Norme e sentenze

“Comune estenda concessioni balneari al 2033”: fioccano le sentenze del Tar Lecce

Emesse 6 nuove pronunce del giudice Pasca a favore dei concessionari che avevano fatto ricorso contro il niet del sindaco Salvemini

Il Tar Puglia ha accolto i ricorsi di altri sei concessionari balneari che si erano opposti alla decisione del Comune di Lecce di non applicare l’estensione al 2033 e di introdurre al suo posto una proroga tecnica di tre anni. Le nuove pronunce firmate dal presidente del tribunale amministrativo Antonio Pasca – le numero 155, 156, 160, 161, 164 e 165 del 1° febbraio 2021 – si sommano alle cinque storiche sentenze emesse lo scorso 15 gennaio: ribadendo il medesimo ragionamento articolato in oltre trenta pagine, il giudice ha sottolineato che un’amministrazione comunale non può disapplicare la legge italiana attualmente in vigore sulle concessioni demaniali marittime (ovvero la 145/2018 che prolunga la validità dei titoli fino al 2033), nemmeno se questa è ritenuta in contrasto con il diritto europeo che impedirebbe i rinnovi automatici delle concessioni. La direttiva europea Bolkestein, ricorda infatti il Tar di Lecce, non è autoapplicativa: pertanto, finché non ci sarà una normativa nazionale che ne disciplinerà il recepimento, un singolo Comune non può arrogarsi il diritto di disapplicare una legge italiana e di applicare i principi comunitari.

Il testo delle sentenze

Questo il passaggio più significativo delle sei sentenze gemelle: «Il provvedimento dell’amministrazione leccese è illegittimo perché in palese violazione della legge nazionale 145/2018, ovvero l’unica normativa che possa applicarsi nella specie, attesa la prevalenza della legge nazionale sulla direttiva Bolkestein, che non è self-executing e pertanto non è suscettibile di diretta e immediata applicazione per difetto dei presupposti, necessitando di apposita normativa nazionale attuativa e di riordino del settore e traducendosi in tal modo la cosiddetta disapplicazione in evidente mera violazione della legge (disapplicazione in senso assoluto). Né può avere rilevanza in senso contrario la palese violazione da parte dello Stato italiano degli obblighi derivanti dalla sua adesione al Trattato Ue, atteso che la fattispecie in esame attiene al rapporto Stato/cittadino, diverso e parallelo rispetto al rapporto Stato/Unione europea Da quanto sopra discende l’illegittimità degli impugnati provvedimenti sia con riferimento al diniego della proroga ex lege, sia con riferimento alla cd. proroga tecnica condizionata, dovendosi conseguentemente dichiarare il diritto della parte ricorrente di conseguire la proroga del titolo concessorio in essere per la durata prevista dalla legge nazionale n. 145/2018, ovvero fino al 31/12/2033, atteso che il diritto alla proroga risulta direttamente sancito dall’art. 1 commi 682 ss della legge 145/2018“ (Tar Lecce 1321/2020)».

Il Comune annuncia ricorso. Della Valle: “Soldi sprecati”

Come per le precedenti cinque sentenze, il Comune di Lecce ha annunciato che si opporrà anche a queste sei nuove pronunce attraverso un appello in Consiglio di Stato. Ma Mauro Della Valle, presidente della Federazione Imprese Demaniali, invita a riflettere: «Siamo arrivati a 11 sentenze del Tar che ribadiscono l’applicabilità del differimento al 2033 delle concessioni demaniali marittime vigenti, per circa 10 mila euro di spese per le casse comunali, e siamo in attesa di altre sentenze che probabilmente confermeranno la legittimità della legge 145/2018. Avremmo potuto investire i nostri soldi in servizi balneari a favore di tutta la comunità leccese, invece di veicolare tali somme negli studi legali e in contributi verso il Tar. Avremmo per esempio acquistato una moto d’acqua a supporto dell’attività di vigilanza e salvataggio della Guardia costiera con sede a San Cataldo; oppure provvedere a sostenere i costi per il servizio salvataggio verso le spiagge libere, dove anni fa si sono verificati degli annegamenti. Purtroppo, invece, da questa guerra inutile il territorio e la comunità leccese saranno gli unici a rimetterci, naturalmente per spreco di denaro pubblico e risorse economiche di imprese balneari che si sarebbero potute investire in servizi per tutti».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Dispiace leggere che il rappresentante della Federazione delle imprese demaniali non abbia sentito il bisogno di comprare una moto d’acqua per migliorare la sicurezza del litorale o evitare gli annegamenti con più presenza prima di ora…vista la sensibilità dimostrata dal rappresentante fino ad oggi è giusto non aspettare oltre e andare a bando così che il comune possa inserire la sicurezza come criterio senza lasciarla alla tardiva e purtroppo mai scontata benevolenza della categoria.

    • MYLON TYNDELL says:

      Diario
      Il discorso della moto ad acqua non è così semplice da proporre
      Non tanto per un fatto di costi ma quanto di assistenti al salvamento abilitati tramite patente nautica all’uso della moto ad acqua
      Ti assicuro che ad oggi non ho mai avuto sul curriculum di nessun assistente al salvamento tra le certificazioni il possesso di tale requisito
      Certo si è rimasti all’antico pattino che è
      ancora valido, posso dire per mia esperienza che la maggior parte degli annegamenti in mare accade perché molti ignorano l’ABC della sicurezza ,in primis non fare il bagno con il mare mosso e molte volte il bagnino di salvataggio dello stabilimento butta pure un occhio alla vicina spiaggia libera perché rientra nei suoi metri di fronte mare oppure perché non c’è assistenza poiché alcuni comuni non avendo soldi non riescono a gestire il salvamento in tali zone

    • DIARIO, i tuoi soliti “ARGOMENTI” INIZIANO A STANCARE, invito i dirigenti di MONDOBALNEARE a non publicare gli inutili e ridicoli commenti, se non altro, per difendere il prestigio di questa testata!

  2. Sarà la futura tesi della giurisprudenza amministrativa anche del Consiglio di Stato che non può non tenere conto della volontà politica espressa da una legge ordinaria , da una coerenza logica e giuridica all estensione e sprona il governo ad una riforma organica del demanio senza lasciare momentaneamente nell’ ‘incertezza gli imprenditori.

    • Mi spiace contraddirti… vorrei sottolineare che in Italia non esiste soltanto il tar di Lecce nella persona del giudice Pasca… Salerno (due pronunce ) e Venezia (una) hanno già disapplicato la L. 145/2018 uniformandosi all’orientamento espresso dal consiglio di stato nella famosa sentenza del dicembre 2019. Le sentenze del giudice pasca saranno ben presto riformate dal consiglio di stato e nel frattempo bisognerà vedere cosa dirà il tar Toscana sul ricorso dell’Antitrust (le cui motivazioni ostative all’applicabilità della proroga sono state peraltro condivise dal tar Salerno) contro il comune di piombino. Non credo proprio che il settore turistico ricreativo possa dormire sonni tranquilli adagiandosi sulle pronunce di Pasca.

      • A rimini le abbiamo ritirate in settimana tutti e tutte al 2033!!!! Comunque DIARIO e Andrea se proprio vogliono fare i bagnini se vogliono li assumo io …..

        • Purtroppo Luca non ti è chiaro che se la consulta, quindi non la politica, dichiara illegittima la proroga il tuo pezzo di carta è valido quanto una banconota falsa e se dovessi farti fare dei finanziamenti sulla base dell’estensione come molti tuoi colleghi stanno pensando di fare per allungare i tempi della concessione poi chi subentra non è tenuto a rilevare il finanziamento e peraltro è stata bocciata la legge del Veneto che prevedeva un indennizzo quindi ti consiglierei di aspettare a strappare lo champagne ?

        • Ma tu sei davvero convinto che avrai la concessione fino al 2033?
          Hahahahaha ma tu non stai bene !credi alle favole secondo me !
          Ma hai idea almeno delle istituzioni che avete contro (giustamente) ? Se arrivi a marzo di quest’anno è tanto !
          Il capolinea è vicino !

  3. Non saranno i giudici di certo a cancellare una categoria produttiva e strategica per il nostro paese, il fatto che si prenda sotto gamba una valutazione più approfondita della materia guardando regole illogiche e faziose solo perché pronunciate da una corte europea e scritte in una direttiva. Il discorso è uguale a quello fatto per Alitalia per i cobas per ilva e per le altre 50 procedure di infrazione europea . Le incompatibilità tra normativa europea e diritto italiano sono una logica conseguenza della difficoltà di coordinamento normativo tra le diverse realtà europee. Che ci sia una supremazia del diritto europeo non significa che ogni norma o principio fissato sia giusto e nn possa essere oggetto di verifica e rimodulazione. Esempio più lampante è il cambio della politica monetaria dall avvento della pandemia , via austerity e politica espansiva o saltava tutto. Qualcuno adesso ha capito che nn ogni dogma europeo è giusto anzi in alcuni casi è nocivo e irrispettoso. Se così fosse la politica già tanti anni fa avrebbe fatto aste fregandosene di tutto e tutti.

  4. Infatti non verrà cancellata ,chi lo ha mai detto questo ? con le gare le concessioni continueranno a esserci , non c’è scritto da nessuna parte che devono chiudere e che si stanno cancellando gli stabilimenti o che non ci sarà più lavoro perché resterà tutto aperto e funzionante , può darsi che cambi qualche gestione ma niente di che il resto rimane tutto uguale! E non ci sarà nessuna crisi ne verrà cancellato nulla , anzi verrà migliorato ! I balneari attuali sono stati avvisati dal 2005 che sarebbe andato tutto a bando quindi sono stati avvisati in tempo !
    Saluti

  5. Scusate l’intervento poco inerente , ma pur sempre in tema. Questa nuova legge sulla proroga delle concessioni prevede un aumento abnorme del canone, che penalizza soprattutto chi non fa uso della concessione a fine commerciale! Qualcuno può darmi notizie più chiare in proposito? Grazie

  6. Nikolaus Suck says:

    Quel che sfugge al dottore ragionamento del TAR Lecce e del suo Presidente è 1) che disapplicazione di una norma nazionale ed effetto diretto di una direttiva sekf executing non corrispondono e non sono nemmeno speculari, una cosa è applicare direttamente una direttiva se ne ha i requisiti, altra cosa disapplicare una kirna nazionale perché contraria a principi eurounitari, e questa seconda cosa si può e deve fare senza chiamare in causa la dottrina dell’effetto diretto; 2) l’effetto diretto può riguardare tanto il rapporto Unione/Stato quanto quello Stato/cittadino, infatti può essere sia orizzontale che verticale. Non è dato sapere le ragioni per cui il TAR Lecce andando contro tendenza continui a illudere gli operatori con argomentazioni astratte, contraddittorie e difficilmente sostenibili che plausibilmemente non reggeranno al vaglio del Consiglio di Stato in appello, ma come dice l’articolo se ne vedono bene gli avvocati.

    • Mhh se si può ancora allagare per fare un bagno ci penserò ma la cosa importante saranno i criteri di selezione…se saranno coerenti per il mio progetto ci penserò. Grazie della segnalazione ?

      • MYLON TYNDELL says:

        Diario
        la mia sul Colosseo non era una battuta, ma visto che fai il controllore delle concessioni ti segnalavo quel bando e quell’asta e vai per coerenza ed onesta intellettuale a proporre le tue ragioni anche là
        Comunque al Colosseo le battaglie navali le facevano ……
        Be seeing you

  7. Qua non si tratta di illudere ma di porre le basi per salvare le imprese. Non ci sono normative interne dettagliate che permettono di fare evidenza pubbliche perché la politica italiana sa che non le può fare. I trattati come tutte le altre normative europee pur direttamente applicabili sono interpretabili. Il concetto di concorrenza transfrontaliera può essere messo da parte da motivi di interesse nazionale così come recita anche la corte di giustizia soprattutto in periodi di crisi, e le concessioni lo sono, così come Ilva così come Alitalia e tanti asset strategici che possono passare in mano a capitalisti stranieri distruggendo un comparto di piccole imprese strategico e che fa utile. Allora parliamo di farmacie di licenze statali escluse da concorrenza. Poi se pensate che il concittadino risparmiatore e non il cinese o Russo vada a fare asta per un bagno a forte dei marmi state fuori strada. Starei molto attento prima di togliere il lavoro a 30.000 imprese, perché non ci sono solo lidi, ma ristorianti ecc . Bene ieri salvini a rimarcarlo già al futuro presidente Draghi.

  8. Cavolo ma paragonare Ilva e Alitalia ai balneari è difficile da credere…guarda che ci sarà un ricambio aziendale non una scomparsa del lavoro..scoccia ai balneari non avere la certezza che rimanga a loro ma i bandi non sono le piaghe d’Egitto.

  9. Il paragone vale per far capire che anche su queste vertenze c’è una procedura d’infrazione che non ha altre soluzioni se non quelle di mandare a casa la gente, anche lì si difendono i posti di lavoro. Ripeto l avviamento e il legittimo affidamento per fortuna sono ancora principi di diritto anche europeo e si fanno valere per tante materie , siccome questa fa gola a tanti si cerca di non capire.

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