Attualità Sardegna

Antitrust diffida Regione Sardegna su proroga concessioni balneari al 2033

L'autorità garante della concorrenza continua le sue azioni contro gli enti locali che hanno applicato quanto disposto dalla legge italiana 145/2018

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha diffidato la Regione Sardegna per avere recepito l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033, dando all’amministrazione Solinas trenta giorni di tempo per eliminare quelle che sono ritenute «distorsioni concorrenziali». Continua così da oltre un anno la raffica di diffide che l’Agcm sta recapitando agli enti locali “colpevoli” di avere disposto quanto previsto da una legge nazionale, la 145/2018 che ha stabilito il prolungamento delle concessioni demaniali marittime su cui insistono gli stabilimenti balneari. Finora l’Antitrust aveva diffidato solo un’altra Regione, l’Abruzzo lo scorso agosto, mentre per quanto riguarda i Comuni, sono ormai diverse decine in tutta Italia quelli che hanno ricevuto la lettera del garante della concorrenza. Tra questi l’Agcm si è poi mosso in modo disomogeneo: scaduto il termine dei trenta giorni, per alcuni non è seguito nessun atto formale, mentre per altri è arrivata l’impugnativa al Tar. E anche i giudici amministrativi a loro volta hanno assunto decisioni diverse: a Piombino per esempio il ricorso è stato accolto, mentre a Lecce è stato respinto e a Salerno la decisione è stata rinviata in attesa dell’esito dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato.

Tornando alla diffida recapitata in Sardegna, l’Agcm ha formulato alcune osservazioni in relazione alle presunte criticità concorrenziali derivanti dalla deliberazione della giunta regionale n. 47/34 del 24 settembre 2020, che ha previsto l’estensione fino al 31 dicembre 2033 della durata delle concessioni di competenza regionale su beni del demanio marittimo in favore dei concessionari esistenti. Oltre a ciò, la Regione aveva commissariato sette Comuni (Olbia, Arzachena, Posada, Loiri Porto San Paolo, Cagliari, Quartu e Orosei) che avevano disposto una proroga tecnica di un solo anno, ritenendo l’estensione al 2033 incompatibile col diritto europeo.

Come afferma l’Agcm nel bollettino settimanale n. 43/2021 di martedì scorso, che dà notizia della diffida recapitata alla Regione Sardegna, «con specifico riferimento alle procedure e ai provvedimenti di proroga delle concessioni già in essere, l’Autorità ha più volte sottolineato che è nell’interesse del mercato effettuare un attento bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio. La concessione di proroghe in favore dei concessionari esistenti, infatti, rinvia ulteriormente il confronto competitivo per il mercato, così impedendo di cogliere i benefici che deriverebbero dalla periodica concorrenza per l’affidamento attraverso procedure ad evidenza pubblica. Quindi, eventuali proroghe degli affidamenti non dovrebbero comunque eccedere le reali esigenze delle amministrazioni, per consentire quanto prima l’allocazione efficiente delle risorse pubbliche mediante procedure competitive».

Alla luce di ciò, prosegue la nota, «l’Autorità ritiene che codesta Regione autonoma avrebbe dovuto disapplicare la normativa nazionale posta a fondamento del citato atto amministrativo, nonché degli ulteriori atti amministrativi di cui alla sopra descritta attività intrapresa nei confronti dei Comuni costieri sardi, in quanto in contrasto con la disciplina e i principi euro-unitari. Le disposizioni relative alla proroga delle concessioni demaniali marittime contenute nei provvedimenti amministrativi in parola integrano, infatti, specifiche violazioni dei principi concorrenziali, nella misura in cui impediscono il confronto competitivo che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento di servizi incidenti su risorse demaniali di carattere scarso, in un contesto di mercato nel quale le dinamiche concorrenziali sono già particolarmente affievolite a causa della lunga durata delle concessioni attualmente in essere. In conclusione, dunque, gli atti amministrativi regionali in questione si pongono in contrasto con gli articoli 49 e 56 del TFUE, in quanto suscettibili di limitare ingiustificatamente la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei servizi nel mercato interno, nonché con le disposizioni normative euro-unitarie in materia di affidamenti pubblici, con particolare riferimento all’articolo 12 della cosiddetta direttiva Servizi. L’Autorità auspica, pertanto, che codesta Regione autonoma modifichi le disposizioni indicate eliminando le distorsioni concorrenziali evidenziate. L’Autorità auspica, inoltre, che codesta Regione autonoma, a seguito delle modifiche introdotte con la legge regionale n. 7/2021, non dia corso ad alcuna proroga temporale al 2033 – senza una preventiva procedura pubblica competitiva trasparente, obiettiva, imparziale e non discriminatoria – delle concessioni demaniali marittime».

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
Seguilo sui social: