Attualità

“Legge subito per salvare i balneari”, oltre 5000 in piazza a Roma

La categoria è pronta a una serrata di protesta il prossimo 2 giugno, se il governo non interverrà con una riforma

ROMA – Serve subito una legge che restituisca certezze definitive sul futuro delle concessioni di spiaggia. È la richiesta fatta da oltre cinquemila balneari, che stamane secondo gli organizzatori hanno riempito piazza Santi Apostoli a Roma per la manifestazione indetta dalle associazioni di categoria Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti. Se il governo Meloni non interverrà subito, hanno detto i due sindacati, i balneari sono pronti a una grande serrata dei loro stabilimenti il prossimo 2 giugno come gesto di protesta. Le concessioni sono infatti in scadenza il 31 dicembre 2024 per effetto della legge 118/2022 del governo Draghi, e nonostante la premier Giorgia Meloni abbia più volte promesso che avrebbe salvaguardato la continuità delle attuali imprese, ancora nulla di concreto è stato fatto – come è emerso da ultimo al tavolo con le associazioni di categoria convocato ieri a Palazzo Chigi. Nel frattempo le amministrazioni comunali stanno iniziando ad avviare i bandi, ma ci sono molti altri sindaci che si rifiutano di farli e che si sono recati in piazza al fianco dei balneari. Assenti invece i parlamentari, non voluti dalle associazioni organizzatrici: stanca delle tante parole e promesse, la categoria ora vuole solo i fatti.

Quella di oggi è stata anche una manifestazione di grande unità: a prescindere dalle varie sigle sindacali che rappresentano il settore, gli imprenditori balneari di tutte le casacche sono accorsi in massa da tutta Italia per sollecitare il governo ad agire in fretta, al fianco di numerosi sindaci che si oppongono ai bandi.

«Serve una legge subito che restituisca certezze e dignità alle nostre imprese, non possiamo permetterci di attendere il voto europeo», ha detto il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli. «Se questo governo ci tiene davvero al nostro settore, che batta un colpo. Il lavoro di mappatura è stato importante, ma non sufficiente. Siamo pronti a discutere su un testo di legge che preveda anche l’aumento dei canoni, ma non accetteremo mai l’esproprio delle nostre aziende. Se la politica non ci ascolterà, siamo pronti a tenere chiusi i nostri stabilimenti a partire dai primi di giugno».

Ha aggiunto Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio: «Hanno fatto di tutto per dividerci, ma non ci sono riusciti. Giorgia Meloni è una premier forte e coerente, ma ha sbagliato a non agire e a non mandare nemmeno un messaggio. Altri almeno hanno mandato un telegramma e alcuni sono anche venuti, anche se sapevano che avremmo fatto parlare solo la parte lesa di questa questione, ovvero i balneari, i sindaci e le Regioni. Non i politici, perché hanno già parlato troppo. Non pensate però che dopo questa manifestazione non succeda nulla. Questa è l’ultima manifestazione che facciamo a Roma, ma è anche la prima iniziativa di un nuovo ciclo, per una diversa mobilitazione. Se non ci saranno passi avanti, il 2 giugno la festa della Repubblica ve la organizziamo noi sulle nostre spiagge, e poi vi organizziamo anche la campagna elettorale per le europee».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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