Attualità

Demanio, ok da Regioni su mappatura concessioni e Siconbep

La Conferenza unificata ha dato parere favorevole al primo decreto attuativo della legge sulla concorrenza, ma esprimendo alcune critiche sulle misure anti-corruzione

La Conferenza unificata Stato-Regioni ha espresso il proprio parere favorevole sul primo decreto attuativo della legge sulla concorrenza, che riguarda la mappatura di tutte le concessioni demaniali marittime attraverso un nuovo sistema informatico chiamato “Siconbep“. Il decreto attuativo era stato licenziato lo scorso settembre dall’ultimo consiglio dei ministri convocato dal premier Mario Draghi prima delle elezioni del nuovo parlamento. Si tratta del primo passo previsto dalla legge sulla concorrenza, approvata ad agosto in via definitiva, per avviare il riordino delle concessioni demaniali marittime: in sostanza, prima di disciplinare le riassegnazioni tramite gare pubbliche, il piano di Draghi era quello di effettuare una ricognizione di tutte le concessioni pubbliche attraverso un nuovo “Sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici” tutto ancora da progettare, che chiederà alle amministrazioni locali di comunicare periodicamente ogni dato sulle concessioni demaniali. Sempre secondo la legge sulla concorrenza, il decreto attuativo prima di essere approvato necessitava del parere favorevole della Conferenza unificata, che è appunto arrivato nella seduta di mercoledì scorso.

Pur avendo espresso il via libera, le Regioni hanno espresso alcune critiche in merito alle misure anti-corruzione previste dal decreto, chiedendo delle modifica attraverso una proposta emendativa elaborata in accordo con l’Anci. Nello specifico, si legge nei documenti consegnati al governo, secondo le Regioni «va focalizzata l’attenzione sulla natura degli adempimenti richiesti dallo schema di decreto. In tal senso, si rileva la mancanza di coerenza tra tali adempimenti, riguardanti i dati relativi alle concessioni dei beni pubblici e la loro raccolta tramite un nuovo sistema informatizzato (Siconbep), rispetto alle funzioni istituzionali del RPCT (il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, NdR). Prevedere un onere di comunicazione in capo a quest’ultimo (art. 4, comma 3 della bozza di decreto) piuttosto che al soggetto che presidia, all’interno dell’ente, la gestione dei dati (es. RASA o Settore tecnico dedicato), non può essere giustificata dal solo collegamento con il Pnrr. Peraltro, un tale assetto ridurrebbe lo stesso RPCT a un mero “passacarte”, essendo privo degli strumenti per entrare nel merito dell’attendibilità e dell’idoneità dei dati oggetto di comunicazione».

«Ancor più preoccupante – prosegue il documento delle Regioni – appare quindi la previsione di una sanzione disciplinare in capo a un organo che non ha il governo del processo considerato. In questo quadro le amministrazioni si troverebbero di fatto a dover utilizzare quasi sempre la deroga (con individuazione di diverso soggetto) che il predetto comma 3 prevede. Si osserva anche che d’altra parte Anac non risulta essere stata coinvolta nel percorso istruttorio di questa proposta normativa. Si propone quindi di sostituire il comma 3 con il seguente: “Ogni amministrazione individua il responsabile delle comunicazioni dei dati e delle informazioni di cui al presente decreto, nell’ambito del proprio settore o ufficio competente in materia di concessioni di beni pubblici.” [eventuale: L’omessa comunicazione da parte del responsabile costituisce illecito disciplinare a carico dello stesso].”».

Cos’è il Siconbep

In base alla legge sulla concorrenza (legge 118/2022), le concessioni demaniali marittime dovranno essere riassegnate entro il 31 dicembre 2024 tramite procedure selettive, le cui modalità dovranno essere definite da un successivo decreto attuativo. A causa delle sue dimissioni anticipate, Draghi non ha completato la riforma, lasciando la palla in mano al successivo governo; tuttavia ha licenziato in extremis lo schema del primo decreto attuativo sula mappatura delle concessioni, inserendola in un piano più ampio che prevede una ricognizione totale di tutti i beni pubblici e non solo delle spiagge.

Per fare ciò, Draghi ha deciso di istituire il Siconbep, un nuovo sistema informatico all’interno del quale gli enti locali dovranno inserire tutti i dati su ogni singolo titolo, tra cui la natura del bene oggetto di concessione, l’ente proprietario e/o gestore, le generalità del concessionario, la modalità di assegnazione della concessione, l’identificativo dell’atto che regola la concessione, la durata del titolo, i rinnovi in favore del medesimo concessionario, l’entità del canone.

I dubbi sulla mappatura delle concessioni

La scelta di Draghi aveva destato alcune perplessità: di fatto, più che una mappatura, il Siconbep rappresenta infatti una banca dati che richiederà un altro stanziamento di soldi pubblici, nonostante esista già l’ottimo Sistema informativo demanio (Sid), lanciato nel 1993 e già completo dei dati richiesti. Non sono dunque chiare le ragioni per cui si è voluto istituire una specie di duplicato, anziché migliorare e integrare il sistema già esistente con un conseguente risparmio di tempo e denaro.

Al di là di questo aspetto formale, la mappatura delle concessioni demaniali resta comunque un’azione necessaria per poter avviare la riforma. Una delle tesi su cui si basano i concessionari balneari che si oppongono all’esproprio delle loro imprese è infatti che in Italia esistono molti chilometri di litorale libero e concedibile per avviare nuove attività e garantire così la concorrenza, prima di andare a mettere a gara i titoli esistenti. Il Siconbep servirà dunque a togliere ogni dubbio, anche se resta il problema dei tempi stretti: con la scadenza delle concessioni fra un anno esatto, viene da chiedersi come sarà possibile progettare il nuovo sistema informatico, emanare il secondo decreto attuativo sui criteri delle procedure selettive e dare modo ai Comuni di istituire i bandi. Per questo, una delle tesi più accreditate è che il governo Meloni inserirà un provvedimento-ponte all’interno del decreto milleproroghe di fine anno.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Ettore+Mantini says:

    Assurdo, per quanto riguardo le concessioni del demanio marittimo equivale duplicare dati già presenti sul Sistema Informativo Demaniale (SID), sia sotto l’aspetto numerico che cartografico.
    Il Sid è la base operativa dei comuni, in carenza dell’utilizzo è impossibile richiedere il pagamento dei canoni (finestra “profilo economico – genera F 24) senza la preventiva immissione nel sistema dei dati concessori “Modello D1” e di tutti i dati/operazioni successive (modifica, subingresso, estinzione……). I Comuni non potranno fare in tempo per la prima scadenza temporale del 2023 , di fatto hanno una motivata esigenza per la deroga al 2024 ed organizzarsi per la nuovo disciplina in materia di rilascio concessioni.
    Positivo altro tempo definito a disposizione per affrontare seriamente la questione balneare senza incorrere in azioni/risoluzioni frettolose con l’insorgenza di numerosi contenziosi e, sopra tutto, per la chiusura di contestazioni in corso in modo da avere una situazione chiara, precisa e legale delle concessioni.

  2. E’ stato previsto solo per giustificare la perdita di tempo che consentirebbe illegittimamente di fare in decreto ponte(?)

    C’era il S.I.D. che funzionava benissimo che poteva essere eventualmente aggiornato/implementato.

    Del resto se non ci fosse stato il SID su quali basi i comuni rilasciavano le concessioni?

    Qui si continua a prendere in giro gli italiani ,le istituzioni italiane, e la commissione europea che non credo si faccia infinocchiare nuovamente.Auguri

  3. Quando si fanno affermazioni occorre specificare :

    un provvedimento ponte uguale altra proroga, che e ‘ esattamente quello che si e’ fatto in questi anni e non si può fare

  4. E se i tempi sono ristretti e colpa dei sindacati dei balneari e della politica che fino ad oggi hanno ostacolato la riforma con mille pretesti e ricorsi anziché concentrarsi su come impostare i bandi.
    Eppure il Consiglio di Stato vi aveva ammoniti: qualsiasi altra proroga sarà considerata come non apposta, proprio perché i bandi possono essere svolti senza i decreti, e’ un eventualità ‘ se ci sono ebbene altrimenti si procede comunque.
    Le istituzioni , tutte anche quelle penali,delle scuse del legislatore non vogliono più sentire parlare

  5. O una concessione per pesca professionale di 12 mq mentre in dietro pagavo 370 euro ora ne devo pagare 2700euro ma vi sembra giusto che cosa andiamo a lavorare in mare rimettendo ritornate indietro

    • Tu cosa scrivi. Il fatto che sia espressione del popolo iyaliano non vuol dire che e’ autorizzato a compiere atti illegityimi o peggio illeciti

    • Nikolaus Suck says:

      L’autorizzazione riguarda e consente l’attività commerciale. La concessione l’uso è l’occupazione (temporanei) della risorsa pubblica necessaria per svolgerla.

  6. Qualcuno sa se questo nuovo governo ha preso posizione in merito agli aumenti dei canoni delle concessioni demaniali “no profit”?
    Faccio parte di una asd no profit, che pratica l’attività velica e .Purtroppo costretti a non rinnovare il canone visti gli aumenti esponenziali da 360 € a 2630 €.

  7. Luigi Ambrosoli says:

    È ora che il demanio si appropri delle aree private che hanno tutte le caratteristiche per essere considerate demaniali.

  8. Amerigo Spinelli says:

    Che confusione! Non c’è certezza di nulla! Povera Italia, poveri noi. Speriamo che la Meloni trovi una soluzione!

    • Nikolaus Suck says:

      La “soluzione” sarà gare (perché non se ne esce e ormai lo sa pure lei), con deboli tentativi di tutela per i concessionari attuali, che poi saranno demoliti da UE e giurisprudenza dopo infiniti contenziosi, per cui potrà dirà che ci ha provato ma non è colpa sua se non ci è riuscita. Risultato: tanti soldi agli avvocati che ringraziano, e tante scuse dal governo alle prossime elezioni. E inizia un altro giro di giostra.

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