Sindacati e associazioni

Balneari uniti per uscire dalla Bolkestein, ma manca interlocutore di governo

Le associazioni Sib, Fiba, Cna e Oasi si impegnano al Sun per produrre un documento unitario

Quattro associazioni di categoria si impegnano a lavorare insieme per produrre un documento unitario che chieda l’esclusione delle spiagge dalle gare e dalla direttiva Bolkestein, ma manca ancora un interlocutore di governo che possa recepire le istanze dei balneari e farsi carico della necessaria riforma che superi il vetusto Codice della navigazione. È quanto è emerso ieri alla partecipata assemblea organizzata da Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari e Oasi-Confartigianato alla fiera Sun di Rimini, di cui parliamo anche nel video qui sopra con le interviste ai protagonisti del convegno.

Oltre ai presidenti delle quattro sigle sindacali, sono intervenuti tra i vari ospiti politici i senatori Gian Marco Centinaio (Lega) e Maurizio Gasparri (Forza Italia), il deputato Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), il governatore della Liguria Giovanni Toti e l’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini. Nel complesso si è trattato di un’assemblea molto seguita per fare il punto della situazione in questo particolare momento per il settore, che ha beneficiato dell’estensione di 15 anni sulle concessioni, la quale tuttavia deve ancora essere applicata da molti Comuni costieri. Oltretutto, continua a mancare una riforma complessiva che risolva i tanti altri problemi del settore.

Centinaio fa chiarezza sulla sua proposta di riforma

L’ex ministro del turismo Gian Marco Centinaio ha colto l’occasione per chiarire la sua posizione in merito alla bozza di legge che era trapelata lo scorso luglio. «Qualcuno mi ha dato del traditore, ma ho fatto l’unica cosa che si poteva fare: andare in Europa a testa alta, presentando una proposta di riforma che ci ha permesso di non andare in infrazione per i quindici anni. Altrimenti non avremmo mai portato a casa questo risultato. L’obiettivo finale resta l’uscita dalla Bolkestein».

«L’estensione di quindici anni è stato il frutto della collaborazione di tutte le forze politiche e sindacali», ha detto il leghista. «L’ostacolo principale è stato il Movimento 5 Stelle, che voleva dare solo cinque anni e istituire le gare. Noi invece chiedevamo trent’anni e perciò abbiamo mediato a quindici. E l’ex ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli non si è nemmeno degnato di firmare un decreto attuativo che avrebbe accelerato l’applicazione dell’estensione».

Ora però che il governo è cambiato, ancora non si sa chi sarà il ministro competente a occuparsi della necessaria riforma. «Piuttosto che il Movimento 5 Stelle, che è nemico dei balneari, spero che sarà un esponente del Partito democratico. Si tratterebbe almeno di un interlocutore preparato», ha aggiunto Centinaio.

Gasparri attacca i 5 Stelle

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri è invece andato all’attacco del Movimento 5 Stelle: «L’attuale governo è pieno di gente ostile ai balneari. La soluzione piena dell’uscita dalla Bolkestein è stata ostacolata dal veto dei grillini, che hanno detto sì all’uscita per il commercio ambulante e no per i balneari. Il primo nemico dei balneari è il Movimento 5 Stelle, poi c’è il Pd che ha sempre ostacolato e vuole le gare, e ogni tanto le battezza “evidenze pubbliche. Forza Italia ha una posizione chiara: siamo all’opposizione ma ci batteremo per l’uscita dalla Bolkestein».

Zucconi è preoccupato sul nuovo governo

Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia) si è detto «sbigottito per il fallimento costante della politica sulla questione Bolkestein. Non si possono tenere le imprese balneari appese a un filo per così tanto tempo. Il riordino proposto da Centinaio era impostato con molti limiti e si poteva far di meglio sin da subito, ma ora sono preoccupato perché convinto che questa maggioranza farà ancora peggio. Dobbiamo far passare il messaggio che salvare gli imprenditori balneari significa dare loro certezza di lavorare, e non privilegi».

Toti: «Troppe chiacchiere sulla Bolkestein»

Intervenuto in assemblea anche il governatore della Liguria Giovanni Toti, che ha dichiarato: «Sulla direttiva Bolkestein sono cinque anni che mi ci rompo la testa. La verità è che è mancato il coraggio in questo paese, abbiamo chiacchierato troppo e non abbiamo fatto quasi nulla da nessuna parte. Io banalmente chiedo: quanto ha perso questo paese in mancati investimenti da quando si discute sulla direttiva Bolkestein? Quanti ombrelloni, quante canoe, quanti catamarani, quante ristrutturazioni potevano essere state fatte? Abbiamo alimentato un sacco di sale convegni, ma non abbiamo ottenuto niente».

Corsini è contro le gare

«La strada maestra per salvare le imprese balneari è l’uscita dalla Bolkestein – ha invece detto l’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini (Pd) – e su questo la penso diversamente rispetto ad alcuni esponenti del mio partito. Ora però la priorità è mettere in tasca i 15 anni e lavorare sul riconoscimento del valore commerciale: gare o non gare, si tratta di un aspetto fondamentale. Inoltre, sull’erosione costiera la mia proposta è di utilizzare le cifre riscosse dai canoni demaniali per lanciare una grande operazione nazionale di difesa della costa».

Le associazioni ritrovano l’unità

Pur nelle loro diversità, Sib, Fiba, Cna e Oasi hanno concluso l’assemblea impegnandosi a lavorare tutte insieme per produrre un documento congiunto in cui si pongano l’obiettivo finale di evitare l’applicazione delle gare e della direttiva Bolkestein per le attuali imprese balneari. Questo punto è stato sottolineato dagli interventi di tutti e quattro i presidenti, poi ognuno ha evidenziato varie altre priorità immediate da risolvere.

Il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione ha rimarcato la necessità di «emanare una circolare ministeriale per far applicare subito a tutti i Comuni l’estensione di 15 anni sulle concessioni balneari e risolvere la grave situazione dei pertinenziali», mentre il presidente di Oasi-Confartigianato Giorgio Mussoni ritiene fondamentale «il riconoscimento del valore commerciale e della professionalità per le imprese balneari». Secondo il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli occorre «fare chiarezza sulla quantità di spiagge occupate a livello nazionale e individuare una strategia di difesa dall’erosione costiera che minaccia la scomparsa degli stabilimenti balneari ben più della Bolkestein», e infine il coordinatore di Cna Balneari Cristiano Tomei ha ricordato l’importanza di «tutelare il legittimo affidamento, reintrodurre il rinnovo automatico delle concessioni e continuare a lavorare con unità tra associazioni: questo vogliono i balneari, e dobbiamo metterlo nero su bianco su un documento unitario, altrimenti rischiamo di tornare ad allontanarci».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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    L’evento storico che diede il nome di conclave all’elezione dei pontefici risale al 1270, quando gli abitanti di Viterbo, allora sede papale, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale e ne scoperchiarono parte del tetto, in modo da metterli nelle condizioni di decidere al più presto chi eleggere come nuovo pontefice, che fu papa Gregorio X
    Sarebbe da fare questa cosa per le varie associazioni dei balneari al fine di ottenere una proposta univoca, se ancora non si è guinti a una soluzione è sopratutto perche ogni associazione ha la sua proposta.

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