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Balneari: governo difende mappatura, ma è buio fitto sulla riforma

Al tavolo di ieri con le associazioni di categoria è stata ribadita la tesi della non scarsità di risorsa, ma senza definire i dettagli per concretizzare questo principio in una legge

ROMA – Portare avanti la tesi della non scarsità di risorsa nella trattativa con la Commissione europea, per dimostrare che ci sono spiagge libere in abbondanza per garantire la concorrenza richiesta dalla direttiva Bolkestein senza toccare le imprese balneari esistenti. È la tesi ribadita ieri dai tecnici di Palazzo Chigi in occasione del tavolo consultivo con le associazioni di categoria, convocato alla vigilia della manifestazione in programma oggi alle 11 in piazza Santi Apostoli a Roma. Secondo quanto riferito a Mondo Balneare dai rappresentanti delle associazioni presenti, il governo starebbe difendendo a spada tratti la sua tesi a favore dei balneari, nonostante Bruxelles abbia contestato l’affidabilità della mappatura che ha dichiarato come solo il 33% dei litorali italiani sia occupato da concessioni. Proprio su questo tema si sarebbe concentrato il vertice del mese scorso tra una delegazione italiana e l’Ue.

La Commissione europea, hanno spiegato i rappresentanti del governo, ritiene la mappatura insufficiente in quanto sarebbe dell’idea che le spiagge vadano valutate su base qualitativa e non quantitativa, come affermato di recente anche dal commissario al mercato interno Thierry Breton. Ciò significa che le concessioni balneari dovrebbero essere classificate per la loro valenza turistica, ma secondo i sindacati questo aprirebbe la strada alle multinazionali interessate ad accaparrarsi le spiagge di maggiore pregio. Uno scenario respinto in maniera compatta da parte di tutte le associazioni di categoria, che hanno chiesto l’immediata approvazione di una legge per fermare i bandi di riassegnazione delle spiagge, già in lavorazione in moltissimi Comuni costieri. Tuttavia, su questo aspetto il governo è ancora latitante: anche al tavolo di ieri, infatti, non sono emersi elementi concreti sulla riforma che l’esecutivo è chiamato a varare a stretto giro, per concretizzare i principi espressi dalla mappatura. Ma con le concessioni in scadenza il 31 dicembre 2024 e in assenza di un diverso provvedimento nazionale, le amministrazioni locali stanno avviando le procedure di gara secondo quanto previsto dalla legge 118/2022 del governo Draghi: per questo i balneari chiedono un immediato intervento che impedisca ai Comuni di pubblicare i bandi e li metta in sicurezza rispetto alle diffide dell’Agcm.

La situazione, insomma, sembra ancora in stallo e il governo continua a non esprimersi sul da farsi. Anche per questo, i balneari si recheranno in massa oggi alla manifestazione indetta nella capitale dalle associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti per le ore 11, per chiedere un’immediata legge che decida le modalità di rinnovo e la durata dei titoli dopo il 31 dicembre 2024, al fine di salvaguardare la continuità delle attuali imprese.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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