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Elezioni, tutti i balneari candidati al parlamento

Sono sette gli imprenditori del settore che correranno per un seggio

Ha fatto scalpore la candidatura di Salvatore Di Mattina nelle liste della Lega in Puglia per le elezioni del prossimo 25 settembre. Il partito di Matteo Salvini aveva annunciato che avrebbe candidato un rappresentante degli imprenditori balneari, ma senza farne il nome, che è stato reso noto solo ieri da Mondo Balneare. Di Mattina non è però il solo operatore del settore che potrebbe andare in parlamento: la sua resta l’unica candidatura di un rappresentante sindacale dei balneari (Di Mattina, oltre a gestire un lido a Gallipoli, è infatti anche presidente regionale di Cna Balneari Puglia), ma tra i titolari di stabilimenti ci sono altri sei nomi inseriti nelle liste dei vari partiti.

Partendo dai “big”, nella Lega oltre a Toti di Mattina è in lizza anche la balneare Elena Raffaelli, che tenterà la difficile impresa di guadagnarsi un seggio partendo dal quarto posto del listino proporzionale di Rimini. Già deputata uscente, la Raffaelli è titolare di uno stabilimento balneare a Riccione.

In Liguria, invece, Fratelli d’Italia ha proposto la candidatura di Costanza Bianchini, attuale responsabile nazionale con delega al turismo balneare e concessioni demaniali all’interno del partito. Bianchini gestisce uno stabilimento balneare a Sarzana e correrà per il collegio plurinominale alla Camera dei deputati. Il partito di Giorgia Meloni vede inoltre correre in Toscana un’altra balneare doc, ovvero Daniela Santanché, socia del Twiga di Flavio Briatore. Restando in Toscana, per Forza Italia tenterà di essere rieletto in Senato anche Massimo Mallegni, titolare di uno stabilimento balneare a Marina di Pietrasanta, che si giocherà il voto nel plurinominale.

Infine, in Lazio il partito Italexit di Gianluigi Paragone candiderà alla Camera dei deputati Cosmo Mammoletta, che gestisce un lido nella località di Terracina, mentre Noi Moderati ha fra le proprie fila Gino Stella, titolare di un’attività balneare a Tarquinia e in corsa per Palazzo Chigi.

Ciò che emerge con evidenza è che tutti i balneari candidati per un seggio in parlamento correranno per dei partiti di centrodestra. Pare infatti che né Partito democratico e Movimento 5 Stelle, né tantomeno le forze della sinistra più radicale abbiano fra le proprie liste dei nomi noti di imprenditori del settore. Nella precedente legislatura, a rappresentare i balneari nel centrosinistra c’era solo il deputato del Pd Umberto Buratti, titolare di uno stabilimento a Forte dei Marmi, che tuttavia non è stato ricandidato per il voto del prossimo 25 settembre.

Oltre a chi svolge direttamente il mestiere del balneare, tra i candidati alle prossime elezioni ci sono poi dei nomi di politici che pur non gestendo uno stabilimento, conoscono bene il settore e si sono occupati di demanio marittimo nel corso della loro carriera politica: è il caso, nella Lega, di Gian Marco Centinaio (autore della legge 145/2018 che ha esteso le concessioni fino al 2033), in Forza Italia di Deborah Bergamini (che portò avanti uno strenuo ostruzionismo per bloccare il ddl “Arlotti-Pizzolante”) e Maurizio Gasparri (da sempre referente nel partito per le istanze dei balneari), in Fratelli d’Italia di Riccardo Zucconi (autore del fallimentare ricorso in Corte costituzionale contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033) e nel Partito democratico di Andrea Gnassi (ex sindaco di Rimini e delegato Anci al turismo e demanio marittimo).

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Ma non sarebbe stato sufficiente , che sottolineando i ministri lega e gli altri tutti l importanza relativa del turismo balneare, e con la CREDIBILITA di draghi in europa, si trovasse una soluzione che desse continuità come minimo in termini occupazionali e di fatturato, e che contemperasse il rispetto della direttiva con il fatto che sostanzialmente si parla di passaggio di mano di aziende, molte storiche, molte assai strutturate e che quindi valeva la pena cercare di preservarle al di là di chi fosse il concessionario?
    Poiche invece draghi ha ritenuto tutto questo sacrificabile per un disegno che svelerà il tempo,con l avvallo della politica tutta, eccetto l opposizione, spero ma non credo, che i colleghi saranno dei bravissimi politici, ma che contributo pensano di dare alla soluzione dei problemi del comparto dei balneari allo stato delle cose?
    Un patroni griffi che servirà di nuovo su un piatto d argento una sentenza coi fiocchi per dare carta bianca a un governo, non lo si puo trovare cosi su due piedi.

    • Chiedi per cortesia al tuo amico se invece un Parlamento pieno di avvocati che deve fare la riforma della Giustizia non è in conflitto di interessi

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