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Balneari, UE avvia procedura d’infrazione contro Portogallo

Bruxelles contesta i meccanismi di preferenza per i concessionari uscenti

La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro il Portogallo contestando la «mancata corretta attuazione delle norme relative alle procedure di gara per l’aggiudicazione di concessioni balneari». Secondo Bruxelles la legislazione portoghese sulle concessioni di spiaggia, concedendo un diritto di preferenza ai precedenti titolari in fase di rinnovo tramite bando, non è compatibile con il principio europeo della libertà di stabilimento e con la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Come spiega la nota della Commissione Ue, infatti, «un diritto preferenziale a favore degli operatori storici dissuaderebbe le imprese situate in altri Stati membri dal fornire servizi balneari in Portogallo». Il governo portoghese ora ha due mesi di tempo per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione Ue, che una volta trascorsi i termini, potrà decidere di inviare un parere motivato che di fatto proseguirebbe l’iter della procedura di infrazione.

La legislazione del Portogallo sulle concessioni balneari veniva spesso citata in Italia da alcune associazioni di categoria del settore per denunciare una presunta disparità di trattamento. Il nostro paese, infatti, ha ricevuto a dicembre 2020 un’analoga lettera di messa in mora da parte di Bruxelles che contestava le proroghe automatiche con cui lo Stato italiano ha disciplinato le concessioni di demanio marittimo nell’ultimo decennio, anziché riassegnarle tramite gare pubbliche come impone il diritto europeo; mentre il Portogallo finora non aveva mai ricevuto alcuna contestazione da parte di Bruxelles.

Le concessioni portoghesi delle porzioni di spiaggia su cui insistono gli stabilimenti balneari sono disciplinate dalla legge 58/2005, nota come “Lei de Agua“. In base a tale norma, i titoli sono assegnati tramite gare pubbliche con una durata fino a 75 anni stabilita caso per caso in base al piano di investimenti, e in fase di rinnovo il titolare può godere di un diritto di prelazione presentando un ulteriore piano di investimenti. Proprio quest’ultimo punto è stato contestato dalla Commissione europea, che non accetta nessun tipo di favoritismo per i concessionari uscenti in fase di riassegnazione pubblica delle concessioni di spiaggia.

L’avvio della procedura di infrazione contro il Portogallo rappresenta un campanello d’allarme anche per l’Italia, che da alcune settimane sta lavorando proprio a una riforma delle concessioni balneari. La proposta elaborata dal governo Draghi prevede infatti alcuni meccanismi di premialità per i titolari uscenti, come il punteggio bonus a chi dimostra esperienza professionale nel settore e il riconoscimento di un indennizzo economico a carico dell’eventuale concessionario subentrante in caso di passaggio del titolo. Già lo scorso febbraio la portavoce della Commissione europea per il mercato interno Sonya Gospodinova, pur commentando nel complesso positivamente la proposta di riforma presentata da Draghi, aveva espresso perplessità su alcune forme di preferenza previste per i concessionari uscenti; e la lettera di messa in mora appena recapitata al Portogallo sta lì a significare che le stesse riserve valgono anche per gli altri paesi europei ancora non allineati con la direttiva Bolkestein.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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