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Riforma spiagge, altro rinvio del governo. Gentiloni: “Gare subito”

Nel consiglio dei ministri di oggi non sarà presentato nessun provvedimento sul riordino delle concessioni. Intanto è polemica sulle parole del commissario europeo all'economia

Sono ancora giorni frenetici a Palazzo Chigi per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Al contrario di quanto affermavano le recenti voci di corridoio, al consiglio dei ministri in programma oggi alle 9.30 non sarà portata la proposta di riforma elaborata dai tecnici del premier Draghi: sul tema è ancora in atto un durissimo scontro tra le forze politiche di maggioranza, nel quale ieri si è inserito anche il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni invitando a istituire subito le gare e scatenando così l’ennesima polemica. Dopo che il Consiglio di Stato lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle tramite evidenze pubbliche entro la fine del prossimo anno, la maggioranza è spaccata tra chi vuole indire subito i bandi indiscriminati, chi sta cercando di inserire alcune forme di tutela per gli attuali concessionari (come il riconoscimento del valore aziendale in caso di passaggio di mano del titolo) e chi invece vorrebbe escludere del tutto le spiagge dalle gare. Un tema complesso su cui si gioca il destino di migliaia di imprese fra stabilimenti balneari, ristoranti e porticcioli, come ha evidenziato il senatore Gian Marco Centinaio con la sua recente proposta di riordino dell’intero demanio marittimo. E nel dibattito c’è già chi preme per ottenere un trattamento speciale: tra questi ci sono i titolari di alberghi e di campeggi con spiaggia, come emerge dalla nota congiunta diramata ieri da Federalberghi e Faita Federcamping le quali chiedono che «nell’ambito del provvedimento che dovrà riordinare la disciplina della materia, venga riconosciuta una tutela particolare ai casi in cui la concessione demaniale è connessa ad altre attività poste su suolo non demaniale, come frequentemente accade per le spiagge degli alberghi». Per fare il punto sull’intricata situazione, oggi sulle pagine Facebook e Youtube di Mondo Balneare ci sarà un’intervista in diretta col presidente del Sindacato italiano balneari Antonio Capacchione.

In attesa di confrontarsi su una proposta concreta di provvedimento, la giornata di ieri è stata infuocata da un acceso botta e risposta partito dalle dichiarazioni del commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni, che si è espresso così nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles: «Sulla questione delle concessioni balneari non è che occorra rivedere molte norme. La soluzione che la Commissione Ue indica da tempo è abbastanza semplice: riassegnare tramite gare le concessioni esistenti, facendolo in maniera da tenere conto degli investimenti fatti finora. Le gare, pur tenendo degli investimenti pregressi, devono essere fatte senza favorire soggetti rispetto ad altri, o un modello di gestione rispetto a un altro. Un conto è tenere conto degli investimenti e delle ricadute sociali, un altro conto è favorire questo o quel soggetto rispetto alla concorrenza».

Contro Gentiloni si è subito scagliata una nota del leader della Lega Matteo Salvini: «Indegna invasione di campo anti-italiana da parte di un commissario europeo nominato dall’Italia. Letta che dice? Il Pd che dice ai 30.000 imprenditori e ai 300.000 lavoratori che rischiano di perdere lavoro e anni di sacrifici? La Lega, i suoi ministri e i suoi parlamentari stanno lavorando per una soluzione che, nel rispetto delle regole, non permetta la svendita delle spiagge italiane». Sulla stessa linea il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Con tutti i problemi che ha sulle spalle, il commissario europeo Gentiloni trova anche il tempo per affermazioni sbagliate e dannose contro le imprese balneari. Dicendo corbellerie rende difficile anche l’azione di chi cerca soluzioni serie per tutelare imprese italiane che hanno, chissà perché, nemici come Gentiloni. Il commissario si occupi di quel che gli compete ed eviti invasioni di campo».

Secondo il segretario dei Radicali Massimiliano Iervolino, invece, «le imprese balneari hanno beneficiato per anni e anni della gestione esclusiva di un mercato che vale un giro d’affari di 15 miliardi a fronte di canoni irrisori versati allo Stato. Chi sta veramente dalla parte dell’Italia? Gentiloni ha usato parole di normale saggezza. Dal patrimonio pubblico delle coste italiane possono e devono arrivare maggiori introiti per lo Stato. L’Italia ha disatteso per oltre un decennio le norme europee sulla concorrenza e ora la riassegnazione delle concessioni tramite gara può garantire non solo canoni più adeguati, ma anche maggiore trasparenza e valorizzazione del territorio. Secondo l’indicazione europea, ribadita da Gentiloni, le gare permetteranno di assegnare le concessioni tenendo conto di professionalità e investimenti fatti finora, ma senza favorire soggetti rispetti ad altri. Quale ingerenza anti-italiana vede Salvini se non quella di perpetuare i privilegi di una lobby?».

Anche dalle associazioni di categoria è arrivata una dura condanna alle parole di Gentiloni. Questa la dichiarazione congiunta dei presidenti di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli: «Le dichiarazioni del commissario Gentiloni sulle concessioni balneari sono tanto superficiali quanto sbagliate. Il principio di concorrenza non può comportare la confisca di aziende che sono di proprietà dei balneari. Il commissario europeo per l’economia dovrebbe ben sapere che il mercato funziona se garantisce la concorrenza senza ledere gli altri sacrosanti diritti degli operatori, come quello della proprietà aziendale o la certezza del diritto. Piuttosto, Gentiloni avrebbe dovuto sottolineare che il diritto europeo tutela tutti coloro che hanno confidato nelle leggi dello Stato: si chiama “legittimo affidamento” e Gentiloni ha perso l’occasione per ribadirlo. Costituisce un aggravante la circostanza che sia italiano e che, quindi, conosca bene la nostra balneazione attrezzata costituita da decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che forniscono servizi di qualità e di eccellenza che il mondo ci invidia. Dal commissario europeo all’economia ci saremmo aspettati ben altro che queste semplicistiche dichiarazioni, che non aiutano certamente le istituzioni italiane impegnate a trovare un giusto e corretto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza e la tutela dei legittimi diritti dei concessionari, riconosciuti proprio dal diritto europeo. In definitiva, le dichiarazioni di Gentiloni sugli imprenditori balneari non aiutano l’economia europea che ha bisogno della balneazione attrezzata italiana che ha, da sempre, dimostrato efficienza e capacità imprenditoriale. Non aiutano il nostro paese impegnato a costruire una riforma delle concessioni balneari con un corretto e giusto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza con la doverosa tutela dei legittimi diritti dei concessionari. Gentiloni ha perso l’occasione per sottolineare che l’Europa non è solo concorrenza, ma la patria dei diritti come quello di proprietà aziendale e del legittimo affidamento. Peccato».

Dal parlamento Ue, infine, arriva l’attacco dell’eurodeputato leghista Marco Campomenosi: «Auspicare una riassegnazione delle concessioni demaniali marittime attraverso bandi, come affermato da Gentiloni, è la conferma che la sinistra vuole la svendita delle nostre spiagge, in combutta con il Movimento 5 Stelle che ha ormai abbandonato i balneari. La Lega è al lavoro per una soluzione comprensiva che possa tutelare gli interessi di un comparto strategico per il paese. Da un commissario italiano ci aspetteremmo la difesa di un modello virtuoso di impresa e di accoglienza, non attacchi indiscriminati. Sono preoccupanti i continui riferimenti al tema della concorrenza in un settore così diversificato che riguarda migliaia di imprese come quello degli stabilimenti balneari. Sono ben altri i settori in Italia e Ue che dovrebbero essere adeguati a una sana regola di concorrenza, ma forse dietro a queste enormi pressioni ci sono interessi di chi vuole appropriarsi di una storica eccellenza italiana? A chi chiede bandi indiscriminati per le concessioni balneari va ricordato che la stessa Corte di giustizia europea ha ritenuto, nella sentenza “Promoimpresa” del 2016, che la valutazione sul rinnovo delle concessioni debba avvenire caso per caso. Per un tema così delicato e complesso, l’unico modo per raggiungere una soluzione è fare un lavoro complessivo e serio, che tenga conto della situazione di partenza e della tipicità e tradizione del nostro tessuto imprenditoriale».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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