Norme e sentenze

Tar accoglie ricorso Antitrust contro estensione concessioni balneari al 2033

Il tribunale amministrativo della Toscana ha dato ragione al garante della concorrenza, che aveva impugnato la delibera di Piombino ritenendola in contrasto col diritto europeo: ora si teme anche per le altre località balneari.

Con sentenza n. 363/2021 emessa ieri, il Tar Toscana (presidente Trizzino, estensore Fenicia) ha accolto il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza contro la determina del Comune di Piombino che aveva disposto l’estensione al 2033 per le concessioni demaniali marittime, in applicazione alla legge nazionale 145/2018. Il ricorso dell’Agcm, presentato lo scorso ottobre, chiedeva di annullare la validità delle concessioni in quanto le proroghe automatiche sarebbero in contrasto col diritto europeo e le spiagge sarebbero una risorsa scarsa da affidare tramite immediate gare pubbliche.

La sentenza

Secondo il Tar Toscana, «in seguito alla soppressione dell’istituto del “diritto di insistenza”, ossia del diritto di preferenza dei concessionari uscenti, l’amministrazione che intenda procedere a una nuova concessione del bene demaniale marittimo con finalità turistico-ricreativa, in aderenza ai principi eurounitari della libera di circolazione dei servizi, della par condicio, dell’imparzialità e della trasparenza, ai sensi del novellato art. 37 cod. nav., è tenuta a indire una procedura selettiva e a dare prevalenza alla proposta di gestione privata del bene che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e risponda a un più rilevante interesse pubblico, anche sotto il profilo economico». Nel caso delle concessioni balneari, in particolare, secondo il Tar Toscana deve essere applicato l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE “Bolkestein”, il quale «prevede chiaramente che “qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento” (par. 1) e che, in tali casi, “l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata
e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami
“».

I giudici amministrativi non hanno ammesso nemmeno la tesi dei difensori degli imprenditori balneari di Piombino, i quali hanno evidenziato che la direttiva Bolkestein non si applicherebbe alle concessioni rilasciate prima del 2009. Secondo il Tar, infatti, l’argomentazione sarebbe infondata in quanto la determina del Comune di Piombino «non distingue tra concessioni sorte prima o dopo il suddetto termine ma è riferita a tutte le concessioni in essere al momento dell’entrata in vigore della legge n. 145/2018» e «in ogni caso, l’applicabilità della direttiva europea non può dipendere dall’epoca del rilascio delle concessioni, dovendo trovare applicazione il principio tempus regit actum, e dovendo il provvedimento amministrativo di proroga essere esaminato alla luce della disciplina anche eurounitaria vigente. Dunque, una volta accertato che le concessioni in esame rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 12 della direttiva 2006/123/CE, è possibile affermare che – come sancito dalla citata sentenza della Corte di giustizia del 14 luglio 2016, C-458/14 e C-67/15 – il rilascio delle stesse è necessariamente subordinato all’espletamento di una procedura di selezione tra potenziali candidati, che deve presentare garanzie di imparzialità, trasparenza e pubblicità». Per tali ragioni, conclude il Tar, «la determina impugnata è illegittima e deve essere annullata» e «il ricorso dell’Autorità garante deve essere accolto, essendo illegittima la proroga delle concessioni, disposta dall’amministrazione resistente in applicazione dell’art. 1, commi 682 e ss. della legge n. 145 del 2018, e la conseguente decisione di non dar corso alla procedura comparativa».

giochi festopolis

La durissima sentenza, articolata in 26 pagine, si inoltra in ulteriori considerazioni in merito alla complessa questione, tra cui la non scarsità della risorsa, l’interesse transfrontaliero certo e il legittimo affidamento per le concessioni rilasciate prima del 2009, sempre smentendo le tesi difensive degli operatori balneari a favore delle argomentazioni dell’Agcm. Per una comprensione completa del caso, si consiglia di leggere il testo integrale della pronuncia.

Il commento

La decisione del Tar non è definitiva: gli operatori balneari di Piombino faranno senz’altro ricorso in Consiglio di Stato, che potrebbe confermare oppure ribaltare la pronuncia dei giudici amministrativi. Le argomentazioni del tribunale toscano, infatti, sono confutabili in svariate parti (come ha bene evidenziato il commento del presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione) e hanno tutti gli estremi per essere rivalutate da più elevati gradi di giudizio, fino addirittura alla Corte di giustizia europea. Tuttavia, la sentenza rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per la categoria: il ricorso dell’Agcm contro il Comune di Piombino è solo il primo di una lunga serie, che ha visto l’Autorità garante della concorrenza impugnare nei mesi scorsi anche le delibere delle amministrazioni di Carrara, Castiglione della Pescaia e San Vincenzo. E dal momento che si tratta sempre di località toscane, il tribunale che dovrà valutare i ricorsi sarà il medesimo ed è presumibile che l’orientamento sarà lo stesso mantenuto per il caso di Piombino. Oltre a queste, poi, hanno ricevuto le diffide dell’Antitrust anche i Comuni di Latina (Lazio), Castellabate (Campania) e Sarzana (Liguria), la cui decisione dei giudici è ancora tutta da vedere.

Insomma, per gli operatori balneari sono in arrivo i mesi forse più difficili della storia: l’accanimento dell’Antitrust (espresso anche in una recente lettera al premier Mario Draghi) significa il rischio che questi ricorsi potrebbero paradossalmente continuare contro tutte le amministrazioni comunali che hanno disposto l’estensione al 2033, e affermare questo non è fare allarmismo (come purtroppo qualcuno ha pensato nel leggere la recente notizia della lettera dell’Agcm), bensì mettere il settore davanti ai gravi problemi che sono comunque in corso, indipendentemente dal fatto che la stampa ne parli o meno. Problemi che è bene conoscere per combatterli meglio, e che possono essere risolti solo con un’adeguata riforma organica delle concessioni balneari, alla quale confidiamo che il governo si metta a lavorare il prima possibile, anche prendendo spunto da alcune recenti proposte innovative.

D’altronde non è giusto che, per colpa delle inadempienze dello Stato italiano che non è stato in grado negli ultimi dodici anni di scrivere un adeguato quadro normativo sul demanio marittimo, gli imprenditori balneari siano vittime di un intricato caos giuridico che sta determinando l’accumularsi di sentenze su sentenze (e di milioni di euro spesi inutilmente in avvocati e ricorsi), quando basterebbero un minimo di lavoro e di buon senso per mettersi a lavorare a un disegno di legge organico sulla materia. Conciliare la normativa europea con i diritti degli attuali imprenditori è possibile, e l’attuale governo deve prendersi il compito di farlo per evitare la distruzione di un intero settore economico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
Seguilo sui social:
  1. Avatar

    Continuano ad ignorare il TAR Lecce perché non si fa altro che leggere e ribadire concetti già esternati da altre corti che volutamente non entrano mai al nocciolo del problema. Perché fa comodo?? Con una chiara volontà politica opposta a gare su aziende gestite da un unico soggetto imprenditore, si deve spingere affinché si lasci la strada della concorrenza per queste imprese e si attui un regime di protezione per questi imprenditori che pagano le colpe di una un’efficacia politica a livello europeo. Cosa c’entra la concorrenza su un bene che prima non era impresa, quando poi si è fatta impresa allora c’è concorrenza. Molto comodo, è molto ambiguo. Dissento sulla impossibilità di applicazione del legittimo affidamento per il solo fatto della conoscenza post 2009 della possibilità di gare, questo perché di fatto nessuna normativa italiana successiva esprime con chiarezza la necessità a di gare per le concessioni ante 2009 ma parla di riordino e non di certezza di gare, anzi si è proceduto alla proroga con ampi margini di legittime aspettative sulla prosecuzione. Poi ma come fa una corte ad affermare la non scarsità di risorse, ribadendo un concetto del consiglio di stato che in sostanza non fa altro che dire là spiaggia è di per se una risorsa limitata. Che significa ? Chi lo ha stabilito? Resta poi il fatto umano , e la vergogna nella diffusa incomprensione per le gravi ripercussioni economiche su intere famiglie e imprese di piccole dimensioni. Veramente una vergogna. Lottate lottate con tutte le vostre forze non arrendetevi ai soprusi e allo scippo che stanno mettendo in atto.

  2. Avatar
    Tutela imprese says:

    Unica strada è uscire dalla direttiva servizi , o per lo meno ribadire che non c’entra nulla con gli stabilimenti balneari. E fino a che non viene fatto capire questo siamo sempre allo stesso punto. In primis lo deve capire AGCM che vuole far applicare la concorrenza senza sapere che le aste non solo avrebbero un effetto opposto ma creerebbero dei seri problemi di gestione , con il rischio di far ruotare avvoltoi sulle spiagge che in pochi anni devono massimizzare il profitto e investire contemporaneamente, con possibilità di far schizzare i prezzi a discapito dei consumatori finali. Sicuramente se non fai concessione per 15 anni impossibile ammortizzare senza un aumento dei prezzi, considerando il fatto che potrebbero generarsi delle veri e propri regimi monopolistici con arrivo di multinazionali. Ecco perché i giudici devono fare i giudici e la politica deve fare politica e arrivarci subito a queste conclusioni.

    • Avatar

      avete colto il problema…. vorrei vedere se il Sig. presidente dell antitrast Rustichelli (che a mia opinione non dovrebbe neanche ricoprire quel ruolo poichè è in netto contrasto con la legge Severino e che fa il proprio lavoro …ci mancherebbe….) quando fa ricorsi al tar per far applicare la Bolkestein (CONSIGLI A TUTTI DI LEGGERE L ARTICOLO USCITO IL 18 APRILE 2018 SUL SOLE 24 ORE DEL SIG. FRITS BOLKESTEIN) o a qualunque altro ente pagasse tutto ciò(e vi garantisco che non sono spiccioli) di tasca propria(non con fondi pubblici che certamente lo mettono in grande vantaggio verso chi non può avere quel tipo di risorse) e non come chi deve difendersi che paga magari con i risparmi di una vita per avere giustizia….Inoltre il tono di accanimento con cui si erge a Cristo redentore diffidando i comuni che applicano una legge di stato (giusta o sbagliata che sia ma pur sempre legge di stato)mi fa pensare a un dittatore….cosa pensa che noi siamo i sui sudditi……noi ci difenderemo in tutte le sedi legali opportune anche facendo una classaction…..spero che il governo cerchi di porre fine a questo caos che si creato e faccia una riforma equa e giusta anche tutelando chi vorrebbe una concessione e non potrebbe mai gareggiare contro colossi con portafoglio ben fornito……

  3. Avatar

    Su 10 sentenze 1 è a favore delle proroghe 9 sono per le aste , se chiedi a 100 cittadini 1 a favore delle proroghe 99 per le aste , in Europa stesso discorso, e nonostante tutto si continua ancora a cercare scuse , accuse , scuse senza ritorno !
    Facendo i ricorsi al consiglio di stato e poi alla corte costituzionale europea buttano solo soldi , perché le risposte si sanno già !
    Gli elefanti non volano !

    • Avatar

      SI MA SONO SENTENZE IMPUGNABILI CON GROSSE LACUNE….mentre il Tar di Lecce ha già passato un primo vaglio del Consiglio di Stato, che ha rigettato l’istanza cautelare……io spero solo che tutto questo caos finisca e si trovi una soluzione(per chi fa impresa e per chi la vuole iniziare…..questa direttiva non è riferita solo ai balneari ma a tutto un comparto molto grande dagli ormeggiatori ai ristoratori agli ambulanti e chi più ne ha piu ne metta)…..gia ieri a Roma e successo un putiferio con gli ambulanti…..

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Ma chi le dice queste cose, non ricopi Capacchione e le sue tesi di parte! Il “vaglio del Consiglio di Stato” è stato solo cautelare e incentrato sul danno immediato, non ha implicazioni e non vuol dire assolutamente nulla! In base agli attuali e consolidati orientamenti del Consiglio di Stato Lecce sarà annullata e riformata e tutte quelle diverse e conformi al Consiglio di Stato dallo stesso confermate anche se impugnate. Iniziate a guardare in faccia la realtà (almeno quella giurudica), dai!

        • Avatar

          La realtà giuridica caro Nikolas non tiene conto della realtà sociale. Ecco perché illogica e ignobile. Stiamo parlando di grossi problemi lavorativi in caso di aste. Impegni di generazioni di famiglie andate in fumo per logiche europee fredde e fuori dal mondo. Cosa dovrebbe fare la politica?? Dire andate avanti?? La strada è unica , estendere e mettere in sicurezza le imprese . Obbligarle ad investire guardando caso per caso e gestione per gestione non mandarle in mezzo alla strada. Possibile che il problema occupazionale non trovi un appiglio nelle fredde sentenze dei vari tar? Eppure ci sono migliaia di norme a tutela del lavoro. Non è colpa di questa gente se lo stato se ne è strafregato per 50 anni delle spiagge. Forse fa comodo pensare che sta gente è ricca ( falsissimo tranne poche eccezioni) , in modo da far subentrare altra gente ancora più ricca . Solo il pensiero di togliere la vita lavorativa delle persone dovrebbe mettere tutti d’accordo, invece l’Italia è la patria del rubare agli altri senza minimo sforzo.

    • Avatar
      Avv. Lucano says:

      Continuano a parlare della 148 come una legge che prevede proroghe automatiche . Una menzogna. È legittima e vidimata da tutti gli organi istituzionali proprio perché prevede un riordino della materia. Questo non significa gare. Come fa a non capirlo AGCM resta un mistero e resta un mistero ancor più grande come faccia a migliorare la concorrenza una gara su un bene pubblico e non su un impresa balneare. Resta un mistero come faccia a scomparire un legittimo affidamento e resta un mistero della immissione della Categoria dei balneari alla direttiva servizi. Inapplicata da 20 paesi europei perché scritta con i piedi , generalista e poco dettagliata. Poi alla fine una domanda, la più grande ??? Ma la normativa di recepimento di questa direttiva dov’è? Non è un regolamento ma una direttiva e per giusta fumosa.

  4. Avatar
    Nikolaus Suck says:

    Sig. Luigi è stato ed è il TAR Lecce, in minoranza anzi isolato, ad ignorare tutti gli altri giudici sia pariordinati che superiori, non il contrario! E anche taki sentenze con ogni probabilità saranno annullate e riformare dal Consiglio di Stato davanti a cui sono state impugnate. A quel punto la giurisprudenza sarà uniforme e contraria alle proroghe, cge tali sono anche se qualcuno imbrogliando le chiama impropriamente periodo transitorio (che è altra cosa).
    L’affermazione per cui le risorse naturali sono ontologicamente scarse (finalmente, lo dico da sempre) non fa una piega ed è anzi solo ovvio e logico. La scarsità sia giuridicamente che economicamente non è data dalla maggiore o minore quantità di qualcosa, ma dal fatto che a prescindere da quanta ce ne sia (cosa tutta da vedere) possa finire ed esaurirsi, e per le coste e spiagge è così per definizione. Per questo sono indisponibili infatti.
    Altra giusta osservazione che smentisce le fantasiose tesi di Lecce è cge la direttiva e i principi europei recano un divieto percettivo immediato, per la cui prevalenza e validità non è nemmeno necessario ricorrere alla nozione di efficacia diretta o meno, perché non serve attuazione nazionale perché sia comunque operativa. Una gran sentenza, potranno pure impugnarla certo, ma perderanno anche in Consiglio di Stato.

    • Avatar
      Avv. Lucano says:

      Nessuna direttiva reca principi di efficacia immediata altrimenti non si chiamerebbe direttiva ma regolamento , né tantomeno può applicarsi un principio europeo per il sol fatto che esiste, altrimenti esautoriamo il parlamento europeo dei propri poteri e applichiamo i principi generali al punto tale che la discrezionalità dei giudici assuma i contorni del potere legislativo. La direttiva è tale se recepita dallo stato con normativa di dettaglio nel caso specifico assente. Si deve guardare la categoria, è inserirla nella giusta collocazione modificando ad hoc ed escludendola. I balneari sono al di fuori della direttiva servizi , non hanno usufruito di un servizio è questo il fatto. Hanno svolto un ruolo di interesse nazionale salvaguardando le coste, valorizzando un bene e traedone giustamente vantaggio con il benestare dello stato. Che non può voltargli le spalle affermando un principio europeo mai recepito per quel comparto in 15 anni.

    • Avatar

      buongiorno Sig Nikolaus….quindi se ho ben capito(dato che non sono un docente di diritto ne un avvocato e nemmeno un giurista )riferendosi al tar di lecce il consiglio di stato che a passato al vaglio la sentenza e che a rigettato l istanza cautelativa sarebbe in torto?invece quello che scrive il tar toscano e tutto giusto?scusi ma per scarsita di risorse (dato che sono un ignorante in materia) non si sta parlando di una bottiglia di acqua che alla fine finisce…..le nostre coste sono immense e forse le piu lunghe d europa e la scusa di esaurimento (cosa tutta da provare ) e veramente assurda……

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Sig. Antonio buonasera, no nella fase in cui finora si è pronunciato il Consiglio di Stato non si è espresso sul torto. Funziona cosi: quando lei impugna una sentenza, in attesa della decisione finale (per la quale ad eccezione di poche materie ci vogliono anni) può chiedere subito la sua sospensione (c.d. misura cautelare), per evitare un c.d. danno attuale, grave e irreparabile che avrebbe dalla sua esecuzione (esempi classici, l’obbligo di demolire casa sua, o non poter partecipare ad una fase di concorso in atto). In questo caso avrà appunto una prima decisione immediata ma solo cautelare, di sola sospensione degli effetti, non con una sentenza ma con una ordinanza, provvisoria e modificabile, e che poi sarà sostituita dalla sentenza vera e propria che Le dirà anche se ha ragione o torto.
        In questo caso è successo proprio questo: il Comune ha impugnato la sentenza del TAR Lecce chiedendone la sospensione (francamente ignoro il perché), e il Consiglio di Stato ha negato tale sospensione con una ordinanza molto semplice e stringata in cui senza dire nulla su torti e ragioni si limita ad affermare che manca un danno attuale grave e irreparabile per il Comune, quindi non serve sospendere nulla in attesa della decisione. E a mio avviso questo è comprensibile, perché la questione è “di diritto” (si tratta di interpretare la legge, senza che nel frattempo succeda chissà cosa in “fatto” che possa danneggiare il Comune). Infatti, personalmente, se fossi stato io il Comune, probabilmente non avrei nemmeno chiesto la sospensione, proprio per evitare che una eventuale ma probabile (le sospensioni non sono così frequenti) ordinanza di rigetto potesse essere strumentalizzata politicamente e sulla stampa. Come infatti puntualmente avvenuto, con titoli radicalmente sbagliati e fuorvianti secondo cui il Consiglio di Stato avrebbe “respinto i ricorsi” del Comune, e/o “confermato le sentenze”. Non è vero niente e non ha dato torto a nessuno, semplicemente non le ha sospese, senza aggiungere altro. Quindi come vede la bellissima e suggestiva espressione “vaglio del Consiglio di Stato” può anche non voler dire proprio niente, e risultare solo fumo negli occhi. Spero di essere stato chiaro e sono a disposizione. Saluti.

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Sempre per il sig. Antonio, anche la questione della scarsità cerchi di vederla per quello che è, ovvero, nei termini più semplici possibili: giuridicamente ed economicamente scarso non vuol dire “poco”, vuol dire “limitato” nel senso che può finire, o è definito. Ad esempio l’acqua, o il petrolio, sono per definizione scarse perché anche se per ora sono tante possono finire e si sa che finiranno. Lo stesso vale per le coste e spiagge, per le quali anzi si sa addirittura già con certezza e prima quali e quante sono, e più si quelle non ce n’è. E quello che è tutto “da dimostrare” sarebbe semmai che sono effettivamente tutti i 6000 km che dite voi, perché autorevoli studi di settore sulke aree effettivamente fruibili e concedibili riducono di moltissimo tale dato. Ma anche se fossero 10.000 o 30.000 km, sempre risorse scarse sarebbero perché definite, delimitate e che finiscono.
        Quindi correttamente il TAR Toscana parla di risorse “ontologicamente scarse” ed affermare che è una motivazione scarna o approssimativa, o che la scarsità debba essere definita, è sbagliato e solo strumentale. Ancora una volta, crea illusioni ma non vuol dire niente.
        Infine, un cenno a Rustichelli e alla Severino. Non so cosa intende e vuole dire, o se pure questa l’ha letta da qualche parte e basta, ma: A parte che l’AGCM è un organo cd collegiale fatto da più soggetti che decidono insieme e il Presidente lo rappresenta e basta, e che lui o altri sarebbe lo stesso, la carica di garante non è elettiva ma su scelta dei Presidenti delle Camere per motivi di indipendenza. E credo che la Severino riguardi la candidabilità ed eleggibilità per le cariche elettive. Ma qui davvero potrei sbagliarmi e dire una sciocchezza, perché questa in effetti non è materia mia… Saluti

        • Avatar

          la ringrazio della risposta esaustiva(anche se non era tenuto a farlo)…ma ci sono alcune cose a mio opinione molto gravi che non tornano…una riguarda il presidente agcm(e su questo sto facendo le mie indagini) e non l ho letta da nessuna parte e l altra le coste….le posso garantire (sono geometra nel ramo topografico ) che le nostre coste sono anche piu di 6000km ….ci sono anche le isole da tenere in considerazione … quelle erose e quelle occupate dalle montagne sono una minima parte…certo c è sempre l eccezione d altronde come in tutte le cose…….

    • Avatar
      andre88mi says:

      Mi spieghi la sua teoria della scarsità della risorsa rapportata alla Spagna?!Sono curioso della sua risposta caro fenomeno!Vergognatevi di dire il falso!!

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Caro Andrequalcosa, non è la mia teoria purtroppo non sono così geniale, sono solo decenni anzi ormai secoli di economia politica e teoria e pratica giuridica abbastanza note, e valgono pure per la Spagna e ovunque. A proposito, se lo è fatto uno studio comparativo della geografia e morfologia dei due paesi?

  5. Avatar

    Spero che questa sentenza spinga quanti non hanno ancora scritto all’AGCM per contestare le proroghe del proprio comune ad attivarsi…ecco l’email
    protocollo.agcm@pec.agcm.it
    scrivete perchè solo così si mette alle strette la politica e si risolve la situazione, probabilmente a favore delle aste.

    • Avatar

      Sto scrivendo agcm e credo che abbiamo scritto tutte le associazioni di categoria, che hanno mobilitato tutti dal presidente draghi al ministro ai presidenti di regione all ‘ anci e la volontà di risolvere questo problema è unanime , e di certo non a favore delle aste.

    • Avatar

      Singolare poi che AGCM ente pubblico indipendente al quale ingiustamente gli sono stati affidati poteri di legittimazione processuale attiva ( dopo un lungo travaglio) si affidi ad un legale del libero foro , come a dire l’avvocatura di stato è costretta a difendere le tesi dello stato contrario alle aste con Europa . Quindi c’è uno stato è un antistato ( in questa materia) in questo caso agcm si erge a legislatore e pretende l’applicazione di una direttiva ingiusta, nonostante tutte le forze politiche abbiano legiferato in senso contrario. Quindi ricapitolando tutte le forze politiche da destra a sinistra a 5 stelle hanno votato per estensione e nulla di diverso in 50 anni e qualcuno vuole far credere che la maggior parte della popolazione sia a favore delle aste? Ma allora la politica che esiste a fare ? Facciamo un nuovo stato autoritario dove vige la regola europea a prescindere da tutto e tutti. E chi se ne frega se la gente resta a casa e deve rifarsi una vita tanto lo ha deciso l’Europa . Fate come si deve fare, spiegategli che questa cazzata è inattuabile in Italia perché svilisce il senso stesso di nazione e della nozione di impresa .

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Sig. Luigi guardi non c’è nulla di singolare o ingiusto e nessun antistato, pure questi sono argomenti tendenziose ma privi di qualsiasi contenuto e valore reali, la possibilità-anzi in questi casi vera e propria necessità- che l’Autorita quando impugna provvedimenti amministrativi si avvalga di avvocati del libero Foro è prevista dalle norme, per evitare conflitti di interesse all’interno dell’Avvocatura dello Stato. Infatti quest’ultima per legge difende e deve difendere sempre e in ogni caso tutte le amministrazioni dello Stato. L’autorità invece è difesa dalla stessa Avvocatura in base ad una previsione normativa speciale e specifica. Se quindi impugna un provvedimento amministrativo, con controparte un’altra amministrazione pubblica e facendo valere la violazione di principi o norme europee da parte delle leggi che quella amministrazione controparte ha applicato, non può essere difesa dall’Avvocatura ma deve per forza farsi assistere da un avvocato privato, perché altrimenti la medesima Avvocatura allo stesso tempo dovrebbe da un lato censurare le norme italiane nell’interesse dell’Autorità, e dall’altro difendere quelle stesse norme per lo Stato (la cui difesa per legge prevale su quella dell’AGCM), sarebbe cioè in conflitto di interessi. E questo non è possibile. Quindi è previsto che in questi casi l’autorità si faccia difendere da un avvocato privato, scelto da un elenco redatto e aggiornato sulla base di un bando pubblico. Tutto qui, nulla di anomalo o di “singolare”.

    • Avatar

      io ti proporrei alla presidenza del consiglio…..già che ci sei perche non vai anche a parlare con gli ambulanti a roma che stanno perdendo il loro lavoro mettendoci la tua faccia invece di nasconderla dietro una tastiera…..

    • Avatar

      signor diario lei lo sa che il presidente dell Antitrast Rustichelli (colui che si erge a paladino della bolkestien con grande accanimento) non dovrebbe esercitare quel ruolo perchè in contrasto con la legge Severino?…dato che a messo in risalto l email dell Antitrast (e dato che questo signore e pagato da noi) le consiglio di scrivere e domandi delucidazioni in merito…..anche se ci fosse stata una proroga sarebbe ugualmente contraria alla legge…..non so se l hè e chiaro il concetto di fondo e dove si vuole arrivare…..le auguro una buona giornata

    • Avatar

      Si ti assicuro che partono già da quest’anno, sono già stati predisposti i moduli per quei grandi imprenditori come te! Anzi ti dirò di più molti imprenditori attuali sono pure disposti a lasciarti tutte le attrezzature tanto a loro non servono più. AUGURI!

    • Avatar

      Secondo me dal prossimo anno perché è necessario il parere del Consiglio di Stato per obbligare le amministrazioni ai bandi che certamente dovranno fare se qualcuno lo esige attraverso una richiesta formale al Comune che altrimenti potrà essere considerato inadempiente con colpa grave, cioè passibile di risarcimento.

  6. Avatar
    Nikolaus Suck says:

    Avv. (?) Lucano il numero di errori e inesattezze che ha accumulato nel Suo post è impressionante, se una materia non La conosce e padroneggia a fondo non pretenda di affermare verità inoppugnabili, La prego, nel Suo interesse guardi…

    • Avatar

      Secondo me nikolas lavora all’ agcm . Non so darmi altre spiegazioni. È un paladino della concorrenza, faccia una cosa vada in piazza a Roma difronte ai furgoni degli ambulanti che difendono le proprie famiglie da uno schifo di direttiva ed esterni le sue affermazioni, dettagliate mi raccomando. Buona fortuna .

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Caro Marco magari, con gli stipendi che hanno sarei davvero sistemato e tranquillo. Purtroppo no ma li ho e ho avuti spesso e volentieri quali avversari, come avvocato. E la concorrenza, insieme al diritto europeo in cui mi sono anche laureato, oltre a studiarli e praticarli ho avuto l’opportunità di insegnarli sia in Italia che altrove, quindi sì un minimo di beneficio del dubbio me lo può anche dare…

        • Avatar

          sig. nikolaus se a lei il problema non interessa allora perchè continua a scrivere e a portare avanti i bandi…… a mio opinione il signor marco non si è distaccato tanto dal dire il vero,(spero di sbagliare)e a lei dei balneari non importa veramente nulla…..anzi ….Agendo cosi lei deve comprendere( poi non spetta a me dire se lei a ragione o torto sul problema poichè ci sono le sedi opportune dove discuterne) che sta offendendo chi a votato democraticamente quelli che oggi risiedono in parlamento e hanno fatto la legge 145/2018(giusta o sbagliata che sia ma pur sempre legge di stato)oppure anche il voto popolare deve essere in linea con la Bolkestein? Perche dato le sue competenze non prova ad abrogarla cosi la finiamo con questo tira e molla(non è una critica non mi permetterei mai)?…Lei è una persona molto preparata ma deve mettersi anche dall altra parte della barricata il che non mi sembra che avvenga quasi mai….le consiglio se non l ha fatto di leggere l art sul sole 24 ore della conferenza a Roma di Frits Bolkestain 18 aprile 2018….dove è spiegato a caratteri cubitali dallo stesso Bolkestein che gli stabilimenti balneari e gli ambulanti non rientrano nella direttiva….nero su bianco….eppure noi siamo dentro con ambulanti e tutto il comparto…..chi è il responsabile?…un altra cosa mi ha colpito di lei e mi ha fatto molto dubitare e il fatto che parla della sentenza del tar di Lecce ..ho 60 anni e una certa esperienza nel riconoscere le persone anche dal loro modo di scrivere…… e lei secondo un mio modesto parere è un doppiogiochista………si ricordi questo che qui si sta giocando con la vita delle persone ……che cosa pretende che diciamo grazie ai burocrati di bruxelles o a lei che ad ogni articolo lapida chi lo ha scritto?Vero è che quando una persona competente in materia come lei non si dovrebbe confrontare con noi poveri ignoranti ma chi ne sa come lei…non bisogna mai vendere la pelle dell orso prima che sia morto….comunque le sue affermazioni sono sempre di garbo e “quasi sempre giuste”….peccato che sia dalla parte sbagliata….buona serata

          • Avatar
            Nikolaus Suck says:

            Sig. Antonio può sembrare brutto ma è vero non sposo e non mi importa della causa dei balneari, abto meno sostenere l’insostenibile danneggiandoli e basta. Ma vedo e guardo la questione solo in base a dati normativi oggettivi.
            Della sentenza (in realtà sono più sentenze) del TAR Lecce parlo perché viene tirata sempre in ballo anche se è isolata, in cosa e perché secondo il Suo modesto parere sarei un “doppiogiochista”, che non è una cosa bella da dire?

  7. Avatar

    Trovo che la decione del Tar Toscana sia condivisibile. Si parla tanto di legittime aspettative dei concessionari ma mai di quelle dei cittadini a fruire di spiagge libere o di quelle di nuovi imprenditori a entrare nel mercato. Si badi bene: la normativa europea non butta i concessionari in mezzo alla strada, questa é becera propaganda:semplicemente li obbliga a concorrere con altri in regime di libero mercato. Per quale ragione i comuni dovrebbero abdicare alla facoltà di concedere una concessione su un bene pubblico in nome dell’interesse di pochi? Si parla degli investimenti fatti come giustificante per la privatizzazione di fatto di un bene pubblico. Ma quali sono questi investimenti, queste “migliorie”a fronte dei guadagni risultanti? Se i concessionari non rientrassero piú che abbondantemente nelle spese come si giustifica questo accanimento contro potenziali concorrenti? Filantropia? O forse che questi decantati investimenti non reggono la prova della concorrenza?

  8. Avatar

    Credo che “loro” vogliano soltanto essere riconosciuti come chi ha creato un’impresa che ha generato turismo e lavoro e ricchezza (sì, “loro” non lo fanno per la santità) dove prima non c’era niente. Ricchezza non solamente per “loro” ma anche per la comunità (vedi alla voce tasse lavoro servizi ecc… e vi prego non tirate fuori l’evasione o gli abusi edilizi per giustificare con il comportamento di singoli una pena generalizzata). Insomma, non sarebbe carino farli sparire come è successo ai fratelli mc Donald 🙂
    Perlomeno chi parteciperà ai futuri bandi dovrebbe dire grazie, e non sputare sul piatto dove vuole mangiare.

    • Avatar
      Nikolaus Suck says:

      No caro Ale, in effetti gli argomenti cge portano solo il contrario e l’antitesi del fare impresa, leggendoli qui non vogliono affatto essere riconosciuti come “chi ha creato un’impresa” ma vogliono essere tutelati come lavoratori dipendenti, tirano in ballo addirittura quelli pubblici e i concorsi “a rotazione”, e sempre a sentir loro e tutti i loro pianti greci su spese ingenti, canoni esosi (?), tasse (??), burocrazia, avversità climatiche, sacrifici quotidiani indicibili e lavoro da minatori dell’ottocento, sembra lo facciano proprio e solo per santità. In effetti avrebbe molto più ragione Lei. Solo che le gare sono sulle spiagge, non sugli stabilimenti, ammortizzati come qualsiasi impresa o indennizzati e che ognuno si fa come vuole, senza dover chiedere niente né dire grazie a nessuno.

  9. Avatar

    vi prego vincete all asta la mia concessione. io non voglio neanche partecipare, poi rilevatemi l azienda che c’è sopra che così diventa vostra anche quella, e al valore che dice la agenzia delle entrate quando ci sono state cessioni di azienda
    io dopo farò il lavoro degli altri, che é il lavoro più bello che c è.

  10. Avatar
    nardi franco says:

    da non intestatario di una concessione, e da non interessato a partecipare ad un bando per averne una nuova, esprimo il mio legittimo pensiero da cittadino abbastanza esperto in materia, ( per anni ho fatto una specie di consulente fiscale di tanti balneari ). Purtroppo negli anni si è creato una disuguaglianza sociale, in questa categoria, ormai mal vista dall’oppinione pubblica, perchè a fronte di un lavoro duro x tre mesi ( stagione vera e proprio ) e normale x altri tre ( preparazione all’apertura e chiusura ), i signori in questione guadagnavano cifre assurde x un lavoro cosi limitato, ( dalle mie parti , i bagnini sono tutti proprietari di svariati immobili , conducendo un alto tenore di vita, e spesso andandosi a riposare nel periodo invernale nei paesi caldi x alcuni mesi ). Nulla di male, vuol dire che hai lavorato bene, ma il problema sta nel fatto, che trovare un cliente a cui venga rilasciato una regolare fattura o ricevuta, è stato x decine di anni come trovare l’elefante bianco. Da qualche stagione qualcosa sta cambiando, ma rimanendo sempre lontani dai parametri delle altre attività private. A fronte di questa dilagante evasione fiscale dovremmo anche aggiungere il RIDICOLO canone demaniale, pagato dai balneari , ( lontano miglia da quello pagato da tutti gli altri imprenditori del settore privato) che non è mai stato possibile aumentare neppure di pochi euro, perchè ad ogni tentativo, la categoria minacciava la serrata, o addirittura di scaricarlo sui prezzi del clienti . Oltre ciò chi voleva smettere di lavorare, poteva contare in una allegrissima buonuscita , con vendite degli stabilimenti a cifre altissime, in netto contrasto con le precedenti dichiarazioni dei redditi presentate. Forse ora , è proprio x questo luogo comune che c’è questo accanimento ad accapararsi uno stabilimento balneare, e la maggior parte dell’opinione pubblica, non vede affatto di buon occhio, i balneari , assimilandoli ad una categoria di privilegiati usufruendo tra l’altro di un bene comune , a cui tanti vorrebbero attingere. Per onor di cronaca, ora anche in questo settore le difficoltà sono aumentate, ed i ricavi, giustamente non sono più quelli di qualche anno fa, ma rimane pur sempre una delle piu appetibili attività, generando invidia e voglia di usufruire di questo bene “pubblico”.Diciamo che con il loro atteggiamento “allegro” negli anni, i bagnini, si sono tirati addosso le antipatie e le invidie dell’oppinione pubblica. Io sono anziano e spero che la situazione si risolva tutelando un po tutte le parti , senza penalizzare nessuno, , ma spero solo prima di morire, con questa nuova riforma del settore, che sembra si dovra effettuare, di ricevere dopo 45 anni che pago il mio ombrellone stagionale tutti gli anni, di vedermi consegnare, FINALMENTE LA MIA PRIMA RICEVUTA FISCALE . Grazie pensiero di un cittadino normale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *