Attualità

Riforma spiagge, altro rinvio del governo. Gentiloni: “Gare subito”

Nel consiglio dei ministri di oggi non sarà presentato nessun provvedimento sul riordino delle concessioni. Intanto è polemica sulle parole del commissario europeo all'economia

Sono ancora giorni frenetici a Palazzo Chigi per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Al contrario di quanto affermavano le recenti voci di corridoio, al consiglio dei ministri in programma oggi alle 9.30 non sarà portata la proposta di riforma elaborata dai tecnici del premier Draghi: sul tema è ancora in atto un durissimo scontro tra le forze politiche di maggioranza, nel quale ieri si è inserito anche il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni invitando a istituire subito le gare e scatenando così l’ennesima polemica. Dopo che il Consiglio di Stato lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle tramite evidenze pubbliche entro la fine del prossimo anno, la maggioranza è spaccata tra chi vuole indire subito i bandi indiscriminati, chi sta cercando di inserire alcune forme di tutela per gli attuali concessionari (come il riconoscimento del valore aziendale in caso di passaggio di mano del titolo) e chi invece vorrebbe escludere del tutto le spiagge dalle gare. Un tema complesso su cui si gioca il destino di migliaia di imprese fra stabilimenti balneari, ristoranti e porticcioli, come ha evidenziato il senatore Gian Marco Centinaio con la sua recente proposta di riordino dell’intero demanio marittimo. E nel dibattito c’è già chi preme per ottenere un trattamento speciale: tra questi ci sono i titolari di alberghi e di campeggi con spiaggia, come emerge dalla nota congiunta diramata ieri da Federalberghi e Faita Federcamping le quali chiedono che «nell’ambito del provvedimento che dovrà riordinare la disciplina della materia, venga riconosciuta una tutela particolare ai casi in cui la concessione demaniale è connessa ad altre attività poste su suolo non demaniale, come frequentemente accade per le spiagge degli alberghi». Per fare il punto sull’intricata situazione, oggi sulle pagine Facebook e Youtube di Mondo Balneare ci sarà un’intervista in diretta col presidente del Sindacato italiano balneari Antonio Capacchione.

In attesa di confrontarsi su una proposta concreta di provvedimento, la giornata di ieri è stata infuocata da un acceso botta e risposta partito dalle dichiarazioni del commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni, che si è espresso così nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles: «Sulla questione delle concessioni balneari non è che occorra rivedere molte norme. La soluzione che la Commissione Ue indica da tempo è abbastanza semplice: riassegnare tramite gare le concessioni esistenti, facendolo in maniera da tenere conto degli investimenti fatti finora. Le gare, pur tenendo degli investimenti pregressi, devono essere fatte senza favorire soggetti rispetto ad altri, o un modello di gestione rispetto a un altro. Un conto è tenere conto degli investimenti e delle ricadute sociali, un altro conto è favorire questo o quel soggetto rispetto alla concorrenza».

Contro Gentiloni si è subito scagliata una nota del leader della Lega Matteo Salvini: «Indegna invasione di campo anti-italiana da parte di un commissario europeo nominato dall’Italia. Letta che dice? Il Pd che dice ai 30.000 imprenditori e ai 300.000 lavoratori che rischiano di perdere lavoro e anni di sacrifici? La Lega, i suoi ministri e i suoi parlamentari stanno lavorando per una soluzione che, nel rispetto delle regole, non permetta la svendita delle spiagge italiane». Sulla stessa linea il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Con tutti i problemi che ha sulle spalle, il commissario europeo Gentiloni trova anche il tempo per affermazioni sbagliate e dannose contro le imprese balneari. Dicendo corbellerie rende difficile anche l’azione di chi cerca soluzioni serie per tutelare imprese italiane che hanno, chissà perché, nemici come Gentiloni. Il commissario si occupi di quel che gli compete ed eviti invasioni di campo».

Secondo il segretario dei Radicali Massimiliano Iervolino, invece, «le imprese balneari hanno beneficiato per anni e anni della gestione esclusiva di un mercato che vale un giro d’affari di 15 miliardi a fronte di canoni irrisori versati allo Stato. Chi sta veramente dalla parte dell’Italia? Gentiloni ha usato parole di normale saggezza. Dal patrimonio pubblico delle coste italiane possono e devono arrivare maggiori introiti per lo Stato. L’Italia ha disatteso per oltre un decennio le norme europee sulla concorrenza e ora la riassegnazione delle concessioni tramite gara può garantire non solo canoni più adeguati, ma anche maggiore trasparenza e valorizzazione del territorio. Secondo l’indicazione europea, ribadita da Gentiloni, le gare permetteranno di assegnare le concessioni tenendo conto di professionalità e investimenti fatti finora, ma senza favorire soggetti rispetti ad altri. Quale ingerenza anti-italiana vede Salvini se non quella di perpetuare i privilegi di una lobby?».

Anche dalle associazioni di categoria è arrivata una dura condanna alle parole di Gentiloni. Questa la dichiarazione congiunta dei presidenti di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli: «Le dichiarazioni del commissario Gentiloni sulle concessioni balneari sono tanto superficiali quanto sbagliate. Il principio di concorrenza non può comportare la confisca di aziende che sono di proprietà dei balneari. Il commissario europeo per l’economia dovrebbe ben sapere che il mercato funziona se garantisce la concorrenza senza ledere gli altri sacrosanti diritti degli operatori, come quello della proprietà aziendale o la certezza del diritto. Piuttosto, Gentiloni avrebbe dovuto sottolineare che il diritto europeo tutela tutti coloro che hanno confidato nelle leggi dello Stato: si chiama “legittimo affidamento” e Gentiloni ha perso l’occasione per ribadirlo. Costituisce un aggravante la circostanza che sia italiano e che, quindi, conosca bene la nostra balneazione attrezzata costituita da decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che forniscono servizi di qualità e di eccellenza che il mondo ci invidia. Dal commissario europeo all’economia ci saremmo aspettati ben altro che queste semplicistiche dichiarazioni, che non aiutano certamente le istituzioni italiane impegnate a trovare un giusto e corretto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza e la tutela dei legittimi diritti dei concessionari, riconosciuti proprio dal diritto europeo. In definitiva, le dichiarazioni di Gentiloni sugli imprenditori balneari non aiutano l’economia europea che ha bisogno della balneazione attrezzata italiana che ha, da sempre, dimostrato efficienza e capacità imprenditoriale. Non aiutano il nostro paese impegnato a costruire una riforma delle concessioni balneari con un corretto e giusto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza con la doverosa tutela dei legittimi diritti dei concessionari. Gentiloni ha perso l’occasione per sottolineare che l’Europa non è solo concorrenza, ma la patria dei diritti come quello di proprietà aziendale e del legittimo affidamento. Peccato».

Dal parlamento Ue, infine, arriva l’attacco dell’eurodeputato leghista Marco Campomenosi: «Auspicare una riassegnazione delle concessioni demaniali marittime attraverso bandi, come affermato da Gentiloni, è la conferma che la sinistra vuole la svendita delle nostre spiagge, in combutta con il Movimento 5 Stelle che ha ormai abbandonato i balneari. La Lega è al lavoro per una soluzione comprensiva che possa tutelare gli interessi di un comparto strategico per il paese. Da un commissario italiano ci aspetteremmo la difesa di un modello virtuoso di impresa e di accoglienza, non attacchi indiscriminati. Sono preoccupanti i continui riferimenti al tema della concorrenza in un settore così diversificato che riguarda migliaia di imprese come quello degli stabilimenti balneari. Sono ben altri i settori in Italia e Ue che dovrebbero essere adeguati a una sana regola di concorrenza, ma forse dietro a queste enormi pressioni ci sono interessi di chi vuole appropriarsi di una storica eccellenza italiana? A chi chiede bandi indiscriminati per le concessioni balneari va ricordato che la stessa Corte di giustizia europea ha ritenuto, nella sentenza “Promoimpresa” del 2016, che la valutazione sul rinnovo delle concessioni debba avvenire caso per caso. Per un tema così delicato e complesso, l’unico modo per raggiungere una soluzione è fare un lavoro complessivo e serio, che tenga conto della situazione di partenza e della tipicità e tradizione del nostro tessuto imprenditoriale».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Marcello Giocondo says:

    Sono Marcello Giocondo presidente del sindacato italiano balneari regione Campania e componente di Giunta nazionale vorrei avere l’occasione di poter parlare di una parte del Litorale Campano e più precisamente del cosiddetto litorale Domizio che vive una situazione drammatica e che contesta fermamente le affermazioni di alcuni personaggi politici come ad esempio il radicale Massimiliano Iervolino o altri che fanno affermazioni e dichiarazione diffamanti non veritiere e soprattutto vessatorie nei confronti di imprese che stanno resistendo da oltre 30 anni a cui il sistema delle aste non dice assolutamente nulla anzi Paradossalmente ci auguriamo che le facciano quanto prima Spero inoltre di poter illustrare tutta la questione di questo tratto di costa di Ben 45 km in un documento più articolato

  2. Prima che si scatenino dibattiti pro e contro i balneari, vorrei capire meglio i concetti espressi dall’O. Gentiloni.
    Gare subito, che non c’è da cambiare granché nella normativa. Ma riconoscendo gli investimenti fatti dagli attuali concessionari.
    Grazie di averci illuminato! Il problema è che tale riconoscimento non è disciplinato nel vigente codice della navigazione, e proprio l’introduzione di tale elemento è il cardine di tutta la discussione. Ci stiamo confrontando sul valore aziendale da fin troppo tempo, ma tale confronto deve portare ad una canonizzazione legislativa di tale principio.
    Gentiloni dimostra, purtroppo, di non aver chiari i concetti giuridici relativi al settore, e per il ruolo che ricopre dovrebbe stare più attento ad esporsi.
    Che poi sia proprio lui a proporre un tale attacco ad una categoria di imprese, sfruttando politicamente un clima da caccia alle streghe sul presupposto che siamo un branco di lobbisti privilegiati, mi fa trasecolare. A meno che Wikipedia non sbagli quando lo inquadra così: “Nato il 22 novembre 1954 a Roma, Paolo Gentiloni Silveri è uno dei discendenti della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, nobili di Filottrano, Cingoli, Macerata e Tolentino, imparentati con il conte Vincenzo Ottorino Gentiloni (cameriere di Pio XI), noto per la stesura dell’omonimo patto che all’inizio del Novecento segnò il superamento del “non expedit” e l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana”. Un pedigree esemplare, una famiglia che i privilegi non sa dove stiano di casa!
    Ma d’altronde mi sembra che tutti ci siamo presi la libertà di insegnare al prossimo come si debba vivere. Chi più chi meno. Non condivido (e lo dico da tempo) certe esposizioni violente tese ad affermare anacronistici privilegi della categoria, ma aborro dall’altro lato la proposizione di soluzioni semplicistiche che negano qualsiasi dignità a chi oggi fa il nostro lavoro.
    Ma si sa, bisogna fare la tara a tutte le sciocchezze che si leggono e filtrare solo quanto è costruttivo al dialogo.
    Altrimenti ci si rovina solo il fegato. Non ci riesco sempre a non farmi turbare, a dire la verità: qualche giorno fa ho dovuto subire una lezione di quanto il popolo tedesco superi quello italiano in efficienza e correttezza. Beh, entrambi i rami della mia famiglia hanno conosciuto l’efficienza e la correttezza del popolo tedesco, non molti decenni fa. Punto.

    • Nikolaus Suck says:

      Magari non sono stati gli unici, è successo anche lì sai. Ma perché raccogliere le tue squallide provocazioni. Questo commento totalmente fuori luogo e fuori fuoco ti qualifica e svela per quello che sei non solo non serve risponderti, ma manco leggerti. Buona fortuna.

      • Si, mi qualifica per quello che sono. E sono frutto di quello che successe a mio padre, mio nonno, ad una comunità decimata ed una città meravigliosa rasa al suolo per rappresaglia.
        In queste discussioni io mi sono relazionato con te, da uomo a uomo, rifuggendo i pregiudizi.
        Tu hai voluto allargare il campo ai rispettivi popoli ed alle loro qualità. Io ti sono solo venuto dietro, senza inventare niente.
        Sei sempre pronto a giudicare gli altri per cosa hanno fatto 10, 20 o 50 anni fa, tipo essere creduloni, avventati, ignoranti, ecc.
        Ognuno ha il proprio passato.

        • Nikolaus Suck says:

          Veramente è il contrario. Io ho riferito di una usanza e di una norma, esistenti e applicati, in uno specifico contesto. Un fatto. Non una lezione. Sei tu che per ragioni tutte tue hai ritenuto di estendere a popoli e persone. trascurando che queste ultime potrebbero avere (avuto) la stessa storia. ove mai, qui, rilevasse. E questa è l’ultima risposta e considerazione. Molto, ma molto, più di quello che meriti.

      • Ho avuto l’onore di conoscere personalmente Nick e non è uno che passa le giornate a sperare che la fortuna gli arrida. Ha preso un somaro e ne ha fatto un cavallo da corsa. Ma al di là del successo professionale è una persona meritevole di rispetto e certamente un esempio. Tu Suck chiediti come mai a 50 anni suonati non riesci a discutere con chi non la pensa come te. Senza contestare il tuo diritto a scrivere, ha poi senso per te passare il tuo tempo a confrontare le tue opinioni con quelle degli altri? O scrivi solo per farci sapere che la sai lunga? Sei rimasto il bimbetto che a scuola alzava sempre la mano? Sei a caccia di incarichi da enti pubblici? Benissimo, niente di male, ne hai ben diritto e soprattutto ne hai le competenze professionali, è il gioco delle parti, ma levati per favore il tuo fastidioso moralismo, quello è fuori luogo.
        9 su 10 il governo ti farà contento, ma ciò non vuol dire che avrà fatto la cosa giusta. Già il metodo fa capire parecchio, è il metodo che si usa di solito per far passare le porcate, lo sapevi? oppure dentro a ogni buon grillino dorme in realtà un Machiavelli? Per usare il latinorum a te caro, e che a volte usi anche a sproposito, basta cambiare una consonante e cambia tutto: ius quia iustum dice una cosa, ius quia iussum ben altra, ma tu senz’altro me lo insegni.

        • Non metto in dubbio quanto scrivi, ma tirare fuori un argomento che non c’entrava nulla è comunque una caduta di stile… Non per difendere Suck, ma pur di contestarlo gli si dà addosso in maniera assurda e onestamente non credo che se lo meriti… scrive semplicemente quello che sa in ordine a quello che è il suo lavoro, dando un contributo prezioso per quanti di noi di diritto amministrativo ne sanno pochissimo.

          • Pensa un po’: in Germania non solo lo fanno di loro perché quello è il loro senso civico, ma è anche previsto dalla legge: non puoi lasciare l’appartamento se non lo hai prima reso perfetto per il prossimo che entra e deve poterci abitar dal giorno dopo, che sia il proprietario o un nuovo inquilino. Come al solito, è questione di civiltà e norma, che normalmente si riflettono l’una nell’altra. Fonte: MondoBalneare.com

            Forse avrò sbagliato modi e tempi, ma a me resta il sentore che quel “lo fanno di loro” e quel riferimento a “civiltà e norma, che normalmente si rifletto l’una nell’altra” volesse suggerire il concetto per cui noi italiani siamo mediamente incivili e loro tedeschi mediamente più civili.
            Non credo che c’entri nulla col diritto amministrativo, in cui Suck eccelle senza dubbio.
            Se riesci a darne una lettura opposta ti ringrazierei di volermela illustrare. Io non ci arrivo.

            • I luoghi comuni piacciono poco anche a me, ma che i tedeschi siano precisi e perfettini è vero, e lo dico perché ho avuto molti contatti per lavoro. In Germania hanno un modo di vivere e di comportarsi totalmente differente dal nostro. Una pratica burocratica te la risolvono se non in mattinata, in giornata; se mandi un cv per lavoro, ti rispondono garbatamente sia in senso positivo che affermativo… e sono solo pochi esempi.
              Per contro, ti potrei dire che non mi farei mai visitare da un medico tedesco e non apprezzo alcune loro abitudini alimentari e casalinghe. Paese che vai, usi che trovi, in generale senza farne una questione di “civiltà perfetta”. Tutto qui. Di tedeschi furbi ce ne saranno, ma mai quanto in Italia e il discorso di Draghi sul superbonus, ieri, dovrebbe darvene un sentore.
              E in questo senso, ho trovato la tua uscita poco attinente…

  3. Ormai non e’ piu subito…

    Se fossero partite 20 anni fa allora il termine subito sarebbe stato corretto, si attiva sempre alla scadenza e sj dice ” gare subito”

    L obbiettivo e’ solo perdere tempo per chiedere altre proroghe…, e’ quello xhe si e fatto sempre.

    Adesso c e anche federalberghi che pretende un vantaggio nell assegnazione della concessione. Gli albergatori devono concorrere alla pari con tutti gli operatori

  4. Le affermazioni superficiali di Gentiloni, come un come un qualunque populista, sono la chiara dimostrazione della scarsa informazione in materia sui concetti giuridici posti a base del problema anche da parte di politici di alto rango. Qua o la riforma si fa tutelando le imprese o certamente il problema riguarderà il prossimo governo, con l’emanazione di una norma transitoria. Attualmente nessuna delle forze politiche può imporre volontà di alcun tipo, spiace per il prof perché in molti esponenti , quelli che realmente conoscono la materia, hanno avuto sempre parole e affermazioni di prudenza e bilanciamento di interessi.

    • Invece i proclami di Centinaio e Garavaglia sono perle di saggezza. Due montanari in cerca d’autore. Praticamente sono quelli che fino a due anni fa erano la sponda opposta dell’Europa. Oggi che non possono dare più fumo negli occhi con i loro proclami parlano “al popolo” perché dove dovrebbero battere i pugni nemmeno li guardano. Ma apriamo gli occhi bimbi

  5. ..luigi “: emanazione di una norma transitoria… “eccola !

    Ho ragione volete solo altre proroghe, e come fate se i titoli sono gia’ scaduti e il governo non puo’ prorogare?

    Lo sai che dopo il 2024, le concessioni illegittimamente prorogate occuperanno abusivamente il demanio e quindi saranno sequestrabili( secondo alcune procure lo sono gia’)
    Lo sai che tempo qualche mese , saremo deferiti alla Corte di Giustizia europea ?

    Non dovevate impugnare la sentenza del Consiglio di stato?

    La questione non e’ pro aste contro pro aste

    • Il governo può fare quello che vuole e il legislatore anche , non è tenuto ad osservare nessuna sentenza, è proprio questo il motivo per cui la stessa sentenza della plenaria nn regge ,sconfina in propositi legislativi e non può non è nelle sue prerogative a meno che nn viviamo in uno stato di diritto giudiziario autoritario , le uniche regole da seguire sono quelle che scaturiscono dalla corte di giustizia che vale per tutti, quindi una riforma che nn azzera a tappeto tutte le concessioni nn solo si può fare ma c’è lo chiede la corte. Il cds ha generalizzato e ha avuto la pretesa di dire cosa deve fare il legislatore in futuro , una cosa abnorme e non degna di una democrazia. Ah, nessun giurista può smentire questo , nessuno.

      • Nikolaus Suck says:

        Il CdS non ha affatto preteso di dire o detto “cosa deve fare il legislatore in futuro”. Ha semplicemente affermato anzi confermato il potere di disapplicazione delle amministrazioni, qualsiasi cosa faccia il legislatore (che è totalmente indifferente), in presenza di norme contrarie ai principi eurounitari e nazionali esistenti e già affermati. Ha, cioè solo detto che le amministrazioni possono e devono disapplicare qualsiasi norma contraria a tali principi, presente o futura. Che è una cosa talmente ovvia che non c’era nemmeno bisogno di dirla (almeno secondo me, ma lieto che sia stato fatto).

  6. Provo a fare il veggente e illustro una personale visione di quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni.
    Draghi dopo aver dato una parvenza di apertura verso la categoria concedendo l’apertura dei tavoli tecnici, alla fine tirerà dritto per la sua strada proponendo sul tavolo del cdm una proposta di legge atta ad avviare quanto prima le evidenze pubbliche, in ottemperanza di quanto previsto dalla sentenza della plenaria. Come se ciò non bastasse per velocizzare il tutto e rendere tutto più snello potrebbe richiedere la fiducia sul disegno di legge e qui si potrebbe svelare l’arcano….. Nel senso che non votandola, qualsiasi partito nell’attuale maggioranza decreterebbe l’apertura di una crisi di governo con molto probabile caduta di quest’ultimo. Ora mi domando e dico…….. ma davvero Lega e Forza Italia (non menzioni il PD perché a parte Gentilini, formalmente non si è ancora espresso su chi appoggiare) sono disposti a rischiare di far cadere il governo per salvare quattro scappati di casa come noi balneari? Io da diretto interessato me lo auguro e lo auspicherei perché mi farebbe riguadagnare un minimo di stima con chi ci rappresenta, ma realisticamente parlando la vedo davvero molto dura.

    • Nikolaus Suck says:

      Bravo Disilluso penso sia uno scenario realistico ed esatto. Che è stato ulteriormente legittimato dai vostri sindacati e associazioni quando al tavolo invece di trattare argomenti valutabili hanno portato solo il “no gare”.
      Che un governo con ben altri fini come questo cada per i balneari è già di per sé pico plausibile, e crederlo da un lato sarebbe delirio di onnipotenza e dall’altro giustificherebbe considerarli una lobby vera e propria. Ma, soprattutto e molto semplicemente e prosaicamente, i parlamentari, tutti non solo quelli che non saranno rieletti (che sono tanti), tra far cadere il governo per voi e arrivare a fine legislatura per garantirsi la pensione, cosa sceglieranno? Questa è la “politica” che vi piace e invocate tanto. Auguri.

      • Purtroppo è a malincuore, questa volta devo darti ragione Suck. Nessuno rinuncerà al proprio vitalizio e quindi faranno di tutto per arrivare a fine legislatura dato che tantissimi di loro non verranno rieletti e Draghi questo lo sa benissimo.

          • Grazie di chiedere il mio parere, anche se non è semplice leggere nella testa dei nostri leader politici.
            Non credo che si arriverà ad una crisi di governo per i balneari, e neanche per i tassisti e ambulanti.
            Anche se sono parte in causa lo troverei aberrante.
            Non sono però convinto che alcuni partiti, specie quelli di centrodestra, desiderino abdicare da loro posizioni a noi favorevoli, lasciando alla Meloni il ruolo di nostra paladina. C’è troppo da perdere in termini elettorali ad essere bollati come partito “europeista” dopo anni di euroscetticismo. La lega, che non apprezzo ne stimo, credo che non possa perdere ulteriori punti nei sondaggi. Già ha una leadership molto in discussione.
            Di contro, non credo che in caso di crisi di governo si vada ad elezioni. Con partite come la pandemia, il PNRR e la crisi economica/energetica, credo che Mattarella imporrebbe un “governo del presidente”.
            Vuoi sapere cosa penso io? Senza nessuna pretesa di essere nel giusto, credo che una rottura sui balneari non convenga a nessuno. L’Europa non vuole un’Italia debole o in fibrillazione. Draghi ha ben altre partite da giocare e i partiti non vogliono le urne. Quindi si troverà una soluzione di compromesso.
            Lo stesso Gentiloni apre a concetti come gli investimenti pregressi. Il Consiglio di Stato non nega a prescindere il legittimo affidamento, purché non generalizzato.
            Alla fine partoriranno una legge di riforma del Codice della Navigazione che porti ad un periodo transitorio (che io non vorrei perché da solo modo a chi ci vuole fregare di organizzarsi meglio, ma mi pare di essere il solo balneare a pensarlo) di qualche anno e poi gare con criteri che prevedano un “qualcosa” da corrispondere a chi lascia sull’arenile una azienda in operatività e legittima.
            Cosa sarebbe giusto secondo me? Beh… lo hai letto già più volte: un sistema di indennizzo da parte del subentrante all’uscente, ad ogni rinnovo e non solo per questa tornata di aste. Con una base di calcolo che renda l’indennizzo serio (e cioè riflettente il valore della parte non demaniale dell’azienda, compreso l’avviamento). penso che lo Stato dovrebbe pretendere che chi prende in mano le aziende balneari si esponga con capitali e rischi di vederli diminuire se gestisce male o illegittimamente, ma abbia anche la “carota” di vederli aumentare sulla base del suo valore imprenditoriale. Non avrei fiducia, come proprietario, di un gestore che entra a garanzie zero, sulla sola base di un piano di sviluppo futuro, che essendo futuro è tutto meno che certo. Ho già letto le critiche che mi vengono mosse, per cui dispenserei di riproporle. Garantisco di esserne al corrente, ma anche di non riuscire a persuadermi di essere in errore.

            • E puntuale come Equitalia, la Meloni si intesta oggi la difesa dei balneari spingendo Salvini e Berlusconi a prendere posizione.
              Francamente questa politica-spettacolo, muscolare, mi ha stufato. L’arte della politica è sempre stata la mediazione, la comprensione delle ragioni contrapposte e la loro sintesi.
              E’ paradossale non riuscire a trovare un accordo di mediazione seduti ad un tavolo.
              Eppure è così, e lasciamo che vadano a rischio qualche migliaio di imprese creando un problema sociale per nulla. Si, nulla, perché solo gli sciocchi credono alle stime di Iervolino (15 miliardi di fatturato!). Secondo il SID ci sono in italia circa 8.000 stabilimenti balneari propriamente detti. Non so se il dato sia corretto, ma proviene da database del ministero, per cui prendo quello.
              Vorrebbe dire che ognuno di noi fattura mediamente circa 2.000.000€!!! Sicuramente il Twiga di Briatore e molti altri posti top ci arriveranno, ma oltre la metà (per non dire il 75%) naviga entro i 200.000€, per cui a 15 miliardi non ci si arriverà mai.
              Ed i nostri detrattori poi ci accusano di fare la maggior parte degli incassi in nero, per cui il dato reale quanto sarebbe? 30/40 miliardi? Ma ci avete visti? Vi sembra plausibile?

              E mi permetto di spendere una parola su quelle che sono le vere storture recenti del nostro tessuto economico.

              Un sistema infrastrutturale ingessato, in mano a monopoli che anche quando gestiscono male e causano decine di morti bisogna ringraziarli per averci spremuti come limoni e garantirgli buonuscite miliardarie

              un sistema di politiche attive del lavoro basato sul reddito di cittadinanza, che costa una decina di miliardi l’anno e non porta nessuno a formarsi professionalmente né a cercare lavoro, anzi, dalla sua introduzione ha scoraggiato il lavoro stagionale perché nessuno accetta lavori per tre mesi col rischio che poi gli salti il reddito di cittadinanza per gli altri nove. Io non trovo bagnini e camerieri neanche con stipendi oltre i 1600/1700 al mese più mance. Prima potevo scegliere fra i curricula che mi arrivavano in primavera.

              Una politica di rilancio del PIL basata esclusivamente su bonus e crediti di imposta come il 110%, che si può sintetizzare così: “sei fortunato ad avere degli immobili, bene, lo Stato ti da i soldi per ristrutturarli a spese della collettività”. E ci credo che il PIL è cresciuto del 6%, ma è tutta fuffa! Visto che la storia si ripete, e non c’è mai niente di nuovo sotto il sole, ricordo che si tratta del più famoso dei paradossi keynesiani: per alzare il PIL e abbattere la disoccupazione basta assumere degli uomini e pagarli per scavare una buca e poi assumerne altrettanti e pagarli per riempirla. Keynes, vivendo in un mondo in cui gli stati battevano moneta, sapeva che per fare ciò c’era un piccolo trade off: l’aumento del debito pubblico per pagare quella gente. Ed infatti nell’Italia del mirabolante PIL +6% il debito pubblico cresce a razzo.
              Abitando poco lontano dalla frontiera con la Francia ho sempre visto gli artigiani italiani andare a lavorare in Costa Azzurra o a Montecarlo, dove i ricchi pagavano meglio che in Italia. Ora nelle vie della mia città ci sono alcuni cantieri di imprese del Principato di Monaco! Capite? col 110% (e quindi con le mie tasse) lo Stato dà soldi a dei condomini per fare lavori spesso inutili o comunque non necessari, a prezzi così alti che vengono commissionati a imprese di un paradiso fiscale! Come diceva Totò? Ah, ecco… “E io pago!”

              E di fronte a queste e tante altre macroscopiche puttanate di politica economica (sorvoliamo su Alitalia, ecc.) pensiamo che la soluzione di tutti i mali sia fare il muro contro muro sulle spiagge? Cari politici, credete davvero che il cittadino si indigni perché io lavoro e non per i cartelli di cantiere monegaschi sui ponteggi? Vedrete alle prossime elezioni, soprattutto voi, pentastellati!
              Non dico il totale dei fondi del 110% e bonus facciate, ma anche solo l’importo delle frodi accertate sul loro utilizzo basterebbe a finanziare un riordino serio del settore balneare senza lasciare morti e feriti tra gli operatori del settore (e ribadisco che invece, secondo me, gli indennizzi non dovrebbero essere a carico dell’erario ma dei concessionari subentranti, ma questa è opinione personale), ma evidentemente non si vuole: è più comodo creare un nemico di facciata ed intestarsi una inutile battaglia.

              Una preghiera: non un tavolo tecnico, ma un conclave. Tutti chiusi a pane e acqua, possibilmente senza tetto, sino a trovare una soluzione soddisfacente.

        • Nikolaus Suck says:

          Esatto. E che in questa situazione, nota e prevedibile non solo per te e per me, i “vostri” vadano ancora ragliando proroghe ed esclusioni come nulla fosse e solo per legittimare se stessi e il proprio ruolo ma portandovi nel baratro, è abbastanza sconcertante. Ma voi, ovvero la maggioranza dei tuoi colleghi, è loro che seguite e ascoltate.

        • È quanto tentavo di spiegare ad Ernesto in un precedente articolo: Draghi non è stato messo lì a caso e le dinamiche interne al consesso parlamentare sono già scritte.
          Al di là dei miei ideali di spiaggia libera, non mi fa comunque piacere questo.

    • A parti inverse, se doveste contare su 5 stelle e PD, per aprire una crisi, non avreste speranze… Ma trattandosi di Lega, che è sempre lì a inseguire elettoralmente la Meloni, uno strappo potrebbe anche starci… che poi questo sia sufficiente, è un altro discorso

  7. Disilluso, diciamo che il governo cada? e poi sara’ un bene trovarsi senza uno straccio di riforma al 2024?

    Cioe’ io non capisco, quale sia il vostro progetto, tranne pochi casi, non avete presentato UNA PROPOSTA SERIE sulla quale discutere

  8. Claudio piras says:

    Caro Gentiloni io penso che un personaggio della tua portata ed in considerazione al ruolo che ricopre dovrebbe stare più attento a fare certe affermazioni in quanto così facendo non solo perdi la stima e la fiducia che molti Italiani Avevano riposto in te, ma addirittura li metti in secondo piano rispetto agli altri cittadini europei. Tengo a precisare che ogni governo tutela i propri cittadini, tranne noi italiani che facciamo sempre il gioco del nemico. Perchè prima di affossare i tuoi concittadini non vai in Europa a battere i pugni chiedendo anche per noi italiani le pari oppure? Grazie pensaci e se non sei in grado vattene a casa.

  9. danilo caracciolo says:

    Vorrei ribadire che alcune dichiarazioni il signor Gentilini prima di pubblicare è bene che si aggiorni un po’ la cultura sul demanio anzi di cercare di difendere i concessionari ,come fanno i rappresentanti della spagna della Croazia della Francia del Portogallo,la bolkestein se viene letta bene non dice quello che Gentiloni pensa ,perché alcune sentenze della corte di giustizia europa conferma l opposto anzi ti ricordo Gentiloni cke tutte le concessioni prima del 2009 non possono essere messe a bando perché esistono prima della bolkestein, mentre quelle successive già da allora è stata fatta un evidenza pubblica perciò caro Gentiloni pensa al tuo compito e cerca di tutelare l economia Italia
    W L Italia .W il lavoro.

  10. Il problema non si può risolvere politicamente,dobbiamo risolverlo rivendicando in giudizio i nostri diritti,il voto di chi ci vede come dei privilegiati impedisce di fatto alla politica di difendere la nostra causa,bisogna prenderne atto

  11. Ah ecco erano un paio di giorni che non sentivo il tema della Spagna, Francia, Portogallo, cioe’ tutti sistemi piu’ penalizzanti per i balneari .

    Poi vi lamentate che le persone ironizzano in ordine a questi commenti..

  12. non c’è speranza
    il Consiglio di Stato ha dato come data di scadenza delle concessioni il 31.12.2023.
    Che scenario vi immaginate dovranno essere istituite le gare, su quali basi quanto durerà questo processo, ANNI chi farà le stagioni estive 2024 e 2025 e anni a seguire nessuno.
    chi dice che i balneari vogliono vivere di proroghe si sbaglia, di proroghe muore tutto il settore chi investe su proroghe, Nessuno.
    non c’è speranza
    abbiamo una classe politica totalmente ignorante, nel senso che ignora come gira il mondo abbiamo gente non preparata, vengono fuori ora con il bombardamento delle bollette quando è un problema di cui si è iniziato ad avvertirne la problematica a Settembre, Politica dovrebbe essere visione e previsione, responsabilità, non abbiamo niente di tutto questo.
    Abbiamo il vuoto totale.
    Per quanto riguarda il popolo germanico con cui ho a che fare, saranno anche efficienti ma si dimenticano spesso le cose, dopo la riunificazione delle due Germanie sono andati in grande crisi recessione del 2003 e altre nazioni tra cui noi gli inglesi ed altri paesi europei hanno dato una mano.

  13. Una domanda a Suck che mi sembra il piu’ preparato
    E se la concessioni ricadesse in zona a tutela ambientale ed avesse avuto gia’ prima del 2006 dall’ente preposto alla salvaguardia del territorio il divieto di cambio titolarita’ della concessione per non consentire “forse” forme di speculazione cosa succede ?
    Si andrebbe comunque all’asta?
    Grazie

    • Nikolaus Suck says:

      Salve Roberto. Per rispondere seriamente andrebbe vista la concessione e capita meglio la situazione. In via generale, il “divieto di cambio titolarità”, che ha senso in un’ottica di cessione del titolo esistente ma i cui termini e motivi non mi sono allo stato ben chiari, è questione diversa dalla durata e quindi dal meccanismo di (ri)assegnazione della concessione.

  14. Io Claudio sono italiano come te e le parole di Gentiloni mi hanno proprio rincuorato che le gare ci saranno giusto ieri ho chiacchierato con tecnico comunale ligure che mi confermava l’intenzione di fare le gare a prescindere da una legge ad hoc perché il funzionario non vuole rischiare l’omissione d’atti d’ufficio e il danno erariale. Insomma grazie Gentiloni

  15. Nel 2013 con tanto sacrificio ho realizzato il mio sogno di ACQUISTARE uno stabilimento balneare nella mia amata Sardegna. Sinceramente trovo non corretto che la mia attuale concessione mi rimanga per una vita. Pero’ trovo altrettanto scorretto che mi venga messo un termine al 2033, che va bene! e poi tolto via con un colpo di spugna.
    Chi ha deciso tutto questo, probabilmente non ha tenuto conto del fatto che le oltre trentamila aziende che operano nel settore ( demanio), hanno investito su migliorie ecc.. ecc.. Forti del fatto appunto che sino al 2033 potevano farlo.
    E le stesse persone, non hanno tenuto conto del fatto che dietro tutte queste aziende, ci sono
    delle imprese che lavorano per produrre, attrezzature, macchinari, strutture, mezzi ecc..ecc..
    Contratti da rispettare, scadenze con clausole e tanto altro.
    Ora in maniera molto semplice, qualcuno mi spieghi come si puo’ pretendere che in due anni
    vada tutto a morire cosi.

    • Nikolaus Suck says:

      Nel 2013 quando ha acquistato il 2033 ancora non c’era. Il quel momento se non erro la scadenza era prevista al 2020. Quindi immagino che l’orizzonte cui ha parametrato il Suo investimento fosse quello, giusto?

  16. Ci ricorderemo le parole di gentiloni alle prossime elezioni …..proprio liervolino che dia della lobby hai balneari fa Solo ridere!

    • Nikolaus Suck says:

      Se, come dite a gran voce, ritenete di avere ed esercitare un peso politico tale da condizionare la tenuta di un governo e della legislatura, questo siete, una lobby, inutile che vi scandalizzate per una definizione i cui presupposti li invocate voi stessi.

      • Le lobby sono quelle che insistono per defraudare le aziende dei privati. Quelle sono le uniche lobby perché uno stato serio non rovina delle piccole imprese familiari pur di assecondare regole iper liberiste e demagogiche. Vergognatevi . Se scoppia il putiferio sera per colpa della rivinosa idea che l’Europa abbia sempre ragione , ma come tutti sanno dal patto di stabilità in poi non ne azzeccano più una, e non è giusto che tante famiglie ne vadano di mezzo.

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