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Balneari, Breton: “Su scarsità risorsa serve analisi qualitativa”

Il commissario europeo ha risposto a un'interrogazione di un'europarlamentare dei Verdi sulla mappatura delle spiagge

La valutazione delle coste disponibili in Italia per le concessioni balneari dovrebbe essere «reale e obiettiva» e «basarsi su un’analisi qualitativa». Lo ha affermato il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, rispondendo oggi a un’interrogazione dell’europarlamentare Rosa D’Amato (Verdi). Nell’interrogazione, presentata lo scorso 12 dicembre, D’Amato aveva chiesto alla Commissione Ue di giudicare la congruità dei criteri utilizzati dal governo italiano per la mappatura delle spiagge, conclusa lo scorso ottobre.

Nella sua risposta, il commissario Breton ha dichiarato che «la Commissione sta interloquendo con le autorità italiane al fine di garantire l’osservanza del diritto dell’Ue. La Commissione ritiene che, nel contesto dell’articolo 12 della direttiva Bolkestein e in linea con l’obiettivo e l’effetto utile di tale direttiva, dovrebbe essere effettuata una valutazione effettiva e obiettiva della “scarsità delle risorse naturali”, che dovrebbe consistere in particolare in un’analisi qualitativa. In tale valutazione potrebbero effettivamente essere rilevanti le situazioni di Regioni o Comuni specifici, come affermato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea» nella sentenza “Promoimpresa” del 14 luglio 2016.

In tema di concessioni balneari è intervenuta oggi anche la presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen, rispondendo a un’altra interrogazione presentata da Piernicola Pedicini, anch’egli europarlamentare dei Verdi, che chiedeva chiarimenti in merito alle ragioni per cui la Commissione europea, lo scorso novembre, ha inviato all’Italia un parere motivato, che rappresenta il secondo passo della procedura d’infrazione aperta sulle concessioni balneari. Nello specifico, Pedicini aveva chiesto perché la decisione non fosse stata resa nota pubblicamente nell’ambito del pacchetto procedure d’infrazione annunciato il giorno stesso. Secondo Von Der Leyen, invece, «il registro pubblico della Commissione ha tempestivamente diffuso informazioni» sulla decisione presa. «Le parti interessate hanno ricevuto messaggi specifici dalla Commissione in cui è stato spiegato la decisione presa. Anche la Commissione petizioni è stata regolarmente informata», ha concluso la presidente della Commissione Ue.

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