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I balneari eletti in parlamento e i loro alleati

Tra gli imprenditori del settore e i politici da sempre vicini alle istanze della categoria, sono diversi i nomi di chi rappresenterà i concessionari di spiagge nella prossima legislatura

Anche nella prossima legislatura saranno diversi gli esponenti politici che rappresenteranno gli imprenditori balneari in parlamento, tra chi svolge direttamente questo mestiere e chi invece, nella sua carriera politica, si è sempre schierato a favore degli interessi della categoria. Tra i sette balneari candidati in parlamento, alcuni di questi sono infatti risultati vittoriosi a seguito delle elezioni di domenica scorsa che hanno visto il trionfo di Fratelli d’Italia, tra le cui priorità ci sarà il completamento della riforma delle concessioni demaniali marittime. Oltre a loro, ci sono poi numerosi politici che da sempre sono vicini alle istanze del settore.

Tutti i politici vicini ai balneari appartengono ai partiti di centrodestra. In casa Lega, ad essersi guadagnato un seggio in parlamento c’è Salvatore Di Mattina, titolare di uno stabilimento a Gallipoli nonché presidente regionale di Cna Balneari Puglia: in quanto rappresentante diretto della categoria, Di Mattina sarà senz’altro tra i politici più attenti alle istanze del settore. Rieletto anche Gian Marco Centinaio, già senatore nella precedente legislatura e autore del provvedimento inserito nella legge 145/2018 che ha esteso la validità delle concessioni balneari fino al 2033 (poi annullato dal Consiglio di Stato). Centinaio ha ricoperto la carica di ministro del turismo durante il primo governo Conte e il suo nome è tra i più papabili a ricoprire lo stesso ruolo nel prossimo esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Non tornerà invece alla Camera Elena Raffaelli, titolare di uno stabilimento balneare a Riccione e deputata durante la precedente legislatura, che partiva dalla difficile impesa di guadagnarsi un seggio partendo dal quarto posto del listino proporzionale di Rimini.

Tra le fila di Fratelli d’Italia, troviamo un’altra nota imprenditrice balneare che tornerà a sedersi in Senato: si tratta di Daniela Santanché, socia del Twiga di Flavio Briatore ed eletta per la quinta volta consecutiva. Alla Camera dei deputati ritroveremo inoltre Riccardo Zucconi, che all’interno del partito di Giorgia Meloni si è sempre distinto per portare avanti le istanze dei balneari, con iniziative come il ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 (il quale tuttavia è stato dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale). Zucconi non gestisce direttamente nessun lido ma ha comunque degli interessi economici nel settore, essendo titolare di alcune attività turistiche in Versilia. Tra le fila di Fratelli d’Italia potrebbe poi tornare in parlamento Raffaele Fitto, vecchia conoscenza dei balneari che ha firmato la prima proposta di riforma delle concessioni ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi che abrogò il rinnovo automatico nel 2009. Fitto è stato eletto in Puglia, ma non ha ancora deciso se lasciare il ruolo di europarlamentare che attualmente ricopre per tornare in Italia. Risulterebbe sfumata, invece, l’elezione di Costanza Bianchini, che gestisce uno stabilimento balneare a Sarzana e che ha corso senza successo in Liguria per un seggio alla Camera dei deputati.

Concludendo la panoramica delle forze di centrodestra, in Forza Italia tornerà per la nona volta in parlamento il senatore Maurizio Gasparri, da sempre il politico di riferimento per le istanze dei balneari all’interno del partito di Silvio Berlusconi. Confermata alla Camera anche la versiliese Deborah Bergamini, mentre non è riuscito a essere rieletto il senatore Massimo Mallegni, titolare di uno stabilimento balneare a Marina di Pietrasanta, che si giocava il seggio in un collegio plurinominale in Toscana. Incerto è infine il ritorno di Lara Comi: anche lei, come Fitto per FdI, è stata eletta in Lombardia e deve ancora decidere se lasciare Bruxelles per accettare il seggio a Roma. Comi si è spesso occupata in Europa del tema dei balneari e sta attualmente affrontando un processo per finanziamenti illeciti, nel quale si è sempre dichiarata innocente.

Nel Partito democratico, l’unica elezione di interesse per gli imprenditori balneari è quella di Andrea Gnassi: ex sindaco di Rimini e delegato Anci al turismo, Gnassi è un profondo conoscitore del settore e si è distinto per avere sempre sostenuto un riordino delle concessioni che prevedesse la riassegnazione tramite procedure selettive al fine di favorire l’innovazione del comparto. Da primo cittadino del capoluogo romagnolo, Gnassi ha portato avanti il progetto del “Parco del mare“, un’iniziativa unica in Italia che tra le altre cose ha visto l’innalzamento di un metro del lungomare per difendersi dalle ingressioni marine sempre più frequenti, la realizzazione di un’avanguardistica rete fognaria per evitare gli sversamenti di liquami in Adriatico e l’accorpamento di più stabilimenti balneari. Nella precedente legislatura, a rappresentare i balneari all’interno del Partito democratico c’era solo il deputato Umberto Buratti, titolare di uno stabilimento a Forte dei Marmi, che tuttavia non è stato nemmeno ricandidato per il voto del 25 settembre scorso.

Non avrà invece nessun rappresentante in parlamento Italexit, il partito di Gianluigi Paragone che aveva usato le istanze degli imprenditori balneari come cavallo di battaglia, schierandosi contro le gare delle concessioni e candidando tra le proprie fila l’imprenditore balneare di Gaeta Cosmo Mammoletta. Non avendo preso nemmeno il 2% dei voti, a questa forza politica non spetterà nessun seggio. Lo stesso discorso vale per Noi Moderati di Giovanni Toti, tra i cui candidati figurava Gino Stella, titolare di un’attività balneare a Tarquinia: anche questo partito non ha raggiunto la soglia del 3% e pertanto non sarà rappresentato in parlamento alla prossima legislatura.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Speriamo che il nuovo governo contrasti seriamente l’enorme piaga dell’assenteismo e improduttività del pubblico impiego, che causa ogni anno miliardi di euro di danni all’erario.

  2. Mi auguro che la Bergamini proponga emendamenti per i no profit, in modo che abbiano un canone minimo inferiore alle attività turistiche.

  3. ……..speriamo che questo nuovo Governo porti finalmente a compimento la riforma demaniale che i cittadini attendano fin dal 2008 e che la stessa dia regole certe per tutti e che possa tutelare tutte le parti coinvolte (Stato, cittadini ed imprese balneari).

  4. Da concessionario posso dirti che
    le aspettative ragionevoli sono condivisibili da tutti e trasversali. Anche dai concessionari quindi.

  5. …… mi spiegate come mai i balneari della Versilia non hanno riconfermato l’on. Mallegni che era uno di loro e si impegnava molto sulla questione Balneare?

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