Attualità

Governo accelera su riforma concessioni balneari, martedì la presentazione

Il ministro Garavaglia ha convocato le associazioni di categoria per sottoporre i contenuti del disegno di legge. Annunciato presidio di protesta.

Il futuro delle imprese balneari italiane sarà deciso sotto le feste natalizie, ma all’interno del governo ci sono ancora divergenze tra chi vuole varare una riforma subito e chi invece preferisce lavorarci con un po’ più di calma. Finora a prevalere è stata la linea attendista: le voci che si sono rincorse nelle ultime 48 ore davano per certa la presentazione di un decreto legge che avrebbe regolamentato le procedure di gara immediate per riassegnare le concessioni demaniali marittime tramite evidenza pubblica, ma nel consiglio dei ministri di ieri – l’ultimo dell’anno – non è stato presentato alcun provvedimento in merito. Tuttavia il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha convocato per martedì 28 dicembre a Roma i rappresentanti delle associazioni di categoria, proprio per condividere con loro i contenuti della riforma a cui intende lavorare il governo Draghi: l’idea dunque è possa arrivare un decreto o un disegno di legge già entro la fine di gennaio, parallelamente alla mappatura del demanio marittimo stabilita dal decreto concorrenza.

Per questo, le associazioni degli imprenditori balneari sono in allerta e pronte a manifestare, con un presidio già convocato e autorizzato per il prossimo martedì davanti a Palazzo Chigi, mentre i loro rappresentanti nazionali saranno da Garavaglia a conoscere i contenuti di una riforma finora non condivisa non solo con le sigle di settore, ma nemmeno con le Regioni e con i gruppi parlamentari.

Le reticenze dell’esecutivo ad agire subito sarebbero soprattutto legate alla tenuta della maggioranza, e non tanto alle cautele che la riforma su una materia così complessa richiederebbe. Il premier Mario Draghi e i suoi fedelissimi non hanno mai nascosto di voler avviare il prima possibile le gare per riassegnare le concessioni balneari, e dopo la sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 9 novembre ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto le evidenze pubbliche entro due anni, la questione si è fatta ancora più scottante e urgente. Tuttavia, Lega e Forza Italia sono ostili alla norma e stanno in tutti i modi ostacolando il primo ministro, facendo pressing per lavorare a una riforma con più calma e soprattutto condividendola con le associazioni di categoria. E anche alcuni esponenti del Partito democratico stanno invitando l’esecutivo a ponderare meglio i tempi. Qualche idea in più sugli orientamenti del governo si avrà fra appena quattro giorni, ma quel che è certo è che per i balneari italiani è appena iniziato l’inverno più incerto e preoccupante della loro storia.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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