Norme e sentenze

Balneari, Consiglio di Stato respinge richiesta sospensiva sentenze Tar Lecce

Accolte le tesi dei concessionari che si erano opposti alla proroga tecnica di tre anni disposta dal Comune, pretendendo l'estensione al 2033 disposta dalla legge italiana

Con svariate ordinanze depositate ieri, la V sezione del Consiglio di Stato (presidente Severini, relatore Perotti) ha respinto le richieste di sospensione proposte dal Comune di Lecce contro le sentenze del Tar Lecce firmate dal giudice Antonio Pasca in materia di estensione delle concessioni demaniali marittime, confermando la piena efficacia delle statuizioni del tribunale amministrativo salentino. Le ordinanze riguardano gli stabilimenti balneari Lido Pachamama, Lido Pevero, Lido StelMar, Lido Turrisi, Lido Smeraldo, Lido Grancio Rosso e Lido Panta Rei, tutti presenti nelle marine di Lecce e difesi dall’avvocato Danilo Lorenzo, nonché il Lido York di San Cataldo, rappresentato dall’avvocato Bartolo Ravenna, e gli stabilimenti Soleluna, Maluhabay, Pole Pole e Approdo difesi dagli avvocati Fritz Massa, Francesco G. Romano, Francesco Vetrò e Leonardo Maruotti.

Il contenzioso ha avuto origine lo scorso novembre, quando il Comune di Lecce, con deliberazione di giunta n. 342 dell’11 novembre 2020, ha adottato un atto di indirizzo per rigettare le domande di estensione delle concessioni al 2033 in base alla legge italiana n. 145/2018 e per proporre ai concessionari di avvalersi di una proroga tecnica di tre anni. Tutti i concessionari contestarono il diniego espresso sulla richiesta di estensione al 2033 del titolo e comunicavano di non voler accettare la proroga tecnica di tre anni, procedendo alla relativa impugnazione dei provvedimenti di diniego innanzi al competente giudice amministrativo.

Con alcune distinte e innovative sentenze firmate dal presidente Pasca, il Tar Lecce aveva accolto tutti i ricorsi presentati dai concessionari, sostenendo la non applicabilità della direttiva Bolkestein in quanto non auto-esecutiva e la conseguente piena applicabilità della legge 145/2018 e del relativo diritto all’estensione fino al 2033. Avverso tali sentenze il Comune di Lecce aveva proposto appello innanzi al Consiglio di Stato, che con le ordinanze depositate ieri (n. 1981/2021 e seguenti) ha respinto la richiesta di sospensione delle sentenze del Tar Lecce, che pertanto ad oggi sono valide ed esecutive, ritenendo la non sussistenza di un periculum in mora (cioè di un danno grave e irreparabile). La sentenza di merito sarà espressa nelle prossime settimane.

I commenti

Secondo l’avvocato difensore Danilo Lorenzo, quelle del Consiglio di Stato sono «pronunce di enorme validità nell’ambito della materia trattata. Il Consiglio di Stato conferma quanto già sostenuto nelle cause riferite alla questione Castrignano del Capo ma, a mio avviso, rafforza la tutela cautelare nei confronti dei concessionari poiché mentre nel “caso Castrignano” l’amministrazione comunale aveva dapprima concesso la proroga delle concessioni e poi aveva proceduto a un annullamento in autotutela, nel caso del Comune di Lecce la proroga non è mai stata concessa. È evidente che i giudici di Palazzo Spada hanno voluto confermare la validità delle sentenze del Tar Lecce sino alla successiva fase di merito, ritenendo meritevole di tutela l’interesse del concessionario a ottenere una proroga della concessione demaniale nei termini previsti da legislatore nazionale. Ora ci aspettiamo che l’amministrazione comunale proceda al rilascio dell’estensione temporale dei titoli concessori, in esecuzione delle sentenze del Tar Lecce».

Tira un sospiro di sollievo anche Giuseppe Mancarella, presidente di Cna Balneari Puglia a cui aderiscono tutti gli stabilimenti balneari difesi dall’avvocato Lorenzo: «Siamo contenti del risultato ottenuto; le imprese balneari hanno bisogno di certezze soprattutto in una fase difficile come quella attuale, contrassegnata da una profonda crisi economica a causa della pandemia. La stagione estiva è alle porte e dobbiamo procedere all’assunzione del personale e alla preparazione dei nostri stabilimenti balneari per poter accogliere i turisti e i clienti dei nostri lidi. Lavorare con serenità e nel rispetto della legge è quanto chiediamo da sempre».

Mauro Della Valle, presidente della Federazione imprese demaniali Salento aderente a Oasi Italia, che rappresenta gli stabilimenti difesi dagli avvocati Massa e Romano, si rivolge direttamente al sindaco di Lecce: «Salvemini chieda scusa ai cittadini leccesi, di cui ha buttato al vento 100 mila euro, e alle bersagliate famiglie dei balneari. Nonostante la vittoria in Consiglio di Stato, siamo comunque rammaricati: in un tempo difficile e drammatico come questo è ben strano che, nei confronti di imprese e famiglie del territorio, l’amministrazione comunale di Lecce si sia esclusivamente attivata per dividere e ostacolare la ripresa economica penalizzata dalla pandemia. Ora il legislatore si metta al lavoro su una riforma organica del comparto balneare italiano».

Esprime soddisfazione anche il presidente nazionale del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione: «La giurisprudenza del Tar di Lecce sull’applicazione della legge n. 145/2018 non è stata contraddetta dal Consiglio di Stato. Pertanto la giurisprudenza del Tar di Lecce, così come avvenuto lo scorso febbraio in altre cause analoghe, continua a superare l’esame da parte del Consiglio di Stato. Importante e significativa anche la condanna alle spese di giudizio del Comune appellante. Ancora una volta sono rimasti delusi tutti coloro che si aspettavano una solenne bocciatura di quanto va decidendo il Tar di Lecce sull’incompetenza dei Comuni a valutare l’applicabilità o meno di una legge dello Stato. Queste importanti decisioni non eliminano, comunque, la necessità e l’urgenza di un immediato intervento chiarificatore del governo che metta in sicurezza questo strategico settore economico del paese. Ci stiamo adoperando affinché ciò avvenga non solo nell’interesse delle 30.000 aziende familiari ma anche e soprattutto della nostra comunità nazionale che, oggi più che mai, ha bisogno della balneazione attrezzata italiana».

Sempre da parte delle associazioni di categoria, questo il commento di Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia: «Le nuove sentenze del Consiglio di Stato che ha respinto le richieste di sospensione proposte dal Comune di Lecce avverso le sentenze del Tar Lecce dimostrano validità dell’impianto legislativo della legge 145/2018 con la conferma della scadenza al 31 dicembre 2033 a favore dei concessionari e la non auto-esecutività della direttiva Bolkestein. Ora è necessario rispettare la norma dello Stato e vigileremo per far sì che ciò accada. In un momento critico, in cui si sta lavorando per avviare in sicurezza la stagione 2021, questo nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato è motivo di grande soddisfazione. Continueremo a difendere le imprese balneari da decisioni che, in chiara violazione della legge, continuano a perpetrarsi a danno dei concessionari di beni italiani e a danno dell’intero cluster turistico del paese. Un plauso all’avvocato Lorenzo per questo nuovo risultato che premia la volontà di difendere le imprese pugliesi che Federbalneari Italia sostiene».

Anche i rappresentanti delle forze politiche sono intervenuti sulla pronuncia. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Confermando le decisioni del Tar di Lecce, ancora una volta il Consiglio di Stato restituisce certezze agli imprenditori italiani del settore balenare, minacciati da temerarie decisioni di alcuni sindaci e altrettanto discutibili iniziative di Antitrust e di alcune procure. La stagione turistica già si avvicina tra tanti interrogativi e non ha alcuna logica mettere in discussione il lavoro e il futuro di famiglie e imprese in questo difficile momento storico. La legge nazionale c’è e va rispettata da tutti gli amministratori con la proroga delle concessioni attuali. La decisione del Consiglio di Stato è un ulteriore tassello in tal senso e non può essere messa in discussione da approssimativi amministratori locali. Anche l’Anci prenda nota di quanto accaduto e chiarisca la linea ai sindaci, mentre rinnovo l’appello al governo affinché porti fuori, una volta del tutte, questo settore dall’equivoco dovuto all’applicazione della direttiva Bolkestein».

Infine, questo il commento dell’europarlamentare Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia): «La sentenza del Consiglio di Stato che conferma quella del Tar di Lecce a favore dell’estensione al 2033 delle concessioni balneari fa giustizia di tutte le iniziative intraprese da alcune procure e dall’Antitrust che in questi mesi hanno gettato nuovamente nel panico migliaia di operatori turistici italiani. Ora il governo agisca per applicare senza eccezioni l’estensione al 2033 in tutti i comuni e per negoziare con l’Ue l’esclusione del comparto balneare dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein. Draghi metta sul tavolo la propria credibilità internazionale, Fratelli d’Italia è pronto a sostenerne l’azione».

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    Avv. Lucano says:

    Bene Fidanza e Gasparri, mettere in sicurezza l’estensione da qualsiasi attacco giuridico improprio su una legge italiana pienamente in vigore e che non viola alcun principio europeo sia nella forma che nella sostanza. La soluzione delle aste senza un riordino della materia che tuteli gli attuali concessionari è inconcepibile con la storia è la gestione del comparto balneare italiano, e fino a che non sarà fatto, nessun amministratore può negare di estendere al 2033 su una materia di competenza statale, la direttiva servizi non va applicata a questi imprenditori, c’è un palese legittimo affidamento (principio riconosciuto dalla corte di giustizia, che non ha mai detto che gli attuali gestori debbono andare a casa, ma che si deve valutare caso per caso e tener conto anche se c’è di un interesse nazionale alla stabilità dei rapporti giuridici) che si è consolidato molto ma molto prima del 2006. L’Europa deve prenderne atto , non può stravolgere le coste italiane togliendo il lavoro a 30.000 micro imprese italiane a carattere familiare. Non c’è lo potevamo permettere prima , certamente non possiamo permettercelo adesso in piena pandemia . Difendere quel poco di buono che abbiamo nel nostro paese deve essere un obbiettivo che deve accomunare tutti. Le aste porteranno ad un aumento dei prezzi per l’avventore finale , ad una incertezza giuridica sui rapporti economici, ad una ricerca di massimizzazione del profitto vista l’impresa a tempo, nessun aumento di spiagge libera come vogliono far credere, e infine alla perdita dell’unico sostentamento economico per tantissime storiche famiglie di imprenditori ( piccoli non multinazionali o speculatori da strapazzo, la vera eccellenza dell’imprenditoria italiana)

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      a me accomuna l’idea di poter partecipare alla possibilità di fare profitto attraverso un bene pubblico per un tempo determinato..come già scritto sono felice che l’Avv. Lucano riconosca la condizione di privilegio dei balneari quale criterio, a suo dire, per invocare il legittimo affidamento. io trovo la stessa costruzione del pensiero: privilegio consolidato=legittimo affidamento come ignobile ma ovviamente sarà perchè mi trovo dall’altra parte. se si trattasse di altro contesto però immagino che altri proverebbero schifo per cui chi non è d’accordo lo invito a votare o a farsi sentire per legittimare le aste: protocollo.agcm@pec.agcm.it

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        Avv. Lucano says:

        La mia non è una opinione , il principio del legittimo affidamento è pienamente riconosciuto dalla corte di giustizia europea. Le cito la corte “ una situazione di vantaggio , assicurata ad un privato da un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa, non può essere successivamente rimossa , salvo che non sia strettamente necessario per l’interesse pubblico e fermo in ogni caso indennizzo della posizione acquisita” quindi la valorizzazione del principio porta a concludere che nell’ordinamento europeo , i principi della primizia del diritto comunitario e della legalità formale non assumono valore assoluto e incomprimibile , dette esigenze possono cedere difronte al valore della stabilità dei rapporti giuridici determinato l’intangibilità di un provvedimento attributivo di un vantaggio , nonostante la sue illegittimità, quando questo abbia assicurato un vantaggio ad un soggetto che in buona fede , e grazie al decorso del tempo , confida legittimamente nella sua stabilità. ( dott. Caringella) . Ora che un balneare che ad esempio ha ricevuto concessione nel 1970 non si trovi in una posizione del genere e debba lasciare per una direttiva del 2006 non autoesecutiva ( lo dice nel 2012 il consiglio di Stato) mi sembra un po’ folle , non crede ?

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    Il coraggio di un Giudice come il Presidente Antonio Pasca, andrebbe premiato, personalmente e con molta modestia, lo farei Santo! Grande merito va a tutti gli avvocati che si sono prodigati con la loro ineccepibile professionalità, per il rispetto e l’applicazione della vera Giustizia!

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      Avv.Suck buongiorno.In questi giorni e sotto ai miei occhi(vivo a pochi metri dalla spiaggia)un bagnino ha “venduto” lo stabilimento così che si è aggiunto un altro alla lista di quelli che devono ancora ammortizzare.Devono proprio essere sicuri del sistema blindato che li protegge e del fatto di essere lì per diritto dinastico.Come è possibile che questo sia concesso da quello Stato di Diritto nel quale io mi affido e ho sempre creduto e rispettato?

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        Creduto e rispettato???in Italia ci sono ingiustizie da sempre….. eppure lei crede in questo stato???la verità è che lei come altri vuole approfittare di questa direttiva farlocca e basta. E non gliene frega nulla della lotta alle ingiustizie anzi vuole approfittarne

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          Avv. Lucano says:

          Io invece invertirei la questione , ma siamo sicuri che quello che dice la direttiva è giusto per questo stato di diritto? Perché vede signora ogni tanto le leggi vengono scritte male , sono ingiuste e non tengono conto di tanti aspetti che non possono essere trascurati. In questo caso parliamo di una direttiva europea molto lacunosa , generalista e sconnessa da qualsiasi situazione giuridica interna preesistente alla sua approvazione. Lede consapevolmente il diritto al lavoro di molte persone e il legittimo affidamento allo stesso, crea disparità tra Stati , problemi sociali ed espone le nostre aziende ad attacchi esterni di speculari senza scrupoli che porteranno la ricchezza altrove, perché le piaccia o no alle aste può partecipare chiunque e voi lo sapete . Non so se comprende .

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        Ne prenda uno pure lei, se è brava, tra qualche anno, potrà realizzare più di quanto ha speso, se non è brava ci rimetterà, semplice no? . Cosa c’è di più giusto ed equo di questo?

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        Nikolaus Suck says:

        Ilaria l’azienda può essere tranquillamente venduta, la concessione così come è fa parte dei cespiti aziendali, ma non è affatto detto che un nuovo operatore che ha comprato nella attuale situazione che ben poteva e doveva conoscere a proprio rischio e pericolo vada per forza “indennizzato”. Credo anch’io nello stato di diritto, nei principi e nel diritto positivo.

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        Gentile Ilaria dato che dice di conoscere i dettagli della direttiva Bolkestein e vive a pochi metri dalla spiaggia ha verificato se la sua casa sarà oggetto delle aste previste dalla direttiva?

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      Renzo vada a leggere le parole del Giudice Pasca riportate in un mio commento di ieri e pubblicate in articolo precedente di questo portale.Poi, se vuole, dica se le condivide così lo segnaliamo al Papa per la beatificazione.Firmo anche io.

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    Nikolaus Suck says:

    La solita confusione. Non sono “sentenze che confermano le decisioni del TAR Lecce”, solo ordinanze cautelari che non dicono e non anticipano nulla nel merito. Poi pensatela come volete.

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      Suck, dovrà investire in qualche altro settore, la chimera delle spiagge di Roma, regalate, le sfuggiranno purtroppo

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        Nikolaus Suck says:

        Andrea ho già investito nella mia attività e professione da cui ricavo le mie soddisfazioni senza nemmeno sfruttare risorse pubbliche a pochi soldi pensi un pò.

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    Si Carlo,io ho sempre creduto nel diritto e l’ho sempre rispettato!Che in Italia ci siano ingiustizie da sempre è vero e il sistema balneare può aspirare ai gradini più alti del podio.

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    Paladina della giustizia tra i poveri…guai a toccare i ricchi e forti(ripeto il 10% guadagna…. il resto sopravvive ma ormai ha rinunciato a studi e investimenti… mettendoli tutti nello stabilimento) ma a lei che frega se poi in molti si toglieranno la vita o faranno anche peggio???molti dovrebbero vergognarsi di fomentare la gente su falsi presupposti…

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    Il diritto che pretendete di vantare ha un nome:usucapione.Perché se non si arriva ai bandi questo è quanto vi verrà concesso.Alla faccia della giustizia.

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      In un mese da casalinga a laureata in giurisprudenza. Peccato che il suolo resterebbe demaniale. E peccato che l’azienda è dell’imprenditore. Quindi l’unica differenza è che adesso anche Lucia pretendete un diritto sulla base di una direttiva non chiara che nessuno ha applicato. Fatevi le vostre guerre non dietro la bolkestein e forse qualcuno potrà darci ragione ma così no. La vs fortuna è il disinteresse perché se l’Italia avesse seguito la Spagna oggi tu diario e Lucia vi attacchereste al tram perché a voi piace mangiare gratis al ristorante

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    A differenza di quello che si legge in calce all’articolo, non si tratta di una sentenza ma di un’ordinanza che respinge una mera istanza cautelare. Non c’é alcuna decisione sul merito. Mi sfugge davvero quale sia il presupposto logico/giuridico dal quale ricavare la “conferma” della sentenza del TAR. Aspetto delucidazioni.

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    Poveri illusi , stiamo organizzando una campagna di informazione per far sapere a tutti che le aste saranno realtà , ormai è finita !

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    Philip Drummond says:

    …and introducing Lucia as herself.
    State assumendo toni piu’ sarcastici e meno melodrammatici…molto bene!

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    Tutela imprese says:

    Quello che accomuna chi vuole prendersi un azienda altri è il comune senso di invidia. Loro non lo ammetteranno ma è così. Mi chiedo ma quando questo gente ha avuto la lungimiranza di scommettere su un bene pubblico voi o i vostri antenati dove eravate? Per il sol fatto di aver avuto il coraggio di provarci ad investire e tramandare questo nobile lavoro ai propri figli lo Stato non solo dovrebbe riconoscere quanto fatto ma dovrebbe ringraziare sta gente per il contributo allo sviluppo economico e turistico del paese. Ora pretendere che un bagno storico , creato da un imprenditorie lungimirante a suo tempo possa passare di mano non per sua volontà voi come lo chiamereste?? Concorrenza legittima, chi ha visto i propri genitori o nonni fare tutta la vita per quel lavoro dosa dovrebbe dirvi ? Venite e prendetene tutti , questo dopo tutto è anche vostro , vi siete sforzati tantissimo per averlo , anzi lo prendete bello è pronto. Quanto vale il lavoro di una vita? Quantificatemelo in un indennizzo? Abbiate la decenza di riflettere e non lanciare slogan a vuoto. Ci può essere tutto il diritto positivo ed europeo di questo mando ma la dignità nel chiedere una cosa del genere e bella persa da tempo. Le imprese createvele con le vostre idee non togliendo quelle degli altri.

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      Tutela imprese, per una volta devo difendere Suck, Mistral e Ilaria, semplicemente perché loro non sanno, se ci avessero provato, non staremmo qui a perdere tempo!

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      Un bel discorso Tutela Imprese, però sono parole sprecate in questo caso, lei si sta rivolgendo a persone che se la vedono a terra per un malore si avvicinano solo per prenderle il portafoglio, per capirci

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    Abbia pazienza ma io sono nato che già c’erano i bagni quindi per i migliori non potevo fare nulla per far vedere la mia volontà poi sono cresciuto ma non al mare e l’albo pretorio al mare non ho mai fatto in tempo a leggerlo per presentare l’istanza concorrente per nuove concessioni ma ora…ora monitora la rete, mi aggiorno e contesto il rinnovo attraverso ogni strumento perché fa SCHIFO che solo i figli dei balneari possano fare i balneari alle condizioni di vantaggio, scriverebbe l’Avv. Lucano, dei balneari. A suo tempo vi hanno tolto il legittimo affidamento e con arroganza eravate convinti che tanto nulla sarebbe cambiato ma sicuramente, magari più tardi di quello che spero, le aste saranno realtà.

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      Se esiste una giustizia europea né io né tu saremo vivi quando verranno applicate in Italia le aste grazie alla bolkestein. Ma siccome dietro c’è qualcosa che puzza sta storia può avvantaggiare altri ma dubito che tu riesca a vincere una concessione nel litorale romano. L’unico modo è sperare che la bolkestein vada avanti e provare a fare un’offerta. Ma sei troppo strafottente e prima o poi un tuo competitor ti metterà i bastoni tra le ruote e non avrai speranza

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      Avv. lucano says:

      Il legittimo affidamento no si toglie o c’è o non c’è , è un principio generale che comporta la valutazione della situazione di fatto posta in essere per queste imprese. Se c’è scadenza ma l’impresa è sempre stata riassegnata nonostante tutto la legittima pretesta in buona fede sussiste eccome . Non lo dico io lo dice la corte che vi appoggia .

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        Nikolaus Suck says:

        No quella corte dice che l’affidamento deve riguardare e può formarsi solo su “una situazione di vantaggio assicurata da un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa”, quindi un preciso effetto giuridico che si sia già prodotto. Non un effetto analogo, possibile ed eventuale in futuro. In parole povere può riguardare la legittimità delle proroghe amministrative già disposte (che non è manco in discussione), non certo che queste saranno certamente riottenute, e tutto meno cge la concessione duri o sarebbe durata per sempre, perché questo va proprio al di là del diritto positivo. Strano doverlo (nuovamente) precisare.

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          Avv.Lucano says:

          e perchè mai una proroga assegnata ripetutamente nel tempo in base a determinati parametri valutativi non può essere considerata un atto specifico e concreto di legittimo affidamento, certamente non potevano assegnare la concessione a vita come dice lei , ma di fatto hanno fatto ingenerare nel privato ( in buona fede) con atti concreti la riassegnazione automatica se determinati parametri venivano osservati. Ora il diritto positivo non viene stravolto se il diritto di insistenza, sacrosanto a mio parere, viene riassegnato( vista abrogazione) a queste imprese. la situazione è irrisolvibile , c’è un azienda privata che insiste su un bene pubblico, le aste non sono la soluzione, fanno solo del male.

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            Nikolaus Suck says:

            Ammesso e non concesso che possa essere così, quello non è un “legittimo affidamento” né tecnicamente (visto che parliamo di nozioni ed istituti precisi), né approssimativamente. Potrebbe, al più e forse, trattarsi di una mera aspettativa di fatto, che però non è giuridicamente tutelata.
            Il “sacrosanto” (daje) diritto di insistenza pure non era assoluto ma configurato solo come preferenza a parità di condizioni (quindi superato da offerte migliori, già allora), e sempre salvo l’interesse pubblico.
            E sto fatto della “azienda privata che insiste sul bene pubblico” non solo non vuol dire niente ma anzi “prova troppo”.

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    Tutela imprese,non faccia la romanzina a nessuno.Quale invidia?Quale furto?Gli imprenditori lungimiranti che sanno di insistere su un bene collettivo devono averlo sempre ben impresso nella testa.Io non invidio niente,non aspiro a diventare imprenditrice balneare e tanto meno devo “sistemare” il figliolo che si è sistemato da solo con impegno e senza sfruttare un bene pubblico sicuro di mantenerlo in eterno.Mio marito è andato in pensione con 44 anni di contributi versati.Quando iniziò a lavorare aveva un patto ben preciso con lo Stato:al termine dei versamenti dovuti andrai in pensione con il sistema retributivo!Ma dopo circa 40 anni è stata necessaria una pesante riforma pensionistica.Si andrà inpensionepiù tardi e con il sistema contributivo con un grosso taglio all’assegno.Diritti acquisiti in 40 anni spazzati via e senza nessuna proroga e l’amaro boccone ingoiato da mio marito e da milioni di italiani.Fate il paragone con quanto esigete voi da una riforma necessaria. Non mirate ad altrocheall’usucapione del Patrimonio Pubblico e poi dite se vi ritenete o no dei gran privilegiati ai quali sono state concesse proroghe pluridecennali per organizzarvi e prepararvi nel migliore dei modi a competere.Povere vittime sacrificali!!!!!Avete USUCAPITOle “vostre” spiagge e ve le vogliono rubare!!!!!

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      Avv. lucano says:

      Capisco perfettamente il suo punto di vista , ma queste imprese non hanno ricevuto a suo tempo un servizio , se lo sono fatte da sole e con le proprie forze. Se lo Stato avesse assegnato un servizio completo allora si , la concorrenza avrebbe senso. Ma in questo caso no , è ingiusta e non tiene conto di quanto fatto da queste imprese. Non possono essere sostituite per dei principi totalmente sconnessi dalla realtà fattuale e dalla storia economica e giuridica che ha contraddistinto il comparto .

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    Rimettere in discussione la propria vita e rivedere i piani è successo a tanti e succederà tanto anche in futuro.Ma voi avete una carta da giocare che è quella di poter competere con l’esperienza e la conoscenza del settore che vi aiuterà tanto.Agli altri è stato detto:così è e arrivederci.E invece di dire solo No Aste organizzatevi per riuscire ad ottenere quell’indennizzo che arrivo a dirvi che è anche giusto(ma no scontato)IN CASOdi perdita della concessione.Andate a rileggere le parole di Pasca pubblicate in un articolo di questo portale qualche settimana faLe ho riscritte in un altro commento chiedendo cosa ne pensate:silenzio di tomba!Mi dite cosa c’è di poco dignitoso in quello che dico?Perché sarei mascalzona,ladra,approfittatrice chi più insulti più ne metta?

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      Ilaria buongiorno. Perché lei (diario ha già detto che a lui non frega nulla di nulla) non ammette che non è la bolkestein lo strumento giusto perché se così fosse dovrebbe vedersi quello fatto in Spagna??se così fosse io la capirei. Invece tutti voi vi attaccate alla bolkestein che è stata applicata in modo difforme e questo è ciò che vi delegittima. Per esempio: se l’europea avesse emesso una direttiva che obbliga i farmacisti a lasciare il monopolio ( perché sa benissimo che non si possono aprire farmacie come fossero bar) ad altri a gara facendo sì che quella farmacia che nella piazza più centrale del paese possa passare ad altri farmacisti europei, e supponiamo che lei avesse una farmacia. E supponiamo che infine solo in Italia ci fosse questa applicazione ma non in altri stati o magari con una proroga di 75 anni, lei come farmacista cosa direbbe??ecco le dico che mentre noi dobbiamo combattere con la bolkestein le farmacie non le tocca nessuno. La bolkestein non è una norma applicata equamente quindi dovete puntare ad altri strumenti e ammetto che la stortura è esistente. Ma rispetto alle altre storture questa è una che avrebbe ripercussioni pesanti, mentre il farmacista ed altri non vengono mai messi in discussione

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    Avv.Suck,buongiorno.Scusi se la importuno con domande terra terra.Volevo chiederLe secondo LEi quando si arriverà a discutere questa benedetta riforma il ministro o la ministra della Giustizia avrà un ruolo importante nella stesura?Grazie!

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      Nikolaus Suck says:

      Buongiorno Ilaria, no non credo che il Ministro della Giustizia avrà un particolare ruolo o voce in capitolo, secondo me questa è più materia da vedere tra attività produttive, turismo, demanio ed economia e finanze.

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    Urgente e non più differibile necessità di una norma nazionale di riordino della materia con previsione di indennizzo in favore del concessionario uscente al fine di garantire uniformità delle regole per l’espletamento delle gare, dei requisiti di partecipazione, dei criteri di aggiudicazione.Per ripristinare il rispetto delle regole e il corretto adempimento degli obblighi derivanti dalle norme dell’Unione Europea per porre fine alla situazione caotica.Senza trascurare chel’ipotesi dell’apertura di procedura di infrazione nei confronti del nostro paese risulta altamente probabile.Giudice Pasca.Rinnovo l’invito a commentare questo!

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        Carlo,ma ha capito che sono testuali parole del tanto da voi amato Giudice Pasca?Quello che volete farlo Santo subito?

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          Nessuno nega che sia necessario un riordino l’ho sempre sostenuto. A differenza sua io ho sempre ammesso la stortura della situazione…non deve dirmelo Pasca

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            Ma qui Pasca dice le stesse cose che dico io: criteri per le gare e eventuale indennizzo per i concessionari uscenti.Mi sembra di capire che le gare le considera un punto fermo o no? E dice anche che bisognerebbe adeguarsi alla normativa europea.Non è una sentenza ma il messaggio è chiaro.

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    Inviterei tutti, concessionari compresi, a non “trascendere”, farò anch’io uno sforzo! Potremmo continuare il dibattito, rimanendo nel “solco” dell’ordine del giorno: RICORSO IN APPELLO DA PARTE DEL COMUNE DI LECCE RIGETTATO DAL CONSIGLIO DI STATO
    Suck, Diario e Ilaria, pur non avendo ancora letto le motivazioni della sentenza, consapevoli che la vicenda non è definitivamente chiusa, non vi sorge il dubbio che le vostre “teorie” possono non essere del tutto corrette? I vostri discorsi potevano essere ancora discutibili, dopo la sentenza del TAR di Lecce, ora però, a seguito conferma del CDS, non ritenete che anche i concessionari possano avere le loro ragioni? Non sarebbe meglio, quanto meno riflettere? Non accettare le sentenze, significherebbe farci giustizia da soli !!!

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      Avv. lucano says:

      Non faccia confusione non è una sentenza ma un ordinanza che definisce una questione cautelare e non di merito, anche se molto significativa perché non vede per il comune nessun danno nelle sue richieste in attesa della decisione finale e lo condanna alle spese. Quindi se non c’è danno e non c’è normativa che permette di fare proroghe tecniche intravedo solo una conferma dell’estensione in attesa di seria riforma che tuteli concessionari e gli riconosca un affidamento legittimo. Altra strada, la più ovvia , togliere dalla direttiva servizi questo comparto di imprese perché non compatibile con la gestione fatta dalla stato italiano per decenni.

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    Grazie avv. Lucano per il suo chiarimento, la sostanza però cambia poco, le concessioni, nell’attesa di un “chiarimento” con l’Unione europea (le leggi italiane sono sin troppo chiare!) non potranno essere revocate. Giusto?

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    Avv. lucano says:

    Non è esattamente così , bisogna attendere l’esito nel merito della causa. Quanto fatto fino ad oggi ci fa ben sperare sulla non applicazione diretta della direttiva. So solo che il legislatore deve chiarire questa storia con l’Europa e rassicurare se non obbligare i funzionari dubbiosi ad estendere (tipo Sardegna) . Serve certezza alle imprese, le aziende dei concessionari insistono su beni pubblici, le due cose non possono dividersi , dovevano pensarci prima . Ora le aste sul nuovo e su chi vuole andare via e lascia vanno bene , ma l’obbligo di asta a tutti quando insiste un azienda non ha senso. Stiamo parlando di aziende tutt’ora oggetto di contrattazione di vendita tra privati , cosa perfettamente lecita. L’indennizzo semmai ci sarà, dovrà essere molto ma molto corposo . Ma non vedo aste all’orizzonte.

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    Ilaria, ripeto, chiunque capisce che è un privilegio. Ma se si vede alla bolkestein è giusto valutare come siano State applicate in Europa. Cmq Pasca come giudice deve confrontare le norme esistenti e nel farlo ha detto che la bolkestein non è esecutiva quindi ad oggi prevale la 145/18

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      Avv. lucano says:

      Pasca è un giudice e non un politico , ha palesato una via di uscita momentanea giuridicamente valida e facilmente applicabile e opportuna , adesso sta alla politica prendere la strada giusta e escludere le aste su beni pubblici su cui insistono imprese private.

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    Invece secondo me Pasca con queste parole ha palesato una via di fuga giuridicamente valida,facilmente applicabile e opportuna.Che debba essere momentanea non capisco perché.Ha detto chiaramente che è necessario allinearsi alla normativa europea,di organizzare i bandi pubblici prevedendo (forse) un indennizzo.Questa sarebbe la strada giusta….e poi l’Avv.Lucano é sicuro del fatto che SEci sarà indennizzo sarà molto ma molto corposo.Siete in una botte di ferro!

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      Avv. Lucano says:

      Ma cosa dovrebbe dire secondo lei un giudice se c’è una direttiva che fissa dei principi inattuabili , chiaro che afferma che ci si debba riallineare al diritto positivo, pasca ha stimolato il legislatore a riordinare la materia e a parlare con l’Europa sa perfettamente che la vera partita è quella . Il fatto è che la direttiva e l’applicazione dei principi di concorrenza non vanno bene al comparto balneare perché inconciliabili con la gestione di queste aziende fatta in Italia, si è generato un affidamento legittimo e un diritto di insistenza sacrosanto ( cancellato quest’ultimo per scelleratezza e incompetenza politica) , soprattutto se la gestione persiste da 50 anni. I giudici interpretano e applicano le leggi, il parlamento italiano ed europeo hanno il compito di modificare le norme ingiuste come questa ( e in Europa sono tante , generano danni e porteranno alla sua auto implosione a al dilagare di forze politiche nazionaliste) che comportano solo problemi economici e non benefici per la collettività ( ho già spiegato perché tantissime volte) . Distingua le due cose signora.

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        Nikolaus Suck says:

        Che tecnicamente non ci sia nessun “legittimo affidamento”, proprio in base alla precisa nozione di cui alla giurisprudenza da lui citata, abbiamo provato a spiegarlo. Che il “diritto di insistenza” fosse una mera preferenza solo a parità di condizioni e salvo l’interesse pubblico, pure. Ma per “Avv. Lucano” la cui identità resta (legittimamente) ignota continua ad essere tutto assolutamente “sacrosanto”. Amen.
        Azzardo un’ipotesi. Se non è un balneare, è un prete.

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    È crollato il mito del Giudice Pasca,si ricomincia con la Spagna che lo sanno anche i sassi ormai come sono andate le cose (esproprio e qui volete sdemanializzare o usucapire).E poi la Croazia,la Grecia, la Francia che anche qui sappiamo bene che godono di lunghe proroghe ma hanno accettato le gare.E poi le multinazionali,i grandi gruppi,gli stranieri e anche questa realtà esiste già creata anche da voi.Ma voi capite solo quello che vi fa comodo……come le parole del Giudice Pasca che non avevate proprio capito!

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    Ringraziamo Ilaria che depositaria della parola di Pasca. Finiscila. Tu fai un passo avanti e tre indietro. Innanzitutto gli operatori di montagna sono proprietari il che vuol dire che hanno un termine di rientro infinito. L’operatore balneare o ambulante no. Punto. E se l’Italia accettasse la bolkestein con le medesime condizioni della Spagna tu Ilaria avresti da ridire….ma come cittadino europeo perché non hai dimostrato la stessa arroganza con gli spagnoli???e vai a studiare come hanno occupato abusivamente le coste spagnole onde poi ottenerne il riconoscimento giuridico…e poi visto che a te piace cogliere solo quello che tu pare…..in Portogallo e in Croazia dove hanno goduto di lunghe proroghe non ci sono stati espropri…..la verità è che le giuste rimostranze espresse da avvocati esperti come suck sono strumentalizzate da gente come te e diario a vs piacimento….

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      Ma è quello che ho sempre detto Carlo,in Croazia e Portogallo hanno accettato di andare a gara pubblica e hanno ottenuto proroghe considerevoli.L’Europa chiede che si facciano i bandi su un bene collettivo….tutto qua!Poi L’Italia come gli altri Stati deciderà autonomamente il resto.

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