Norme e sentenze

Balneari, Consiglio di Stato respinge richiesta sospensiva sentenze Tar Lecce

Accolte le tesi dei concessionari che si erano opposti alla proroga tecnica di tre anni disposta dal Comune, pretendendo l'estensione al 2033 disposta dalla legge italiana

Con svariate ordinanze depositate ieri, la V sezione del Consiglio di Stato (presidente Severini, relatore Perotti) ha respinto le richieste di sospensione proposte dal Comune di Lecce contro le sentenze del Tar Lecce firmate dal giudice Antonio Pasca in materia di estensione delle concessioni demaniali marittime, confermando la piena efficacia delle statuizioni del tribunale amministrativo salentino. Le ordinanze riguardano gli stabilimenti balneari Lido Pachamama, Lido Pevero, Lido StelMar, Lido Turrisi, Lido Smeraldo, Lido Grancio Rosso e Lido Panta Rei, tutti presenti nelle marine di Lecce e difesi dall’avvocato Danilo Lorenzo, nonché il Lido York di San Cataldo, rappresentato dall’avvocato Bartolo Ravenna, e gli stabilimenti Soleluna, Maluhabay, Pole Pole e Approdo difesi dagli avvocati Fritz Massa, Francesco G. Romano, Francesco Vetrò e Leonardo Maruotti.

Il contenzioso ha avuto origine lo scorso novembre, quando il Comune di Lecce, con deliberazione di giunta n. 342 dell’11 novembre 2020, ha adottato un atto di indirizzo per rigettare le domande di estensione delle concessioni al 2033 in base alla legge italiana n. 145/2018 e per proporre ai concessionari di avvalersi di una proroga tecnica di tre anni. Tutti i concessionari contestarono il diniego espresso sulla richiesta di estensione al 2033 del titolo e comunicavano di non voler accettare la proroga tecnica di tre anni, procedendo alla relativa impugnazione dei provvedimenti di diniego innanzi al competente giudice amministrativo.

Con alcune distinte e innovative sentenze firmate dal presidente Pasca, il Tar Lecce aveva accolto tutti i ricorsi presentati dai concessionari, sostenendo la non applicabilità della direttiva Bolkestein in quanto non auto-esecutiva e la conseguente piena applicabilità della legge 145/2018 e del relativo diritto all’estensione fino al 2033. Avverso tali sentenze il Comune di Lecce aveva proposto appello innanzi al Consiglio di Stato, che con le ordinanze depositate ieri (n. 1981/2021 e seguenti) ha respinto la richiesta di sospensione delle sentenze del Tar Lecce, che pertanto ad oggi sono valide ed esecutive, ritenendo la non sussistenza di un periculum in mora (cioè di un danno grave e irreparabile). La sentenza di merito sarà espressa nelle prossime settimane.

I commenti

Secondo l’avvocato difensore Danilo Lorenzo, quelle del Consiglio di Stato sono «pronunce di enorme validità nell’ambito della materia trattata. Il Consiglio di Stato conferma quanto già sostenuto nelle cause riferite alla questione Castrignano del Capo ma, a mio avviso, rafforza la tutela cautelare nei confronti dei concessionari poiché mentre nel “caso Castrignano” l’amministrazione comunale aveva dapprima concesso la proroga delle concessioni e poi aveva proceduto a un annullamento in autotutela, nel caso del Comune di Lecce la proroga non è mai stata concessa. È evidente che i giudici di Palazzo Spada hanno voluto confermare la validità delle sentenze del Tar Lecce sino alla successiva fase di merito, ritenendo meritevole di tutela l’interesse del concessionario a ottenere una proroga della concessione demaniale nei termini previsti da legislatore nazionale. Ora ci aspettiamo che l’amministrazione comunale proceda al rilascio dell’estensione temporale dei titoli concessori, in esecuzione delle sentenze del Tar Lecce».

Tira un sospiro di sollievo anche Giuseppe Mancarella, presidente di Cna Balneari Puglia a cui aderiscono tutti gli stabilimenti balneari difesi dall’avvocato Lorenzo: «Siamo contenti del risultato ottenuto; le imprese balneari hanno bisogno di certezze soprattutto in una fase difficile come quella attuale, contrassegnata da una profonda crisi economica a causa della pandemia. La stagione estiva è alle porte e dobbiamo procedere all’assunzione del personale e alla preparazione dei nostri stabilimenti balneari per poter accogliere i turisti e i clienti dei nostri lidi. Lavorare con serenità e nel rispetto della legge è quanto chiediamo da sempre».

Mauro Della Valle, presidente della Federazione imprese demaniali Salento aderente a Oasi Italia, che rappresenta gli stabilimenti difesi dagli avvocati Massa e Romano, si rivolge direttamente al sindaco di Lecce: «Salvemini chieda scusa ai cittadini leccesi, di cui ha buttato al vento 100 mila euro, e alle bersagliate famiglie dei balneari. Nonostante la vittoria in Consiglio di Stato, siamo comunque rammaricati: in un tempo difficile e drammatico come questo è ben strano che, nei confronti di imprese e famiglie del territorio, l’amministrazione comunale di Lecce si sia esclusivamente attivata per dividere e ostacolare la ripresa economica penalizzata dalla pandemia. Ora il legislatore si metta al lavoro su una riforma organica del comparto balneare italiano».

Esprime soddisfazione anche il presidente nazionale del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione: «La giurisprudenza del Tar di Lecce sull’applicazione della legge n. 145/2018 non è stata contraddetta dal Consiglio di Stato. Pertanto la giurisprudenza del Tar di Lecce, così come avvenuto lo scorso febbraio in altre cause analoghe, continua a superare l’esame da parte del Consiglio di Stato. Importante e significativa anche la condanna alle spese di giudizio del Comune appellante. Ancora una volta sono rimasti delusi tutti coloro che si aspettavano una solenne bocciatura di quanto va decidendo il Tar di Lecce sull’incompetenza dei Comuni a valutare l’applicabilità o meno di una legge dello Stato. Queste importanti decisioni non eliminano, comunque, la necessità e l’urgenza di un immediato intervento chiarificatore del governo che metta in sicurezza questo strategico settore economico del paese. Ci stiamo adoperando affinché ciò avvenga non solo nell’interesse delle 30.000 aziende familiari ma anche e soprattutto della nostra comunità nazionale che, oggi più che mai, ha bisogno della balneazione attrezzata italiana».

Sempre da parte delle associazioni di categoria, questo il commento di Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia: «Le nuove sentenze del Consiglio di Stato che ha respinto le richieste di sospensione proposte dal Comune di Lecce avverso le sentenze del Tar Lecce dimostrano validità dell’impianto legislativo della legge 145/2018 con la conferma della scadenza al 31 dicembre 2033 a favore dei concessionari e la non auto-esecutività della direttiva Bolkestein. Ora è necessario rispettare la norma dello Stato e vigileremo per far sì che ciò accada. In un momento critico, in cui si sta lavorando per avviare in sicurezza la stagione 2021, questo nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato è motivo di grande soddisfazione. Continueremo a difendere le imprese balneari da decisioni che, in chiara violazione della legge, continuano a perpetrarsi a danno dei concessionari di beni italiani e a danno dell’intero cluster turistico del paese. Un plauso all’avvocato Lorenzo per questo nuovo risultato che premia la volontà di difendere le imprese pugliesi che Federbalneari Italia sostiene».

Anche i rappresentanti delle forze politiche sono intervenuti sulla pronuncia. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Confermando le decisioni del Tar di Lecce, ancora una volta il Consiglio di Stato restituisce certezze agli imprenditori italiani del settore balenare, minacciati da temerarie decisioni di alcuni sindaci e altrettanto discutibili iniziative di Antitrust e di alcune procure. La stagione turistica già si avvicina tra tanti interrogativi e non ha alcuna logica mettere in discussione il lavoro e il futuro di famiglie e imprese in questo difficile momento storico. La legge nazionale c’è e va rispettata da tutti gli amministratori con la proroga delle concessioni attuali. La decisione del Consiglio di Stato è un ulteriore tassello in tal senso e non può essere messa in discussione da approssimativi amministratori locali. Anche l’Anci prenda nota di quanto accaduto e chiarisca la linea ai sindaci, mentre rinnovo l’appello al governo affinché porti fuori, una volta del tutte, questo settore dall’equivoco dovuto all’applicazione della direttiva Bolkestein».

Infine, questo il commento dell’europarlamentare Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia): «La sentenza del Consiglio di Stato che conferma quella del Tar di Lecce a favore dell’estensione al 2033 delle concessioni balneari fa giustizia di tutte le iniziative intraprese da alcune procure e dall’Antitrust che in questi mesi hanno gettato nuovamente nel panico migliaia di operatori turistici italiani. Ora il governo agisca per applicare senza eccezioni l’estensione al 2033 in tutti i comuni e per negoziare con l’Ue l’esclusione del comparto balneare dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein. Draghi metta sul tavolo la propria credibilità internazionale, Fratelli d’Italia è pronto a sostenerne l’azione».

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