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Rustichelli (Agcm): “Concessioni balneari, urgono gare con rialzo su canone e ristori”

Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza in audizione alla Camera: "Gli investimenti degli attuali imprenditori dovranno essere indennizzati dai concessionari subentranti"

Per adeguare le norme italiane al diritto europeo in materia di concessioni demaniali marittime «occorre istituire procedure comparative basate sui principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità», prevedendo anche «la possibilità, per chi concorre alle gare, di decidere il valore del canone» e la necessità che «gli investimenti degli attuali imprenditori siano oggetto di un ristoro a carico del concessionario subentrante». Lo ha detto il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Roberto Rustichelli (nella foto), convocato ieri mattina in audizione dalla commissione alle politiche europee della Camera dei deputati presieduta da Sergio Battelli (Movimento 5 Stelle) nell’ambito di un’indagine conoscitiva per la prevenzione e la riduzione delle procedure di infrazione a carico dell’Italia.
Il presidente dell’Antitrust si è detto consapevole che «sulle concessioni balneari insistono piccole imprese fatte da famiglie che lavorano e che si alzano la mattina alle quattro», precisando però che «l’Agcm, senza nessuna avversione nei confronti di questa categoria, sta solo svolgendo il proprio lavoro che è quello di chiedere il rispetto delle norme sulla concorrenza, nell’interesse anche degli stessi operatori balneari». In particolare, ha spiegato Rustichelli, le diffide presentate nei mesi scorsi dall’Antitrust contro l’estensione delle concessioni al 2033 sarebbero solo la conseguenza dei molti esposti inviati all’autorità «da parte di associazioni di consumatori e operatori interessati a entrare nel mercato, nei confronti dei quali non possiamo non intervenire».

L’intervento di Rustichelli

Nel corso dell’ora di audizione, concentrata in gran parte sulla questione della direttiva Bolkestein e delle concessioni balneari, Rustichelli ha sottolineato che «la direttiva 123/2006, promuovendo un ampio processo di revisione delle discipline nazionali in materia di servizi privati nonché il superamento dei vincoli ingiustificati all’esercizio delle attività economiche, continua a rappresentare per gli Stati membri un’opportunità di crescita importante e imprescindibile». Ma nonostante il recepimento della Bolkestein avvenuto col decreto 59/2010, ha proseguito Rustichelli, «l’Agcm ha continuato per anni a segnalare il contrasto delle disposizioni vigenti con i principi di liberalizzazione racchiusi nella direttiva, evidenziando l’opportunità di introdurre procedure aperte, trasparenti e non discriminatorie per il rilascio di concessioni volte allo sfruttamento di risorse limitate ma essenziali per lo svolgimento di determinate attività produttive, ovvero le grandi derivazioni idriche per la produzione di energia elettrica e i litorali marittimi».

Approfondendo il tema delle concessioni balneari, Rustichelli ha poi ribadito come l’Agcm abbia più volte «suggerito la rimozione dei sistemi di rinnovo automatico delle concessioni e segnalato la perdurante mancata attivazione di meccanismi competitivi di assegnazione delle concessioni nonché la sistematica proroga delle concessioni in essere, di durata peraltro particolarmente consistente». Con diverse segnalazioni, ha aggiunto il presidente dell’Antitrust, «abbiamo richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare in tempi celeri una nuova normativa in materia di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, che prevedesse l’immediata selezione dei concessionari in base ai principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità, e che garantisse all’amministrazione competente un utilizzo efficiente delle risorse demaniali e un’adeguata remunerazione del bene tale da consentire il trasferimento di una parte maggiore della rendita alla collettività».

Ancora, secondo Rustichelli «l’affidamento delle concessioni balneari tramite procedure competitive consente la piena valorizzazione del bene demaniale delle coste italiane, che come riconosciuto dall’articolo 1 della legge 145/2018, rappresenta un elemento strategico per il sistema economico del paese. Già l’articolo 37 del Codice della navigazione permette di affidare la concessione al soggetto che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione, e in seguito alle segnalazioni dell’Agcm, diverse amministrazioni locali hanno intrapreso il percorso virtuoso di bandire le gare secondo i principi della direttiva europea».

Il presidente dell’Antitrust ha anche spiegato le ragioni dei numerosi ricorsi che l’autorità ha recapitato nei mesi scorsi contro le amministrazioni comunali “colpevoli” di avere applicato l’estensione di quindici anni delle concessioni balneari, disposta dalla legge 145/2018: «Il nostro intervento in materia di demanio marittimo non si è potuto limitare alla formulazione di proposte di riforma normativa ma, anche e soprattutto a seguito dei numerosi esposti ricevuti, si è dovuto estendere all’impugnazione di quegli atti amministrativi che, richiamando a norme nazionali che autorizzano l’adozione di lunghe proroghe delle concessioni esistenti, si pongono in contrasto con il principio di gerarchia delle fonti normative e, nel merito, ingessano il mercato nazionale con evidenti pregiudizi per gli operatori della collettività».

Il deputato Alessandro Giglio Vigna (Lega) a questo punto ha incalzato Rustichelli, chiedendogli se «tutte le infrazioni debbano essere sanate oppure se la scelta di sanare o meno una procedura di infrazione debba tenere conto degli evidenti o eventuali costi sociali portati dal sanare l’infrazione. La direttiva Bolkestein rappresenta il classico esempio: è vero che tenere un’infrazione aperta ha un costo per il paese e che questo costo si rifà sui cittadini, ma è anche vero che sanare un’infrazione come quella sulla Bolkestein creerebbe ulteriori costi sociali sui balneari e sugli ambulanti. Una direttiva emanata quindici anni fa come ulteriore passo per la liberalizzazione del mercato europeo oggi potrebbe avere degli effetti indesiderati, ovvero l’ingresso di grossi gruppi extraeuropei nel campo dei servizi, e questo creerebbe altri problemi».

In tutta risposta Rustichelli, dopo avere precisato che «la scelta per gli interessi del paese non la compie l’Agcm, bensì il governo e il parlamento», ha sottolineato che «per quanto riguarda le concessioni balneari ci è molto chiaro che sulla maggior parte di esse insistono piccole imprese fatte da famiglie che lavorano e che si alzano la mattina alle quattro: sono romagnolo e so cosa significa gestire uno stabilimento balneare. Noi non abbiamo in alcun modo attaccato questa categoria di piccoli imprenditori e non abbiamo nessuna avversione nei loro confronti; ma abbiamo solo fatto il nostro dovere di chiedere il rispetto della legge. E avendo ricevuto molti esposti e segnalazioni da parte di associazioni di consumatori e di altri imprenditori che non possono accedere al mercato, era nostro dovere intervenire».

Secondo il presidente dell’Antitrust «in un momento come questo non si può intervenire a gamba tesa, ma nemmeno si possono intraprendere soluzioni temporanee. Occorre decidere normativamente una soluzione di carattere definitivo, che tenga anche conto degli investimenti: se un imprenditore ha investito, è ovvio che il subentrante – come già accade in altre procedure di gara – debba farsi carico del ristoro degli investimenti. Tenete anche presente che in base alle attuali regole, la gara non include l’importo da pagare annualmente per la concessione, che è fissato dalla legge, bensì riguarda la comparazione sotto il profilo del progetto innovativo nella gestione del bene pubblico: perciò è ovvio, e credo che nessuno possa smentirlo, che l’attuale gestore, conoscendo il rendimento del bene nel tempo perché lo ha gestito, ha già un grande vantaggio competitivo nei confronti di tutti gli altri».

Un’ultima domanda in materia di concessioni di spiagge è stata sottoposta dal deputato Francesco Berti (Movimento 5 Stelle): «Nomisma afferma che lo Stato incassa circa 103 milioni di euro dai canoni sulle concessioni demaniali, a fronte di un fatturato del settore di circa 15 miliardi: ciò significa che o abbiamo imprenditori che fanno diventare oro ciò che toccano, oppure c’è un profitto extra dovuto alla situazione di monopolio su un bene finito come le coste. Eppure sul tema dei balneari abbiamo visto scene fantozziane in questo parlamento, con i partiti di centrodestra che sono andati a prendere Frits Bolkestein per portarlo qui e fargli dare una sorta di interpretazione autentica dell’applicazione della sua direttiva. Perciò le mie domande sono: 1) se il Sistema informativo demanio, gestito dal Ministero delle infrastrutture, non possa rendere pubblici i dati e gli introiti sulle concessioni; 2) come si può applicare questa direttiva europea nel diritto italiano senza troppi traumi, dal momento che gli attuali imprenditori hanno fatto investimenti che dovranno essere indennizzati, che ci sono manufatti che non potranno essere rimossi in vista della riassegnazione delle concessioni e che si dovrà evitare l’ingresso di grandi operatori stranieri nel mercato».

L’argomento dei canoni sollevato da Berti è stato esposto in modo molto parziale e scorretto (il canone non è l’unica spesa affrontata dai concessionari balneari, come abbiamo spiegato in questo video, e peraltro le cifre minime sono state alzate la scorsa estate da 362 a 2500 euro annui), ma Rustichelli non glielo ha fatto notare, anzi ha ribadito l’idea di prevedere il rialzo sul canone in fase di gara, già avanzata lo scorso marzo in una lettera al premier Draghi. Questa, infatti, la risposta di Rustichelli a Berti: «La pubblicità dell’attività di una pubblica amministrazione è un requisito essenziale del controllo della democrazia, ed è altrettanto ovvio che una procedura competitiva che preveda anche la valorizzazione attraverso il canone di un bene demaniale è nell’interesse della collettività e del paese. Un bellissimo albergo della Costa Smeralda, con una concessione su una splendida spiaggia della Sardegna, paga 800 euro all’anno di canone quando una stanza in piena stagione costa 1000 euro, e questo non va bene: 103 milioni su 15 miliardi è un ricavo irrisorio. Al contempo bisogna però che zone che non hanno la stessa rilevanza turistica paghino dei canoni adeguati. In questo senso c’è un ulteriore possibile beneficio della gara competitiva, poiché consente la giusta valorizzazione del bene pubblico e i giusti introiti: il canone è corretto nella misura in cui tutti gli imprenditori sono messi in grado non solo di presentare il proprio progetto, ma anche di decidere il valore che loro stessi danno al bene di noi tutti e qual è il valore che ritengono giusto come costo d’impresa in relazione allo sfruttamento del bene».

Il video integrale dell’audizione di Rustichelli è disponibile sulla web tv della Camera dei deputati »

La nota di Battelli

In seguito all’audizione di Rustichelli, il presidente della commissione XIV alle politiche europee Sergio Battelli (M5S) ha diramato questa nota: «Sono perfettamente d’accordo con il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Roberto Rustichelli, che ringrazio ancora per l’intervento in commissione XIV, quando dice che il meccanismo della gara competitiva consente la giusta valorizzazione del bene pubblico, i giusti introiti e un miglioramento per la collettività. Concordo poi sul fatto che sia necessario attuare in tempi rapidi una nuova normativa sulle concessioni balneari. Se da un lato abbiamo l’urgenza, anche economica, di risolvere la procedura di infrazione europea, evitando tra l’altro eventuali e disastrosi rallentamenti dell’iter del Pnrr, dall’altro dobbiamo ridare al settore la dignità che merita basata sui principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità. Come sostengo da anni, il sistema delle gare a evidenza pubblica per la gestione di un bene prezioso e limitato come le spiagge non può più essere rimandato. Lo ha giustamente sottolineato il presidente Rustichelli: “La concorrenza è un investimento che tutela, nel tempo, gli interessi delle pmi, dei consumatori, dei cittadini che sono l’essenza dei consumi nel nostro Paese”. Ecco, io credo che, a maggior ragione dopo la crisi pandemica, il parlamento abbia il dovere di incoraggiare gli investimenti e valorizzare le specificità del nostro territorio e non penalizzare le imprese. Auspico quindi che si trovi al più presto l’occasione di scardinare un sistema che non funziona e che ha necessariamente bisogno di essere corretto».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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      Sì mandiamo alla gara così il demanio andrà in mano alle mafie organizzate e alle grosse lobby e non pagheranno neanche i canoni

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        Se è per questo anche molti concessionari non pagano il canone tanto che la corte dei conti della Liguria si è attivata con la regione per chiedere il danno erariale..non vedo grandi differenze allora..ah menziona anche i cinesi che ricordano sempre i tuoi colleghi.

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      Luigi D’Addario says:

      Bella roba. Io mi vergognerei ad appoggiare una simile proposta del Rustichelli. Gli stabilimenti balneari sono disposti a lasciare ma chi subentra deve pagare L,avviamento e i costi sostenuti , e i rischi sostenuti. Bell’uomo si tratta di diversi soldini, spesi da loro, e con una legge peraltro subdola di toglie il lavoro a 30 Mila famiglie,per poi fare entrare gruppo mafiosi, perché solo l’ora hanno disponibilità economi. Prima di parlare usare il cervello

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    Secondo me rustichelli è solo borioso e ignorante…. Fortuna che le spiagge c’è le volevano portar via per la libera concorrenza e stronzate simili poi tutto si riduce sempre al canone!!! Sei scandaloso…

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    Maurizio Paolillo says:

    Si continua a fare confusione su beni e servizi… Lo stato ti affitta un fondo (che è un bene) mentre il servizio(disciplinato dalla Bolkestein) lo offre il concessionario e solo dopo aver ottenuto una miriade di altre autorizzazioni che a volte sono anche contingentate . Non si capisce perché l’Antitrust non abbia usato gli stessi metodi per noti servizi che invece sono bloccati da tempo ( tabacchini, taxi,farmacie,notai ecc)…
    Quanto alle gare con aumento sui canoni…si dimentica che sul demanio vale il codice della navigazione e non quello dei contratti.

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      Finalmente uno che mette in evidenza le carenze dell’agcm di fronte ai veri poteri inattaccabili…altro che stabilimenti balneari. E anche se volessimo trovare un qualcosa di buono (perché c’è sempre qualcosa di buono dappertutto) si ricordino che a parte 20/30 realtà straordinarie tipo billionaire il resto è impercettibile

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    Per Dario e compagnia bella!!!
    Ma come siete piccoli e di basso profilo…….e scusate se scendo al vostro piano. Ma è proprio a persone come voi che l’Italia e quello che è e diventerà ciò che voi avete costruito con le vostre battaglie. Cioè i vostri figli non saranno padroni di niente e daranno il c.lo alle multinazionali, mentre voi disperati vi chiederete perché. Aprite gli occhi ci stanno svendendo senza trovare soluzioni per il popolo. E solo puro interesse economico e si sta cercando di mettere le mani nelle tasche di chi a intrapreso ed intendere intraprendere. Sveglia ed alzate lo sguardo

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    Nikolaus Suck says:

    Le concessioni nelle quali i beni possono essere e vengono sfruttati economicamente e utilizzati per rendere un servizio retribuito a terzi si chiamano serventi (perché servono per il servizio e per guadagnarci), costituiscono occasione di guadagno, e come tali sono equiparate alle concessioni di servizio e devono essere accessibili e contendibili per tutti.
    Il contingentamento delle autorizzazioni ne conferma la “scarsità” economicamente e giuridica, insieme a,quella ontologica delle risorse naturali.
    Tabacchini, taxi,farmacie, notai sono servizi pubblici definiti tali dalla legge e non semplici attività economiche ed imprenditoriali, sono esercitati con regole e controlli stringenti, e in nessun caso prevedono l’uso e sfruttamento di risorse pubbliche e collettive come lo sono le spiagge.
    Tutto ha una spiegazione, spesso anche semplice.

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      Ovviamente lei ha ragione relativamente ai presupposti relativi a notai farmacisti e tassisti, ma converrà con me che indipendentemente dal lavorare su un bene pubblico, anche queste categorie sono protette e forse anche di più. La questione delle farmacie per esempio, per quanto siano differenti e ne abbiamo sempre preso atto, indubitabilmente le norme sulle nuove aperture delle farmacie sono ristrette a bandi che solo chi ha già una farmacia può vincere. Quindi la invito a vedere l’ingiustizia dell’elenco fornito dal nostro lettore senza fossilizzarsi alle differenze con le concessioni perché ormai anche grazie a lei le conosciamo benissimo

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        Nikolaus Suck says:

        Eccetto forse per i Taxi su cui confesso di essere d’accordo (ma allora anche gli ambulanti che invece si lamentano), non vedo grosse ingiustizie. Non si tratta solo del suolo pubblico. Anche se il Suo uso è decisivo per la necessità di gara quindi non è un dettaglio da cui si può prescindere. Ma fare attività dinimoresa usavdo risorse pubbliche è diverso dal fare servizio pubblico con risorse private anche in generale, già contrapponendo le due cose. Infatti i servizi pubblici in quanto tali sono sottratti alla concorrenza perché necessari e indispensabili nell’interesse generale. E per poterli e sapere fare bisogna avere titoli, requisiti, lunghi anni di studio, pratica e preparazione, e aver sostenuto e passato esami e concorsi molto difficili. Le sembra la stessa cosa?

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      Claudia Bleve says:

      Mi ero meravigliato, invece ecco pronta la cazzata del più grande lavoratore di tutti i tempi. Qual’è l’onorario per ogni intervento? Prendi più tu o Ilaria, altro quaderno a quadretti. Sempre le stesse cose!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Lavorate, non potete campare con gli interventi del martedì

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    Avv. Lucano says:

    Rustichelli deve approcciare la materia in modo differente, bene quando parla di indennizzo e di riconoscimento del lavoro svolto ma molto molto male se la sua azione è stata intrapresa grazie all’insistenza di soggetti economici non qualificati o interessati e semplici cittadini che sognano un posto in paradiso che difficilmente otterranno. Lui sa e deve capire che quanto chiede l’Europa è contro la piccola e media impresa italiana , la sua opera di accanimento doveva , come è giusto che accada in un sistema democratico, essere discusso e valutato con lo stato italiano. La sua azione crea caos , incertezza e sproporzionalità, sta creando danni enormi ad un comparto di piccole imprese . Il buonsenso voleva che la stessa agcm aprisse un tavolo di confronto con lo stato e si limitasse ad aspettare quando scaturirà dalla trattativa con l’Europa, che c’è ed è palesata in modo inequivocabile. Forzare con ricorsi random utilizzando avvocati del libero foro dimostra una incapacità di relazionarsi con le istituzioni democratiche del nostro paese che sono tutte contro questa illegittima interpretazione della direttiva. Perché qua i balneari non vogliono favori ma vogliono far capire che loro con la concorrenza non debbano avere nulla a che fare e non lo dicono solo loro ma anche le forze politiche da oramai 20 anni. Applicare le aste provocherebbe la distruzione delle piccole imprese del comparto attaccabile da qualsiasi soggetto economico forte esistente sul mercato. Chi afferma il contrario e fuori dal mondo reale , l’interesse di grossi poteri economici c’è ed è impossibile da smentire.

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    Veramente noi disperati ci chiediamo perché un bene prezioso e di tutti deve rimanere sempre nelle vostre tasche.Come tanti ci siamo svegliati,abbiamo aperto gli occhi e alzato gli sguardi.Grazie dei consigli,ma ….già fatto!

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      Mah, non è questo il senso.
      Ma bensì è vero che è un bene comune. Ma è ancora più vero che le attività si sono costruite con anni di sudore e sacrifici.
      Quindi la soluzione non sta né a me, ne a quelli che quando c’era bisogno di lavorare si sono tirati indietro ed oggi vedendo il piatto pronto si fingono buoni samaritani ed in nome di un’Europa che ti porterà il conto.
      E comunque Ilaria, prova ad andare a lavorare 18 ore al giorno molte volte a fine stagione oltre che il lavoro ci hai rimesso in capitale e dopo anni di sacrifici e sudore inizi a raccogliere i frutti. E ti vengono a dire che quello è il cancello puoi andare a casa. Poi dopo 30 anni di sacrifici mi dirai se sei sveglia….. Buona serata

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        Nikolaus Suck says:

        Nessuno dice che quello è il cancello puoi andare a casa, solo che se vuoi restare sul suolo altrui devi partecipare ad una gara.

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        Tutela imprese says:

        Caro amico , il mercato è apertissimo, gli stabilimenti balneari, che, non sono dello stato ma dell’imprenditore vengono regolarmente venduti sul mercato ogni anno, chi vuole uno stabilimento può comprarlo scegliendo tra vari prezzi. Spiegatemi quale è la differenza di risultato tra indennizzare in base ad avviamento e valore commerciale un concessionario uscente e comprare lo stesso stabilimento . Questa chiusura esiste solo sulla carta , tra nuove concessioni e imprese in vendita chi vuole può prendersi l’impresa pagando. Ora se invece la situazione prevede la possibilità di prendere l’impresa nel posto che decido io e a basso costo allora inutile parlare , questa non è concorrenza è scippo regolarizzato, allora non va bene.

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          Nikolaus Suck says:

          Nessuno prende le imprese. Quelle si ricominciano daccapo secondo il piano imprenditoriale e di investimento alla base della concessione. Solo la sabbia, su cui poi ognuno ci fa quello che vuole, anche diversamente dal precedente.
          E avviamento e valore commerciale sono cose che per chiarissima, ferma e risalente giurisprudenza nei rapporti concessori pubblici non si formano e non si applicano, riguardano solo i rapporti privati e contrattuali tra imprenditori commerciali.

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          Ma lo sanno benissimo, ed è anche l’unico sistema che garantisce continuità, investimenti e alta qualità dei servizi (che è quello che ci distingue). Inoltre garantisce sia il concessionario uscente che quello entrante. Hai fatto un buon lavoro? La tua azienda avrà acquisito maggior valore, che ti vedrai riconosciuto. Sei stato pessimo? La tua azienda avrà giustamente perso valore e dovrai cederla a meno di quanto hai pagato per acquisirla, magari da uno in gamba che tornerà a valorizzarla. Quale sistema più semplice, equo e meritorio è meglio di questo? Nessuno. Però fanno finta di non saperlo

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        Rocco……ma mi faccia il piacere!Vivo sulla spiaggia di Rimini,le cose le vedo non parlo per sentito dire,non mi racconti le barzellette che fra l’altro non fanno ridere.Il mazzo se lo fanno quei ragazzi di spiaggia che neanche hanno un giorno libero alla settimana.Pochi mesi di lavoro e state tranquilli tutta l’invernata al calduccio e con il portafoglio gonfio.Il mazzo se lo fanno i muratori sulle armature,i pescatori in mezzo al mare,nelle fonderie,tutti i giorni di tutto l’anno pioggia o neve per mille euro al mese!Dopo anni di sacrifici cosa?Concessioni avute ereditate da nonni bisnonni non vi hanno ancora appagato?Troppe ce ne sarebbero da dire,ma è meglio che mi fermo qui.Le barzellette le racconti ai suoi clienti che li invornite con i vostri piagnistei tutta l’estate!

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          Ilaria, lei ha lavorato in spiaggia? In mare a pescare? In fonderia? Muratore forse? Niente di tutto questo? E allora perché parla? Perché ciancia di cose che non conosce? Solo perché vive a Rimini lei sa tutto di spiaggia? Anche io vivo di fronte a un dentista da trent’anni, ma non so niente del suo lavoro! Lei è solo piena di livore e, ne sono certo, vive così tutta la sua vita. Bel discorso, pieno di luoghi comuni, complimenti! Mi piacerebbe parlasse con ognuno dei miei dipendenti, di oggi e del passato (e le assicuro che sono tantissimi) per vedere se ne trova uno, anche uno solo che possa parlare male di me. Compresi quelli con il quale non sono andato d’accordo! Mi piacerebbe proprio vedere la sua faccia! Pochi mesi.. tasche gonfie.. Al calduccio.. Ma pensi per lei, che io di ore di lavoro ne ho fatte perlomeno il doppio delle sue, qualsiasi lavoro abbia fatto lei se mai ne ha fatto uno, e sono pronto a scommetterci. Il 99% di quelli che lei vede in spiaggia hanno investito dei bei soldi per esserci, altroché nonni e bisnonni!

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          Ilaria il vedere è un dato di fatto. Il fare è un altra cosa ed vivere l’esperienza sula propria pelle è un’altra. Lei mi parla di Rimini, per carità, ci può stare. Ma non tutti siamo uguali come spiagge, bacino d’utenza e territorio. Quindi per parlare ed esprimere un giudizio sul lavoro altrui bisogna avere una completa visione ed un’esperienza nel settore. Che lei non ha. Forse affascinata da ciò che vede a Rimini, vorrebbe, le fa gola. Mah, non può parlare con cognizione di causa, può solo sparare minkia.e all’impazzata per cercare di alimentare un fuoco che nemmeno lei ha acceso.
          Vuole capire cosa si passa e si prova, venga in Calabria dove l’indotto si riduce ai 20/25 giorni d’agosto mentre tu invece sei lì a sistemare da solo ( per evitare di sforare con le spese) dal mese di Aprile, per gli operai che lei tanto evidenzi. Bene, ci sono state delle battaglie per i diritti dei lavoratori, se non hanno un giorno di ferie, certo non stanno a gratis ma bene retribuiti, e
          ristorati con caffè
          , Pranzo, cena e birra.
          Facendole questi semplici paragoni che sono lo 00000,00000000001% dei paragoni che io le potrei dare in quanto ho un’unica cosa che le non ha, ciò l’esperienza, l’aver constatato le realtà di cui parla lei, ed aver vissuto la mia di realtà. Lei dico e ribadisco parli quando ha cognizione di causa e la smetta di invidiare il lavoro altrui, pensi di fare il suo al meglio, se le riesce. Ed il piacere lo faccia lei, stando buona e tranquilla.

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        Franco Del Mare says:

        Si chiama rischio di impresa e la prospettiva di profitto è legata allo sfruttamento di un bene pubblico dato temporaneamente in gestione. Non siete proprietari ma gestori temporanei, se, come sono sicuro, siete in grado di fare il vostro lavoro, ne traete un profitto altrimenti, come tante altre attività, subite delle perdite. Se volete continuare a gestire il bene partecipate alla gara e se perdete, chi subentra vi riconosce l’investimento fatto laddove previsto. Capisco che può non piacere, ma le concessioni si chiamano così proprio per un motivo altrimenti si chiamerebbero donazioni.

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        caro Rocco diciamo che questa favola delle 18 ore al giorno ( che poi spalmate x 4 mesi all’anno sarebbero come 6 ore di una persona normale), la viene a raccontare a me che ho un cugino che possiede due stabilimenti balneari ( uno intestato alla compagna ) dove lui sta tutto il giorno seduto all’ombra ed al massimo controlla che i dipendenti, ormai veterani, facciano bene il lavoro. Mi dice che invece di guadagnare 100.000 euro a stagione ( 220 ombrelloni quasi tutti pieni) , fa fare agli altri e ne prende 80.000, e non fatica. Poi ci saranno quelli che guadagneranno sicuramente di meno, e qualcuno anche di più, ma non fate passare il vostro come uno dei lavori più duri. Mio figlio, da studente sono ormai 7 anni che lavora li, e manda avanti l’attività, e dice sempre : magari andassero all’asta e la potessi prendere io, il lavoro è bellissimo all’aperto, a contatto con la gente, con tante ore si, ma con diverse pause , basta organizzarsi, e con dei guadagni x 5 mesi di lavoro da sentirsi miracolati . Probabilmente , arroccati nel vs piccolo feudo , non avete piu la cognizione di quanto lavorano e , sopratutto, GUADAGNANO le persone normali.

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      Ah Ilaria, quante sagge parole, sicuramente se negli anni 70 il babbo avesse avuto la concessione e ci avesse investito tutta la sua vita, sicuramente avrebbe già consegnato le chiavi all’ufficio Demanio. Sicuro! Fossero tutti come il tuo papà… Ma piantala rancorosa!

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      Claudia Bleve says:

      Eccola, non poteva mancare, brava vieni e prenditi la spiaggia pronta. Noi ti aspettiamo a braccia aperte. Vai a lavorare

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    Tutela imprese says:

    La cosa più ridicola e quando parla di asta per evitare di “ paralizzare le imprese”. Sono fuori di testa e non c’è la faranno a svendere le coste italiane a consegnarle ai padroni di turno. Usano i cittadini come spada facendogli credere che prenderanno un bagno nel posto che hanno sempre desiderato, illudere la gente e non pensare alle conseguenze sulle piccole imprese mo fa comprendere come si sia ridotto il nostro paese e per quale motivo il nostro sistema economico va male da 30 anni. Queste si che sono le ricette giuste mandare a casa la gente ? Come avete fatto con i piccoli esercizi commerciali, gli artigiani, la concorrenza distrugge le famiglie balneari e le spoglia del loro lavoro , una cosa indecente e i qualificabile . Ma dove avete studiato . Meno male che in mezza Europa la direttiva è disapplicata e odiata. O saremmo già falliti tutti.

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    Suck, servente= servizio, gira che ti rigira = frittata.
    Aree in concessione = area non servente perché serve…. è logico che su un’area ci farai un’attività, ecc.ecc. non e che paghi un canone perché è servente!!!!

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      Nikolaus Suck says:

      Rocco la nozione di concessione servente non me la sono inventata io, esiste da tempo, ed è appunto la concessione con cui si fa attività imprenditoriale. Esistono anche altre concessioni, per esempio per uso proprio. Il canone si paga, sempre, per il solo fatto dell’occupazione. L’essere “serventi” invece si ricollega alla necessità di gara.

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    Intanto la cara Raggi ha perso la ovvia guerra contro gli ambulanti. Messa a bando pubblicitaria per racimolare qualche voto in vista delle amministrative ma si dovrà caldamente attaccare a qualcosa (tram pifferi o simili). Si sapeva e, quando scadrà il termine della proroga (31 ottobre) ormai la Raggi sarà solo un mero spiacevole ricordo per i romani. La Raggi che ricordo a tutti era un avvocato dovrà spiegare perché ha messo a bando prima le spiagge di Ostia e poi le bancarelle generando caos al punto da aver infastidito l’avvocato suck che una mattina si è trovato bloccato sul GRA e non ha potuto regolarmente svolgere il proprio proficuo lavoro pro bono

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      Nikolaus Suck says:

      Carlo “proficuo lavoro pro bono” è un controsenso, salvo riferirlo alla soddisfazione morale che può ricavarne allora ci sta ed effettivamente lo è.
      Sul raccordo non ero io ma conoscenti (diversi), come chiaramente scritto.
      E dopo questa battuta molto più squallida che spiritosa direi che il caffè lo lasciamo perdere.

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        Non accetta nemmeno una battuta. Eppure lei qualche giorno fa mi diede dell’ignorante ( per tacere di come tratta regolarmente l’avvocato Lucano) e secondo me sbagliando anche. Un giorno se Dio vorrà capirà. Per il momento sono ben lieto di offrirle un caffè anche Renzo se vorrà partecipare. Resta l’invito. Saluti. PS il lavoro pro bono è sempre proficuo. Non esiste il solo vil denaro. Mi meraviglio che lei abbia sollevato il dubbio che io mi riferissi al denaro. Saluti

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    Del “TANDEM” Russtichelli-Cinquestelle non mi sorprendo affatto, sono sicuramente tra i principali attori di questo caos, mi consola il fatto che alle prossime elezioni non ci saranno più. Infatti, le loro iniziative non possono essere condivise, in quanto:
    A – il maggiore esponente e responsabile della concorrenza e della IMPARZIALITÀ, a mio modestissimo avviso, non capisce assolutamente nulla, ma, è più probabile che faccia finta di non capire, ditemi voi come fa a garantire imparzialità, se invoca la “legge” (non esistente) di una scellerata direttiva, che anche se esistesse, sarebbe l’esempio, dell’esatto contrario di “imparzialità”, in quanto, ci sono Stati dell’Unione che non l’applicheranno mai, almeno per i prossimi ottanta anni (qualunque giustificazione sul perché, non può essere accettata) quindi, prima di avviare l’applicazione della fantomatica “legge” europea, è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO METTERE TUTTI GLI STATI SULLO STESSO PIANO SENZA SE E SENZA MA, ed anche se riuscissero a fare questo, rimarrebbe il grande problema delle differenze peculiari di ogni Nazione, incentrate soprattutto sulle economie completamente diverse tra Stati nordeuropei rispetto a quelli del sud Europa, dove insistono la quasi totalità delle attività balneari, oggetto della diatriba.
    B – Come fa Rustichelli, a citare l’art. 1 della 145/2018 se poi è contrario all’applicazione della stessa!
    Ragazzi, questo non è un complotto, questa è una grande porcata con “SISTEMA PALAMARIANO”!
    PS Suck, finiscila di dire str…e.

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    Andrea caro,lasci riposare in pace i morti che alla resa dei conti hanno realizzato tanto nella loro vita lasciando tre figliole in tranquille condizioni,senza sfruttare un bene collettivo come se fosse proprio.Io ringrazio per come sono andate le cose,e di non essere entrata a far parte di un clan di parassiti!Pensi ai suoi di rancori che quando è notte è stanco e sudato.E non usi più con ironia il nome di mio padre.Insulti me quanto vuole,ma non nomini più mio padre!

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      Ilaria, la storia del babbo e la concessione negata, e del marito con la pensione ridotta ingiustamente e che, per il tuo modo di ragionare, giustifica un ingiustizia nei nostri confronti l’hai tirata fuori tu. Adesso ci chiami parassiti, ma tuo padre voleva essere uno di noi. Ricorda molto la storia della volpe e dell’uva. Mi dispiace, non sei credibile. Facevi bene a sparire, come avevi detto un mese fa.. E invece…

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      ilaria ma se siamo un branco di parassiti, tu, che ti mischi a fare. stai nella tua tranquillità, i parassiti stanno nella loro……….

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    Io non sono sicuro che tutta questa gente che sta spingendo per le gare e che vogliono anche loro “guadagnare” (!) sulla spiaggia abbiano capito i reali costi. Tutti pensano che l’unica spesa sarà il canone demaniale e/o il prezzo dell’asta di aggiudicazione. Ma hanno capito che avranno bisogno anche di una struttura da costruire ex-novo?
    I concessionari attuali sanno (e hanno firmato a suo tempo) che nel caso di revoca della concessione devono smontare il proprio stabilimento balneare (che è di sua proprietà) e portarlo via per liberare la famosa fascia dei 20 metri.
    Il nuovo concessionario spenderà un milione di euro per ricostruire uno stabilimento balneare nuovo?
    Sicuramente perderà almeno una stagione estiva in quanto non potra’ lavorare perchè non avrà i bagni per il pubblico, lo spogliatoio e i bagni per disabili, la cabina per i pronto soccorso, non avrà un bar o un ristorante, ecc.
    Se nel 2033 mi revocheranno la concessione io lo stabilimento balneare (le mura sono di mia proprietà) lo raderò al suolo. E tutta l’attrezzatura balneare non la svenderò.

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      Magari quello nuovo vuole fare strutture rimovibili come da legge e non i suoi muri, forse c’è un altra idea di fare spiaggia..apprezzo però che se lo porti via..grazie

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      Sergio, pensi male, l’importante è subentrare a forza, poi pensi avranno intenzione di andarsene? Barzellette.. Avranno appoggi mooolto forti, e si faranno leggi su misura per tutelare i propri investimenti. Dopo. Siamo pur sempre in Italia eh!

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      Franco Del Mare says:

      Ma se c’avete tutti sti costi e dite guadagnate quattro lire, non vi conviene farvi riconoscere i soldi del vostro investimento dal subentrante e con quelli vi fate una bella vacanza senza tutti questi pensieri e fatiche?

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        Adesso ho capito. Diario non esiste. È un robot. Alle domande non risponde. Cmq non sono stato l’unico a sottolineare come Ilaria esageri (più di diario) nell’uso delle parole scorrette, anche se resta una donna intelligente. Per le 4/5 mila euro ovviamente era , almeno suppongo, un cifra simbolica per sottolineare come le cifre per la maggior parte dei concessionari è ridicola rispetto alle cifre da voi ipotizzate. Infine, faccio presente che ci sono alcune stagioni che veramente si arriva a quelle cifre basse come qualche anno fa che la stagione estiva non solo cominciò tardi ma si interruppe i primi di agosto con la distruzione di numerosi stabilimenti in Calabria. E chi ha pagato per ricostruire?? ovviamente quei poveri sfortunati. Insomma non è come sembra

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    Ecco dimostrata la paraculata francese: l’articolo 2 del Décret ha stabilito che un minimo dell’80% dell’area demaniale deve restare libera da ogni tipo di installazione e, in caso di spiaggia artificiale, tale limite non può essere inferiore al 50%. Insomma, la Francia ha regolato prima del dovuto la questione delle concessioni demaniali riducendo il numero delle concessioni disponibili. Quindi se è vero che chiunque può partecipare a quelle aste ( che durano 12 anni rinnovabili per altri 12) è anche vero che le già poche risorse disponibili sono state ancora più limitate stabilendo per legge che la quasi totalità delle spiagge debba restare liberamente fruibile. Qualcuno ha notizie diverse??magari ho interpretato male… saluti

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      Nikolaus Suck says:

      E perché sarebbe una “paraculata”? Secondo me è una cosa bellissima, fa sì che la spiaggia resti una spiaggia. Ed evita la vera “paraculata” all’italiana, che è quella di costruirci sopra di tutto e poi dire che siccome ho investito e fatto tanto (inrealta, troppo), ci devo poter restare a vita!

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    Massimo Cavallo says:

    Se dovessero accedere i grandi gruppi europei e mettere mano sulle coste il bagno dovremmo farlo nella vasca di casa.

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    Caro Mio Suck, io starei giorni a parlare con lei e credo che ci siano specchi per lei e specchi per me. Ma sono convinto che il vero problema di tutto lo ha esposto “tutela imprese” quando dice perché non li comprate gli stabilimenti ci sono molti che vendono. Ma siccome il piatto servito piace a tutti allora facciamo le aste, Perché oggi qualcuno di è svegliato così, domani al maggior offerente, tra dieci giorni ciò che tu e mio e ciò che mio e mio. Ma stiamo scherzando, ma in realtà e comprensibile è non mi stupisce questo modo di pensare e vedere le cose, in Italia ormai tutti scienziati, tutti ingegneri, tutti sanno tutto di niente e niente di tutto. Vi voglio infine esporre una mia teoria, se tu compri un’impresa già esistente hai molti vantaggi e pochi svantaggi. Cioè, comprando puoi visionare constatare e Riccardo con mano ciò che acquisti con il supporto del concessionario uscente che ti assisterà almeno per un dato periodo. Gareggiando dovrai offrire un canone superiore hai canoni attuali e ricalcolati sulla base Istat, oltre questo che è solo la punta dell’iceberg, dovrai acquistare e progettare ex novo tutto e via i primi € 150000,00 se ti va bene, poi dovrai crearti la clientela che non troverai appena apri. Poi se decidi di vendere ciò che hai acquistato perché. Tuo periodo di concessione è scaduto ed un’altra ha vinto l’asta dell’area. Credete che troverete chi è disposto a spendere dei soldi per acquistare vecchie attrezzature. Io vorrei vedere tutti quelli che remano contro tirare su imprese e poi sentire tutte ste teorie e logiche.

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    Luigi Lo Pizzo says:

    Parla del canone un idiota del genere ma lui sa quanto costa sistemare una struttura livellare le spiagge sia quelle di competenza che quelle libere per legge? Io pago 2700 euro per 1400mq di spiaggia poi pago tutte i diritti per poter operare con pale meccaniche poi pago le palemeccaniche per livellare la spiaggia ripeto sia quella in concessione che 50 mt a destra e 50 a sinistra il tutto che io lo chiamo spesa di gestione di questa concessione si aggira sui 8 mila euro quasi mille euro al mese ma di che azzz sta parlando sto cretino

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      Luigi, mettici pure, luce, acqua, fognatura, manutenzione ordinaria e straordinaria struttura, manutenzione ordinaria e straordinaria attrezzatura da lavoro, spese di gestione, spese di fine stagione e sei sui 25/30 mila euri a fine stagione. poi dipende dalla località dov’è ubicato il tuo stabilimento ed a fine stagione ti rimangono in tasca giusto giusto 4/5 mila euri………….e Rustichelli viene a dire urge gara a rialzo!!!!!!!!

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        Franco Del Mare says:

        A leggere le vostre argomentazioni, le vostre sembrano tutte imprese in perdita o prossime al fallimento. Non vi conviene farvi riconoscere il vostro investimento dal subentrante e con quei soldi vi aprite un’altra attività che magari non è solo spese?

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          Effettivamente è un’ottima domanda e sarei curioso di leggere le risposte di quanti descrivono una situazione dei balneari prossima al reddito di cittadinanza…speriamo qualcuno risponda!

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    Carlo io sono stupito dall’ignoranza padroneggiata da lei che dovrebbero essere un professionista..già ora le norme prevedono che ci sia una percentuale inviolabile di spiaggia libera per questo dei migliaia, così direbbe Ernesto, pochi sono assegnabili e la quasi totalità già assegnate a dimostrazione di una scarsità di risorse.

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      Innanzitutto sembra che il bue dia del cornuto all’asino quando tu dai dell’ignorante a qualcuno. Sembra quasi uno sberleffo. Vai a rivedere come scrivi ( su cosa scrivi meglio di no, sei troppo pavone) e poi professionista di cosa???invece muto sulla questione Raggi…eppure ricordo benissimo quando la lodavi, povero sciocco. Quella era una mossa politica per attrarre voti che tutti(almeno quelli con un minimo di cervello) sapevano che si sarebbe arenata. Eppure un branco di idioti era lì pronta a fare ponti d’oro. C’eri anche tu o sbaglio???

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        La corsa Carlo è ancora lunga ma ininterrotta e scommetto sul cavallo “aste”..colpisce come i toni dei commenti contro Ilaria siano più accesi rispetto a quelli contro me o l’avv. Suck e non vorrei una discriminazione di genere…o accesi verso tutti o verso nessuno!

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          A dir la verità il mio tono non è piaciuto nemmeno a suck. Io odio l’ipocrisia. Tu caro diario hai un interesse diretto e questo fa sì che io ti capisca. Vedo moltissima ignoranza in te ma dovuta alla tua presunzione di essere convinto di sfangarla sugli altri (personalmente sono convinto che vincerebbero quelli più ricchi) Ilaria invece dice di non essere interessata ma caccia fuori sempre confronti sbagliati senza un minimo di supporto. Tu prendi per il cu.o e basta. Quindi nel tuo caso io avrei preferito ignorarti. Ma sentirmi dare dell’ignorante da te….io ti sfiderei a più di un test di cultura generale. Ma sarebbe inutile. Io impiego il mio tempo in modo proficuo ( anche pro bono come dicevo all’avvocato suck). Eppure ancora zitto sulla questione Raggi. Com’è???sei rimasto senza parole?bastava un minimo di cervello come ho già detto ma se tu non ci sei arrivato prima vuol dire che….dai non farmi diventare volgare. Cmq io amo le donne anzi credo che abbiano una marcia in più. Ilaria poi per me è molto intelligente e preparata ma si fa trascinare nell’errore da altri o da letture faziose. Come la questione della reciprocità che la vede ancora insistere su diritti che in Spagna si sono presi( in maniera illecita) e difendendoli più di chi ha messo lavoro su quella stessa porzione di spiaggia. Ilaria non vuole ascoltare. Tu invece non capisci che è diverso. Spero di essere stato chiaro (adesso scommetto che suck interverrà a cazziarmi)

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    Diario,grazie per la solidarietà…ma sono consapevole che andando a toccare certi argomenti gli insulti arrivano.Pur non volendo fare di tutta l’erba un fascio,la realtà del lavoro dei ragazzi di spiaggia è quella che ho detto e non esiste nessuna forma di contratto che giustifichi questo.Il paragone della fatica dimmi tu se la risposta:”stai zitta perché non lavori in fonderia”eè intelligente.Citando l’esempio di mio padre sapevo benissimo di essere attaccabile e a questo si attaccano continuamente.Si giustificano dicendo che in altri settori c’è più marcio e di andare a vedere lì e poi dicono che siamo invidiosi.Non confondiamo l’invidia con la giustizia anche se è chiaro a tutti come lo Stato(padre) sta tutelando i balneari come figli prediletti e gli altri come figliastri e questo porta una famiglia,in questo caso la società, allo sfascio.Succede in questo settore come in tanti altri per questo urge un riordino serio!Per gli insulti pazienza,ne ricevo ma ne ho anche dati.Però non sono arrivata al punto di augurare loro la morte per covid come un tale mi ha augurato.Buona giornata.

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      Ilaria, ma tu vivi in questo mondo, “insulti” da parte di chi, qu l’unica che insulta sei tu ( dicendo massa di parassiti), io vedo che gli altri esprimono opinioni e considerazioni. Mah!!!!

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    Rocco scusa,senza ironia…..ma se a fine stagione rimani con 4 o 5 mila euro dopo tanta fatica mi spieghi perché stai facendo tutto questo casino?Io non vedrei l’ora di liberarmi della tua concessione!No sarà per tutti così visto i prezzi che volano nelle vendite degli stabilimenti.Non capisco veramente…….io cerco di non ragionare solo”per sentito dire”ma queste cose lei le dice e io ne prendo atto perché ci credo(diciamo).

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      Ilaria, mi spiace per lei, ma purtroppo è così, io vado avanti perché ho creduto in questo, ci credo ogni giorno. Io non vivo solo di questo, tantomeno vado a rompere le scatole e chi è più capace di me. Reputo che il casino lo stia facendo lei, che invece di proporre cose concrete che aiutino tutti ad uscirne, sta solo alimentando un fuoco che non ha nemmeno acceso lei. Anzi, le dirò di più reputo le sue argomentazioni infantili e prive di logica morale cioè dettate da chissà quale rancore o problematica vissuta. Ma per fargliela breve ritengo che tutti quelli che hanno chiesto o presentato i vari ricorsi vari, sono solo dei codardi vili e privi di moralità, pensano solo di soldi pensano solo a fermare e distruggere un’economia basata sul lavoro ed investimenti. Se invece pensassero a come poter incrementare il turismo in Italia, pensassero a cercare il Modo che si estendono i piani spiaggia al fine di poter inserire nuove concessioni con nuovi concessionari visto i molti km di spiaggia ancora non sfruttati. Forse staranno tutti bene, ma purtroppo in Italia è così si trova sempre un intelligente di turno. … Ilaria mi spiace ma non percepisco in lei e nei suoi discorsi una moralità ed una ponderatezza in ciò che dice. La saluto mi stia bene

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      Infine dicendomi “che lei se fosse al mio posto non vedrebbe l’ora di liberarsi della concessione” ancor di più avvalora la mia tesi che lei pensa solo hai soldi ed al suo interesse personale. Mentre c’è gente a questo mondo che pensa di pagare i propri dipendenti stipulargli un regolare contratto di lavoro (< CNR) PAGARE I FORNITORI ED ATTREZZATURE E METTERSI IN TASCA 4/5 MILA €. Sperando che l'anno prossimo sia migliore.

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    Raimondo Febbi says:

    Adeguare i canoni ma non togliere il lavoro, quando ho intrapreso questa attività sulla concessione era scritto rinnovata per 99 anni poi agli eredi se avessi saputo che così non era avrei investito soldi e molta fatica in altro personalmente avevo già in corso la carriera militare ora cosa dovrei fare premetto che ho una famiglia anch’io e bollette regolari.

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    Certo Rocco ci credo,se lo dice lei ci credo ciecamente.Io sono illogica,infantile e immorale e lei è il Buon Samaritano.Le proposte concrete(secondo me) le ho più volte esposte dicendo che nonsarebbe giusto uscire senza una “mitigazione” per usare le parole del Presidente Draghi.Cosa concreta è concetrarsi su questo:se perdessi la gara come verrei in qualche modo indennizzato?E lo farei seriamente perché la legge non prevede indennizzi o altro.Su questo dovreste far leva e pretendere da chi vi tutela che lo faccia seriamente,con i piedi piantati per terra e senza perdere tempo a dire:privatizziamo,sdemanializziamo e riscattiamo perché non è possibile ed ingiusto sotto tutti i profili.Secondo me questo è un consiglio saggio,ma sicuramente da rispedire al mittente.

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    Avv. Lucano says:

    Vediamo quanto coraggio ha la politica di barcamenarsi in questo pasticcio giuridico e lavorativo che scotta assai e che non fa gli interessi di nessuno. Io ho detto la mia ripetutamente, sarebbe bello sedersi in una stanza con il dott. Rustichelli e parlare civilmente con argomentazioni valide , della sua idea masochista dell’iperconcorrenza che salverà il nostro paese e porterà benessere alle nostre imprese balneari a scadenza , del suo concetto di dignità di solidarietà e di lavoro. Sono colpito che abbia confermato i sacrifici della categoria, gente che si alza alle 4 di mattina ecc, bene. Vorrei anche capire se l’accanimento innegabile ( a differenza di quanto afferma) deriva dal suo ruolo a prescindere o gli viene imposto dall’alto.

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    No bolkestain says:

    Spiegate alla gente che la direttiva è disapplicata da quasi totalità degli Stati Europei, perché spara a zero su tutto il pre come se la gente fosse merce da spostare e dislocare fantasticando sul domani con promesse assurde, un bagno per tutti, non inizierà certo Italia con questa folle rincorsa al suicidio. Anzi l’Italia aprirà la strada all’affossamento di questa scellerata idea delle coste.

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    “Lettera a cuor aperto” per Ilaria, Diario e Suck, è davvero triste assistere a questa guerra tra poveri, si, poveri tutti noi (salvo una assai esigua minoranza) che ci stiamo combattendo a sangue, mentre qualcuno più in “alto”, (i veri interessati che vi stanno manovrando), si stanno facendo un sacco di risate. Sono più che certo, nessuno di voi riuscirà a diventare un concessionario, i “volponi” europei e mondiali (mafia, multinazionali e qualche capitalista) non “CE” lo consentiranno mai, come ormai da tempo sta accadendo, inoltre, buona parte delle persone su questa terra, venderebbero la mamma e i figli per avere un pezzo di spiaggia in Italia. Le piccole imprese, come ognuno potrà notare, sono in estinzione, ormai, siamo in pochi a resistere. Sono certo che la stragrande maggioranza dei balneari, scambierebbe immediatamente la propria piccola impresa, con un qualsiasi impiego nelle pubbliche amministrazioni, dove le garanzie di stipendio, assistenza, malattia, ferie, orari molto più ridotti, etc non vengono messe minimamente in discussione per tutta la vita. Tutte le persone coscienti e di buon senso dovrebbero saperlo!

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    Avv.Suck buonasera.Mi illumini per favore……sull’atto di concessione è scritto rinnovata per 99 anni e poi agli eredi?????

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      Nikolaus Suck says:

      Ilaria può capitare certo, visto che la durata delle concessioni non è prefissata e dipende dagli investimenti previsti. Ma sarebbe da verificare infatti anch’io volevo chiedere chiarimenti al titolare in questione. Anche perché una concessione del genere sì che potrebbe costituire un legittimo affidamento, e di solito in sede di disciplina transitoria è oggetto o di estinzione alla scadenza, o di indennizzo.

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        E questo caso Avv.Suck mi convince sempre più che è ora di andare a vedere caso per caso,di capire le diverse realtà che sicuramente non saranno tutte uguali e cominciare a distinguere chi chiede diritti legittimi da chi chiede privilegi inaccettabili.Alla scadenza della proroga del 2020 almeno a questo si doveva arrivare altrimenti mi chiedo a cosa sia servita e perché ne serva un’altra.

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          Eh certo. Vi siete autonominati preposti alle verifiche? Lei è Suck? Siamo al ridicolo, se non ci fosse da piangere

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    Gino Sorci says:

    Se asta s’ ha da fare potrebbe essere così:
    il comune indica una durata della concessione sufficientemente lunga
    lo stato indica il canone (in valore assoluto oppure in percentuale del prezzo d’ asta)
    l’ attuale concessionario indica un prezzo base

    Se l’ asta va vuota va vuota perchè nessuno partecipa, si deve rifare partendo da un prezzo base diminuito
    Questo è un meccanismo che funziona, in cui il canone ha un ruolo importante, ma giustamente secondario e in cui il concessionario ricava ciò che il mercato valuta sa il frutto del suo lavoro. E non un indennizzo deciso a tavolino.

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    Gino Sorci says:

    Se le aste fossero organizzate in modo da compennsare adeguatamente non ci sarebbe bisogno di alcun “esproprio”. Tutti gli anni ci sarebbe un fisiologico e salutare ricambio, così come c’ è stato per decenni, prima che la Bolkstein riducesse al lumicino e gli investimenti e il mercato

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