Attualità

Governo convoca tavolo su balneari, associazioni escluse

Palazzo Chigi sembra pronto a svelare la riforma delle concessioni di spiaggia, ma dopo le elezioni europee e senza i sindacati di categoria

Palazzo Chigi ha convocato una riunione ristretta del tavolo tecnico consultivo sulle concessioni demaniali marittime. L’appuntamento è per il prossimo 12 giugno alle 15.30 ed è stato rivolto solo alla Conferenza delle Regioni, all’Agenzia del demanio e ai ministeri competenti in materia (infrastrutture, economia e finanze, imprese e made in Italy, ambiente, turismo, politiche del mare, affari regionali, affari europei, sport). Sono dunque state escluse per la prima volta le associazioni delle imprese balneari e dei porti turistici, che hanno partecipato a tutti i precedenti incontri del tavolo.

Il tavolo tecnico consultivo sulle concessioni demaniali marittime, coordinato dal capo dipartimento della presidenza del consiglio Elisa Grande, è stato convocato per la prima volta a giugno 2023 e si è concentrato soprattutto sulla mappatura dei litorali italiani, conclusa lo scorso ottobre dal governo. Con una percentuale calcolata del 33% di coste occupate da concessioni, la tesi di Palazzo Chigi è che sarebbe possibile garantire la concorrenza richiesta dalla direttiva europea Bolkestein avviando le gare sui litorali liberi senza toccare le concessioni esistenti, poiché non ci sarebbe la scarsità della risorsa. Tuttavia, nonostante la mappatura sia stata conclusa sette mesi fa, ad oggi non è stata mai nemmeno presentata una proposta concreta per applicare questo principio in una legge.

Dopo una lunga pausa dall’ultimo incontro di ottobre, il tavolo tecnico sulle concessioni demaniali marittime era stato nuovamente convocato a sorpresa lo scorso 10 aprile, il giorno precedente alla manifestazione organizzata dalle associazioni balneari Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti che ha portato migliaia di imprenditori in piazza per chiedere l’approvazione di una legge sulle concessioni. Ma anche allora, non è trapelato nulla in merito agli intenti del governo sul riordino del demanio marittimo. Infine, il 30 aprile Palazzo Chigi ha inviato la lettera di convocazione per il prossimo 12 giugno, questa volta escludendo le oltre venti associazioni coinvolte in precedenza, in rappresentanza dei titolari di stabilimenti balneari, ormeggi, porti turistici, campeggi e alberghi.

Lo stesso giorno in cui è stata inviata la lettera di convocazione per il tavolo tecnico, il Consiglio di Stato ha pubblicato una sentenza che per l’ennesima volta ha bocciato la proroga di un anno delle concessioni approvata dal governo Meloni e ha sollecitato ad avviare le gare pubbliche per rinnovare i titoli, scaduti il 31 dicembre 2023 secondo Palazzo Spada. In assenza di una norma nazionale, comunque le gare delle concessioni balneari stanno già avvenendo in ordine sparso, secondo la libera iniziativa delle amministrazioni locali. La lettera di convocazione per il 12 giugno non contiene nessuna informazione sulle ragioni di questo nuovo incontro, ma è altamente probabile che, data la situazione critica, il governo intenda presentare finalmente una proposta di legge. Significativo è che abbia voluto farlo dopo le elezioni europee, e senza coinvolgere le associazioni di categoria.

La lettera di convocazione

Il commento

Così Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari di Fipe-Confcommercio, commenta la convocazione del tavolo senza il coinvolgimento delle associazioni di categoria: «La convocazione riguarda solo le amministrazioni pubbliche e non anche le organizzazioni di categoria. Si ricorderà che la scorsa riunione del 10 aprile fu convocata alcune ore prima, a conferma che era puramente strumentale contro la nostra manifestazione del giorno dopo. Le modalità di convocazione di questo nuovo tavolo, invece, suggeriscono che il governo non sia intenzionato a intervenire legislativamente prima delle elezioni europee. Per puro calcolo elettorale, si abbandona il settore nel caos amministrativo. Sono gravi le responsabilità politiche per le possibili conseguenze sulla funzionalità del settore, a partire dalla già iniziata stagione balneare, ed è sbagliato anteporre gli interessi elettorali a quelli del paese. Come deciso, saranno intraprese nei prossimi giorni iniziative sindacali adeguate».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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