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Antitrust: “Concessioni balneari a gara con rialzo del canone”, nuovo appello a Draghi

Il garante della concorrenza si rivolge per la seconda volta al premier, spingendosi a chiedere le immediate procedure comparative su base economica

L’Agcm torna a scrivere al presidente del consiglio Mario Draghi per sollecitare l’immediata messa all’asta delle concessioni balneari, addirittura invitando a considerare il rialzo del canone come un elemento da valutare nelle procedure comparative. Dopo la lettera dello scorso febbraio, riguardante soprattutto le concessioni dei mercati ambulanti ma con lunghi passaggi dedicati anche alle spiagge, l’Autorità garante della concorrenza ha inviato ieri una nuova missiva al premier con le sue proposte in merito alla legge sulla concorrenza: nel documento, di oltre cento pagine, un intero capitolo è dedicato al riordino del demanio marittimo, con la richiesta esplicita già nel titolo di «evitare il mantenimento dello status quo».

La lettera, firmata dal presidente dell’Agcm Roberto Rustichelli, sottolinea in particolare «l’importanza del ricorso a modalità di affidamento competitive, evitando rinnovi automatici e proroghe ingiustificate», rilevando come «un regime concessorio maggiormente coerente con i principi della concorrenza sarebbe estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione delle infrastrutture e un’offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza; non ultimo, potrebbe contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita».

In particolare, in merito alle concessioni balneari l’Antitrust ribadisce che «la proroga delle concessioni viola i principi della concorrenza nella misura in cui impedisce il confronto competitivo per il mercato, che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento di servizi incidenti su risorse di carattere scarso». Il garante si spinge addirittura a parlare di «posizione di privilegio» per gli attuali concessionari che «beneficiano di lunghe e ripetute proroghe ex lege rispetto a coloro che, interessati a fare il loro ingresso nel settore, puntano all’affidamento della concessione in sede di procedura comparativa». Le proposte dell’Agcm sono dunque quelle di «indire procedure comparative per l’assegnazione delle concessioni», che «potranno essere supportate dal riconoscimento di un indennizzo a tutela degli eventuali investimenti effettuati dai concessionari uscenti».

Dopo avere citato gli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’articolo 12 della direttiva Bolkestein e la recente sentenza n. 363/2021 del Tar Toscana, l’Antitrust conclude affermando che «le proroghe ex lege delle concessioni, disposte in via generalizzata e per lunghi periodi di tempo, consentono ai concessionari di ricavarne ingiustificate rendite di posizione», chiedendo delle precise modifiche legislative per indire «l’immediata selezione dei concessionari in base a principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità» e addirittura per «affidare anche la determinazione dei canoni concessori alla procedura competitiva per la selezione dei concessionari», proibendo al contempo la pratica del subaffitto delle concessioni.

Il commento

La lettera dell’Antitrust a Draghi non fa che confermare la linea che il garante della concorrenza ha portato avanti negli ultimi mesi, caratterizzati dai numerosi ricorsi al Tar contro le amministrazioni comunali che hanno applicato l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033 in base alla legge nazionale 145/2018. Ma oltre alle perplessità per l’accanimento che l’Agcm sta continuando a dimostrare contro migliaia di piccole imprese familiari italiane, nel documento inviato al premier Draghi c’è un’ulteriore, grave e pericolosa affermazione: si tratta della richiesta di valutare il rialzo del canone come elemento per le procedure comparative, che se applicata, genererebbe delle vere e proprie aste su base economica. Questa istanza è in netta contraddizione con i principi che l’Agcm esprime nella stessa lettera, laddove afferma che le gare andrebbero istituite per dare a chiunque il diritto a gestire una concessione balneare: al contrario, se le procedure comparative si dovessero davvero basare sul rialzo del canone, a vincere sarebbero i gruppi economici con maggiore potere d’acquisto, e non certo i comuni cittadini. Altro che tutela della concorrenza.

Per approfondire

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    graziosi antonio says:

    Ecco dove ci stanno portando questi sciacalli a far fallire 100000 imprese(siamo lavoratori non animali o numeri).Ma Rustichelli sciacallo e servo delle potenze economiche ( e ora ne ho avuta la conferma)ti dico solo una cosa: mi dovranno ammazzare o spararmi per farmi fallire.Hai capito bene avvoltoio?(tanto a 60 anni cosa vuoi che me freghi di vivere poiche non avrò più niente grazie alla tua Europa di sciacalli ).Non mando in fumo 40 anni della mia vita( dopo aver avviato un attività dai sassi ,combattuto contro mafie, burocrati, rischiando la mia vita e di chi lavora con me ) solo per dei burocrati insensibili e privi di umanità(il tuo contentino lo sai dove te lo puoi mettere?) .Dico ai balneari agli ambulanti e tutte quelle categorie colpite da questi avvoltoi di unirci e di manifestare così che possano rendersi conto di quante persone siamo e il danno che stanno creando(siamo persone oneste non delinquenti ,voi lo siete )Tiriamo fuori le palle. Ma non vedete cosa stanno facendo?Reagiamo subito manifestiamo sia al parlamento senza perdere tempo e sotto la sede antitrust da Rustichelli.MANIFESTIAMO….subito…..e questa la chiami concorrenza dare la possibilità solo a chi è ricco…..poi il ridicolo del ridicolo la “scarsità della risorsa” creata ad arte. Ma continui ancora a prenderci
    per l culo?

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      Pierpaolo says:

      Abbiamo venduto il nostro fondo schiena ai tedeschi, ed ora con questa riforma permetteremo ai grossi investitori esteri ( magari tedeschi )di fregarci le nostre spiagge. Purtroppo siamo italiani e come al solito pagliacci e senza palle. Voglio proprio vedere chi parteciperà alle gare in Calabria, Sicilia, Sardegna ecc ecc, dove se ti avvicini , se ti va bene ti sparano…………e fanno bene

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    Non solo Dr. Alex, non tutela alcuna concorrenza, con questa proposta, il nostro Rustichelli, Oltre a non tutelare più di 30.000 (trentamila) imprese, NON FA ALTRO CHE DANNEGGIARE GRAVEMENTE L’ITALIA TUTTA, per ovvissimi motivi sotto gli occhi di tutti (discriminazioni con Spagna, Portogallo, Croazia che si sono blindati con concessioni fino a 75, dico settantacinque anni e tutti gli altri Paesi europei che non hanno un solo centimetro di costa balneabile, che non stanno facendo altro che aspettare impazientemente, che la proposta del nostro carissimo antitrust ha proposto a Draghi, venga approvata. Inoltre, l’altro importantissimo gruppo che sarebbe inevitabilmente “tutelato”, sarebbe quello ben “nutrito” e potente della criminalità organizzata, che come sempre, si avvale di importanti “collaboratori”! SEMLICEMENTE RIDICOLO SE NON CRIMINALE!!!

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    Scusate se mi intrometto,sono una semplice cittadina che è nata e vive da sempre in una località costiera quindi sono interessata a capire cosa potrebbe comportare il cambiamento di cui si discute animatamente da anni.Vorrei porre agli operatori del settore questa domanda:vedo che sono in vendita parecchi stabilimenti;se vengo io e vi offro il prezzo che richiedete e contemporaneamente viene un cinese,un cittadino del nord o una multinazionale che vi offre il doppio o più lo date a me o a uno di questi?Giusto per capire se l’interesse nazionale è a tutto tondo o solo per disorientare l’opinione pubblica.Grazie per l’eventuale risposta.

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      Scusa Ilaria. Indipendentemente dal prezzo di vendita, ove tu riuscissi a farti assegnare una concessione, dovresti fare un cospicuo investimento no?e quando poi quel bene venisse rimesso in asta, tu, che a quel punto avrai 5/6 anni di più o forse 10 magari a 40/45 anni dovrai rivedere i tuoi piani. Non credi? diciamo che oggi senza un riordino sarebbe da pazzi non solo togliere le concessioni ma anche prenderle perché dove oggi c’è Renzo, domani ci sarà Ilaria e Ilaria che oggi fa la paladina dei diritti degli Europei ( per finta perché giustamente pensa a se stessa) domani si lamenterà perché non sarà riuscita a recuperare le somme investite. Oppure investirà meno. Ma tanto c’è chi avrà più soldi da offrire magari perché sono di dubbia provenienza e così ne renzo né Ilaria godranno. La verità è che andrebbe fatto un riordino e poi fare le aste dando a chi c’è un congruo termine ed essendo già passati 12 anni dall’uscita della bolkestein magari allinearsi alla Spagna e dare altri 15/20 anni e poi fare aste lunghe per fare si che Ilaria possa lavorare almeno fino alla pensione

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      Buongiorno, semplice cittadina io penso che sia giusto che le venga affidata una concessione in modo gratuito e già attrazzata e con un buon avviamento commerciale. Buona giornata.

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        Ecco un altro fenomeno come il nostro caro Diario!!! Si certo vieni da me che ne ho una da più di 80 anni, ricostruita in toto dopo la guerra e con un buon avviamento. Ti do le chiavi e me ne vado a casa sul divano a guardare la tv. Ma da dove c..so uscite vin queste frasi. Cosa vi fumate prima di scrivere.

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      Felice Ilaria della tua schietta domanda a cui nessuno in realtà risponde..ti consiglio di scrivere all’AGCM un’email con la richiesta di revocare il rinnovo così anche il tuo comune sarà costretto ai bandi quanto prima. Forza!

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        Infatti Diario,credo sia più conveniente sorvolare sulla risposta alla mia schietta domanda o comunque rispondere con poca chiarezza.

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        Allora visto le risposte fumose e poche chiare alla mia domanda arrivo da sola alle mie conclusioni:se vendete voi a cittadini stranieri e multinazionali tutto ok,se invece è lo Stato a incassare per il bene comune no!

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            Buongiorno Marco,io sono una casalinga,ho 55,anni e vivo in un comune della riviera romagnola.Non sono interassata ad acquistare o partecipare a un bando.Il mio interesse a discutere su un argomento è questo: vorrei che finalmente venisse fatta una riforma che tuteli gli interessi di tutti,i vostri per quanto possa essere possibile venirvi incontro nell’ambito delli leggi,ma anche quelli della collettività.Insomma penso che sarebbe cosa buona e giusta che il patrimonio spiagge con una buona riforma potesse portare un vantaggio per tutti ad esempio più soldi allo Stato e al mio Comune così forse non mi aumenta per un po’ le tasse!E che il vantaggio non sia solo e per sempre per pochi.Mi sembra che 115 milioni di euro ricavati in anno dalle concessioni sia una cifra che grida vendetta

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          Carissima signora, il Governo non ha investito niente per allestire uno stabilimento balneare non ha contribuito ad alcuna somma di denaro per la realizzazione di strutture e l’acquisto di attrezzatura. Lo stato ha già incassato ed incassa dal gestore, canone annuale, IVA, contributo ecc. ecc. dal gestore. Lo stato italiano con gli attuali concessionari è socio al 60% per le varie tasse ecc. con ogni stabilimento senza avere investito niente. Poi vorrei sapere dalla ANTITRUST che applicare le aste per le concessioni demaniali già rilasciate e farle vincere alle Multinazionali o ai grandi ricconi di altri paesi europei o mondiali. Inoltre vorrei sapere per le gare delle concessioni Demaniali, il periodo di validità è annuale, biennale, triennale, decennale, quindicennale o per sempre per i nuovi titolari ??????
          Forse ho capito!!!!!! I ricchi faranno in modo di fare approvare dal Governo Italiano e quello Europeo una disposizione legislativa per la vendita definitiva a proprio nome, il bene demaniale. Certamente gli attuali concessionari faranno guerra. ATTENZIONE SIG. PREASIDENTE GRAGI.

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      Nikolaus Suck says:

      Buongiorno Ilaria, ha notato che Le raccontano di tutto ma guarda caso nessuno, proprio nessuno, Le ha risposto? Eppure la domanda era semplice e chiara.
      Ma se considera che la loro alternativa a tenersi le concessioni e sfruttare le risorse pubbliche a vita sarebbe quella (ancora più assurda) di “sdemanializzare”, cioè farle diventare proprietà privata e quindi liberamente commerciabile, se non lo ha già fatto può rispondersi da sola. 🙂
      Buona giornata

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        SUCK MA NON VEDE CHE NESUNO QUI L ASCOLTA? LO DOMANDI AL SUO AMICO RUSTICHELLI IL PERCHE. L ASSURDO E LEI E ANCORA NON SE NE RENDE CONTO

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          Nikolaus Suck says:

          Ernesto che “nessuno mi ascolta” è decisamente vero e assolutamente evidente, il perché è un altro paio di maniche però… e mi porta a farmene una ragione e a dormire tranquillo lo stesso. Io.

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        Aldo de Ascentiis says:

        Cara Ilaria la risposta è semplice, io venderei al miglior offerente, per quanto riguarda l’interesse nazionale, me ne frego dato che loro se ne fregano di noi. Quando io ho comperato la concessione le regole erano diverse e quindi ho investito in questo settore per circa trentacinque anni, ora un certo Bolkestain……. vuole mandarci a gara e quindi riscrivere le regole a favore di qualche potere forte. Per l’assegnazione di concessioni nuove non ci sarebbe problema, ma quelle già esistenti non mi sembra giusto. Buona giornata.

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          Quando ha comprato la concessione sapeva del rinnovo automatico,ma sapeva anche che la spiaggia rimaneva sempte e comunque dello Stato che avrebbe potuto rivendicarla in qualsiasi momento e per qualunque ragione.Il tempo che vi è stato concesso con le proroghe per l’ammortamento ecc….ad altri ,come i pensionati ,non è stato dato perché la riforma delle pensioni Fornero è stata fatta si può dire in una notte e anche questi cittadini forse dovevano finire di pagare le loro case e i loro mutui.Ora dire che servono altri 15 anni……Sul fatto di vendere al miglior offerente (di qualsiasi nazionalità?)HA RAGIONE!Però potrà venderei suoi beni privati.La Spiaggia non lo è quindi lasciamo fare al suo legittimo proprietario:lo Stato.Per quello che riguarda un riconoscimento per il vostro lavoro sono pienamente d’accordo.Il mio è un giudizio personale e quindi discutibile

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        O scienziato ma se anche fosse che vendiamo al miglior offerente, il sig. Rustichelli cosa ha proposto? Canone al rialzo, no? Allora cosa cambia?! Parlate solo perché avete la lingua in bocca e mezzo neurone che vi fa biascicare!!!

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          Nikolaus Suck says:

          Doppio scienziato Roberto, tu non ti puoi vendere qualcosa di non tuo, e quello che cambia è che il canone va allo Stato, ovvero alla collettività, che lo può usare nell’interesse pubblico, e non nelle tasche private tue che ci fai quello che vuoi. Peccato.

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      Alessandro says:

      Se sei interessata ti vendo il mio senza che nessun cinese possa offrire di più, non sono interessato a fare il mercenario, ma riuscire a vivere e godersi l’estate come tutti, perché per moltissimi anni di sacrifici non so più cosa vuol dire godersi il mare il sole , a meno che tu non voglia fare solo polemica……

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      Ragionamento che fila .. ma .. senza farsi due domande:
      Siete sicuri che… fare una gara al rialzo … far vincere i grossi colossi … coincida con la tutela del servizio ?
      Riformulo… se io pago 50 e da 20 anni garantisco servizi turismo e familiarità nell azienda al comune…
      La grande impresa che offre 100 .. e dopo due anni… dovendo pagare tutto di più non essendo a gestione famigliare ma con vari delegati oltre ad aver pagato il doppio la concessione… valuta sbagliato L investimento e chiude o trascura o se ne frega vada come vada…
      Sapete a chi reca danno ?
      Ai turisti
      Ai cittadini del comune in oggetto
      E alla piccolo impresa familiare che vi era prima
      Bene ? Uno due anni di demanio più alto incassato dallo stato.. ( perdendo decine di anni d incasso garantito dai piccoli)
      NON È LEGGENDA … accade già questo quando un ricco imprenditore gioca a far il Balneatore .. dopo un po’ .. si spazientisce .. chiude srl non paga nulla e nessuno a vita verso altro …

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    E così uno Spagnolo Croato Portoghese potrà ,grazie a Rustichelli,da subito rispondere a gare per l’asseggnazione di concessioni marittime mentre l’italiano non potrà.Succederà che un concessionario Spagnolo,Portoghese,Croato , grazie alle lunghissime proroghe ottenute verrà a gareggiare in Italia per farsi assegnare concessioni marittime delle nostre coste diventando così titolare di stabilimento balneare anche in Italia.Una domanda per RUSTICHELLI E PRODI (però dovete rispondere) : questa è libertà di stabilimento? è libera concorrenza?è parità ditrattamento’? fra cittadini Europei di stati diversi? Anche io italiano da subito , e ribadisco subito, desidero una concessione demaniale marittima in SPAGNA,PORTOGALLO,CROAZIA.
    Caro Rustichellin perchè non scrivi al capo del governo Spagnolo,Portoghese,Croato che ci
    sono Italiani che in virtù della Bolkestein vogliono vedersi assegnati concessioni marittime in SPAGNA PORTOGALLO CROAZIA da subitio, e ribadisco da subito, e non fra 75 anni. Ancora per il caro Rustichelli e Prodi ( facce della stessa moneta) : una proroga di 75 anni può essere definita lunga o no? La proroga italiana al 2034 per Voi invece è lunga e basta. Ancora per il caro Rustichelli e Prodi: ma Voi siete Italiani?

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    brava Ilaria… la concessione la vinca il migliore finalmente.
    poi pero se non si compra l azienda che c e sopra alla concessione e quindi il suo fatturato, qualcosa non quadra o no???
    oltretutto, c e l obbligo del concessionario a fare tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie al bene oggetto di concessione, e a pagare la Imu sulla concessione stessa, se non é manutenzioni come piacerebbe al vincitore, dici che mi farà causa? Mi consigli quindi di investire tanto per lasciare il bene in ordine, quindi più appetibile per l asta? la mia posizione , se non fossimo in Italia, ( dove é nato il turismo balneare) sarebbe surreale, invece qui ha ragione il garante e compagnia cantando.

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    Franco M. says:

    Le nostre coste sono LUOGHI nei quali vivono e operano PERSONE, l’uomo ha modificato e modifica i luoghi i quali a loro volta modificano l’uomo creando un ambiente con caratteristiche peculiari. L’uomo entra nel mare e il mare entra nell’uomo, nascono delle comunità, si creano culture, si formano tradizioni e stili di vita. Per la gente di mare costa e acqua sono un unico territorio, vi si fondono in un unico corpo vivente. Questi sono valori da preservare.
    Trasformare questo in NON-LUOGHI per venderlo a tranci sui banchi del mercato significa non avere capito nulla.

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    Un accanimento senza precedenti che avrà delle conseguenze sul piano istituzionale , una vergogna tutta italiana senza una minimo di rispetto verso le istituzioni e le trattative in corso tra le parti, ma a tempo debito si capirà chi sta dietro questi soggetti.

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    Stefano bartoli says:

    È chiaro che agcm si muove spinto da qualcuno molto potente ..spinto per usare un eufemismo…agcm parla a vanvera …sembra che gli attuali gestori non abbiano investito in strutture sicurezza innovazione a che solo le gare potrebbero crearecsviluppo e investimenti….infine i prossimi vincitori delle aste dopo un numero non ancora noto di anni andrebbero a loro volta a gara …ma di questo fatto non si parla mai …forse agcm e soci pensano che dopo questa prima asta di restare LORO si concessionari per sempre…RICORDO AL SIGNORE CHE PARLA A NOME DI AGCM CHE IL CANONE È TABELLARE QUINDI PRIMA DEVE PARLARE CON IL DEMANIO PER MODIFICARE LA NORMA ATTUALE STUDIA E TROVATI UN LAVORO TUO

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      Non tutto Stefano sono come gli attuali concessionari per cui chi vincerà saprà subito che ha un tempo preciso per far bene e prepararsi al nuovo bando..io spero di vincere e di dimostrare il non interesse che sia per sempre ma un passo alla volta!

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        ma davvero credi alle cazzate che dici? Perchè dato che sei un veggente non mi dai la sestina del superenalotto. IMPARA A METTERE IL TUO NOME E COGNOME COME FACCIAMO NOI NON NASCONDERTI DIETRO LA TASTIERA. PER CHI CI HAI PRESO?

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    Cara Ilaria, in questa situazione provocata da Rustichelli e dai suoi amici “europeisti” improvvisati, nessuno acquisterà le imprese messe in vendita, anche perché alcuni balneari, VORREBBERO (sic!) vendere, ma non ci riusciranno, a causa delle grandi incertezze, che non consentono nemmeno gli investimenti per le necessarie ristrutturazioni o innovazioni, dando spazio al degrado. Molte di queste Imprese, hanno valore di centinaia di migliaia, se non di milioni di euro (alberghi – ristoranti – bar- piscine – attracchi di barche – discoteche e molto altro) solo dei pazzi farebbero investimenti in questa situazione, proprio perché non vi sono certezze su questi capitali che gli ipotetici compratori dovrebbero investire. L’unica cosa, che a mio modestissimo avviso, andrebbe riconosciuta, è il valore “originario” dell’area data in concessione , che come tutti dovrebbero sapere, è ben poca cosa, rispetto al valore intrinseco dell’azienda costruita , avviata, curata, migliorata e valorizzata.

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    Facciano la stessa cosa i titolari di stabilimento ovvero inviare una petizione al governo, visto che non manca tanto a nuove elezioni, affinché il sig. Rustichelli venga destituito dall’incarico. Questa sua presa di posizione così ostinata nei confronti della categoria da adito a sospetti.

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    Gentili Signori, Vorrei ricordare a tutti che una concessione viene messa all’asta sin da principio. Per presentare la propria offerta bisogna pagare molti bollettini, poi i professionisti, geologo, geometra, ingegnere, compresi i calcoli strutturali. Quindi, per presentare solo una richiesta per una nuova concessione si spendono, senza esagerare, dai 5000€ ai 10000€. E se non mi aggiudico la concessione nessuno mi rimborsa ciò che ho speso. Non capisco come nessuno sottolinei che le concessioni vadano sempre all’asta sin da principio. Solitamente, almeno in Sicilia, nessuno si presenta in quanto tutti “vorrebbero” ma non lo fanno. Solo dopo che un lido o un ristorante sorge, quasi sempre in una zona da rivalutare ed abbandonata, se le cose vanno bene, viene voglia a molti di pensare “vorrei farlo anche io”. Quindi dopo aver investito 100000-200000€ nel nulla con mille incognite e pensieri, io dovrei perdere un diritto dopo 6 anni? Quindi da oggi in poi faccio un chioschetto sulla spiaggia e metto 4 ombrelloni così non corro rischi inutili. Non vado più in banca a pagare un mutuo a dieci anni di 100000€ per aver voluto fare una cosa carina e valorizzare quel luogo abbandonato nel quale io ci ho visto qualcosa e tutti gli altri no. Questa sarebbe la conseguenza di un eventuale rimessa all’asta di terreni demaniali e non una più ricca ed efficiente qualità dei servizi. Potrei continuare all’infinito e porre problematiche ma mi fermo qui. Ps: in Sicilia ve le tirano dietro le concessioni e stabilimenti già pronti, venite ad investire qui se ne avete il coraggio. Ad maiora

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    Salvatore says:

    Credo sia giusto che le concessioni vanno all asta al miglior offerente con i requisiti preposti le vecchie concessioni sono ridicole per il reddito che producono in costiera amalfitana so pagano concessioni per poche migliaia di euro e si incassano centinaia di migliaia di euro lo trovate giusto io no.

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    graziosi antonio says:

    Salvatore ma chi le ha detto queste stupidaggini delle concessioni pagate poche migliaia di euro.Dipende da cosa ha come concessione, 1 categoria ,2 categoria spiaggia libera attrezzata metratura dell arenile.non ascolti troppo chi vuol fare credere che sono gratis.non e cosi.parlano senza sapere di ciò che stanno dicendo per screditare la categoria

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      Nikolaus Suck says:

      Graziosi nessuno ha mai detto che le concessioni sono gratis. Solo che le pagate poco. Il che è obiettivo e dimostrato dai dati pubblici.
      Siete voi che dite che gli altri le vogliono gratis, altra cosa non vera perché si continueranno ovviamente a pagare.

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        Avv.Suck a quanto pare non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.Comunque il vaso di Pandora tenuto chiuso per anni da una propaganda al limite del minimamente credibile sembra si stia aprendo.Spero a favore dello stato di diritto.Buona giornata.

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        graziosi antonio says:

        come Al solito parli a sproposito e per denigrare la categoria..anche se parli di dati….non sApevo che tu fossi anche un gestore di uno stabilimento suck.:mi dispiAce ma se tu eri veramente come noi ti saresti reso conto
        della stronzata che hai detto…paghiamo quello che lo stato chiede e non è poco …informati meglio.cosa c e le argomentazioni sono finite e ora fai campagna per rustichelli sui canoni?come ti ho già detto in passato abbiamo chi difende i balneari…buona giornata..un vero peccato perché anche se non mi è simpatico io ti reputo una persona brillante e competente

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          Nikolaus Suck says:

          Graziosi ancora una volta mi sono limitato solo ad esporre dati e numeri, oggettivi e verificati su fonti ufficiali. Se può smentirli lo faccia, altrimenti ognuno trae le proprie conclusioni.

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      Questa gente oltre a non avere la minima idea di cosa significhi farsi il sedere su una spiaggia da marzo a ottobre prendete anche di ergersi a paladini della comunità , facendo i conti in tasca alle imprese del proprio paese, branco di autolesionisti. Ora tra concessione , costi fissi , stipendi , tari e imu la tassazione va ben oltre il 70% di queste attività, che si salvano per la maggior parte con il lavoro strettamente familiare. Veramente siete fuori dal mondo .

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    Basilicata says:

    Semmai avrà luce un abominevole riforma del concessioni di beni demaniali come la spiaggia , ingiustamente messi al centro di un dibattito sulla concorrenza , non riconoscere l’avviamento a questi imprenditori e quanto di più illogico possa esistere sulla faccia della terra. Ma sono sicuro che il lavoro della gente di mare verrà salvaguardato, 1) perché le aste non riguardano servizi ma beni, ergo impossibile non ricoscere una legislazione fino al 2020 che ha di fatto considerato questa gente come imprenditori parastatali o di interesse nazionale per il lavoro svolto. 2) dove sta scritto che le aste migliorerebbero le condizioni economiche di queste imprese e della comunità , se non con visionarie congetture su programmazioni a breve termine senza logica , che provocherebbero depressione economica e investimenti non duraturi ma finalizzati a una massimizzazione del profitto in poco tempo 3) perché non non esiste una normativa di recepimento interna e la direttiva servizi non è autoesecutiva 4) perché è spudoratamente illegittimo la differenziazione nell ‘ applicazione della normativa sulla concorrenza in ambito europeo e italiano 5 ) è questa va al di fuori di tutto ma è la più importante, perché non si può rovinare la vita di tanta gente che non ha fatto nulla di male a nessuno e ha creduto nella propria impresa. Si guardassero in faccia e prima di scrivere pensassero alle conseguenze e alle ricadute su migliaia di persone. Basterebbe poco , un ragionamento costi benefici, ma non si capisce perché si fa finta di nulla.

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    Franco M. says:

    Niente gare. Facciamo che lo Stato si riprende ciò che è suo e se lo gestisce. Stipendi sicuri, 36 ore alla settimana, ferie pagate, malattie coperte, TFR a fine servizio.

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      Nikolaus Suck says:

      E, visto che a quel punto sono dipendenti statali quindi pubblici, per legge e Costituzione selezione mediante concorso e tutti gli altri a casa.

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    Franco M. says:

    Basilicata purtroppo i tuoi argomenti sono fragilini ma parli di gente di mare. Per certe persone è difficile o proprio impossibile capire cosa significhi avere il sangue salato. Vedono un bagnino che apre un ombrellone, un barcaiolo con dei turisti, un ormeggiatore che tira una corda (!!!), un falegname (!!!) che ripara una barca e pensano “che bella vita, facile fare soldi così”. Non hanno idea di cosa sia la cultura marinaresca, dimenticano che si è formata in centinaia di anni creando comunità marinare, società marinare, non capiscono che è uno stile di vita irrinunciabile, una sacralità atavica che i soldi non ripagheranno mai. Quindi non ha alcun valore venale e spazzarla via non causa danno.
    Quando il marinaio sfinito vende la sua barca guarda negli occhi il potenziale compratore e se non vede un altro marinaio non ascolta nemmeno l’offerta.

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    Leggo commenti di persone che non ne sanno nulla di queste attività….. dei costi sostenuti per acquistarle, mutui ipotecari con preoccupazioni annesse… del monte ore di lavoro giornaliero 15-16 ore, degli investimenti che ogni anno un gestore fà alla propria impresa x offrire sempre servizi migliori….devo dire che il COVIDDI ha fottuto il cranio a molti italiani!!!! Tra l’altro penso che a molti di voi non passi per l’anti camera del cervello di comprare uno stabilimento balneare…. sarete tutti dipendenti che anche in questo periodo nefasto, avete continuato a percepire lo stipendio!!! Io nono sono un operatore balneare ma sto con loro e con tutte le P.Iva!!!!
    Andando avanti di questo passo di Italiano nn ci sarà più nulla…. chi preferisce l’ingresso di Multinazionali straniere al posto di imprenditori italiani SI DEVE VERGOGNARE

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    Gli imprenditori italiani se arriva una multinazionale straniera cin un bel portafoglio pieno la spiaggia gliela vendono eccome!!!!!Del resto è già successo tipo in Sardegna o sbaglio?

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      Nikolaus Suck says:

      Sì Ilaria. Infatti vorrebbero addirittura sdemanializzare, che vorrebbe dire poter vendere a chi è quanto gli pare. E a domande semplici e chiare come le Sue non rispondono, fanno i vaghi e continuano a raccontare (e raccontarsi) le loro belle favole.

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    Franco M. says:

    Di esempi deprecabili ce ne sono in ogni ambiente. In Italia di attività marinare ce ne sono decine di migliaia (non si pensi solo alle spiagge), a bizzeffe sono passate di mano nel tempo. Quante ne vede gestite da terragni e multinazionali?

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      Nikolaus Suck says:

      ESATTO Franco M., grazie! Quindi perché ora invece dovrebbero arrivare improvvisamente a frotte? E per prendersi delle concessioni che ci si racconta essere costosissime e comportanti solo lacrime, sudore e sangue appena sufficienti per sfamarsi?
      Rapiranno e violenteranno anche le nostre donne?
      Il mistero si infittisce…

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    Anni fa,molto prima che si parlasse di direttiva Bolkstein,una bagnina del mio paese mi disse che aveva diviso il suo patrimonio equamente fra i figli,ma la spiaggia no.Disse che la spiaggia non poteva essere nel piano eriditario perché non era sua e lo Stato avrebbe potuto revocare la concessione in qualsiasi momento.Una mosca bianca che ha agito con buon senso e lungimiranza.

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      Nikolaus Suck says:

      Ilaria ha tutta la mia ammirazione e invidia. Io mi sgolo e affanno verbosamente e inutilmente per cercare di far comprendere (a chi vuole, ovviamente) quelle stesse cose che Lei riesce a distillare e far toccare con mano con poche, semplici e chiare parole. Grazie e buona giornata!

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    Franco Del Mare says:

    Una domanda a chi è in possesso della concessione: se nelle gare vi venisse riconosciuto un indennizzo per gli investimenti che avete fatto a supporto della concessione (bar, ristoranti, etc) assumendovi il rischio di impresa, la vostra posizione cambierebbe? oppure siete dell’idea che quel pezzo di terra datovi in concessione ormai è vostro e così deve essere per i vostri nipoti, pronipoti da qui all’eternità?

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    Nikolaus Suck says:

    Il silenzio tombale (anche) alla semplice domanda di ormai due giorni fa ore 12, di Franco Del Mare, costituisce la miglior risposta.

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    Franco Borselli says:

    Buongiorno, vorrei rispondere a Ilaria: E’ evidente che se potessi vendere un mio bene, lo cederei al miglior offerente, sfido chiunque a dire il contrario. Ma la concessione nn è mia, è appunto una concessione “temporanea” e in quanto tale, influisce ,a secondo della sua durata e scadenza, sull’eventuale “prezzo” che potrei spuntare in caso di messa in vendita. Questo perchè l’acquirente piu ha lungo il periodo di ammortamento a disposizione, più facilmente potra programmare un piano di rientro. Adesso rispondo a Franco del Mare: è stato cosi intelligente che si è fatto la domanda e si è già dato la risposta. Purtroppo nella volontà di chi dovrebbe gestire questa transizione, revoche, aste o come volete chiamarle, oltre la pressione dell’AGCM, di indennizzo nn si parla. Puoi chiamarlo come vuoi, avviamento commerciale, ristoro, buona uscita, liquidazione, ecc. nn si parla di niente. Il che vuole dire, tradotto in soldoni, che tutto quello che ho investito negli anni ,con i rinnovi automatici come alcuni dicono, soldi che sono serviti, a mio personalissimo giudizio, a migliorare la struttura, a dare un servizio migliore, a far sentire i miei clienti a loro agio, di fatto li dovrei buttare nel secchio. Percke? Perche questa è la realtà. Se dovessi rivincere io l’asta, ok, gia gestisco quella struttura, ma se dovesse “vincerla ” una persona terza? Mi direbbe candidamente, di sbaraccare tutto perchè quel fabbricato nn gli piace, pke ha un’altra idea di stabilimento, giustissimo. Ma la nuova concessione quanto dura? perche questo nn lo sappiamo, nn è stato deciso. O qualcuno lo sà già? Per favore ,se qualcuno ha questa informazione la può rendere pubblica? Diciamo che segue il criterio delle concessioni di oggi. 5 anni? 6 anni? Facciamo 10. Per favore fatemi un nome di chi e così matto da fare un grosso investimento da zero, con una finestra temporale di ammortamento di 10 anni, piu altre spese di esercizio, considerando anche le piu rosee aspettative di guadagno, e nn incasso, che fatturano oggi li stabilimenti balneari “normali”. Sapete cosa succederà ? Investimento al minimo per un ricavo al massimo, Strutture prefabbricate, comfort ridotto all’osso, distruzione del sistema balneare Italiano. Mia Personalissima opinione. Personalmente, nella mia ultima ristrutturazione, ormai di anni fa, sono dovuto ricorrere al credito bancario. Per vedermi erogato il mutuo, ho messo a garanzia dello stesso, la mia unica casa. Scadenza del mutuo, 2025. Tradotto, se mi avessero tolto la concessione alla scadenza naturale del 31-12-2020, e nn fossi riuscito a riaverla con le aste , oggi avrei perso anche la casa, pke sarebbe venuto meno la fonte di reddito per restituire le rate. Vi sembra giusto? Non avrei dovuto avere almeno un rinnovo automatico, perlomeno fino alla scadenza dell’immobilizzazione bancaria? Questo per dire che la situazione italiana è molto articolata, nn ho timore a dire che potrebbe essere necessario una considerazione caso per caso, le concessioni nn sono tutte uguali, forse tanti nn lo sanno. Ultimo ma nn ultimo sig. Diario. Che effetto le ha fatto sentir dire che l’AGCM intende adire alle aste in base economica? Le ha distrutto i sogni vero? Visto che Lei nn potra competere con grandi gruppi di capitali. Benvenuto nel mio mondo di gestore, sono anni che hanno distrutto i miei.Rispetto ogni pensiero e opinione, ma con il cuore ,vi dico che è facile puntare il dito da fuori, parlare di cose che nn si sanno per filo e per segno. Se qualcuno vuole informazioni dirette ,di come questa situazione è assurda e tragica, sono a disposizione. Forse, alcuni nn pensano che a 60 anni ,se dovessi perdere questo lavoro, di una vita dedicata a, potrebbe essere difficile trovarne un’altro? Un saluto a tutti sperando di nn aver offeso nessuno con la mia disamina.

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    Sono un concessionario, in Sardegna. Gestisco il mio stabilimento (interamente amovibile e realmente montato e smontato ogni maggio e ogni settembre) da 20 anni in un tratto di spiaggia che non era mai interessato a nessuno…finche, con sangue e sudore, non ne ho fatto un luogo “speciale”. Ora potrebbe essere considerato interessante…perchè piace a tutti sedersi a tavola quando tutto è stato già preparato. Non è speciale perchè mi ha fatto arricchire, non era e non è il mio obbiettivo. Produco un reddito, certo, che mi fa vivere dignitosamente (niente di più) e mi permette di far vivere dignitosamente altre 10 persone e di aiutarne, indirettamente, tante altre. E’ il mio lavoro, la mia vita. Penso di farlo bene, con estremo rispetto per il territorio e per i miei collaboratori. Do un valore aggiunto alla spiaggia. Non l’ho mai intesa come mia, mi sono sempre sentita un “gestore” con la responsabilità di fare del mio meglio…e del mio meglio per la comunità ancora prima che per me. Oggi non venderei la mia attività a nessuno, italiano o cinese, a nessun prezzo; domani, cederei volentieri la mia attività dietro garanzia che chi viene dopo di me la porta avanti con lo stesso amore e rispetto; con la stessa serenità parteciperei anche ad un’asta, purchè i criteri di selezione non siano l’offerta più alta…questo elemento fa rabbrividire per le conseguenze che comporta. Invito a considerare che, parlando di concessioni e di stabilimenti balneari, si generalizza e si tende a pensare che dietro ci siano sempre imprenditori milionari; ci sono anche loro, ma vi assicuro che c’è anche tantissimi piccoli imprenditori…ai quali, prima ancora che fare i conti in tasca, bisognerebbe riconoscere che ieri sono stati coraggiosi laddove altri hanno scelto strade facili e oggi hanno delle professionalità che sarebbe un peccato per tutti gettare all’aria.
    P.s. Vent’anni fa ebbi la mia concessione partecipando ad un bando: la mia fu l’unica offerta per quella spiaggia. LA risorsa nel mio territorio non è affatto scarsa; alle gare di qualche anno fa per le nuove concessioni, coloro che realmente hanno partecipato sono stati pochissimi rispetto a tutti quelli che hanno manifestato interesse nelle chiacchiere…e questo perchè quando un’interessato si prende anche il disturbo di fare un business plan, prende consapevolezza che se le entrate sono importanti, le uscite sono una mazzata. Gli europei avrebbero diritto di guardare alle nostre coste, se avessero gli stessi beni e interessi da mettere nel piatto; diversamente, si alle aste, ma in casa.

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    Marco Giacomozzi says:

    Si parla sempre di scarsità del bene quando la bolkestein riguarda i servizi e non i beni. Questi hanno le idee confuse. Poi scarsità di cosa.? L Italia è piena di coste però noi che già abbiamo uno stabilimento a le abbiamo bonificate e tirato su un comparto turistico inesistente ci vogliono espropriare di ciò che abbiamo creato veramente dalla polvere in tutti i sensi. Altro punto. Ci sono molti chalet in vendita. Quindi dove sta il problema? Se tutti credono che noi siamo milionari basta che acquistano. Così almeno in estate finalmente ce la potremmo ridere un po sorseggiando noi un bello spritz. La persone non si rendono conto di che lavoro sia. Quando poi si parla di grandi gruppi sono gli unici che potrebbero sostenere una attività del genere perché sono gli unici che possono lavorare in perdita o fare contratti da 700 euro in stile ikea ai loro lavoratori. Io vorrei che per una volta qualcuno che sa del argomento scrivesse e non burocrati che non sanno neanche di cosa stanno parlando.

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    Ciao Ilaria, ti rispondo io.
    È dovuta però una breve premessa.
    Gli stabilimenti balneari italiani, tutti nessuno escluso, nascono da affidamenti in concessione a cittadini privati di lotti di litorale italiano a partire dagli anni 50 circa ..
    Distese intere di canneti, sassi ed arbusti dunque vengono così bonificati e trasformati in aree per ombreggio e con sopra manufatti adibiti a chioschi i quali, in alcuni casi, vengono ampliati e modernizzati in quelli che oggi sono i ristorantini sulle spiagge dove così tanto ci piace cenare al chiaro di luna.
    Bada bene: tutto ciò che è costruito sopra la spiaggia in concessione è di proprietà superficiaria del concessionario il quale con i suoi soldini ha affrontato l’intero iter sopra descritto.
    Comprendi bene che oggi, pensare che arrivi lo staticchio a portarti via il frutto del lavoro di una vita, nonché il lavoro, per di più in applicazione di una direttiva che nulla a che vedere con le concessioni demaniali (discorso questo da approfondire in altra sede) suscita lo sdegno e la rivolta da parte dei concessionari. Oggi se vuoi entrare nel mercato paghi una determinata somma (generalmente la rendita effettiva annuale moltiplicato 5) e compri lo stabilimento. Qui sta il rispetto del principio della concorrenza non nelle prese per i fondelli a cui tanti, leggo sopra, abboccano come placide carpe di stagno.
    Con questo vengo a rispondere alla tua (ovvia) domanda: se il cinese offrisse il doppio o comunque più del valore di mercato dell’azienda chiaramente verrebbe a lui venduta.
    Un conto è incassare il frutto del
    Proprio lavoro, altro conto è vederselo scippato.
    Sono le premesse che cambiano tutto.
    Un caro saluto
    Fabrizio (uno del settore)

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    Luigi D’Addario says:

    lascia perplesso l’ accanimento nei nostri confronti del Presidente dell’Agcom, non è che ha qualche parente o amico che vuole fare il balneare e insiste verso il presidente Draghi addirittura due volte in un mese.
    Io glielo chiederei

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    …lo chiedo anche all’antitrust: voi mettereste un attore a fare il macellaio e il macellaio a fare il medico?? (sono solo degli esempi, senza voler offendere qualsiasi delle categorie citate ) OGNUNO FA IL SUO MESTIERE ! Non crediate che gestire una impresa turistica sia facile. Noi investiamo su suoli non di nostra proprieta’ ed abbiamo bisogno di sapere come ammortizzare un investimento. Rischiamo in proprio come e piu’ degli altri imprenditori.

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    Ho sessantatreenni e dal 1974gestisco uno stabilimento ho combattuto contro tutti come prima di me hanno i miei e non mi fa paura niente è prima di cadere io ne cadranno molte altre perché la stupidità non ha un limite e queste persone che sperano di poter prendersi uno stabilimento ad uno che l ha creato sicuramente non saranno sicuramente tranquilli con questo ho detto tutto arrivederci piccolini

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    Ma Rustichelli non è quel magistrato che non ha ancora accettato la carica di presidente Agcm per non perdere la sua posizione in magistratura e rischiare di ritrovarsi tra sette anni senza lavoro, spara sui (presunti) privilegi dei concessionari balneari ma è molto attento a conservarsi i suoi. Predicare bene ma razzolare ….

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    Riccardo Scarselli says:

    Risa- da anni cerchiamo di evidenziare la realtà del canone per le imprese balneari, nasce con la volontà di riconoscimento della demanialità del bene, problematica che riguarda solo 9 Nazioni Europee rispetto alle altre 18 che non hanno il demanio. Le imprese Italiane sono quelle che più hanno saputo leggere e valutare le istanze dei turisti migliorando ed ampliando l’offerta dagli anni 50 in poi.
    Gli interrogativi delle imprese turistiche sul demanio:
    -alla prima stesura del canone si legge , concetto abbinato al rapporto tra Stato e impresa in cui si incentiva la logicità della crescita economica e quindi delle dovute tasse con criterio proporzionale di incremento dell’iniziativa e dell’investimento. Rammentiamoci che lo Stato non ha un ruolo speculativo anzi lo ha incentivante facendo crescere la produttività da cui ricevere il dovuto.
    -preoccupa vedere oggi alcuni politici, a volte anche esperti in materia, dire che i canoni sono bassi per farne vessillo di proposte elettorali, il canone è una partita di giro se lo si aumenta l’azienda sacrificherà l’importo sino alla successiva dichiarazione da cui lo detrarrà come spesa. Significa bloccare un importo utilizzabile per assumere persone, per migliorare le attrezzature o altro sacrificio per l’incremento aziendale.
    -abbinare un’asta basata sul canone, significherebbe incrementare il riciclaggio di nebulosi colletti bianchi, creare contrasti tra realtà confinanti, annullare una mentalità di accoglienza amalgamata negli anni alle istanze della propria clientela. Affidare a chi specula con gli investimenti senza saperli conformare ad un benarrivato turistico, costruito con l’esperienza di una accoglienza dovuta ad una determinata percettibilità che si può acquisire solo quando si tiene un ospite in pieno relax per 6 o 8 ore e più.
    -annullare anni di lavoro ed esperienza generazionale significherebbe incrinare la storia di una realtà spontanea, maturatasi con un modo di gestire e condurre riconosciuto per qualità da tutto il mondo.
    -è difficile accettare i contrasti dell’asta imposta solo a 9 nazioni rispetto alle 27 dell’Europa, ne nascerebbe una disparità inconcepibile in un Europa che vuole unire i suoi Popoli di appartenenza. Accordi fatti nel 1960 che non riguardano il settore delle imprese balneari come confermato da Commissario Europeo per il Mercato Interno ed estensore della legge, in netto contrasto con i criteri fondamentali per un turismo conseguenziale e continuativo, una disattenta applicazione potrebbe essere inadeguata e dannosa per la stessa Comunità Europea ed in netto contrasto con suoi dettati in difesa dell’impresa.

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    Le spiagge le vogliono dare ai grandi gruppi disconoscendo ciò che è stato fatto negli anni; valore d’azienda, portafoglio clienti, valorizzazione del territorio, investimenti di una vita fatta di molti sacrifici e di qualche soddisfazione, chi non ci ha mai lavorato non può nemmeno immaginare la mole di lavoro e stress, lo stato sempre contro, la capitaneria sempre contro, i vari enti a vario titolo sempre contro, e una scelta di vita non si da via la vita per nulla… ricordatevelo molto bene ognuno fa le sue scelte noi abbiamo fatto le nostre senza rimpiangerle ma lavorando onestamente se ci verranno tolte ingiustamente le nostre attività ci comporteremo di conseguenza. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Non ci si fa belli con la vita altrui, antitrust… Verdi… politicanti… siamo arrivati al dunque noi non abbiamo mai rubato il lavoro a nessuno Voi invece volete vivere le nostre vite…

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    Fabrizio ieri ha risposto alla mia domanda che chiedeva se avesse venduto la sua spiaggia a me o a un cinese che offriva di più.Chiaremente ha detto al cinese.Allora tra i vari motivi per cui credete che la libera concorrenza sia il male assoluto vogliamo togliere di mezzo quello dell’interesse nazionale del quale per vostro tornaconto non ve ne frega niente ed è solo propaganda?

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    Gianpiero says:

    Domando al Sig. Suck che cosa secondo il suo punto di vista rimarrebbe di proprietà del concessionario uscente perché se è vero che il suolo demaniale in quanto tale è stato dato a suo tempo in concessione e non in proprietà per godere i frutti di una nascente attività commerciale, è altrettanto vero che l’azienda con i suoi impianti e attrezzature sono di chi ha svolto l’attività e non dello Stato. In particolare le pare corretto che ad esempio un ristorante creato su suolo demaniale cresciuto dal nulla e oggi, covid a parte, rinomato e con numerosa clientela acquisita venga praticamente espropriato a favore di un nuovo soggetto che senza alcun merito particolare si appropria del frutto del lavoro altrui, di beni strumentali non rimovibili, dell’avviamento, dell’immagine e dei risultati commerciali ottenuti con anni di impegno. Possono anche sopravvenire le gare ma sul tavolo sarebbe corretto che il vecchio concessionario e il nuovo mettessero entrambi valori equi altrimenti si sommerebbe danno a ingiustizia riguardo al vecchio concessionario. Per valori equi intendo il riconoscimento di quanto sopra detto, cose che non sono del demanio. Ricordo che le concessioni demaniali non sono solo un pezzo di spiaggia dove un bagnino pianta qualche ombrellone e porta il lettino al cliente dove più gli piace, ci sono anche strutture come ristoranti, discoteche, complessi turistici nati dal nulla con l’opera di soggetti che non sono sfruttatori dello Stato, quanto investitori di capitali anche perché lo Stato era consenziente con i rinnovi automatici. La logica di concessioni a durata limitata oltre a non favorire gli investimenti sarebbe corretta se lo Stato consegnasse al concessionario entrante non solo il terreno su cui svolgere l’attività, ma anche tutti gli impianti, e le attrezzature necessarie lasciando allo stesso solo l’ordinaria manutenzione, cosa direi piuttosto improbabile… Infine la visione del garante della concorrenza che propone aste al rialzo è quanto di più ovviamente antidemocratico potrebbe essere contemplato nella situazione. Cordialmente ma non troppo

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      Nikolaus Suck says:

      Caro Gianpiero “cordialmente ma non troppo”, anche alle Sue domande è già stato risposto più volte. E non con il “mio punto di vista” che vale zero, ma con le norme ed i principi vigenti.
      Ma, anche a Suo “beneficio”, nonostante la Sua poca cordialità, e per l’ennesima volta:
      Tutto ciò che non è spiaggia e concessione rimane di proprietà del concessionario uscente, che ci fa quello che vuole e se può se lo porta via. La concessione e la relativa gara riguardano e interessano esclusivamente la risorsa demaniale, nient’altro, non quello che eventualmente e a Suo rischio e pericolo ci ha realizzato sopra per il Suo interesse individuale a guadagnare di più. Perché oggetto e natura della concessione è solo il diritto ad usare e sfruttare la risorsa per un certo tempo (mai indefinito), in cambio di un canone sostenibile e della manutenzione e valorizzazione (che non significa snaturarla) nell’interesse pubblico, e restituzione al termine. Quindi certo che “l’azienda con i suoi impianti e attrezzature sono di chi ha svolto l’attività e non dello Stato”. Infatti lo Stato non li vuole, non gli interessa e non ci fa niente. E’ roba vostra che potete e anzi dovete rimuovere o portare via, per legge, altrimenti è acquisita di diritto al demanio. Nessuno “espropria” il “ristorante creato su suolo demaniale”, tanto meno “a favore di un nuovo soggetto”. Perché quel nuovo soggetto ottiene solo la concessione sulla risorsa demaniale, per farci quello che dice e vuole lui, anche non per forza un ristorante, ricominciando daccapo. Concorre appunto e solo per la spiaggia, non per il ristorante che magari non lo interessa proprio e anzi potrebbe pure ostacolarlo. Quindi non “si appropria” proprio di niente. E in gara non c’è nessun “valore equo” da “mettere sul tavolo”. I “beni strumentali, avviamento, immagine, risultati” etc. sono e restano Suoi, se li porti dove vuole e ci faccia quello che vuole. Ciò che non è rimuovibile per legge è o demolito per ripristinare lo stato anteriore della risorsa (che è un obbligo connaturato alla concessione), o acquisito al patrimonio pubblico se funzionale ad un interesse generale. Se si tratta di investimenti non ammortizzati alla data della scadenza, e lo Stato vuole tenerseli, potrebbero essere indennizzati per il rimanente (come da sempre previsto dalla legge nel caso di revoca al di fuori delle scadenze, che sono gli orizzonti temporali per gli investimenti), ma dipende quando sono stati fatti. E avviamento ed immagine sono istituti privatistici e commerciali che nel caso delle concessioni su beni demaniali non si applicano e non maturano, sempre per legge. La Corte di Cassazione, ad es. nella sentenza 23.12.1998, n. 1283 facilmente reperibile, le spiega perché.
      Purtroppo, al contrario di quello che ritiene Lei, le concessioni demaniali sono effettivamente “solo un pezzo di spiaggia”, senza nemmeno il bagnino che pianta qualche ombrellone, pure quello viene dopo ed eventualmente e lo decide il nuovo concessionario. Le “strutture come ristoranti, discoteche, complessi turistici nati dal nulla” etc. sono cose ulteriori, diverse ed estranee alla concessione, investimenti realizzati per fini ed interessi solo privati, imprenditoriali, produttivi e di guadagno, a rischio e pericolo del concessionario e per la durata della concessione. Durata che non è mai stata illimitata o a vita, ma ha sempre avuto una scadenza, anche quando c’erano i rinnovi automatici. Per cui lo Stato non era “consenziente” proprio su niente. Sia perché “automatici” non vuol dire e non ha mai voluto dire “certi”, “sicuri” o “per sempre”, ma solo che non occorreva ogni volta un rinnovo apposito ed espresso. Sia perché sempre per legge, erano e sono sempre state revocabili, non solo alle alle scadenze ma in qualsiasi momento, a discrezione dell’amministrazione, per qualsiasi motivazione di interesse pubblico. Di questo si doveva e si sarebbe sempre dovuto tenere conto investendo, perché sono tutte cose che si sapevano, o dovevano e potavano sapere, usando il normale criterio legale della “ordinaria diligenza” e prudenza. E pensare che “tanto non succede” o “non lo fanno mai” era ed è un errore, anzi una follia, giuridica ed economica, da cui non nasce neppure un qualsiasi “legittimo affidamento” tutelabile. E di quell’eventuale errore oggi non può e non deve farsi carico lo Stato.
      Quanto alle “aste al rialzo”, non è antidemocratico, l’elemento economico è essenziale per qualsiasi gara e offerta, ma non è e non deve essere per forza l’unico (questo non lo ha preteso nemmeno l’Autorità che non ha mai parlato di “gare al massimo rialzo”), può benissimo essere ponderato con altri elementi del servizio, in un bilanciamento complessivo del miglior soddisfacimento dell’interesse pubblico.
      Queste sono ed erano le regole esistenti, note e conoscibili, e non da oggi. Poi c’è pure chi, in mancanza di argomenti giuridici, ripiega su questioni “politiche” e “sociali” più o meno condivisibili, secondo me sempre sbagliando alla grande, ma lì ognuno la pensa come vuole.
      Molto, anzi estremamente, cordialmente. Ed educatamente.

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    Ilaria, l’interesse nazionale, lo hanno fatto quei balneari eroi, che hanno preso in concessione pezzi di spiagge dove non c’era nulla oltre a erbacce detriti e animaletti. Eroi che anno dopo anno con grande impegno e sacrificio, hanno saputo valorizzare spiagge che non valevano nulla, portando il comparto balneare Italiano, UNICO AL MONDO. Contribuendo fortemente allo sviluppo di tutte le zone costiere Italiane, quindi fornendo un grandissimo contributo di sviluppo economico allo stato. Tanto è vero che nel 1942, nel Codice della Navigazione, con l’articolo 37 comma 2 seconda parte, scrisse che al rinnovo della concessione, se vi erano più domande, si dava un diritto di insistenza all’attuale concessionario, e non credo che vi erano lobbi a quell’epoca, ma si dava preferenza a chi meritava. Come vedi vi erano già le evidenze pubbliche, anche all’atto della prima assegnazione, tanto è vero che in molti comuni venivano sorteggiate le assegnazioni, perché vi erano più concessioni che richiedenti. Le concessioni si rinnovavano annualmente, poi ogni 4 anni fino al 2002 quando lo stato visto lo sviluppo che si poteva creare nei territori costieri, e per spingere i concessionari ad investire di più, decise di fare la legge 88 che prevedeva un rinnovo automatico ogni 6 anni al concessionario in essere dandogli sicurezza d’impresa, infatti 85% dei concessionari, accesero mutui minimo ventennali e vi fu un grande sviluppo in tutta Italia. Il canone è sempre stato una competenza dello stato che lo ha sempre stabilito per legge tra l’altro ha sempre previsto una percentuale d’iva di molto più alta del resto d’Europa di cui la media è del 7%, mentre in Italia è previsto il 22%. Certamente se un concessionario vende la sua impresa, la vende al miglior offerente, l’acquirente deve dimostrare allo stato di avere i requisiti per gestire una concessione demaniale a scopo turistico balneare, è tutto previsto e autorizzato dallo stato, quindi la tua è una domanda non pertinente. Ora il governo 5S Lega, nel 2018 ha promulgato una legge la 145, legge finanziaria di prima forza, che stabilisce che dal 01-01-2019 tutte le concessioni balneari in essere sono prolungate (quindi non prorogate ) di 15 anni. Quindi lo stato Italiano lo ha stabilito, e il tuo falso interesse per il bene dello stato, viene smentito dai fatti, e smentisce anche gli altri soliti sciacalli che augurano continuamente il male di oltre 100.000 famiglie, senza averne minimamente vergogna, con post che dimostrano un livore ingiustificato contro una categoria che ha portato il comparto balneare Italiano al primo posto nel mondo, a detta di tutti i politici di tutti i partiti nessuno escluso. Spero che con questo post, si chiarisca la storia delle concessioni balneari in Italia, poi chi vuole può continuare a tifare contro ma con vergogna. P.S. FRITZ BOLKESTEIN nel 2016, ha partecipato ad un Convegno a Roma, nella nuova Aula dei Parlamentari a Montecitorio, dove erano presenti i politici di tutto l’arco parlamentare, nel corso del suo intervento disse: l’ho dichiarato altre due volte, non capisco come nella mia direttiva che regola i servizi degli stati, rientrino le concessioni Balneari Italiane, che sono concessioni di beni e non di servizi quindi non dovrebbero rientrarci. Di cosa parlate? Poi vi dimenticate le nove Sentenze del TAR DELLA PUGLIA, che sentenziano che la Legge 145 deve essere applicata, perché la direttiva Bolkestein non è autoesecutiva, e che quindi la legge in vigore è preminente e deve essere applicata. In Italia, da sempre anche adesso, per assegnare una nuova concessione balneare, è prevista una evidenza pubblica.

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      Nikolaus Suck says:

      Gaetano non dice nulla di nuovo o dirompente è tutta roba vecchia, discussa, dibattuta, contestata e smentita, qui e altrove, e se si fosse preso il disturbo di leggere un pò prima di scrivere si sarebbe potuto risparmiare una fatica inutile. Saluti.

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