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Balneari, Foti (FdI): “Avviato dialogo con Ue su esclusione Bolkestein”

Ma il deputato afferma che in caso di risposta negativa, "non potremo che prenderne atto"

Il governo ha avviato un’interlocuzione con l’Unione europea sulla riforma delle concessioni balneari, ma in caso di risposta negativa sull’esclusione delle spiagge dalla direttiva Bolkestein, non potrà che prenderne atto. È quanto è emerso dalle parole del deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, intervenuto ieri al Tg1 Mattina. Foti è capogruppo del partito alla Camera, perciò le sue parole hanno una certa rilevanza.

In un’intervista in diretta, rispondendo a una domanda del conduttore sulla riforma del demanio marittimo che il governo Meloni dovrà completare, questa è stata la risposta di Foti: «Fratelli d’Italia ha sempre contestato l’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni balneari. Attualmente c’è un’interlocuzione con l’Europa: il governo di centrodestra pensa che la Bolkestein non debba essere applicata al settore balneare, ma è ovvio che se dovesse arrivare un’ulteriore risposta negativa, non potremo non prenderne atto, perché si tratta di una direttiva europea e non della volontà del governo italiano. Ma diverso sarebbe non trattare proprio in Europa sulla Bolkestein».

La risposta di Foti dà l’impressione che il partito di Giorgia Meloni stia già mettendo le mani avanti: dopo essersi esposto in campagna elettorale, promettendo di escludere le concessioni balneari dalla direttiva Bolkestein e dalle gare pubbliche, ora l’esecutivo ha pochi mesi per dimostrare che alle parole seguiranno i fatti. Attualmente, in base alla legge sulla concorrenza approvata lo scorso agosto in parlamento, le concessioni scadranno il 31 dicembre 2023 e dovranno essere riassegnate tramite procedure selettive in base a modalità da decidere con un decreto attuativo da emanare entro il prossimo febbraio: il governo ha dunque i tempi molto stretti per completare la strada tracciata da Mario Draghi oppure trovare un’alternativa giuridicamente compatibile e più favorevole ai concessionari in essere. Nel frattempo, a rimetterci sono migliaia di piccole imprese familiari in una drammatica situazione di incertezza sul proprio futuro. E far passare loro l’ennesimo Natale senza una risposta sarebbe un gesto irresponsabile.

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