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“La sentenza del Tar Lecce rafforza le ragioni dei balneari”

La pronuncia n. 589/2021, che ha respinto il ricorso dell'Antitrust contro l'estensione delle concessioni al 2033 disposta dal Comune di Manduria, dimostra che la partita è ancora aperta

Il Tar di Lecce, con la sentenza n. 981/2021 del 29 giugno 2021, ha rigettato il ricorso dell’Antitrust che chiedeva di non applicare la legge 145/2018 e di effettuare la messa a gara delle porzioni di demanio marittimo oggetto di vigenti concessioni demaniali marittime. Il Sindacato italiano balneari è intervenuto in questo processo a sostegno del Comune di Manduria (Taranto) che ha applicato la legge n. 145/2018, e a maggiore supporto dei balneari interessati abbiamo deciso anche di partecipare personalmente all’udienza di discussione insieme agli altri avvocati del collegio difensivo.

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Con questa sentenza il Tar di Lecce ha rigettato il ricorso dell’Antitrust in quanto, fra l’altro, gli atti del Comune sono «meramente ricognitivi della proroga disposta in via automatica dal legislatore». Il Tar salentino ha quindi sottolineato che la contestazione della legge 145/2018 avrebbe dovuto comportare la sollevazione da parte dell’Antitrust ricorrente della questione di costituzionalità della norma – cosa che, al contrario, non ha fatto. A ciò si aggiungano la ricchezza dele motivazioni nel merito sulla non applicabilità diretta della cosiddetta direttiva servizi “Bolkestein” e l’assenza di circostanze fattuali relative alla scarsità di risorsa e all’interesse transfrontaliero. Significativa anche la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio.

Siamo pertanto soddisfatti di questa importante sentenza, che rafforza la decisione che abbiamo assunto di intervenire come sindacato rappresentativo del settore in tutte le controversie giudiziarie riguardanti i balneari nonché di partecipare personalmente alle relative udienze al fine di rendere ancora più evidente l’interesse dell’intera categoria di difendere questo importante comparto dell’economia nazionale. In tale ottica siamo già intervenuti negli altri procedimenti giudiziari (dalla Toscana alla Puglia, dalla Campania al Lazio) e stiamo continuando a farlo ovunque sia necessario a tutela dei balneari italiani.

Non ci sfugge che altri Tar, come quello di Firenze, hanno deciso in maniera differente, tanto da indurre il presidente del Consiglio di Stato ad assegnare la questione all’adunanza plenaria di questo organo giurisdizionale al fine di superare questi contrasti. Ma proprio questa decisione del presidente del Consiglio di Stato conferma che la “partita giudiziaria” è ancora aperta. Ecco perché la nostra azione sindacale si sta esplicando anche sul fronte giudiziario, oltre che con la mai interrotta e sempre intensa interlocuzione con il parlamento e il governo per la riforma della materia al fine di dare finalmente certezza al settore. A tal fine sono utili e assolutamente da non sottovalutare tutte le iniziative dirette a evidenziare il ruolo e la funzione di servizio e sociale che ha sempre svolto la balneazione attrezzata italiana, preziosa espressione del nostro made in Italy.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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  1. Gentile AVV Capacchione
    Pur condividendo pienamente quanto sostenuto dal Giudice Pasca è evidente che sia l’unico a pensarla così. Proprio ieri vedevo report e nelle diverse puntate c’era sempre un denominatore comune ossia la corruttibilita’di moltissimi giudici. Alla luce di questo mi domando: che senso ha sperare nei Tar quando il consiglio di stato avrà la parola ultima??e se tanto mi dà tanto, chi me lo dice che questi poteri forti non riescano ad averla vinta in modo che solo in Italia come luogo simile agli altri(lasciamo perdere Francia e altri stati che hanno 1% rispetto a noi) venga applicata la famigerata bolkestein??

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