Opinioni

Balneari tra mediazioni e slogan, mentre la nave affonda

Il governo sta lavorando alla riforma delle concessioni di spiaggia, ma gli imprenditori del settore sono ancora divisi e impreparati

È proprio vero che la storia si ripete, e come abbiamo già scritto tre anni fa, questo vale soprattutto per i balneari italiani: davanti al governo Draghi che sta lavorando a un provvedimento per disciplinare la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime, la categoria si sta mostrando ancora divisa e impreparata, proprio come è accaduto ai tempi dei precedenti tentativi di riforma, dalla bozza Fitto del 2010 al ddl Arlotti-Pizzolante del 2017. Alcune associazioni di categoria, oggi come allora, portano avanti posizioni di mediazione compatibili col diritto europeo per tutelare i propri diritti (legittimo affidamento, valore aziendale, professionalità); altre invece sono arroccate su posizioni più intransigenti (“no alle aste!”, “fuori dalla Bolkestein!”). Rispetto al passato c’è però un’importante differenza: la nave sta affondando, perciò si tratta di decidere in fretta se salvare il salvabile oppure assistere al naufragio invocando un improbabile miracolo.

Purtroppo, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la validità della proroga al 2033 e imposto di riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche entro i prossimi due anni, la situazione si è fatta molto critica: il governo non può ignorare le disposizioni del massimo organo di giustizia amministrativa, le procure possono avviare le procedure di sequestro delle concessioni ritenute invalide (come già avvenuto ai Bagni Liggia di Genova) e le amministrazioni locali stanno ragionando sulla stesura degli imminenti bandi di gara dei titoli esistenti. Davanti a questa drammatica situazione c’è ancora chi professa che oggi sia possibile ottenere un provvedimento che eviti per sempre le gare delle concessioni; ma ciò che è grave è che una minoranza rumorosa continui ad aggredire con campagne di fango violente e inaudite chiunque non sia d’accordo con questa posizione (come nei giorni scorsi è accaduto ad alcuni rappresentanti sindacali e come capitato in passato anche a Mondo Balneare solo per avere pubblicato notizie che non andavano d’accordo con le teorie del “no alle aste”: un segno di una tale ignorante cecità, davanti al quale non si può che rassegnarsi al lasciar perdere). Il risultato è che le associazioni di categoria, che su richiesta del governo avrebbero la possibilità di mostrarsi forti e coalizzate inviando un solo documento unitario di sintesi delle proprie proposte tecniche, rischiano di non riuscire a mettersi d’accordo e pertanto di presentarsi per l’ennesima volta come un’armata Brancaleone, aumentando la possibilità che il governo tiri dritto per la sua strada e imponga le gare immediate e senza alcun paracadute per gli attuali concessionari.

Con questo discorso non si vogliono delegittimare le posizioni di chi rivendica l’esclusione totale ed eterna dalle gare, che è un principio su cui tutti i balneari sono ovviamente d’accordo. Piuttosto, non sembra questo il momento storico più adatto per portarle avanti, davanti a un governo palesemente ostile e con tesi che nel tempo sono state via via demolite dalla giurisprudenza. Più responsabile appare l’idea di trovare un difficile punto di mediazione, accettando le ormai inevitabili evidenze pubbliche e ottenendo alcune adeguate tutele per gli attuali concessionari, per poi lavorare con più calma ad altre legittime e permanenti forme di salvezza delle proprie imprese come per esempio la sdemanializzazione delle aree su cui insistono i manufatti. Al contrario, erigere subito e soltanto il muro del “no alle gare” rischia di non fare gli interessi della categoria, soprattutto perché abbiamo già visto in dodici anni come questa scelta non abbia purtroppo raggiunto alcun traguardo; anzi ha solo peggiorato la situazione fino a portarla nel baratro in cui si trova oggi.

Se persino molti politici considerati “amici” dei balneari negli ultimi due mesi hanno sfumato le loro posizioni, rendendosi conto che la strada del “no alle gare” è ormai impraticabile nell’attuale contesto giuridico nonché indifendibile davanti a un’opinione pubblica per la maggioranza ostile, è perché evidentemente non è più il momento degli slogan. Poi ognuno è libero di seguire chi più lo rappresenta, ma ogni scelta avrà delle conseguenze, come ha ricordato un commento tra i tanti che nel bene e nel male affollano il nostro portale finito al centro di questa infuocata e complessa discussione. Si tratta della costruttiva opinione di un imprenditore del settore che ci sembra opportuno riportare in conclusione a questo articolo: «Ragazzi, sono un balneare come voi. E vi assicuro che se le idee che state proponendo saranno la base delle proposte della categoria al governo ne usciremo sconfitti. […] Ci sono punti importanti su cui la nostra posizione è forte: legittimo affidamento, valore aziendale, rescissione anticipata della concessione, eccetera. Se li perdiamo di vista per star dietro alle sirene del “no alle aste” o del “75 anni come in Spagna” finiremo per perdere anche quello che ci spetta. […] Una mia amica è andata l’anno scorso da un dermatologo per un neo. Gli ha detto “è tutto a posto”. Dopo sei mesi un suo amico medico gli ha detto “guarda che quel neo assomiglia a un tumore”. Era proprio un tumore. Secondo voi la mia amica a chi vuole più bene, a quello che gli ha detto “vai tranquilla” o a quello che gli ha messo davanti il problema? Attenti, un blog in cui ce la raccontiamo fra di noi dicendoci che nessuno ci può fare niente ci farà dormire tranquilli, ma poi il risveglio potrebbe essere molto doloroso. Ben venga il controcanto degli altri, se competenti».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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    • alex sappiamo chi non è d accordo con il sindacato. una sola persona, che ha mio modesto avviso ha tutte le ragioni, ma questo è il momento dell unità sindacale non della discordia e soprattutto ora che sappiamo che cosa è contenuto nel testo della risposta del governo alla commissione. uniti si vince signor f……o quindi la prego di riconsiderare le sue proposte e di unirsi in un unica sigla a nostra difesa. tutti noi balneari e non( perche questo obrobrio colpisce il turismo intero e non solo i balneari) abbiamo la piena fiducia in voi perchè sappiamo benissimo di avere la ragione dalla nostra parte( e soprattutto dopo aver letto la lettera inviata alla commissione), quindi fate tesoro dell ampio consenso e fiducia che i balneari vi hanno rivolto e mediate affinchè si giunga a un compromesso che tuteli i lavoratori e le nostre aziende. il governo ha aperto un tavolo di confronto quindi domani esponete i nostri sacrosanti diritti lasciando da parte la spagna la francia e le varie stronzate che ne conseguono ( sappiamo tutti cosa è avvenuto in questi paesi) e presentate un testo di riforma che sia compatibile con il diritto europeo e la nostra tutela( la lettera inviata alla commissione contiene tutto quello di cui avete bisogno).la vostra responsabilità è grande e la vita di qualche milione di lavoratori dipende dalla vostra capacità di mediazione. poi ci sarà modo di dimostrare le nostre ragioni nelle sedi opportune( e chi ha avuto la possibilità di leggere la lettera sa di cosa parlo).vi faccio tanti auguri.

      • La Commissione Europea alla lettera del Governo ha risposto e obbiettato non favorevolmente,anzi mi sembra che alcuni punti sollevati siano stati ritenuti motivo per procedere veloci alle gare.

        • mi dispiace contraddirti cara ilaria ( SEGNO CHE NON HAI LETTO LA LETTERA)ma non è proprio cosi. dalle 26 pagine inviate dai tecnici legislativi del governo alla commissione risulta l esatto contrario di ciò che tu affermi e io ne ho le prove inconfutabili. ma ora non è il momento di parlare di questo ma trovare una soluzione condivisa con il governo per il nostro comparto turistico A TUTELA DEI LAVORATORI E DELLE AZIENDE

          • Nikolaus Suck says:

            Io la lettera l’ho letta ernesto/antonio, e intanto sono stato lieto di apprendere che anche quando in base alle tue segretissime e preziosissime fonti hai detto e scritto che erano “3 righe” (cit.) hai detto l’ennesima stupidaggine visto che sono 26 pagine. Solo che sono 26 pagine totalmente pretestuose, infondate e tese a prendere tempo, visto che ripropongono pedissequamente e quasi matematicamente tutti gli argomenti già smarcati, superati e rigettati dalla UE, quasi a farlo apposta. Che infatti, confermo quanto dice Ilaria, non è stata affatto contenta, non è arretrata di un millimetro, e minaccia di aprire formalmente la procedura di infrazione.
            Quello che mi fa sorridere è che conoscendo davvero e a fondo la materia avrebbero, secondo me, davvero potuto rispondere con quattro righe, uscendone più che dignitosamente.

            • SUCK TU NON HAI LETTO ASSOLUTAMENTE NULLA E LE QUATTRO RIGHE ERANO QUELLE INVIATE DALLA COMMISSIONE ALL ITALIA .LE 26 PAGINE SONO LA RISPOSTA DELL AVOCATURA DELLO STATO ITALIANO ALLA COOMISSIONE E NON DICONO PROPRIO QUELLO CHE TU AFFERMI ANZI IL CONTRARIO. IMPARA A LEGGERE ALTRO CHE PRETESTUOSE E INFONDATE.

  1. Nikolaus Suck says:

    Bell’articolo. Sono curioso dei commenti. Visto che il vostro giusto invito a non ripetere gli errori del passato e presente è già caduto nel nulla anche alcuni mesi fa.

    • se ti riferisci a me, ti ringrazio, ma ti confermo di essere un balneare. Forse atipico, dato che lo sono da una quindicina di anni dopo un lungo periodo in altra attività professionale. Forse atipico, dato che sono aperto pranzo e cena, 7/7, 12 mesi all’anno. Forse atipico, dato che la dichiarazione dei redditi della mia azienda ha (da sempre) la segnalazione di anomalia “troppi ricavi rispetto ai costi” e pago una fortuna di tasse. Forse atipico, dato che non ho dipendenti in nero, i loro orari sono sacri e, quando gli chiedo un impegno straordinario glielo compenso.
      E non sai quanto mi incazzi a veder dipingere la categoria come un gruppo di privilegiati fancazzisti che si arricchiscono alle spalle del popolo.
      Perdonatemi lo sfogo. Giuro che d’ora in poi mi taccio sul mio caso specifico e torno a parlare della categoria e della auspicata riforma che non la uccida.

  2. …….. è una persona che è consapevole della situazione e prima di perdere tutto cerca un ragionevole compromesso per andare avanti….

  3. Interessante la scelta di citare un commento (giustissimo) in cui una persona ne difende un altra e quindi per la proprietà transitiva…..
    Io lo avevo già capito che gli unici che scrivono pensieri corretti qui sopra sono quelli che vengono insultati di più.
    Adesso preparo i pop corn per i prossimi commenti

    • Dai… non è che quando ho difeso Suck i miei colleghi mi abbiano contestato!
      E poi non era solo una difesa, ma anche un invito ad essere propositivo, virtù che, almeno su questo argomento, gli difetta. Fra i cd “nemici dei balneari” che intervengono su questa pagina, ho notato proposte apprezzabili sia da Mistral che da Carlo e li ringrazio. Mi fa piacere passare dalla guerra di insulti allo studio di proposte di controparte. Poi probabilmente Draghi ci servirà una pietanza di suo gradimento e qui avremo solo perso tempo, ma dato che spes ultima dea, io continuo a sperare.
      Forza Suck, passa dal leggere le norme attuali ad immaginare quelle future, che un pò di italica fantasia ti sarà venuta vivendo in questo disgraziato (e bellissimo) paese

      • Nikolaus Suck says:

        Caro Nick, ringrazio delle parole e anche dell’invito, che apprezzo se non altro perché implica il pensiero che possa esserne all’altezza. Il fatto è che la virtù propositiva, più che difettarmi, per me atterrebbe a lavoro e professione, mentre io sono e scrivo qui a titolo privato e personale. Checché se ne dica, nessuno mi ha “assunto” né per sostenere posizioni né per elaborare soluzioni, per cui rivendico, argomento e difendo in totale libertà solo la mia posizione e opinione puramente personale, che “purtroppo” è totalmente a favore delle scadenze e delle evidenze pubbliche. Ecco perché non sono “propositivo”. In effetti, personalmente, non voglio esserlo. E non credo che in questo ci sia nulla di male o di sbagliato.
        Ma a fronte delle Tue garbate parole non posso tacere che secondo me la soluzione (ovviamente ragionevole, non intransigente ed utopistica) non solo c’è, ma è di una semplicità disarmante. Ed è proprio nelle norme attuali, non in quelle future. Insistere su queste ultime non fa che stringere di più un cappio che vi siete, anzi “si sono” (escludendo i Balneari con la B maiuscola) infilati da soli. Con stima ns

  4. I tuoi commenti sono di parte e quindi significativi e ti fanno onore.
    A volte c’è un clima teso qui sopra e lo dico da semplice osservatore.
    Sono d’accordo con te e cerchiamo di capire le ragioni di tutti, senza minacce e insulti, con proposte utili.
    L’articolo è obiettivo in ogni caso e finalmente aggiungo.

  5. Mi associo ai complimenti ad Alex Giuzio per l’articolo e il plauso ad Nick (che avevo già ringraziato per i suoi precedenti interventi). Finalmente si va nella direzione auspicata da mesi. Questo spazio può diventare un incubatoio di buone idee e smettere di essere uno sfogatoio per… (alcuni).
    Questo articolo mi sembra una svolta e arriva dopo l’incredibile toppa di ieri (Balneari Anzio: “Tar Lazio conferma legittimo affidamento concessioni”) che meriterebbe un commento da parte della Redazione (sull’articolo, non sulla sentenza), prendendo atto che ci si è lasciati prendere dalla foga senza aver letto la sentenza (anche alcuni commentatori non l’avevano letta, questo la dice lunga sulla “competenza” di alcuni).
    Ho già raccolto i commenti e i suggerimenti di alcuni (Suck, Nick, Carlo e BFo) e cercherò di buttare giù qualcosa che possa essere utile per coloro che andranno al tavolo col Governo o da presentare direttamente al Governo. Contribuite! Questo è il suggerimento che mi sento di dare. Se dallo studio scientifico verrà fuori qualcosa di buono per i Balneari (con la B maiuscola) come Nick, vorrà dire che la scienza ha svolto il suo compito. Credo che L’Avv. Suck non si tirerà indietro e se vorrà potrà chiedere la mia e-mail riservatamente a Mondo Balneare (sempre se lo riterrà opportuno).

    • Nikolaus Suck says:

      Caro Mistral, premesso che sono molto più pratico che studioso, e ribadito che personalmente sarei a favore delle scadenze ed evidenze pubbliche senza compromessi, non mi tiro indietro di fronte ad insulti e minacce, figurarsi di fronte a parole ed inviti competenti e garbati. Se Mondo Balneare vorrà farmi avere la Tua mail ne sarò lieto. Altrimenti, a me se vuoi mi trovi facilmente!

  6. carlo pizzulli says:

    grazie 😉 Nick.
    personalmente ho una grande stima degli imprenditori in genere, e quindi di tanti balneari che non bisogna criminalizzare, perchè molti di loro conducono con tanti sacrifici la loro attività, e non tutte le concessioni sono alla falvio briatore! Quindi non occorre mai generalizzare.

    Le critiche non sono pertanto contro una categoria, ma contro chi invoca illegittimamente ancora privilegi ,senza rendersi conto che ciò porta pregiudizio a tutti i balneari.

    Purtroppo però sono tanti i soggetti che hanno approfittato di tale situazione:
    i politici ,i sindacalisti e tanti concessionari, ma ve ne sono altrettanti che sono stati danneggiati, questi ultimi occorre difendere ,richiamando principi comunitari e della nostra costituzione , mi riferisco :
    1. al legittimo affidamento che, a determinate condizione dovrebbe essere accollato al concessionario che subentra( e non alla Stato) ,nell’eventualità che il concessionario uscente non vinca la gara

    2.ma soprattutto, ai CRITERI con cui devono essere esperite le gare, questa è la partita piuì importante per i concessionari che vogliono proseguire l’attività e su cui si sta perdendo un mareee di tempoooo!!
    Occorre che tali criteri siano oggettivi e uniformi su tutto il territorio, e non vengano demandati ai comuni, limitino la leva finanziaria a favore di quella lavorativa, tutelando il tessuto socioeconomico fatto di piccole imprese.

    Rivendicando tali diritti, l’opinione pubblica potra’ solo supportarvi

  7. carlo pizzulli says:

    3. c’e poi un tema che a mio sommesso avviso, costituisce la cornice, la precondizione affinche’ tutti i balneari e non, possano decidere o meno di investire ,ma che non è stato sviscerato:
    sono i piani spiaggia, occorre che i Comuni (in italia c’e ne sono molti)che non hanno ancora adottato questo strumento urbanistico, procedano con immediatezza quantomeno alla sola adozione, diversamente si rischia di avere il dipinto ma non il quadro

  8. Le gare saranno inevitabili. mostriamo una riforma adeguata e che possa aiutare gli attuali concessionari. questo è quello che ci conviene fare. draghi e l’europa non staranno ad ascoltare noi con le proposte simil spagna francia e company. diamo una riforma e idee adeguate a quello che l’europa ci impone. nient altro possiamo fare.

    • Apprezzabile l’intento, ma quello che dici con tutto il rispetto è un po’ un controsenso: fare le gare e aiutare gli attuali concessionari. Come dire facciamo la gara dei cento metri ma i miei cento metri sono lunghi 80 e i tuoi cento. Che gara è?

  9. Cammarella Pasquale Raffaele says:

    La risoluzione al problema é una: sdemanializzare! Le spiagge resteranno di proprietà dello stato ma quale patrimonio disponibile. Conseguentemente le stesse potranno anche essere vendute, privilegiando i vecchi concessionari. La Bolkestein nulla può contro la proprietà privata.

    • Secretbonus says:

      Vabbè, almeno un minimo di decenza… le proposte che verranno fatte devono essere non dico condivisibili, ma almeno ricevibili…

    • Nikolaus Suck says:

      Ecco un altro genio della lampada. Le spiagge non possono e non potranno mai essere proprietà privata. Sono demanio “necessario” ovvero per forza, che non può non essere tale e non può essere sdemanializzato. Proprio per evitare che si venda. E anche se così non fosse, per “vendere” beni patrimoniali occorre sempre fare una gara, nella quale non si può “privilegiare” nessuno, per principio e definizione. Le stupidaggini nulla possono contro i principi fondamentali dell’ordinamento. Che non cambieranno certo per fare un favore a voi.

    • ……… sempre con la stessa proposta fantascientifica……. Lo Stato non vende per farti piacere…. Le spiagge sono il patrimonio di tutta la collettività…… pensa ad un’altra soluzione fattibile ed aderente alla realtà L….

  10. Non considerare i diritti di chi ha fatto cospicui investimenti fino al 2009, confidando nello stato italiano e nelle sue leggi, è pura follia.

    • Suck, continui a fare il finto tondo!
      Art. 10 della Legge 16 marzo 2001, n. 88
      (Disposizioni concernenti le concessioni dei beni demaniali marittimi)
      1. Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente:
      «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione».

  11. Bene, che si facciano le gare fra due anni o prima. Senza se e senza ma.
    Enorme conseguenza immediata, non tanto per i singoli operatori, ma per il settore nel suo complesso: d’ora in poi chi vince le elezioni nei comuni costieri italiani acquisisce di fatto e di diritto il controllo della locale industria balneare.
    Anni fa ricordo di essermi occupato in qualità di modesto studioso di problemi di governance aziendale (molto modesto dirà il Walter Maria e gli do senz’altro ragione) (ma sotto la guida di esperti del settore riconosciuti a livello internazionale, uno su tutti https://es.m.wikipedia.org/wiki/Florencio_López_de_Silanes_Molina). Si comparavano e valutavano le varie giurisdizioni nelle economie più evolute in termini di tutele offerte agli azionisti di minoranza. (Maluccio Italia, Francia, Germania, peggio solo il Giappone, molto meglio usa uk canada ecc). Il problema enorme è che (tipicamente) le famiglie fondatrici una volta che le aziende si quotano diluiscono anche di parecchio nel tempo le partecipazioni ma senza perdere i voti. Comandano con i soldi degli altri. E questo solitamente fa incazzare non tanto l’ignaro parco buoi che non ne sa nulla, ma certamente i fondi, che vorrebbero esercitare più attivamente il controllo. Ma almeno queste famiglie tanto o poco il loro capitale l’hanno messo! Qui invece il controllo del settore balneare passa interamente a politici e amministratori locali, e non nelle funzioni di regolatore, ma nella selezione stessa degli operatori, che prima rispondeva a una naturale dinamica di mercato (in tanti casi). E non solo turbando o pilotando a piacimento le aste (casi tutt’altro che rari a leggere le pagine del fatto quotidiano, la repubblica, il corriere), ma anche potendo continuamente modificare i piani di occupazione (cosa questa che si dirà possono già fare oggi, certo, ma con margine di manovra e conseguenze ben diverse se ogni pochi anni la tua concessione va a gara e decidono loro a chi riassegnarla).
    L’analogia non è certo perfetta, ma mi sembrano due casi evidenti in cui qualcuno comanda e qualcun altro rischia i propri soldi avendo poca o nessuna voce in capitolo.
    Tempo fa ho avanzato una proposta di riforma di una semplicità assoluta e mi permetterei anche di dire di un minimo di intelligenza: mai sentito nessuno proporre idee simili. Una proposta che salverebbe libero mercato, dove c’è, valore aziendale, incentivo economico, avvicendamento degli operatori, temporaneità dei titoli, gare, fuori dalle balle chi ne fa una rendita perpetua, e chi più ne ha più ne metta. L’unico riscontro è stata una riga di scherno dell’immancabile, indefesso Walter Maria (sono astemio per la cronaca) le cui idee mi sono parse chiarissime fin da subito (tutto il diritto di esprimerle), (perché non è costruttivo? Perché vuole le gare e stop) solo dovrebbe a questo punto motivare l’evidente riprovazione per quello che io intendo come libero mercato e lui evidentemente come losco mercimonio del bene pubblico. È tutta una questione di differenze culturali, lo dico qui senza alcuna vis polemica, e credo sia il nodo della questione. Credo che un sano riformismo liberale debba ragionare seriamente in termini di male minore e aggiustamenti progressivi per evitare grossi disastri. Sapendo che fatto un intervento per risolvere certi problemi se ne potranno sempre fare in futuro per risolverne altri che si presenteranno e avanti così. Chi ha detto che la ‘questione balneare’ sia da risolvere ora una volta per tutte e per sempre? Dopo le sentenze del 9/11 i giornali, giustamente, titolavano: azzerate le concessioni demaniali. Gli stessi giudici hanno usato locuzioni come ‘tamquam non essent’.
    E poi veramente sicuri che gli operatori che hanno fatto del normalissimo settore balneare appunto una ‘questione’, mi riferisco ai baroni che hanno la concessione da 50 anni e occupano per esempio nella mia città in due un quinto dell’intero lungomare, saranno i soggetti che più avranno da temere dalle gare? Chi ha comprato per entrare nel settore non è già solo per questo meritevole di più tutela? Cosa intendo per tutela? Titolo per sempre? No, ma magari, visto che come ha comprato non potrà più vendere per via di un cambio normativo (non perché ha lavorato male e tolto valore alla sua azienda, caso per altro tutt’altro che raro anche nel settore balneare: non tutti fanno i soldi, non pochi svendono e ne perdono), che gli si riconosca qualche anno di vita in più invece di mandarlo subito a gara con chi è lì da 50 anni.
    E poi veramente sicuri sicuri che il foglio protocollato che attesta che io posso andare avanti con la mia attività fino al 2033, in base a una legge bla blah blah parlamento.. presidente della repubblica… abbia meno valore di un foglio di carta igienica?
    Esternazioni di un ubriacone?

  12. Teo+Romagnoli says:

    Il problema è tutto politico!
    Sicuramente la miglior soluzione sarà Draghi al colle e conseguenti elezioni!!!!! E l’ingiustizia contro i balneari non proseguirà! Addio avventori delle spiagge.. e riparleremo. Ciao…!

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