Scogliere parallele emerse: tanti modi per farle e tanti motivi per non farle

Questo articolo fa parte di "Granelli di sabbia"

Divagazioni su processi, forme e tematiche ambientali della spiaggia. Una rubrica a cura del GNRAC.

Lunga e lontana oppure corta e vicina? Anche se l’essere o non essere di Amleto mette in gioco assai più di qualche granello di sabbia, almeno non contempla risposte intermedie: o l’una o l’altra. Invece con le scogliere parallele le risposte sono infinite, così come lo sono le combinazioni fra i vari parametri che determinano la risposta di una spiaggia alla loro costruzione (si veda a questo proposito la precedente puntata di “Granelli di sabbia”, che ha generato discussioni tali sulla pagina Facebook di Mondo Balneare tali da portarci a tornare sull’argomento, NdR).

Nonostante ciò, molte delle scogliere che orlano la costa italiana sembrano fatte con la fotocopiatrice; o meglio, data la loro età, con la carta carbone. Stessa lunghezza dei vari elementi e dell’ampiezza dei varchi o, nella migliore delle ipotesi, dimensioni diverse, ma uguale rapporto fra questi due parametri: una sola medicina per tutte le malattie! Erano gli anni in cui le scelte erano centralizzate e i progetti alternativi venivano guardati con diffidenza.

È comunque possibile farsi un’idea dell’efficacia delle scogliere parallele – e di conseguenza del loro impatto sui litorali adiacenti – pur facendo riferimento a pochi elementi; anche se è bene ricordare che la progettazione delle difese costiere è cosa tutt’altro che semplice, e basta girare per le nostre coste (e non solo le nostre!) per rendersene conto.

Scogliere parallele con deboli salienti a tergo (Moneglia, Liguria).

A parità di altri parametri (quota della cresta, moto ondoso, pendenza del fondale, granulometria della sabbia…), una scogliera avrà un effetto diverso in funzione della sua lunghezza. Se è molto corta, le onde che giungono a riva quasi non si accorgeranno della sua presenza e la spiaggia non ne verrà modificata; invece aumentandone l’estensione, quella diffrazione che avevamo descritto in un “granello” precedente comincerà a essere apprezzabile anche vicino a costa e la convergenza dei flussi determinerà la formazione di un saliente. Barriere ancora più lunghe faranno crescere quella prominenza, fino a che non si connetterà con la scogliera dando luogo a un tombolo. È evidente che in questo caso molta sabbia verrà richiamata delle spiagge vicine, che potrebbero subire una forte erosione.

Lunghezza e distanza da costa sono solo due dei numerosi parametri che influenzano l’efficacia di una singola scogliera parallela.

Gli stessi risultati si possono ottenere spostando dal largo verso riva la stessa opera: molto lontana non produrrà alcun effetto, più vicina innescherà la formazione di un saliente, e ancora più vicina verrà raggiunta dalla linea di riva con la formazione di un tombolo, ovviamente più piccolo di quello precedente. Se le cose così stessero, si avrebbe solo una ridistribuzione della sabbia fra i vari tratti costieri; cosa che, se attentamente pianificata, potrebbe avere anche un senso. Ma, come avevamo visto per i pennelli, «poggio e buca non fanno pari».

Scogliera leggermente obliqua e molto vicina a riva che forma un tombolo (Donnalucata, Sicilia).

La riflessione delle onde che investono la struttura genera una forte turbolenza alla base e i sedimenti vengono allontanati da costa, determinando un complessivo deficit sedimentario (lo abbiamo spiegato in un altro articolo: “Da dove viene la sabbia“). Inoltre, lo scalzamento al piede dell’opera può minacciarne la stabilità e sarà necessaria una continua manutenzione. Ma il problema più grave è che col passare del tempo si determina un abbassamento del profilo della spiaggia, dato che, come è stato detto nell’articolo di domenica scorsa, le scogliere non producono sabbia e se c’è l’erosione questa si accentua nei fondali antistanti.

Nel loro movimento verso costa le onde dissipano meno energia, tanto che la struttura dovrà essere periodicamente rialzata se si vuole mantenere lo stesso livello di protezione. Abbiamo casi in cui scogliere, costruite decenni addietro su di un fondale di tre metri, ora ne hanno davanti uno di sette. Nel caso della formazione di un tombolo le cose si complicano ulteriormente, perché questo impedisce il flusso sedimentario lungo riva (come se fosse un pennello) e determina una forte espansione del tratto posto sopraflutto e una più intensa erosione di quello sottoflutto.

Ma pur limitando l’analisi alle sole scogliere emerse, non abbiamo dato che una minima idea della varietà di configurazioni che con il tempo hanno assunto, spesso a seguito di progressive modifiche apportate alle opere originali. Oltre che oblique rispetto alla costa ma parallele ai mari dominanti, ne abbiamo di embricate o di alternate a differente distanza con una leggera sovrapposizione; in entrambi i casi per evitare che le onde passino direttamente attraverso i varchi. Ma la fantasia non ha limiti, e in alcuni tratti del nostro litorale le troviamo in duplice filare, come i cipressi del Carducci!

Dei pericoli che le scogliere rappresentano per la balneazione ne abbiamo già parlato e vogliamo solo ricordare che, con scogliere vicine e varchi stretti, la circolazione idrica, in particolare con mare calmo, viene assai ridotta, con conseguenze negative sulla qualità delle acque di balneazione. Nonostante tutti questi aspetti svantaggiosi, le scogliere parallele emerse continuano a essere costituite e vi sono anche studi che rivedono la dinamica dei sedimenti che esse inducono, affermando, per esempio, che una parte consistente della sabbia che va a formare i salienti proviene dai fondali antistanti entrando attraverso i varchi. Resta il fatto che molti litorali italiani sono stati deturpati da queste opere, talvolta senza neppure avere in cambio una spiaggia su cui si possa basare una florida economia turistica, ma lasciando una pesante eredità alle generazioni future che, oltre che con l’erosione, dovranno confrontarsi con l’innalzamento del livello del mare. Ma rimane un dubbio: se sulla costa adriatica il sole tramontasse sul mare e non dietro alle montagne, ne avrebbero costruite così tante?

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