Attualità

Governo presenta legge su gare concessioni balneari, è test per la maggioranza

Approda oggi in consiglio dei ministri il disegno di legge sulla riforma del demanio marittimo, mentre in parlamento si cerca un dialogo per una posizione unitaria

Il disegno di legge sulla riforma delle concessioni balneari è in dirittura d’arrivo e sarà oggetto di confronto sulla tenuta della maggioranza. Al consiglio dei ministri in programma per oggi sarà portata sul tavolo la proposta con cui il governo Draghi intende disciplinare la riassegnazione delle concessioni sul demanio marittimo, dopo che il Consiglio di Stato lo scorso novembre ha annullato la proroga al 2033 e imposto le gare entro due anni: in base a quanto emerso ieri alla Camera durante la discussione sulla mozione di Fratelli d’Italia contro la Bolkestein – la direttiva europea sulla liberalizzazione delle concessioni pubbliche, che riguarda anche le spiagge italiane – pare che l’orientamento di tutte le forze di maggioranza sia quello di ragionare su un testo che preveda delle forme di bando. Questo, almeno, è quanto si è percepito dagli interventi dei rappresentanti politici intervenuti al dibattito preliminare di ieri, trasmesso sulla web tv della Camera, dove le sole forze politiche a parlare esplicitamente di esclusione delle imprese balneari dalle gare e a mettere in discussione la direttiva Bolkestein sono state Liberi e uguali, rappresentata da Stefano Fassina, e Fratelli d’Italia dai banchi dell’opposizione, con la voce del deputato Fabio Rampelli.

Per il resto Partito democratico (Piero De Luca), Movimento 5 Stelle (Sergio Battelli) e Italia Viva (Marco Di Maio) si sono posizionati esplicitamente a favore delle gare con forme di tutela per gli attuali concessionari come il riconoscimento del valore aziendale, del legittimo affidamento, della professionalità e di un indennizzo in caso di perdita della concessione, e anche Lega (Matteo Luigi Bianchi) e Forza Italia (Alessandro Battilocchio) hanno mantenuto una posizione più tiepida rispetto al passato, dando cioè implicitamente per scontati i bandi e senza abusare di slogan come “fuori dalla Bolkestein” e “no alle aste”. Gli esponenti delle due forze di centrodestra hanno ribadito che occorrerà valutare con Bruxelles la possibilità di escludere dalle gare le concessioni già in essere, ma si sono dimostrati più aperti al dialogo con gli alleati: d’altronde, con l’imminente arrivo di una procedura di infrazione europea e la pronuncia di Palazzo Spada che non lascia la possibilità di ulteriori proroghe, è verosimile che tutti i partiti si siano messi a ragionare a partire dall’inevitabilità delle gare pubbliche. Anche perché, nonostante le note diversità di vedute, è piuttosto improbabile che il tema dei balneari sia sufficiente per aprire una crisi di governo, soprattutto se si conta che l’opinione pubblica è in gran parte schierata contro la categoria a causa della grave e diffamatoria campagna mediatica in corso. Come poi saranno scritti i criteri per i bandi, ovvero quali tutele si definiranno per le migliaia di imprenditori che hanno investito sulla base di una durata al 2033 annullata da un giorno all’altro, è un altro paio di maniche e per scoprirlo non resta che attendere un dibattito che continuerà senz’altro a essere infuocato per ancora qualche mese. Quel che è certo è che non si potranno cancellare con una riga di legge centinaia e centinaia di imprese storiche che, pur insistendo su suolo pubblico, rappresentano delle proprietà private a tutti gli effetti, che pertanto non possono essere espropriate senza alcun indennizzo né tantomeno affidate al miglior offerente economico: sulle spiagge italiane è infatti sorto un modello turistico unico al mondo, con un livello di tipicità e di professionalità che tutti sembrano d’accordo nel continuare a preservare pur restando nella cornice del diritto europeo.

Il ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini ha annunciato che prima del consiglio dei ministri di oggi terrà un incontro con i rappresentanti di Regioni, Anci e Upi al fine condividere le linee guida del provvedimento al quale sta lavorando l’esecutivo. Ma in attesa di sapere cosa uscirà da Palazzo Chigi, la decisione di Draghi di discutere il provvedimento sul riordino delle concessioni balneari non è stata esente da critiche. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «È singolare che il consiglio dei ministri oggi potrebbe occuparsi di balneari e non di bollette elettriche. Il problema del paese in questo momento è il costo dell’energia per famiglie e imprese, non certo la vessazione delle imprese balneari. Ci sarebbe da stupirsi. Ma per fortuna c’è ancora il parlamento, la cui centralità è stata sottolineata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrà stabilire la gerarchia delle priorità. Qualcuno vada per strada e chieda agli italiani quale sia la cosa urgente che deve affrontare il governo. Meno bollette e più ombrelloni».

Anche le associazioni di categoria sono piuttosto preoccupate. Questo il commento di Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria: «Apprendiamo da autorevoli agenzie di stampa che oggi il consiglio dei ministri si occuperebbe di concessioni balneari e non dei problemi gravissimi in cui versa il paese quali il rincaro dei costi energetici che oggi devasta famiglie e imprese, costringendo molte di queste alla chiusura. È vergognoso che di fronte a un’emergenza di tale portata a livello economico e sociale, peraltro ancora in piena pandemia, il governo ritenga invece prioritario svendere il patrimonio costiero turistico dell’Italia anziché tutelarlo. Sempre più spesso ci accorgiamo che al posto di salvaguardare il patrimonio economico del nostro paese, al contrario si pensa di offrire agli investitori stranieri la possibilità di calare in Italia e fare razzia di quanto più prezioso e importante ha la nostra penisola. Gli esempi sono numerosi: oltre a quello che riguarda le coste e le imprese turistiche (alberghi, campeggi, stabilimenti balneari, porti turistici, punti di ormeggio, eccetera) ricordiamo di recente il tentativo di svendita delle concessioni idroelettriche che sono da ritenersi, come le coste italiane, un bene strategico e fondamentale per la nostra economia. Sembra che l’ ombra del panfilo Britannia navighi ancora a ridosso delle coste italiane».

Sulla stessa linea i presidenti di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli, che hanno diramato una dichiarazione congiunta: «Sarebbe sbagliato se il governo oggi approvasse un provvedimento normativo senza la condivisione con le Regioni e i Comuni che gestiscono le funzioni in materia e senza la concertazione con le categorie interessate, che non sono solo quelle balneari, ma circa 150 mila aziende che operano sul demanio marittimo (dagli alberghi ai campeggi, dalla nautica ai ristoranti). La questione delle concessioni demaniali marittime è molto delicata, perché riguarda decine e decine di migliaia di aziende perlopiù a gestione familiare che rischiano di perdere il lavoro e i beni di loro proprietà per l’unico torto di avere confidato nelle leggi dello Stato italiano. Ed è una materia assai complicata, la cui attività di normazione presuppone la doverosa mappatura e ricognizione dell’esistente, così come espressamente e correttamente previsto nel disegno di legge sula concorrenza. Riteniamo quindi di buon senso che qualsiasi provvedimento normativo, prima della sua adozione da parte del governo, venga preceduto da un percorso conoscitivo sottoposto a una concertazione con le categorie interessate e condiviso con gli enti locali. Ci rifiutiamo di credere che la questione balneare venga strumentalizzata come arma di distrazione di massa per evitare di affrontare ben altre questioni».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Se ci fosse un riconoscimento del valore aziendale reale, senza se e senza ma, chiaro e tondo non sarebbe un dramma, anzi ben vengano investitori che sanno fare meglio degli attuali.
    Se non fosse così vorrebbe dire che l’Italia è in liquidazione e quindi dichiarata fallita insieme alla politica, comprata dal migliore offerente straniero per quattro soldi in cambio di un’agonia lunga e dolorosa per tutti gli italiani.

  2. Temo che l’intervento di Rampelli alla camera, nonostante la perfetta esposizione della questione BOLCKSTEIN e e gli annunci delle gravi conseguenze per gli italiani, non sarà ascoltato. Un’altra triste è vergognosa pagina, si sta aprendo per l’Italia, una pagina che si sta scrivendo con “mezzi” tipicamente italiani (mafiosi). Povera Italia.

    • La politica è per sua natura compromesso, quindi mi sembra anche giusto che si sia arrivati ad una mediazione… da osservatore esterno spero solo che sia un compromesso a favore di coloro che hanno investimenti in essere del cui ammortamento non sono ancora rientrati, piuttosto che a favore di coloro che si sono visti rinnovare privilegi per via dinastica… intendiamoci, so che le tue considerazioni legali dicevano proprio il contrario, ovvero che sono coloro che sono entrati in questo mercato post 2009 a non avere diritto ad alcuna tutela, ma umanamente non si può non parteggiare per queste persone che (molto ingenuamente) hanno deciso di fare imprenditoria rilevando attività con i propri soldi e rischiano di restare col cerino in mano… di più, troverei aberrante immaginarmi le risate di chi, quelle attività, le ha loro cedute, magari per cifre da capogiro… la italianissima “sola”, mi verrebbe da pensare

      • Nikolaus Suck says:

        No Eugenio se è alle mie considerazioni legali che fai riferimento, sono ed erano in senso esattamente opposto, ovvero che gli unici che potrebbero vantare qualche pretesa sono proprio gli ultimi, quelli che hanno investito in vista e considerazione dell’ultima proroga del 2033, se in buona fede e guardando caso per caso secondo le circostanze. Tutti gli altri almeno di regola dovrebbero avere ampiamente ammortizzato, guadagnato, e sfruttato la risorsa collettiva oltre ogni limite temporale previsto e prevedibile, prima grazie ai rinnovi e poi grazie alle proroghe, senza le quali i titoli sarebbero scaduti da tempo, e si sa e sapeva.
        Su quelli che ne sono usciti alla grande e ora se la possono ridere sono pienamente d’accordo con te. Infatti si dovrebbe vedere come sono scritti e strutturati quegli atti di cessione e i relativi corrispettivi.

        • Sono d’accordo con Lei, io ho acquistato in buona fede e sapendo del 2033 , ovviamente ho tutte le carte del mio comune,e ero sicura che avrei spalmato il mio debito lavorando e rispettando le regole .
          Così mi ritrovo senza nulla .
          Grazie

    • Personalmente spero nella giustizia e non ad un compromesso che in qualche modo verrà impugnato creando un marea di contenziosi.
      Se lo stato ha sbagliato varando la legge 88 paghi i danni e non dia colpe all’Europa che sbava per le spiagge italiane. Lo stato sia per primo di parola come lo sono stati i balneari che in contropartita hanno investito fidandosi, dando inizio a quello che oggi è un eccellenza mondiale.
      Ma se tutti andassero un po’ oltre capirebbero che noi italiani di questo passo potremmo perdere tutto, cercate di ragionare e chiedervi ma un italiano comprerebbe mai un immobile o un’attività in Francia Germania Austria Svezia, o addirittura Russia, Ucraina?? forse per estremo bisogno lavorativo, solo in quel caso. Diversamente le nazioni che ho appena menzionato sbavano per un posto al sole, se poi gli facciamo fare pure i padroni fanno carte false. Ricordatevi che noi Italiani abbiamo la brutta nomina ma gli altri che sono più scaltri fanno i fatti, attraverso quella cosa che si chiama Europa. Quello che certe nazioni non hanno ottenuto con le guerre lo stanno ottenendo in maniere “furbescamente civile”. Svegliati Suck.

      • Nikolaus Suck says:

        La 88/2001 non aveva previsto concessioni perenni ma solo un rinnovo automatico, ovvero senza bisogno di nuova domanda, alla scadenza che però rimaneva e non poteva venire ignorata cone non esistesse. E di attività, anche balneari, di italiani all’estero c’è ne sono in quantità, forse anche più del contrario.

    • frank costello says:

      Nikolaus Suck ma tu ce l’hai un mestiere ? Perche’ io ancora non l’ho capito. A meno che mammina e papino ti danno la paghetta settimanale ,e non vuole essere una battuta ma, una riflessione molto seria. Buona giornata.

    • MA GRAZIE DI CHE …..LADRI DOVREI DIRE NON GRAZIE….LEGGI FATTE DA PERSONE NON ELETTE DAL POPOLO USURPATORI DI DEMOCRAZIE , BANCHIERI SPECULATORI CHE HANNO A MENTE SOLO LA
      DISTRUZIONE DEL COMPARTO TURISTICO CON CHIUSURA DI UN INFINITA DI STRUTTURE ALBERGHIERE PISCINE ETCC E TU DICI DI DIRE GRAZIE … SUCK MA IN CHE MONDO VIVI….CHI HA LA PANCIA PIENA NON PENSA A QUELLA VUOTA E TU NE SEI IL CLASSICO ESEMPIO

      • Nikolaus Suck says:

        A parte che lo avevo detto, farò quello che ho sempre fatto. La persona educata.
        Spiace per Mondo Balneare che dà ingresso a commenti insultanti come questo, avallandoli e rendendosene corresponsabile. Peccato.

    • Riporto da articolo di stampa: Un “indennizzo” per chi lascia lo stabilimento.
      Prevista inoltre una sorta di compensazione per il concessionario che lascia la titolarità dell’impresa: “un indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati nel corso del rapporto concessorio, ed autorizzati dall’ente concedente e della perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico”.
      Come dicevo in altro precedente articolo verrà previsto indennizzo sia per investimenti non ammortizzati che per avviamento “connesso all’attività commerciale”….. perchè se ad esempio ho sviluppato un’impresa con tanto di bar e ristorante su bene demaniale e nel corso del tempo sono stato bravo a crearmi una clientela (dimostrabile tramite il fatturato), non vedo perchè non mi debba essere riconosciuto tale valore riveniente dall’aspetto puramente commerciale, anche se insito in ambito demaniale.

  3. La speranza è che tuteli il lavoro e le imprese o non vada dietro alle fandonie che prevedono le opportunità per cittadini italiani di prendere spiagge al pari di grandi capitalisti, o le fandonie dei costi che si abbasseranno o quelle che prevedono più spiagge libere per tutti. Su quell’attività ce un avviamento , un valore dato dal servizio offerto in tanti anni dalla clientela e dal posizionamento nel contesto urbanistico all’interno di una località , e non dal pezzo di spiaggia statale concesso. La sostituzione del singolo operatore per fare un favore all’ europa ed evitare sanzioni ci fa capire che oramai siamo una non nazione, ma c’è un gruppo di burocrati che decidono della vita e della morte delle persone. Ma prevedo dure reazioni di piazza e molteplici problemi, all’esame del parlamento , se la legge è totalmente inadeguata naufragherà.

  4. dire grazie a chi ti porta via tutto il tuolavoro di cinquant anni è un delitto che deve essere vendicato con il nostro voto per distruggere questi politici servi degli stranieri .

  5. Volerti portare via tutto quello che hai costruito in cinquant anni di lavoro è un delitto che deve essere punito da noi tutti, balneari,tassisti e ambulanti: almeno con il VOTO cerchiamo di fare quello che possiamo per difenderci.
    un padre che vorrebbe lasciare qualcosa ai figli.

  6. Marco Pierangeli says:

    Buongiorno, ritengo sacrosanto affidare ad una asta pubblica la concessione di uso di un’area di proprietà dello Stato. Ho letto l’articolo in cuoi si parla di svendita delle spiagge italiane, è vero per le attuali concessioni in essere lo Stato Italiano riceve cifre irrisorie rispetto al valore commerciale effettivo. Credo che le vari associazioni balneari facciano più bella figura tacendo e non portare delle ragioni fuori della realtà. Si parla sempre, giustamente, di togliere privilegi alla politica è opportuno cominciare a togliere privilegi anche ad altre categorie e vene sono tante, una di queste è proprio dei titolari di concessioni balneari.

    • SIG. PIER ANGELI SI VEDE CHE VIVE SU UN ALTRO PIANETA. I PRIVILEGI DI CHE? ANCORA CHE PARLATE DI PRIVILEGI?INVECE I MAGISTRATI GLI STATALI LE PARTECIPATE LE FARMACIE ETCC COSA SONO?OPERE CARITATEVOLI…NOI ABBIAMO CREATO DA UN BENE DOVE PRIMA NON C ERA NULLA , PERCHE NON L HO AVETE FATTO ANCHE VOI INVECE DI DIRE SEMPRE LE SOLITE COGLIONATE ? POTEVATE FARLO ( ANCORA ADESSO I COMUNI FANNO BANDI PER SPIAGGE) PERCHE NON L HO AVETE FATTO ? FORSE PERCHE DA UN BENE CHE LO STATO A DATO IN CONCESSIONE PERCHE NON PRODUCEVA NESUNN VANTAGGIO ECONOMICO DI ALLORA SI DOVEVA INVESTIRE DI TASCA PROPRIA IPOTECANDO ANCHE LA CASA ? NOI ABBIAMO RISCHIATO LE NOSTRE RISORSE E I NOSTRI BENI FORSE PER QUESTO VOI DETRATTORI NON L HO AVETE FATTE …VOLETE LA PAPPA PRONTA

    • Teo Romagnoli says:

      Ma quale privilegio..lavoriamo per 6 mesi dall’alba al tramonto per fare felici migliaia di famiglie italiane e straniere per poche decine d’euro. Il mio è un diritto a custodire un pezzo di costa pagato e sudato con lavoro e investimenti. Taci invidioso e creati un lavoro o comprati un lido senza rubarlo ad un’ altro per poi fare la stessa identica cosa.

      • …per poche decine di euro…poi quando vendete le concessioni ce ne vogliono centinaia di migliaia di euro x comperarle da voi. Se la matematica non è un opinione, c’è qualcosa che non torna, e quel qualcosa io, che ho tenuto la contabilità a centinaia di aziende balneari x 42 anni, per correttezza professionale è meglio che non lo dica pubblicamente in cosa consiste, altrimenti vi farei fare una figura meschina ( non tutti ma il 90% circa dei balneaRI )Ma certi commenti da piagnoni , caro sig. Teo, non riesco a farli passare, mi cadete sul ridicolo, sopratutto nei confronti di tanti gente che veramente fa fatica ad arrivare a fine mese. Quando vuole, se vuole, mi da i dati essenziali della sua azienda,(ombrelloni, lettini, cabine e zona dove opera) e vedrà che i suoi pochi euro aumenteranno magicamente…..

        • Ohhh una altra bella razza…il COMMERCIALISTA
          UHHH TUTTI PAGANO LE TASSE FINO ALLULTIMO CENTESIMO,,NIENTE NERO EHHH!!! TUTTI BRAVI GLI ALTRI SUOI CLIENTI EH, SOLO I BAGNINI CATTIVE PERSONE EHHH! Mi faccia il piacere, sii coerente visto che fa il professionista. Non dica balle ,le altre categorie tutti bravi ehhhh!!!

    • si vede che non capisci un sega di demanio e balnearia..!! i canoni li stabilisce lo stato proprietario dell’area demaniale e non il concessionario..!! se lo stato vuole,mettiamo 1.000.000 di euro all’anno di affitto,o paghi quella cifra oppure lasci la concessione..!! chiaro ora il concetto..?? futuro concessionario..!!

  7. Direi che sia ora di porre fine a questo attuale sistema feudale delle concessioni marittime.
    Sfruttamento delle spiagge dagli anni 50 a fronte di due spiccioli pagati a noi, Stato. Chi ha avuto le concessioni ha fatto il suo guadagno. Ora e’ giusto dare possibilita’ ad altri di farlo in quanto la spiaggia e’ di tutti e di nessuno. Non e’ proprieta’ privata. Poi gli attuali concessionari se hanno proposte migliori e piu convenienti potranno mantenere il loro lavoro, altrimenti dovranno trovarsi un altro lavoro, come noi tutti che viviamo nel mondo reale senza monopolio.

  8. I privilegi al mare stanno finendo? Forse stanno cominciando.
    Quello che si vieterà sono i meccanismi di proroga automatica e generalizzata a vantaggio di un’intera categoria, ma questo non vuol dire che non ci potranno essere proroghe specifiche a vantaggio di soggetti ben individuati. Non credo sbagli chi prevede che le amministrazioni locali potranno benissimo concedere proroghe con i pretesti più sciocchi e banali a chi riterranno più opportuno. Figli e figliastri.
    A questo ovviamente aggiungiamo che mettere a gara le concessioni di per sé significa consentire che tre persone del vostro comune vi possano togliere l’azienda per darla a chi più loro aggrada. Io sui banchi del liceo, ben prima dell’università, avevo imparato che il liberalismo, lo stato di diritto, è non dover dipendere dall’arbitrio di nessuno.
    Per chi auspica, come me del resto, più spiagge libere: fra dieci anni farete il referendum come per l’acqua pubblica, e con gli stessi esiti.

  9. Alessandro76 says:

    Dalle indiscrezioni sembra che il costo di ombrelloni e lettini dovra’ essere messo sul bando nel caso di partecipazione ad evidenza pubblica…perfetto se questo sarà uno dei criteri ci sarà la corsa al ribasso per chi non è interessato a guadagnare ma solo a fatturare…un po come i grandi negozi cinesi senza clienti…tutto apposto!!!buone gare a tutti

    • Alessandro76 says:

      Io nel 2018 con la proroga oltre ad aver fatto dei piccoli investimenti sulla struttura ho fatto altro : mi sono sposato,ho deciso di fare un figlio,ho comprato casa con un mutuo…tutto questo però nn verrà preso in considerazione …tutto APPOSTO

      • anche mio nipote assunto da una ditta a tempo indeterminato , ha fatto un figlio ed un mutuo, ma dopo 3 anni i proprietari hanno venduto l’azienda ad un un altra società , che ristrutturando, hanno licenziato il 35 % del personale tra cui mio nipote. E’ ripartito,dopo essere stato in cassa integrazione a 800 euro al mese x un anno,da un altra parte. Fuori funziona così , nulla è garantito in eterno ( a parte gli statali). Io ringrazierei di aver potuto sfruttare x decenni beni pubblici, come fossero stati vostri , tramandandoli x generazioni e pagando dei canoni ridicoli e vergognosi rispetto il mercato libero . Allora l’inefficenza e benevolenza nei vostri confronti da parte dello stato nell’applicare degli affitti irrisori, vi andava bene, e ci avete sguazzato x anni, ora tutti pronti a calunniare lo stesso stato che avete amorevolmente munto x decenni. Sul fatto che dietro la proroga del governo gialloverde del 2018 lei abbia fatto degli investimenti, posso darle ragione, anche se, essendoci una direttiva europea che pendeva su tutto il settore balneario dal 2006 , io ci sarei andato con i piedi di piombo, ma mi auguro che venga indenizzato ( se non riuscisse a tenere la sua attività )

        • Alessandro76 says:

          Caro Franco…sfruttare per decenni??? Io sono titolare dal 2005…quindi non sono come dite voi uno sfruttatori…ho un ristorante e in convenzione ho la spiaggia libera atrezzata…non ho problemi a trovarmi un altro lavoro…sono laureato e parlo 4 lingue ma avevo scelto questo lavoro…non sono tutti ricchi sfondati…nella mia zona un abbonamento stagionale in prima fila costa 900€ e paghiamo concessioni abbastanza alte(7 concessioni totali 96000€ più tassa regionale)…cmq non pensate che sia finita qui…in senato si blocca tutto

      • C’è una campagna diffamatoria di base.. dive si denigra il lavoro!

        Non tutti sono Brigliatore e non tutti hanno ‘occupato’ spiaggie.

        I nuovi bandi faranno aumentare i prezzi perche diminuiranno i tempi di ammortamento.. ma ovviamente l’odio vince!

        Multinazionali: è lo zuccherino per non dire MAFIE!

        LO STATO HA TOLTO 10 ANNI
        di cosa parliamo? Truffe?

      • …scusate… non c’entra molto, ma si dice “tutto a posto”, perché “apposto” è il participio passato di apporre. Vi prego non mutilate anche la lingua italiana. 😉

        • Domani gradirei un tuo commento sull’esito del CDM odierno.
          Senza i parametri che verranno definiti con i decreti resta tutto aria fritta, ma sono moderatamente soddisfatto.
          L’indennizzo ed il riconoscimento dell’avviamento non erano scontati.
          Trovo poco lineare il meccanismo del reddito prevalente nei 5 anni scorsi.
          In pratica, se ho una spiaggia da 10.000 mq che rende 100.000€ e la gestisco direttamente con mia moglie e due figli sono da tutelare. Se ho una spiaggia da 1.000 mq che rende 10.000€ e mia moglie fa la postina (perché solo con la spiaggetta non potremmo dar da mangiare ai figli) non sono degno di tutela?

        • Alessandro76 says:

          Caro mistral non fare il bullo…tutto APPOSTO so come si scrive…avresti dovuto capire l ironia della parola…e cmq belle le foto su Fb

        • Alessandro76 says:

          E bravo Mistral…mi viene da ridere nel leggere il tuo commento sul tutto APPOSTO….e io che credevo di averlo scritto bene…pensa come sono stolto….

          • Pensa Alessandro76 che dovresti essere laureato, conoscere quattro lingue (almeno una male) e trovarti senza problemi un altro lavoro!…più che stolto direi ottimista!..rispetto al lavoro prevalente finalmente si tutela la famiglia che vive grazie alla concessione come voleva la categoria e si manda a casa chi subaffittava facendo altro, finalmente!

            • Alessandro76 says:

              Caro Diario…non sono laureato in lettere ma in economia…conosco 4 lingue per aver vissuto 10 anni tra Spagna,Portogallo e Irlanda…ma non devo spiegare nulla a voi odiatori seriali che nn capite nemmeno l ironia nelle parole…io lo dico per voi ,scrivete e commentate quello che volete qui su mondobalneare ma nn fate ironia sui balneari che di gente matta e esasperata è piena il mondo…io sono sereno e tranquillo mentre a voi vi vedo un po agitati…tutto APPOSTO

  10. Buonasera a tutti.
    È favolosa l’Italia ci sono un sacco di spiagge libere per tutti, lo Stato tratta tutti i cittadini nello stesso modo, l’Europa è la grande mamma che accudisce i suoi figli senza fare preferenze.
    Oggi il ministro Di Maio va parlare con Putin… Credo che la guerra sia scongiurata.
    Ops! Mi sa che la quarta dose sta funzionando.

  11. Io nn ho capito una cosa,ma chi come me negli anni scorsi ha partecipato e vinto un bando comunale con la relativa scadenza,arriva alla scadenza del bando o avrà problemi?

  12. Pare tutto abbastanza in linea con quanto si anticipava a settembre circa le presunte intenzioni del governo. Poi bisognerà vedere come verranno modulate nel concreto le tutele. Per ora è uno schema vuoto.

  13. Che ne pensate di questa ipotesi, che ho appena letto sul corriere?
    La questione delle gare Come tutelare gli imprenditori che hanno fatto investimenti massicci sui «loro» stabilimenti e si sentirebbero defraudati dall’avvento di un regime concorrenziale? Sempre su lavoce.info, Alberto Heimler ha proposto un sistema che non li penalizzerebbe. Questo: quando scade la concessione, si chiede al concessionario qual è, secondo lui, «il valore dell’attività che ha contribuito a realizzare (e che accetterebbe come prezzo di vendita se dovesse cedere l’attività)». Allora il concessionario sparerebbe un prezzo altissimo? Non è detto, se «sulla base di quel valore viene calcolato un onere concessorio (per esempio, il 7% di quel valore) da corrispondere annualmente all’amministrazione concedente per il periodo concessorio successivo (per esempio, per i 10 anni successivi)». Più lo stabilimento vale secondo il concessionario, insomma, più deve pagare per mantenere la concessione se vince lui stesso la gara o se nessuno vi partecipa. A quel punto,«per consentire l’ingresso di concorrenti più efficienti, viene effettuata una gara che ha come base d’asta l’onere concessorio così individuato e la concessione viene affidata all’impresa che offre di pagare il canone più elevato». Chi si aggiudica la concessione, «deve però compensare il concessionario uscente» con il valore che aveva indicato per cedere l’attività.

    • Prima questi problemi non si ponevano perché le compravendite si finalizzavano per semplice incontro di domanda e offerta. Ora dare attuazione concreta a tutti questi bei principi diventa un problema serio. Il rischio è quello di burocratizzare oltre ogni ragionevolezza, e di imporre arbitrariamente parametri presi un po’ a caso che sono solo una lontana approssimazione della realtà. A un modello economico semplice e aderente (perché molto semplici sono le cose che fanno le aziende balneari) ora se ne sostituisce uno che potrebbe essere strampalato e incoerente rispetto a ciò che concretamente queste aziende fanno giorno per giorno. Vista la giornata di oggi pare di capire che di spazio per soluzioni pasticciate che negano nelle conseguenze i principi generali che dichiaratamente le ispirano ce sarà parecchio. In sintesi, si rischiano di creare molti più problemi di quanti se ne volevano risolvere.

  14. Questo è l’articolo completo del Prof. Heimler. Mi sembra molto interessante discuterne nel merito, evitando invettive e pareri banali.

    Stabilimenti balneari: che tipo di gara organizzare
    DI ALBERTO HEIMLER IL 11/12/2020 IN CONCORRENZA E MERCATI
    La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per la proroga al 2033 delle concessioni balneari. Un’assegnazione per gara comporta però problemi specifici in questo campo. Ecco un meccanismo che ne risolverebbe molti.

    Gli ostacoli alla gara

    La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d’infrazione contro l’Italia per il rinnovo automatico delle concessioni balneari fino al 2033. Il governo dovrà dunque rimettere mano alla questione ed è utile riflettere sul tipo di procedura competitiva che occorre organizzare.

    Innanzitutto, è bene ricordare che le gare sono uno strumento per assegnare risorse scarse, ma il loro uso non sempre conduce a risultati efficienti, soprattutto quando siano ripetute nel tempo e quando il valore di quanto posto a gara dipende dall’attività di chi l’ha gestito. Per esempio, il valore di uno stabilimento balneare già in attività non dipende solo dalla qualità dell’arenile, ma anche dall’imprenditorialità del gestore, che tramite i servizi proposti riesce a differenziare la sua offerta e a fidelizzare la clientela. Se la concessione di un arenile è posta periodicamente a gara, è possibile che l’incentivo del gestore a fornire servizi di qualità si attenui vicino alla scadenza, contribuendo a rimandare investimenti o altri interventi che avrebbero beneficiato i consumatori.

    Infatti, il valore di un’autorizzazione per gestire uno stabilimento già esistente (e noto al pubblico) è ben superiore al valore di una nuova autorizzazione per lo sfruttamento di un arenile ancora libero, o a un’autorizzazione per uno stabilimento di qualità più modesta.

    Il diverso valore non necessariamente dipende dalla qualità della risorsa scarsa originaria, l’arenile, ma anche (e forse soprattutto) dagli investimenti materiali effettuati dal gestore (per esempio, ristorante, cabine, piscine) e immateriali (per esempio, personale, pulizia, distanza degli ombrelloni). Prevedere gare periodiche sul diritto a gestire una risorsa pubblica distorce gli incentivi a investire vicino alla scadenza, inclusi quelli a fornire servizi di qualità (per loro natura più costosi) volti a fidelizzare la clientela. Una gara organizzata alla scadenza condurrebbe i gestori a ridurre la qualità fornita così da evitare che lo stato, in sede di gara, si appropri dei loro investimenti privati

    Leggi anche: Calcio in tv: la vera partita
    Il meccanismo che risolve la questione

    È una cattiva politica pubblica quella incapace di promuovere gli investimenti. La soluzione non è evitare la gara, come finora avvenuto, proroga dopo proroga. La soluzione è trovare un tipo di gara che non produce questi effetti negativi.

    Lo stato potrebbe prevedere la fissazione di un onere concessorio variabile e modificabile periodicamente in funzione dell’attrattiva della risorsa scarsa, analogamente a quanto accade nel mercato privato con i contratti di locazione rinegoziati alla scadenza. In questo modo, coloro la cui attività non è più profittevole ai nuovi canoni, sono costretti a cederla a terzi più efficienti. Il sistema sarebbe coerente con gli incentivi a investire da parte del concessionario, perché potrebbe sempre cedere al nuovo entrante la sua attività.

    Ma come fa lo stato a individuare il corretto onere concessorio e come si fa a mantenere aperti mercati spesso fortemente oligopolistici?

    Il meccanismo potrebbe essere il seguente: la prima concessione di un arenile completamente libero o abbandonato viene attribuita per un periodo limitato (si può pensare a 10 anni) e a seguito di una procedura competitiva: chi è disposto a pagare una cifra fissa più elevata si aggiudica la concessione. Per il primo periodo, anche in considerazione delle incertezze relative alla profittabilità dell’iniziativa, viene stabilito amministrativamente un onere concessorio annuale relativamente modesto, analogamente a quanto avviene oggi.

    Alla fine del periodo di durata della concessione, viene chiesto al concessionario il valore dell’attività che ha contribuito a realizzare (e che accetterebbe come prezzo di vendita se dovesse cedere l’attività) e sulla base di quel valore viene calcolato un onere concessorio (per esempio, il 7 per cento di quel valore) da corrispondere annualmente all’amministrazione concedente per il periodo concessorio successivo (per esempio, per i 10 anni successivi).

    Per consentire l’ingresso di concorrenti più efficienti, viene effettuata una gara che ha come base d’asta l’onere concessorio così individuato e la concessione viene affidata all’impresa che offre di pagare il canone più elevato. Chi si aggiudica la concessione deve però compensare il concessionario uscente: in particolare, il nuovo entrante dovrà corrispondergli il valore che il concessionario uscente aveva indicato come quello a cui sarebbe stato disposto a cedere. Se nessuno si presenta alla gara o se vince il concessionario uscente stesso, la concessione viene riaffidata al concessionario uscente che pagherà un canone in proporzione del valore da lui dichiarato o, altrimenti, pagherà il canone con il quale si è aggiudicato la gara.

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    In questo modo, nessuno viene espropriato, si mantengono gli incentivi all’investimento per tutta la durata della concessione, si fa partecipare l’amministrazione concedente a eventuali incrementi di valore dell’oggetto della concessione e si mantiene aperto il mercato a possibili concorrenti più efficienti. Insomma, tutti i problemi che ostano all’organizzazione di una gara per la concessione degli arenili e che hanno condotto a una serie interminabile di proroghe sono risolti.

  15. I ministri della lega che escono un attimo a ‘schiarirsi’ le idee: le comiche.
    Io non so cosa mi sta succedendo, ma è da un po’ che l’unico con cui sono d’accordo un po’ su tutto è Marco Rizzo:)

  16. Rocco Napoli says:

    Personalmente sarei disposto a rinunciare ad ogni indennizzo, anche molto allettante ( ma ci credo davvero poco) ma bensì, con rispetto parlando a nome di tutti, ROMPERMI IL CULO come faccio e facciamo da anni a questa parte. È inaccettabile una situazione del genere, e ancora più meschino passare in secondo piano con la “ situazione bollette” , non perché sia meno importante, anzi. Vedrete che leveranno un 10% sull’attuale 40 di rincaro, quindi lo stesso pagheremo di più, ma sulla nostra categoria non faranno niente, perché avranno già dato. Spero vivamente di sbagliarmi ma intanto Auguro un grosso in bocca a lupo a tutti e teniamo duro.

  17. I commenti insultanti sono quelli che vi meritate…. Che poi serie felice di vedervi mettere vostri soldini per un asta….o parlate sempre per conto terzi?

  18. Buona sera premetto che sono un venditore ambulante e vorrei dire un paio di cose:
    prima cosa si deve portare RISPETTO per tutti coloro che lavorano dalla mattina alla sera spaccandosi il culo col caldo sotto 40° d’ estate e al freddo sotto l’acqua e il vento d’ inverno e che in questa chat sono stati insultati da persone ignoranti e/o invidiosi di chi fa impresa e di chi rischia i propri soldi e reputazione investendo in queste attività.Dopo di che dico che bisogna differenziare chi utilizza le concessione per lavorare e fare impresa da chi invece la utilizza per subaffittarla, perché nel primo caso si tratta di LAVORO e va tutelato in ogni sua forma, mentre nel secondo caso si fa’ una RENDITA con un bene pubblico e questa cosa va ostacolata e possibilmente abolita. Io non so’ che tipo di lavoro fanno coloro che ce l’ hanno tanto con gli ambulanti e con i balneari ma sono certo che molti di voi non verrebbero mai a fare i sacrifici che facciamo tutti i giorni lavorando in molti casi piu’ di 12 ore al giorno domeniche e festivi compresi. Detto questo se volete mettere al bando le concessioni facciamolo pure però vi dovete accollare anche le conseguenze di ciò che questa cosa comporta e cioè una bomba sociale di proporzioni enormi fatta di migliaia di nuovi disoccupati a cui dovrete pagare disoccupazioni e redditi di cittadinanza. Infine dico se vogliamo mettereva bando le concessioni pubbliche facciamolo pure , ma mettiamo a bando anche tutti i posti degli Statali perché sono pubblici anche quelli

  19. Salve, sono un gestore con art 45 da sei anni con un contratto di fitto d azienda fino al 2033, l’azienda è stata realizzata tutta a mie spese e tutto documentabile con relative fatture, chiedo se questi vantaggi che potrebbero essere riconosciuti in caso di gara, ( esperienza, investimenti, indennizzi) saranno in capo al gestore che realmente ha realizzato il tutto è maturato i requisiti ho in capo al concessionario ? Grazie a chi saprà darmi delucidazioni

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