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Balneari, ddl concorrenza: Senato approva gare in via definitiva

Arrivata anche la terza e ultima votazione della norma che istituisce la riassegnazione delle concessioni di spiaggia

Con 161 voti favorevoli, 21 contrari e 2 astenuti, ieri il Senato ha approvato definitivamente il ddl concorrenza, che all’articolo 3 istituisce la riassegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche entro il 31 dicembre 2024. Si trattava della terza e ultima votazione del provvedimento, già approvato da Palazzo Madama lo scorso 30 maggio e dalla Camera il 26 luglio con alcune modifiche (tra cui lo stralcio della norma sulla liberalizzazione delle licenze dei taxi) che avevano reso obbligatorio un ulteriore passaggio in Senato.

Con l’approvazione di ieri in Senato, il ddl concorrenza entra definitivamente in vigore e con esso le gare delle concessioni balneari, che dovranno essere istituite nel giro di un anno e mezzo dai Comuni. Ma prima bisognerà attendere il varo del decreto attuativo, che il ddl concorrenza impone di adottare entro sei mesi e dunque entro la fine di gennaio. A occuparsene sarà dunque il prossimo governo.

Dopo vent’anni di rinnovi automatici agli stessi titolari, bloccati da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto un nuovo regime normativo basato sulle evidenze pubbliche, per la gestione delle concessioni di spiaggia arriverà un cambiamento radicale, i cui dettagli devono però ancora essere definiti. Il governo Draghi, nel redigere la riforma, ha infatti deciso di rinviare al decreto attuativo gli aspetti più importanti della materia, tra cui il riconoscimento di un punteggio bonus in fase di gara per chi dimostra esperienza professionale nel settore e i criteri per il calcolo dell’indennizzo ai concessionari uscenti in caso di passaggio del titolo. Sarà dunque in fase di redazione del successivo provvedimento che si negozieranno le modalità con cui effettuare le gare: per il momento l’unica certezza è che dovranno essere effettuate entro il 31 dicembre 2024, ma su come si faranno, resta ancora tutto da decidere.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Giuseppe Pintauro says:

    Buon giorno per me nn è giusto proprio nn si può passare da 90 ad 1 cioè dai 13 anni di conte ai 2 anni di draghi,spero tanti ke i candidati ke si presenteranno alle prossime votazione e prometteranno di tutto per salire spero ke dai 13 anni di conte ai 2 di draghi alemeno avremo fino al 2025 e il 2026 le gare così e giusto perché certamente prima o poi le gare si dovranno fare.

      • Giuseppe Pintauro says:

        Maria ke ridi a fare secondo te e giusto nn so le altre concessioni ma quella di mamma e papà ci sono i sacrifici sopra e nn lo trovo giusto poi deve venire un imprenditore straniero o un cammorista a prendersi i sacrifici di mamma e papà ke sono pure morti ke io presi il covid proprio a lavoro e lo portai a casa e l 11 settembre e morto papà ei 14 settembre mamma

  2. Non mi sembra che nel decreto concorrenza ci sia una proroga al 2024 le procedura di evidenza pubblica devono avere luogo nel 2023 per oggettivi motivi si possono concludere nel 2024 per esempio ricorsi al Tar competente. Quando penso alla situazione di Rimini dove molte costruzioni sulla spiaggia utilizzate dagli attuali concessionari sono prive di permesso di costruire situazione che non è dovuta ad abusi commessi dal concessionario ma da errori degli uffici comunali commessi negli anni 70 e 80. Questa situazione provocherà un contenzioso infinito con ricorsi ai vari gradi della giustizia amministrativa che certamente non si concluderanno nel 2024 leggendo la nuova legge sulla concorrenza che fissa al 31/12/2024 il termine della procedura di evidenza pubblica e di assegnazione ai nuovi concessionari degli arenili, tutte le concessioni che non saranno ancora assegnate a quella data per il contezioso giuridico in corso diventeranno spiaggia libera, in questo caso penso che a Rimini avremo più del 50% di spiaggia libera nel 2025

    • La situazione di Rimini c entra poco con il contesto nazionale,considerato che i bagni insistono non sul demanio marittimo o sul demanio Marino.
      Poi finitela con la storia dei contenziosi, i tar decidono cumulativamente le medesime cause e con ordinanze decisorie.

  3. speriamo!!! così lo sfascio sarà più veloce ancora. e tutto grazie a un parlamento che avrebbe votato anche che gli asini volano.
    Gli italiani tutti, a giro , hanno quel che si meritano.

  4. Nikolaus Suck says:

    Prendiamo atto del terzo voto parlamentare, il secondo a Governo già dimesso e con vitalizio già garantito, quindi più libero e discrezionale che mai. Vediamo se c’è ancora qualcuno che insiste con il dittatore Draghi che avrebbe imposto la propria volontà, non è dato capire come.

  5. Ma sarà possibile partecipare alle gare per attività categorizzate come “stabilimenti balneari” o anche per attività come “esercizi di ristrorazione e somministrazione bevande, cibi precotti e generi di monopolio”

    • Nikolaus Suck says:

      La concessione riguarda il demanio, non l’attività che ci si svolge sopra. Quel che conta è la demanialità della risorsa utilizzata. L’attività che ci si potrà o dovrà fare sarà scritta nel bando, e potrà ovviamente essere anche quella di ristorazione etc. se previsto.

  6. Suck scusa ILLUMINAMI la risposta per te sarà ovvia, ma posso partecipare nel 2023 al bando di un cantiere nautico , una mitili cultura in concessione o di un arenile in concessione alla lega navale o riservato fino ad oggi a qualche corpo militare vigili del fuoco o altro.
    Io credo di sì, ma credo anche che sia l effetto collaterale di una guerra al balneare al quale effetto si cercherà di porre rimedio,
    come sempre si é riusciti a fare, vedi taxi, farmacie notai ecc ecc. O mi sbaglio?

    • Nikolaus Suck says:

      Potrai partecipare ai bandi che saranno indetti, per cosa non spetta a me dirlo ma dipende dalle amministrazioni.
      Taxi, farmacie, notai a differenza delle imprese balneari sono servizi pubblici, i secondi oltre tutto altamente professionali, e sempre a differenza delle imprese balneari non occupano e sfruttano risorse pubbliche e limitate.

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