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Concessioni balneari, UE avvia procedura di infrazione contro l’Italia

Bruxelles ha inviato oggi la lettera di messa in mora, affermando che l'estensione fino al 2033 sarebbe in contrasto col diritto europeo.

La Commissione europea ha inviato oggi all’Italia una lettera di messa in mora relativa al rinnovo automatico delle concessioni balneari. Lo ha reso noto un comunicato stampa della stessa Commissione Ue. Il nostro paese ora ha due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate dall’Europa, dopodiché Bruxelles potrà passare alla seconda tappa della procedura d’infrazione, inviando un parere motivato ed eventualmente comminando all’Italia una sanzione pecuniaria.

Nella lettera di messa in mora, la Commissione Ue chiede all’Italia di «garantire trasparenza e parità di trattamento» nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Nello specifico, Bruxelles ritiene che la normativa italiana in materia «sia incompatibile con il diritto dell’Ue e crei incertezza giuridica per i servizi turistici balneari, scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l’economia italiana e già duramente colpito dalla pandemia di coronavirus, causando nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane».

La norma italiana a cui la Commissione Ue fa riferimento è la 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2033. Tale legge, secondo l’Europa, sarebbe in contrasto con la direttiva 2006/123/CE detta “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, nonché con la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, che aveva dichiarato illegittime le proroghe automatiche e generalizzate sulle concessioni balneari. La sentenza “Promoimpresa” riguardava la proroga al 2020 disposta dal governo Monti, ma in seguito, nel 2018 il primo governo Conte aveva stabilito una nuova estensione fino al 2033, giustificandola non come una proroga automatica bensì come un “periodo transitorio” necessario ad attuare una riforma organica del settore, che l’allora ministro del turismo Gian Marco Centinaio stava concordando con Bruxelles. Tuttavia il primo governo Conte è caduto e l’attuale esecutivo Pd-5Stelle non ha mai portato a compimento il lavoro. Di qui la decisione della Commissione europea di comminare una procedura di infrazione all’Italia.

Secondo quanto afferma la lettera di messa in mora, «gli Stati membri sono tenuti a garantire che le autorizzazioni, il cui numero è limitato per via della scarsità delle risorse naturali (per esempio le spiagge), siano rilasciate per un periodo limitato e mediante una procedura di selezione aperta, pubblica e basata su criteri non discriminatori, trasparenti e oggettivi. L’obiettivo è fornire a tutti i prestatori di servizi interessati – attuali e futuri – la possibilità di competere per l’accesso a tali risorse limitate, di promuovere l’innovazione e la concorrenza leale e offrire vantaggi ai consumatori e alle imprese, proteggendo nel contempo i cittadini dal rischio di monopolizzazione di tali risorse».

«L’Italia non ha attuato la sentenza della Corte di giustizia europea», sottolinea infine Bruxelles. «Inoltre da allora ha prorogato ulteriormente le autorizzazioni vigenti fino alla fine del 2033 e ha vietato alle autorità locali di avviare o proseguire procedimenti pubblici di selezione per l’assegnazione di concessioni, che altrimenti sarebbero scadute, violando il diritto dell’Unione».

L’Italia aveva subìto una procedura di infrazione europea sulle concessioni balneari già nel 2009, quando era in vigore il regime di “rinnovo automatico” ogni sei anni al medesimo soggetto. Nel 2010 il rinnovo automatico fu abrogato dall’ultimo governo Berlusconi, portando la Commissione Ue a chiudere la procedura di infrazione, e da allora l’Italia è andata avanti con diverse proroghe (prima al 2015, poi al 2020 e infine al 2033), ma senza mai attuare la necessaria riforma complessiva sul demanio marittimo, che possa conciliare il diritto europeo con le aspettative degli attuali concessionari e con le esigenze di un comparto turistico unico al mondo. Ora, con la nuova lettera di messa in mora, il governo non potrà più permettersi ritardi nell’approvazione della necessaria riforma.

Il comunicato stampa in cui si dà notizia delle nuove procedure di infrazione è disponibile sul sito ufficiale della Commissione europea.

I commenti

La notizia ha scatenato numerosi commenti da parte di esponenti politici e associazioni di categoria. Riportiamo qui di seguito una rassegna dei principali.

(articolo pubblicato il 3/12/2020 alle ore 13.18 – ultimo aggiornamento 4/12/2020 ore 11.51)

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    Sono sicuro che riusciranno a convincerci che si tratta di un intervento della Commissione a conferma della piena validità della L. 145/2018 e dell’art. 182 del D.L. 34/2020 😉

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    Claudio Galli says:

    La lettera di messa in mora può anche diventare positiva: almeno costringe il Governo a chiarire definitivamente la questione. Tanto non credo che si poteva semplicemente citare la sentenza del TAR di Lecce per risolvere il problema.
    Certo è che la psicologia dei funzionari di Bruxelles è ben strana: in un momento come questo, con tutti disperati per la pandemia, attaccano i balneari: scommetto che il partito di Gianluigi Paragone farà un boom di iscritti.

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    Certo che l’italia fa gola a STI tedeschi, fra in po tra tedeschi francesi e cinesi a noi ci converra’ diventare dipendenti pubblici con tutte le tutele e garanzie di uno stipendio SICURO 0 altrimenti scegliere dei politici con le PALLE

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    certamente diranno di essere tranquilli e poi se la prenderanno con i sindaci di olbia e lecce che da anni li avvisano che non c’è più un clima sociale compiacente che permetta i rinnovi automatici e di prepararsi alle evidenze pubbliche..certamente poi ci saranno le invocate multinazionali e la perdita dei posti di lavoro come se le gare in realtà non creino avvicendamenti…spero però in tanti commenti

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    Mr.Big Dream says:

    Sì sicuramente andrà tutto bene,si possono dormire sonni tranquilli, in una botte di ferro !
    L ‘Europa ha preso una cantonata la legge 145/2018 è regolare non viola nessun principio, ha preso un grande un abbaglio ! È tutto apposto, si sì tranquilli , per natale un regalo 15 + 30 anni di proroga a tasso zero

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    “ecco perché i funzionari hanno fatto bene a non rinnovare le concessioni fino al 2033” potrebbe essere un buon titolo…questo è solo il prologo perché il meglio sarà a marzo quando si attiverà anche la magistratura per violazione dell’art. 117 della costituzione e di conseguenza i balneari occuperanno abusivamente il suolo per l’art. 1161

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    Antonella accardi says:

    Non ho voglia di fare polemiche penso non sia il caso ma vorrei dire a tutti quei operatori balneari a cui da diverso tempo i comuni hanno provveduto al rinnovo della concessione che noi operatori che non abbiamo e forse non avremo il rinnovo, anche a seguito di quanto evidenziato in questo articolo Sull Unione europea di non dormire sonni tranquilli perché di certo noi non staremo alla finestra e faremo in modo o maniera che tutti siano trattati allo stesso modo. La legge è uguale per tutti o rinnovano tutti al 2033 o andiamo tutti alle aste. Perché siamo stufi di sentire a me non interessa io ho il rinnovo già dallo scorso. Ecco solo per questo la categoria deve marciare unita

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    Sono soerpreso che la UE sia intervenuta solo ora francamento penso sia difficile spiegare che occorono 15 anni per stabilire le regole e fare le ividenze pubbliche credo che tutti noi siamo convinti che la legge 145/2018 sia in contrasto con il diritto europeo. La soluzioni che i nostri politici possono attuare per tutelare i legittimi diritti degli attuali concessionari sia quello di fissare velocemente le regole per concedere il diritto di superfici nelle aeree dove insistono i fabbricati tutto il resto ad evidenza pubblica

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    Andrea Bianchi says:

    Sono sorpreso che la UE sia intervenuta solo a oggi a dirci che la proroga al 2033 travestita da periododo trasitorio è in contrasto con il diritto dell’Unione Europea.
    Se i nostri politici vogliono aiutare gli attuali concessionari balneari devono fissare le regolo per concedere il diritto di superfice per i manufatti in regola con i permessi di costruzione presenti sull’arenile; tutto il resto dell’arenile deve essere assegnato mediante evidenza pubblica. Se i nostripolitici per conquistare consenso continueranno ad intervenire con leggi che sanno essere inleggitime ci saranno sempre piu concessionari che finiranno nel mirino dellaagistratura e non avranno certezze per il loro lavoro

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    Mimmo TYCANO says:

    Non capisco perché l Italia è sempre in Infrazione..mentre gli altri paesi Europei SPAGNA FRANCIA Germania etc. Rinnovano i mercatini ,le spiaggie,e tutto il resto senza problemi .Poi noi negli anni abbiamo investito migliaia e migliaia di € x metterci in regola licenze HCCP come diceva il governo poi adesso “secondo loro” VIA distruggere tutto e TUTTI a casa..a spasso e senza più un lavoro…Qualcosa non quadra…

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    Beh… devo dire che coloro che propongono la concessione del diritto di superficie ai balneari e l’arenile a gara hanno proprio appreso a pieno il significato del contrasto della normativa italiana con quella europea… ovviamente sono ironico

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      Andrea Bianchi says:

      Vorei dire al mio omonimo alcune cose:
      La mia idea di superficie non riguarda solo i bar ma anche gli stabilimenti balneari per interdeci quelli che affitano gli ombrelloni oviamento alle evidenze pubbliche delle aree demaniali possono partecipare solo quelli che possono garantire i servizi quidi solo quelli che hanno un edificio in diritto di duperfice
      L’attività dei bar e ristoranti viene fatta per la maggior parte all’esterno e quidi i concessionari continuerebbero a pagare sempre il canone minimo di 2500 €
      Io credo che il parlamento possa fare tutte le leggi che vuole di proroga delle concessioni demaniali o di rinnovo senza evidenze pubbliche o di periodi transitori nel giro di poco tempo verrano spazzani via ormai esiste un sentenza della corte europea che ha fatto chiarezza
      Esistono solo due modi pertentare di tutelare gli attuali concessionari o quello che ho proposto io o le evidenze pubblice con meccanismo premiali per gli attuali concessionari, comunque da concordare con la Commissione Europea difficilmente riprtibili
      I diritti di surperficie concessi agli attuali concessionari dovrebbero oviamente essere a titolo oneroso e sufficientementi lunghi per consentire la ripresa degli investimento
      Infine penso da ex concessionario demaniale che i sacrifici famigliari di intere generazioni debbano essere riconosciuti agli attuali concessionari.
      Ps mi auguro di avere torto che la UE giudichi leggittima la proroga al 2018

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    Quindi secondo i giuristi improvvisati che affollano il forum lo stato dovrebbe mettere a gara l’arenile lasciando in mano ai privati il diritto di superficie sui manufatti adibiti a ristoranti e bar per consentire loro di continuare a fare soldi senza neanche pagare il canone. Li invito caldamente a leggere l’art. 49 del codice della navigazione.

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    A quanti anni fa risale il codice della navigazione?!ammesso che lo sappia capra!!!Si possono fare tranquillamente leggi che superino il codice della navigazione,chi dice il contrario mente sapendo di mentire!!

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    Comunque ci teniamo a precisare che Europa o non Europa sarebbero andate a gara lo stesso perché non sono le multinazionali , cinesi , inglesi , americani , congolesi e tutti quelli che citate come scusa ogni volta , che vogliono le concessioni ma tanti altri italiani , persone normali ,la direzione è una sola , gare pubbliche
    Buona giornata

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      Io sono bagnino Romagnolo da 30 anni e ne ho 47.. cosa dovrei mettermi a fare ? L’ impiegato? E ti assicuro che non ho il porche..Le spiagge qua le compreranno gli alberghi, e le multinazionali non semplici cittadini..vogliamo parlare della mafia delle aste?

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    Ma quando c’è una cosa che funziona bisogna per forza guastarla? Siamo soddisfatti della gestione attuale dei lìdi? Chi verrà con le aste sarà altrettanto bravo?
    In Italia ci sono le spiagge più organizzate al mondo..vogliamo il bagnino Cinese o del Bangladesh?
    Se qualcuno vuole gestire un lido basta che lo compri, come anno fatto i gestori attuali..se lo stato vuole più soldi basta che alzi i canoni..le scappatoie per lasciare tutto com’è ora ci sono vedi Grecia e Spagna,ci vuole “solo” la volontà politica.

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    Gigi ma chi cazzo sei??!cosa fai nella vita?!!Venderai le arance(con tutto il rispetto per chi lo fa)e ancora parli ahahah!!Non avere il grano è una brutta cosa,mi dispiace per te!!

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    Ciao teo , anche io sono un bagnino , sto pensando che potrò partecipare alle gare vista la tua trentennale esperienza credo che hai tutte le carte in regola per poter partecipare anche tu ,alla fine è una possibilità per poter migliorare la tua posizione economica, qualità della vita , e mille altre cose positive , nella peggiore delle ipotesi credo che verrai assunto dal nuovo concessionario , vista L esperienza che hai nello stabilimento conosci bene tutto quindi saresti essenziale per mandare avanti lo stabilimento, stai tranquillo teo ,

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      bravo roberto, finalmente un commento di senso perchè hai ben fatto vedere come le aste permettano di rimescolare le carte dando nuove opportunità a tutti sia per andrea che ha già la concessione e può rivincerla e sia per chi può offrire qualcosa di meglio. forza che presto avremo nuove occasioni

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    La realtà delle cose è che sono stati recintati appezzamenti di terreno pubblico e lasciati in mano a privati per decenni.
    Sono stati rilasciati permessi per costruire opere in cemento armato sul demanio
    Tutto è stato fatto sempre col metodo all’italiana del ” poi vedremo, intanto costruiamo se ce lo lasciano fare”
    La legge italiana dice che è tutto in regola
    La giustizia europea dice che praticamente nn si puoi chiudere una strada pubblica e farci ciò che pare e piace…. E mi pare che nn fa una piega!!!
    Anch’io sono bagnino e tiro l’acqua al mio mulino come voi
    Forse si dovrebbe capire come risolvere il problema invece di posticipare la sentenza in continuazione.

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    Canoni ridicoli,prezzi stellari,abusi,case di guardianaggio diventate appartamenti e affittati a prezzi esorbitanti,nessun rilascio scontrini o fatture.
    Dipendenti sottopagati!!!
    Ma di cosa vogliamo parlare

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    nardi franco says:

    la categoria dei bagnini ha tirato troppo la corda ed ora si sta spezzando. Nell’arco dei decenni , forse la categoria con più alta evasione fiscale ( sino qualche anno fa era l’unico settore dove non c’era l’obbligo ne di ricevuta ne di scontrino fiscale ) dichiarazione dei redditi ridicole in confronto al vero fatturato, canoni demaniali vergognosi, ed ogni volta che un governo provava ad aumentarli, come una vera lobbioes, minacciavo lo sciopero e la chiusura delle spiagge o addiruttura di far ricadere gli eventuali aumenti sulle spalle dei clienti aumentando le tariffe. Ora con la coda tra le gambe , impauriti da una possibile perdita della concessione, fanno gli onesti chiedendo l’adeguamento dei canoni, un po TARDI mi sembra per pentirsi di agevolazioni all’italiana !
    Infine non vorrei che per l’ennesima volta la multa per infrazione, venga pagata da tutti i cittadini italiani per i CONTINUI PRIVILEGI DI UNA PICCOLA CASTA DEI BAGNINI !!!

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      La sua osservazione mi offende, Chi pensa come lei che tutti i bagnìni politici statali commercianti siano disonesti a prescindere ….dimostra solo di non avere mai lavorato…. altrimenti capirebbe che le cose stanno diversamente. Quegli elicotteri gialli e grigi che passano sul litorale in estate secondo Lei fanno giri turistici? O più probabilmente fanno foto al numero di ombrelli per poi fare precisamente i conti in tasca ai balneari? Le garantisco che gli addetti ai controlli non hanno gli anelli al naso.

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    Spinelli Amerigo says:

    Quanta burocrazia per aprire un lido! C’è da rispettare un sacco di leggi! Come si può mantenere questa categoria continuamente nell’incertezza del domani?! Ci sono famiglie, figli e dipendenti che ci lavorano. Si fanno investimenti per il futuro con sacrifici enormi, ecc. Non so se è l’invidia o l’ignoranza che lasciano questa categoria nella continua incertezza del domani……Dico solo povera Italia!

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    Se vi fosse proroga automatica di volta in volta, ad es. tramandata tra i componenti dello stesso nucleo familiare, non si chiamerebbe “demanio pubblico”. La Legge proroga viola non solo il diritto comunitario. Qualora la Corte Costituzionale dovesse intervenire su detta Legge proroga (sono certo che a breve si avra’ pronuncia ), allora le concessioni verranno poste all’asta ben prima del termine di cui alla proroga. Né peraltro potra’ rinvenirsi, per i medesimi profili, privilegio alcuno nei confronti nei gia’ concessionari qualora volessero concorrere per l’assegnazione di nuova concessione.

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