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“Riforma spiagge entro 15 gennaio”: governo avvia tavolo con associazioni balneari

I ministri Garavaglia, Giorgetti e Gelmini hanno incontrato i sindacati di categoria, promettendo di concordare i contenuti del provvedimento. Trecento imprenditori davanti al Mise per protestare contro l'esproprio delle imprese.

Il governo Draghi ha un provvedimento pronto da approvare per il riordino delle concessioni demaniali marittime e l’intento è quello di chiudere la questione entro due settimane ascoltando le istanze delle associazioni di categoria. È quanto è emerso ieri pomeriggio durante l’incontro tra i presidenti nazionali dei sindacati balneari e i ministri al turismo Massimo Garavaglia, allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e agli affari regionali Maria Stella Gelmini. Non erano dunque infondate le voci di corridoio che nei giorni scorsi davano per certa l’imminente approvazione di una proposta di legge per la riforma delle spiagge, al fine di adeguarsi alla recente sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 9 novembre ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto la riassegnazione dei titoli concessori entro due anni tramite procedure di gara pubblica. La bozza non è ancora definitiva e non sarà approvata entro fine anno come inizialmente previsto, ma c’è l’urgenza di mettere mano alla materia: la riassegnazione delle concessioni è infatti una questione complessa che richiederà molto tempo fra l’approvazione di una legge nazionale, il recepimento da parte delle Regioni e le procedure di gara che dovranno disciplinare gli uffici comunali competenti nella gestione del demanio marittimo; il tutto mentre incombono centinaia di contenziosi al Tar e una possibile procedura di infrazione da parte dell’Unione europea che proprio un anno fa ha inviato una lettera di messa in mora nei confronti del nostro paese. Per questo il governo ha fretta di agire – e la mappatura delle concessioni già disposta dal decreto concorrenza, da completare entro maggio, è un primo passo in questa direzione: l’intento dichiarato ieri dai rappresentanti dell’esecutivo sarebbe quello di approvare un primo provvedimento di riforma entro il 15 gennaio, concordandolo con le Regioni e con le associazioni di categoria.

Da parte loro, le sigle sindacali hanno chiesto all’unanimità di istituire un tavolo tecnico per confrontarsi preventivamente sui contenuti della riforma prima che questa venga portata ufficialmente sul tavolo del consiglio dei ministri, al fine di valutare le misure più idonee a tutelare le imprese esistenti e gli investimenti realizzati alla luce della proroga al 2033 poi cancellata da un giorno all’altro. Una richiesta accolta dai ministri presenti all’incontro, con Garavaglia a ribadire che «prima di qualsiasi intervento, il governo ha la necessità di conoscere il punto di vista degli operatori e questo incontro è servito proprio a questo scopo». Sulla stessa linea il ministro Giorgetti, che ha promesso di riferire al premier Draghi gli esiti del tavolo e si è dichiarato «consapevole che il nostro dovere, anche nell’interesse della categoria, è trovare soluzioni condivise». Inoltre, già oggi il ministro Gelmini riferirà alla Conferenza delle Regioni gli intenti dell’esecutivo in materia di riforma del demanio marittimo al fine di avviare il necessario confronto con gli enti locali.

Durante l’incontro, i rappresentanti degli operatori balneari si sono presentati davanti al governo con una posizione unanime, chiedendo di «evitare provvedimenti legislativi affrettati stante la delicatezza e la complessità della materia», come spiega una nota congiunta delle sigle Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Assobalneari-Confindustria, Federbalneari, Confartigianato Imprese Demaniali e Itb Italia. «È indispensabile – prosegue il comunicato unitario – il coinvolgimento della categoria e delle altre istituzioni, a iniziare dalle Regioni e dai Comuni. Gli imprenditori balneari hanno pertanto chiesto l’apertura di un tavolo di confronto per mettere in sicurezza, finalmente, la nostra balneazione attrezzata nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea. Attendiamo ora con fiducia la decisione del governo».

Mentre al Ministero dello sviluppo economico i rappresentanti delle associazioni di categoria si confrontavano con i ministri, circa trecento balneari provenienti da tutta Italia erano in strada a manifestare per protestare contro l’esproprio delle loro imprese, con striscioni che recitavano slogan come “No alla legge ammazza balneari”, “No alla svendita delle spiagge”, “Balneari italiani contro ogni forma di esproprio aziendale”, “Riforma sì, rottamazione no” (nella gallery qui sotto, alcuni momenti del presidio): una dimostrazione che nonostante l’inevitabilità delle gare ribadita dalla sentenza del Consiglio di Stato, la categoria intende mantenere gli occhi aperti per tutelare i diritti sulle proprie imprese che, per quanto insistano su suolo demaniale, restano una proprietà privata.

Al presidio davanti al Mise hanno preso parte anche alcuni esponenti politici, che hanno diramato delle note che riceviamo e pubblichiamo.

Maurizio Gasparri (Forza Italia): «Ho incontrato presso la sede della Confcommercio di Roma i rappresentanti del mondo balneare prima che fossero ricevuti dai ministri Giorgetti, Gelmini e Garavaglia. Ho confermato l’antico e concreto impegno di Forza Italia per tutelare imprese fondamentali per il nostro paese. Alcuni settori del governo hanno dovuto rinunciare a insani propositi di intervento via decreto che non avrebbero trovato alcuna giustificazione. Anche recenti sentenze rinviano al 2024 eventuali effetti. Pertanto bisogna ascoltare le imprese, e Forza Italia lo fa da anni rappresentandone e tutelandone i concreti interessi, prima di assumere qualsiasi decisione. Bene hanno fatto quindi i ministri a dedicare un’occasione di ascolto e di confronto, perché la democrazia è soprattutto l’ascolto e il confronto, non certo l’intervento dirigista di oscuri burocrati o di economisti di terza fila che pensano di attuare formule da manuale che prescindono dall’effettiva realtà della nostra società. Le imprese balneari rappresentano investimenti, attrattività per il turismo, sacrificio e lavoro soprattutto a livello familiare. Non solo ascolteremo ma agiremo. Nel parlamento e in ogni sede. Senza ascolto e confronto non si va da nessuna parte e non consentiremo a nessun governo, né a questo né ad altri, di assumere decisioni sbagliate e infondate».

Umberto Buratti (Partito democratico): «Massimo impegno per giungere in tempi rapidi a una riforma organica delle concessioni demaniali marittime che tuteli un settore fondamentale della nostra economia, gli investimenti realizzati in questi anni dagli imprenditori e i posti di lavoro. Abbiamo gli strumenti per costruire una norma che tenga insieme la normativa europea che, pur prevedendo la necessità di evidenze pubbliche, riconosca il legittimo affidamento e il valore delle aziende esistenti, con la specificità del nostro demanio. Ribadisco, dunque l’urgenza di avviare un’interlocuzione tra governo, parlamento, Regioni e associazioni di categoria, per elaborare una soluzione legislativa adeguata alla realtà del nostro sistema turistico e, soprattutto, delle concessioni balneari. Sono in gioco posti di lavoro e attività imprenditoriali che contribuiscono alla crescita del nostro Pil e alla reputazione del nostro paese nel mondo. Mi pare evidente la necessità che dalle parole si passi ai fatti con l’avvio dei lavori di una cabina di regia che, in tempi ragionevoli, costruisca una proposta serie e inappuntabile. Il gruppo del Partito democratico è impegnato per risolvere la questione».

Nota della Lega: «L’obiettivo della Lega resta quello di tutelare i sacrifici, i diritti e gli investimenti di migliaia di imprenditori balneari e di migliaia di lavoratori del settore. È quindi necessario tutelare l’interesse nazionale come fatto anche da altri paesi come la Spagna: ogni futuro impianto normativo dovrà avere come riferimento la legge Centinaio e siamo sicuri che il presidente del consiglio Draghi saprà farsi valere sui tavoli europei, visto che in un momento così drammatico – tra crisi sanitaria e crisi energetica – sarebbe inaccettabile e incomprensibile mettere a rischio un settore così importante. La Lega auspica di non essere sola in questa battaglia a difesa dell’Italia».

Francesco Boccia (Partito democratico): «È inaccettabile che vicende delicate e complesse come quelle relative alle concessioni demaniali che incidono su una parte consistente degli ottomila chilometri delle coste italiane si trasformino in becera propaganda politica. Noi non abbiamo legiferato la Bolkestein in Italia ma il lavoro di recepimento fatto in quel modo, poi contestato da tutti, fu fatto dal governo Berlusconi. Così come non abbiamo mai illuso nessuno aggirando il quadro europeo, ma lavorato sempre e comunque per soluzioni simili a quelle portoghesi e spagnole. Ma anche qui la destra più riottosa ha fatto passare la tesi che le imprese fossero tutte uguali, invece non lo sono. Ci sono storie lunghissime e fatte da diverse generazioni di famiglie che hanno dedicato la vita e investito tutto, ci sono storie di territori che considerano le coste come il loro oro, ci sono storie anche di criminalità che vanno affrontate e debellate. Ci sono storie che uno stato di diritto deve conoscere e affrontare per adeguare le leggi a un mercato che è cambiato; noi siamo qui per ribadire che i diritti non si calpestano. Né quello delle imprese né quello dei lavoratori. Il Pd con i propri sindaci e con i cinque presidenti di Regione vigilerà e monitorerà i prossimi passaggi. Il sottosegretario Amendola aveva istruito un dossier a Bruxelles che ci consentiva di fare passi in avanti importanti. Ora bisogna dare ai sindaci un indirizzo chiaro e non si può perdere tempo. Questo vale per tutti i ministri coinvolti e, a maggior ragione, per Palazzo Chigi che mantiene la regia della vicenda. Ottomila chilometri di costa impongono serietà, rigore e celerità e non faremo sconti a nessuno».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Piano piano..giusto per far vedere alla commissione europea che abniamo um pezzo di carta per tampomare la procedura di infrazione
    finira ‘ come la legge delega Pizzolante?

  2. Non devo difendere nessuno ma se ricordo bene tutto è partito dal 2004 x poi essere in vigore dal 2006 e nel mentre il Governo cadde con il subentro di Prodi che non diede risposta alla UE e di li in poi proroghe fino ad oggi. Se però TURISMO e CULTURA sono fuori dalle competenze europee il Governo potrebbe impugnare la sentenza del CDS normando una volta per tutte la gestione del demanio marittimo ad uso ricreativo.Potrei sbagliarmi ma la vedo così. Per quanto deciso dal CDS sarei propenso a lasciare la sabbia ( non le strutture che accatastate pagano l’Imu) già dalla prossima estate in modo che chi ha voluto ciò sia accontentato.

  3. Difficile pensare che non ci sia già niente di pronto quando il primo provvedimento sarà tra due settimane…la categoria sarà ascoltata come davanti all’adunanza plenaria con i medesimi effetti..certo però che mi aspettavo, forse anche Ernesto, una maggiore partecipazione perché trecento dichiarati, un centinaio dal TG regione, sono veramente pochi. Ormai la macchina si è avviata e, d’accordo questa volta con Ernesto, è molto ampia e forte, molto più della lobby dei balneari, per cui si andrà a bando senza le tutele che si aspetta la categoria.

    • Il prefetto ha imposto massimo 250 persone in base ai protocolli covid.( per via della location in una via stretta) come sempre apri bocca solo per emettere aria nauseabonda.

    • Teo+Romagnoli says:

      Il presidio era autorizzato per massimo 250 persone..non ti preoccupare che se il tavolo non ci tutela, torno a Roma ma non per sventolare bandierine..non c’è traccia nell’ articolo del fatto che il rappresentante dei comuni ha detto che non sono in grado di organizzare le evidenze in “soli 2 anni” altrettanto il governo non è in grado di approvare la legge in 2 anni .. che paese è questo??

    • giuliano è stata la questura ha dire solo 300 400 persone al massimo altrimenti saremmo sati 100000 300000 . è una questione di ordine pubblico . se non sai le cose non parlare. la procedura d infrazione a febbraio è una scusa .avete mai letto la lettera inviata a dicembre al governo dall europa. ci sono solo 4 righe .cosa c è scritto sopra lo sapete? ma di che cazzo parlate se non conoscete i contenuti. e la procedura prima che sia resa esecutiva passano almeno 2 anni e poi la si può impugnare e dare valide motivazioni . il cds con le sue sentenze fino a che non siano definitive non possono essere impugnate ( e voi pensate veramente che non ci siano margini per sostenere altre tesi?) cosi come con la mappatura del territorio italiano .chi è in grado di dire cosa c è realmente sul demanio marittimo? se non sapete non parlate tanto per fare fenomeni da tastiera. draghi non mi rappresenta ed è ora che se ne vada .persona non eletta e banchiere . un vero antidemocratico come più volte dichiarato dal professor ugo mattei e dall avvocato marra .garavaglia poi lasciamo perdere altro ruffiano di governo e lecchino di draghi( ti aspettiamo quando ci chiederete il voto ).giavazzi e d alberti sappiamo che siete stati voi a voler inserire nel milleproroghe di venerdi la schifezza che abbiamo scoperto.perchè non ne discutete in aula di senato e camere? forse perchè non avete i numeri? o avete paura di quello che può succedere? buffoni e ladri al servizio delle lobby : c è anche il video su youtube che vi accusa con nomi e cognomi di fare una vita al di sopra delle vostre realtà economiche.sappiamo tutto . attenzione perchè la corda si sta per spezzare e quanto prima saremo tutti a roma e non in 400 sia ben chiaro a tutti i governanti .state portando alla disperazione e alla rovina milioni di persone. draghi vattene ..questo messaggio è rivolto al governo .sappiamo cosa volevate fare sciacalli senza onore e dignità

    • Il governo ha detto che non si poteva stare li fuori per questioni covid in più di 250, altrimenti credo sarebbero stati molti, molti di più.

    • Teo+Romagnoli says:

      Causa covid non si poteva essere in tanti..tutti con le mascherine..vedrai se questo tavolo non da una ridimensionata a questa ingiustizia ..altro che ristoratori..

  4. Era un presidio, non una manifestazione, e il limite imposto per legge era di 250 persone causa limitazione covid. Inoltre protestare senza conoscere il pensiero del governo sarebbe stato stupido, un po’ come pensare che che il governo voti una legge che mandera a casa i balneari senza tutele o indennizzi.

  5. Siete ridicoli!!! Una manifestazione organizzata in 3 giorni è normale che non potevano esserci 1000 persone vediamo l’undici in quanti siamo…..

  6. È importante che la legge venga fatta velocemente. Tra due anni 30000 “presunti imprenditori” molto dei quali senza titolo di studio, rimarranno senza lavoro. Prima viene fatta la legge, più tempo hanno queste persone per “formarsi” e ricollocarsi nel mondo del lavoro. Fortunatamente esiste il “reddito di cittadinanza”!
    😅

    • Caro Marco…laureato con 107 in economia…non abbiamo problemi di ricollocamento e non ci serve il reddito di cittadinanza…cmq ti consiglio di studiare insieme a tuo figlio la punteggiatura….
      Enjoy your time as much as you can

      • Caro Alessandro. Tu sei laureato in economia con voti più che apprezzabili. Titolo di studio moralmente insultato, se noleggi ombra, stappi lattine o stappi bottiglie, ti improvvisi ristoratore o organizzatore di eventi. Bastava un istituto professionale per esercitare questa alte qualità imprenditoriali!
        😅🙏

        • Anche io sono laureato in economia. E non rimpiango la mia scelta. Sei un cafone ed un supponente a giudicare me ed Alessandro, caro Marco. Se tutti gli aspiranti concessionari sono come te, povero turismo balneare!

    • No, io se mi espropriano a 42 anni posso permettermi di non lavorare più un giorno in vita mia:) (due lauree, un master, precedente lavoro in fondi di investimento all’estero ecc ecc)

    • Teo+Romagnoli says:

      Guarda Ciccio, una volta che sei imprenditore da 30 anni come me.. puoi fare quello che vuoi..ne devi sopportare talmente tante, che voi scrivani e operai non ne avete una pallida idea! Io non sono e non sarò mai un peso..ho sempre pagato! Ma tutto quello che c’è sulla sabbia è mio.. e me lo devono pagare! altrimenti rado tutto al suolo..

    • X Marco…Le tue aspettative da uomo fallito e incapace verranno deluse, proprio da chi nella vita usa la sua manualità e non solo i “titoli di studio” ormai tutti hanno un diploma o una laurea in pochi hanno l’UMILTA. Tu di sicuro non ne hai, disprezzi quello che non potrai mai avere in quanto incapace.

  7. Bravo ernesto

    1 NIENTE RIFORMA , SI PROROGHE

    2.SE PROPIO DEVE PARTITE.. LA RIFORMA CMQ ALLUNGHIAMO IL BRODO ..BLOCCANDO L ITER CON I NOSTRI PARLAMENTARI

    3.AL 2024 POSSIAMO CHIEDERE UNA PROROGHINA PER FATTURARE ANCORA

    4.TANTO AL PARERE MOTIVATO DELLA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDEREMO CHE LA LEGGE DELEGA E’ PARTITA..ABBOCCHERRA ANCORA UNA VOLTA
    5.TANTO IN CASO DI PROROGHINA ALLA SCADENZA DEL 2024 NON E’ POSSIBILE CHE CI SEQUESTRINO MIGLIAIA DI CONCESSIONI

    AVANTI TUTTI A ROMA , Ma forse il palazzo giusto e’ il colosseo

    • carlo le tue parole si commentano da sole d altronde una persona che sposa le tesi di un premier ( draghi) non eletto , banchiere , antidemocratico ( nessun passaggio parlamentare per approvazioni leggi e quant altro) )che ha affamato il popolo greco che cosa ci si può aspettare? l invidia è una brutta cosa e quando devi dirmi qualcosa dimmelo di persona non sui social , cosi fanno le persone vere non i tastieristi

  8. SI RIFORMA MA CON PROROGHINA DOPO IL 2024? :

    BAGNI LIGGIA_GENOVA

    IL tribunale di Riesame accoglie il ricorso del pubblico ministero Walter Cotugno. Claudio Galli era appena rientrato nella casa sopra l’arenile dopo un dissequestro

  9. esatto ernesto,avanti cosi : è notizia di oggi che il pm di genova ha nuovamente chiesto e ottenuto il sequestro dei bagni liggia sul presupposto della loro contrariatà alla direttiva bolkestain.
    Ma non fa niente andiamo avanti con la legge delega alla “Pizzolante” in modo da arrivare al 2024 senza riforma e giusitificare la proroghina: Calma non c’e’ fretta,

  10. Urge una Ri-proroga e non è uno scherzo:

    https://www.corriereromagna.it/i-balneari-incontrano-il-governo-bandi-2024-urge-una-proroga

    “……Alla fine alla delegazione governativa è stato fatto notare che la scadenza del primo gennaio 2024 è troppo ravvicinata. «A quella data le concessioni devono essere assegnate – rimarca Vanni – abbiamo chiesto uno slittamento dei bandi, nell’arco di un anno è difficile attivare le evidenze pubbliche e tutto quello che ne consegue».
    Ma l’Europa accetterà una proroga? «Nell’ambito di una riforma seria che rispetti la Direttiva Bolkestein sicuramente sì. Diversamente si crea un vuoto normativo pericoloso. Lo slittamento è necessario».

    • carlo mi sembri proprio frustrato e non poco.se hai qualcosa da dire potevi venire con noi in piazza ieri e parlavi direttamente a BOCCIA a GASPARRI al senatore BURATTI esponendo le tue contrarietà .le persone che erano li l ho hanno fatto ( c erano solo brave persone con figli e con la disperazione dentro ) parlando con i politici ed esponendo il nostro problema . mi domando perchè non lo fate anche voi? la tastiera non sempre è un buon mezzo di comunicazione anzi…..

  11. La riforma è troppo complessa, e bisogna renderla ancora piu complessa per chiedere un’altra proroghina, solo cosi possiamo fatturare ancora anche dopo il 2024:

    Genova – Il tribunale per il Riesame ha accolto il ricorso presentato dal sostituto procuratore Walter Cotugno e disposto che lo stabilimento balneare “Liggia” torni a essere sotto sequestro.

    La struttura di Quarto che da anni è al centro di una battaglia legale fra il suo titolare, Claudio Galli, assistito dall’avvocato Michele Ciravegna, e la procura, tutta incentrata sull’applicazione della direttiva europea cosiddetta Bolkestein, che impone libera concorrenza anche sulle concessioni demaniali utilizzate per gli stabilimenti balneari. A metà novembre scorso era avvenuto il sequestro di tutta la struttura dei Liggia, dopo che in precedenza era stata bloccata la spiaggia. Il 13 dicembre poi erano stati tolti i sigilli, con un provvedimento del giudice per l’udienza preliminare Riccardo Ghio. Ora la pronuncia del Riesame.

    Resta da capire quando questa sarà eseguita materialmente. Nel frattempo la difesa di Galli presenterà ricorso in Cassazione.

  12. Se essere frustato significa riportare solo quanto scritto dai giornali e le vostre aspirazioni,allora lo sono
    Mi fa piacere che vi faccio tenerezza, ma non sarò certo io a fottervi ma quelli che vi promettono(ancora dopo i disastri che hanno combinato) di aiutarvi con ulteriori proroghe.

    E’ come la scena di quella barca che va affondo….e c’e quella scena di quel gruppo che sta andando esattamente incontro alla morte .Mentre avrebbe potuto salvarsi se solo avesse seguito le indicazioni di un altra persona che cercava di aprigli gli occhi

  13. ……….e’ giusto che la riforma demaniale risolvi il problema delle spiagge libere nel
    Senso che, in ogni comune marittimo, sia obbligato ad adibire almeno il 30% del demanio marittimo a spiaggia libera (….in Versilia le spiagge demaniali sono occupate per oltre il 90% da concessioni demaniali).

  14. Il tavolo, va avviato con Bruxelles, per meglio interpretare la BOLCKSTEIN, una direttiva che penalizza gravemente solo e soltanto l’Italia, favorendo tutti gli Stati membri. È così difficile da capire?!

  15. un balneare parente stretto mio cinquantenne , bagnino da 30 anni ( 1990 ) mi ha detto testualmente : se mi fanno anche chiudere tra 2 anni, posso campare di rendita io e forse anche i miei figli con quello che ho guadagnato in questi anni ( tra cui il 50 % in nero) però è sempre in prima fila a piangere…..

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