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Balneari: centrodestra sostiene lettera del governo a Bruxelles, M5S attacca

Le forze di maggioranza sottolineano lo spirito di dialogo con la Commissione Ue, mentre i pentastellati accusano Meloni di fare il doppio gioco

Le forze di centrodestra elogiano i contenuti della lettera inviata ieri dal governo italiano alla Commissione europea, per informare Bruxelles sugli intenti di Palazzo Chigi in merito al riordino delle concessioni balneari ed evitare così una procedura di infrazione, mentre il Movimento 5 Stelle accusa l’esecutivo di fare il doppio gioco. Il documento, pubblicato per intero da Mondo Balneare, chiede altri quattro mesi di tempo per definire «i criteri per la determinazione della scarsità della risorsa e i relativi indirizzi di riordino del settore», al fine di «disciplinare la materia in tutte le sue implicazioni e individuare i criteri che devono informare le procedure competitive a evidenza pubblica».

Questo il commento di Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia: «Con l’invio della lettera alla Commissione Ue, il governo Meloni ha dimostrato di avere un grande spirito di dialogo e una forte intenzione a collaborare con l’istituzione europea per risolvere quanto prima l’annoso problema delle concessioni balneari. L’impegno per dare risposte al settore lo abbiamo messo sin da subito, e anche nel corso del tavolo tecnico interministeriale sulla mappatura delle coste, la nostra priorità è stata approfondire e capire come dare risposte non solo al comparto, ma anche all’Europa. Grazie al lavoro portato avanti dal tavolo tecnico è stata realizzata una mappatura su tutte le concessioni in essere per capire se c’è o non c’è scarsità di risorse, e quindi capire se è applicabile o meno la direttiva Bolkestein. Ora l’impegno del governo continua grazie all’invio della suddetta lettera. Siamo fiduciosi e ci auguriamo, pertanto, che si arrivi presto a una soluzione e che si tuteli uno dei settori cardine del turismo italiano, fulcro dell’occupazione per migliaia di famiglie».

Esprime sostegno anche la nota dei parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri e Deborah Bergamini: «La dettagliata lettera inviata ieri dal governo italiano alla Commissione Ue evidenzia lo spirito dialogante e collaborativo dell’esecutivo italiano verso l’istituzione europea su un tema per noi estremamente rilevante. Nella missiva, completa di allegati e applicativi, viene ribadita la qualità dell’operato svolto finora dal tavolo tecnico interministeriale istituito per compiere la mappatura delle concessioni in essere, evidenziando e spiegando la necessità di dover completare il lavoro per riscontrare la scarsità o non scarsità di risorse, fattore chiave per determinare l’applicabilità o meno della direttiva Bolkestein. Dobbiamo arrivare a una conclusione equa per il comparto balneare italiano, che continuiamo a difendere. Si tratta di imprese che hanno bisogno di tutto il nostro sostegno e di avere le certezze e la tutela che meritano».

Sul fronte opposto è la dichiarazione di Mario Turco, Marco Croatti e Giorgio Fede, parlamentari del Movimento 5 Stelle: «Sulle concessioni demaniali i patrioti continuano a recitare due parti in commedia all’italiana. Da un lato dicono all’Ue che sono pronti a uniformarsi alle normative europee, dall’altro sul suolo patrio continuano nella loro difesa sgangherata del corporativismo di categoria. A farne le spese, neanche a dirlo, sono gli imprenditori, che ormai devono consultare gli astri per capire come muoversi. Stesso discorso per i malcapitati sindaci delle località balneari, molti dei quali in quota centrodestra, che non sanno più che pesci pigliare sulle concessioni. La soluzione, lo ribadiamo per la millesima volta, sarebbe quella di chiedere scusa e di tornare alla via tracciata dalla legge sulla concorrenza 2022: gare pubbliche, indennizzi a carico di chi subentra, tutele per i lavoratori e per i cittadini. Questo governo “double face” invece lascia i Comuni procedere in ordine sparso, nel tentativo maldestro di salvare la faccia di fronte a quegli imprenditori che in buona fede hanno creduto alle promesse di Pulcinella di Meloni e soprattutto di Salvini e Tajani, che la legge sulla concorrenza 2022 la votarono senza colpo ferire. Morale della favola, l’intero settore rischia di uscire massacrato da questo andazzo perdurante del governo, nonostante il monito del presidente della Repubblica. La vicenda dei balneari è la prova provata dell’incapacità del team di Giorgia Meloni».

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