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Riforma spiagge, governo attende proposte da associazioni balneari

I sindacati di categoria dovranno presentarle entro lunedì, insieme ai nomi dei tecnici per entrare nel concreto del tavolo di lavoro

Le associazioni degli imprenditori balneari dovranno trasmettere entro lunedì al governo un documento con le loro proposte per il rinnovo delle concessioni demaniali marittime e i nomi dei tecnici da loro incaricati per definire nel dettaglio i contenuti della riforma. È quanto è emerso dall’incontro di ieri pomeriggio tra i rappresentanti dei sindacati di categoria, i ministri al turismo Massimo Garavaglia e allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e vari funzionari ministeriali e capi di gabinetto, convocato per proseguire il tavolo di confronto sul riordino del demanio marittimo. Secondo quanto riferito a Mondo Balneare, le associazioni di categoria intenderebbero elaborare un solo documento unitario con le richieste imprescindibili da sottoporre al governo Draghi, chiamato a varare una riforma delle concessioni balneari dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto la riassegnazione tramite gare da completare entro due anni.

I rappresentanti del governo non hanno ancora presentato nessuna bozza di legge alle associazioni di categoria, che hanno comunque commentato con soddisfazione l’avvio del tavolo di lavoro. Così infatti recita una nota congiunta di tutte le sigle sindacali presenti al tavolo, ovvero Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Assobalneari-Confindustria, Federbalneari Italia, Confartigianato Imprese Demaniali, La base balneare e Itb Italia: «Le organizzazioni sindacali hanno preso atto positivamente dell’apertura del tavolo tecnico per la soluzione dell’annoso problema riguardante l’applicazione delle concessioni demaniali marittime e si sono impegnate a fornire un documento unico quale contributo per il governo, nonché a indicare i propri tecnici per il confronto normativo. Durante l’incontro, poi, governo e associazioni di categoria hanno convenuto di definire rapidamente una soluzione condivisa. A tal fine, Garavaglia ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro ristretto che si dovrà riunire già all’inizio della prossima settimana con l’obiettivo di convergere in tempi brevi su un testo condiviso, salvaguardando requisiti e prerogative del comparto».

Quello di ieri è stato il secondo vertice nel giro di una settimana dedicato al riordino delle concessioni balneari, dopo l’incontro del 28 dicembre scorso in cui i ministri hanno promesso l’istituzione di un tavolo tecnico per concordare i contenuti della riforma: una conferma che il governo Draghi ha molta fretta di chiudere la questione, come già anticipato nei giorni scorsi da Mondo Balneare. La recente sentenza del Consiglio di Stato, infatti, non ammette ulteriori rinvii come fatto negli ultimi dieci anni, caratterizzati da una serie di proroghe senza che l’Italia si sia mai adeguata alla direttiva europea Bolkestein del 2006 che impone il rinnovo tramite bando delle concessioni pubbliche come quelle relative alle spiagge. La stessa Unione europea ha inviato a dicembre 2020 una lettera di messa in mora al nostro paese, alla quale seguirà l’avvio di una procedura di infrazione se il governo non adeguerà la gestione del demanio marittimo al diritto europeo: proprio l’intento di evitare una nuova infrazione europea, che secondo i tempi tecnici di Bruxelles potrebbe arrivare tra febbraio e maggio, sarebbe il motivo principale della fretta di Draghi, insieme alle indiscrezioni che vedrebbero il riordino delle concessioni balneari tra le riforme che l’Italia si è impegnata a completare per ottenere gli ingenti fondi Pnrr. A dodici anni dall’abrogazione del rinnovo automatico che ha avviato il lungo periodo di incertezza per i titolari di concessioni balneari, sembra insomma che si stia arrivando al capitolo finale di questa brutta storia: per ora è positivo che il governo abbia deciso di ascoltare le associazioni di categoria anziché andare dritto per la sua strada con un provvedimento frettoloso, anche se l’esito di questo lavoro collaborativo resta ancora tutto da vedere.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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