Attualità

Riforma concessioni balneari, le due ipotesi al vaglio del Senato

La partita si gioca sul valore aziendale e sulla scadenza per espletare le gare

Sono due i temi ancora oggetto di discussione politica per la riforma delle concessioni demaniali marittime: i criteri per il calcolo del valore aziendale e la quantificazione del tempo necessario per permettere alle amministrazioni comunali di espletare le evidenze pubbliche dei titoli. È quanto emerge dai corridoi del Senato, dove la X commissione sta esaminando il disegno di legge sulla concorrenza che contiene, tra le altre cose, un articolo per riassegnare la gestione di spiagge e porti tramite gare. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto le evidenze pubbliche entro la fine del 2023, il governo Draghi ha elaborato una proposta di legge per mettere fine a una situazione di incertezza che si protrae da oltre dieci anni, ma le forze politiche di maggioranza – pur condividendo in linea generale l’impianto del testo – stanno cercando di modificarne alcuni passaggi nell’ottica di tutelare meglio i concessionari che finora hanno gestito bene le coste e che hanno diritto quantomeno a una preferenza in fase di riassegnazione e a un indennizzo economico in caso di perdita dell’impresa.

Che si possano escludere ancora le spiagge dalle gare pubbliche è un’ipotesi che, per quanto sarebbe la soluzione favorita da tutti i balneari, è ormai improbabile: tra la direttiva europea Bolkestein del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi e la sentenza Promoimpresa della Corte Ue che nel 2016 ha dichiarato l’impossibilità dei rinnovi automatici sulle concessioni di spiaggia, dopo anni di proroghe le forze politiche sono oggi allineate sulla stessa consapevolezza che bisognerà regolamentare le riassegnazioni tramite bandi, come è emerso la settimana scorsa al convegno organizzato a Napoli da Confimprese e Assodemaniali. Il tema centrale è ormai dunque la disciplina delle gare, su cui però i partiti di maggioranza non hanno ancora trovato la quadra.

L’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, ha espresso perplessità sulle tempistiche imposte dal Consiglio di Stato, che sarebbero troppo strette per permettere alle amministrazioni comunali di espletare migliaia di gare. Per questo la richiesta dei sindaci delle località costiere è quella di avere un po’ più di tempo – non oltre un anno o due – al fine di gestire questo cambio radicale. Il problema è che ulteriori proroghe automatiche sarebbero difficili da far accettare a Bruxelles, dal momento che una consolidata giurisprudenza ci ha messo ormai il veto, e per questo eventuali prolungamenti sarebbero da giustificare. Al vaglio della X commissione ci sono attualmente due possibilità: avviare le evidenze pubbliche solo una volta che sarà completata la mappatura delle coste italiane per individuare le aree libere e quelle concedibili, quindi senza fissare al momento una data precisa, oppure aprirle a partire dal 1° gennaio 2027, ovvero in concomitanza con la scadenza per adempiere gli impegni del Pnrr. Sulle due ipotesi stanno lavorando Lega e Partito democratico con i relatori del ddl concorrenza Paolo Ripamonti e Stefano Collina, ma Movimento 5 Stelle e Forza Italia non sarebbero ancora d’accordo su nessuna delle due strade.

Resta poi l’incognita del valore aziendale delle imprese balneari: i parlamentari sono al lavoro da giorni per dare una definizione più precisa del concetto, in modo che gli attuali concessionari, in caso di perdita della concessione in fase di gara, possano ottenere un indennizzo economico equivalente alla vendita dell’impresa sul mercato; ma anche in questo caso la materia è di difficile soluzione. E dal momento che la X commissione sta esaminando anche il “decreto tagliaprezzi”, il rischio è che la questione balneare subisca l’ennesimo slittamento. Con la conseguenza che i concessionari dovranno passare un’altra stagione senza certezze sul loro futuro.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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