Norme e sentenze

Tar Lecce respinge ricorso Antitrust contro proroga concessioni balneari

Virtuosa sentenza firmata dal giudice Pasca, che afferma anche l'assenza di interesse transfrontaliero certo sulle concessioni balneari

Con sentenza n. 981 emessa oggi, la prima sezione del Tar Lecce (presidente ed estensore Antonio Pasca) ha respinto il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato proposto per l’annullamento degli atti con i quali il Comune di Manduria, in applicazione della legge 145/2018, aveva disposto l’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033. Si trattava di uno dei tanti ricorsi che l’Agcm ha presentato nei mesi scorsi contro le amministrazioni comunali “colpevoli” di avere applicato una legge dello Stato, e quella del Tar Lecce è la prima pronuncia favorevole ai balneari fra i tanti contenziosi attivati dall’Antitrust.

Il contenuto della sentenza

La sentenza 981/2021 del Tar Lecce ha affermato che il ricorso sarebbe inammissibile in quanto «gli atti impugnati, ovvero sia la delibera di indirizzo, sia la stampigliatura indicante la proroga ex lege apposta in calce ai titoli concessori a suo tempo rilasciati in favore dei controinteressati, non hanno contenuto negoziale e non sono provvedimenti in senso proprio». Inoltre, secondo il tribunale amministrativo «l’impugnazione non è supportata dalla deduzione del motivo dell’incostituzionalità della normativa presupposta, onere di deduzione cui non è possibile derogare, vertendosi pur sempre nell’ambito di un giudizio impugnatorio caducatorio», introducendo così ancora una volta un innovativo principio di diritto nel panorama giurisprudenziale riferito alla materia demaniale.

Di particolare rilievo si presenta altresì la questione riferita alla natura non autoesecutiva della direttiva Bolkestein. Infatti, argomenta il Tar, «appare evidente […] che la direttiva servizi non risulti immediatamente applicabile proprio con riferimento alla disciplina positiva, atteso che la stessa richiede allo stato nazionale di completare le astratte previsioni della direttiva con norme di dettaglio e disposizioni attuative. Così ad esempio, con riferimento a procedure di gara ad evidenza pubblica caratterizzate anzitutto da trasparenza, appare evidente l’esigenza di definire una normativa di attuazione uniforme per l’intero territorio nazionale, in ordine al tipo d gara, al criterio di selezione, alle forme di pubblicità, ai requisiti soggettivi di partecipazione, alla durata della concessione ecc».

Ma c’è di più: con riferimento alla scarsità delle risorse disponibili e all’interesse transfrontaliero, afferma la sentenza, «appare altrettanto evidente come una trasparente valutazione della sussistenza o meno dell’interesse transfrontaliero con riferimento a ciascuna concessione demaniale non possa essere rimessa alla valutazione o all’arbitrio del singolo dirigente comunale, ma presupponga la previa fissazione da parte dello Stato di criteri uniformi e predefiniti». Inoltre, il Tar Lecce ritiene evidente «l’assenza di interesse transfrontaliero (che deve invece essere certo) con riferimento a concessioni demaniali marittime, magari ubicate in zone costiere caratterizzate da bassa redditività, aventi ad oggetto stabilimenti balneari di modesta entità e condotti attraverso la forma dell’impresa familiare».

La sentenza riveste particolare importanza in quanto dà certezza a tutti gli operatori balneari di Manduria, i quali potranno continuare a svolgere la propria attività senza essere esposti a ricorsi da parte di altri soggetti; inoltre, la pronuncia è particolarmente innovativa poiché a differenza del Tar Toscana (che al contrario ha accolto il ricorso dell’Antitrust), approfondisce la questione della natura degli atti di proroga; infine, soprattutto, la sentenza stessa pone le basi giuridiche per le questioni di compatibilità sopranazionale della normativa relativa alla proroga delle concessioni demaniali.

I commenti

Nel corso del giudizio la Federazione Imprese Demaniali Salento, difesa dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, è intervenuta ad opponendum, ossia a supporto del Comune e degli altri operatori balneari, difesi dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani, Gianluigi Manelli, Danilo Lorenzo e Francesco Meo. Analoga scelta ha fatto il Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonio Capacchione, Bartolo Ravenna e Stefania Frandi.

Esprime grande soddisfazione Mauro Della Valle, presidente della Federazione Imprese Demaniali: «Non è accettabile che l’Antitrust possa decidere a proprio piacimento le vittime dei suoi ricorsi. In questo modo potrebbe accadere che due concessionari che hanno gli stabilimenti limitrofi ma in diversi Comuni, abbiano uno la proroga sino al 2033 e l’altro un pugno di mosche in mano. C’è bisogno di certezza per gli imprenditori; certezza che, mio rammarico, garantisce il quasi solo il Tar Lecce. Ma c’è molto di più. La sentenza del tribunale salentino ancora una volta mostra la strada da seguire, invocando norme di dettaglio al fine di definire una normativa di attuazione uniforme per l’intero territorio nazionale; infine, ci auguriamo vivamente che il passaggio della sentenza che parrebbero doversi escludere dal raggio di azione della direttiva Bolkestein gli stabilimenti balneari di modesta dimensione e con gestione a livello d’impresa familiare: insomma, si tratta di un lampo di speranza per tutte le migliaia di famiglie balneari che hanno portato avanti la propria attività con il sudore proprio e dei propri congiunti».

Particolare soddisfazione è espressa anche dall’avvocato Danilo Lorenzo: «La sentenza del Tar Lecce rappresenta un’innovativa statuizione laddove altri Tar nazionali avevano viceversa accolto le tesi dell’Agcm, anche se il Consiglio di Stato ha recentemente sospeso l’efficacia della sentenza del Tar Toscana emessa nella specifica materia. I giudici amministrativi salentini, con dovizia argomentativa e impeccabile approfondimento logico-giuridico oltre che dottrinale, hanno confermato la piena validità ed esecutività della legge n. 145/2018, l’unica applicabile nella materia della proroga dei titoli concessori. Sono anche contento che il Tar Lecce abbia confermato la natura di legge provvedimento della 145/2018, introducendo un innovativo principio nella materia e sottolineando la peculiare natura della normativa che dispone la proroga delle concessioni demaniali marittime, tale da rendere ogni atto amministrativo che dispone detta proroga meramente ricognitivo di quanto statuito dal legislatore».

Anche Giuseppe Mancarella e Toti Di Mattina, rispettivamente presidente provinciale e regionale di Cna Balneari Puglia, esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto: «Ancora una volta il Tar Lecce ha sancito un importantissimo principio nella questione delle concessioni, arrestando l’iniziativa proposta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato che riteneva non legittima la proroga disposta dal Comune di Manduria. Un ulteriore elemento per dare serenità alla categoria e confermare la validità del diritto sancito dalla legge nazionale e scongiurare la pericolosa azione giudiziaria proposta dall’Agcm. Ora diviene quanto mai urgente la norma sul riordino della materia per dare quella definitiva certezza a un comparto che rappresenta una delle più importanti categorie del tessuto economico nazionale».

Secondo Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib-Confcommercio, «con questa sentenza, molto importante per la ricchezza degli argomenti giuridici esposti, il Tar di Lecce ribadisce il suo orientamento circa la non diretta applicazione della direttiva Bolkestein per cui i Comuni sono tenuti ad applicare la legge 145/2018. A ulteriore motivazione il Tar ha sottolineato l’inammissibilità del ricorso dell’Antitrust perché non è stata sollevata l’eventuale questione di costituzionalità della legge 145/2018. Come è noto non solo ci siamo costituiti in questo come in tutti gli altri procedimenti giudiziari a difesa dei balneari, ma abbiamo anche partecipato personalmente in udienza per sottolineare la rilevanza nazionale delle questioni dibattute. Ora attendiamo il Consiglio di Stato, che ha fissato al 13 ottobre l’adunanza plenaria per esaminare la questione: confidiamo nella giustezza di quanto da sempre rivendichiamo e sulla fondatezza delle posizioni giuridiche dei balneari».

Infine, dalla politica arriva il commento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Bene ha fatto il Tar di Lecce a respingere l’ennesimo, inopportuno e dannoso per l’economia italiana, ricorso dell’Autorità garante della concorrenza nei confronti del Comune di Manduria che aveva giustamente applicato la legge dello Stato in materia di estensione delle concessioni balneari. È incredibile, infatti, che mentre le aziende italiane sono state messe in ginocchio dalla pandemia e il turismo stenta a ripartire tra mille difficoltà, un’autorità che dovrebbe tutelare l’economia nazionale si accanisca contro attività molto spesso a conduzione familiare che rappresentano un segmento fondamentale per il nostro paese. Mentre i grandi colossi della rete come Amazon, che ha moltiplicato a dismisura il fatturato negli ultimi due anni, pagano tasse irrisorie in Italia, l’Antitrust non ha nulla di meglio da fare che rincorrere la direttiva Bolkestein e le conseguenti linee europee che dovrebbe invece dichiarare del tutto estranee al settore? Per fortuna, in questo caso, c’era un giudice a Lecce».

Soddisfatto anche l’eurodeputato della Lega Matteo Adinolfi: «Per la prima volta in Italia un tribunale dà ragione ai balneari e blocca la direttiva Bolkestein. Il Tar della Puglia ha infatti rigettato il ricorso dell’Antitrust presentato contro il Comune di Manduria che aveva rinnovato le concessioni balneari. Nella sentenza si legge che la direttiva Bolkestein non può qualificarsi come self-executing in quanto non possiede i requisiti oggettivi dell’auto-esecutività. Per questo motivo, in assenza di una normativa nazionale di attuazione, la direttiva europea non può essere immediatamente applicabile. Un passo fondamentale che conferma che, ad oggi, la direttiva europea non può essere applicata nel nostro paese. Fino a quando quindi non vi sarà una norma nazionale che regolamenterà la materia in questione, le concessioni balneari potranno essere rinnovate. Ma c’è di più: la stessa corte ricorda come la natura self-executing della direttiva Bolkestein risulta chiaramente esclusa dall’art. 12 della direttiva stessa che prevede anzi rilevanti spazi di discrezionalità riservati allo Stato nazionale in sede di attuazione. È ora quindi di riprendere in mano la soluzione proposta dall’allora ministro Centinaio che proroga le concessioni marittimo-demaniali al 2033».

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    • Nikolaus+Suck says:

      Uh sì. Tra le tante, il contenuto negoziale del provvedimento amministrativo è una vera chicca giuridica. Questo farebbe danni pure in Valle d’Aosta e Umbria. Chissà perché il Consiglio di Stato lo riforma e smentisce regolarmente. Ne riparliamo dopo la decisione loro.

  1. Come sia possibile che un giudice possa violare apertamente il diritto europeo, la cirte cistituzionale, la corte di cassazione, con argomentazioni avulse dai principi cistituzionali, attribuendo l ennesimo trattamento di favore ai concessionari cin danno per la collettivita, appare incomprensibile. Cosi come incimprensibile appare il compirtamento della Commissione europea che non ha ancira deferito il nostri stati davanti alla Corte di giustizia europea. Viva le corporazioni!

    • Giurista eccelso. Come quando gioca l’Italia.. siamo tutti allenatori. Adesso anche tu pensi di avere le basi per screditare il dottor Pasca…mi faccia vedere le pubblicazioni….

  2. Io trovo bello che un concittadino di Manduria abbia fatto la segnalazione all’AGCM attivandola e lo ringrazio…più si è e più le cose si muovono…scrivete scrivete riportando la delibera di proroga e poi fatto tutto loro
    protocollo.agcm@pec.agcm.it

  3. Concordo con avv. Lucano, definire ridicolo il comportamento dell’Agcm è assai riduttivo, occorrerebbe una seria inchiesta per comprendere i veri motivi dell’azione sconclusionata e a “random” dell’autorità garante, garante di che? (sic!). Le sentenze e le motivazioni espresse dal tribunale di Lecce, le capirebbero anche i bambini, i quali, sono più “giusti” degli adulti, però, sanno ben poco degli intrighi di palazzo, operati dal Conte2, emblema del “sistema” Palamara! Menomale che abbiamo ancora dei Giudici onesti, i quali, sono certo, riusciranno a condizionare quelli disonesti, anche se di rango superiore!!!

  4. …così, tanto per ragionare… mi domandavo, ma tutti questi entusiastici commentatori cosa diranno quando il Consiglio di Stato annullerà tutte le sentenze di Pasca?

  5. Claudio+Galli says:

    Molto bene. Adesso sarebbe bene che il Presidente dell’AGCM desse le dimissioni. Tra l’altro l’AGCM é stata condannata a pagare 14.000 euro: sono soldi degli Italiani che l’AGCM poteva spendere sicuramente meglio.

  6. Avv.Lucano says:

    Sei sicuro che il consiglio di Stato manda a casa migliaia di imprenditori?? Io non sarei così convinto . Ne riparliamo

  7. Io temo che il Consiglio di Stato non possa che riformare la sentenza se cio non avenisse il diritto nazionale supererebbe quello europeo l’argomentazione che la direttiva Bolkestein non sia immediatamente esecutiva mi sembra veramente stirachiata se l’Italia l’ha recepita senza alcuna tutela per i concessionari demaniali attuali quindi “evidenze pubbliche” senza alcuna tutela non vuole dire che non e immediatamente esecutiva vuol dire che particolarmente ingiusta. Comunque a fine ottobre vedremo. Io sarei molto felice se si tornasse al diritto di suprfice proposto dal vixe ministero Baretta qualche anno fa

    • Buongiorno Andrea, in realtà la questione della autoesecutività è piuttosto complessa e sulla Bolkestein ci sono veramente pochi dubbi. La posizione del TAR Lecce è talmente isolata da essere generalmente stigmatizzata da dottrina e giurisprudenza e sostenuta con entusiasmo solo da qualcuno che ha interesse a cavalcare una “certa onda” con fini certamente diversi da quelli scientifici o di giustizia. L’argomento non solo è particolarmente lungo, ma anche complesso e questa non è la sede giusta per sviscerarlo. Tuttavia, il tuo richiamo alla norma di recepimento della Bolkestein, mi induce ad una rapida precisazione: il D.Lgs. 59/2010, all’art. 16 riproduce quasi pedissequamente l’art. 12 della Direttiva, cioè il legislatore nazionale in sede di trasposizione non ha ritenuto che quelle norme della Direttiva avessero bisogno di adattamento rispetto al Diritto nazionale, pertanto le due norme, una di rango primario, quella nazionale, e una di rango ultraprimario, quella europea, regolano la stessa materia allo stesso modo, ma una (quella europea) prevale sull’altra (quella nazionale) e la prima può essere superata solo da una norma di pari rango o superiore. Questo significa che qualsiasi norma nazionale in contrasto con quella europea è cedevole e perciò deve essere disapplicata a favore della norma europea che lo stesso legislatore ha riconosciuto chiara, precisa e incondizionata.
      Come vedi la questione della non autoesecutività si schianta miseramente di fronte ad atti normativi chiari, precisi e incondizionati (non essendo rimasto spazio per il legislatore nazionale che la ha riprodotta quasi fedelmente) e i vari sofismi, dei quali va solo apprezzato lo sforzo, ma non l’esito finale, generano illusione e sviamento rispetto al problema principale: il riconoscimento del diritto di buonuscita (non l’avviamento, sia beninteso perché si tratta di concessioni e non locazioni) e l’incameramento da parte dello Stato di beni immobili realizzati con la sua stessa autorizzazione. Sono questi i temi che il legislatore dovrebbe affrontare, non perniciosi rinvii dell’ingresso nel mercato dei beni demaniali, rinvii certamente dannosi per l’economia nazionale (non quella personale).

      (Il presente commento ha solo finalità scientifiche di studio, con assoluta esclusione di qualsiasi interesse personale o economico)

      • Quindi il legislatore italiano secondo lei ha ritenuto nel 2010 di recepire la bolkestein Sic et simpliciter nonostante in Spagna qualche anno prima avessero invece preferito estendere di 75 anni + 75 e prelazione??anche volendo credere a questo suicidio è possibile che magari si modifichi quel d.lgs del 2010?? diciamo così perché non era stato ben valutato??

        • Il Decreto di recepimento può essere sempre modificato a condizione che raggiunga gli obiettivi della Direttiva e c’erano tanti modi per farlo, non certo con le proroghe e le altre follie come bloccare le gare o escludere il commercio su area pubblica dal D.Lgs. 59/2010, ma il nostro legislatore segue più il vento che la razionalità. E purtroppo questo è il risultato.
          Ma per capirlo meglio legga di nuovo i commenti alla sentenza in rassegna da parte dei vari rappresentati dei sindacati e della politica, neanche uno che racconti qual’è la realtà, tutti a battere le mani per Pasca, senza spiegare che fine faranno le sue “storiche sentenze”… mi spiace, ma la colpa è anche vostra che gli date retta.

    • Alessandro says:

      Alla fine di tutto sarà la politica a decidere…anche se il consiglio di Stato decidesse x l annullamento del 2033 non si potrebbe andare ad evidenze pubbliche prima di 5 6 Anni…Ve lo dico qui…il 2033 è già confermato…poi ci saranno evidenze pubbliche fino al momento in cui il prossimo governo non cambi ancora i giochi

      • Mistral, fai solo “chiacchiere”, la direttiva europea, COME DICE IL PRESIDENTE PASCA, E LO STESSO CDS, È INAPPLICABILE, PERCHÉ PRIVA DI ELEMENTI BASE, CIOÈ DI NORME, NAZIONALI O EUROPEE CHE POSSANO REGOLAMENTARE I DIRITTI DI ASSEGNAZIONE. Norme, che non possono essere decise individualmente ed a piacimento, da ogni dirigente comunale, in quanto, porterebbe inevitabilmente, caos, differenze e gravi discriminazioni inaccettabili NELLE MIGLIAIA DI COMUNI COINVOLTI. Non dovrebbe essere difficile da capire per dei “titolati” come voi!

        • Renzo, capisco tu sia poco strutturato e parli ripetendo a papagallo quello che hai sentito da altri, ma se fosse come dici tu non si potrebbero fare neanche le gare per l’assegnazione delle concessioni libere e invece si fanno, eccome se si fanno… Evidentemente ti hanno messo in bocca cose che non capisci, mi spiace.

          • Mistral, dovresti leggere le sentenze, in pratica, stai dicendo che il TAR DI LECCE, non capisce niente!

  8. Avv.Lucano says:

    A tutti sfugge un concetto , come farà lo stato a mandare a casa tanti piccoli imprenditori che producono reddito con la forza lavoro familiare . Soffermarsi solo su aspetti giuridici e scientifici nn è l’approccio corretto. La questione è come dico da anni politica e la politica va a toccare e condizionare tutto anche le scelte giudiziarie. Va difeso il lavoro della gente , va difesa la dignità delle persone va trovato un compromesso in Europa o la stessa è destinata a soccombere. Non oso immaginare il caos giuridico e sociale, meglio non pensarci . Pensassero a crealo il lavoro e non a toglierlo a chi ce l’ha . Aspetto con ansia il rinvio pregiudiziale del consiglio di stato alla cge.

    • L’avvocato Lucano nega un principio essenziale del diritto e cioè quello di gerarchia delle fonti normative. Non tutte le norme hanno lo stesso rango, questo era così nel 1800, quando le Costituzioni (solo in Italia si chiama Statuto, tutti gli altri le chiamavano Costituzioni) potevano essere derogate con legge ordinaria e non c’erano i Trattati internazionali come sono concepiti oggi. Al contrario oggi, vista la complessità dei rapporti interni ed internazionali, le norme possono avere asilo negli ordinament solo se rispettano quelle sovraordinate.
      La “politica” di Lucano è quella di bassa lega, quella delle clientele, quella che non vede al di là del proprio naso, quella che nega che la fonte dell’attuale livello di reddito medio non è la conservazione dei privilegi, ma la concorrenzialità tra gli operatori.
      Lucano illude chi lo segue con frasi ad effetto e slogan, ma non dice nulla di concreto e insegue ciò che non può conservarsi all’infinito. Lucano e gli altri “oratori” dovrebbero concentrare le loro energie per garantire ai concessionari il “diritto di buonuscita” sulla base del fatturato annuo medio e dei contributi versati per il personale e dovrebbe battersi per il riconoscimento del valore immobiliare aggiunto al bene demaniale quando lo Stato incamera i beni realizzati dai concessionari e regolarmente autorizzati.
      Ma non solo non dice una sola parola su ciò che dovrebbe dire per difendere i concessionari, ma usa argomenti che non stanno né in cielo né in terra. “Va difeso il lavoro della gente , va difesa la dignità delle persone” oppure “Pensassero a crealo il lavoro e non a toglierlo a chi ce l’ha”. Due frasi da affrontare su piani diversi.
      1) La dignità delle persone si difende riconoscendo ciò che hanno fatto, non ciò che hanno; e mi spiego meglio: la dignità non deriva dall’aver ottenuto un privilegio a cui altri non possono accedere, ma da quanto quel privilegio è stato valorizzato e reso ancora più produttivo per chi lo ha concesso (perché di concessione di un diritto si tratta e non di diritto originario in capo all’utilizzatore). E qui si torna alla “buonuscita” e all’indennizzo per i beni realizzati sul demanio.
      2) Difesa del lavoro. Il passaggio da un concessionario all’altro, in valore assoluto su scala nazionale, non riduce di una sola unità gli occupati, cambiano, eventualmente i nomi, ma non i numeri. Il concessionario uscente, se ha ricevuto la “buonuscita” e l’indennizzo ha avuto tutto ciò che gli spetta, gli altri lavoratori verranno occupati dai nuovi concessionari che non possono certo lavorare da soli e se non saranno loro a lavorare saranno altri.
      3) Creare il lavoro. Cos’è? Un auspicio, una formula magica, uno slogan? Il lavoro si crea quando le condizioni economiche dell’intero sistema sono tali da creare circoli virtuosi, e questi circoli virtuosi non si creano bloccando la concorrenza, ma favorendola. Chissà se i lavoratori del settore della telefonia mobile sono di più oggi o nella seconda metà degli anni ’90. La risposta è banale e il motivo pure: la concorrenza.

      (Il presente commento ha solo finalità scientifiche di studio, con assoluta esclusione di qualsiasi interesse personale o economico)

      • Nikolaus+Suck says:

        Ma infatti io nel mio piccolo e per quel che vale con questo anonimo e sedicente “Avv.” (?) Lucano che “si manifesta quando lo ritiene” ho smesso di confrontarmi da tempo. Non sono chiaramente alla sua altezza né ho il suo acume “politico”. Ma sono curioso della eventuale risposta a Lei.

        • Alessandro says:

          Voi non immaginate nemmeno minimamente cosa significhi fare un bando per una spiaggia….immaginate di doverne fare 40 50 in piccoli comuni….ci vogliono come minimo 5 6 anni per arrivare ad organizzarli…altri 2 3 per farli più tutti gli eventuali ricorsi…il demanio è un caos normativo chiunque partecipi ai bandi non conosce le problematiche di ogni concessione…il 2033 non è più attaccabile proprio per tutte queste cose….poi cosa succederà dopo solo la politica lo sa

          • Alessandro,a me sembra che la strada la stiano spianando con le semplificazioni e con la riforma sulle concessioni.Secondo me ,ma potrei sbagliare, parecchi balzelli verrano spazzati via perché dobbiamo procedere spediti per ovvi motivi.Uno di questi motivi sono i denari europei della Next Generation Eu.L’Italia avrà la fetta più consistente e saranno soldi che provengono anche dalle tasse degli altri cittadini europei.Capisce perché non si possono fare più certi giochetti?E che la politica di basso profilo non avrà più tanto margine per concedere privilegi incomprensibili per noi,figuriamoci per l’Europa.Non fate finta di non capire cosa bolle in pentola e come sia utopico sperare che nel vostro settore tutto rimanga cristallizzato e protetto da chi sempre vi ha graziato.

          • Diversi comuni Alessandro hanno fatto i bandi per assegnare nuove concessioni, tema spesso evocato dalla categoria per dire che le risorse non sono limitate, per cui i comuni faranno la stessa cosa: definiranno dei criteri e delle commissioni. Spero avvenga a fine anno così c’è il tempo per i passaggi di consegne.

  9. Beh ai concessionari uscenti subentreranno altri quindi la differenza tra disoccupati e occupati rimarrà invariata…leggendo alcuni commenti ringrazio il cielo la divisione dei poteri che non permette alla politica di influenzare la giustizia. Quest’anno fatturate fatturate e magari vi sarà riconosciuta una buonuscita coerente.

    • Alessandro says:

      Non è come dici te…un conto è fare un bando per una concessione….un conto è farne 30000…poi la maggior parte dei bandi sono di spiaggie comunali…quindi situazioni molto differenti….ti ripeto…il 2033 è inattaccabile per svariati motivi…la politica ha già deciso Ve lo do per certo…

      • Ah se lo dice lei!…il silenzio della politica però dovrebbe allarmarvi..strano che l’on. Gasparri non dica più nulla da quando Draghi ha espressamente detto che ci sarebbe stata una riforma del tema concessioni e concorrenza. Io Renzo fatturerei il più possibile sperando in un riconoscimento e a ottobre, prima del consiglio di stato, cercherei di vendere a qualche migliaio di euro.

  10. Mistral, Suck e &, le vostre considerazioni sono lontanissime dai fatti concreti avvenuti, ormai cercate soltanto di “indovinare” quanto dovrà decidere il CDS in seduta plenaria a ottobre, ovviamente, sperate nella disastrosa “caduta dal cielo” di imprese e attività avviate da tantissimi anni, se non aggratis, a poco prezzo. Temo per voi, sono certo, rimarrete fortemente delusi! Il Presidente Pasca, assolutamente imparziale,(leggetevi le sentenze) sarà di grandissimo aiuto alla risoluzione del problema e sicuramente sarà preso in considerazione per la decisione finale.

    • Nikolaus+Suck says:

      Non cerchiamo di “indovinare” proprio nulla e non abbiamo bisogno di farlo. Ci basta aspettare, come dobbiamo fare tutti. Dopodiché è un “fatto concreto avvenuto” e verificabile con una ricerca che satisticamente finora praticamente tutte le sentenze del TAR Lecce a presidenza Pasca, in qualsiasi materia, se appellate risultano riformate e ribaltate nel merito da ogni Sezione, collegio e consigliere relatore del Consiglio di Stato che se ne sia occupato. Un genio incompreso, o qualcos’altro? Boh, vedremo!

      • … sino ad oggi NESSUNA, tra le numerose che ci riguardano, anzi, quelle appellate, come tutti sanno, sono state respinte. Suck e Mistral, pur di farvene una ragione, tirate fuori “storie” che non hanno niente a che fare con l’argomento in discussione. Il vostro continuo “denigrare” il TAR DI LECCE, non trova alcuna conferma in ribaltamenti sulle numerosissime decisioni del Presidente Pasca. Inoltre, paragonare le “nuove concessioni libere” (Mistral 15:29) a quelle “storiche”, è semplicemente ridicolo, a dir poco. Mi spiace, qui non si tratta di “pappagalli”, bensì di logica e buon senso, che ahimè non vedo nei vostri “ragionamenti”!

        • Non si tratta di “paragonare”, ma di una risposta ad una tua osservazione e cioè: “COME DICE IL PRESIDENTE PASCA, E LO STESSO CDS, È INAPPLICABILE, PERCHÉ PRIVA DI ELEMENTI BASE, CIOÈ DI NORME, NAZIONALI O EUROPEE CHE POSSANO REGOLAMENTARE I DIRITTI DI ASSEGNAZIONE. Norme, che non possono essere decise individualmente ed a piacimento, da ogni dirigente comunale, in quanto, porterebbe inevitabilmente, caos, differenze e gravi discriminazioni inaccettabili NELLE MIGLIAIA DI COMUNI COINVOLTI”.
          Probabilmente, Renzo, hai ripetuto questa osservazione di qualcuno senza leggerla bene. C’è scritto che non si possono fare assegnazioni delle concessioni senza nuove regole.
          La mia risposta è che le assegnazioni si facevano e si continuano a fare anche senza le “nuove regole”, perché quelle che ci sono bastano e avanzano e quello che tu ripeti senza spirito critico è negato dai fatti, anche se lo dice il Presidente Pasca o qualcun’altro che te lo ha fatto credere.
          Quanto alle sentenze di Pasca non riguardano solo il demanio marittimo, ma una pletora di argomenti e materie inerenti il Diritto Amministrativo, perciò è pure possibile che ciò che L’Avv. Suck ti fa notare, possa essere molto probabile, ma mentre lui lo ha verificato, tu non lo puoi sapere se non te lo dice qualcuno del mestiere.
          Il mio consiglio è di non avventurarti in un mare (per restare in tema) a te totalmente ignoto, ma di commentare solo cose che conosci bene, se no ti esponi a queste “punzecchiatture”.
          Con stima
          Mistral

          • Nikolaus+Suck says:

            Renzo in parte non ci arriva in parte fa il furbo e ormai si sa. Comunque come caso rilevante l’ultima sentenza TAR Lecce che mi viene in mente con cui Pasca Presidente ed estensore faceva politica, in quel caso ambientale, è quella del caso ILVA di Taranto, che il Consiglio di Stato poco fa ha letteralmente asfaltato senza guardare in faccia a nessuno.

  11. Qui , i furbi dei furbi siete voi due, come già detto nel mio precedente, pur di farvene una ragione, continuate a raccontare “storie” che non c’entrano una mazza con l’oggetto in discussione (cosa c’entra l’ILVA?!) Suck, la tua fantasia è senza limiti, le mie osservazioni non sono affatto copiate, e ti ripeto che le nuove concessioni non sono un problema per nessuno, difatti, le regole rimangono le stesse. Il “problema”, invece, si presenterebbe con l’assegnazione delle vecchie concessioni “espropriate” (valore dell’impresa, in moltissimi casi degli immobili, dell’avviamento, delle attrezzature, la clientela acquisita, gli investimenti effettuati etc etc) tutte cose che hanno un valore intrinseco. Ma voi queste cose non le capite, in quanto sicuramente non avete mai avviato e gestito una impresa, oppure fate finta di non capirle! I Furbacchioni siete voi!!!

    • Caro Renzo. I due esimi avvocati hanno ragione. Mi spiego. Hai presente quando u avvocato fa liberare un imputato detenuto per un cavillo??ecco. Gli spagnoli hanno deciso politicamente di prendersi 75 anni con prelazione. Quindi la politica Spagnola ha deciso. I nostri politici invece fanno Melina. Questa è la verità. Così i vari suck diario e Mistral approfittano della situazione per tirare acqua al proprio mulino. Perché di fatto non è l’Europa che ce lo chiede. l’Europa ha detto fate come vi pare ma fatelo. Ma se domani si copia la Spagna vedrai che casino… per questo per me sono solo ipocriti…si nascondono dietro ad una direttiva farlocca per trarne vantaggio

    • Nikolaus+Suck says:

      Caro Renzo io continuo a sperare che quello che fa finta di non capire è lei. Ovviamente l’ILVA non c’entra in sé, ma come esempio di altra sentenza dello stesso TAR, stesso Presidente e relatore, pronunciata in una materia importante e sensibile, che ha fatto affermazioni diciamo “originali” e che il Consiglio di Stato ha totalmente smentito e riformato. Senza preoccuparsi delle migliaia di cittadini che, forse, quella sentenza voleva proteggere e semplicemente applicando il diritto positivo e quello vivente, come è compito di ogni giudice.
      Ma invece quando voialtri, come fa ad es. il Suo compare Carlo, divagate su cose che “non centrano una mazza” come evasione generale, il commerciante dall’altro lato della strada, le ville, la corruzione, etc., e la buttate in caciara col fatto che in Italia ci sono tanto problemi più importanti delle spiagge (secondo voi), è giusto e va tutto bene vero?
      E poi ancora con questa storia delle concessioni “espropriate”? Si è detto fino alla nausea che non è così e perché. A proposito di chi non vuole sentire né capire… Stia bene e si goda la stagione!

      • Grande AVV suck. Probabilmente il miglior avvocato d’Italia. Si vada a vedere una puntata qualsiasi di report per capire quali seri problemi ci sono in Italia e ben più seri ed urgenti. Per la questione evasione poi….lei mi fa sorridere….un bar è su strada…ma un finanziere che entra in uno studio legale non si è mai sentito…lei ha i paraocchi

        • Si si Carlo,andiamo a vedere una puntata di Report di qualche anno fa che aveva fatto luce sul vergonoso sistema delle concessioni balneari.È di qualche anno fa,ma attualissimo.Se invita ad andare a vedere le puntate di Report sulle magagne altrui è segno che ha stima di quella testata.

          • Si si l’ho vista. Infatti a differenza sua io capisco le vostre posizioni ma vedo evidente ipocrisia da parte di tutti voi compresi i geniali avvocati sulla questione bolkestein usata come scusa per entrare nel sistema italiano…. vergognatevi

        • Nikolaus+Suck says:

          Può darsi. Eppure Renzo è proprio a me che dice che divago con cose che “non c’entrano una mazza”, non a Lei. Curioso no? 🙂
          E che esistano anche altri problemi, non fa venire meno né sminuisce questo.
          Buona visione di Report stasera.

  12. Grazie a Renzo che anima la chat con incrollabile forza, poca consapevolezza, ma tanta determinazione. L’ultima stagione è partita, godetevela perché l’anno prossimo potrebbero esserci altri imprenditori a gestire il bene pubblico..circa 130 giorni alla plenaria del consiglio di stato!

  13. Suck, sempre alla ricerca di una giustificazione, divagando con altri argomenti, accusando gli altri di fare la stessa cosa, anche se entriamo nei meriti, non troveremo mai sintesi. Il fatto incontestabile, è che, alle numerose sentenze che ci riguardano direttamente (concessioni demaniali e 145/18) del TAR DI LECCE, non c’è stato alcun ribaltamento nonostante gli appelli, i quali, sono stati respinti con addebito delle spese! Questi sono i fatti concreti al momento, ora, vai pure a cercare tutti i cavilli che vuoi in altre storie, non convincerai nessuno!

    • Nikolaus+Suck says:

      E continuiamo a ripetere cose false, ridette e smentite, con totale ignoranza e malafede. Nessun appello è stato respinti, devono ancora essere decisi e lo saranno in base alla decisione della Plenaria dopo ottobre. Sono state solo rigettate le sospensive cautelari, per difetto di danno attuale e irreparabile e senza nessun accenno al merito. Lo sanno anche i granelli di sabbia. Renzo ultimo soldato giapponese. 🙂

  14. Forse avrei dovuto dire: NON SONO STATE ACCOLTE?! (Credo che la sostanza non cambia) Tutto il resto lo sapevamo già, come si evince da precedenti intercorsi, tutti, sappiamo benissimo, che, la decisione importante, forse, a mio modesto avviso, neanche definitiva, avverrà a ottobre con la plenaria. Però, Avv Suck, lasciamelo dire, se fossi avvocato, non starei qui a perdere tempo! Quale causa stai perorando? È mai possibile che stai “lavorando” senza onorario? Qual è il tuo interesse in questa vicenda? Perché vuoi mettere in difficoltà 30.000 imprese che non hanno mai tolto nulla a nessuno e non hanno mai invocato aste? Che invece, hanno fatto tanto bene a questo Paese, da più di un secolo? Perché sostieni una direttiva europea che danneggia gravemente gli italiani e respingi leggi dello Stato che tutti (quasi) hanno sostenuto? Ti prego, non fare sempre l’avvocato professore di “diritto” e non solo, scendi dal piedistallo!!!

    • Renzo le norme che prolungano le concessioni fanno bene solo ai balneari quindi togli “danneggia gravemente gli italiani” perché voi trenta mila siete una minoranza di italiani privilegiati e le aste vanno a beneficio dei restanti, cioè la stragrande maggioranza.

  15. … Suck, il titolo di questo articolo che stiamo commentando è: “TAR DI LECCE RESPINGE RICORDO DELL’ANTITRUST CONTRO PROROGA CONCESSIONI BALNEARI” (ti dice niente?) non l’ho scritto io!!!

    • Nikolaus+Suck says:

      Certo. Il TAR. Quello di Lecce. Sopra si parlava del Consiglio di Stato, nazionale, e di cui siamo tutti in attesa. E dai su…

      • Sinora, questa decisione, non è stata respinta da nessun Consiglio di Stato. Ora, se mi consentite direi BASTA, è maturata la convinzione di avere a che fare con personaggi simili all’onorevole Trombetta, nel film di Totò “MA MI FACCIA IL PIACERE”. Voi vi vendereste anche la mamma, pronti a sostenere una una direttiva farlocca, per avere una possibilità su un miliardo, di fregare una attività messa su da altri. Se siete onesti, dovreste prima di tutto, respingere anche voi, questa assurda direttiva, e poi, semmai, sottolineo semmai, fare una battaglia per lavare i panni in casa. Povera Italia! Vi auguro un mondo di bene!

  16. Io penso che il motivo che spinge i vostri “nemici” a dibattere su con voi su questo forum sia solo uno:il senso di appartenenza allo Stato e la “pretesa” di essere trattati tutti allo stesso modo.Mi indigna vedere che per favorire alcuni si aggirino continuamente leggi e regole che già esistono e che si prendano in giro istituzioni di ogni livello.Se c’è chi ha avuto la possibilità di trarre guadagno da un bene collettivo ad un certo punto dovrebbe capire che quella possibilità “deve” essere concessa anche ad altri.Prima di sentirsi avvocati penso che Suck e Mistral si sentano cittadini e che siano animati soprattutto da questo.Come me,Diario ecc….poi la loro conoscenza del Diritto è un indiscutibile dato di fatto.

      • E perché di Grazia sarei ipocrita?Perché vorrei che la giustizia sociale prevalesse su favoritismi e clientelismo?E perché sostengo che ad un certo punto bisogna competere per godere di un bene pubblico?E perché sostengo che se lei sarà giudicato attraverso una gara di essere più meritevole di me tanto di cappello e io mi faccio giustamente da parte?Perché penso che la concorrenza sul patrimonio pubblico sia DEMOCRAZIA ECONOMICA? Questo è il mio pensiero,per lei sicuramente sbagliato e discutibile,ma perché ipocrita?

        • Nikolaus+Suck says:

          Ilaria ma ancora gli da credito? Sono tutti uguali: quando hanno finito gli argomenti che pensano di avere, diventano ripetitivi, e offensivi. E spesso e volentieri entrambe le cose insieme. Non se ne curi e non si arrenda. Buona giornata.

          • Lei avrà i suoi buoni motivi per ripetere le sue tarantelle, io non spreco fiato più per farlo. Non è offensivo. Io prenderei un caffè con lei Mistral e Ilaria ma non voglio scrivere più per ripetermi. Le persone intelligenti sanno

  17. Bene, intanto rispettiamo le decisioni del Tar di Lecce, il quale, è sicuramente contrario alle vostre considerazioni, oppure da bravi avvocati che siete, suggerite di non rispettarle?! Poi, aspettiamo la “plenaria” che a vostro dire, farà ciò che a voi piacerebbe tantissimo, mangiare con il sudore degli altri! (Sic!).

    • Renzo… noi la sentenza del TAR Lecce la rispettiamo per i seguenti motivi:
      1) Si tratta di una serie di pronunce tutte uguali (tranne alcune piccole precisazioni nel passaggio dal 2020 al 2021) e alcune delle quali sub iudice, rispetto alle quali nessuna pronuncia in appello definitiva è stata emessa. Questo significa che semplicemente si tratta di giurisprudenza minoritaria di primo grado… per ora non ha alcun peso e seguito, poi si vedrà.
      2) Si tratta di pronunce inter partes che non incidono in nessuna situazione giuridica che non sia quella del ricorrente e quella della Pubblica Amministrazione che ha emesso il provvedimento amministrativo. Quindi non ha alcun effetto su nessuno di noi, salvo che tra i lettori non ci sia il ricorrente.
      3) Molti di quelli che vengono attaccati perché si schierano a favore di una “direttiva farlocca” e contro le leggi dello Stato, lo fanno perché da più di 30 anni hanno studiato e accolto nello schema della gerarchia delle fonti il Diritto dell’Europa (Comunitario prima e dell’Unione Europea oggi) e hanno studiato e accolto la primazia di tale Diritto su quello nazionale perché i benefici cha ha portato sono infinitamente più ampi delle limitazioni. Quelle persone, quindi, non hanno necessariamente secondi fini (come continuamente si ipotizza), ma adoperano il metodo della critica per contrastare le sentenze che negano questa certezza, senza per questo mancare di rispetto. La critica serve a ricondurre chi sbaglia sulla giusta via, e così come potremmo aver sbagliato noi, potrebbe pure essere che il giudice di Lecce possa aver sbagliato. Si tratta solo di aspettare.

      Vorrei aggiungere che io non ho bisogno di mangiare col sudore degli altri, col mio mi sazio a sufficienza, e se il Consiglio di Stato deciderà nel senso da noi auspicato, semplicemente verrà ristabilito l’ordine.
      Ma ciò che mi preme dire è che la battaglia contro le gare è sbagliata perché distoglie l’attenzione dal vero problema: l’indennità di buonuscita e il riconoscimento del valore dei sovrassuoli legittimamente realizzati. Meditate.

      Cordialità
      Mistral

  18. Mistral, ancora una volta, tante chiacchiere inutili, per dire che dobbiamo aspettare la plenaria del CDS, per la quale, siamo tutti d’accordo. Come già detto, non credo potrà essere una decisione definitiva, a causa delle incongruenze e gravi discriminazioni della direttiva europea. Nel frattempo, volenti o nolenti, la strada maestra è quella del TAR DI LECCE, presieduta dal Dr, Pasca!
    Fatevene una ragione!!!

    • Nikolaus+Suck says:

      Veramente da che mondo è mondo la “strada maestra” è la giurisprudenza prevalente. Che, anche prima e senza il Consiglio di Stato, è quella dei ben più numerosi TAR che dicono il contrario di quello di Lecce, che è isolato e lo sanno tutti. Ma l’ultimo giapponese insiste. Contento lui…

  19. Le incongruenze e le discriminazioni sono in primo luogo a casa nostra.Ci sono leggi chiare e precise,da sempre aggirate e disattese per compiacere un’elite di privilegiati.Difenda gli eventuali diritti che può vantare sulla sua azienda,ma sulla spiaggia accetti di mettersi in gioco dal momento che non le appartiene.Fare finta che non sia così,rifiutarsi di capire che esistono regole,leggi e trattati internazionali che regolano la civile convivenza,dire”io sono io e tu non sei nessuno”e pensare di godere di diritti che ad altri volete negare in eterno,questo è da ipocriti.Io non difendo la Bolkestein,anzi come ho già detto,il massimo della soddisfazione sarebbe che bastassero le leggi del mio Paese a tutelare tutti allo stesso modo.Ma sono consapevole che il Diritto Europeo esiste e che sarà difficile raggirarlo a vostro totale favore.Comunque non ho capito perché sarei ipocrita!

  20. Sino a quando non ci sarà qualcuno “superiore” che vi darà ragione, prevarrà l’orientamento del TAR di Lecce (Rinnovi al 2033) tempo necessario per “regolarizzare” l’attuale ridicola direttiva, salvo “difficilissimi anticipi”. Coloro che scalpitano, improvvisando regole farlocche, appoggiandosi agli “irregolari” che non rispettano le leggi dello Stato, rimarranno delusi. Quanto sopra, lo capirebbero anche i bambini!

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