare tali principi.

      • Ciao Alex, scusa il disturbo perchè Nel seguente commento riporti una parte di testo che nella bozza definitiva “corretta” è stata barrata come tolta?
        Mi spiego meglio faccio riferimento alla parte che dice:”…. Realizzati nel corso del rapporto concessorio e autorizzati ecc…” nella bozza questa parte è stata a detta vostra depennata ma tu l’hai riportata in questo commento. Grazie per la spiegazione

  15. ilprofessore says:

    In Francia quando non gli va giu qualcosa scendo in piazza uniti …. in Canada hanno bloccato tutto il paese sarebbe ora di scrivere e parlare di meno ed organizzare una manifestazione seria di tutti i concessionari , tassisti e ambulanti e far tremare questi Mafiosi… perche ormai si e’capito nessuno fa il bene delle persone ma solo i C… loro … mi fanno ridere anche la Meloni e Salvini prima chiudono all’unanimita e sparano cazzate

  16. Mi sembra che la situazione sia tutt’altro che chiara e definita, tuttavia procede in una direzione ragionevole. Sarà il Parlamento a decidere e non è detto che non sarà il prossimo Parlamento, in cui i pentastellati saranno esigua minoranza. Conseguentemente, la norma definitiva penso sarà sufficientemente equilibrata per tutelare gli attuali concessionari pur senza impedire – e giustamente – ai nuovi di entrare. Il percorso sarà lungo e tortuoso ma penso che alla fine in parte accontenterà – e in parte scontenterà – tutti, come è ragionevole che sia. Di sicuro non vedranno accolte in toto le ragioni degli estremisti, intendendo con questo termine sia chi pensa di appropriarsi del lavoro altrui aggratis, sia chi ritiene che sia proprietà privata un bene pubblico.

  17. «definizione di una quota del canone annuo concessorio da riservare all’ente concedente e da destinare a interventi di difesa delle coste e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere»

    Sembrerebbe una buona idea, e non è certo nelle intenzioni del legislatore, ma in questo modo si formalizza il pizzo da girare alle locali ditte di movimento terra, quelle per intenderci che con le loro ruspe infestano le spiagge spostando sabbia e pietre prima da qui a lì poi da lì a qui.
    Perché tali spese sono da prassi consolidata messe a bilancio dagli enti locali come interventi di difesa e di miglioramento della fruibilità.
    Quindi ora vengono a rovinare le spiagge in continuazione con le ruspe, spiagge che in questo modo non si rinaturalizzeranno mai, ma non più a spese del comune bensì dei concessionari. Tu mangi la nutella, te la devo pagare io e in più i brufoli devono venire a me. Molto bene.
    E questo è solo un esempio. Forse ha ragione un mio amico che continua a dirmi: ‘scappa!’

  18. Buongiorno, per chi ha preso in affitto il ramo d’azienda di una concessione demaniale da qualche anno, avrà gli stessu diritti di partecipare al nuovo bando come per gli attuali proprietari delle concessioni?

  19. Da ex balneatore vi dico che questa come altre e una categoria che in tutti questi anni non è mai stata rappresentata da le associazioni di categoria come doveva.hanno solo fatto chiacchiere invece di unire un comparto che poteva far valere i propri diritti non ora ma in tempi in cui si potevano modificare le norme.

  20. SECONDO ME MOLTI PENSAno a sussidi statali di centinaia di migliaia di euro..vi sbagliate di grosso

    personanelmente a sto punto lo stato dovrebbe risarcire gli attuali esercenti l’attività in base agli investimenti fatti e non ancora ammortizzati, in base a i bilanci, se hai un bagno da 40 anni e non hai investito da 20 non pigli un euro, le mura sono dello stato come da codice nautico….se vuoi abbattere io stato non t elo permetto…ti ho permesso con 4 investimenti di fare i milioni e ora stai muto…e parlo di situazioni generazionali…discorso diverso per chi ha comprato un bagno e investito allora ci deve essere indennizzo.
    concessioni almeno 12 15 anni, sennò ovvio non se ne esce. Ogni volta il subentrante deve indennizzare gli investimenti fatti da quello precedente non ammortizzati. nel caso prevedere sconti sul canone per il nuovo subentrante che deve indennizzare il vecchio
    Canoni in base a fatturato.
    Possibilità per chi ha i bagni di aprire tutto l’anno.

    per me il problem grosso che è finita la cuccagna. non puoi scaricare i costi sui clienti, in versilia ormai siamo già a tappo per quanto riguarda i canoni annuali..non penso che ci sono tanti che paghino il doppio da un anno all’altro. quindi chi gestisce un bagno deve o lavorare di già o guadagnare meno. consideranddo che stiamo parlando sempre di guadagni monstre per quello che fanno. io parlo di versilia rimini dove i guadagni sono alti. ovvio che tutto deve essere modellato sui fatturati. il problema però che sorge ora è che questa classe di evasori fiscali compulsivi che bilanci può presentare domani per avere rimborsi e canoni modulati? questi fanno ancora oggi il 40 50% di nero minimo. fino al 2000 era il 90…io sarei curioso di vedere tutti i bilanci di un bagno a viareggio dal 1980 al 2022…secondo me da un anno all’altro si vedrebbe un picco assurdo.

  21. Qualcuno visto tutte le chiacchiere che leggo e visto che siete molto esperti per 20 anni di attività mi calcolate il valore commerciale no in parole ma in moneta europea grazie

  22. La GARA per l’assegnazione delle concessioni demaniali dovrebbe funzionare come le concessioni di generi di Monopolio (tabacchi). Mondo Balneare e tutte le associazioni di categoria si dovrebbero impegnare su questo fronte. Le aste per l’assegnazioni delle concessioni di monopolio hanno sempre un minimo e un massimo per evitare che grandi multinazionale si accapparrino tutto. Dopo la loro assegnazione ogni nove anni si paga la cosiddetta novennale o si rimette a bando.

  23. fabio moggia says:

    Ai sostenitori delle aste consiglierei VIVAMENTE di andarsi a leggere la Direttiva Servizi. Sono certo che non l’hanno mai letta e ragionano solo per concetti sociali astratti. Un’accusa voglio fare al SIB che nel documento presentato al governo (dopo che si erano accordati con tutti gli altri sindacati di presentare un documento unitario e che all’ultimo momento sono venuti meno all’accordo!!!) il 4 gennaio hanno inserito un “riconoscimento del valore aziendale”. Tale voce consolida chiaramente l’accettazione delle aste. Capacchione il 28 dicembre al sit-in sotto il ministero del turismo, in piedi sul cassone del pick-up URLAVA il NO ALLE ASTE seguito a ruota da Rustignoli FIBA. In piazza si URLA una cosa ma a palazzo se ne fa un’altra. E i soci stracciano le tessere. Ma a loro non gliene frega niente, l’importante è seguire la volontà del rottamatore.

    Questa la Direttiva:https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:376:0036:0068:it:PDF
    Consiglio anche a Capacchione e Rustignoli di leggersela. Bene però!

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