Attualità

Antitrust a Draghi: “Concessioni balneari subito a gara”. Primi ricorsi al Tar

Il garante della concorrenza ha scritto una lettera al premier, affermando che l'estensione automatica fino al 2033 disposta dal precedente governo sarebbe illegittima e andrebbe annullata a favore degli immediati bandi pubblici. E ha impugnato la validità delle concessioni in tutte le località che hanno ignorato le sue diffide.

L’Antitrust torna all’attacco sulle concessioni demaniali marittime, questa volta scrivendo direttamente al presidente del consiglio Mario Draghi per chiedere di riassegnare subito gli attuali stabilimenti balneari tramite bandi pubblici. Dopo avere diffidato alcuni Comuni costieri che hanno esteso i titoli fino al 31 dicembre 2033, secondo quanto previsto dalla legge 145/2018, l’Autorità garante della concorrenza nei giorni scorsi ha inviato una lettera al primo ministro, chiedendo la «disapplicazione delle disposizioni nazionali» che «hanno reso il settore delle concessioni impenetrabile all’applicazione dei principi della libera concorrenza» e l’applicazione della direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Una scelta, quella di rivolgersi direttamente al premier, che evidenzia purtroppo come la situazione sulle concessioni balneari italiane stia precipitando: la normativa italiana che ha previsto il prolungamento di quindici anni delle concessioni ai medesimi titolari è stata infatti contestata dall’Unione europea con una lettera di messa in mora inviata lo scorso dicembre, e da allora l’Antitrust si è accanita nel chiedere la disapplicazione della 145/2018 e l’istituzione immediata delle gare pubbliche, inducendo molte amministrazioni comunali a non rilasciare i titoli estesi fino al 2033 e a optare per proroghe tecniche di uno o due anni (nonostante siano prive di qualsiasi fondamento giuridico).

Con la scelta di rivolgersi direttamente al presidente del consiglio, noto liberista e filo-europeista, l’Antitrust chiede un immediato disegno di legge che annulli la validità della 145/2018 e istituisca le gare pubbliche entro la fine del 2021. La lettera, firmata dal garante dell’Agcm Roberto Rustichelli, riguarda principalmente le concessioni dei mercati ambulanti – che con la stessa legge 145/2018 sono state addirittura escluse dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi – ma contiene alcuni significativi passaggi anche sulle concessioni di spiaggia che destano una certa preoccupazione nel settore. Infatti, secondo l’Antitrust i rinnovi automatici delle concessioni agli stessi titolari sarebbero privi «di adeguate procedure di selezione a evidenza pubblica o secondo criteri di preferenza dei prestatori uscenti, idonei a cristallizzare gli assetti di mercato».

Non solo: l’Agcm non ha cessato nemmeno la sua azione di pressing nei confronti delle amministrazioni comunali, iniziata lo scorso ottobre con Piombino e proseguita a dicembre con Carrara e Castiglione della Pescaia e a febbraio con San Vincenzo; anzi è andata nel concreto: dopo avere preso atto che le amministrazioni comunali hanno fatto trascorrere i canonici 60 giorni ignorando le sue diffide, il garante ha impugnato le delibere di Piombino e di Carrara, presentando ricorso al Tar con la richiesta di disapplicare la 145/2018. A Piombino (dove si sono salvati solo alcuni concessionari del Parco della Sterpaia già passati dalle evidenze pubbliche) la prima udienza si è tenuta lo scorso 3 marzo, ma i giudici hanno rinviato la decisione al prossimo 14 luglio; mentre a Carrara il contenzioso è ancora in fase preliminare, con gli imprenditori balneari che hanno optato per una difesa collettiva. In entrambi i casi il rischio di una decisione sfavorevole è purtroppo esistente e affermare questo non è fare allarmismo, bensì sensibilizzare sulla gravità di una situazione che solo un’adeguata riforma statale può risolvere: l’estensione al 2033, infatti, doveva essere il primo passo di un riordino complessivo della materia che non è mai stato completato.

Ora il Tar Toscana potrebbe rigettare il ricorso dell’Antitrust oppure accoglierlo, senza escludere l’ipotesi di porre un quesito interpretativo alla Corte di giustizia dell’Unione europea come già il Tar Lombardia e il Tar Sardegna fecero in merito alla proroga al 2020 che portò alla nota sentenza “Promoimpresa” del 14 luglio 2016.

Oltre alle quattro località toscane, l’Autorità garante della concorrenza nei giorni scorsi ha diffidato anche il Comune di Castellabate in Campania, affermando che l’estensione delle concessioni balneari al 2033 sarebbe illegittima poiché in contrasto col diritto europeo. L’amministrazione invece, scrive l’Antitrust, «avrebbe dovuto disapplicare la normativa posta a fondamento della delibera della giunta (la 145/2018, NdR) per contrarietà della stessa ai principi e alla disciplina eurounitaria sopra richiamata. Le disposizioni relative alla proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative contenute nel provvedimento amministrativo integrano, infatti, specifiche violazioni dei principi concorrenziali nella misura in cui impediscono il confronto competitivo che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento dei servizi incidenti su risorse demaniali di carattere scarso, in un contesto di mercato nel quale le dinamiche concorrenziali sono già particolarmente affievolite a causa della lunga durata delle concessioni attualmente in essere». Ecco perché la proroga «si pone in contrasto con gli articoli 49 e 56 del TFUE (il trattato fondativo dell’Unione europea, NdR), in quanto è suscettibile di limitare ingiustificatamente la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei servizi nel mercato interno, nonché con le disposizioni normative eurounitarie in materia di affidamenti pubblici, con particolare riferimento all’art. 12 della direttiva Servizi» (la cosiddetta Bolkestein).

Il principio generale ribadito dall’Antitrust è che «è nell’interesse del mercato effettuare un attento bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio. La concessione di proroghe in favore dei precedenti concessionari, infatti, rinvia ulteriormente il confronto competitivo per il mercato, così impedendo di cogliere i benefici che deriverebbero dalla periodica concorrenza per l’affidamento attraverso procedure ad evidenza pubblica. Quindi, eventuali proroghe degli affidamenti non dovrebbero comunque eccedere le reali esigenze delle amministrazioni, per consentire quanto prima l’allocazione efficiente delle risorse pubbliche mediante procedure competitive».

Proprio come Carrara e di Piombino, anche il Comune di Castellabate ha contestato la risposta dell’Agcm, ritenendo legittimo il proprio operato. Così infatti recita la replica del sindaco: «L’estensione della durata delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricettive in favore dei concessionari in essere è stata realizzata sulla base di quanto previsto dall’art. 1, commi 682, 683 e 684 della legge n. 145/2018, nonché dell’art. 182 comma 2 del d.l. n. 34/2020, conv. con legge n. 77/2020, e dell’art. 100, comma 1, del d.l. n. 104/2020, conv. con legge n. 126/2020». Pertanto, il Comune campano ritiene «di avere adottato un atto d’indirizzo gestionale conforme con l’attuale quadro normativo italiano ed eurounitario entro i limiti e le competenze dell’ente locale delegato alla gestione amministrativa del demanio marittimo e che pertanto all’attualità non sussistono le condizioni ed i presupposti per disapplicare quanto disposto dal legislatore italiano».

In seguito alla risposta, l’Agcm ha deciso di impugnare anche la delibera del Comune di Castellabate in sede di Tar: un vero e proprio accanimento che potrebbe paradossalmente proseguire contro tutti i Comuni italiani che hanno applicato l’estensione al 2033, col rischio che i ricorsi in tribunale, in assenza di una legge certa sulle modalità di assegnazione delle concessioni balneari, si concludano a sfavore degli attuali imprenditori. A meno che non intervenga una riforma complessiva del settore, che si fa più urgente ogni giorno che passa.

Per approfondire

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Interessante è che sia stato il presidente Draghi a chiedere un documento di indirizzo all’AGCM durante il discorso in senato per cui le evidenze saranno imminenti e se la categoria continuera ostinatamente a non negoziare arriveranno anche senza tutele per i concessionari uscenti…forza on. Gasparri e sen. Centinaio puntate a far cadere il governo oppure voterete per le aste!

    • Certo Diario, sempre sul pezzo eh? Andrà sicuramente come dici tu, è una questione così semplice. Mi chiedo perché Draghi non si rivolga a te, che hai le idee chiare???

  2. Tutela imprese says:

    Sicuramente nessuna autorità amministrativa indipendente ha potere legislativo ne può avere un peso così elevato in un scelta così importante. Che si chieda pareri su norme sbagliate non capisco cosa potrebbe comportare se non la centesima riaffermazione di quanto già detto. Si deve cambiare l’approccio e le norme europee che piaccia o no a Draghi i voti li prende in parlamento, e fra meno di un anno va via. Ma dubito che si prenda questa grana. Fare le aste significa far regnare il caos sulle coste italiane , scontri fuori e dentro i tribunali portando solo ad una guerra per il lavoro che non serve a nulla né tantomeno al paese. Ah certamente dalle calde poltrone del AGCM possono capire ?‍♂️?‍♂️?‍♂️ . Buona fortuna .

  3. graziosi antonio says:

    sei sempre il solito….,io rispetto le opinioni degli altri però i cavalli si vedono all arrivo……vedi io metto il mio nome in evidenza al contrario di lei..( e evidente che lei faccia gli interessi di qualcuno)…..ci sono sedi giuridiche dove discutere il problema ma una risposta le e stata già fornita dal sindaco di castellabbate…(si ricordi che una legge di uno stato nazionale democraticamente eletto non può essere sovvertita da quella comunitaria )…se vuole le elenco anche gli articoli costituzionali….la tua e solo una forma di invidia verso chi a costruito qualcosa…..ci sono 6000 km di coste da assegnare ….quindi non vi sarebbe neanc il problema della concorrenza….perche allora si vuole distruggere il comparto?lei si è mai posto questo quesito?.tra le altre cose il presidente antitrast non dovrebbe neanche (in base alla legge Severino) esercitare……che facciamo denunciamo il presidente?….lei lo sa quante persone lavorano nel comparto?e gli ambulanti? che facciamo? diamo una stretta di mano e via?purtroppo ci sono troppi interessi e sciacalli dietro l angolo pronti ad approfittare della situazione….il comparto turistico e il 20% del PIL…..sa quanti miliardi sono,?centinaio e Gasparri stanno agendo nell’ interesse di un comparto nazionale che non prevede solo la tutela delle spiagge( cosa che lei non riesce a comprendere)ma dell’ intero comparto turistico dai porti ai laghi alle montagne agli ambulanti ETCC…ha capito ora di che parliamo?la legge 145/2018..è stata fatta proprio a tutela di tutti ciò……le auguro una buona giornata

  4. in primis manca una normativa interna di recepimento della direttiva che non è applicabile de plano (tar Lecce e ordinanza consiglio di Stato) ancora nessun TAR ci ha chiarito la questione ne vedo come la possa chiarire , poi manca una normativa che definisca in che modo si debbano fare queste aste su concessioni già assegnate. Il mese scorso le regioni con un documento congiunto sottoscritto da tutte le forze politiche hanno chiarito la necessità dell’estensione in attesa di riforma organica del settore. La politica quasi unanime si è espressa dal governo conte 1 , 2 e ultimamente da tutte le forze di destra alle consultazioni sulle necessaria tutela delle imprese che hanno investito per anni, per non parlare delle concessioni ante 2006 che si sono ritrovate dal nulla come portatrici di interessi trasfrontalieri. Tralasciando il fatto che la direttiva sevizi è disapplicata sistematicamente da oltre venti paesi europei per le sue inconciliabilità con il diritto interno (su spiagge vedi Spagna e Portogallo). Sarà forse il caso di correggere questa normativa europea che sta creando problemi a tutti e orientarla in base alla necessita di ogni specifico comparto produttivo?? Stiamo parlando di 35.000 imprese . Ah , draghi ha anche letto spero un bel parere legale inviato a risposta della commissione europea.

  5. Nikolaus Suck says:

    Ora voglio proprio vedere cosa faranno i Commissari in Sardegna nei Comuni commissariati, alla luce delle indicazioni al Governo (la materia è statale non regionale) e con la concreta prospettiva che le estensioni che vorrebbe la Regione siano impugnate perché illegittime da parte dell’Antitrust. Come lo è il commissariamento.
    Vorrei sentire quel buontempone che qui diceva a tutti di rosicare perché con il nuovo Governo avrebbero avuto le concessioni a vita…

  6. Ettore Mantini says:

    buon giorno,
    l’opposizione dell’AGCM alla estensione di anni 15 delle concessioni del demanio marittimo non sarebbe inopportuna se ci fosse stato:
    – la revisione generale elle norme che regolano il rapporto concessorio come auspicato e previsto sin dal 2010;
    – la determinazione della quantità della riserva di risorsa naturale delle spiagge;
    – la determinazione del “legittimo affidamento” caso per caso;
    – regole di indirizzo generale a livello centrale per la effettuazione dei bandi di evidenza (offerta tecnica ed economica);
    – indirizzi specifici a livello regionale e comunale con PDMR e PDMC per la protezione, recupero, sotto il profilo ambientale della costa utilizzata per fini balneari, nonchè indirizzi per la valorizzazione della peculiarità territoriale sulla base della specificità morfologica della costa, tradizione storico culturale (costa e suo interno).. ci sono ancora comuni che non hanno adottato il PDMC;
    – indicazioni per la determinazione del valore dell’azienda del concessionario uscente “commerciale ed aziendale”, nonche’ il valore del danno “immateriale” causato dalla perdita della concessione in tantissime realtà sono state oggetto di quote di successione ed in altri molti casi la base di reddito a lungo termine per intere generazioni familiari.
    L’art. 1, dal comma 675 al comma 684 della legge 145/2018 ha per obiettivo principale la individuazione della nuova disciplina, in adeguamento delle nome eurocominitarie , in materia di gestione/affidamento dei beni del demanio marittimo con l’adozione di una serie di fasi da parte del governo, puntualmente disattese, per la revisione regole in materia di rapporto concessorio.
    L’attuale situazione di stallo, la permanenza dello stato di emergenza epidemiologica e la occupazione di fato del demanio marittimo con aziende balneari legittamamente autorizzate che rendono impossibile la effettuazione dei bandi di evidenza pubblica, non può essere scaricata totalmente sulla gestione dei Comuni e, sopra tutto , non può determinare incertezza , perdita della fonte di reddito del patrimonio economico aziendale degli individui concessionari, peraltro, valori sanciti e protetti a livello comunitario dal Consiglio Europeo per i Diritti dell’Uomo ella cosidetta “Carta di Nizza”.
    Sarebbe opportuno che L’antitrust prima di diffidare e ricorrere contro le procedure attivate a qualsiasi titolo dal comuni per l’accertamento delle conseguenze di una legge dello stato legittimamente vigente, si confrontasse nelle sedi ed organi competenti a livello centrale per la modifica e/o della norma in discussione e verificare non solo gli eventuali futuri benefici che potrebbero scaturire con i bandi ma anche gli immediati danni all’intero sistema turistico balneare italiano.

  7. alle tutele per i concessionari uscenti, come alle tutele dei dipendenti licenziandi che non possono essere licenziati, o a quelli che devono vivere con il reddito di cittadinanza, ci deve pensare un governo che usi semplicemente il buon senso del buon padre di famiglia, che quindi non avrebbe assolutamente difficoltà a riconoscere che una cosa é vincere un asta , altra impossessarsi delle aziende altrui .
    anche se credo che iil sig diario e compagni,, in questo caso dissentirebbero mobilitando le folle.( quelle poche che avranno ancora il coraggio di votarli)

  8. Caro Dario, agli imprenditori balneari non servono i “Gufi come te” ma servono certezze imprenditoriali. Il sen Gasparri, sen Centinaio e l’on Fidanza hanno sottoscritto un patto con il comparto balneare e secondo il mio modesto parere lo porteranno a termine costi quel costi partendo dal principio che non siamo servizi ma siamo concessionari “ di beni “ i “servizi li abbiamo creati e sviluppati noi balneari. Caro Dario volere la morte degli altri può portare sfiga…!!! pensaci bene…!! E a lungo. Qualcuno non ci ha pensato bene e il buon Dio lo ha richiamato a Se. Noi come credenti gli abbiamo dedicato una grande preghiera per la salvezza della Sua anima. Sandro storico balneare

    • Ma cosa hai sviluppato e piantala , sembra davvero che dobbiamo darti il brevetto di stabilimento balneare, continuate ad illudervi , ormai è finita la pacchia

  9. Si prepari ad investire Dario, lasci il suo lavoro dipendente, si dedichi a tempo pieno allo stabilimento balneare che le sarà assegnato per poi essere sbattuto fuori tra qualche anno alle prossime aste. Buon lavoro e buona fortuna

    • Davvero credete che chi si nasconde dietro ad un nome finto abbia gli attributi per investire e rischiare, oltretutto lasciando un lavoro a suo dire ricco di soddisfazioni e che permette di dare opportunità a chi non ne ha, ho già usato questo paragone e mi ripeto volentieri, Zalone che non amava la fatica, ma bensì il posto fisso, lasciatelo perdere, non vale la pena, pensiamo a risolvere i nostri problemi, il resto non conta

  10. Condivido tutte le risposte date al carissimo signor Dario che stamattina alle ore 7:31 altro non aspettava che gufare chi ha messo la propria vita in uno stabilimento balneare. Generazioni e generazioni. Sono soprattutto d’accordo con Mario. Quando fra 5 anni con queste norme lui sarà costretto a trovarsi da questa parte dopo aver lasciato il posto fisso…..vedrai le barricate…lui pensa che sia una passeggiata vivere di questo…ma per favore

  11. Salvuccio says:

    È inutile che ve la prendete con diario , si sapeva che andava così , dai sono anni che si sentono lamentele per i rinnovi , ormai troppa gente vuole una concessione in spiaggia su , non è più come negli anni novanta che le informazioni non circolavano , e si faceva tutto a umma a umma , e nessuno poteva partecipare o chiedere concessioni, ormai è finita mettetevi l’anima in pace e basta ! Chi ha fatto i soldi bene chi ha comprato l’anno scorso sapendo che la situazione era questa è stato un incosciente punto ! I parlamentari non possono fare proprio nulla , forse conviene fare una ricerca su Google e leggere a cosa serve l’ antitrust per capire il peso del suo parere , lo stanno dicendo in tutte le lingue che le proroghe sono illegittime e si continua comunque con il paraocchi a non vedere la realtà , cercando ogni possibile alibi per aggrapparsi a una speranza che non ci sarà mai , non è più possibile basta ! Ancora a scrivere ca….te su ca…..te tuteliamo qui tuteliamo la e ma qui e ma la , i ricavi sono pochi i costi sono tanti , milioni di imprese per strada etc , e a ogni ca….ta si viene sommersi con tutte le giuste osservazioni facendo capire che non stanno né in cielo né in terra , si vuole far credere una realtà che non è! Basta mettetevi l’anima in pace! Imminenti evidenze pubbliche! Fine della storia

    • Antitrust non ha potere legislativo, deve attenersi alla normativa che verrà corretta , può dare pareri e impugnare ma non fa leggi, non è la Bibbia ne la costituzione . Antitrust non deve fare i conti con la gente e i lavoratori ma la politica si , non scappa da questo, e la questione è seria , dubito che qualsiasi forza di maggioranza mandi a casa così tant’è persone e imprese. I problemi sarebbero enormi molto più dei benefici e neanche draghi può farci nulla.

    • si certo ci metteremo l anima in pace perche lo sta dicendo lei…..perche non si propone come consulente al demanio del governo data la sua grande capacita imparziale nei confronti di tutti i lavoratori che fanno impresa…..non e perche l antitrast dice una cosa allora si scatta sull attenti…….qui non si parla solo di balneari ..ma di ambulanti albergatori porti laghi montagne………..mi porti un paragone dove la bolkestain e stata applicata…lei a mai visto l intervista al sigonor bolkestain quando e venuto a roma?quello che ha detto?le consiglio di vederla…….la bolkestain e una direttiva non legge di stato e puo essere cambiata e non applicata (dato che in 20 paesi europei nessuno l applica….vedi grecia spagna portogallo tanto per citarne alcune)se in contrasto con le nostre norme…..la concorrenza non e un motivo valido poiche ci sono 6000 km e ribadisco 6000km di spiagge da assegnare MENTRE QUELLE GIA ASSEGNATE SONO 1000KM……QUINDI NE CONVERRA CHE LA COSA E UN PO LOSCA POICHE IL BENE IN ESSERE NON E IN ESAURIMENTO ANZI……. …….le consiglio di cominciare (E LE LE AUGURO DI TUTTO CUORE DI AVERNE LA POSSIBILITA) a fare impresa (se e cio che vuole )nel campo balneare ambulante portuale etcc partendo da zero come hanno fatto tanti bravi imprenditori e non appropriarsi delle aziende altrui

      • E allora fai la richiesta per i 6000 km tanto la struttura la hai già pronta la dovrai solo spostare dalla vecchia che andrà a gara alla nuova che sicuramente vincerai ………………mmmmm

  12. Avete scambiato le concessioni demaniali statali come dei vostri feudi da tramandare di padre in figlio! Adesso la pacchia è finita. Nel mio comune c’è chi ha 2 o 3 concessioni contemporaneamente e oltre a non smontare MAI a fine stagione, tutti subappaltano illegalmente la gestione dei servizi di bar e ristorante. Per non parlare delle serate da discoteca senza averne la licenza! È una VERGOGNA!

  13. Ezio Filipucci says:

    Siamo al paradosso, l’antitrast che confonde concorrenza e contendibilita’…sara’ solo ignoranza o malafede !?!?

  14. Perché “Mondo Balneare” che dovrebbe essere una rivista del settore balneare lascia spazio a fomentatori di false notizie ( vedi smentita del ns. Presidente Capicchione ) e quindi di odio ns.confronti ? Chi scrive queste presunte lettere ? Pubblicate ( perché ) sulla rivista del ns.settore? Non un balneare.

    • Beh, il fatto che mondo balneare pubblichi tutto, pro e contro, mi sembra una cosa assolutamente giusta, se avesse pubblicato solo articoli a favore avrebbe perso di credibilità in pochi giorni. Quindi ben venga la libertà di stampa, onesta e imparziale, poi la gente sa leggere ed è capace di discernere. La ritengo un’ottima pagina e ne approfitto per fare i complimenti.

      • Grazie. Pensiamo che le persone informate rendano il mondo migliore, e per questo cerchiamo di dare sia le notizie positive che quelle negative in merito al settore balneare. In questo modo, gli imprenditori turistici possono avere un quadro della situazione completo e competente. Chi invece preferisce continuare a vivere con i paraocchi, è sufficiente che smetta di leggerci.

  15. graziosi antonio says:

    io ho una licenza balneare da anni e a fine stagione smonto una parte che è di facile rimozione mentre un altra parte di circa 50 mq resta perché di difficile rimozione…in quanto al subappalto sono d’ accordo con lei…non si dovrebbero mai subappaltare …bisogna sempre vedere se bar ristorante e scorporato dalla licenza balneare….comunque non è serio…anche il fatto di avere più licenze…….comunque sia bisogna trovare una soluzione per la bolkestain che non dovrebbe essere applicata e sia per chi vuole fare impresa ….ma non solo nel settore balneare ma in tutto il settore turistico

  16. Io mi chiedo una cosa, chi ha 50 anni e lavora solo d’estate se ci tolgono quel lavoro che fine faremo? Se le mettono all’asta e partecipano le multinazionali , un povero cristo che vive solo di qul lavoro come può competere? Una persona che mantiene la propia famiglia di quel lavoro che deve fare per sopravvivere? Datemi una risposta .

    • Nikolaus Suck says:

      Partecipa all’asta e prova a vincerla, oppure si reinventa. È o non è un imprenditore? La pretesa di fare impresa con le tutele le sicurezze dei lavoratori subordinati (che pure non sono più quelle di una volta!) è semplicemente assurda.

      • MASSIMO GUERRA says:

        Le faccio una domanda, mi esponga i motivi per cui è vantaggioso mandare all’asta le concessioni balneari, lasciando da parte tutti i sui risentimenti sulla categoria, visto che lei fa l’avvocato se non sbaglio, dovrebbe essere abbastanza facile per lei esporli.
        Attendo il suo elenco che credo sarà dettagliatissimo.

  17. Ma nessuno capisce che questa direttiva europea fatta da mr. B è solo per favorire le multinazionali straniere? Ormai siamo uno stato a brandelli e ci giocheremo anche le nostre spiagge ( forse l’ultima e unica risorsa nazionale). Caro sig diario e cari sostenitori della Bolkenstein, credete davvero di potervi aggiudicare un francobollo di sabbia? Nulla potrete contro gli euro tedeschi, olandesi e via discorrendo. Vedrete che multinazionali straniere andranno sempre a pareggio di bilancio senza lasciare un centesimo di imposte alla povera italianuccia ed agli italianucci….

    • Però se la multinazionale ti da 3 milioni di euro per il tuo stabilimento glielo cedi al volo vero ? Che furbacchione

      • Caro fabio qui non si tratta di essere furbi, chi ha una concessione demaniale con solo un piccolo bar , vive di quel lavoro e ci sono tante persone che hanno una piccola attività sul demanio che vive solo di quello, con tanti sacrifici e debiti .che fanno quelle persone a 50 anni vanno a chiedere l’elemosina? Poi il territorio italiano ha più del 45% di costa libera se facessero il piano coste potrebbero prendere quelle libere e non quelle dei poveri cristi che cercano solo di sopravvivere. Le auguro buona serata.

  18. nardi franco says:

    chi ha acquistato una concessione dopo il fatidico 2006, sapendo la spada di Damocle che pendeva sulle concessioni, è giusto che veda annullare la proroga fino il 2033, perchè ha volutamente fatto orecchio da mercante, a suo rischio e pericolo. Per tutti gli altri vedo una soluzione saggia, arrivare ad una transazione , magari di altri 6 anni prima di mandarli ad evidenza pubblica, per far cessare un monopolio privato di un bene pubblico, tutelando economicamente la proprietà uscente, e favorendo le gare di appalto le piccole ditte individuali italiane, con dei paletti che rendano non vantaggioso l’entrata di multinazionali straniere, rivedendo però contemporaneamente i canoni demaniali irrisori, e sopratutto la grande evasione fiscale del comparto

  19. Nikolaus Suck says:

    Massimo Guerra anche meno perentorio grazie e magari chiedendo per favore. A quel punto rispondere sarà cortesia. Diversamente si chiama parere e va pagato (e lo stesso non legittima certi toni).

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