Opinioni

Balneari: l’importanza della verità, il pericolo delle illusioni

Una risposta alle recenti osservazioni di alcuni lettori

Una categoria più informata è una categoria più consapevole dei propri problemi, e quindi più attrezzata per risolverli. Soprattutto se si tratta di questioni molto complesse, come quelle del demanio marittimo italiano. Questo vogliamo rispondere ad alcuni balneari che chiedono alla nostra redazione come mai continuiamo a parlare di gare delle concessioni, se chi oggi si trova al governo ha promesso di evitarle. Ebbene, lo facciamo perché finché alle parole non seguiranno i fatti, la situazione normativa continuerà a essere molto preoccupante e perciò preferiamo tenere alta l’attenzione. La legge sulla concorrenza è stata approvata in via definitiva e prevede le gare delle concessioni entro un anno, in base a criteri che il governo dovrà approvare in un decreto attuativo entro la fine di febbraio; e se deciderà di non farlo, dovrà comunque abrogare la legge in questione e introdurre un nuovo regime normativo nel giro di due o tre mesi. Eppure, finora non è stata avviata nemmeno un’interlocuzione ufficiale con le associazioni di categoria e ciò non lascia affatto tranquilli. Nemmeno nella nostra rivista, dove seguiamo questa vicenda sin dal suo inizio e che non vediamo l’ora si concluda a favore degli attuali imprenditori – nonostante alcune malelingue dicano il contrario.

Nei tredici anni in cui la questione dei balneari si è trascinata senza mai arrivare a una soluzione definitiva (troppi per qualsiasi umana sopportazione, e gli imprenditori che hanno resistito vanno ammirati solo per questo), abbiamo capito che della politica non c’è da fidarsi. Non è questione di destra o sinistra, di gialli rossi azzurri o verdi: in questi tredici anni, tutti gli schieramenti hanno fatto promesse che non hanno mantenuto o, peggio, hanno remato contro i balneari o hanno approvato leggi a metà e rinviato le decisioni più importanti, creando così ancora più danni. Al varco manca solo il partito attualmente al governo, che in campagna elettorale ha parlato tanto ma che nei suoi primi mesi di lavoro non ha fatto nulla, se non ridimensionare i suoi impegni (basta leggere con attenzione le poche dichiarazioni rilasciate finora, come quelle del ministro del mare Nello Musumeci, in cui non si parla più di “esclusione dalle gare e dalla Bolkestein” come fatto da Fratelli d’Italia prima del voto, bensì di “tutelare le imprese italiane dalle multinazionali”: il che è giusto, ma sposta abilmente il piano della discussione). Sarà che forse in casa Meloni c’è un certo imbarazzo: un conto sono le facili promesse tuonate quando ci si trova all’opposizione, mentre un altro conto è escludere davvero le attuali concessioni balneari dalle gare, che significherebbe ridiscutere una direttiva e un trattato europei, abrogare una legge dello Stato italiano e approvare una riforma molto lunga e complessa. Tutto ciò mentre la scadenza delle concessioni, in base alla nota sentenza del Consiglio di Stato, è e resta al 31 dicembre 2023. Un’impresa non impossibile ma di certo molto difficile, e che se davvero fosse stata urgente, avremmo già visto almeno discutere con le associazioni di categoria. Invece, ci risulta che dopo la recente dichiarazione del capogruppo Tommaso Foti, la leader di Fratelli d’Italia avrebbe invitato i suoi a non pronunciarsi più sulla vicenda dei balneari o quantomeno di fare molta attenzione, proprio perché la questione la metterebbe in imbarazzo e non saprebbe come uscirne salvando la faccia. Speriamo tuttavia che lo faccia in fretta, anche se i timori su un fallimento o un dietrofront sono per ora legittimi – per quanto siamo i primi a sperare di ricrederci.

Nell’attesa che qualcuno si prenda la responsabilità di districare il bandolo della matassa, e soprattutto che la Corte di giustizia europea si esprima sui quesiti virtuosamente sottoposti dal Tar Lecce che potrebbero ribaltare la questione, su Mondo Balneare continueremo però a parlare della situazione attuale. Quei concessionari (per fortuna in minoranza) che stanno pensando che la legge sulla concorrenza sia carta straccia, ritenendo che il governo abbia già salvato la categoria ancora prima di farlo effettivamente, e che spesso insultano in modo aggressivo tutti coloro che parlano di gare, semplicemente vivono fuori dalla realtà. Quelle del governo per ora sono solo parole al vento, mentre la riforma avviata da Draghi sta andando avanti, con la Conferenza Stato-Regioni che la scorsa settimana ha dato il via libera al primo decreto attuativo – quello sulla mappatura delle concessioni – e la scadenza dei titoli si avvicina inesorabilmente. Se non si farà qualcosa subito, i Comuni dovranno comunque avviare le riassegnazioni tramite evidenze pubbliche, oltretutto senza una legge-quadro nazionale; il che significa generare il caos più totale tra le libere iniziative dei singoli funzionari, che scriverebbero i bandi a proprio piacimento, e i ricorsi dei concessionari che giustamente rivendicherebbero il diritto a mantenere il proprio titolo fino al 2033, essendo già stato oggetto di protocolli, imposte di registro e mutui, ben prima che Palazzo Spada lo accorciasse di dieci anni.

Tutto questo resta ancora importante da capire, soprattutto per chi insulta una rivista che semplicemente spiega la realtà dei fatti in modo obiettivo e competente. Ci tocca infatti ribadire che informare su qualcosa non significa essere d’accordo: nonostante qualche estremista abbia diffuso l’idea errata che Mondo Balneare sia a favore delle gare, sui nostri oltre seimila articoli pubblicati in tredici anni non troverete nemmeno una frase che lo lasci intendere e il nostro archivio è a disposizione per chi abbia la voglia e il tempo di controllare. Semplicemente, abbiamo sempre fatto informazione su ciò che accade, e le gare purtroppo stanno accadendo. Se saranno davvero annullate, saremo i primi a darne notizia con tutta l’enfasi che tale notizia meriterebbe; ma nel frattempo continueremo a fornire gli strumenti per aiutare chi si è rassegnato a come affrontarle, e chi continua a essere contrario a come contrastarle. E questo è possibile farlo solo attraverso l’obiettività, come per esempio nel caso dell’articolo di ieri sugli indennizzi, che ci ha portato a scrivere questo editoriale in quanto alcuni lettori hanno espresso delle critiche su Facebook (ma un dato è importante per ridimensionare le voci grosse: su 8.436 letture totali contate fino a ieri sera, i commenti negativi non superavano la ventina; perciò anche tenendo conto di chi si è arrabbiato senza dire nulla, le voci contrarie restano comunque in netta minoranza – ma purtroppo, proprio come accade per le recensioni dei ristoranti, chi non gradisce è sempre pronto a tuonare la sua opinione da tastiera, mentre chi apprezza sta per lo più in silenzio). Ebbene, quell’articolo analizzava il tema in modo obiettivo e competente, sottolineando gli elementi giuridici a favore e contro gli indennizzi, e ponendosi così come uno strumento per entrambe le fazioni: ovvero sia per chi lotta contro le gare, sia per chi invece è rassegnato o favorevole ad affrontarle. I primi da sempre affermano che l’indennizzo sarebbe uno specchietto per le allodole, in quanto si tratterebbe di un espediente inserito per far digerire le gare più facilmente agli attuali balneari, per poi essere eliminato in un secondo momento dalla Corte costituzionale o dalla Corte di giustizia europea, in quanto sarebbe in contrasto col diritto comunitario; e quell’articolo dava loro ragione. Allo stesso modo, i secondi ora sanno che l’elemento degli indennizzi non è affatto certo e che occorre scrivere questo passaggio normativo con molta attenzione e concordandolo con l’Ue, proprio per non trovarsi con un pugno di mosche in mano.

Insomma, le informazioni obiettive – al contrario di quelle di parte – possono essere utili a tutti; basta saperle leggere senza pregiudizi e bava alla bocca, dimenticandosi che il resto del mondo non deve per forza pensarla come noi, e che per ogni balneare che grida “no alle gare”, ce ne sono altri dieci pronti ad affrontarle. In questa situazione, riteniamo più onesto dire come stanno le cose anziché illudere le persone, come invece purtroppo stanno facendo ultimamente alcuni soggetti impegnati tra chat e gruppi Facebook, millantando interlocuzioni politiche inesistenti, facendo credere di avere il merito sulle soluzioni che troverà il governo e fomentando ogni giorno l’odio attraverso discorsi retorici e dai facili bersagli. Non solo si tratta di un mucchio di fesserie (basta leggerle con attenzione per capire quanto siano vaghe e inattendibili), ma anche di azioni immorali che approfittano dell’esasperazione di alcuni piccoli imprenditori privi di certezze sul proprio futuro. Non sappiamo quali siano gli intenti di queste persone, ma visti i precedenti del passato, sarebbe più prudente diffidare di chi racconta menzogne anziché insultare chi ha l’unico interesse di spiegare la verità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. Elvo Alpigiani says:

    Ho letto alcuni commenti in merito all’articolo di ieri di Mondo balneare e su questi vorrei precisare che la direttiva Bolkestein non è necessario modificarla, è sufficiente applicarla correttamente.
    Quindi, il Governo con la Mappatura dimostrata la non scarsità delle risorse naturali e la conseguente non applicazione dell’articolo 12.
    La direttiva Bolkestein si applica soltanto alle autorizzazioni per l’esercizio delle attività nelle aree demaniali, nel nostro caso si applica l’articolo 10, paragrafo 4.
    La direttiva Bolkestein non si applica alle concessioni demaniali quali contratti di locazione di aree pubbliche.
    I balneari favorevoli alle aste, sanno che i vantaggi riconosciuti sono in contrasto con il diritto comunitario se siamo nell’ambito applicativo dell’articolo 12?

    • Ma come fai a dire che la tua è una semplice locazione…… voi prendete la concessione dallo Stato per effettuarvi attività turistiche ricreative attraverso le vostre aziende a scopo di lucro, debitamente autorizzate a fare tale attività (bar\ristoranti, ecc….). La locazione è servente all’esecuzione della vostra attività turistica ricreativa, con scopo a fare lucro, eseguita dalle vostre aziende. Per natura tale risorsa e’ limitata in quanto bisogna considerare, per ogni comune marittimo, quella realmente utilizzabile per tale scopo….. inoltre se lo Stato ogni anno non facesse le opere di mantenimento a causa delle condizioni climatiche diverse aree spiaggiabili non ci sarebbero più.

      • Nikolaus Suck says:

        Lascialo perdere. E innamorato della sua tesi totalmente sballata e già smentita in ogni sede, e la ripropone roboticamente senza sentire ragioni diverse, non serve rispondergli.

      • Rosa Formisano titolare de la perla nera says:

        È tutto giusto se non venisse a mancare un presupposto. Molti di noi concessionari siamo persone semplici non lobbisti. Persone che amano fare il proprio lavoro ed impegnarci nel farlo. Curio con amore le spiagge e siamo sempre li. Personalmente ho perso un figlio ucciso da un gruppi di persone crudeli. Ho pensato spesso alla fine i miei familiari tutti erano addolorati… Decidi di risollevarmi e ricominciare era il 1998. Ho investito i miei soldi nello stabilimento balneare ed in particolare nella realizzazione stessa della miglioria. Ho dedicato tutto il mio tempo e le risorse finanziarie per renderlo bello. Questo impegno ha salvato me ed i miei cari dandoci uno scopo. Non sono solo lobby per le piccole imprese familiari spesso c’è una storia mi auguro non dolorosa come la mia. Ma io combatto per non perdere non l’attività ma il sogno che mi ha restituito la vita e dato una possibilità agli altri miei due figli di credere nella vita.

    • Lorenzo Pinto says:

      Alpigiani, il fatto stesso che si tratti di una “risorsa naturale”, ovvero il confine tra mare e terra, la rende automaticamente soggetta a variazioni sostanziali.
      Se fossimo la Svizzera, i confini sarebbero invariabili, ma essendo una penisola l’abbondanza o la scarsità della “risorsa spiaggia” non la decide una legge, ma il mare.
      E siccome il livello del mare, come TUTTI i balneari (e tutti i turisti) ben sanno, si sta innalzando, è fin troppo evidente che la risorsa scarseggi.
      E siccome mantenere le spiagge costa e costerà un’enormità all’erario (sia italiano che europeo) fate almeno il favore di rientrare in un libero regime di concorrenza, come chiunque altro faccia impresa in generale, e soprattutto con risorse pubbliche.

  2. Peccato però non si entri nel merito della direttiva facendo le dovute considerazioni, delle gravi discriminazioni che il nostro Paese subirebbe, delle opportunità che solo gli altri Stati membri con le loro multinazionali e società di capitali riuscirebbero ad ottenere attraverso le gare, peccato non si parli nemmeno molto delle norme abrogate che hanno “ingannato” tutti i concessionari. inoltre, davvero vi è una parte consiste di concessionari “pronti” alle gare? Vogliamo contarli (seriamente) quanti sono? … compreso i “venduti”?!!!

  3. Ancora una volta un articolo chiaro e chiarificatore, ben scritto e comprensibile a tutti, illusi, illusionisti e disillusi. Grazie

  4. Sarebbe interessante un connubio di Claudio Morelli che sembra il Centinaio dei balneari con soluzioni immediate per ogni problema.

  5. La maggior parte dei politici che hanno votato in parlamento non sanno neanche di cosa si parla , come non lo sanno gli europarlamentari , questa legge è solo interessi di pochi , fra questi c è il nostro caro amato Draghi e qualche burocrate europeo, quindi basterebbe che il nuovo governo puntasse i piedi e facesse i decreti attuativi fatti bene e senza ingiustizie.il punto è: lo faranno? Io penso che slitteranno di qualche mese per inserirla nel decreto milleproroghe, nel frattempo ci useranno per le elezioni regionali. Questa è la politica cari signori.

    • E’ la politica che avete voluto voi, chiedendo e ottenendo per decenni proroghe illegittime, salvo poi recriminare sullo stato di incertezza da voi stessi voluto creato e ottenuti per evitare le gare per decenni.
      E in questi giorni assistiamo sempre alla stessa storia, infatti si continua a parlare dell applicabilita’ della direttiva, dei ricorsi eccc..al solo scopo di guadagnare ancora una stagione…anziche’ discutere dei criteri dei decreti attuativi.
      Questa e’ la politica che avete voluto per deceni, e devo dire con successo per i vostri interessi e con danno per i cittadini

      • È la politica voluta da nessun cittadino visto che non sono saliti al governo con i voti dei cittadini. Ho i capelli bianchi e ho conosciuto i veri politici e non si paragonano minimamente agli attuali. Penso che tu Carlo non hai avuto questa fortuna visto come la pensi.

      • Giuseppe Pintauro says:

        Carlo ma nn lavori? Ma pensa al tuo di lavoro se c è l hai.ho pensa al tuo reddito di cittadinanza, pensa hai fatti tuoi

    • Nikolaus Suck says:

      Questa è la politica se e finché glielo consentite andandogli dietro, votandoli per mero interesse personale e quindi consentendo loro, che lo sanno di “usarvi”.

  6. Articolo molto sensato ed obiettivo. La Meloni all’opposizione prometteva tante cose, che ora al governo ha capito che non potrà mantenere o almeno in maniera molto soft, se non vuole andare in contrasto con la UE. La sua pacatezza e moderazione, sino ad ora, ha evitato , lo scontro diretto con l’unione europea, che avverrebbe un effetto negativo sui mercati ed otterrebbe solo bocciature che creerebbero grattacapi e complicazioni X il proseguo del suo governo. E penso che anche sulla Bolkestein, nonostante sia X una esclusione dalle aste , ha già capito che sarà difficilmente realizzabile, e si adatterà x le gare, con qualche tutela o contentino X i balneari, affinché salvi capre e cavoli senza perdere la faccia….

    • Lorenzo Pinto says:

      La Meloni…
      Alla Scala di Milano abbracciata alla Von Der Leyen…🤣
      Ben vi sta.
      Come livello culturale e visione strategica, avrei preferito un balneare preso a caso, come Premier.
      Almeno sarebbe stato uno che avrebbe conosciuto il significato della parola “lavoro”.

  7. La riforma delle concessioni balneari, inserita nella più ampia legge sulla concorrenza, è stato uno degli ultimi provvedimenti approvati dal governo Draghi.
    I tempi sono molto stretti e soprattutto c’è un significativo problema politico: in campagna elettorale, infatti, la coalizione di destra ha promesso di tutelare le imprese del settore balneare. Non è ancora chiaro come intenda farlo, visto che annullare la riforma sembra essere impossibile per via degli impegni presi con l’Unione Europea. Al momento la strategia è di rallentarla il più possibile.
    Secondo il Sole 24 Ore, la soluzione trovata dal governo potrebbe essere di rinviare di sei mesi la scadenza di febbraio e inserirla nel prossimo decreto chiamato “Milleproroghe”. L’obiettivo è prendere tempo per tentare di chiedere all’Unione Europea di escludere le concessioni balneari dalla direttiva Bolkestein. È un tentativo già fatto in passato, invano. «C’è un’interlocuzione con l’Europa», ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti. «Il governo di centrodestra pensa che la Bolkestein non debba essere applicata al settore balneare, ma è ovvio che se dovesse arrivare un’ulteriore risposta negativa, non potremo non prenderne atto, perché si tratta di una direttiva europea e non della volontà del governo italiano».

    • Se cosi fosse l obbiettivo e’ sempre quello arrivare lalla scadenza del 2023 per dire: non c e tempo per fare i bandi, proroghiamo tutti sino al 2024.
      Auguri

  8. Teo Romagnoli says:

    Come sempre complimenti alla redazione per serietà, realismo e informazione corretta. Un peccato che per elogoarvi devo passare per commenti dei soliti 4 deficienti, paladini della giustizia con noi piccoli e genoflessi sudditi dei poteri forti. Rovina famiglie! Andando diretto al problema, evidenze o meno non importa, quello che importa è cosa si scriverà in questo decreto attuativo. Capisco che salvare capre e cavoli è impossibile. Ma questa questione è sempre stato una questione politica..meglio la Meloni che draghi di 💩.

    • Voi siete gia stati salvati illegittimamente con proroghe dichiarate illegittime da tutti gli organi di giustizia e dalle autorita indipendenti,nazionali e sovranazionali, anche il Consiglio di Stato vi ha gentilmente concesso altri 3 anni nonostante i titoli siano gia decaduti, adesso anche basta.

    • Nikolaus Suck says:

      Che cosa curiosa la percezione umana. L’articolo, effettivamente molto ben scritto, oltre a stigmatizzare le offese ai pro-aste per due terzi evidenzia proprio le stesse cose nostre, ma se le diciamo noi siamo “i soliti 4 deficienti” e “rovinafamiglie” (con buona pace dell’invito ad evitare insulti), invece nell’articolo diventano “serietà, realismo e informazione corretta”- Beh, ben venga, a prescindere dalla fonte l’importante è rendersi conto della realtà dei fatti.

  9. E’ vero, categoria più informata è una categoria più consapevole dei propri problemi, ma la poca conoscenza della materia da parte di tutti (legislatore, amministrazioni, avvocati ,consulenti vari e sindacati vari) ha provocato questo TSUNAMI.

  10. Io dico solo una cosa guardate Trieste e aprite gli occhi, poi mondo balneare ne sa qualcosa visto che ci ha fatto un bell’articolo ( gruppo Red Bull compra tratto di costa adriatica: sarà un mega complesso nautico Il titolare della bibita energetica più venduta al mondo ha sborsato 9 milioni di euro per mettere le mani su 120.000 metri quadri di litorale Di Mondo Balneare 21 Dicembre 2021 42 Commenti Il Marina Monfalcone, ora di proprietà della Red Bull Il magnate austriaco Dietrich Mateschitz, inventore e proprietario della Red Bull, ha comprato un intero tratto di costa nel golfo di Trieste per aprire un grande centro velico e nautico con tanto di spiaggia privata. La bibita energetica più venduta al mondo, che vanta anche un enorme impero sportivo articolato dalla Formula 1 agli sport estremi, passando per la Coppa America e il calcio, aprirà la sua “saling academy” nell’oasi naturale di Isola dei Bagni a Marina Nova, che diventerà il nuovo regno della vela e della nautica brandizzati Red Bull. Il complesso su cui ha messo le mani il 77enne Mateschitz è articolato in 60.000 metri quadri di proprietà privata e 65.000 in concessione, e comprende il Marina Monfalcone (ex Marina Hannibal) con 300 posti barca sino a 40 metri, un cantiere nautico, uno yacht club, la prestigiosa Scuola Vela Tito Nordio nonché caseggiati, giardini e spiagge. Il tutto è stato acquistato da una holding cinese per una cifra che in base alle indiscrezioni pubblicate dalla stampa locale si aggirerebbe intorno ai 9 milioni di euro. I lavori di ristrutturazione, che prevedono anche la messa in sicurezza di due immobili lasciati in uno stato di abbandono e la realizzazione di nuovi pontili, si concluderanno entro il 2023. Mateschitz non è nuovo a imprese del genere. All’inizio degli anni 2000 aveva già rilevato l’isola Laucala nell’arcipelago delle Fiji, trasformandolo in un lussuoso resort da 10.000 dollari a notte. Ma per quanto riguarda il complesso nell’alto Adriatico, pare che gli intenti del magnate non siano quelli di renderlo un esclusivo approdo per pochi, bensì aperto a tutti gli appassionati di vela e nautica: a questo proposito, Mateschitz ha già nominato come amministratore delegato del Marina Monfalcone Hans-Peter Steinacher, suo uomo di fiducia nel comparto degli sport acquatici.( alla Red Bull verranno tolte?) è questo che volete è inutile girarci intorno, lo scopo è di vendere le nostre spiagge ma noi venderemo cara la pelle tranquilli, anzi come disse Renzi a Letta state sereni. Buona giornata a tutti i venduti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.