Attualità

Balneari, la risposta del governo all’infrazione Ue prende tempo su riforma concessioni

La lettera, inviata a febbraio 2021, è diventata di dominio pubblico nei giorni scorsi, dopo che le associazioni di categoria l'hanno usata come base di partenza per concordare una posizione unitaria al tavolo tecnico sul riordino del demanio marittimo. Alla base della risposta, la necessità di completare la mappatura delle coste.

È una risposta ferma, puntuale e convinta, quella che il governo italiano ha inviato alla Commissione europea per difendersi dall’avvio della procedura di infrazione sulle concessioni balneari notificata da Bruxelles a dicembre 2020 con una durissima lettera di messa in mora. La risposta è stata inviata da Palazzo Chigi a febbraio 2021 – c’era ancora il governo Conte bis – ma il carteggio è diventato di dominio pubblico solo nei giorni scorsi, poiché le associazioni di categoria degli imprenditori balneari lo hanno usato come base di partenza per cercare di concordare una posizione unitaria al tavolo tecnico avviato dal governo Draghi sul riordino delle concessioni demaniali marittime.

Nella lettera di messa in mora, la Commissione Ue contestava l’incompatibilità col diritto europeo della proroga al 2033 per le concessioni balneari stabilita dalla legge 145/2018: in base al trattato di Lisbona e alla direttiva Bolkestein, infatti, le concessioni pubbliche come quelle di spiaggia non possono essere riassegnate automaticamente allo stesso soggetto, ma devono essere oggetto di periodiche gare pubbliche. Due mesi dopo il governo italiano ha replicato a Bruxelles con un documento di 26 pagine in cui difende la conformità della normativa nazionale in materia di demanio marittimo e punta tutto sulla necessità di completare la ricognizione delle spiagge in concessione e di quelle concedibili prima di poter varare un riordino del settore. A distanza di quasi un anno l’Europa non ha ancora risposto alle argomentazioni del nostro paese, ma le voci di corridoio danno per imminente l’avvio ufficiale della procedura di infrazione; e nel frattempo, lo scorso novembre è arrivata l’eclatante sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la validità della proroga al 2033 e imposto le gare entro due anni.

Tracciando un quadro di sintesi della legislazione nazionale in materia di concessioni balneari e la sua evoluzione nel tempo, a partire dal recepimento della direttiva Bolkestein avvenuto nel 2010 con l’abrogazione del rinnovo automatico dei titoli, il governo italiano nella sua lettera rivendica che la legge 145/2018 ha esteso la validità delle concessioni fino al 2033 non per concedere una proroga automatica, bensì per iniziare a disporre «una nuova e più vasta revisione della disciplina delle concessioni balneari, ispirata ai principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento e intesa ad assicurare tanto la tutela e la valorizzazione dei beni demaniali, quanto la massima qualità del servizio erogato», da regolamentare attraverso un dpcm «per la redazione del quale è stato costituito un apposito tavolo tecnico interministeriale» che ha prodotto una prima bozza sottoposta a luglio 2019 alla Commissione europea (si trattava della cosiddetta “bozza Centinaio”, che aveva destato alcune perplessità). «Tuttavia – si giustifica il governo nella sua replica – lo stato di emergenza ingenerato dalla pandemia da Covid-19 non ha consentito l’ultimazione dei lavori che, peraltro, le autorità italiane intendono al più presto riprendere».

Venendo alle argomentazioni per difendere la compatibilità della legge 145/2018 col diritto europeo, la lettera del governo inizia sottolineando che «non si sono mai sopiti orientamenti critici rispetto alla pacifica riconducibilità delle concessioni balneari all’intero ambito di applicazione della direttiva 2006/123/CE», evidenziando tra l’altro che la Bolkestein riguarda i servizi mentre le spiagge sono dei beni, nonché contestando con precise osservazioni giuridiche il principio di “scarsità della risorsa”. Un’altra parte interessante riguarda poi il concetto di “interesse transfrontaliero certo”: «Così come per l’individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione dell’articolo 12 della direttiva servizi – recita la lettera del governo italiano – anche in questo caso si impone la necessità di una valutazione caso per caso al fine di verificare l’esistenza o meno dell’interesse transfrontaliero certo, ossia, l’interesse di un operatore economico a intraprendere una determinata attività nel territorio di uno Stato membro diverso da quello di origine. Ciò in quanto l’articolo 49 TFUE può dirsi violato solo nel caso in cui un tale interesse effettivamente sussista e tuttavia agli operatori economici, specie se provenienti da un diverso Stato membro, sia precluso l’ingresso in quella porzione di mercato. Non anche, evidentemente, in caso contrario». Inoltre, il governo italiano cita le normative di Spagna e Portogallo che hanno disposto proroghe fino a 75 anni senza che l’Unione europea le contestasse.

Nelle conclusioni della risposta, infine, la mappatura delle coste italiane – richiamata più volte nel corso del documento – viene rivendicata come necessità fondamentale da completare prima di poter procedere alla riforma chiesta da Bruxelles: «Allo stato è prematuro, per non dire radicalmente impossibile, discutere del regime giuridico applicabile ai beni in discorso (rectius, al loro sfruttamento economico) in assenza di una accurata e completa attività di mappatura e ricognizione dei beni stessi capace di offrire piena contezza circa il soddisfacimento dei requisiti della “scarsità della risorsa naturale” e “dell’interesse transfrontaliero certo”. Requisiti che, come ampiamente ricordato anche dalla Commissione nella lettera di costituzione in mora del 3 dicembre 2020, sono condizione necessaria e ineliminabile per ritenere applicabili, rispettivamente, l’art. 12 direttiva 2006/12/Ce e l’art. 49 TFUE. Una tale operazione di mappatura e ricognizione, pur rappresentando una assoluta priorità del governo italiano (v. art. 1, commi 675 ss., legge 31 dicembre 2018 n. 145), ha necessariamente subìto un temporaneo rinvio in ragione dell’erompere imprevedibile nel 2020 della pandemia da covid-19 e del conseguente verificarsi di uno stato di assoluta emergenza». In ogni caso, chiosa la lettera del governo italiano, «non tutti gli atti denominati dal diritto interno come “concessioni” e non riconducibili alle “concessioni di servizi” secondo il diritto europeo sono qualificabili come “decisioni relative all’accesso” a un’attività economica e, quindi, assoggettabili alle previsioni della direttiva 2006/123/CE. In particolare, si osserva che i rapporti relativi alle concessioni qui in discorso sono sostanzialmente assimilabili a mere locazioni e, quindi, sono del tutto estranei alla nozione di “regime di autorizzazione” della direttiva stessa. […] È dunque in questo contesto che va letta e considerata anche la necessità di prevedere, nelle more della definizione del nuovo regime stabilito dalla legge n. 145 del 2018, l’estensione temporale ivi prevista. Tale estensione, anche alla luce delle osservazioni sopra formulate, appare ragionevole. In primo luogo, la complessità dell’attività della mappatura di tutte le concessioni, ivi inclusa la corretta ricostruzione dei relativi rapporti giuridici, richiede tempistiche necessariamente non brevi. In secondo luogo, l’estensione temporale è indispensabile per assicurare una adeguata e proporzionata tutela del legittimo affidamento dei concessionari, anche tenuto conto della avvenuta soppressione del diritto di insistenza. Diversamente, le amministrazioni e lo Stato italiano sarebbero costretti ad affrontare innumerevoli richieste di indennizzo, in larga misura fondate. Vi sono pertanto numerose ragioni per considerare il regime italiano delle concessioni balneari, come disegnato dalla legge n. 145/2018, come un sistema coerente con il diritto europeo e, comunque, la cui valutazione ultima di compatibilità con le regole del mercato interno e dei principi della direttiva 2006/123/CE merita quantomeno di essere differita al momento in cui verrà adeguatamente e compiutamente realizzata la disciplina secondaria, in ogni caso chiamata a ispirarsi ai principi propri dell’ordinamento dell’Unione, e sulla quale le autorità italiane intendono proseguire il confronto con la Commissione europea basato sulla più leale cooperazione».

Il documento

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Ma scusate, la porzione di spiaggia che lo stato da in affitto a un privato, è un bene o è un servizio? Se è un bene, come tutti compreso lo stato dicono, di cosa parliamo? Cosa c’entra la bolkstein?
    Se invece si decide che lo Stato da in affitto un servizio, smettiamola di parlare di stabilimenti balneari come attività in capo ai privati

  2. Benissimo, quindi abbiamo scherzato,della sentenza dep consiglio di stati ci facciamo un baffo, della Cassaziome penale pure, della Corte di Giustizia Europea altrettanto, e della procedura di infrazione comunitaria menchemeno.
    Ricomimciamo d accapo,la proroga al 2033 e’ corretta e va difesa,

    Avanti oggi il CIRCO E’ gratis, prevede apllausi a go go ,si accomodino
    sognori

    • Teo Romagnoli says:

      Scherzato.. è da novembre che non dormo alla notte.. non sò se siamo un bene oppure un servizio, se c’è scarsitàdi risorsa oppure no, lo stesso bolkestein dice che le spiagge italiane non entrano nella sua direttiva, la sentenza del cds è scandalosamente fuori dalle sue funzioni e la 145 è stata da tempo approvata e assimilata da tutti. Come al solito il governo sceglie la via più semplice e indolore. Ricordo che a dicembre le infrazioni erano 102 65 leggi e 42 direttive.
      Concludo dicendo che faccio questo mestiere da 30 anni con passione e dedizione onestamente ! Ho investito molto di più di quanto mi sono intascato, ho un mutuo sul bagno che scade nel 2023 e uno sulla casa che scade nel 2026.. una concessione che scade nel 2033. se mi avessero tolto il lavoro sarei in banca rotta.

      • Nikolaus Suck says:

        Teo fatti un bel sonno o, almeno, se non devi dormire fallo per dubbi e argomenti più plausibili.
        Che sia un bene o un servizio è irrilevante, sono concessioni c.d. serventi funzionali all’attività e come tale soggette a gare a prescindere, v. determina ANAC 556/2019.
        La scarsità della risorsa naturale è presupposta e scontata non c’è niente da sapere e accertare. infatti anche la direttiva non chiede di accertare la “scarsità della risorsa”, ma il numero limitato delle autorizzazioni/concessioni “PER VIA della scarsità delle risorse NATURALI”, scarse per definizione: sono quelle e basta e non possono essere date a tutti.
        Bolkestein non ha mai detto che la direttiva “non si applica alle spiagge italiane”. A parte che era solo il relatore, ha detto che secondo lui le spiagge, in genere, non ci rientravano, ma probabilmente riferendosi a quelle che conosce lui da nordico, dove le concessioni non esistono (come d’altronde in Spagna).
        La sentenza del CdS non è fuori delle sue funzioni, ha dettato dei principi di diritto come aveva il potere di fare e come le era stato chiesto, per il resto vi ha fatto solo un favore posticipando gli effetti di quei principi di altri due anni anche se valevano subito.
        E la 145 non era stata assimilata affatto, anzi fin da subito aveva sollevato discussioni, i Comuni si sono tutelati con clausole di salvaguardia, i Tribunali e le Procure si sono scatenati, e la messa in mora della Commissione è arrivata poco dopo.
        La Tua onestà non la mette e non l’ha mai messa in dubbio nessuno. E nessuno vuole togliere lavoro a nessuno. Si tratta di concorrere sulle risorse collettive che occupi dimostrando di essere il migliore e più meritevole per farlo, tutto qui.

        • Teo Romagnoli says:

          Leggi la lettera del governo febbraio 21 qui su riportata.
          Ti chiarirà molti dubbi e magari taci un po’..
          Dovresti sapere che i politici fanno le leggi e i giudici le fanno rispettare. Non mescoliamo la coiccolata..

        • Buongiorno a tutti, il sig. Suck è sempre presente e attento a darci lezioni magistrali sulla materia, fa riferimento a leggi e interpretazioni che mettono in dubbio anche i balneari più convinti.
          Ma la verità è che letta la legge 88 del 2001, si evince che non lascia spazio a interpretazioni diverse, lo stato ha chiesto a 30.000 concessionari di diverso tipo, di rinnovarsi, cosa che non sarebbe stata possibile se le concessioni fossero state gestite con assegnazioni a scadenza.
          Calcolando una MEDIA di 100.000 euro (mi tengo basso) per rinnovo e moltiplicandolo per 30.000 concessioni ne esce che i balneari anzi i concessionari hanno speso 3 miliardi (forse molti di più) di euro negli anni 2001/2002, ma se lo hanno finalmente fatto è stato solo perché la sopracitata legge ha trasformato le concessioni allora esistenti in titoli rinnovabili in maniera perenne.
          Se abrogata oppure no la legge poco conta, una legge è una legge un accordo è un accordo e lo stato anche se composto da altri attori deve mantenere la parola data.
          Quello che allora ha messo in atto la legge 88, non era altro che un progetto che poteva funzionare oppure no, il bello è che ha funzionato alla grande, di conseguenza l’Europa impari e non castri le iniziative Italiane. Il metodo no piace agli europei?? io dico che non possiamo sempre pensarla allo stesso modo, capita, ma se lo slogan iniziale dell’Europa era “Uniti nelle diversità” dobbiamo mantenere fede a quel iniziale modo di pensare.
          Questa trasparente interpretazione è da fare capire prima a tutti noi concessionari, poi a certe associazioni di categoria, poi a politici, poi all’Europa, e per ultima ma più importante all’opinione pubblica. Ammetto che non sarà facile, ma non demordiamo.

          • Nikolaus Suck says:

            Il sig. Suck letta la legge 88/2001 che consente interpretazioni diverse eccome, e molto più aderenti al dato testuale, ti ribadisce che stando alla lettera di quella legge lo Stato non ha “chiesto di rinnovarsi” a nessuno, non ha fatto “accordi” e tanto meno promesso niente, e non ha “trasformato” le concessioni in “titoli rinnovabili perennemente” che non vuol dire nulla. I rinnovi erano possibili (possibili, non dovuti) anche prima. La legge 88/2001 ha semplicemente permesso e consentito, per il breve tempo che è durata tra il 2001 e il 2010 e né prima né dopo, che il rinnovo fosse “automatico” ovvero non richiedesse di rifare ogni volta la domanda e il procedimento. Ma la possibilità di rinnovo automatico non significa e non comporta certezza o promessa di un titolo perenne. Questo non è interpretazione, è travisamento. Automatico non vuol dire dovuto, non vuol dire sicuro, soprattutto non vuol dire “perenne”. Vuol dire solo “automatico”, basta. Guarda un dizionario. Era una agevolazione e semplificazione procedimentale non una “promessa” tanto meno una “garanzia”. Infatti non a caso non hanno levato bensì lasciato sia le scadenze (che sono sempre rimaste ed erano e restavano appunto da “rinnovare” periodicamente perché non perenni) che la possibilità di revoca in qualsiasi momento (anche prima delle scadenze).
            Quindi non è questione se quella legge, che è durata poco, si è applicata solo per quel periodo e non esiste più, piace(va) o meno, semplicemente non dice e non ha mai detto quello che le volete far dire voi.

  3. La risposta dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Turismo, permettetemi di dire che oltre a sostenere argomentazioni vecchie (la risposta è di febbraio e dopo di che ne è passata di acqua sotto i ponti), la stessa esce da un ufficio ministeriale e non poteva che sostenere quelle argomentazioni (le stesse di Centinaio e Garavaglia. Quella lettera non muove di un centimetro la situazione giuridica che si è creata. Credo che sia stato un errore inviarla (a ottobre, dopo 6 mesi).
    Non vale la pena contestare o commentare punto per punto il contenuto, perché altro non è se non la messa in bella delle discussioni che da mesi si svolgono su questo blog, solo che nella lettera mancano tutte le controargomentazioni. C’è perfino il richiamo alle leggi spagnole che invece dicono tutt’altro.
    Scusate la vena polemica, che immancabilmente attirerà gli strali dei più feroci oppositori alla realtà dei fatti, ma continuare su questa via penso sia un gravissimo danno per la nostra economia e per la tranquillità e sicurezza economica dei Balneari uscenti. Continuo a credere che sia necessario spostare la rotta di 180° e puntare sul riconoscimento del valore dell’impresa senza che questo determini vantaggi o favori per i concessionari uscenti.

  4. Bravo gigi,
    Lo sapevo che oggi al circo ci sono tanti spettatori pronti ad applaudire.

    Ricominciamo la spiegazione in ordine alla spiaggia come servizio e non come bene.

    Chiediamo al governo di non applicare la direttiva che doveva essere applicata 15 anni orsono.

    Fuori dalla bolkestain e vediamo cosa succede al 2024.

  5. Tra qualche settimana avremo il parere motivato della Commissione Europea, e dopo circa due mesi , saremo nuovamente deferiti innanzi alla Corte di Giustizia Europea, che condannera’ l italia af una sanzione economica retroattivamente ovvero dal 2006, e disapplichera ‘ la proroga gia disapplicata dal CDS.

    in questo caso il circo ci costera parecchio

        • Nikolaus Suck says:

          No, eravate voi che ci dovevate pensare prima, invece di indebitarvi considerando perpetui titoli che erano e sono temporanei per definizione. Imprenditore dei nostri stivali.

          • Pier Soldato says:

            Sicuro che erano temporanei Signor Suck? Perchè io prima di investire mezzo miliarduccio nel 2000, l’ho fatto poichè il rinnovo era automatico, diversamente mai! Avrei speso tutti quei soldi per fare un lido. Mi illumini per favore. I ristori per i concessionari uscenti mi sembra siano doverosi e giustizialisti, qualcosa mi sfugge nel suo forte e costante sostegno della necessità delle aste e del calcio in culo per noi “poveri” bagnini, quasi a considerarci usurpatori e indegni di gestire un pezzo di spiaggia vita natural durante. Il problema di fondo a mio modesto parere credo sia proprio questo, siamo in uno stato di diritto grazie a dio e Lei potra sfrantumarsi le dita sulla tastiera quanto vuole o citare tutte le leggi e decreti che vuole, ma cio’ che abbiamo e che ci e’ stato concesso di fare dalle istituzioni, non si puo’ cancellare con un colpo di spugna, ci sono gli estremi per una truffa da parte dello stato a danno dei concessionari, se tu mi garantisci che avro’ il rinnovo automatico, e poi, dopo che ho realizzato la struttura con lacrime e sangue mi cambi le carte in tavola e me la vuoi togliere sei un imbroglione.
            Lo stato ha l’obbligo di tutelarci!
            Ok cambia la legge, lo stato non puo’ darci ancora il rinnovo automatico causa bolkenstein, bene, faccio l’asta se voglio tentare di restare, ma chi partecipa dovrebbe necessariamente depositare una cifra del valore commerciale dello stabilimento che in caso di vittoria andra’ al concessionario uscente.
            Questa soluzione mi sembra necessaria per evitare dei veri e propri espropri delle nostre attivita’ commerciali, e soprattutto delle nostre vite, considerando che molti come me hanno dedicato la propria esistenza alla realizzazione dell’ attivita’, io personalmente e come me moltissimi altri, ho iniziato nell’87 con 20 ombrelloni e a tutt’oggi dopo 35 anni ne conto 200, ma non sono piovuti dal cielo Signor Suck.

            • Nikolaus Suck says:

              Non mi sfrantumo le dita sulla tastiera, le faccio solo una domanda: fermo che come ho detto e ridetto altrove “automatico” non significa “vita natural durante” (cosa che a voi nemmeno basta perché accampate pretese pure per figli e nipoti dopo di voi!), mi dice da quale legge è norma Lei si è sentito addirittura “garantito” al punto da spendere “mezzo miliarduccio” nel 2000, quando non c’erano nemmeno i rinnovi automatici (“automatici”, non “perenni”) che sono stati previsti solo dopo con la legge 88/2001?

    • Costerà di più bloccare le spiagge per anni , te lo posso assicurare. Nessuno ha compreso il reale problema , le istituzioni locali nn sono in grado di espletare bandi senza una normativa che legittimo le loro azioni sulle procedere da seguire, il rischio è il blocco delle attività per anni a causa degli inevitabili contenziosi che usciranno fuori da bandi fatti velocemente. Non basteranno mai due anni se nn c’è riforma.

      • Le amministrazioni locali fanno centinaia di gare e bandi all’anno e la normativa esistente per garantire i principi di pari opportunità, trasparenza e non discriminazione è disponibile in ogni settore della pubblica amministrazione.
        Se così non fosse non si spiega com’è che vengono fatti tranquillamente i bandi di vendita e locazione degli immobili pubblici e com’è che vengono assegnate le nuove concessioni nel damanio marittimo.
        In realtà ciò che manca è una disciplina che riconosca le migliorie apportate al bene demaniale e l’avviamento commerciale. Ma si continua a seguire il vessillo delle proroghe, della non scarsità della risorsa, della concessione di beni e non di servizi, delle congiure da parte delle forze occulte, e così via. Continuo a ripetere che non siamo noi che sosteniamo questi principi i nemici dei balneari… cercate dentro casa vostra.

        • Caro mare libero…è vero i comuni fanno quotidianamente bandi per assegnazioni…ma farne 50 60 contemporaneamente è molto difficile contando che sono i piccoli comuni quelli che avranno la maggioranza delle evidenze….ci saranno moltissimi errori di forma sia da parte dei comuni sia da parte dei partecipanti che renderanno la cosa ingestibile…in quel caso cosa si fa?si lascia al vecchio concessionario in attesa dei ricorsi?oppure siamo al uovo in attesa dei ricorsi?oppure non si da a nessuno e si lascia vuota la concessione con danno economico enorme per la collettività??parlate di questo il 22 a Ostia

        • Nikolaus Suck says:

          Certo i sindacalisti che girano in lungo e largo per convegni, presumibilmente a spese dei loro iscritti, per continuare a raccontare le solite vecchie favolette superate delle concessioni di beni, delle risorse non scarse e della Spagna Croazia & Co, agitando e illudendo le folle che ancora ci credono, certo non aiutano né fanno nulla di utile se non per loro stessi.

      • Nikolaus Suck says:

        Gli enti locali sono perfettamente in grado, lo fanno tutti i giorni e le norme esistono basta applicarle bene. I contenziosi che usate come minaccia mica bloccano niente, impugnare non significa sospendere e tanto meno vincere, e costerà solo a voi.

        • Caro Suck…è come dici te…i comuni saranno in grado di gestire i bandi senza problemi…vedremo che succederà “se succederà”…divertitevi il 22

        • Teo Romagnoli says:

          Tant’ è che la grande maggioranza dei comuni ci ha già dato le concessioni al 2033. Cercano commentatori all’annoso problema degli ingranaggi di orologi russi arrugginiti..vai nelle chat di quel settore a sputare veleno..

          • Nikolaus Suck says:

            Gli orologi russi sono proprietà privata, le spiagge sono risorse collettive. E non arrugginiranno in mano vostra.

            • Questo paraculaggio continuo che si perpetua da un secolo, che si concluderà con le concessioni e le spiagge aperte a gare pubbliche. La strategia è sempre la stessa: ritardare l’applicazione della normativa per continuare a fatturare sul demanio pubblico che vi tramandate da generazioni.

  6. Luigi infatti il gioco e’ statato capito da tutti , l obbiettivo vero e’ ritardare al massimo i bandi facendo pressioni sul governo, per poi dire due anni sono pochini per una riforma e quindi ricominciamo d accapo:
    Altri tavoli, altre leggo delega farlocche, e’ questo meccanismo osservi giustamente che sono andati avanti.

    Servira’ anche dopo il 2024? Le procure si attiveranno?
    Vedremo, ma di tale rischio a farne le spese e’ l intero sistema

  7. Senza contare che la Commissione probabilmente valutera’ di bloccare i fondi del pnnr, se poi verra fatta un altra proroghina e la procura sequrstera ‘ comunque, il il disastro e’ completo: e luigi ; gigi e company saranno accontentati

  8. proposte da portare al tavolo tecnico governativo in vista della Legge di riordino. “I principi fondanti da cui partire sono i seguenti: 1) Definizione delle concessioni demaniali marittime come concessioni di beni e non di servizi; 2) esclusione dall’applicazione della Direttiva Servizi delle concessioni rilasciate prima del 28 dicembre 2009, per le quali prevedere invece un congruo periodo transitorio in linea con la durata prevista da altre Nazioni europee come Spagna, Portogallo e Croazia; 3) definizione del concetto di scarsità della risorsa; 4) mettere in atto un percorso finalizzato ad una rapida mappatura delle concessioni demaniali esistenti e delle percentuali di costa libera ancora concedibili, secondo un parametro di carattere nazionale; 5) disciplinare le procedure selettive per l’assegnazione delle nuove concessioni demaniali fino al raggiungimento della scarsità delle risorse; 6) in mancanza di una scarsità delle risorse, riconoscere un periodo transitorio per le concessioni rilasciate in data successiva al 28 dicembre 2009. Sintesi convegno ieri

  9. Roberto 🛶 says:

    Lo Stato non ha mai pagato un centesimo di multa all Europa per i balneari. Quei quattro che stanno tutto il giorno a scrivere di quello che non sanno, meglio sarebbe che facessero altro. L’unica cosa che si legge ed è sempre e solo quella, in sostanza che si possa arrivare a possedere una azienda di qualcun altro attraverso un esproprio punto.

  10. Mi sembrano proposte giuste ma per il partito FRATELLIDIBALLE e’ andato oltre:

    introdurre l usucapione del demanio marittimo

  11. Il bello e’ che ai balneari viene richiesto di pagare anche gli avvocati che li stanno affossando , oltre al danno anche la beffa, c e qualquno che si ribella??:

    “….A testimonianza dell’unità ritrovata, il titolare dei bagni Tirreno Gianfranco Giachetti (e presidente onorario Sib Livorno) annuncia: «Per ringraziare i professionisti che si stanno impegnando per noi, manderemo alla segreteria nazionale un contributo ulteriore alla quota associativa. Ora ci dobbiamo “frugare” tutti – conclude – e fare il versamento entro la fine della settimana».”

  12. Elvo Alpigiani says:

    Forse qualcuno si è abituato in questi ultimi anni ad applicare le direttive e le sentenze della Corte UE, immaginando queste, come una tovaglia e seduti ad una tavola sulla quale la tovaglia risulta stretta, questi per mangiare, tirano la tovaglia un po’ da una parte, un po’ dall’altra in base al commensale che di turno deve mangiare.
    La risposta inviata alla Commissione europea, dal Governo italiano, vuole dimostrare la corretta applicazione della direttiva 2006/123(Bolkestein) e delle sentenze della Corte UE, le quali sono legge per gli Stati membri e immediatamente eseguibili e per la tutela dei diritti dei cittadini italiani.

  13. La cosa vi sta sfuggendo di mano. Se andiamo alle aste subito, volendo far credere che i Comuni siano pronti e che i balneari se ne staranno fermi a subire vi sbagliate di grosso. E i danni al settore economico del turismo italiano saranno enormi.
    Faremo valere i nostri diritti e purtroppo saranno in molti a farsi male.

      • Intanto il diritto di portare via tutto ciò che è mio, che non è poco. Poi il diritto di oppormi come qualsiasi cittadino italiano che si senta leso.
        Negare il diritto di potersi difendere non le fa onore. E meno male che di professione fa l’avvocato….

        • Non solo è un diritto difendersi da questa ingiustizia , ma è un dovere morale verso tutti i sacrifici fatti. La vergognosa campagna di denigrazione orchestrata ad arte è alimentata da ambientalisti di comodo ci spinge a lottare. Lo stato deve tutelarci le intromissioni europeee sono intollerabili , ma ci che fa più rabbia è la magistratura totalmente scollata dalla realtà e dai problemi della gente, arroccata su un piedistallo incapace di valutare e contemperare gli interessi economici di una nazione.

  14. Caro Mistral il tuo spirito di iniziativa di qualche settimana fa mi aveva un po’ preoccupato perché avrebbe portato una soluzione di compromesso che come tale non mi entusiasmava rispetto a bandi senza tutele ma leggendo i commenti che hai ricevuto e quelli che non hai ricevuto mi sento sempre più sereno …le procure stanno creando il giusto clima perché anche i dirigenti più dubbiosi o indolenti preferiscano i bandi ad un procedimento penale per omissione di atti d’ufficio. Fortuna per me Mistral che la tua platea è di balneari! Fiuuuu

  15. Ancora nessuno risponde al quesito principale , se non c’è volontà politica al governo, ovvero non c’è maggioranza che possa reggere , e in nessuna delle singole regioni e anche nel 90% dei comuni, ma questi bandi chi li deve fare ????? Le regioni anche quelle che stanno più a sinistra possibile non vogliono svendere le spiagge e creare problemi, perché sanno dell ‘impatto sociale devastante della direttiva europea, ma mi spiegate come sia possibile, tutti deliranti questi balneari, tutti che dicono cazzate, un po’ di ragione l’avranno o no?? Allora se le istituzioni sono contro alle regole europee , persistere sulla strada della richiesta di una soluzione che salvaguardi il comparto in Europa è possibile. Se nn si comprende la specificità della materia e il fatto che l’azienda è privata qualsiasi discorso è inutile .

  16. Perche non vieni com fratellidiballe ?
    possiamo chiedere la dissapplicazione della direttiva, attraverso una modifica dei trattati.

    • Ma scusate se non c’è nessuna possibilità di accettare le proposte due balneari che lo fanno a fare il tavolo, la scrivono e basta la riforma, tutti la votano e arrivederci e grazie . Sarà perché nn ci sono i numeri per farlo?

      • Nikolaus Suck says:

        E’ esattamente quello che faranno, grazie ai vostri sindacati. Il tavolo è stato aperto a legge già pronta e facendovi un ennesimo favore, tra l’altro invitando solo voi e non altre categorie potenzialmente interessate e portatori di interessi pubblici e privati contrapposti, per vedere se avevate argomenti e proposte ragionevoli, valutabili e magari accoglibili nel merito. Avete scelto di sprecare l’occasione e di fare muro col “no alle gare” riproponendo le solite vecchie stupidaggini trite e ritrite, concessioni di beni, scarsità, Spagna & Co etc. già smontate in tutte le sedi, peggio per voi. Auguri.

  17. Teo Romagnoli says:

    Se veramente si và al 2033 sarei molto felice per i miei cari colleghi e sollevato per la mia situazione..ma ai saputelli di questa chat dico…andate VOI A CERCARVI UN LAVORO..CHE COME AVVOCATI FATE SCHIFO..!!!

    • Nikolaus Suck says:

      Può darsi, ma le tesi nostre sostenute gratis finora hanno trovato e stanno trovando conferma in tutte le sedi, quelle portate avanti dagli avvocati vostri a pagamento invece sono state tutte e sempre disattese e demolite in tutte quelle stesse sedi. Ma contenti voi, tranquilli loro. La fiducia è tutto, e chi se ne frega dei risultati.

  18. Elvo Alpigiani says:

    Il problema sorgerà a quei Comuni che hanno disapplicato una legge che risulterà conforme al diritto comunitario. Questi dovranno risarcire i danni arrecati ai concessionari in essere.

    • Nikolaus Suck says:

      E dove risulterà conforme al diritto comunitario, visto che tutte le istituzioni comunitarie competenti a farlo hanno già detto e ribadito il contrario?

  19. Sarò ripetitivo se draghi aveva tutta questa forza forse era tutto nero su bianco, non lo fanno perché immaginano le conseguenze, soprattutto a un anno dalle elezioni non conviene a nessuno, e il nuovo governo senza m5s ridotto all osso non so dove vanno e come faranno. La riforma ci sarà ma come giustamente deve essere tutelerà i concessionari anche in caso di gare.

  20. Luigi, concordo puo’ essere che dietro pressioni sindacali si rinvii la riforma perche alcune forze politiche vogliano accontentarvi.
    E’ sicuro che facciano realmente i vostri intetessi?
    E’ sicuro che senza una riforma che potrebbe tutelare alcuni balneari, al 2024 non ci saranno comunque i bandi senza nessun salvagente?

  21. Romagnoli ,

    Sono d accordo unisciti anche tu a fratellidiballe , lo staff dei nostri avvocati , anziche’ chiedere un altra proroghina dopo il 2024, con le solite scuse doppiogiochiste, intentera’ una causa per chiedere l usucapione dei beni demaniali marittimi a favore dei concessionari.

  22. Se rileggo il parere dell Avvocato del Sib inviato al Tavolo tecnico e’ nulla rispetto a quello che potremmo elaborare:

    Pensa , che per giustificare la non scarsita delle risorsa, potremmo prevedere di prosciugare il mare con delle idrovere.

    Oppure facciamo delle isole artificiali ,il problema e’ risolto , certo nel frattempo anche quelle si esauriscono, ma questi avvocati non hanno pensato al fatto che l universp e’ infinito e ci sono miliardi di pianeti abitabili

  23. Luci
    Sig. Suck la devo correggere sul pagamento della procedura di infrazione, non la pagheremo tutti noi!! la pagheremo solo noi !! I balneari che denunciano reddito zero non pagheranno niente.
    Come si dice cornuti e mazziati ………..
    Saluti ai figli del sole / Luci

    • A quindi secondo lei tutti i balneari denunciano reddito zero? Se ha delle prove me le mostri altrimenti taccia per cortesia e non crei ulteriore disinformazione atta a buttare altro fango sulla categoria. Quello che dice lei forse valeva 30 anni fa quando i controlli erano pari a zero e tutti e dico tutti e in tutti i settori privati dichiaravano cifre ridicole a fronte di tenori di vita altissimi. La pregherei di non insistere su questa linea perché altrimenti dovrei tirare in ballo una pletora di liberi professionisti (solo per iniziare) che non rilasciano fatture o ricevute neanche sotto tortura. Chiaramente non generalizzo o faccio di tutta l’erba un fascio riconoscendo la correttezza e onesta di molti e quindi mi aspetto che le stesse considerazioni vengano fatte anche per i Balneatori.

    • Eccolo Luci, grandissimo… Fai pochi interventi ma incisivi! Altro veleno. Non è che per caso un bagnino ti ha rubato la moglie? Visto l’astio che provi potrebbe essere. Intanto sei riuscito a scrivere il tuo nome per intero nel nick senza errori, non è poco dai, miglioramenti si vedono. Ciao figlio del sole

  24. Caro sig. Niko such, ( poteva innanzitutto dare un nome più carino , questo , se mi permette , un pò bruttino), al di là di tutte le sue buone ragioni, perché molto probabilmente Lei ha ragione, e andremo in evidenza, quello per cui tifa , perché questo è, vedere fra qualche anno sulla spiaggia queste insegne ( MC DONALD- SUSHI- ALGIDA by Henchel- OVIESSE- H&M- COCA COLA- NIVEA eccetera eccetera) . E fra qualche anno usciranno leggi per cui gli avvocati e altri mestieri verranno inglobati in studi. Tutta litalia sarà un centro commerciale uguale all’altro. O Bolzano o Trapani , tutta la stessa brodaglia. Perché gente come Lei vive per distruggere. E allora come diceva una canzone di Bennato ( in fila per tre , – infondo infondo puoi sempre emigrare-. Che schifo.

  25. Nikolaus Suck says:

    Caro Tommaso certo che le permetto, però non so lei ma io nascendo il nome non me lo sono potuto scegliere, questo è, questo uso, e questo mi tengo. Se è stato più fortunato di me sono contento per lei ma le consiglio di evitare certe figuracce.
    Per il resto dubito che vedremo tutti i nomi e insegne che dice lei, che se avessero voluto e volessero avrebbero già potuto far valere il proprio peso semplicemente comprandosi una delle tante aziende da sempre in vendita, con una semplice transazione privata e senza dover sottostare a regole, lacci e controlli delle future gare. Infatti qualcuno lo ha già fatto, appunto senza attesa e bisogno delle gare. Saluti.

  26. Mi dispiace sig. Suck, pensavo essere uno pseudonimo e mi scuso. Figuraccia non credo di averla fatta , è solo che in queste chatt , chi non ha uno stabilimento e ci viene contro con morali discutibili, spesso ha uno pseudonimo. Per quanto riguarda il resto, rimango deluso della poca stima che vediamo intorno a noi. Ho lavorato sempre con grandi sacrifici, mettendo sul piatto la mia vita e quella dei miei figli. Pagato tasse inprevedibili ( aumenti canoni del 1500% in più dal 2006), pagato di tutto, da ICI al 22% di Iva ( le ricordo che sul turismo , alberghi e company pagano il 10). Spazzatura a costi triplicati perché stabilimenti , e su tutto l’anno ( noi siamo stagionali, se lo ricordi ). E naturalmente tutto ciò che paga di tasse una normale azienda.
    Detto ciò, riguardo al problema dei grandi gruppi , di cui Lei sottovaluta l’entità, è da qualche giorno che , pare , la red bull, sia pronta ad acquisire un tratto di litorale adriatico. Della serie , finché gli investimenti sono a costo alto perché le concessioni non sono libere , stanno tutti a guardare, ma quando c’è l’affare, partono a razzo.
    E quando il bagnino sarà tedesco o russo o cinese ne riparleremo. Noi italiani , se lo ricordi , saremo tutti loro dipendenti, soprattutto perché sono gli italiani come Lei , che lo hanno voluto. Quando non si tratta della propria attività, che sia notaio avvocato fruttivendolo politico o panettiere, sputare in faccia agli altri sembra essere lo sport nazionale.E la cosa buffa è che quando sarà la sua fine , eccome tirerà fuori le unghie per difendersi e difendere , lei è la sua famiglia . Fate pena

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