Sindacati e associazioni

Base Balneare e Assobalneari: “No all’applicazione distorta della Bolkestein”

Le due associazioni oggi in conferenza stampa alla Camera e al Parlamento Ue: "La posizione della Commissione Ue lede gli interessi dell'Italia"

«Ribadire la validità della mappatura svolta dal governo italiano e condivisa con la Commissione europea, che pone le basi per una maggiore competizione, valorizzando vaste aree a potenziale vocazione turistica del paese ancora libere». È l’appello lanciato da Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria e Base Balneare con Donnedamare nel corso delle due conferenze stampa tenutesi questa mattina alla Camera dei deputati di Roma e al Parlamento europeo di Bruxelles. Un messaggio che mira a tutelare un comparto che conta oltre 10.000 stabilimenti che danno lavoro a oltre 44.000 persone e che, anche con l’indotto generato, fornisce un significativo contributo economico e d’immagine a uno dei settori, quello del turismo, traino dell’economia italiana.

«I due appuntamenti sono stati organizzati anche alla luce della preoccupazione per l’orientamento della Commissione europea, che attraverso la propria ipotesi di mappatura, ha l’intento di favorire l’insediamento di multinazionali e operatori finanziari», sostengono le due associazioni. «La mappatura quantitativa proposta dal governo e illustrata da una delegazione governativa nel corso di un recente incontro a Bruxelles creerà nuove opportunità di sviluppo nel comparto dell’accoglienza e dei servizi turistici, attraverso la creazione di nuovi insediamenti balneari che possano essere motore di nuova occupazione, nuovo sviluppo economico, maggiore tutela ambientale e sicurezza».

Al fianco delle delegazioni di balneari, erano presenti anche esponenti e rappresentanti dei partiti della maggioranza di centrodestra, con parlamentari di Fratelli D’Italia, Forza Italia e Lega che hanno preso la parola a sostegno della categoria. Alla conferenza a Roma hanno partecipato il presidente del gruppo Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri e i deputati Deborah Bergamini (Forza Italia), Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), Elisa Montemagni (Lega) e Salvatore Di Mattina (Lega). L’evento di Bruxelles invece ha visto la partecipazione degli europarlamentari Carlo Fidanza (capodelegazione di Fratelli d’Italia), Marco Campomenosi (capodelegazione della Lega) e Salvatore De Meo (Forza Italia).

«Riteniamo che, come dimostrato in sede di mappatura, la maggior parte delle spiagge italiane siano disponibili per l’insediamento di nuove imprese: pertanto la direttiva Bolkestein che regola la concorrenza non dev’essere applicata, perché la scarsità di risorse non sussiste», ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia). «L’Unione europea insiste sulla necessità di adottare procedure competitive, ma noi riteniamo che ci sia spazio sufficiente per nuove imprese, le quali devono potersi collocare dove non vi siano già imprese storiche che possano avere garanzia di continuità del proprio operato. Continueremo a impegnarci affinché il dialogo si riapra e la categoria sia tutelata. Non credo che l’Italia decolli se si perseguitano i balneari; tuttavia la categoria non è riuscita a fare una comunicazione efficace, siete più disprezzati dei politici. Non siete riusciti a smontare un argomento: “I balneari spendono 10 e incassano 1.000”. Non è così. L’odio nei vostri confronti nasce da questa convinzione, quindi noi siamo considerati difensori di approfittatori».

Ha aggiunto la deputata Deborah Bergamini (Forza Italia): «La mappatura delle spiagge italiane presenta tutti gli elementi per una corretta applicazione della Bolkestein, la quale prevede che, dove non vi sia scarsità di risorse, non ci sia necessità di andare all’asta, proprio perché c’è ampia disponibilità di spazi ancora liberi. Diversamente, è oggettivo il rischio che grandi gruppi imprenditoriali estranei al settore possano decidere di investire sulle nostre concessioni balneari già in essere, beneficiando di un avviamento e di investimenti già fatti da altri. Ciò produrrebbe, tra le altre cose, una perdita di specificità tipica del nostro settore balneare, che realmente crea valore per il nostro territorio e la nostra economia. È necessario fare attenzione perché, per la specifica conformazione del nostro paese, le nostre coste rappresentano anche i nostri confini nazionali. Sono necessari prudenza e senso della misura».

Questo invece il commento dell’europarlamentare Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia): «Il governo ha svolto un lavoro importante con l’istituzione del tavolo tecnico e con la mappatura che ha coinvolto tutti i ministeri interessati. Un’attività che nessuno aveva mai svolto prima e che deve essere completata, ma che già oggi dimostra la non scarsità della risorsa naturale e la disponibilità di nuove aree da assegnare in concessione per portare sviluppo e crescita alla nostra industria turistica. Su questa base si è aperta l’interlocuzione con la Commissione europea, imprescindibile per la definizione di una norma di riordino che superi le iniziative dei Comuni, le sentenze dei tribunali e i rilievi del Quirinale, in modo da essere recepita da tutte le amministrazioni e riconosciuta dalle magistrature interessate. Gli operatori, le cui preoccupazioni comprendiamo e condividiamo, sanno perfettamente che senza questa azione del governo Meloni la strada sarebbe già stata segnata. Andiamo avanti per garantire la massima tutela a chi, con i propri investimenti e il proprio impegno, ha fatto della balneazione attrezzata un’eccellenza del turismo italiano»

Ha aggiunto il deputato Riccardo Zucconi (Fratelli D’Italia): «La contestazione che ci arriva dall’Europa ci lascia perplessi, perché il lavoro svolto non può essere né disconosciuto, né contestato. La nostra proposta è che si proceda con una norma che cristallizzi il dato emerso della mappatura. L’Ue lo critica appigliandosi al pregio di alcune zone rispetto ad altre e alla conformazione morfologica delle coste, ma in realtà abbiamo verificato, anche con l’ausilio di Ispra, che in molti tratti rocciosi ci sono concessioni di vario tipo: non c’è dunque scarsità di risorse».

Ha dichiarato infine la deputata Elisa Montemagni (Lega): «Il grande lavoro svolto con la mappatura delle spiagge italiane e l’impegno dimostrato sulle concessioni hanno dato concretezza a un principio che la Lega ha sempre difeso: garantire diritti e futuro a migliaia di famiglie nel settore balneare. Non possiamo accettare che il duro lavoro, l’impegno e gli investimenti di tanti piccoli imprenditori italiani vengano mortificati. La battaglia per proteggere il nostro patrimonio imprenditoriale continuerà, e crediamo che sia indispensabile una norma dove vengano inserite le risultanze della mappatura per sancire la non scarsità della risorsa e consolidare il lavoro fatto dal ministero delle infrastrutture e dal ministro Salvini. Gli imprenditori e le aziende avranno ancora il nostro sostegno. Oggi dobbiamo continuare a difendere il principio della disponibilità della risorsa. Mettere in difficoltà il settore balneare significa mettere in difficoltà gran parte dell’industria turistica».

Così hanno concluso i presidenti di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria Fabrizio Licordari e di Base Balneare con Donnedamare Bettina Bolla: «Lanciamo un appello forte a nome di tutti i balneari italiani ribadendo la nostra contrarietà alla posizione della Commissione europea. L’applicazione distorta della Bolkestein lede gli interessi del nostro paese, non solo perché impedisce la valorizzazione di nuovi territori con una vocazione turistica oggi ancora inespressa, ma anche perché rischia di gettare nell’incertezza lavorativa decine di migliaia di persone. Ringraziamo il governo italiano per aver capito questa necessità e per essere al nostro fianco per elaborare una norma che difenda un settore vitale per l’economia del paese e favorisca lo sviluppo economico di nuove aree turistiche ancora libere».

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