Attualità

“Mappatura concessioni, grave scelta del governo”: i commenti

La decisione di Draghi attira le reazioni negative di politica e associazioni di categoria

L’approvazione del decreto, avvenuta ieri in consiglio dei ministri, che istituisce una nuova banca dati denominata “Siconbep” per la mappatura delle concessioni pubbliche (incluse quelle balneari) ha attirato molte reazioni negative da parte di politica e associazioni di categoria. Riportiamo i principali comunicati ricevuti in redazione.

Capacchione (Sib): “Draghi strumentalizza questione balneare per fini politici”

Questo il commento del presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione: «La decisione del presidente del consiglio Mario Draghi di procedere all’adozione del decreto previsto dalla legge sulla concorrenza relativamente alla mappatura anche delle concessioni balneari, nonostante la contrarietà di parte del governo e segnatamente del ministro al turismo Massimo Garavaglia competente in materia, è profondamente sbagliata sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché si tratta di un atto non urgente e indifferibile, certamente non rientrante nei poteri di un governo dimissionario e di un parlamento in procinto di essere rinnovato fra pochi giorni (aspetto che pone anche dubbi di costituzionalità). Nel merito perché foriero di confusione e contraddizione con il Sid (Sistema informativo del demanio marittimo) già in essere presso il ministero delle infrastrutture e adottato sia dagli enti pubblici che dagli operatori».

«Ancora una volta la volontà del presidente Draghi strumentalizza la questione balneare per fini politici o anche di immagine personale estranei agli interessi non del settore ma dell’intero paese. La questione balneare merita non decisioni improvvisate e confuse né “colpi di mano”, bensì un approccio serio e meditato. Ciò che ancora una volta è clamorosamente mancato per esclusiva volontà del presidente Draghi. Soprattutto alla luce delle diverse rimessioni della questione alla valutazione della Corte di giustizia dell’Unione europea effettuata dai giudici amministrativi: dopo il Tar di Lecce anche, giusto due giorni fa, dal Consiglio di Stato. Sarebbe stato doveroso, da parte del presidente Draghi, il rinvio della decisione non solo per rispetto delle forze politiche del suo governo e del parlamento che si eleggerà fra pochi giorni, ma anche e soprattutto per rispetto della giustizia dell’Unione europea chiamata a decidere in materia dall’intera giustizia amministrativa italiana».

Licordari (Assobalneari): “La fretta del governo è sospetta”

Così si esprime Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari-Confindustria: «Il governo continua a considerare tra le più importanti priorità del paese la questione delle concessioni balneari. Abbiamo bollette della corrente elettrica insostenibili, problemi notevoli di natura energetica, aziende e famiglie non sanno come fare ad andare avanti, con il costo dei generi di consumo inevitabilmente lievitato e una guerra vicina a noi, e i professori che per pochi giorni ancora (speriamo) occupano Palazzo Chigi si preoccupano di decreti attuativi per le concessioni turistico-ricreative. Anche gli stessi partiti che hanno votato la legge sulla concorrenza hanno invitato il premier a non occuparsi di questa questione per lasciarla affrontare al prossimo esecutivo, pienamente legittimato dal voto del 25 settembre».

«Mi sembra che questo accanimento su una questione che di urgente non ha proprio nulla sia oltremodo singolare, al limite del sospetto. Normalmente un governo ascolta le forze politiche che lo sostengono, invece con Draghi accade il contrario. Se gli dicono A, lui fa B e viceversa. Anche in questo caso si ha una lampante dimostrazione che i partiti che lo hanno sostenuto non hanno mai avuto voce in capitolo. I ministri, espressione proprio delle forze politiche di appartenenza, hanno sottostato unicamente ai desideri e ai voleri del primo ministro anche a costo di abbandonare il partito in cui hanno militato per decenni che ha fatto la loro fortuna offrendogli posti di potere, opportunità e benessere economico, oppure disubbidendo agli ordini di scuderia facendo perdere decine di migliaia di consensi in termini elettorali al proprio schieramento. Non mi sembra una situazione di normalità. E la cosa che stupisce che nessuno ne parli e che ciò appaia come normale. Ma sulla questione balneare non deve essere questo governo dimissionario a dire l’ultima parola, anche perché di parole ce ne sono da dire ancora molte, come per esempio che la questione del Pnrr non riguarda questo settore, visto che non appare menzionato in nessun articolo di quest’ultimo».

Contrarietà da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia

Piuttosto dura è stata la reazione della Lega, con i tre ministri Massimo Garavaglia, Giancarlo Giorgetti ed Erika Stefani che ieri hanno votato contro il decreto. Queste le motivazioni espresse da Garavaglia: «I ministri della Lega hanno votato contro il decreto che avvia le mappature delle concessioni. Abbiamo ritenuto fosse scorretto portare un provvedimento del genere all’esame del consiglio dei ministri a pochi giorni dalle elezioni. Riteniamo che sia più corretto affidare l’esame di simili provvedimenti al nuovo governo. Inoltre non c’era alcuna urgenza, visto che il termine per approvare il decreto sulla mappature delle concessioni scade a febbraio del 2023».

Furioso anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Nonostante i nostri ripetuti avvertimenti il governo uscente, quindi del tutto delegittimato dal prendere iniziative di questo tipo, si occupa di decreti attuativi per la mappatura del territorio in riferimento alle concessioni balneari. Un atto inutile, che sarà cancellato dal prossimo parlamento e dal prossimo governo di centrodestra che, al contrario, attuerà una politica di tutela delle imprese. I balneari hanno bisogno di altre risposte, di sostegno, di un futuro, invece alcuni si accaniscono verso piccole aziende che dopo pandemia e caro bollette hanno affrontato anche i danni del meteo nelle ultime settimane. Rispediremo al mittente questa assurda iniziativa e provvederemo quanto prima a ristabilire le giuste regole per tutelare il turismo e l’economia italiana. Le regole per le imprese balneari vanno scritte tutelando la continuità delle aziende, superando sentenze del Consiglio di Stato basate su principi errati, convincendo l’Ue che la Bolkestein non si applica a questo settore».

Infine, questa la nota di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: «È incomprensibile la scelta del governo Draghi di procedere con i decreti attuativi del ddl concorrenza, di cui uno prevede la mappatura di tutte le concessioni demaniali, comprese quelle che riguardano i balneari, per raccogliere i dati di affidamento dei beni pubblici. Una decisione che si può leggere soltanto con la volontà di mettere velocemente a gara un bene inestimabile come le nostre spiagge, per procedere con la svendita di migliaia di aziende del settore anche se la direttiva europea Bolkestein non prevede espressamente questa possibilità. L’accelerazione nella mappatura, fatta a pochi giorni dal voto, appare del tutto inopportuna e illogica. Questa misura poteva e doveva essere rimandata al nuovo governo, anche perché appare evidente la necessità di confrontarsi con i territori e l’approfondimento delle competenti commissioni parlamentari per trovare un’intesa sul tema».

Scajola: “Decisione inopportuna”

Così infine Marco Scajola, presidente del Tavolo interregionale sul demanio marittimo e assessore all’urbanistica della Regione Liguria: «Apprendo con stupore e anche preoccupazione la decisione del governo uscente di procedere con la mappatura delle concessioni balneari, da mettere a gara, a soli pochi giorni dalle elezioni. Una decisione di tale portata necessita del tempo necessario per essere formulata, tenendo conto delle indicazioni di tutte le parti coinvolte, per evitare di mettere in ginocchio l’intero comparto balneare e migliaia di famiglie italiane che operano in questo settore. Mi rammarica che ancora una volta le Regioni non siano state interpellate per evidenziare le criticità di un tale provvedimento. Mi auguro che ci sia un ripensamento da parte dell’esecutivo e che demandi al prossimo governo le decisioni in merito alle concessioni balneari, che devono essere condivise e non imposte per tutelare così le nostre imprese, le nostre tradizioni, la nostra storia».

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: