Attualità

Balneari, bocciato ricorso Fratelli d’Italia contro sentenze Consiglio di Stato

La Corte costituzionale lo ha dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Fratelli d’Italia contro le sentenze del Consiglio di Stato che lo scorso novembre hanno annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gare pubbliche entro due anni.

Come afferma una nota dell’ufficio stampa della Consulta, «la Corte costituzionale ha esaminato oggi (ieri, NdR), in camera di consiglio, l’ammissibilità del conflitto proposto da sette componenti della Camera dei deputati contro due sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato in materia di concessioni balneari. In attesa del deposito della pronuncia, l’ufficio comunicazione e stampa della Corte fa sapere che il conflitto è stato ritenuto inammissibile per difetto di legittimazione dei ricorrenti a far valere prerogative non loro, ma della Camera di appartenenza».

Così il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, commenta il rigetto del ricorso: «La decisione della Corte costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il ricorso di Fratelli d’Italia contro le sentenze del Consiglio di Stato, evita alla Consulta di giudicare nel merito l’invasione di campo della magistratura sul legislativo, i cui effetti negativi saranno pagati, questa volta, dalla categoria dei balneari. Da quanto si apprende dal comunicato della Consulta, un ricorso di un gruppo di parlamentari, rappresentanti di milioni di cittadini, non è sufficiente a difendere le prerogative delle Camere: allora come può il potere legislativo tutelarsi in casi come questi, considerando la varietà di posizioni all’interno del parlamento? In attesa delle motivazioni della decisione, si assiste a un’ulteriore imposizione, dopo quella di un governo non scelto dagli italiani».

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  1. Nikolaus Suck says:

    E vabbé, lo avevamo previsto e predetto. Ma non è un gran merito, non era difficile.

    (PS a margine non so perché tutti, ma proprio tutti, i miei commenti di ieri sera sono spariti, anche come in attesa di approvazione. Voglio pensare ad un problema tecnico perché non erano particolarmente pregevoli, ma nemmeno degni di censura.)

    • Buongiorno, purtroppo il sito ha avuto un problema tecnico e abbiamo dovuto ripristinare un backup risalente a ieri pomeriggio. Per questo, sono andati persi tutti i commenti scritti dalle 15.30 di ieri alle 10 di stamane. Ci dispiace.

      • Nikolaus Suck says:

        Grazie. In effetti me ne ero accorto e mi era venuto il dubbio, essendo spariti anche diversi commenti cui avevo risposto. Quando ci si mette la provvidenza…!

  2. Questi nostri politici cialtroni e filo-americani stanno distruggendo un popolo, una nazione bella come l’Italia. Ricordate, appuntatelo sui quaderni dei vostri nipoti in modo che possano un giorno sapere e difendersi: Draghi è il nostro NEMICO ! Draghi è una sventura per il popolo italiano !

  3. Che il ricorso non sarebbe stato approvato lo si sapeva a priori, visto che la sudditanza da Bruxelles va contro ogni interesse degli Italiani ma, a favore delle multinazionali. In più, essendo stato presentato da FDI che da fastidio alla sinistra succube del consiglio europeo che, però, queste richieste non le chiede ed applica nei confronti di Spagna, Francia, Portogallo etc. che hanno prorogato le concessioni a tempo indeterminato. È la solita vergogna che ci regalano PD, MS5 e affiliati.

  4. Gioacchino Assogna says:

    È una decisione coerente con la importante sentenza del Consiglio di Stato che semplicemente ha deciso che vengano messe a bando pubblico le concessioni demaniali delle spiagge.
    Politicamente è una richiesta paradossale.

  5. Veramente una cosa aberrante cio’ che succede solo in Italia contro la categoria dei balneari. Un governo che trova mille sterili scuse per nascondere la più semplice delle verita’. Il Governo ancora una volta cerca di tirare in ballo la Direttiva Servizi sulla libera concorrenza delle concessioni demaniali marittime. Si fa presente agli illustrissimi governanti di questa benedetta Nazione come in moltissimi articoli piu’ volte ribadito, basterebbe prestare attenzione all’art.11/12 della stessa direttiva se veramente ci fosse la volontà di applicarla per fare le cose in maniera diversa, ed ancora un’altra domanda ai nostri governanti, la direttiva Servizi e entrata in vigore nel 2009, come si fa ad applicare una legge in maniera retroattiva di tantissimi anni?. Grazie a tutti nostri governanti, e scusate se in qualche parte ho usato volutamente lettere minuscole ma non potevo fare diversamente. Distinti saluti.

  6. Quindi nessun parlamentare può presentare un ricorso alla consulta a meno che non li riguardi direttamente???
    Illuminami suck!

    • Nikolaus Suck says:

      Ti illumino subito, con piacere e come sempre gratis. O almeno ci provo. Grazie di preferirmi ad un qualsiasi manuale di diritto costituzionale, sicuramente più autorevole ed affidabile.
      Il conflitto di attribuzione può essere promosso solo da un “potere dello Stato”, e più precisamente deve trattarsi di un organo competente a “dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartiene”. I singoli parlamentari non sono competenti ad esprimere definitivamente la volontà del potere cui appartengono, ovvero quello legislativo. Più semplicemente, la parola di uno o più parlamentari non è legge e non esprime la volontà del potere legislativo. Né della Camera cui appartiene, tanto meno del Parlamento nel suo insieme che, all’esterno e rispetto ad altri poteri, è ed esprime il “potere legislativo” dello Stato.
      I pochi casi in cui la Corte, dopo molti anni, ha ammesso che un conflitto potesse essere sollevato da dei parlamentari riguardano il loro ruolo all’interno dello STESSO potere. Ad esempio il ruolo del singolo o della minoranza all’interno di una Commissione parlamentare. In quel caso la volontà, espressa in forma di voto (quindi un atto formale) può essere compressa e prevaricata dall’organo come tale (ad es. negando un voto), e allora la Corte ammette la possibilità di un conflitto tra poteri. Si contano sulla punta delle dita. Di una mano.
      A disposizione.

      • In effetti, quanto afferma l’avv. Suck è noto a qualsiasi discreto studente di Giurisprudenza. Come poteva non essere noto ad un partito intero come FdI? Quindi, il dubbio (anzi, più di un dubbio) è che l’istanza abbia avuto un mero intento propagandistico. Si va da qualche parte, così? No. E, badate bene, la mia posizione è ben diversa da chi vorrebbe, semplicisticamente, che i balneari lasciano baracca e burattini con una mano avanti e una indietro. Ci vorrebbe serietà per trattare un tema così importante, ma non c’è stata. E ciò è dimostrato anche da una quantità abnorme di emendamenti che avevano come unico obiettivo quello di essere bocciati. Purtroppo, tutte le forze politiche, nessuna esclusa, non sono serie.

  7. Se i balneari presentano la richiesta al Tar il dott. Di Pasca troverà moda di far intervenire la Consulta così come ha già fatto con il rinvio alla Corte di giustizia Europea il vero problema saranno le sentenza che emetterà la Corte di Giustizia Europea ed eventalmente la Corte Costituzionale che obligheranno alle evidenze pubbliche e riduranno l’indennizzo ai soli beni non amortizzati fatte prima del 2010. Dopo questo accordo sembrerà Oro

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