Attualità

“Spiagge a gara, balneari uniti per impedire legge-porcheria”

Associazioni di categoria al lavoro su proposte congiunte, ma si teme il blitz del governo

Il tavolo tecnico sulla riforma del demanio marittimo procede spedito tra il pressing di alcune forze politiche e ambientaliste, che chiedono di estendere la platea degli interlocutori coinvolti, e le associazioni balneari timorose che il governo voglia andare dritto per la sua strada. A lanciare l’allarme è una nota del presidente del Sindacato italiano balneari Antonio Capacchione: «A molti forse non è ancora chiaro quello che sta succedendo e ci sfugge il pericolo che corrono in questo momento tutte le aziende che operano sul mare. Temo che una parte del governo sia ancora intenzionato a varare, prima dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica (quindi fra una settimana o dieci giorni), una nuova legge che stravolge e distrugge l’attuale balneazione attrezzata italiana. Questa mia ferma convinzione si fonda sulla circostanza che se così non fosse, i tempi del tavolo tecnico non sarebbero così ravvicinati e la proposta di legge sarebbe portata alla formale discussione con le parti interessate, le Regioni e i Comuni».

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Lo scorso martedì si è tenuto il secondo incontro nel giro di una settimana fra i rappresentanti delle associazioni di categoria degli imprenditori balneari e i ministri al turismo Massimo Garavaglia, allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e agli affari regionali Mariastella Gelmini. In base a quanto emerso a margine dell’incontro, il governo sarebbe intenzionato a concordare i contenuti della riforma con i sindacati degli imprenditori balneari, che infatti sono già al lavoro per consegnare un documento congiunto nel quale si propongono forme di tutela degli attuali concessionari come il riconoscimento del valore aziendale e della professionalità in fase di gara. Tuttavia, non sono da escludere colpi di mano come quelli tentati e poi sventati sia a settembre che a dicembre, quando sono spuntati a sorpresa dei provvedimenti che avrebbero istituito l’immediata riassegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche senza alcun paracadute per chi ha investito finora. «Temo che possa essere una tale impresentabile porcheria che dobbiamo impedire a ogni costo che possa succedere», prosegue Capacchione. «A questo proposito ritengo esiziale qualsiasi divisione della categoria e delle sue rappresentanze. È sempre utile discutere su tutto, ma sarà non solo vano ma soprattutto controproducente se adesso, dividendoci, non riuscissimo a impedire questo tentativo di irresponsabile colpo di mano. È la sola cosa che, al momento, conta. Pertanto la priorità è unire tutte le forze (categorie e istituzioni) contro questo tentativo di blitz. Spero che tutti ne siano consapevoli. Uniti si vince, divisi si perde».

Un appello alla responsabilità della categoria arriva anche da Mauro Della Valle, presidente della Federazione imprese demaniali aderente a Confartigianato: «Guardare avanti ed evitare di rifare gli errori del passato è l’appello che la Federazione imprese demaniali invia alle associazioni di categoria del comparto balneare che in questi giorni interloquiscono con il governo Draghi su un possibile percorso di riforma della complessa materia demaniale. Dopo oltre dieci anni, un possibile punto di forte unione e indiscutibile priorità tra le varie rappresentanze di categoria è la tutela della storia dell’impresa demaniale italiana. Poi si penserà alla continuazione, ma ora si deve affrontare questo tema con serenità, responsabilità e professionalità, mettendo in campo ogni singola goccia di sudore che i nostri rappresentanti sono in dovere di raccontare a tutte le forze politiche. Per la politica potrebbe essere un alibi che le associazioni di categoria non si sentano responsabili per la situazione in cui si trovano le imprese demaniali italiane, però da lunedì in poi ogni rappresentante di sindacale diventerà “storia” se non farà nulla per cambiarla».

La fretta del governo è dovuta alla sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto la riassegnazione tramite gare da effettuare entro due anni. Inoltre sulla vicenda pende una lettera di messa in mora da parte dell’Unione europea, che potrebbe convertirsi presto in procedura di infrazione. Per questo, l’intento di Draghi sarebbe quello di chiudere la questione entro gennaio, anche se i contenuti del provvedimento restano ancora tutti da vedere: il problema è infatti quello di conciliare il diritto europeo e in particolare la direttiva Bolkestein, che prevedono le gare delle concessioni pubbliche di spiaggia, con il legittimo affidamento degli attuali imprenditori del settore che hanno investito sulla base di una durata stabilita dalla legge e poi annullata da un giorno all’altro.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. L affidamento legittimo e ‘ riavvisabile alloreche l imprenditore, affidandosi alla normativa che gli consentiva la prosecuzione del’ attivita’ (proroga)ha effettuato degli inveestimenti, a condizione che:

    1.la proroga non fosse gia’ stata dichiarata illeggittima, in questo caso l imprenditore era consapevole( sentenza teleaustria) e non vanta nessun afifdamento meritevole di tutele

    2.l investimento sia documetabile e non ammortizzato

    Invece Individuare il dies a quo dalla proroga del 2033, contrasta con la giurisprudenza comunitaria e anche quella del consiglio di stato

  2. Peraltro quasi tutte le proroghe al 2033, sono state concesse con la dicitura:
    ” che il concessionario dichiara di conoscere la sentenza della corte di giustizia europea’ e dichiara di astenersi da ogni rivalsa nei confronti dell ente nel caso di annullamento del cds”

    • Alessandro says:

      Nella mia non c è scritto..inoltre vorrei sottolineare che sono stato sull albo pretorio per 30 giorni…nel mio caso nessuno ha richiesta la concessione ma per tre stabilimenti non è stato così e ora andranno a bando…quindi deduco che io abbia fatto in un certo senso una evidenza pubblica

  3. Luciano La Mantia says:

    Ho investito nell’impresa balneare perché vi era il diritto di insistenza,senza sicuramente non avrei investito nel settore,quindici anni fa’ ho partecipato a un bando, eravamo in due, il secondo non si è neppure presentato. Ora ho una proroga al 2033 data dal comune registrata all’agenzia delle entrate , dopo di che, ho fatto ulteriori investimenti.e oggi quella proroga è carta straccia. Vivo nel sud della Sardegna dove ogni anno emigrano migliaia di giovani, oggi mi vogliono mettere a bando l’azienda. Ma che politici abbiamo?

  4. Gianfranco says:

    Ho comprato uno stabilimento nel 2013, faccio un’altro mestiere, abbiamo speso
    Un mare di soldi per rifare tutto lo stabilimento in quanto era una topaia nel
    Vero senso della parola, da allora non facciamo altro che leggere notizie in merito alla riforma di cui nessuno ha certezze.
    Ma si può investire in un paese dove un giorno fanno
    Una legge dove si prorogano le concessioni di 15!anni e il giorno dopo ti dicono che si proroga di due anni? È come se facessi un contratto di affitto per un appartamento dì quattro anni ma poi arriva il
    Proprietario e ti dice che ha cambiato idea! Con la casa, e quindi con il privato non può succedere, mentre con lo stato può succedere! Ma non c’è qualcosa che non va in questo modo di agire?
    Grazie in anticipo
    per eventuali risposte al mio quesito.

  5. Ma se di procedure d’inftrazione ne abbiamo altre 60 aperte e mai pagata una a me sembra una bella scusa c’è lo ricorderemo alle prossime elezioni……

    • Teo+Romagnoli says:

      Ci sono evidentemente forti pressioni ( GLI ALBERGATORI in primis) per portarci via le spiagge a 4 lire..altrimenti questa INGIUSTIZIA no ha motivo d’esistere.
      Le spiagge sono un bene dello stato gestito magistralmente da famiglie italiane del territorio, un perfetto esempio di gestione virtuosa del bene pubblico !! Ovviamente va smantellamento altrimenti saremmo un paese serio..la solita repubblica delle banane. Basta pensare a tutto quello che l’eventuale nuovo concessionario dovrebbe comprare..per stare li poi ” solo ” 10/12 anni ma come si può pensare che migliorerà la situazione?? E i costi al cliente finale?? Paese da smettere.. altro che Draghi.. io ero a Roma il 28 dicembre e mene sono tornato a casa deluso e col covid. Se torno a Roma la prossima volta non sarà per sventolare bandierine..altro che ristoratori..

  6. Se nell ‘ atto di proroga al 2033 ( mi sembra molto strano..)non e’ indicata la clausola di cui sopra, potreste rivalervi nei confronti del Dirigente comunale che invece avrebbe dovuto conformarsi quantomeno alla sentenza della Corte di giustizia europea

    Ma indicare quale leggittimo affidamento la data della proroga al 2033 , non ha nessuna sostenibilita’ giuridica

  7. Comunque in ballo non e’ solo e tanto il legittimo affidamento, da balneare che vuole continuare l attivita , sarei piu avveduto sui criteri relativi ai punteggi che devono essere:

    Misurabili
    Oggettivi
    Non discrezionali
    Non discriminatori

    • Carlo (quando sbraito non mi riferisco mai a te che ti esprimi sempre con garbo e rispetto per tutti), ho esperienza diretta di alcuni bandi e ho visto da vicino come sono andate poi a finire le cose (quindi commento i risultati osservabili non le premesse normative). quanto dici su punteggi e criteri è francamente utopistico. La discrezionalità dei giudicatori è pressoché totale, non ci sono tabelle o parametri che tengono. Anzi niente di più facile che utilizzare questi per giustificare a posteriori la decisione già presa in partenza. Veramente confidi nella trasparenza e imparzialità del nuovo sistema? Prova a metterti nei panni di chi ha comprato usando i suoi soldi per crearsi il proprio lavoro e rischia di vedersi portare via la sua azienda dall’amichetto di questo o quello. Non credi che il nuovo sistema di norme per funzionare bene in pratica presupponga ben altri livelli qualitativi nella pubblica amministrazione? Pensiamo ai concorsi universitari, alla sanità e a tante altre cose… bene, quanta moralità esprime la pubblica amministrazione? Ora si vogliono far dipendere le sorti di tutto un comparto produttivo da questo solo aspetto. Liberalizzazione?

  8. Riporto il passaggio della sentenza della corte di giustizia europea che costituisce fonte normativa di rango primario e che i politici sindacati ecc ,ha fatto commodo e continua a far comodo ignorare:

    “… In tal senso, è stato statuito che il principio della certezza del diritto, nel caso di una concessione attribuita nel 1984, quando non era ancora stato dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo avrebbero potuto essere soggetti a obblighi di trasparenza, esige che la risoluzione di siffatta concessione sia corredata di un periodo transitorio che permetta alle parti del contratto di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, in particolare, dal punto di vista economico (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, ASM Brescia, C‑347/06, EU:C:2008:416, punti 70 e 71, nonché del 14 novembre 2013, Belgacom, C‑221/12, EU:C:2013:736, punto 40).

    73      Tuttavia le concessioni di cui ai procedimenti principali sono state attribuite quando già era stato dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo dovevano essere soggetti a obblighi di trasparenza, cosicché il principio della certezza del diritto non può essere invocato per giustificare una disparità di trattamento vietata in forza dell’articolo 49 TFUE.”

  9. Purtroppo cari colleghi le notizie che mi sono arrivate proprio ora non preannunciano nulla di buono per la nostra categoria. Purtroppo i nostri peggiori nemici sono insediati proprio tra le nostre file e se verrà confermato quello che ho saputo ora è che ovviamente qui non posso riportare tutti perderemo tutto entro la fine di questo mese perché purtroppo chi dovrebbe rappresentarci non è in grado di farlo in maniera unitaria e solidale. Non voglio allarmare nessuno ma non è neanche giusto consolarsi dietro false speranze.

  10. Alle forze politiche e ambientaliste che invocano altre categorie al tavolo delle trattative, suggerirei di far partecipare anche i disoccupati, i cassaintegrati e i percettori del reddito di cittadinanza, a condizioni però, di far loro conoscere, sin da ora, i preventivi di spesa (condizione imprescindibile) per poter partecipare alle “aste”! Siete d’accordo?!

  11. Gianfranco siamo tutti alle stesse condizioni,aver investito ed esserci indebitati in virtù di una legge fatta dallo stato e successivamente riconfermata dal ministro franceschini,siamo in Italia puoi aspettarti di tutto,ma noi non ci arrendiamo ,combatteremo fino in fondo per difendere i nostri diritti,non lasciati intimorire dai buffoni e falliti della tastiera facile

  12. nel 2020 a seguito della pandemia, il governo ci ha concesso un finanziamento a tasso agevolato con garanzia dello stesso. il rimborso di tale prestito inizia nel 2023 e scade nel 2025. come facciamo a pagare questi mutui se non ci fanno lavorare?

    • Teo+Romagnoli says:

      Io ho un mutuo sulla casa che scade nel 2032 all’80% fondo di garanzia dello stato..che tradisce una sua legge al 2033 e mi toglie il lavoro..e io devo pagare per non perdere la casa..siamo matti !

  13. 1.la legge che prorogava al 2033 era gia’ illeggittima , lo erano le precedenti…Pertanto non avrebbe dovuto contrarre nessun mutuo, se lo ha fatto, a suo rischio e pericolo.

    2. Se il Dirigente comunale non ha specificato, potrebbe chiedere un risarcimento,tuttavia non so con quale successo considerato che ci sarebbe un concorso di responsabilita

  14. Una legge nazionale che obbligasse i comuni senza eccezioni a destinare qualsiasi percentuale non ridicola di spiaggia all’uso libero (legge che io appoggerei senza riserve) verrebbe probabilmente osteggiata molto più dalle amministrazioni locali che non dai balneari.

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