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Dossier balneari, ecco chi sarà a decidere sulla riforma delle spiagge

La premier Meloni avrebbe deciso di dividere la delega sul demanio marittimo tra la presidenza del consiglio e il ministero del mare, affidando il compito di redigere il decreto attuativo al suo capo di gabinetto

Saranno la presidente del consiglio Giorgia Meloni e il ministro del mare Nello Musumeci a decidere sulla riforma delle concessioni balneari. Sono i rumours che emergono dai corridoi di Palazzo Chigi, dove nei giorni scorsi la premier ha sciolto le riserve sulle deleghe in materia di demanio marittimo, in seguito alle polemiche per il conflitto di interessi della ministra al turismo Daniela Santanchè. Quest’ultima, socia del noto stabilimento Twiga di Forte dei Marmi, in seguito alle accuse aveva affermato che sarebbe stata la leader di Fratelli d’Italia a occuparsi direttamente del decreto attuativo per il riordino delle concessioni, da varare entro la fine di febbraio come previsto dalla legge sulla concorrenza approvata lo scorso agosto in parlamento. E nei giorni seguenti la premier, rispondendo a una lettera del presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, ha messo nero su bianco una promessa forte e chiara: «Il nostro governo difenderà le imprese balneari italiane e le famiglie che lavorano nel settore. L’Italia non può permettere che le proprie coste e spiagge finiscano in mano chissà a chi, con il rischio di distruggere un tessuto economico sano e di mettere in pericolo anche l’integrità dell’ambiente».

La questione della delega sul demanio marittimo è stata discussa lo scorso fine settimana a Palazzo Chigi: visto il conflitto di interessi di Santanchè, il dubbio era se il referente principale della riforma sarebbe stato il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, quello agli affari europei Raffaele Fitto o il ministro del mare Nello Musumeci. In base alle indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa, la premier preferirebbe mantenere in seno alla presidenza del consiglio e al ministero del mare il difficile compito di decidere sul futuro delle migliaia di imprese balneari italiane, strette nella morsa della direttiva europea Bolkestein che prevede di riassegnare le concessioni tramite gare pubbliche. A confermarlo è stato anche il ministro Musumeci ieri in un’intervista al Corriere della Sera: alla domanda del giornalista che gli ha chiesto se si occuperà di stabilimenti balneari, Musumeci ha risposto che «Santanché ha chiesto di rinunciare alla delega, d’accordo con il presidente del consiglio. Ce ne faremo carico e fra i primi temi che affronteremo ci sarà quello. Le opinioni sul tema sono divergenti, dobbiamo trovare una sintesi senza penalizzazioni o favoritismi».

A causa di una sentenza del Consiglio di Stato pronunciata un anno fa, che ha cancellato la proroga delle concessioni al 2033 disposta dal primo governo Conte, il precedente esecutivo capitanato da Mario Draghi ha optato per le procedure selettive entro il 31 dicembre 2024, ma per disciplinare e avviare le gare occorrerà emanare un decreto attuativo su cui la premier starebbe meditando in questi giorni, in modo da capire come garantire la continuità per gli attuali concessionari promessa dal suo partito durante la campagna elettorale. Il primo passo in questo senso sarebbe in una bozza di decreto esaminata venerdì scorso da Palazzo Chigi, che secondo il quotidiano Domani, attribuirebbe la funzione di «valorizzazione del demanio marittimo, con particolare riferimento alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative» a un nuovo “Comitato interministeriale di coordinamento delle politiche del mare” (Cipom), istituito a Palazzo Chigi e posto sotto la guida diretta del presidente del consiglio, con la supervisione del dicastero alle infrastrutture per quanto riguarda i porti e di quello del mare per i balneari. Inoltre, affermano alcune indiscrezioni riferite a Mondo Balneare da fonti della maggioranza, la Meloni avrebbe affidato il compito di iniziare a redigere il provvedimento attuativo sulla riforma del demanio marittimo a Gaetano Caputi, già capo di gabinetto dell’ex ministro del turismo Massimo Garavaglia e nei giorni scorsi nominato capo di gabinetto della presidenza del consiglio. Laureato in giurisprudenza ed esperto in pratiche economiche, Caputi sarebbe l’uomo che la premier Meloni avrebbe incaricato per redigere una prima bozza di provvedimento da far esaminare ai dicasteri competenti, per poi sottoporla all’approvazione del consiglio dei ministri e in seguito del parlamento. Il quadro, tuttavia, non è ancora completo: sono infatti attese per domani le nomine delle commissioni parlamentari, e solo una volta smarcato anche quest’ultimo passaggio, il governo si metterà al lavoro sui dossier più importanti, tra i quali figura senz’altro quello delle concessioni balneari.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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