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Antitrust: “Concessioni balneari a gara con rialzo del canone”, nuovo appello a Draghi

Il garante della concorrenza si rivolge per la seconda volta al premier, spingendosi a chiedere le immediate procedure comparative su base economica

L’Agcm torna a scrivere al presidente del consiglio Mario Draghi per sollecitare l’immediata messa all’asta delle concessioni balneari, addirittura invitando a considerare il rialzo del canone come un elemento da valutare nelle procedure comparative. Dopo la lettera dello scorso febbraio, riguardante soprattutto le concessioni dei mercati ambulanti ma con lunghi passaggi dedicati anche alle spiagge, l’Autorità garante della concorrenza ha inviato ieri una nuova missiva al premier con le sue proposte in merito alla legge sulla concorrenza: nel documento, di oltre cento pagine, un intero capitolo è dedicato al riordino del demanio marittimo, con la richiesta esplicita già nel titolo di «evitare il mantenimento dello status quo».

La lettera, firmata dal presidente dell’Agcm Roberto Rustichelli, sottolinea in particolare «l’importanza del ricorso a modalità di affidamento competitive, evitando rinnovi automatici e proroghe ingiustificate», rilevando come «un regime concessorio maggiormente coerente con i principi della concorrenza sarebbe estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione delle infrastrutture e un’offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza; non ultimo, potrebbe contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita».

In particolare, in merito alle concessioni balneari l’Antitrust ribadisce che «la proroga delle concessioni viola i principi della concorrenza nella misura in cui impedisce il confronto competitivo per il mercato, che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento di servizi incidenti su risorse di carattere scarso». Il garante si spinge addirittura a parlare di «posizione di privilegio» per gli attuali concessionari che «beneficiano di lunghe e ripetute proroghe ex lege rispetto a coloro che, interessati a fare il loro ingresso nel settore, puntano all’affidamento della concessione in sede di procedura comparativa». Le proposte dell’Agcm sono dunque quelle di «indire procedure comparative per l’assegnazione delle concessioni», che «potranno essere supportate dal riconoscimento di un indennizzo a tutela degli eventuali investimenti effettuati dai concessionari uscenti».

Dopo avere citato gli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’articolo 12 della direttiva Bolkestein e la recente sentenza n. 363/2021 del Tar Toscana, l’Antitrust conclude affermando che «le proroghe ex lege delle concessioni, disposte in via generalizzata e per lunghi periodi di tempo, consentono ai concessionari di ricavarne ingiustificate rendite di posizione», chiedendo delle precise modifiche legislative per indire «l’immediata selezione dei concessionari in base a principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità» e addirittura per «affidare anche la determinazione dei canoni concessori alla procedura competitiva per la selezione dei concessionari», proibendo al contempo la pratica del subaffitto delle concessioni.

Il commento

La lettera dell’Antitrust a Draghi non fa che confermare la linea che il garante della concorrenza ha portato avanti negli ultimi mesi, caratterizzati dai numerosi ricorsi al Tar contro le amministrazioni comunali che hanno applicato l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033 in base alla legge nazionale 145/2018. Ma oltre alle perplessità per l’accanimento che l’Agcm sta continuando a dimostrare contro migliaia di piccole imprese familiari italiane, nel documento inviato al premier Draghi c’è un’ulteriore, grave e pericolosa affermazione: si tratta della richiesta di valutare il rialzo del canone come elemento per le procedure comparative, che se applicata, genererebbe delle vere e proprie aste su base economica. Questa istanza è in netta contraddizione con i principi che l’Agcm esprime nella stessa lettera, laddove afferma che le gare andrebbero istituite per dare a chiunque il diritto a gestire una concessione balneare: al contrario, se le procedure comparative si dovessero davvero basare sul rialzo del canone, a vincere sarebbero i gruppi economici con maggiore potere d’acquisto, e non certo i comuni cittadini. Altro che tutela della concorrenza.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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