Abruzzo

“Antitrust diffida Regione Abruzzo su proroga concessioni balneari: vergognoso”

Il presidente del consiglio regionale Sospiri: "La norma è valida, resisteremo in tutte le sedi"

«Trovo assolutamente vergognosa la segnalazione inviata dall’Autorità garante della concorrenza del mercato contro la proroga delle concessioni balneari della costa abruzzese fino al 31 dicembre del 2033 decisa dalla Regione Abruzzo». Lo afferma il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri commentando l’iniziativa assunta dall’Agcm, che come già fatto nei confronti di molte altre amministrazioni comunali, ha inviato una diffida – in questo caso per la prima volta a una Regione – invitando a ritirare il provvedimento che recepisce la norma italiana di estensione delle concessioni balneari di quindici anni, con l’accusa che sarebbe in contrasto col diritto europeo. «La proroga rispetta una legge nazionale, la 145/2018, che di fatto l’Autorità ci chiede di non applicare», prosegue Sospiri. «Ovviamente, esprimendo il nostro pieno dissenso nei confronti di una posizione pregiudiziale ingiustificabile, la Regione Abruzzo annuncia che manterrà la schiena dritta, pronti a difendere il nostro operato amministrativo e soprattutto il nostro territorio e i nostri imprenditori, e ci costituiremo in tutte le eventuali sedi per ribadire la bontà del provvedimento stesso, coinvolgendo tutte le istituzioni nazionali per aprire una vertenza contro il garante».

«La segnalazione firmata dal presidente dell’Agcm Roberto Rustichelli è semplicemente inaccettabile e contraria a quelle politiche di tutela del territorio e delle sue risorse, umane e strutturali, che è doverosa oggi più che mai, dopo quella crisi economica spaventosa che ha travolto il nostro sistema produttivo in seguito alla pandemia», ribadisce Sospiri. «In sostanza l’Agcm ha indirizzato alla Regione Abruzzo, attraverso il presidente Marsilio, una segnalazione di messa in mora contestando la proroga delle concessioni balneari della nostra costa sino a fine 2033, impedendo la loro messa a bando; una norma che in realtà tutela l’immenso patrimonio esperienziale e infrastrutturale che oggi rende quelle concessioni un bene di inestimabile valore per il nostro turismo e per l’intero indotto che ruota attorno a quel sistema, in termini di indici occupazionali e di capacità professionali, oltre che di potenzialità di investimento».

Come per tutte le precedenti diffide, anche in questo caso l’Antitrust concede alla Regione trenta giorni di tempo per comunicare le determinazioni assunte in riferimento alla segnalazione, eventualmente prevedendo le modifiche al provvedimento di proroga adottato che, a suo giudizio, determinerebbe una distorsione concorrenziale in quanto causerebbe una «restrizione ingiustificata alle libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizio, contrastando la direttiva 123 del 2006 della Comunità europea», tentando dunque di imporre l’avvio di una procedura concorsuale.

«In modo paradossale – commenta in conclusione Sospiri – l’Agcm pretende dalla Regione Abruzzo di non rispettare una legge dello Stato italiano, la 145 del 2018, pretesa che riteniamo inconcepibile e non condivisibile. Ciò significa che siamo pronti ad alzare le barricate contro qualunque azione l’Autorità garante della concorrenza intenderà adottare: la Regione Abruzzo non retrocede di un passo, la norma è legittima e rispettosa della legge italiana, perfettamente in linea con la politica che caratterizza il nostro lavoro amministrativo e legislativo e siamo decisi a difenderci in tutte le sedi».

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  1. Nikolaus Suck says:

    Un altro contenzioso e quindi un altro precedente TAR in vista. Ottimo. Specie tenuto conto dei precedenti del TAR Abruzzo competente.

  2. Assolutamente ridicolo, l’antitrust contro lo Stato, seminando intollerabile caos e provocando enormi danni di diversa natura, sicuramente non offre una buona immagine a questo Paese. Povera Italia!😭

  3. La Buona imagine di questo Paese si e’ andata a far friggere con il teatrino Delle concessioni balneari che ha messo in luce il peggio del peggio della politica.Favoritismi,clientelismo,nepotismo,conflitto d’interessi sono stati I fari che hanno illuminato la politica sulle decision da prendere,costringendo altri organi a tentare di riportare le cose verso la legalita’ e riparare “Al danno d’immagine” creato ad arte.Povera Italia!

  4. Ridicoli e inutili intromissioni speculative su una materia che non può essere soggetta alla concorrenza così come è intesa dall’Europa. Inutili burocrati al servizio del nulla.

  5. Io vorrei ringraziare l’abruzzese che ha fatto segnalazione all’AGCM magari pensando che nulla sarebbe successo e invece!…se andate al mare in un posto che vi piace, se vivete al mare provate a cambiare le cose e chiedete all’AGCM di verificare la legittimità del rinnovo poi faranno tutto loro gratuitamente e in prima persona cioè senza passare più da voi…scrivete scrivete
    protocollo.agcm@pec.agcm.it

  6. Si Claudio,sostenendo che la risorsa non e’ scarsa e che ancora ci sono tante spiagge da occupare.Alla faccia della salvaguardia dell’ambiente!

  7. il presidente di un organo dello stato che prende decisioni contro una legge dello stato, sembra una barzelletta! decisione evidentemente faziosa, presidente dell’ AGCM da rimuovere.

    • Personalmente, non trovo così strano che un’autorità indipendente a tutela della concorrenza possa pronunciarsi in sfavore di una legge nazionale che sembra violare una norma comunitaria di rango superiore.

    • Vede la Playacz la nostra Costituzione e’ Stata concepita con tutti quei pesi e contrappesi apposta ed anche per garantire che quando vengono calpestati I diritti,anche una legge dello Stato puo’ e deve essere messa in discussione da altri organi dello Stato.Non per niente e’ la piu’ bella del mondo.

  8. Con 4 soldi che pagano ,si stanno impadronito anche del bagnasciuga demaniale ,quando esauriscono gli ombrelloni affittano i lettini sul bagnasciuga occupano tutto vergogna.le istituzioni non controllano,ormai ognuno fa i ca………suoi

  9. Si sono impadroniti anche del bagnasciuga demaniale ,quando esauriscono gli ombrelloni affittano i lettini sul bagnasciuga occupano tutto vergogna.le istituzioni non controllano,ormai ognuno fa i ca………suoi

  10. Ogni persona ragionevole e preparata, dovrebbe essere d’accordo con LAPLAYACZ. (è proprio una barzelletta) Questo “teatrino” è possibile soltanto in Italia, difatti, ciò che sta accadendo, non esiste in NESSUNA ALTRA PARTE DEL MONDO. È proprio una vergogna.

    • Nikolaus Suck says:

      Stavolta bisogna dare ragione a Renzo: solo in Italia esiste ed è possibile un tale “teatrino” di continue proroghe di fortuna di concessioni che dovevano scadere e sarebbero scadute da tempo, di inerzia politica e amministrativa, di promesse e proclami ridicoli, di procedure di infrazione, e di pianti greci degli operatori che in realtà di tutto ciò stanno ampiamente approfittando. Sì, è proprio una vergogna.

      • Ma cosa dici Suck, vi ho più volte chiesto in quale altro paese europeo o del mondo ci sono le “aste” come da voi auspicate, di imprese che si aprono e si chiudono come scatolette; non siete capaci di rispondere, semplicemente perché il “sistema” che voi vorreste non esiste da nessuna parte, e non credo esisterà mai. Se, mi dimostri il contrario, mi schiererò dalla tua parte! Oltre alla vergogna, parlate a vanvera.

        • Sig. Renzo, credo che più o meno tutti i paesi europei non messi in mora rispettino la direttiva Bolkestein. Trovo, poi, che definire il meccanismo di concorso pubblico come “asta” sia piuttosto riduttivo. Nei bandi di gara, oltre all’offerta economica, vengono indicati una serie di requisiti e criteri che competono all’aggiudicazione della concessione, quali ad esempio l’esperienza nel settore, il livello di innovazione del progetto, i servizi offerti, le categorie impiegate come forza lavoro (giovani e/o categorie protette), ecc. Inoltre, è opportuno sottolineare che la discussione non verte sull’esigenza di cambiare quello che lei definisce “il sistema”, ma esclusivamente di ridurre la durata delle concessioni ed eliminare il meccanismo di autorinnovo. Difatti, l’ordinamento in vigore fino al 2018 (e ancora in vigore per i comuni che non hanno accolto la legge sulla proroga a 15 anni) prevedeva contratti di concessione della durata di anni 6+6. infine, le vorrei ricordare che una nuova gara pubblica non necessariamente equivale ad un’impresa che si chiude, i concessionari uscenti hanno egual diritto (in realtà sono anche avvantaggiati dall’esperienza) di partecipare alla nuova gara per riaggiudicarsi la gestione delle aree demaniali a loro assoggettate precedentemente. Questo “sistema” si propone di far perno sui concetti di meritocrazia, liberismo e concorrenza in un contesto in cui le imprese che sopravvivono sono quelle che valgono.

          • Nikolaus Suck says:

            Maperché grazie, in effetti sono tutte cose che stiamo dicendo e scrivendo da mesi in tutte le salse e che sanno benissimo, ma ovviamente Renzo & Co fanno finta di nulla e non ci sentono. Perché è proprio il possibile confronto ed il doversi mettere in discussione che li secca e spaventa.

  11. Provano moreno says:

    Caro sospiri. Si è mai chiesto xche sulla costa abruzzese il 90 x cento dei contratti e parti time. Quando invece si fanno mediamente 10 ore al giorno x 30 giorni senza riposo e a nessuno frega niente. Questo è il bene che volete al vostro territorio un covo di sfruttatori e di evasori fiscali. Può dire quello che vuole ma questa è la cruda realtà mio caro. Io lavoro 320 ore x 900 euro senza riposo caro mio e come me che ho 55 anni migliaia di persone lavorano a questi prezzi. E poi si chiedono xche la gente chiede il reddito di cittadinanza. L Abruzzo è molto indietro in quanto a diritti caro mio

  12. Caro provano non perda la speranza e prenda il suo PC e scriva all’AGCM oppure alla Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI (DG.GROW) dell’Europa con un email in italiano:
    grow-e2@ec.europa.eu
    cosi magari lei e altri suoi colleghi potrete provare a vincere ciò per cui avete lavorato…tentar non nuoce ed è gratis!

  13. Moreno,ma loro vogliono in esclusiva le spiagge per il bene degli Italiani.Nessuno e’ degno di competere con loro.Sicurezza per loro e discendenti.E a giorni tutto questo gli sara’ assicurato.Siamo uno Stato republicano tranne sulle sulle spiagge.Li c’e’ la monarchia assoluta con succession e al trono per diritto dinastico.Salvo che I re decidono di abdicare e “vendere”I loro regni.Noi siamo I servi della gleba.

    • Invidia solo invidia…
      Se avessi due spicci avresti già presi un bagno ma aspetti una evidenza pubblica che nn vincerai mai…
      Invidia invidia invidia

    • Certo Ilaria, quella spiaggia che la tua famiglia, ai tempi, non è riuscita ad avere. E tu ancora sta storia non te la sei messa via. Che brutto vivere..

      • Vede Andrea,lei non ha capito niente.I miei genitori lavorando in altro settore(privato) investendo,correndo rischi,dando lavoro a tanti e pagando tasse e balzelli come voi,si sono realizzati alla grande.Pero’ questo non c’entra con l’aver toccato con mano il vergognoso sistema che ruota da sempre attorno al mondo delle concessioni balneari.Se pensate che tutti parlano per invidia,date conferma di essere una categoria da invidiare per tutti I privilegi che godete e avete sempre goduto.Il mio non e’ brutto vivere….mi godo il frutto del lavoro mio e di mio marito e quello dei genitori che e’ stato costruito senza sfruttare in modo parassitario un bene collettivo e che mi darebbe modo di “comprare”uno stabilimento se volessi.Non avete piu’ argomenti credibili,via la Spagna,via la scarsita’ di risorse,via I diritti ereditari rimane l’invidia degli altri nei vostri confronti.

      • Nikolaus Suck says:

        Voi non avete “avuto” le spiagge, vi sono state date in concessione ovvero concesse a tempo. Fin dall’inizio. E quel tempo doveva scadere ed è scaduto.

  14. Non sapendo cosa dire, andate fuori “tema”, per il lavoro nero e lo sfruttamento ci sono le autorità preposte, inoltre i canoni non sono stati decisi dalle imprese balneari, e le spiagge, anche quelle in concessione, sono accessibili a tutti, come da regolamento, anche questo non deciso dalle imprese balneari, tutti sono tenuti a rispettarlo, chi non lo fa, viene sanzionato e rischia di perdere la concessione! ABBIATE UN MINIMO DI SERIETÀ QUANDO SCRIVETE!!!

    • Nikolaus Suck says:

      E meno male che canoni e accessi non sono decisi dai balneari, ci mancherebbe. Altrimenti i primi sarebbero gratuiti e la spiaggia a pagamento anche solo per guardarla da lontano. Vedi Ostia (RM), dove hanno costruito muri continui per chilometri.
      Come, del resto, diverrebbe possibile e legittimo con la “sdemanializzazione”, mica la vogliono a caso.

  15. Ridicoli i paladini delle aste. Ogni giorno mi alzo e penso, ma cosa ha semmai da fare un cittadino che pensare alle aste sulle concessioni demaniali. Sarà per una questione etica? Dubito . Questioni personali ? Può essere. Questioni lavorative ? Assolutamente si . Qualcosa o qualcuno da fastidio. Detto questo come ho più volte ripetuto . Siamo su questioni giuridiche complicatissime , che troveranno una soluzione con una creazione di un nuovo istituto giuridico, una via di mezzo tra proprietà e concessione. Sarà la giurisprudenza e la politica a sciogliere il nodo , una cosa è certa tutta quella gente non andrà mai a casa e non lascerà i propri locali senza dare battaglia, in tutte le sedi e con tutta la propria forza. Sono dalla parte della ragione, non hanno né colpe ne responsabilità per scelte politiche sbagliate o meno ma adesso c’è poco da fare, troppo tardi non si può tornare indietro. Chi vuole una spiaggia attrezzata ed avviata deve pagarla e lo deve fare con tutte le garanzie del caso. Fare l’asta su un bene gestito per 40 anni dalla propria famiglia e come risposarsi con la stessa moglie , semplicemente ridicolo. Chi è in regola ed è sano deve continuare a gestire , chi vuole un impresa gratis se la compri come fanno tutti i veri imprenditori. O ci doveva pensare anni fa. La concessione sotto casa nn andrà mai all’asta.

    • Nikolaus Suck says:

      Ah ecco, ora in mancanza d’altro siamo addirittura al “nuovo istituto giuridico”, da creare apposta per fare un favore ai balneari. Delirio puro.
      Oltre alla prova provata che con gli istituti giuridici esistenti non c’è scampo.

    • Egregio Avv. Luciano, lei mi lascia veramente sbigottito. Tra continue offese gratuite e asserzioni sgrammaticate prive di argomentazioni, mi auguro di cuore possa quantomeno trovare risoluzione alle indigeste turbe che la angosciano e le attanagliano la coscienza ad ogni suo inquieto risveglio giornaliero.

    • Nikolaus Suck says:

      “Chi vuole un impresa gratis se la compri come fanno tutti i veri imprenditori”?
      A parte il controsenso intrinseco della frase (chi vuole qualcosa gratis ovviamente non la compra), quindi sarebbe da “veri imprenditori” non solo occupare e sfruttare risorse collettive, ma anche pretendere e avere una protezione statale e a vita della loro rendita di posizione? A me risultava il contrario, ma non si finisce mai di imparare da chi ha scienza e ragione infuse.

  16. Non conosco la situazione di Ostia, se come tu dici, qualcuno ci ha “marciato”, i muri non si possono costruire senza le “autorizzazioni”, e i passaggi al mare sono obbligatori.

  17. L’avv Lucano ha perfettamente ragione, raccontando dati di fatto incontestabili, migliaia di “IMPRESE” private (sapete cosa sono?) nate ancor più di 40 anni addietro, moltissime da circa un secolo, non possono essere CANCELLATE. Si, ha proprio ragione l’avv Lucano, è ridicolo, direi pazzesco!

    • Nikolaus Suck says:

      Esatto Renzo, imprese, e private. Che, come tali sono e devono essere soggette alle stesse regole di qualsiasi altra “impresa privata”. Quindi regole e condizioni di mercato sempre e non solo quando fa comodo, niente privilegi su risorse pubbliche, niente protezioni e tutele da parte dello Stato. E prevale chi fa la stessa cosa in modo più efficiente e meritevole. Non fa una grinza.

  18. Suck, è evidente che la tua “idea” di impresa ha grandi limiti. Le nostre aziende sono nate (sino al 2009) per avviare, sottolineo avviare, stabilimenti balneari, ristoranti ed altre attività in virtù di un sistema di rinnovi automatici, che qualcuno in Europa vorrebbe mettere in discussione…. (direttiva europea etc,, evitiamo di ripeterci le stesse cose sulla direttiva BOLCKSTEIN) È evidente che nel momento in cui viene tolta la possibilità di continuare a lavorare, non rinnovando le concessioni, le imprese muoiono, non hanno alcuna possibilità di sopravvivere, mentre chi “subentra”, oltre a trovare il “PIATTO PRONTO”, nella maggior parte dei casi, avrà una società precedentemente costituita che già svolge altre attività. Sono certo, sarebbero pochissimi coloro che costituiranno una nuova impresa per subentrare, sapendo che dopo un periodo relativamente breve, dovranno andarsene. Ci sarebbe altro da aggiungere, ma rischiamo di “perderci”, inutilmente, tanto, rimarrai comunque “precostituito”!👋

    • Nikolaus Suck says:

      Come detto e spiegato più volte, a) il sistema di rinnovi automatico non lo mette in discussione nessuno perché non esiste più da 12 anni, e b) anche quando c’erano, i rinnovi “automatici” non significavano né rinnovi certi e sicuri, né durata a vita. L’automatismo era solo una agevolazione burocratica e comportava solo che non era necessario rifare ogni volta tutta la procedura (una procedura prevista ed esistente). Ma non attribuiva nessun diritto e restavano ferme sia la scadenza con cui fare i conti economicamente che la possibilità di revoca in ogni momento e per motivi di pubblico interesse. Quindi la prospettiva di “andarsene” legalmente ha sempre fatto parte della concessione, anzi le è connaturata. E dalle distorsioni (“proroghe” continue e precarie di scadenze comunque previste) che ci sono state vi sono derivati tanti vantaggi, ma nessun diritto. E la direttiva europea non c’entra niente, è solo un tassello in più.

  19. Suck, racconti solo frottole, il “problema” che non vuoi comprendere è proprio questo, la maggior parte dei balneari ha scelto di investire in questo settore, semplicemente perché per più di un secolo vigeva la norma dei rinnovi automatici, che in qualche modo dava certezze, TUTTI HANNO INVESTITO senza le “aste”, cioè, SENZA TOGLIERE NULLA A NESSUNO, pertanto, la nuova regola potrebbe essere applicata solo SUCCESSIVAMENTE all’abolizione della vecchia!

    • Nikolaus Suck says:

      Per più di un secolo? Non mi risulta. Il “rinnovo automatico” è stato previsto solo dalla legge n. 88/2001, e abrogato nel 2009, quindi è durato in tutto appena OTTO anni, non “secoli”!
      Inoltre, faceva salvo l’art. 42 del Codice della Navigazione, che prevede e consente (questo sì da quasi un secolo!) la revoca delle concessioni “in ogni momento” (quindi nemmeno solo alle scadenze), discrezionalmente e con il solo limite dell’interesse pubblico.
      A conferma che, come già detto, “rinnovo automatico” non ha mai significato “durata a vita”, e non dava né poteva dare nessuna “certezza” legale.
      Ah e la regola “vecchia” è stata già abolita.

      • Nikolaus Suck says:

        Mi correggo. E’ stato abrogato nel 2011, quindi è durato scarsi 10 anni. Nel 2009 (cioé ancor prima) invece è stato abrogato il c.d. diritto di insistenza. Che pure non era assoluto, ma solo una “preferenza” a parità di condizioni. Mentre per la durata si prevedeva che alla scadenza la concessione cessava di diritto e senza bisogno di provvedimenti ulteriori. Quindi “automatica” era la scadenza, non il rinnovo!
        Niente “frottole”, ma norme di legge, basta andarsele a vedere.

  20. La legge è del 2001, fu fatta per incentivare gli investimenti, eliminando ogni incertezza, DI FATTO, VENIVA “APPLICATA” DA SEMPRE, a nessuno, mai, è stata revocata una concessione per scadenza termini. Suck, per favore, sei un avvocato!

    • Nikolaus Suck says:

      Come una legge del 2001 potesse essere “APPLICATA” da sempre e PRIMA della sua esistenza e un mistero, ma tant’è. E non vorrebbe comunque dire niente.

      • Nikolaus Suck says:

        Un eventuale “è stato sempre così” (ammesso che lo fosse, e non lo era) non vuol dire per forza che “sarà sempre così”. Altrimenti avremmo ancora gli schiavi, l’oppio e i bordelli, tutta roba legale e normale “per secoli”.

        • Non capisci nemmeno il virgolettato, che vuol dire che, anche senza la legge, le concessioni venivano rinnovate automaticamente anche prima della 88/2001, inoltre, ti ho già detto (16:51) che “la nuova regola potrebbe essere applicata successivamente alla abrogazione della vecchia, cioè, a tutte le concessioni rilasciate dopo il 2009. CAPISCI? Secondo me, studi troppo, tanto da non capire più niente!!!

          • Nikolaus Suck says:

            No Renzo, perché anche le concessioni ante 2009 avevano e hanno sempre avuto una scadenza , e non esisteva e non è mai esistita nessuna “regola” che prevedesse una durata indeterminata o eterna. E proroghe o rinnovi anteriori non danno diritto a proroghe o rinnovi successivi. Tutta roba detta e ridetta.

  21. Che bella scoperta Suck, avevano scadenze che non sono mai “scadute”, tant’è che nessuna concessione è mai stata revocata per scadenza termini, tutte venivano sistematicamente rinnovate. La 88/2001 non faceva altro che confermare quanto già di fatto avveniva, dando quelle certezze necessarie, per incentivare gli investimenti. È MAI POSSIBILE CHE NON SAI QUESTE COSE?!

  22. L’art 10 così recita: “le concessioni, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza”.
    Mi farebbe piacere sentire la tua “interpretazione” di questo articolo!
    SUCK, PER UNA VOLTA, FAI LA PERSONA SERIA!!!

    • Nikolaus Suck says:

      Renzo le norme si interpretano nella loro interezza e non a pezzi. E quella non finisce (anzi finiva visto che non esiste più ed è durata solo 10 anni) con un punto ma con una VIRGOLA: “…,fatto salvo il secondo comma dell’art. 42 del Codice della Navigazione.” Interpreta questo.

  23. La strenua difesa della speranza di Renzo è a dir poco eroica..mi piacerebbe sapere Renzo se sei un balneare da generazioni oppure se hai acquistato la concessione negli ultimi 15 anni. Buon lavoro

  24. Questo è il secondo comma dell’art 42 del codice di navigazione, gazzetta ufficiale:
    “ Le concessioni di durata superiore al ((quadriennio)) o che
    comunque importino impianti di difficile sgombero sono revocabili per
    specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre
    ragioni di pubblico interesse, a giudizio discrezionale
    dell’amministrazione marittima”.
    SPIEGACI TU (il tutto) DA AVVOCATO “ESPERTO”, perché a me, che sono ignorante, viene solo da ridere!

    • Nikolaus Suck says:

      V. 3 settembre 17:38 che sembri non aver letto, e tante altre occasioni. Ma davvero ti si deve ripetere tutto dieci volte?
      Tra l’altro il testo attuale è vigente non è quello ma parla di revoca per “motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse”.

  25. Renzo vuol dire che se lo stato italiano considera l’adeguamento alle norme europee come un interesse pubblico come è allora revoca le concessioni senza che il balneare possa lamentare alcun diritto..tu invece come interpreti le ragioni di pubblico interesse?..non esistono ragioni di pubblico interesse?

    • Nikolaus Suck says:

      Ma anche prima e a prescindere dalle norme europee, basta(va) che l’amministrazione ritenga nel pubblico interesse riassegnare la concessione per un uso migliore e più efficiente di quanto concesso, con le procedure comparative da sempre previste.
      Quindi per l’imprenditore avveduto l’orizzonte temporale per ammortamento e remunerazione degli investimenti non poteva che essere la prossima scadenza (salvo eventuale indennizzo ai sensi e condizioni dello stesso art. 42).
      Dopodiché prima del 2001 alla scadenza la concessione decadeva automaticamente e andava rifatto il procedimento di riassegnazione, anche con rinnovo (che era ovviamente possibile, specie in mancanza di altri candidati, ma NON dovuto né legalmente certo). Poi, solo nel breve periodo tra il 2001 e il 2011, il rinnovo è stato “automatico”, ovvero, come detto, una semplificazione burocratica per cui non occorreva chiedere il rinnovo e rifare tutto il procediment. Ma non per questo tale rinnovo era (diventato) anche dovuto o certo, e la scadenza come orizzonte temporale con cui fare i conti di volta in volta rimaneva e c’è sempre stata.
      Altrimenti nel 2001, se veramente si volevano “incentivare gli investimenti”, sarebbe bastato dire più semplicemente che le concessioni hanno durata indeterminata e non scadono salvo revoca, ma questo, non a caso, non è stato fatto. Anche perché trattandosi di risorse collettive sarebbe stato incostituzionale.
      E, infatti, specie in caso di nuovi candidati e offerte alla scadenza, l’automatismo veniva meno e occorreva rifare la valutazione comparativa. A quel punto fino al 2009 (quando è stato abrogato) semmai scattava il diritto di insistenza del concessionario uscente, che però pure non è mai stato un diritto assoluto ma, come chiarito anche dalla giurisprudenza, era solo una preferenza a parità e identità di condizioni e a condizioni diverse e migliori si poteva sempre assegnare ad altri.
      Infine e solo da ultimo si è andati avanti con le varie e note proroghe “transitorie” generalizzate, che però pure non è che per questo creano un diritto o aspettativa su altre proroghe future, e l’ultima delle quali ha fatto giustamente incavolare l’Europa trattandosi dell’ennesimo “calcio alla lattina” che di transitorio non aveva nulla.
      Questa è non altra è la storia, da cui si evince che un diritto o anche solo una aspettativa legalmente tutelata ad un rinnovo certo e sicuro o a una durata indeterminata non sono mai esistiti e non sono assolutamente sostenibili.
      E, per l’ennesima volta, il “non è mai successo” o il “è stato sempre così” (ammesso e non concesso che sia vero e non lo è) non ha nessun valore giuridico e per il futuro, ma è, ed è sempre stata, pura speculazione personale a proprio rischio e pericolo.

  26. Non perda la pazienza Avv. Suck, e’ riuscito a far capire la legislazione spagnola,capiranno anche questo che avrebbero dovuto sapere da imprenditori avveduti.Ma si da proprio per scontato che le spiagge siano affare privato.La parola”pubblico” non esiste nel loro vocabolario.

    • Nikolaus Suck says:

      Grazie Ilaria, ci provo. Anche perché essendo qui a titolo personale più che pazienza ci vuole passione 🙂
      Sì capisce quando, e quello che, si vuole capire. Quindi succederà come al solito, una volta smentiti e messi all’angolo su ogni singolo argomento o la buttano in caciara in qualche modo o spariscono per poi ricominciare daccapo con le stesse storie ripetitive nei commenti al prossimo articolo.

  27. Nikolaus Suck says:

    Visto, che avevo detto? Come volevasi dimostrare.

    (Ma…se chi richiama norme vigenti e giurisprudenza esistente è un imbroglione, chi parla di “regole vigenti da secoli” che o non sono mai esistite o sono state abrogate dopo pochi anni, di presunte “applicazioni di fatto”, di “scadenze che non sono mai scadute”, etc., come si chiama?)

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