Erosione costiera, occhio al pennello

Questo articolo fa parte di "Granelli di sabbia"

Divagazioni su processi, forme e tematiche ambientali della spiaggia. Una rubrica a cura del GNRAC.

Condividilo!

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Martinsicuro, Abruzzo: data la bassa pendenza dei fondali, il pennello si estende molto al largo per intercettate una quota significativa del trasporto sedimentario.

L’espressione marinaresca “occhio al pennello” (o “alla penna”) ha diverse accezioni, tutte volte a richiamare l’attenzione del nocchiero su come si comportano le vele (osservandone la punta, in gergo marinaro “penna”) o sulla direzione da cui spira il vento guardando il pennello, una banderuola fatta di penne. Ma noi ne introduciamo un’altra, sempre marinaresca, che vuole richiamare l’attenzione su alcuni effetti locali prodotti dai pennelli costruiti per la difesa (sic!) della costa. Dopo avere analizzato come queste strutture influenzano l’evoluzione della spiaggia nel suo insieme e sottolineato i vantaggi e gli svantaggi che questi producono, nonché i pericoli connessi alle rip currents che innescano, oggi ne mettiamo uno sotto la lente d’ingrandimento per vedere come influenza la spiaggia emersa e sommersa nelle sue vicinanze.

Che l’arenile sia più ampio sul lato posto sopraflutto, dal quale provengono i sedimenti, è cosa nota a tutti; così come lo è il fatto che la spiaggia sull’altro lato sia notevolmente più stretta: i pennelli fanno il proprio mestiere! Ma quanti si sono accorti che la spiaggia posta sopraflutto raggiunge anche una quota molto maggiore rispetto a quella che si ha sottoflutto? Molto spesso risale fino alla cresta del pennello, tanto che durante le mareggiate più intense la sabbia la supera. E questo è un bene, perché così si garantisce un po’ di flusso sedimentario anche sulla spiaggia emersa. In alcuni casi i pennelli si fanno proprio con la cresta poco elevata sul livello del mare, conferendogli una minore efficienza, ma limitando gli effetti negativi che queste strutture producono sottoflutto.

Un pennello determina non solo un’asimmetria nello sviluppo della linea di riva, ma anche una quota maggiore dell’arenile sul lato sopraflutto e una pendenza maggiore del profilo di spiaggia. Spesso davanti alla punta del pennello si forma una buca per la maggiore velocità che ha qui la corrente litoranea.
A Moriani, in Corsica, i sedimenti possono superare la cresta di questo basso pennello in geocontenitori e alimentare la spiaggia posta sottoflutto, che viene così meno penalizzata dall’opera di difesa.

Un’altra differenza che caratterizza la spiaggia ai due lati del pennello è la pendenza del fondale. Considerando che la linea di riva avanza da una parte e arretra dall’altra, e che i fondali più esterni non vengono modificati, è evidente che cambia la pendenza della spiaggia sommersa: più ripida nel tratto sopraflutto e meno in quello sottoflutto. Ci saremmo aspettati l’inverso, con il tratto in erosione più ripido, ma non sempre quello che sembra corretto a prima vista risulta poi vero; e per le opere di difesa costiera questo accade molto spesso!

Continuando ad allontanarsi da riva e superando la punta del pennello, possiamo trovare una buca: qui la corrente indotta dal moto ondoso che scorre lungo riva si concentra e accelera, erodendo il fondale. L’ostacolo determina anche la formazione di una rip current, pericolosa per i bagnanti e che spinge verso i fondali maggiori la sabbia che si deposita poi quando la velocità della corrente si riduce. È per questo che spesso, oltre la buca, le isobate disegnano una bombatura del fondale. A questo proposito possiamo ricordare un errore fatto nella costruzione di una sequenza nove pennelli in Toscana, che furono realizzati in due fasi successive: prima la loro radice e una piccola estensione a mare, successivamente il loro prolungamento. Ma i massi che venivano aggiunti in testa al pennello sparivano nelle buche che nel frattempo si erano formate. Il volume di questi materiali non era previsto nel progetto, che infatti non fu completato per motivi di budget!

Un’altra cosa curiosa che si può osservare in prossimità dei pennelli, in particolare su spiagge costituite da sabbia e ghiaia, è che queste strutture funzionano come dei setacci, facendo passare i granelli con dimensioni minori e trattenendo quelli più grossi. Ed ecco che la ghiaia si accumula sul lato posto sopraflutto.

L’effetto di un pennello su una spiaggia a granulometria mista.
pennello erosione
Nelle spiagge con granulometria mista i pennelli funzionano come setacci, bloccando il flusso dei granelli più grossi e facendo passare quelli più fini, che si muovono anche sui fondali maggiori.

Questo perché i sedimenti fini viaggiano lungo la costa su di una fascia batimetrica più ampia e possono superare l’aggetto del pennello, mentre quelli grossolani, che si muovono vicino a riva, trovano la strada sbarrata. Si determina così un progressivo inghiaiamento dei tratti di spiaggia che si avvantaggiano della presenza dei pennelli, mentre quelle poste sottoflutto, che ne sono penalizzate, vedono la sabbia diventare sempre più fine! È un modo per ripagarle? Non è proprio così: la sabbia fine è più facilmente erodibile e l’erosione procede più rapidamente. Quindi, non rimane che dire “becchi e bastonati!”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Altri articoli dalla rubrica "Granelli di sabbia"

Condividi questo articolo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
  1. Giuseppe Liberotti says:

    Non sento mai affrontare ,come mezxo di difesa, il sistema dei “tecnoreef”, si parla sempre e solo di pennelli? Qualcuno puo spiegarlo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.