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Balneari, Agcm chiede a Comuni romagnoli chiarimenti su gare concessioni

La lettera è stata ricevuta dalle amministrazioni di Ravenna, Rimini, Cervia e Bellaria

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha scritto ad alcuni Comuni della riviera romagnola per chiedere di «approfondire le modalità di rilascio delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo». La missiva è stata ricevuta dalle amministrazioni di Ravenna, Rimini, Cervia e Bellaria Igea Marina, ovvero quelle che hanno già approvato delle delibere di giunta per dare mandato ai funzionari di redigere i bandi per la riassegnazione delle concessioni balneari, in scadenza il 31 dicembre 2024. Non è da escludere che nei prossimi giorni altri Comuni possano ricevere analoghe comunicazioni.

L’Agcm ha giustificato la sua lettera come «esercizio della propria attività istituzionale», sottolineando che la decisione di scrivere ai Comuni è stata presa «in seguito a una segnalazione». È probabile che quest’ultima sia arrivata dal comitato “Mare libero” coordinato dall’avvocato Roberto Biagini, che si batte per la messa a gara delle concessioni e per l’aumento delle spiagge libere, e che nei giorni scorsi ha dichiarato l’intenzione di diffidare i Comuni che avevano prorogato le concessioni balneari di un anno, fino al 31 dicembre 2024, applicando la possibilità prevista dalla legge 118/2022.

La lettera dell’Agcm contiene nove quesiti ai Comuni e dà dieci giorni di tempo per rispondere. Nel dettaglio, l’Antitrust chiede di ricevere «informazioni di dettaglio relative alle concessioni in essere, precisando per ognuna la data di rilascio, la procedura concessoria seguita, le proroghe accordate e le motivazioni che le hanno rese necessarie». Inoltre, alla luce delle delibere approvate dalle amministrazioni comunali per avviare le evidenze pubbliche, l’Agcm chiede «precisazioni particolareggiate sulle procedure di cui il Comune intende avvalersi» e indicazioni «sui criteri specifici che il Comune intende adottare» per le gare delle concessioni, nonché «il cronoprogramma delle assegnazioni delle concessioni demaniali marittime».

Già in passato l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si era distinta per avere inviato svariate diffide contro le amministrazioni comunali che avevano prorogato le concessioni balneari fino al 2033 in base alla legge 145/2018 (poi annullata dal Consiglio di Stato), ritenendo i provvedimenti in contrasto con il diritto europeo che proibisce rinnovi automatici sulle concessioni pubbliche di demanio marittimo.

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