Attualità

“Spiagge a gara nel 2023”, Draghi si impone: niente più proroghe ai balneari

Il premier stoppa i tentativi dei partiti di inserire un ulteriore periodo transitorio di due-cinque anni nella riforma delle concessioni demaniali marittime

Concessioni di spiaggia a gara entro il 31 dicembre 2023, senza la possibilità di ulteriori proroghe o periodi transitori. Sarebbe la posizione del presidente del consiglio Mario Draghi, riportata dall’agenzia di stampa Adnkronos, in merito alla riforma del demanio marittimo inserita nel disegno di legge sulla concorrenza. Il premier avrebbe ricordato alle forze di maggioranza, che negli ultimi giorni stavano negoziando su un periodo di due-cinque anni, che la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso novembre, oltre ad annullare la proroga delle concessioni al 2033, ha anche stabilito l’impossibilità di istituire ulteriori prolungamenti automatici. Nella X commissione del Senato, dove al momento si trova la bozza del ddl concorrenza, Partito democratico, Lega e Forza Italia stavano invece cercando di far passare un periodo di tempo più lungo per andare incontro alle richieste dell’Anci, che aveva sottolineato l’impossibilità per i Comuni di espletare migliaia di procedure di evidenza pubblica entro i tempi imposti dal Consiglio di Stato. Ma Draghi avrebbe imposto uno stop ai rimpalli tra forze politiche che stanno facendo rallentare l’intero ddl concorrenza, nel quale oltre alle concessioni balneari sono contenuti altri provvedimenti necessari da approvare entro giugno per poter ottenere dall’Europa i fondi Pnrr. Per questo, è molto probabile che la partita si chiuda entro la fine di questa settimana.

Come spiega l’Adnkronos, «il compromesso al quale si lavora in queste ore prevedrebbe una deroga tecnica ad hoc per quei casi specifici in cui non è possibile andare a gara. Ma si tratterebbe di una manciata di Comuni, poche le eccezioni ammesse. E anche la cosiddetta mappatura delle concessioni, spiegano fonti di governo, “non può essere considerata la condizione sine qua non per mandarle a gara: si va nel 2024. Punto”. Mentre nell’intesa alla quale si lavora verrebbero rafforzati gli indennizzi per gli attuali titolari degli stabilimenti», che è un altro tema oggetto di accesi negoziati.

Per la Lega, molto sensibile sul tema delle concessioni balneari, a mediare con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli c’è direttamente il leader Matteo Salvini, che ha dichiarato fuori da Palazzo Chigi: «Come lo abbiamo trovato sul catasto, anche sulla riforma della concorrenza conto che si arrivi a un accordo. È importante che sia previsto un congruo indennizzo in riconoscimento del valore dell’azienda in caso di mancato rinnovo; se poi le gare partiranno nel 2024 o nel 2025, questo lo vedranno i tecnici».

Ottimista è anche la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini: «Sui balneari troveremo un accordo, come sul catasto, ricercando un equilibrio tra la necessità di indire le gare previste dalla Bolkestein e la tutela delle aziende italiane, soprattutto le imprese familiari, che hanno fatto negli anni investimenti onerosi sulle spiagge. Bisogna assolutamente scongiurare il rischio di una colonizzazione selvaggia che stravolgerebbe un’industria che è diventata un fiore all’occhiello della nostra offerta turistica. Occorre anche un’attenta vigilanza per evitare speculazioni e infiltrazioni della criminalità internazionale nelle gare. Non si tratta di un arroccamento corporativo, ma della tutela di un’eccellenza nazionale».

Infine, questo il commento del deputato del Partito democratico Francesco Boccia: «Dopo i danni fatti dalla destra negli anni scorsi sulle concessioni balneari, adesso il parlamento, in un confronto finale e rigoroso con il governo, ha il dovere di arrivare alla mediazione finale avanzando una proposta seria in grado di dare certezze alle decine di migliaia di aziende balneari e alle centinaia di migliaia di lavoratori che da anni chiedono risposte chiare. Sul valore aziendale non si possono fare passi falsi, è necessario un compromesso che fissi l’asticella in alto e che tenga conto della storia delle tante aziende italiane che hanno prodotto valore attraverso investimenti fatti in tanti anni. Stiamo parlando di oltre centomila concessioni demaniali che non riguardano solo gli stabilimenti balneari ma spazi esterni per varie attività economiche, chioschi, ristoranti; insomma è in ballo l’orizzonte di decine di migliaia di attività economiche su quasi ottomila km di costa italiana».

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: